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Il paradigma perduto. Che cos’è la natura umana?

Morin si propone di capire e spiegare l’articolazione tra biologia e antropologia. Contro l’opposizione di Natura e Cultura, mostra che le chiavi della nostra cultura sono nella nostra natura e viceversa. Contro l’antropologia che vede nell’homo sapiens soltanto un tecnico ragionevole e unidimensionale, ricorda che l’uomo ha creato il mito, la magia, la dismisura, il disordine e che la sua originalità profonda consiste nel fatto di essere un animale dotato della facoltà di sragionare. Il libro propone una “teoria aperta della natura umana”, fondata sull’idea di auto-organizzazione e su una logica della complessità, che ha suscitato grande discussione, ma che appare ancora di intatta forza e coerenza. **

Il nudo e il morto

A più di cinquant’anni dalla pubblicazione, il romanzo bellico di Norman Mailer conserva integra tutta la sua forza narrativa e la sua attualità di denuncia e di scandalo. L’autore, allora esordiente e giovane, si sentì quasi minacciato dal successo clamoroso e dall’etichetta di “scrittore di guerra” che l’oberava; e a ragione, perché fra la copiosa quantità di narrazioni che il secondo conflitto mondiale produsse, oggi rimasta per lo più come documento per tesi universitarie, la storia, che *Il nudo e il morto* racconta, emerge per la capacità di Mailer di estrarre dalla vicenda metafore e emblemi della tragedia di vivere. Infatti, complice anche l’ambientazione non europea, come invece lo era nei grandi esempi hemingwayani, quella pattuglia disperata e persa in un’isola-giungla dell’oceano Pacifico a combattere l’infido “mostro giallo” della propaganda governativa, diventa un campionario simbolico di umanità; e come tale oltrepassa i limiti dell’esperienza diretta su cui nasce.
Quella che lo scrittore qui narra è una guerra atrocemente realistica e angosciosamente astratta, che anticipa l’estraneità del Vietnam e in genere di ogni conflitto odierno privo di ragioni ideologiche e patriottiche. Alternando dialoghi di un verismo fin’allora inaudito e descrizioni di una prorompente vitalità, il romanzo immerge subito il lettore in un mondo di violenza e di sopraffazione, in cui però l’istinto di sopravvivere lascia qualche volta sfuggire un gesto pietoso, una parvenza d’affetto, come un frammento di civiltà tra le barbarie dell’odio.

Il Nome Del Padre. Racconti Blasfemi

La comunicazione tra Dio e gli uomini non è immediata: c’è la voce autorevole del Padre che parla nelle Scritture, ce il Verbo diffuso in terra dal Figlio, ci sono gli intermediari che nei secoli si sono arrogati l’interpretazione delle une e dell’altro. Ma che cosa pensa, Dio, di come sono andate le cose dopo la Creazione? Quali erano le sue intenzioni quando incontrò Mose sul Monte Sinai e dettò i comandamenti? E soprattutto, che cosa pensano, gli uomini – profeti o barboni – del suo operato? Che cosa gli direbbero se potessero incontrarlo faccia a faccia? Siamo sicuri che lo riconoscerebbero? In questi “racconti blasfemi” un identico sguardo, partecipe e franco, si posa su Dio e sulle sue creature, uomini, donne e animali. Dell’uno e degli altri un orecchio sensibile raccoglie la voce, ascoltando il racconto di errori e patimenti. E ecco che l’umano atto di narrare ci mostra i tormenti del Padre del mondo che si confessa con il proprio analista, o quelli di Giuseppe sul sepolcro del figlio; mette un Dio lontanissimo di fronte ai più inascoltati degli uomini, e fa si che sfere che sembrano non sfiorarsi mai si guardino, si riconoscano, si parlino. In una sorta di nuovo, reciproco Vangelo.

