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La trilogia Dalgliesh

Fin dal suo debutto Adam Dalgliesh si è conquistato l’affetto dei lettori. Eppure non lo si può certo definire un uomo simpatico: capoispettore di Scotland Yard, ha un atteggiamento riservato, profondamente cerebrale, e per svagarsi scrive versi (tutt’altro che spregevoli). Uomo di bell’aspetto, è vedovo e fatica a intrecciare relazioni con le donne. Si tratta, forse, dell’ultimo investigatore-gentiluomo, un mix tra Sherlock Holmes e Maigret. In questo volume lo vediamo all’opera in tre delle sue indagini più celebri: “Una mente per uccidere”, nel quale affronta un omicidio avvenuto in una clinica psichiatrica; “Un gusto per la morte”, che lo vede indagare su un doppio assassinio commesso nella sagrestia di una chiesa e “Una notte di luna per l’ispettore Dalgliesh”, in cui il poliziotto-poeta deve misurarsi con un killer psicopatico, un misterioso suicida e un irriducibile ambientalista.
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La Trilogia Adamsberg

All’origine del «caso Vargas», che prima in Francia e poi in tutta Europa ha scalato le vette delle classifiche, ci sono il linguaggio terso, lo stile ironico e incisivo, l’accuratezza nei dettagli piú sorprendenti. E poi ci sono i suoi personaggi. Atipici, logorati dalla vita, ma sempre pronti a battersi. E c’è la simpatia con cui è ritratto il mondo del distretto di polizia del XIII arrondissement dove si muove il personaggio piú amato dai lettori di Fred Vargas, il commissario Jean-Baptiste Adamsberg. «Spalatore di nuvole», antirazionale, flemmatico e filosofico, Adamsberg preferisce procedere a zigzag e aspettare, brancolare nel buio finché non viene folgorato da una delle sue intuizioni geniali, lontane dal rigore della «classica» logica dell’investigatore, che lo conducono alla rivelazione finale. *L’uomo dei cerchi azzurri* segna la prima apparizione assoluta dell’insolito commissario che si trova alle prese con dei misteriosi cerchi tracciati sui marciapiedi di Parigi, in mezzo ai quali Adamsberg sente che presto comparirà un cadavere. Nel secondo romanzo che lo vede protagonista, *L’uomo a rovescio*, il poliziotto sui generis deve risolvere invece una catena di orrendi delitti il cui autore potrebbe essere un lupo mannaro. Zeppo di simboli e superstizioni che parrebbero affondare nei tempi bui della Morte Nera è l’intricata vicenda in cui si trova coinvolto Adamsberg nell’ultimo romanzo di questa trilogia, *Parti in fretta e non tornare*.
Contiene:
*L’uomo dei cerchi azzurri
L’uomo a rovescio
Parti in fretta e non tornare*

Trieste sottosopra

Trieste sottosopra: Quindici passeggiate nella città del vento by Mauro Covacich
«Accanto alla Trieste austroungarica è sempre esistita unaltra Trieste. Accanto alla città dei caffè letterari, della composta amicizia di Svevo e Joyce, cè sempre stata unaltra città, morbida, disinvolta, picaresca, dai connotati quasi carioca. Cè un edonismo antico, morale, nei triestini. E anche un vitalismo moderno un po easy-going, alla californiana. Trieste è una città meridionale, la città più meridionale dellEuropa del Nord.» A spasso per vicoli e piazzette, lungo gradinate a picco sul mare, bighellonando nella bora che spezza il fiato e pulisce laria: con una scrittura guizzante di ironica tenerezza, quindici itinerari narrativi svelano e ricompongono il puzzle affettivo e affettuoso di una Trieste ricolma di storia, curiosità, contraddizioni.

