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Il Gusto Della Felicità in 50 Ricette

All’alba dei quarant’anni, **Marco Bianchi** ci parla di sé con uno sguardo più intimo, introspettivo e per molti versi inedito, attraverso le ricette del cuore che hanno contrassegnato i momenti importanti della sua vita, ma riviste e corrette con gli occhi del presente nella versione salutare che i suoi tantissimi fan conoscono e amano. Un racconto autobiografico – e fotografico – dall’infanzia al giorno d’oggi, che ripercorre i momenti fondamentali della sua vita, gli incontri, i ricordi, le persone che hanno segnato e influenzato la sua storia, il tutto ovviamente accompagnato dalle sue ricette e dalle consuete “pillole di scienza” che contraddistinguono la sua cifra di food mentor empatico, divertente, originale ma sempre aggiornato e rigoroso. Un libro che unisce gli ingredienti di forza del “Marco Bianchi style” a risvolti personali e nuove emozioni, che soddisferà le attese dei numerosissimi fan affezionati e certamente ne conquisterà di nuovi.

Il Gioco Del Mai

Colter Shaw non è un poliziotto né un militare. È un tracker, un localizzatore, uno che per vivere cerca persone scomparse, a bordo di un furgone, da una parte all’altra degli States. Allenato dal padre fin da bambino a contare solo su se stesso quando lì fuori si mette male, Shaw è un vero talento nel seguire gli indizi, anche i più indecifrabili. Sa come sopravvivere in ogni situazione, anche la più estrema, perché sa quali regole rispettare e quali comportamenti non assumere. Mai. Oggi il nuovo ingaggio lo porta in California: è sparita una studentessa universitaria. Colter si mette sulle tracce del rapitore e dei suoi inquietanti messaggi che si rifanno a quelli di un popolare videogioco. *Fuggi, se puoi* è il primo. Ma sul sentiero di caccia cade più di una vittima e Colter viene risucchiato nel cuore nero della Silicon Valley, che non è solo ricchezza, potere, modernità scintillante. È anche un tritacarne, un ingranaggio programmato per sbriciolare chi non sa tenere il passo. È solo qui che qualcuno potrebbe concepire il gioco sadico e mortale in cui le vittime vengono lasciate in un luogo isolato, con cinque oggetti per salvarsi. Un rebus che, se non viene risolto, porta con sé l’ultimo messaggio dell’Uomo che Sussurra: *Muori con dignità*. **
### Sinossi
Colter Shaw non è un poliziotto né un militare. È un tracker, un localizzatore, uno che per vivere cerca persone scomparse, a bordo di un furgone, da una parte all’altra degli States. Allenato dal padre fin da bambino a contare solo su se stesso quando lì fuori si mette male, Shaw è un vero talento nel seguire gli indizi, anche i più indecifrabili. Sa come sopravvivere in ogni situazione, anche la più estrema, perché sa quali regole rispettare e quali comportamenti non assumere. Mai. Oggi il nuovo ingaggio lo porta in California: è sparita una studentessa universitaria. Colter si mette sulle tracce del rapitore e dei suoi inquietanti messaggi che si rifanno a quelli di un popolare videogioco. *Fuggi, se puoi* è il primo. Ma sul sentiero di caccia cade più di una vittima e Colter viene risucchiato nel cuore nero della Silicon Valley, che non è solo ricchezza, potere, modernità scintillante. È anche un tritacarne, un ingranaggio programmato per sbriciolare chi non sa tenere il passo. È solo qui che qualcuno potrebbe concepire il gioco sadico e mortale in cui le vittime vengono lasciate in un luogo isolato, con cinque oggetti per salvarsi. Un rebus che, se non viene risolto, porta con sé l’ultimo messaggio dell’Uomo che Sussurra: *Muori con dignità*.

