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Tess dei d’Urberville

Una ragazza tenace e sfortunata, figlia della povertà dei campi, vittima dell’uomo e dell’età industriale: è Tess dei d’Urberville, protagonista di uno dei capolavori del romanzo vittoriano. La tranquilla contea inglese del Wessex, antica denominazione anglosassone del Dorset, è teatro di sordide vicende e di soprusi: l’ingenua Tess, ultima rappresentante di una nobile famiglia decaduta, viene sedotta e abbandonata in giovane età, costretta a seppellire un figlio nato malato, battezzato da lei stessa con il significativo nome di Dolore. Condannata come “donna perduta” dall’opinione comune, non si arrende alla propria condizione: cerca il riscatto attraverso il lavoro e il matrimonio con Angel Clare, figlio di un pastore evangelico, turbato dal passato tormentato della moglie. In un crescendo di vicende drammatiche, Tess troverà riposo solo all’ombra dell’antico tempio pagano di Stonehenge, come una vera vittima sacrificale dei tempi moderni. Introduzione di Pietro Citati.
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Il tesoro sommerso: un’indagine sottomarina per Mary Lester

Durante l’esplorazione di un relitto da parte di un club di archeologia sottomarina al largo delle isole Glénan, un sommozzatore annega. Mary Lester che, con l’amico Fortin, fa parte del gruppo di esploratori, viene a sapere che un altro sub è annegato in circostanze simili pochi mesi prima. L’autopsia rivela inoltre che l’ultima vittima presentava tracce di ossido di carbonio nei polmoni. Si tratta davvero di morti accidentali? Mary, nella nuova veste di giornalista a caccia di scoop, decide di vederci chiaro con l’aiuto del fedele Fortin. Sulla strada verso la verità la giornalista dovrà fare i conti con Bullion, un cane ferocissimo, ma soprattutto con i suoi padroni, una coppia di omosessuali che sembra avere molto da nascondere…

Il tesoro scomparso

Buongiorno ragazzi. Sono sempre io, Alfred Hitchcock, pronto a servirvi su un piatto d’argento la terza avventura degli ormai celebri Tre Investigatori, Jupiter Jones, Pete Crenshaw e Bob Andrews. Una storia alquanto incredibile, almeno per chi si rifiuta di ammettere l’esistenza degli gnomi, dei folletti, e degli altri innumerevoli spiritelli malvagi. Eppure gli gnomi esistono veramente, e compaiono in questo giallo mantenendo fede alla tradizione fiabesca che li vuole avidi di ricchezze, di gioielli e di tesori. Anche I Tre Investigatori in un primo momento rifiutano di considerare possibile la loro esistenza: ma in breve dovranno ricredersi a loro rischio e pericolo. Mi rendo conto che questa mia presentazione può apparire alquanto caotica, ma vi prego di credere che non è affatto facile presentare delle cose che non dovrebbero esistere, ma che a quanto pare esistono ugualmente. Comunque, se volete chiarirvi le idee, non vi resta che precipitarvi a leggere questo volume. Alfred Hitchcock

Tesoro di Scozia (Literary Romance)