Tredici modi di guardare

‘E com’è che il lontano passato è disseminato di personaggi mentre il presente è così addomesticato e piatto?’ È un freddo giorno di gennaio quando J. Mendelssohn si sveglia nel suo appartamento dell’Upper East Side di Manhattan. Vecchio, fragile, affidato alle cure della badante caraibica, mentre aspetta che il riscaldamento entri in funzione, tra i clic e i clac delle condutture, la sua mente divaga: torna all’infanzia trascorsa in Lituania e a Dublino, al lavoro di giudice della Corte Suprema, all’amata moglie Eileen. Qualche ora dopo, Mendelssohn esce di casa per un fatale pranzo con il figlio – intanto, la neve scende copiosa sulle strade, a immobilizzare e innervosire la città. Racconto che gioca con ricordi, allusioni, omissioni e indizi disseminati, Tredici modi di guardare è un flusso di coscienza magmatico cui fa da contrappunto il pragmatismo necessario per risolvere un delitto. In Che ore sono adesso, lì da te?, vero e proprio viaggio dentro la mente dello scrittore, una soldatessa di stanza in Afghanistan fa una telefonata a casa la notte di Capodanno. Seguiamo poi la madre sola di Sh’khol, costretta ad affrontare l’indicibile quando suo figlio scompare in mare dopo una nuotata vicino a casa. Infine, in Trattato, il testo che chiude la raccolta, un’anziana suora sudamericana scopre per caso, una sera davanti alla tv, che l’uomo che decenni prima l’ha torturata è ancora vivo e fa il politico. Ecco un libro tanto sottile quanto denso e sorprendente che contiene, distillato, tutto il limpido talento di McCann, qui più che mai abile nell’immaginare immensità anche negli angoli più angusti delle nostre vite.

(source: Bol.com)

La treccia

**Tre donne. Tre continenti. Tre destini intrecciati.**
«*Una storia di coraggio, di audacia, e di vita che riprende vita. Altamente balsamico*»
**Luciana Littizzetto**
«*Smita, Giulia e Sarah costituiscono il triangolo femminile con cui Laetitia Colombani sonda le ambizioni (legittime) delle donne d’oggi.*»
**D la Repubblica**
«*In perfetto stile Jo March, nella Treccia i capelli sono metafora di libertà e coraggio e permettono alle protagoniste di dare un nome alla discriminazione subita.*»
**Vanity Fair**
«*Grande successo in Francia. Come tre ciocche che compongono una treccia, Smita, Giulia e Sarah sono legate dal coraggio di fronte alla vita.*»
**Il Venerdì**
******UN ESORDIO DA RECORD**
******Da un anno nelle Top 10 francesi**
******In corso di traduzione in 26 Paesi**
**300.000 copie vendute ******
**Clicca sul nome di una delle protagoniste e ascolta l’audio-anteprima del romanzo:**
**Smita  |  Giulia  |  ****Sarah**
* * *
****A un primo sguardo, niente unisce Smita, Giulia e Sarah. Smita vive in un villaggio indiano, incatenata alla sua condizione d’intoccabile. Giulia abita a Palermo e lavora per il padre, proprietario di uno storico laboratorio in cui si realizzano parrucche con capelli veri. Sarah è un avvocato di Montréal che ha sacrificato affetti e sogni sull’altare della carriera.
Eppure queste tre donne condividono lo stesso coraggio. Per Smita, coraggio significa lasciare tutto e fuggire con la figlia, alla ricerca di un futuro migliore. Per Giulia, coraggio significa rendersi conto che l’azienda di famiglia è sull’orlo del fallimento e tentare l’impossibile per salvarla. Per Sarah, coraggio significa guardare negli occhi il medico e non crollare quando sente la parola «cancro». Tutte e tre dovranno spezzare le catene delle tradizioni e dei pregiudizi; percorrere nuove strade là dove sembra non ce ne sia nessuna; capire per cosa valga davvero la pena lottare. Smita, Giulia e Sarah non s’incontreranno mai, però i loro destini, come ciocche di capelli, s’intrecceranno e ognuna trarrà forza dall’altra. Un legame tanto sottile quanto tenace, un filo di orgoglio, fiducia e speranza che cambierà per sempre la loro esistenza.
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### Sinossi
**Tre donne. Tre continenti. Tre destini intrecciati.**
«*Una storia di coraggio, di audacia, e di vita che riprende vita. Altamente balsamico*»
**Luciana Littizzetto**
«*Smita, Giulia e Sarah costituiscono il triangolo femminile con cui Laetitia Colombani sonda le ambizioni (legittime) delle donne d’oggi.*»
**D la Repubblica**
«*In perfetto stile Jo March, nella Treccia i capelli sono metafora di libertà e coraggio e permettono alle protagoniste di dare un nome alla discriminazione subita.*»
**Vanity Fair**
«*Grande successo in Francia. Come tre ciocche che compongono una treccia, Smita, Giulia e Sarah sono legate dal coraggio di fronte alla vita.*»
**Il Venerdì**
******UN ESORDIO DA RECORD**
******Da un anno nelle Top 10 francesi**
******In corso di traduzione in 26 Paesi**
**300.000 copie vendute ******
**Clicca sul nome di una delle protagoniste e ascolta l’audio-anteprima del romanzo:**
**Smita  |  Giulia  |  ****Sarah**
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****A un primo sguardo, niente unisce Smita, Giulia e Sarah. Smita vive in un villaggio indiano, incatenata alla sua condizione d’intoccabile. Giulia abita a Palermo e lavora per il padre, proprietario di uno storico laboratorio in cui si realizzano parrucche con capelli veri. Sarah è un avvocato di Montréal che ha sacrificato affetti e sogni sull’altare della carriera.
Eppure queste tre donne condividono lo stesso coraggio. Per Smita, coraggio significa lasciare tutto e fuggire con la figlia, alla ricerca di un futuro migliore. Per Giulia, coraggio significa rendersi conto che l’azienda di famiglia è sull’orlo del fallimento e tentare l’impossibile per salvarla. Per Sarah, coraggio significa guardare negli occhi il medico e non crollare quando sente la parola «cancro». Tutte e tre dovranno spezzare le catene delle tradizioni e dei pregiudizi; percorrere nuove strade là dove sembra non ce ne sia nessuna; capire per cosa valga davvero la pena lottare. Smita, Giulia e Sarah non s’incontreranno mai, però i loro destini, come ciocche di capelli, s’intrecceranno e ognuna trarrà forza dall’altra. Un legame tanto sottile quanto tenace, un filo di orgoglio, fiducia e speranza che cambierà per sempre la loro esistenza.
### Dalla seconda/terza di copertina
Uno straordinario caso editoriale per mesi ai vertici delle classifiche francesi. Tradotto in tutto il mondo. Vincitore del prestigioso Prix Relay.