Il folletto distratto e la bambina capricciosa

Babbo Natale ha dimenticato uno dei suoi aiutanti su un tetto della città. Questo è un grosso guaio per Aben, il folletto più abile a confezionare regali ma anche più propenso a combinare guai, tra tutti gli aiutanti di Babbo Natale. Voleva solo dare un’occhiatina giù per la canna fumaria dell’ultima casa, ma quando Aben è tornato sul tetto slitta, renne e il grande vecchio con la barba bianca erano spariti. E lui si sa, torna nelle case solo una volta l’anno. E non è nemmeno detto che ci torni perché Babbo Natale arriva solo se si è stati buoni e ubbidienti. E questo è il secondo grande problema di Aben! Perché il tetto sul quale si trova è quello di Ivy: la bambina più capricciosa della città. Chissà se Babbo Natale tornerà a consegnarle regali! Età di lettura: da 10 anni. **

Il fiume

Una stretta amicizia lega Jack e Wynn. Si incontrano al college, il primo laureando in ingegneria, il secondo in lettere, e scoprono di avere caratteri diversissimi, ma una magica sintonia. Amano entrambi le avventure e il contatto con la natura, e durante le escursioni non fanno altro che parlare di letteratura.
I classici, certo, ma anche quei romanzi che scorrono via senza pretese, come gli onesti western a tinte fosche da leggere accanto al fuoco, la sera, mentre arrostiscono le trote. Quando partono per risalire in canoa il fiume Maskwa, nel nord del Canada, pregustano giornate all’aperto, pagaiando, pescando, e nottate sotto le stelle, accampati sulla riva a leggere e a dimenticare le delusioni d’amore.
Ma il diavolo ci mette la coda, e le cose prendono una piega del tutto diversa. Preannunciato da un inquietante odore di fumo, un incendio si avvicina minacciosamente costringendoli a una fuga precipitosa punteggiata da sinistri incontri: due texani, JD e Brent, pescatori ubriaconi dal grilletto facile, e Pierre e Maia, una coppia che evidentemente ha molto da nascondere.
Costretti a circostanze estreme, Jack e Wynn possono contare solo su se stessi e sull’amicizia che li unisce per far fronte alla violenza di una natura improvvisamente ostile e alle imprevedibili reazioni degli uomini.
Una storia appassionante tra avventura e thriller, in cui i protagonisti scopriranno tragicamente come un’esitazione, una scelta sbagliata, un errore di valutazione possano fare la differenza tra la vita e la morte. **
### Sinossi
Una stretta amicizia lega Jack e Wynn. Si incontrano al college, il primo laureando in ingegneria, il secondo in lettere, e scoprono di avere caratteri diversissimi, ma una magica sintonia. Amano entrambi le avventure e il contatto con la natura, e durante le escursioni non fanno altro che parlare di letteratura.
I classici, certo, ma anche quei romanzi che scorrono via senza pretese, come gli onesti western a tinte fosche da leggere accanto al fuoco, la sera, mentre arrostiscono le trote. Quando partono per risalire in canoa il fiume Maskwa, nel nord del Canada, pregustano giornate all’aperto, pagaiando, pescando, e nottate sotto le stelle, accampati sulla riva a leggere e a dimenticare le delusioni d’amore.
Ma il diavolo ci mette la coda, e le cose prendono una piega del tutto diversa. Preannunciato da un inquietante odore di fumo, un incendio si avvicina minacciosamente costringendoli a una fuga precipitosa punteggiata da sinistri incontri: due texani, JD e Brent, pescatori ubriaconi dal grilletto facile, e Pierre e Maia, una coppia che evidentemente ha molto da nascondere.
Costretti a circostanze estreme, Jack e Wynn possono contare solo su se stessi e sull’amicizia che li unisce per far fronte alla violenza di una natura improvvisamente ostile e alle imprevedibili reazioni degli uomini.
Una storia appassionante tra avventura e thriller, in cui i protagonisti scopriranno tragicamente come un’esitazione, una scelta sbagliata, un errore di valutazione possano fare la differenza tra la vita e la morte.

Il filo rosso dell’ecologia

A dieci anni dalla morte di André Gorz (Vosnon, settembre 2007), un volume per ricordare il prezioso lavoro teorico del filosofo fondatore dell’ecologia politica. Tre interviste (1990, 2003, 2005) e un saggio inedito risalente al 2004 attraversano gli assi principali del pensiero di Gorz – questione ambientale, trasformazioni del lavoro, tendenze dello sviluppo capitalistico – e anticipano alcuni temi di stretta attualità, come quello del reddito di base. Un’opera che riscopre la concezione innovativa di uno degli ultimi maître à penser della politica e del giornalismo francese, che con i suoi libri aperti a teorizzazioni antiautoritarie ed ecologiste ha influenzato in modo significativo l’esperienza della sinistra europea.