Il monastero

**Bestseller in Spagna
«Un degno erede di *I pilastri della Terra* e *La cattedrale del mare*.» La Vanguardia**
**Spagna, XIV secolo.** Il monastero cistercense di Santa María de Veruela è stato costruito in modo da ricordare una Città Celeste: un riflesso del Regno dei Cieli. Tuttavia i monaci che lo abitano sono spesso vittime delle umane passioni: ambizione, desiderio, vendetta. Durante la sanguinosa guerra tra i regni di Castiglia e di Aragona, il giovane Bizén, assistente del notaio reale, viene incaricato di portare a termine una missione: recuperare i resti dell’infante Alfonso, sepolto in una delle tombe del monastero. Al suo arrivo, però, scopre che all’interno del monastero si è consumato un orrendo delitto: uno dei monaci è stato brutalmente assassinato in circostanze misteriose, proprio davanti alla sepoltura dell’infante. Bizén viene dunque incaricato dall’abate di individuare il colpevole, ma si ritroverà ben presto coinvolto nelle oscure trame che i monaci tessono l’uno all’insaputa dell’altro. Dovrà risolvere l’indagine al più presto, se vuole aver salva la vita…
**Un thriller storico ricco di suspense
Ambientato tra le mura di uno dei monasteri medievali più affascinanti della spagna
Hanno scritto dei suoi libri:**
«Il miglior romanzo storico dell’anno.»
**Novelas Històricas**
«Per chi ama il Medioevo, questo libro è come una macchina del tempo.»
**El Mundo**
«Un’incantevole immersione in un’altra epoca.»
**Luis Zueco**
È nato a Saragozza, in Aragona. È uno scrittore, uno storico, un fotografo e un ingegnere industriale. Collabora con diverse associazioni culturali spagnole ed è vicepresidente della Asociación de Amigos de los Castillos de Aragón. Ha scritto tre romanzi. *Il monastero* è il primo pubblicato dalla Newton Compton. **
### Sinossi
**Bestseller in Spagna
«Un degno erede di *I pilastri della Terra* e *La cattedrale del mare*.» La Vanguardia**
**Spagna, XIV secolo.** Il monastero cistercense di Santa María de Veruela è stato costruito in modo da ricordare una Città Celeste: un riflesso del Regno dei Cieli. Tuttavia i monaci che lo abitano sono spesso vittime delle umane passioni: ambizione, desiderio, vendetta. Durante la sanguinosa guerra tra i regni di Castiglia e di Aragona, il giovane Bizén, assistente del notaio reale, viene incaricato di portare a termine una missione: recuperare i resti dell’infante Alfonso, sepolto in una delle tombe del monastero. Al suo arrivo, però, scopre che all’interno del monastero si è consumato un orrendo delitto: uno dei monaci è stato brutalmente assassinato in circostanze misteriose, proprio davanti alla sepoltura dell’infante. Bizén viene dunque incaricato dall’abate di individuare il colpevole, ma si ritroverà ben presto coinvolto nelle oscure trame che i monaci tessono l’uno all’insaputa dell’altro. Dovrà risolvere l’indagine al più presto, se vuole aver salva la vita…
**Un thriller storico ricco di suspense
Ambientato tra le mura di uno dei monasteri medievali più affascinanti della spagna
Hanno scritto dei suoi libri:**
«Il miglior romanzo storico dell’anno.»
**Novelas Històricas**
«Per chi ama il Medioevo, questo libro è come una macchina del tempo.»
**El Mundo**
«Un’incantevole immersione in un’altra epoca.»
**Luis Zueco**
È nato a Saragozza, in Aragona. È uno scrittore, uno storico, un fotografo e un ingegnere industriale. Collabora con diverse associazioni culturali spagnole ed è vicepresidente della Asociación de Amigos de los Castillos de Aragón. Ha scritto tre romanzi. *Il monastero* è il primo pubblicato dalla Newton Compton.