Tre topolini ciechi e altre storie

Un eccentrico riccone che sfida i suoi eredi a una eccitante caccia al tesoro, un marito sospettato da tutto il villaggio di aver assassinato la moglie, una povera ragazza accusata di furto e sostituita da una domestica troppo perfetta, una coppia di giovani sposi minacciati da una vecchia pazza, due giovanotti penetrati per caso in una casa nella quale si trova un cadavere… Nove brevi racconti, scritti tra il 1925 e il 1948, che vedono anche la partecipazione di Hercule Poirot e di Miss Marple. Una straordinaria antologia nella quale spicca il celebre *Tre topolini ciechi*, l’indimenticabile storia di sette persone, tra le quali si nasconde un pericolosissimo assassino psicopatico, intrappolate in una pensione isolata dalla neve. Una trama mozzafiato, dalla quale l’autrice ricavò la famosissima pièce teatrale *Trappola per topi*, la più apprezzata commedia poliziesca di tutti i tempi.

Tre strade, tre grotte, tre teste

A chi piace guardare la tivù? A tutti. E i panini con la marmellata di mirtillo? quelli di sicuro al principe Luigino: se n’è preparato uno a sette strati. Però il re suo padre vorrebbe che facesse qualcosa di diverso, di speciale. Ad esempio, che affrontasse un orribile drago crestato che vive in una grotta nel bosco. Età di lettura: da 6 anni.

Tre sorelle nei guai

Di testamenti bizzarri ce ne sono tanti, ma quello di Noel Hawthorne, ricco e affermato uomo d’affari, non ha precedenti. Morto in un incidente di caccia, Noel lascia alle tre sorelle una pesca, una pera e una mela. Sostanzialmente sono state diseredate, e anche Daisy, la vedova, riceve ben poco. A vincere tutto il piatto da sette milioni di dollari è Naomi Karn, collaboratrice, e forse anche amante, di Noel. Le tre sorelle, temendo che la cognata voglia trascinare la famiglia nello scandalo impugnando il testamento, si rivolgono a Nero Wolfe affinché medi con la giovane ereditiera. Peccato però che l’investigatore delle orchidee si ritrovi di colpo proiettato non più in una questione di eredità contesa, ma in un minaccioso caso di omicidio.E farà meglio a risolverlo in fretta, se non vuole finire lui stesso in galera.

Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (senza risparmiare se stessi)

Un lui, una lei, la Roma di oggi, la classica storia d’amore che potrebbe ricominciare; ma il confidente del protagonista, fra partite a scacchi e tazze di caffè al bar, è… Lev Tolstoj. Con un linguaggio serrato ed elegante, un’ironia feroce, un continuo sovvertimento dei piani narrativi, Lagioia si diverte a trasformare la più convenzionale delle trame in «una macchina per la distruzione di cliché letterari» che non risparmia Guerra e pace, le madeleines di Proust, il mito della droga e quello del ritorno all’infanzia: l’originalissimo esordio di uno dei narratori italiani più apprezzati di oggi.