Metti una rossa senza peli sulla lingua, intraprendente, curiosa e anche un po’ dispettosa a ficcanasare in un castello alla ricerca della verità, alla ricerca di un drappo magico appartenuto all’antico popolo, in una terra aspra eppure misteriosa come la Scozia, dove miti e leggende si fondono con la storia, dove il confine tra sogno e realtà è così labile che non si sa dove inizi uno e finisca l’altro. E metti un nobile Highlander introverso, sarcastico e maledettamente affascinante nello stesso posto e con l’intenzione di rendere la vita difficile alla “rossa”… La storia ruota intorno alla leggenda della Fairy Flag, il drappo che protesse il clan dei MacLeods nei periodi più turbolenti della Storia. Complice l’erede di famiglia, Colin MacLeod, Adele vola in Scozia per risolvere l’inquietante mistero. Lì, scoprirà che la leggenda non solo è vera, ma perfino il drappo è conservato con gran cura all’interno del castello quando, invece, sarebbe dovuto ritornare nelle mani della fata che l’ha generato…
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### Sinossi
Metti una rossa senza peli sulla lingua, intraprendente, curiosa e anche un po’ dispettosa a ficcanasare in un castello alla ricerca della verità, alla ricerca di un drappo magico appartenuto all’antico popolo, in una terra aspra eppure misteriosa come la Scozia, dove miti e leggende si fondono con la storia, dove il confine tra sogno e realtà è così labile che non si sa dove inizi uno e finisca l’altro. E metti un nobile Highlander introverso, sarcastico e maledettamente affascinante nello stesso posto e con l’intenzione di rendere la vita difficile alla “rossa”… La storia ruota intorno alla leggenda della Fairy Flag, il drappo che protesse il clan dei MacLeods nei periodi più turbolenti della Storia. Complice l’erede di famiglia, Colin MacLeod, Adele vola in Scozia per risolvere l’inquietante mistero. Lì, scoprirà che la leggenda non solo è vera, ma perfino il drappo è conservato con gran cura all’interno del castello quando, invece, sarebbe dovuto ritornare nelle mani della fata che l’ha generato…

Il tesoro d’Italia

“C’è un’Italia protetta e remota a Morano Calabro, a Vairano, a Rocca Cilento, a Vatolla, a Giungano, a Torchiara, a Perdifumo, incontaminati presidi del Cilento. Poi ci sono le apparizioni. Come gli affreschi di Sant’Angelo in Formis, come il duomo di Anagni con il quale si apre il racconto pittorico di questo libro, anche se i primi segnali della lingua nuova, diretta, espressiva, sapida, sono nella scultura, a partire da Wiligelmo a Modena in parallelo con i primi vagiti della lingua italiana. Quei confini nei quali sono ristretti a coltivare i campi, cacciati dal Paradiso terrestre, Adamo ed Eva. Poco più tardi vedremo altri contadini affaticati, di mese in mese, nel Battistero dell’Antelami a Parma. Soltanto a Ferrara il lavoro sembrerà riservare una imprevista felicità. Il Maestro dei Mesi trasmette il piacere che ha provato estraendo fanciulli dalla pietra. Siamo nel 1230, in largo anticipo sul ritrovamento della vita nella pittura, prima ancora che in Toscana, nel cuore della Valle Padana, a Cremona, con il racconto delle storie di Sant’Agata di un maestro anonimo; non sarà un caso che la nuova lingua toscana in pittura si espanda fino a Padova con Giotto nella Cappella degli Scrovegni, e di lì in tutto il Nord. Siamo in apertura del Trecento, e diventa lingua universale quella che ha iniziato a parlare Giotto, ponendosi davanti le energie dei corpi e la loro azione…” (Vittorio Sgarbi) Introduzione di Michele Ainis.
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Terzo tempo per due

Spesso la vita ci mostra il suo volto più duro, proprio come succede in campo. Lo sa bene Mario Todini, estremo della nazionale di rugby, che si prepara ad affrontare il Mondiale con un peso sul cuore. Il grande amore con Betta è finito, portandosi via i progetti, le certezze e il futuro che Mario aveva sempre desiderato. Ma per fortuna anche la partita più dura e lunga finisce e arriva il terzo tempo: le mani che si contendevano l’ovale si stringono, i volti deformati dallo sforzo di arrivare a meta sorridono, e gli amici si ritrovano. È quello che accade con Ginevra Besson, amica del cuore di Mario e presenza costante nella sua vita, come una sorella. Come un raggio di sole che tinge di colore ogni istante.
Dopo “Un cuore ovale” e “La meta del cuore”, un’altra storia ovale d’amore e speranza da vivere fuori e dentro il campo da gioco.
Mood: Romantico – YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.