Il mito della malattia mentale

Estratto del libro:
Chiunque abbia orecchio per il linguaggio riconosce quanto sottile e permeabile alle mode sia il confine che separa il pretenzioso vocabolario della psichiatria dal ridicolo lessico della psicochiacchiera, e l’uno e l’altro dal gergo della quotidianità. È proprio in questo che risiedono la ricchezza e la forza del linguaggio, che è sempre e comunque metaforico. Qualora una persona voglia dire qualcosa di delicato con un certo tatto, può farlo come suggerisce il proverbio “Scherzando, Arlecchino si confessa”, ossia dire giocosamente qualcosa di serio. I burocrati, gli avvocati, gli uomini politici, i ciarlatani e gli assortiti saltimbanchi del ceto terapeutico hanno l’abitudine di dire ogni cosa con grande serietà. E, se vogliamo difendercene, faremo meglio a fare i giocosi mentre li ascoltiamo, a meno che siamo noi i loro zimbelli.
Fin dall’inizio, riflettendo su queste realtà sono stato colpito dal carattere metaforico del vocabolario psichiatrico, che tuttavia viene accettato quale legittimo idioma medico. Quando ho deciso d’interrompere la mia attività di internista per dedicarmi alla psichiatria, mi sono proposto di esplorare la natura e la funzione delle metafore psichiatriche e di sottoporle – non disgiunte dalle coercizioni e dai pretesti che le giustificano – all’ esame critico del pubblico.
Durante gli anni cinquanta ho pubblicato, su periodici specializzati, una serie di articoli in cui contestavo i fondamenti epistemologici del concetto di malattia mentale e confutavo sia la legittimità dell’ospedalizzazione coatta sia la difesa per infermità mentale. Nel 1958, quando stavo per portare a termine Il mito della malattia mentale, ho scritto un breve documento pubblicato nel 1960 con lo stesso titolo. L’anno dopo è uscito il libro, e penso di poter legittimamente affermare che da allora la psichiatria non è stata più la stessa.
Varie sono state le reazioni alla mia opera, dalle lodi alle aspre denunce. Gli psichiatri statunitensi si sono affrettati a serrare le file, contro me che tentavo di togliere loro il potere di fare ospedalizzazioni coatte o di sottoporre a trattamenti medici anche degli adulti capaci di intendere e di volere, definendo li pazienti psichiatrici. Rappresentanti della psichiatria ufficiale hanno proclamato che negavo “i trattamenti salvavita ai pazienti psichiatrici”, affermazione che deformava, senza affrontarlo apertamente, il mio asserto che i comportamenti riprovevoli non sono malattie. In effetti tentavo di togliere agli psichiatri il loro potere ma non intendevo certo togliere agli adulti il diritto o l’opportunità di ricevere sostegno psichiatrico.
Quarta di copertina:
Il mito della malattia mentale è un libro sconvolgente e rivoluzionario. Analizza e smonta le impalcature ideologiche e disciplinari della psichiatria e di ogni psicoterapia. Nonostante le istituzioni sacramentali e profane e gli apparati medicolegali abbiano fatto di tutto per metterlo all’indice, questo libro ha riscosso un successo mondiale, con un’incidenza enorme sulla cultura, sull’arte, sulla scienza, sulla filosofia. Questa è la traduzione dell’ultima versione redatta dall’Autore. Un libro da tempo sparito dalle librerie e tanto atteso dai lettori, non soltanto dagli addetti ai lavori.

Il mio Capodanno osé

Parker, americano in trasferta di lavoro a Londra, conosce Jack la sera di Capodanno, in modo abbastanza inusuale. Parker è single, giovane e la notte è troppo speciale per non commettere qualche follia. Quello che doveva essere un semplice incontro casuale, però, prende una piega inaspettata e Jack si rivela essere un’eccitante follia. La più eccitante che Parker abbia mai sperimentato. Basterà la magia della notte più pazza dell’anno, a realizzare un sogno appena nato? Tanto più che Parker deve ritornare a New York entro pochi giorni. Un racconto breve, intenso e sensuale, con una nota di leggerezza e fatalismo, ma con un finale inaspettato.

Il Mio Cammino

È questo il cammino di un uomo. È questo il pensiero che si è formato nel corso di questo cammino e il capolavoro che ne è derivato. Attraverso le interviste che Edgar Morin ha concesso a Djénane Kareh Tager, questo libro mostra l’unità di un’opera attraverso la sua varietà, l’unità di una vita attraverso le sue vicissitudini. Ne “Il mio cammino” è l’uomo a parlare, senza dissimulare le sue emozioni né le sue passioni. Quest’uomo ci racconta la sua esperienza della vita, dell’amore, della poesia, della vecchiaia e della morte.