Il Figlio Di Febbraio

**Dopo *Gennaio di sangue* , il cinico ispettore scozzese torna ad affrontare se stesso e gli altri in un gioco teso e disperato che rischia di essergli fatale.**
Sono trascorse poche settimane da quello che è passato alla storia come il Gennaio di Sangue, e la violenza è di nuovo all’ordine del giorno per le strade di Glasgow. Un serial killer ossessionato da Elaine Scobie, figlia di un gangster locale, ha ucciso brutalmente il fidanzato della ragazza, incidendogli sul petto un macabro messaggio. Il rientro al lavoro dopo un breve congedo non potrebbe essere più complicato per Harry McCoy: in città sono sbarcate nuove droghe, che portano un nuovo tipo di violenza in una società già corrotta. La scia di morti sembra non fermarsi. E il passato di McCoy torna prepotente, rimbalza da un ritaglio di giornale, evoca ricordi terribili, chiede una resa dei conti che non si può più rimandare.

Il diritto umano di dominare

Che cosa sono, oggi, i diritti umani? Uno strumento di giustizia, garanzia del diritto e moderazione della violenza elaborato dalle democrazie liberali per tutelare i soggetti piú vulnerabili? In realtà, se guardiamo alla fisionomia di chi se ne occupa, accanto a istituzioni internazionali, corti di giustizia e ONG, troviamo anche agenzie di sicurezza nazionale, organismi militari e organizzazioni portatrici di interessi specifici e omogenei alle strutture di potere. Attraverso l’analisi di casi concreti che vanno dalla tutela dei diritti dei coloni israeliani alla guerra legalizzata con i droni, dagli omicidi mirati agli scudi umani, gli autori mostrano come le categorie di abuso, colpevole e vittima si scambino continuamente di posto, a seconda degli obiettivi di chi si appropria del discorso dei diritti umani: che possono essere anche una preziosa risorsa di legittimazione per rafforzare la dominazione, sancire gli squilibri consolidati e giustificare guerre e occupazioni – non uno strumento universale e neutrale di emancipazione. In questo saggio, emergono senza appello tutte le contraddizioni dell’ordine “morale” globale, insieme all’invito a ripensare l’odierno impoverimento dei diritti umani, rivitalizzandone la funzione antiegemonica, la reale rappresentatività e la forza di resistenza.

Il Cuore Segreto Dell’orologio

I lettori di Canetti sanno che, nella sua opera, dietro le parti visibili si erge un massiccio in larga misura invisibile: quello degli appunti, che Canetti scrive ormai da decenni. Di questi «appunti» conoscevamo sinora “La provincia dell’uomo”. E qui si aggiunge “Il cuore segreto dell’orologio” (1987), che comprende gli anni 1972-1985, il periodo in cui Canetti ha scritto i tre volumi della sua autobiografia. Ancora una volta troveremo qui aforismi, immagini balenanti, schegge di ipotesi, romanzi in due righe, riflessioni su scrittori amati e avversati (memorabili gli accenni a Aubrey, a Joubert, a Walser, a Zhuang-zi), osservazioni su un’immensa varietà di temi, infine frammenti di un dialogo serrato con se stesso che permette di intravedere, attraverso preziosi spiragli, le linee di un autoritratto sempre in formazione. Qui, più che mai, Canetti è incisivo, aspro, tagliente, spinto da una sorta di furia dell’essenziale. Il tempo, che induce molti ad arrotondare le punte, per Canetti agisce in senso opposto: ogni elemento subisce una accentuazione e agisce sul lettore come una scossa ravvivante. E, al tempo stesso, mai come in questi «appunti» Canetti sembra concedersi scioltezza di respiro e libertà di movimento in ogni direzione, come se in questa forma trovasse il contravveleno alla poderosa concentrazione che esigono da lui, volta per volta, le sue singole opere. Mai come negli «appunti» Canetti tiene fermo a se stesso e si permette di andare contro se stesso, seguendo un’oscillazione concisamente descritta proprio in queste pagine: «Chi obbedisce a se stesso soffoca non meno di chi obbedisce ad altri. Soltanto l’incoerente non soffoca, colui che si dà ordini ai quali si sottrae. Talvolta, in circostanze particolari, è giusto soffocare».