Il terzo incomodo. Le pesanti verità di Ferruccio Mazzola

In fondo questo libro non contiene segreti: gli addetti ai lavori, siano essi giornalisti, procuratori, dirigenti, calciatori, allenatori, massaggiatori o capipopolo sanno, nella sostanza, tutto. Sanno ma non parlano. Perciò diventano necessarie figure quali Ferruccio Mazzola, che finalmente decidono, di raccontare le loro esperienze. Ferruccio Mazzola parla, ma non è la rabbia a spingere il suo racconto, né il desiderio di vendetta nei confronti di Tizio o Caio. Non cerca condanne ma vuole, piuttosto aiutare a capire: in particolare i giovani che si avvicinano allo sport, quei genitori che spingono i loro figli a fare sempre meglio, magari anche dopandosi: tanto chissenefrega, vorrai mica che mio figlio ci resti secco come quel calciatore… E perché no? Doping e calcioscommesse, partite combinate e morti senza un perché: un filo spesso come una fune e maleodorante come il denaro lega atteggiamenti, misfatti e vicende di un mondo che, come sostiene Gianni Rivera: “Il calcio non è né pulito né sporco ma come tutto il resto”.
Metà anni Sessanta. I pareri sono unanimi. Il vero erede del grande Valentino Mazzola non è Sandro, peraltro campione già affermato dell’Inter di Herrera, ma Ferruccio, che del padre ha ereditato fisico, tecnica, schiettezza. Ferruccio però non esploderà mai. Colpa della sfortuna? Del suo carattere franco? Oppure di altri fattori? La risposta è in questa biografia, che rivela tanti retroscena: intorno alla vicenda di un campione definito “difficile”, sull’ambiente del calcio e delle sue pratiche, sulle realtà personali e famigliari della più grande dinastia di campioni del calcio italiano e forse mondiale.
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### Sinossi
In fondo questo libro non contiene segreti: gli addetti ai lavori, siano essi giornalisti, procuratori, dirigenti, calciatori, allenatori, massaggiatori o capipopolo sanno, nella sostanza, tutto. Sanno ma non parlano. Perciò diventano necessarie figure quali Ferruccio Mazzola, che finalmente decidono, di raccontare le loro esperienze. Ferruccio Mazzola parla, ma non è la rabbia a spingere il suo racconto, né il desiderio di vendetta nei confronti di Tizio o Caio. Non cerca condanne ma vuole, piuttosto aiutare a capire: in particolare i giovani che si avvicinano allo sport, quei genitori che spingono i loro figli a fare sempre meglio, magari anche dopandosi: tanto chissenefrega, vorrai mica che mio figlio ci resti secco come quel calciatore… E perché no? Doping e calcioscommesse, partite combinate e morti senza un perché: un filo spesso come una fune e maleodorante come il denaro lega atteggiamenti, misfatti e vicende di un mondo che, come sostiene Gianni Rivera: “Il calcio non è né pulito né sporco ma come tutto il resto”.
Metà anni Sessanta. I pareri sono unanimi. Il vero erede del grande Valentino Mazzola non è Sandro, peraltro campione già affermato dell’Inter di Herrera, ma Ferruccio, che del padre ha ereditato fisico, tecnica, schiettezza. Ferruccio però non esploderà mai. Colpa della sfortuna? Del suo carattere franco? Oppure di altri fattori? La risposta è in questa biografia, che rivela tanti retroscena: intorno alla vicenda di un campione definito “difficile”, sull’ambiente del calcio e delle sue pratiche, sulle realtà personali e famigliari della più grande dinastia di campioni del calcio italiano e forse mondiale.

Il terzo gemello

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Una giovane scienziata, Jeannie Ferrami, sta svolgendo una ricerca sulla formazione della personalità e sulle differenze di comportamento tra gemelli, allo scopo di dimostrare che quelli che secondo lei sono i tratti ereditari di una mente criminali possono essere efficacemente contrastati da una corretta educazione. A un certo punto però, subito dopo aver scoperto 2 gemelli assolutamente identici ma nati da madri diverse, si rende conto che qualcuno vuole fermarla. Smascherare i suoi nemici diventa così una questione di vita o di morte. Qual è il ruolo in questa torbida vicenda di una società di punta nel campo della biogenetica? È possibile che esperimenti segreti di clonazione siano stati condotti su cavie umane inconsapevoli? E in che modo è coinvolto nella vicenda anche un candidato alla presidenza degli Stati Uniti? Un thriller coinvolgente e appassionante, un romanzo che forse, da qualche parte nel mondo, è già realtà.