Il mio cammino

È questo il cammino di un uomo. È questo il pensiero che si è formato nel corso di questo cammino e il capolavoro che ne è derivato. Attraverso le interviste che Edgar Morin ha concesso a Djénane Kareh Tager, questo libro mostra l’unità di un’opera attraverso la sua varietà, l’unità di una vita attraverso le sue vicissitudini. Ne “Il mio cammino” è l’uomo a parlare, senza dissimulare le sue emozioni né le sue passioni. Quest’uomo ci racconta la sua esperienza della vita, dell’amore, della poesia, della vecchiaia e della morte. **
### Sinossi
È questo il cammino di un uomo. È questo il pensiero che si è formato nel corso di questo cammino e il capolavoro che ne è derivato. Attraverso le interviste che Edgar Morin ha concesso a Djénane Kareh Tager, questo libro mostra l’unità di un’opera attraverso la sua varietà, l’unità di una vita attraverso le sue vicissitudini. Ne “Il mio cammino” è l’uomo a parlare, senza dissimulare le sue emozioni né le sue passioni. Quest’uomo ci racconta la sua esperienza della vita, dell’amore, della poesia, della vecchiaia e della morte.

Il memorandum Fuller

IL MEMORANDUM FULLER Gli anni passano ma non le kafkiane assurdità della buracrazia governativa con cui ha a che fare Bob Howard. Esperto informatico e brillante agente della Lavanderia, sezione minacce occulte dei servizi segreti di Sua Maestà, durante un esorcismo di routine uccide per errore un civile. E le cose precipitano quando il suo enigmatico capo Angleton, all’improvviso, svanisce. A quel punto Bob dovrà cercare di evitare la fine del mondo. **
### Sinossi
IL MEMORANDUM FULLER Gli anni passano ma non le kafkiane assurdità della buracrazia governativa con cui ha a che fare Bob Howard. Esperto informatico e brillante agente della Lavanderia, sezione minacce occulte dei servizi segreti di Sua Maestà, durante un esorcismo di routine uccide per errore un civile. E le cose precipitano quando il suo enigmatico capo Angleton, all’improvviso, svanisce. A quel punto Bob dovrà cercare di evitare la fine del mondo.

Il manipolatore

Nuda sotto una pioggia torrenziale, una donna è aggrappata al parapetto di un ponte, sospesa sul vuoto, in bilico sui tacchi delle sue scarpe rosse. Sulla pancia ha una scritta fatta col rossetto “Puttana”, e all’orecchio un cellulare. Piange e supplica. Ma quando il noto psicologo Joseph O’Loughlin le si avvicina per parlarle e salvarla, la donna gli sussurra solo una cosa: “Lei non capisce.” Poi, si lascia cadere. Un drammatico suicidio, una brutta storia finita male. Ma a poche ore di distanza, la figlia della donna si presenta alla porta del professor O’Loughlin sostenendo che non si è trattato di suicidio. A dispetto delle apparenze, lo psicologo le crede e inizia a chiedersi chi ci fosse all’altro capo del telefono mentre la donna sceglieva di gettarsi nel vuoto. Chi è penetrato nella mente della donna, manipolandola e plagiandola fino a spezzarne la vita per sempre?

Il manicomio chimico. Cronache di uno psichiatra riluttante

Oggi il manicomio non è più costituito da fasce, muri, sbarre, ma è diventato astratto, invisibile. Si è trasferito direttamente nella testa, nelle vie neurotrasmettitoriali che regolano i pensieri. Il vero manicomio, oggi, sono gli psicofarmaci. Stiamo oltretutto assistendo a una vera e propria mutazione antropologica: agli psichiatri, e alle case farmaceutiche, non bastano più i malati da curare, ma servono anche i sani. Lutto, tristezza, rabbia, timidezza, disattenzione, non sono stati d’animo fisiologici, ma patologie da curare con il farmaco adatto. Cipriano sottopone a una critica severa i principali dogmi della psichiatria “moderna”: a cominciare dalla diagnosi, ovvero l’urgenza burocratica di considerare “malattia” qualunque disagio psichico, a cui segue l’immancabile prescrizione di un farmaco. E quando i farmaci non sono sufficienti, ritorna l’uso nascosto delle fasce e dell’elettrochoc. È questo il nuovo manicomio, meno appariscente, più discreto, in cui diagnosi e psicofarmaco dominano la scena. **