Il cuore dei briganti

Cavaliere errante, brigante di passo, filosofo innamorato degli ideali di libertà che sconvolgono il “secolo dei lumi”, Aurelio Cabrè di Rosacroce è nato nobile, ma adesso corre l’Isola di Hermosa a raddrizzare i torti e punire l’arroganza dei baroni. Tra gelosie invincibili, amori traditi, traffici di contrabbando, attacchi dei pirati, intrighi di palazzo e battaglie contro l’invasore, Aurelio vive, corre, lotta, desideroso di costruirsi un destino e farsi giustiziere, sulla scorta delle attese utopiche innestate dalla Rivoluzione francese. Flavio Soriga ripropone la magia del romanzo storico e di quello picaresco, connettendosi all’immaginario avventuroso che si annida in tutti noi, e che viene da lontano, dal profondo favoleggiare della narrativa moderna, e ci consegna un piccolo gioiello narrativo, un libro tutto racchiuso in una lingua ricca e fantastica e in uno stile nervoso e scattante. Una grande avventura fuori dal tempo, un variopinto, trascinante atto d’amore alla forza inarrestabile della storia e della ragione. **

Il cuore conosce la strada

**Un romanzo che vi stravolgerà la vita… in meglio**
Quando Patricia si trasferisce in Messico da Barcellona con il marito, un banchiere spagnolo, non immagina che nel giro di un anno si ritroverà tradita e abbandonata da lui. E nemmeno immagina che dopo un periodo di «lutto», solitudine e rabbia, proprio questo avvenimento diventerà l’inizio di una rinascita emotiva e spirituale che la porterà alla felicità. Guidata dalla saggezza della vecchia cuoca Rosita e poi da nuovi amici che conoscerà a mano a mano che acquista più fiducia e consapevolezza in se stessa, Patricia parte per un viaggio nell’entroterra messicano, da cui tornerà profondamente rinnovata e pronta per un nuovo amore.
*Il cuore conosce la strada* è un libro romantico con un messaggio fortemente positivo che invita tutti a esprimere sempre il proprio dolore, ma senza piangersi addosso e a conservare il proprio passato, guardando però sempre avanti nella vita. Perché la vita ti sorprende sempre.

Il conte proibito: un romanzo rosa storico

**Un amore impossibile…**
Di ritorno dalla guerra, Oliver York scopre che suo padre è morto, le sue finanze sono disastrate, e di essere diventato il nuovo conte di Carlisle. Se non sposa un’ereditiera – e in fretta! – lui e i suoi fittavoli si ritroveranno a dover piantare le tende lungo il Tamigi. Non dovrebbe scambiare baci con una debuttante spiantata… non importa quanto affascinante ella sia!

La signorina Grace Halton prevede di restare in Inghilterra il minimo necessario a ottenere la sua dote. Ma contrarre un matrimonio di convenienza non è facile come lei sperava. In America, la sua inferma madre ha bisogno di medicine che solo la dote di Grace può acquistare. Il che significa che il bel conte che non riesce a togliersi dalla testa è proprio il genere d’uomo a cui Grace non può dare il cuore.

**La famosa serie “Duchi di Guerra” vede come protagonisti nobili canaglie e valorosi eroi di guerra che, di ritorno dalla battaglia, si ritrovano catapultati nello splendore e nella follia dell’Inghilterra nell’Età della Reggenza.**
1. Il visconte irresistibile
2. Il conte proibito
3. Il capitano irraggiungibile

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### Sinossi
**Un amore impossibile…**
Di ritorno dalla guerra, Oliver York scopre che suo padre è morto, le sue finanze sono disastrate, e di essere diventato il nuovo conte di Carlisle. Se non sposa un’ereditiera – e in fretta! – lui e i suoi fittavoli si ritroveranno a dover piantare le tende lungo il Tamigi. Non dovrebbe scambiare baci con una debuttante spiantata… non importa quanto affascinante ella sia!