Tre passi nel buio

Negli ultimi vent’anni, la letteratura italiana di genere ha conquistato il predominio assoluto nelle classifiche di vendita, e costruito una vera a propria comunità di lettori che va sempre più ampliandosi. La costellazione di romanzi che vengono radunati – forse frettolosamente – sotto l’etichetta del crime nasconde differenze rilevanti e spesso ignorate: scrivere un noir non è la stessa cosa che scrivere un giallo; la serialità richiede tecniche di costruzione dell’intreccio che non sono né scontate, né alla portata di tutti; il thriller è un genere a sé, con regole proprie che è necessario applicare nei minimi dettagli, anche quando le si voglia sovvertire. Per la prima volta, tre maestri rispettivamente del noir, del giallo e del thriller hanno accettato di aprire il proprio laboratorio ai lettori, raccontando nei dettagli come costruiscono le loro storie, quali ne sono gli ingredienti irrinunciabili e come questi si sono evoluti nel corso degli anni.Il risultato è un libro pieno di passione e competenza: una lettura irrinunciabile per gli appassionati di Carlotto, D’Andrea e de Giovanni, ma anche per chi non li conosce ancora. Oltre che, ovviamente, per chi sogna di scrivere una storia crime, e vuol capire da dove partire e cosa non sbagliare.

(source: Bol.com)

Tre passi nel buio

Negli ultimi vent’anni, la letteratura italiana di genere ha conquistato il predominio assoluto nelle classifiche di vendita, e costruito una vera a propria comunità di lettori che va sempre più ampliandosi. La costellazione di romanzi che vengono radunati – forse frettolosamente – sotto l’etichetta del crime nasconde differenze rilevanti e spesso ignorate: scrivere un noir non è la stessa cosa che scrivere un giallo; la serialità richiede tecniche di costruzione dell’intreccio che non sono né scontate, né alla portata di tutti; il thriller è un genere a sé, con regole proprie che è necessario applicare nei minimi dettagli, anche quando le si voglia sovvertire. Per la prima volta, tre maestri rispettivamente del noir, del giallo e del thriller hanno accettato di aprire il proprio laboratorio ai lettori, raccontando nei dettagli come costruiscono le loro storie, quali ne sono gli ingredienti irrinunciabili e come questi si sono evoluti nel corso degli anni.Il risultato è un libro pieno di passione e competenza: una lettura irrinunciabile per gli appassionati di Carlotto, D’Andrea e de Giovanni, ma anche per chi non li conosce ancora. Oltre che, ovviamente, per chi sogna di scrivere una storia crime, e vuol capire da dove partire e cosa non sbagliare.

(source: Bol.com)

I tre moschettieri

Qual è il segreto? Dove sta la magia? Nella forza del plot? Nella qualità possente dello scenario storico che è in grado di evocare? Nella suspense? Forse, più di tutto, nella gioia del raccontare. È la seduzione narrativa, infatti, a fare dei Tre moschettieri un capostipite del romanzo “senza aggettivi”. Questo capolavoro dell’intrigo cattura a ogni pagina il lettore, lo spiazza, lo depista, lo inganna e lo rende complice, per poi coinvolgerlo in uno strabiliante “effetto meraviglia”. A partire dal titolo: non solo ”I tre moschettieri” sono quattro, ma – come ha osservato Umberto Eco – il romanzo è palesemente “la storia del quarto”, di d’Artagnan, che è l’assoluto protagonista non solo di questo libro, ma anche degli altri due che seguiranno: ”Vent’anni dopo” e ”Il Visconte di Bragelonne”. “Immaginatevi un Don Chisciotte a diciott’anni”: è questo il primo impatto del lettore con d’Artagnan, e attorno a questo virtuoso della spada, a questo campione di lealtà, di fedeltà incondizionata alla causa del re, di dedizione assoluta alla regina, si dipanerà la storia dei tre romanzi, la storia di una vita. L’altra figura decisiva, antagonistica, è Milady, quintessenza dell’inganno, maschera erotica della perfidia e del tradimento, di cui porta il segno indelebile inciso nelle carni. C’era bisogno di una nuova edizione dei ”Tre moschettieri” per riportare il romanzo all’altezza della sua scrittura: attraverso una nuova traduzione che unisce rigore e respiro narrativo; attraverso un’Introduzione del più grande studioso vivente di Dumas e attraverso un dettagliatissimo Dizionario dei personaggi.
(source: Bol.com)