Il mago

Ambientato tra Londra e Parigi ai primi anni del secolo scorso, Il mago trae la sua ispirazione dal’incontro che Maugham ebbe con uno strano e sconcertante personaggio: il “mago” occultista e satanista Aleister Crowley. Il romanzo, attingendo al gusto per il terrifico assai diffuso all’epoca, esplora, all’interno di una complessa vicenda sentimentale, i misteri della magia e della psiche umana, e soprattutto i meccanismi di soggezione psicologica che rendono alcuni individui misteriosamente più potenti di altri. Modellato in origine a immagine del personaggio reale, il “mago” del romanzo si fa mostro non solo nell’animo, ma anche nel corpo; un processo di proliferazione cellulare continua, di perenne gemmazione di carne cela il vuoto desolato di affetti e di umanità che è in lui. Il nodo del romanzo diventa così la lotta contro la malefica essenza di quest’essere tanto diverso dagli altri: potrà qualcosa il semplice coraggio di un uomo contro la forza della “magia”?

Il lungo XX secolo. Denaro, potere e le origini del nostro tempo

Le ricorrenti crisi finanziarie degli ultimi quarant’anni non sono incidenti di percorso ma riflettono tendenze storiche di lungo periodo. Giovanni Arrighi ha dimostrato che, da secoli, quando la produzione di beni e il commercio non bastano più a garantire alti profitti, l’accumulazione del capitale si sposta nella sfera della finanza e della speculazione. Ne conseguono instabilità economica, incertezza politica e nuovi conflitti sociali, che possono rappresentare il preludio a una svolta epocale negli equilibri globali. Il capitalismo si è evoluto attraverso una sequenza di “lunghi secoli”, ciascuno dei quali ha insediato una nuova potenza al centro dell’economia-mondo. Al capitalismo genovese e veneziano seguì nel XVII secolo un ciclo economico olandese, la cui crisi aprì la strada all’impero britannico e infine alla leadership globale degli Stati Uniti. In passato fu l’ascesa della finanza a preannunciare la transizione da un ciclo all’altro: dietro le turbolenze economiche del nostro tempo si cela forse la fine del dominio statunitense? “Il lungo XX secolo” proietta le vicende del Novecento in un quadro storico di lunga durata, che mette in luce il rapporto quasi simbiotico tra il capitalismo e la formazione dello stato moderno. Conduce il lettore attraverso imperi e colonie, porti commerciali e campi di battaglia, colossi industriali e banche internazionali, fin dentro le stanze segrete in cui si incontrano politica e alta finanza, potere e denaro. Prefazione di Mario Pianta. **