La signorina Grace Halton prevede di restare in Inghilterra il minimo necessario a ottenere la sua dote. Ma contrarre un matrimonio di convenienza non è facile come lei sperava. In America, la sua inferma madre ha bisogno di medicine che solo la dote di Grace può acquistare. Il che significa che il bel conte che non riesce a togliersi dalla testa è proprio il genere d’uomo a cui Grace non può dare il cuore.

**La famosa serie “Duchi di Guerra” vede come protagonisti nobili canaglie e valorosi eroi di guerra che, di ritorno dalla battaglia, si ritrovano catapultati nello splendore e nella follia dell’Inghilterra nell’Età della Reggenza.**
1. Il visconte irresistibile
2. Il conte proibito
3. Il capitano irraggiungibile

Il club dei desideri impossibili

Un aeroporto internazionale dove passa un fiume di persone con un bagaglio non solo di valigie, ma anche delle esperienze più diverse. Facce senza identità in uno spazio che è un limbo. In questa terra di nessuno ha trascorso la sua vita lavorativa lo spazzino Salvador Fuensanta. È un cantastorie dei nostri giorni, uno che, mentre sei in attesa di imbarcarti per l’India, ti racconta di un tale, amico suo, che era andato sulle rive del Gange in cerca di pace. Ma prima di sapere come va a finire, arriva il tuo volo. Ti resta la curiosità, ma ti ha distratto dalla noia. Ed è questa la funzione del suo narrare. Il vecchio Salvador è come uno scrigno pieno di storie sedimentate, costantemente rielaborate, non importa se vere. Storie rese ancora più incredibili, o forse possibili, dall’arte di narrare. E allora anche i desideri impossibili in un aeroporto si possono realizzare. Basta trovare un venditore che ti proponga di iscriverti a un club molto esclusivo, grazie al quale puoi essere chiunque tu voglia… Perché non crederci? In fondo è una possibilità. E la realtà non è forse una possibilità fra le tante? Purtroppo, però, anche i menestrelli invecchiano, e Salvador deve andare in pensione e prendere, letteralmente, per la prima volta il volo. Ma qui… comincia un’altra storia. Un romanzo che è un inno alla potenza del narrare, capace di trasformare i passeggeri in ascoltatori attenti e curiosi e i lettori in altrettanti passeggeri. **

Il Cielo Per Ultimo

Si chiama Emilio Cacini ma tutti lo conoscono come Soldo di Cacio perché è basso e goffo.
La sua vita è sempre stata una storia semplice, di quelle senza aneddoti. Cacio è un uomo mite, insegna educazione artistica alle scuole medie e vive a Livorno, nel rione di Ardenza Mare.
Da sempre coltiva la passione per le immagini, tanto che spesso associa le situazioni che vive ai dipinti dei suoi pittori preferiti.
Vorrebbe tanto rivelare il suo segreto, che riguarda la relazione clandestina con Ilaria, una donna con un passato da brigatista, ma nessuno glielo chiede.
Cacio ha un figlio, Pitore, un bambino che parla una lingua tutta sua, fatta di parole incomprensibili, inventate: folmedina, parassonio, golbetico…
Cacio sembra non farne un dramma e anzi si impegna a trovare forme di comunicazione alternative alle parole, nel tentativo di stringere un legame sempre più forte con suo figlio.
Seppure disorientato, Cacio ha un mondo dentro di sé e va per la sua strada, ed è una strada gentile e allo stesso tempo forte nel passare attraverso la solitudine e nel creare armonia dalla disarmonia da cui si sente circondato. Nel tentativo di trovare una autenticità che vada al di là delle parole, Cacio sembra dire che il mondo può essere in tanti modi differenti, basta sapere inventarlo. **Michele Cecchini ha un immaginario tutto suo. È un realismo magico, fatto di delicatezza, tenerezza e stupore per le cose.**
**Scrive usando una lente speciale per guardare e raccontare il mondo, che vola leggero come in una bolla di sapone.**