La terza torre. Libertà, sicurezza, diritti civili e terrorismo dopo l’11 settembre

La battaglia contro il terrorismo, secondo l’amministrazione statunitense, impone una limitazione delle libertà fondamentali del cittadino in nome di una maggiore sicurezza. L’istituzione di tribunali speciali per processare presunti terroristi di cittadinanza non americana e il controllo capillare dei mezzi di informazione testimoniano di una situazione in preoccupante sviluppo. Giulia Fossà ha chiesto ad Alberto Abruzzese, Fausto Bertinotti, Marco Bertotto, Luigi Bobba, Rocco Buttiglione, Domenico De Masi, Giuliano Ferrara, Domenico Fisichella, Fulco Lanchester, Sebastiano Maffettone, Dacia Maraini, Sergio Romano, Adriano Sofri, Marcello Veneziani e Sandro Veronesi il loro parere sulle evoluzioni in atto negli Stati Uniti.

La terza Roma

La terza Roma by Ryszard Kapusci, Ryszard ski, Vera Verdiani
“…poiché i russi vi pregavano alla vista della città santa, come i pellegrini quando scorgono Gerusalemme.” Già: per loro Mosca era una città santa, la capitale del mondo, la terza Roma. Mosca: il punto d’arrivo della storia, il termine al pellegrinaggio terreno dell’umanità, la porta aperta sul cielo. I russi erano capaci di credere a queste cose in modo profondo, convinto, fanatico.” Torna tra le vecchie strade gelate un grande cronista, alla ricerca di ciò che è rimasto e ciò che è irrimediabilmente mutato nella terza capitale del mondo. Tratto da “Imperium” pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 22.422

La terza guerra mondiale

 In Unione Sovietica non c’è più pane; l’embargo americano sul grano, portato alle ultime conseguenze, ha spinto i russi con le spalle al muro.
Ma anche l’America ha un punto debole: l’oleodotto che porta dall’Alaska la linfa vitale del petrolio. Quando i “duri” del Cremlino mandano una forza suicida a sabotare l’oleodotto, gli americani scoprono che il loro destino è nelle mani di poche decine di difensori, comandati dal colonnello Chaffey. E Chaffey capisce che questa non è una delle tante, piccole, sporche; guerre locali. Questa guerra può essere l’ultima.

Terrorismo umanitario

Il volume raccoglie una serie di saggi sul tema delle guerre “umanitarie” e delle guerre preventive, scatenate nell’ultimo ventennio dalle potenze occidentali, in palese violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale generale. L’accento è posto sul processo di “normalizzazione” della guerra di aggressione, sulle strategie militari della “lotta al terrorismo” e sui nuovi apparati di comunicazione di massa usati per giustificare moralmente e giuridicamente le stragi di persone innocenti. Sullo sfondo Danilo Zolo propone una nozione profondamente diversa di “terrorismo” rispetto alle formule opportunistiche varate dagli Stati Uniti e servilmente accolte dalla grande maggioranza dei paesi europei e dei loro giuristi accademici. La guerra di aggressione non come strumento principe della tutela dei diritti dell’uomo, ma conflitto fortemente asimmetrico, in cui gli strumenti di distruzione di massa da parte delle grandi potenze sono stati consapevolmente usati per fare strage di civili inermi e diffondere il terrore. Il fatto che in Occidente ci sia ancora chi, come gli esponenti dell’attuale governo italiano, continua a definire queste guerre “umanitarie” e persino “democratiche” – sostiene Zolo – chiarisce perché quello che gli Stati Uniti e l’Europa chiamano global terrorismo, anziché essere sconfitto, si diffonde sempre più in tutto il mondo sino a diventare la sola risposta – tragica, impotente e nichilista – dei popoli oppressi dallo strapotere terroristico delle grandi potenze.