Il libro nero della Lega

La truffa milionaria ai danni degli italiani, le alleanze con personaggi impresentabili al Sud, le trame opache sullo scacchiere internazionale: tutta la verità sul partito di Matteo Salvini.
Che fine hanno fatto i 49 milioni di euro della truffa sui rimborsi elettorali architettata da Umberto Bossi e Francesco Belsito? Perché Matteo Salvini mente quando dice di non aver mai visto un euro di quel tesoro? Chi sono i nuovi finanziatori del partito oggi? E ancora, come mai il ministro dell’Interno per sfondare al Sud si è circondato di personaggi equivoci, riciclati, ex fascisti, condannati, indagati e con parentele su cui pesa il sospetto di contiguità con la mafia? Quali segreti si celano dietro le alleanze strette dal leader della Lega con Vladimir Putin e Donald Trump?
Un libro inchiesta svela per la prima volta le trame finanziarie e politiche del partito del ministro dell’Interno. È Il libro nero della Lega, una coraggiosa ricostruzione basata anche su importanti documenti fin qui inediti.
Giovanni Tizian e Stefano Vergine per le loro inchieste sulla Lega hanno ricevuto il Premio Franco Giustolisi “Giustizia e Verità” 2018. **
### Sinossi
La truffa milionaria ai danni degli italiani, le alleanze con personaggi impresentabili al Sud, le trame opache sullo scacchiere internazionale: tutta la verità sul partito di Matteo Salvini.
Che fine hanno fatto i 49 milioni di euro della truffa sui rimborsi elettorali architettata da Umberto Bossi e Francesco Belsito? Perché Matteo Salvini mente quando dice di non aver mai visto un euro di quel tesoro? Chi sono i nuovi finanziatori del partito oggi? E ancora, come mai il ministro dell’Interno per sfondare al Sud si è circondato di personaggi equivoci, riciclati, ex fascisti, condannati, indagati e con parentele su cui pesa il sospetto di contiguità con la mafia? Quali segreti si celano dietro le alleanze strette dal leader della Lega con Vladimir Putin e Donald Trump?
Un libro inchiesta svela per la prima volta le trame finanziarie e politiche del partito del ministro dell’Interno. È Il libro nero della Lega, una coraggiosa ricostruzione basata anche su importanti documenti fin qui inediti.
Giovanni Tizian e Stefano Vergine per le loro inchieste sulla Lega hanno ricevuto il Premio Franco Giustolisi “Giustizia e Verità” 2018.

Il Libertino Di Hidden Brook

Inghilterra, 1805
Come sarà fatto un libertino? Un “vero” libertino? È questo che Victoria si domanda, dopo anni di letture proibite in collegio, quando scopre che, insieme a lei, nell’avita dimora dei Killmore, è ospite Jared Lennox, fratello di suo cognato e famigerato libertino londinese.
Ferito in un duello, il giovane è praticamente segregato nelle sue stanze… che male ci potrebbe essere nel raggiungerlo di nascosto, giusto per dargli una sbirciatina?
Quella che doveva essere una piccola bravata senza conseguenze è solo l’inizio di una serie di equivoci e malintesi che sembra condurre la coppia, passo dopo passo, verso un inesorabile altare.
Ma sarà poi così sgradevole, per i due, l’idea di un matrimonio riparatore?
Sotto lo sguardo vigile della formidabile zia Erinni, determinata a separare ciò che Dio non ha ancora unito, se da lei ritenuto inadeguato, fra passioni, tradimenti e intrighi, quello di Victoria e Jared sarà un percorso verso la reciproca conoscenza, ma soprattutto verso una crescente consapevolezza di sé.
Un racconto d’altri tempi. Una storia d’amore fuori dal tempo.
Una zia che tutti vorrebbero avere.