Tre Cowboy Tutti Per Lei

Un racconto della serie Cowboys Online ~ 1. Tre Cowboy per Natale, 2. Tre Cowboy Tutti Per Lei, 3. Innamorata Dei Suoi Cowboy

Dopo aver trascorso dieci anni in un carcere di massima sicurezza, Jennifer Jane (JJ) Watson ha ottenuto la libertà condizionale e un lavoro di governante in un ranch canadese lontano da tutto, al servizio di tre dei cowboy più sexy che abbia mai incontrato…

Rafe, Brady e Dan non si sarebbero mai aspettati di trovare una femmina attraente e sensuale disposta ad aiutarli nel loro ranch così isolato dal mondo. Ma nel selvaggio Nord Ontario, la compagnia femminile è rara. Ed è una bella cosa che i tre uomini amano condividere…

Brady, Dan e Rafe non sono mai stati più felici. Il loro ranch è fiorente e il loro continuo desiderio di condividere la bellissima donna che si prende cura di loro rende la vita completa. Fino a quando il pericolo minaccia di distruggere tutto…

Un racconto della serie Cowboys Online

1. Tre Cowboy per Natale

2. Tre Cowboy Tutti Per Lei

3. Innamorata Dei Suoi Cowboy

(source: Bol.com)

Le tre candele

Agli occhi di tutti, Lythande è un giovane mago; in realtà è una donna che ha attraversato molti secoli e affrontato mille avventure ed è costretta ad apparire come un uomo per non perdere i propri poteri. Quando viene invitata al matrimonio del principe Tashgan, i suoi poteri magici la avvertono immediatamente che qualcosa non va. La promessa sposa è vittima di un incantesimo, Lady Mirwen, sua dama di compagnia, è una maga ambiziosa e spregiudicata, mentre Lord Tashgan sembra ignaro di tutto. Aiutata dall’amica Eirthe e dalle sue prodigiose candele, Lythande comincia ad indagare, scoprendo intrighi di corte e perfide magie.
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Tre camere a Manhattan

New York, notte. Un uomo e una donna camminano lungo la Quinta Strada. Entrano in un bar. Ne escono. Un altro bar. E riprendono a camminare, instancabili, come se non potessero fare altro che camminare: «come se avessero sempre camminato così, per le strade di New York, alle cinque del mattino». Come se la notte non dovesse mai finire. Lui non sa niente di lei, lei non sa niente di lui. Lei traballa un po’ sui tacchi troppo alti, e ha una voce roca, una voce che fa pensare a una pena oscura; su una delle sue calze chiare spicca una smagliatura sottile – come una cicatrice. Non è né giovanissima né prepotentemente bella; sul suo viso, i segni di una stanchezza, di una ferita remota: ma è proprio questo a renderla seducente. Si sono incontrati solo poche ore prima, in una caffetteria nei pressi di Washington Square, come due naufraghi, e ora «sono così tenacemente avvinti l’uno all’altro che la sola idea della separazione risulta loro intollerabile». Ma come si può rimanere in quel territorio privilegiato, fuori del tempo e dello spazio, che è l’*amour fou*? Con *Tre camere a Manhattan* (di cui disse: «È uno dei pochissimi romanzi che abbia scritto a caldo – e questo mi faceva paura») Simenon si impone come un grande romanziere della passione. *Tre camere a Manhattan* fu scritto negli Stati Uniti nel 1946.

Trattato dei governi

In Aristotele lo Stato è ridotto al suo vero concetto: l’organo, il mezzo, in altre parole, per cui gli individui raggiungono il proprio fine naturale: la Conservazione e la Felicità. Ma evidentemente lo Stato si dirà tanto più bello e perfetto, in quanto assicurerà nel miglior modo e al maggior numero di individui il raggiungimento di questo fine (dalla prefazione di Cesare Enrico Aroldi). Traduzione di Bernardo Segni.

Dall’incipit del libro: Perché e’ si vede, che ogni città è una certa compagnia; e perchè ogni compagnia è costituita per fine di conseguir qualche bene, chè in vero ogni cosa, che s’opera, è operata per cagione di quello che par bene, è però manifesto, che ogni compagnia ha in considerazione, e in fine qualche bene: e che quella, che infra tutte l’altre è la principalissima, e che tutte l’altre contiene, ha per fine il bene, che è principalissimo; e tale non è altra, che la città, e la compagnia civile.

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(source: Bol.com)