Terrorismi

Terrorismi, al plurale. Un titolo per indicare la minaccia multipla e costante, non sempre legata a motivazioni politiche o religiose, che è ormai diventata il tratto distintivo di questo inizio di terzo millennio. Un grande giornalista e inviato sul campo racconta per la prima volta il fenomeno del terrorismo su scala globale, oltre la sfida lanciata dallo Stato Islamico. Una presenza diffusa che utilizza le forme più diverse per imporre la violenza: le azioni con i veicoli-ariete, l’attacco ai jet passeggeri, le sparatorie nelle scuole americane o dalle finestre di un casinò, le esecuzioni dei narcos messicani. Che siano azioni di singoli criminali convertiti all’estremismo o si inseriscano in una strategia globale, sono tutti atti di terrore per l’impatto che hanno sulla nostra vita quotidiana. Guido Olimpio trascina il lettore in una spy story dove tutto è reale e i fatti si intrecciano con le vite di imprendibili criminali come Abu Ibrahim, il mago delle valige bomba, Samir Khadar detto il Serpente, amante della bella vita, e Junzo Okudaira, la primula rossa dietro gli attentati degli anni ottanta a Roma e Napoli. Un racconto avvincente con le storie inedite dei protagonisti, l’analisi dei fronti più caldi e dei pericoli reali che corriamo.

(source: Bol.com)

Il terrore dalla sesta luna

La Terra è invasa da una misteriosa specie che viene dalla sesta luna di Saturno, ma nessuno si è ancora accorto di nulla. Gli extraterrestri hanno la forma di grosse amebe che controllano le ramificazioni nervose dei loro involontari ospiti. Ma qualcuno sa che quell’ingobbimento della schiena di molte persone, all’apparenza normali, altro non è se non il segno che quella persona non è più umana. I Titani, questo è il nome dei parassiti, verranno sconfitti dopo che Sam Cavanaugh sarà riuscito a gettare l’allarme e a convincere tutti a girare nudi per dimostrare di non essere stati invasati.