Il Cervello Aumentato, L’Uomo Diminuito

Da Platone in poi, la tradizione occidentale ha da sempre visto nel cervello la sede del pensiero, un organo con un ruolo del tutto peculiare nella comprensione dei fenomeni umani, che non poteva essere studiato né, tanto meno, modificato. I progressi delle neuroscienze contemporanee hanno introdotto una rottura storica epocale con questa tradizione: il fatto che oggi possiamo studiare il cervello e conoscerne il funzionamento mette in discussione le basi stesse di quello che culturalmente si considera il soggetto umano. Se l’amore, la libertà, la memoria sono effetti più o meno illusori di processi fisiologici cerebrali, è la stessa unità dell’uomo che sembra disperdersi, sparpagliarsi in un movimento centrifugo. Di più, l’ibridazione fra mente e computer, che già oggi è una realtà, assicura all’uomo nuovo, dal cervello aumentato, impianti e neuroprotesi con incredibili potenzialità: vedere al buio, udire a distanza, scaricare competenze, recuperare o modificare i ricordi perduti… tutto questo in un momento in cui le promesse storicistiche e teleologiche di un mondo venturo e perfetto sono venute meno una dopo l’altra.Lungi da qualunque posizione conservatrice o tecnofoba, Miguel Benasayag tenta di comprendere le ricadute antropologiche di questa rivoluzione, soprattutto nelle sue derive più riduzioniste, alla ricerca di un’alternativa umanistica alla colonizzazione tecnocratica della vita e della cultura.

Il cerchio muto

Clorinda è una bellissima teenager oppressa da un padre patologicamente possessivo: Saverio Mastri, scultore di fama e uomo tormentato, che l’ha costretta a crescere dentro una gabbia dorata lontano da tutto e da tutti, sottoponendola ad assurdi rituali di rievocazione per celebrare il ricordo della madre, morta mentre la dava alla luce dopo un incidente stradale. Nel fatidico sabato sera in cui cade il suo diciottesimo compleanno, la giovane decide di ribellarsi e scappa da casa per recarsi alla Gehenna, la discoteca dei suoi sogni. Sul posto incontra Vasco Terrano, un delinquente figlio di un boss mafioso, che la convince ad andare via con lui in auto, assieme ai suoi sgherri. Portata in un luogo appartato, viene drogata e violentata e buttata in mezzo alla strada, dove è investita da un’auto che sta sopraggiungendo. Al volante c’è Franco Negronero, uno studente di medicina, figlio di un commissario morto in servizio che si paga gli studi universitari partecipando a corse clandestine. In seguito al trauma riportato nell’incidente, Franco entra in coma e viene ricoverato al Lazarus, un ospedale specializzato nel recupero delle giovani vittime degli incidenti stradali, ma dopo una settimana si risveglia in un modo inspiegabile che ha del miracoloso. Oppresso dai sensi di colpa per la morte che pensa di aver provocato, insidiato da una misteriosa presenza, comincia a raccogliere in modo ossessivo tutti i dati medici che riguardano le stragi del sabato sera, le statistiche delle morti, i referti medici… E si rende conto con terrore che alcuni di quegli incidenti sono legati uno all’altro come gli anelli di una catena. Aiutato da una collega di suo padre: Chiara Monti, comandante dell’NSPIA, una squadra speciale della Polizia preposta a combattere una misteriosa organizzazione denominata Triplice, la cosiddetta mafia delle discoteche, per prevenire la mattanza di giovani sulle strade, Franco giunge sulle tracce di un assassino che sta incredibilmente ricreando lo stesso tipo d’incidente in cui ha trovato la morte Clorinda…
Con suggestioni narrative che si rifanno a Victor Hugo e a Stephen King, e scenari angoscianti alla James Ballard, Il cerchio muto si può considerare una moderna novella gotica, un romanzo poliziesco anomalo, un thriller soprannaturale che parla di fantasmi che non passano e di disperazioni senza fine, della responsabilità di essere genitori e del coraggio di essere figli. L’apocalisse è alle porte e il battesimo di sangue è cominciato e forse non si potrà più fermare: la morte assurda d’innumerevoli giovani vite, agnelli sacrificali e mostri, vittime e carnefici, nel nome di un’icona del male proteiforme, affondata nella nostra interiorità collettiva, che tutto dirige, e che forse non è solo futile metafora.