Il labirinto dei libri segreti

Un cimitero maledetto.
Un enigma secolare.
Un’unica domanda:
Chi è davvero Jacqueline?
Agosto 2001. Jacqueline Morceau, una giovane pittrice americana, è a Parigi per esporre i suoi quadri. Ma il promettente soggiorno nella ville lumière si trasforma presto in un incubo: davanti ai suoi occhi, sul sagrato della cattedrale di Notre-Dame, uno sconosciuto si toglie la vita. Accusata di omicidio e costretta a nascondersi per sfuggire alla polizia, Jacqueline trova rifugio nel cuore della città, in un’antica casa che sembra nascondere inquietanti segreti. Incalzata dal commissario Danielle Genesse e guidata da strani personaggi – un clochard dall’odore di birra e gelsomino, un cavaliere con un gufo sulla spalla, un uomo quasi cieco che sembra conoscere molte cose – Jacqueline segue le tracce di una verità che si fa sempre più angosciante: quello che è accaduto ha a che fare, in qualche modo, con il suo passato… Un vero e proprio labirinto da percorrere, che la porterà negli angoli più remoti di Parigi, fino al cimitero di Père-Lachaise: quale mistero aleggia sulle tombe dei celebri personaggi lì sepolti? Che cosa lega tra loro le anime di Jim Morrison, Fryderyk Chopin, Oscar Wilde, Maria Callas, Giuliano l’Apostata, Maria Walewska, Allan Kardec, Caterina de’ Medici e le oscure profezie di Nostradamus? L’enigma è custodito in due antichissimi libri. E l’unica chiave per risolverlo potrebbe essere proprio lei, Jacqueline.
Paolo Di Reda
Il labirinto dei libri segreti è il suo terzo romanzo, dopo Ricordare non basta e Prove generali per scomparire. Ha inoltre partecipato all’antologia Roma per le strade con il racconto A finestre aperte e scritto due sceneggiature per il cinema con il regista Gian Paolo Cugno (Salvatore. Questa è la vita e La bella società). Ha collaborato alla sceneggiatura di Sleeping around. Diletto in letto, del regista Marco Carniti.
Flavia Ermetes
laureata in Biologia molecolare e Farmacia, ha lavorato nel campo della ricerca e del giornalismo scientifico. È stata anche autrice TV e da molti anni si occupa di cinema e audiovisivi, coltivando sempre, in prima persona, il suo amore per l’arte, la danza, il teatro e la scrittura, senza mai rinunciare all’impegno per la difesa dei diritti degli animali e l’ecologia. È vicepresidente dell’associazione animalista Pet Village, che soccorre e accoglie animali maltrattati e abbandonati, ed è stata autrice di una trasmissione TV sui diritti animali, Animalife. Dipinge da sempre e suoi quadri sono stati esposti in mostre collettive e personali. **
### Sinossi
Un cimitero maledetto.
Un enigma secolare.
Un’unica domanda:
Chi è davvero Jacqueline?
Agosto 2001. Jacqueline Morceau, una giovane pittrice americana, è a Parigi per esporre i suoi quadri. Ma il promettente soggiorno nella ville lumière si trasforma presto in un incubo: davanti ai suoi occhi, sul sagrato della cattedrale di Notre-Dame, uno sconosciuto si toglie la vita. Accusata di omicidio e costretta a nascondersi per sfuggire alla polizia, Jacqueline trova rifugio nel cuore della città, in un’antica casa che sembra nascondere inquietanti segreti. Incalzata dal commissario Danielle Genesse e guidata da strani personaggi – un clochard dall’odore di birra e gelsomino, un cavaliere con un gufo sulla spalla, un uomo quasi cieco che sembra conoscere molte cose – Jacqueline segue le tracce di una verità che si fa sempre più angosciante: quello che è accaduto ha a che fare, in qualche modo, con il suo passato… Un vero e proprio labirinto da percorrere, che la porterà negli angoli più remoti di Parigi, fino al cimitero di Père-Lachaise: quale mistero aleggia sulle tombe dei celebri personaggi lì sepolti? Che cosa lega tra loro le anime di Jim Morrison, Fryderyk Chopin, Oscar Wilde, Maria Callas, Giuliano l’Apostata, Maria Walewska, Allan Kardec, Caterina de’ Medici e le oscure profezie di Nostradamus? L’enigma è custodito in due antichissimi libri. E l’unica chiave per risolverlo potrebbe essere proprio lei, Jacqueline.
Paolo Di Reda
Il labirinto dei libri segreti è il suo terzo romanzo, dopo Ricordare non basta e Prove generali per scomparire. Ha inoltre partecipato all’antologia Roma per le strade con il racconto A finestre aperte e scritto due sceneggiature per il cinema con il regista Gian Paolo Cugno (Salvatore. Questa è la vita e La bella società). Ha collaborato alla sceneggiatura di Sleeping around. Diletto in letto, del regista Marco Carniti.
Flavia Ermetes
laureata in Biologia molecolare e Farmacia, ha lavorato nel campo della ricerca e del giornalismo scientifico. È stata anche autrice TV e da molti anni si occupa di cinema e audiovisivi, coltivando sempre, in prima persona, il suo amore per l’arte, la danza, il teatro e la scrittura, senza mai rinunciare all’impegno per la difesa dei diritti degli animali e l’ecologia. È vicepresidente dell’associazione animalista Pet Village, che soccorre e accoglie animali maltrattati e abbandonati, ed è stata autrice di una trasmissione TV sui diritti animali, Animalife. Dipinge da sempre e suoi quadri sono stati esposti in mostre collettive e personali.