Un terribile amore

«*L’irlandese Catherine Dunne, autrice del fortunato* La metà di niente*, sa, come nessun altro, raccontare la vita intima, casalinga, quotidiana di una donna e di una famiglia.*»
**Isabella Bossi Fedrigotti**
«*Nei racconti della Dunne, collegati dal filo della sofferenza femminile, c’è un realismo minuto, quotidiano. Nelle trame c’è tutta una razza di donne dure, coriacee, abituate al dolore, alla lotta, ai sentimenti radicali.*»
**Mirella Serri**
«*Una grande maestra nell’analisi dei sentimenti. Senza sentimentalismi.*»
**Giulia Borgese**
«*I suoi personaggi sono le nostre amiche, le nostre sorelle, le nostre madri ricalcate in un’esperienza di reciprocità quotidiana che sorprende per intelligenza e sensibilità, oltre che per il raffinato lavoro artigianale con la scrittura.*»
**Il Giornale**
Due donne, due destini, un incidente in comune: l’amore. Per Calista, irlandese di buona famiglia, arriva molto presto, a diciassette anni, ha il volto di Alexandros, trentenne cipriota, bellissimo e sicuro di sé, e significa l’ingresso in una nuova esistenza, in un Paese straniero. Per Pilar, spagnola figlia di contadini, è un vortice di passione imprevisto che in un attimo sconvolge un piano seguito con rigore per dieci anni: lasciarsi alle spalle la miseria e l’ignoranza, diventare un’altra. Calista dovrà imparare nel modo più difficile a essere moglie e madre, mentre il suo matrimonio naufraga sugli scogli della nostalgia, della violenza e dell’inganno. Pilar sarà costretta a scegliere tra il suo progetto di vita e suo figlio, e si troverà a camminare su un filo teso tra la libertà e la solitudine. Finché le storie delle due donne si scontrano con il fragore di un evento traumatico: un omicidio, che ha radici più antiche di quanto possano immaginare. Un romanzo potente che ha gli ingredienti delle grandi tragedie classiche e la forza della verità di ogni giorno: quella di due protagoniste femminili indimenticabili in guerra contro un mondo maschile. Capaci di infinito amore e infinito odio, disposte a perdere tutto pur di non tradire se stesse.
«*Catherine Dunne ha il dono geniale di trasformare vite normali in un racconto irresistibile.*»
**The Irish Post**
«*La Dunne scrive di persone comuni, ma nei suoi romanzi la loro vita è straordinaria.*»
**Sunday Tribune**
«*Nessuno sa parlare delle donne come lei. Nessuno sa parlare alle donne come lei.*»
**Elle**
«*La Dunne è una narratrice talmente dotata da essere in grado di ricreare in modo credibile un mondo che avvince il lettore.*»
**Evening Herald**
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### Sinossi
«*L’irlandese Catherine Dunne, autrice del fortunato* La metà di niente*, sa, come nessun altro, raccontare la vita intima, casalinga, quotidiana di una donna e di una famiglia.*»
**Isabella Bossi Fedrigotti**
«*Nei racconti della Dunne, collegati dal filo della sofferenza femminile, c’è un realismo minuto, quotidiano. Nelle trame c’è tutta una razza di donne dure, coriacee, abituate al dolore, alla lotta, ai sentimenti radicali.*»
**Mirella Serri**
«*Una grande maestra nell’analisi dei sentimenti. Senza sentimentalismi.*»
**Giulia Borgese**
«*I suoi personaggi sono le nostre amiche, le nostre sorelle, le nostre madri ricalcate in un’esperienza di reciprocità quotidiana che sorprende per intelligenza e sensibilità, oltre che per il raffinato lavoro artigianale con la scrittura.*»
**Il Giornale**
Due donne, due destini, un incidente in comune: l’amore. Per Calista, irlandese di buona famiglia, arriva molto presto, a diciassette anni, ha il volto di Alexandros, trentenne cipriota, bellissimo e sicuro di sé, e significa l’ingresso in una nuova esistenza, in un Paese straniero. Per Pilar, spagnola figlia di contadini, è un vortice di passione imprevisto che in un attimo sconvolge un piano seguito con rigore per dieci anni: lasciarsi alle spalle la miseria e l’ignoranza, diventare un’altra. Calista dovrà imparare nel modo più difficile a essere moglie e madre, mentre il suo matrimonio naufraga sugli scogli della nostalgia, della violenza e dell’inganno. Pilar sarà costretta a scegliere tra il suo progetto di vita e suo figlio, e si troverà a camminare su un filo teso tra la libertà e la solitudine. Finché le storie delle due donne si scontrano con il fragore di un evento traumatico: un omicidio, che ha radici più antiche di quanto possano immaginare. Un romanzo potente che ha gli ingredienti delle grandi tragedie classiche e la forza della verità di ogni giorno: quella di due protagoniste femminili indimenticabili in guerra contro un mondo maschile. Capaci di infinito amore e infinito odio, disposte a perdere tutto pur di non tradire se stesse.
«*Catherine Dunne ha il dono geniale di trasformare vite normali in un racconto irresistibile.*»
**The Irish Post**
«*La Dunne scrive di persone comuni, ma nei suoi romanzi la loro vita è straordinaria.*»
**Sunday Tribune**
«*Nessuno sa parlare delle donne come lei. Nessuno sa parlare alle donne come lei.*»
**Elle**
«*La Dunne è una narratrice talmente dotata da essere in grado di ricreare in modo credibile un mondo che avvince il lettore.*»
**Evening Herald**
### Dalla seconda/terza di copertina
Catherine Dunne è nata nel 1954 a Dublino, dove vive. Guanda ha pubblicato: La metà di niente, La moglie che dorme, Il viaggio verso casa, Una vita diversa, Un mondo ignorato, L’amore o quasi, Se stasera siamo qui, Donna alla finestra, Tutto per amore, Quel che ora sappiamo e La grande amica.