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Tutti i racconti 1897-1922

Sono  **1968 pagine**  di avventure horror e soprannaturali, di creature antiche come il tempo, mostruose e malvagie oltre l’umana comprensione, di abissi – di varia natura – inimmaginabili, di Paura e Follia, in un connubio tra **horror, fantasy**  e  **fanta-horror**  che tanta parte ha avuto nella formazione dei moderni scrittori dell’orrore e del fantastico. 

Tutti i racconti

NUOVA EDIZIONE DIGITALE 2013 Per la prima volta in Italia vengono raccolti in un unico volume tutti i racconti (inclusi alcuni inediti nel nostro Paese) di Roald Dahl, uno dei grandi maestri della short story, autore di opere di narrativa e di libri per ragazzi di grande successo internazionale. Enigmatiche e illuminanti, le storie di Dahl sono spesso attraversate da una vena di humour macabro tanto più efficace quanto più ispirata da situazioni del tutto normali, che il gusto raffinato e implacabile dell’autore conduce a esiti imprevedibili e non di rado addirittura cinici (ma di un cinismo sobrio, impeccabile). ‘I suoi racconti’ ha osservato Corrado Augias ‘sono perfette macchine narrative: la situazione di partenza sembra comune, addirittura banale, ma nel corso della vicenda subentra un piccolo incidente che rovescia in modo sinistro o grottesco i fatti… Dahl ha l’abilità di far diventare la cattiveria una qualità rivelatrice della natura umana.’
(source: Bol.com)

Tutti i nomi

Tutti i nomi by José Saramago
Due sono i luoghi attorno a cui ruota la vicenda del romanzo: l’Anagrafe e il Cimitero Generale di una città senza nome. Nel primo sono ospitati tutti, vivi e morti, i cui nomi sono lì raccolti assieme, rispettivamente negli schedari dei viventi e dei defunti. Trasferire i nomi da un archivio all’altro in caso di trapasso è compito degli impiegati dell’Anagrafe, nei cui uffici tutto viene fatto ancora a mano e il lavoro è organizzato secondo una rigida burocrazia e gerarchia. Al Cimitero, invece, stanno i soli defunti con tutti i loro nomi incisi sulle lapidi. Protagonista della storia è il Signor José, l’unica persona ad avere un nome proprio nel romanzo, uno scapolo cinquantenne che lavora come scritturale ausiliario della Conservatoria Generale dell’Anagrafe. Oscuro impiegato ligio al dovere, ama collezionare articoli o schede anagrafiche di personaggi famosi, ma un giorno si imbatte nella scheda di una donna sconosciuta che cattura la sua l’attenzione e gli muta radicalmente la vita. Il Signor José inizia infatti a indagare sul conto di lei, mosso dall’oscura ossessione di saperne tutto… In questa sobria e lucida descrizione di una parabola esistenziale, Saramago si serve dell’allegoria e dell’assurdo per dare corpo e consistenza a identità sfuggenti, imprigionate nei ruoli e sospese tra passato e presente, tra vita e morte..

Tutti i colori del buio

I meandri dell’iperspazio, gli oscuri corridoi dimensionali, hanno ormai pochi segreti per il lettore di fantascienza. E l’autore di questo avventuroso, cinematografico romanzo, ne è ben consapevole: il “viaggio istantaneo” non pretende dunque qui di essere una mirabolante trovata, ma semplicemente il punto d’avvio d’un intreccio solido di per se stesso: fortunose vicende d’un gruppo di ricercatori, inspiegabili sparizioni di viaggiatori, sabotaggi, interventi di agenti privati e polizie di tutto il mondo. Ma quella che può sembrare soltanto una cronaca, per quanto movimentata, dello sfruttamento industriale dell’iperspazio, s’arricchisce al momento giusto di un elemento nuovo che scienziati, poliziotti, e industriali non potevano prevedere. Dietro la facciata della quarta dimensione si nasconde…

Tutti gli uomini sono mortali

*Tutti gli uomini sono mortali* è dedicato, non a caso, a Jean-Paul Sartre.
Al di là della storia personale, è un racconto sul destino dell’uomo in chiave esistenzialista: l’eternità della vita come la peggior condanna. Scritto in uno stile impegnativo, narra comunque in maniera esemplare l’esistenza del protagonista dal ‘300 al ‘900, fino al suo sonno per 60 anni in un bosco, al suo ricovero in manicomio e all’incubo supremo: sopravvivere alla morte di tutti gli altri individui.o

Tutti gli uomini sono bugiardi

Tutti gli uomini sono bugiardi by Alberto Manguel
“È la morte di quell’uomo ad attrarla, Terradillos? È l’immagine, la stessa che continua ad alimentare i miei incubi malgrado non l’abbia vista con i miei occhi, di Bevilacqua disteso sul marciapiede, il cranio a pezzi, il sangue che scorre giù, verso il tombino, come se volesse fuggire dal corpo inerte, come se non volesse aver parte in quell’abominevole crimine, in quella fine così ingiusta, così inaspettata? È questo che cerca?”Una domenica mattina il cadavere di Alejandro Bevilacqua viene trovato, per strada, riverso nel sangue. Ma perché e come sia morto, a distanza di trent’anni, non è ancora del tutto chiaro. Si è gettato dal balcone di quella casa di Madrid, così come lascia intendere la pratica archiviata della polizia, o in quell’appartamento è successo qualcosa? Qual è la verità e come si può scoprirla partendo dall’assunto che, come recita il Libro dei Salmi, tutti gli uomini sono bugiardi e che non sempre il tradimento è mancanza di lealtà? E chi è, e chi è stato, Alejandro Bevilacqua? A questi interrogativi cerca di rispondere un giornalista francese che per ricostruire la vicenda ascolta le testimonianze di chi ha conosciuto quell’Alejandro Bevilacqua ormai intrappolato nell’etichetta di romanziere argentino suicida: il confidente, l’amante, il compagno di prigionia nelle celle di Buenos Aires, l’esule delatore e, attraverso le loro parole, altri personaggi che si muovono nella Madrid della fine degli anni settanta, ancora oscura e grigia, rifugio e speranza per i dissidenti latinoamericani. Quella che emerge dall’inchiesta è la figura di un uomo che è contemporaneamente molti uomini, inafferrabile, indefinibile, inconoscibile.Tutti gli uomini sono bugiardi è un romanzo storico, poliziesco e metaletterario, un “giallo dell’identità” carico di tensione, dove Manguel gioca con la letteratura e con se stesso. Un grande romanzo sudamericano sulla verità e sulla finzione..

Tutti a casa! Noi paghiamo il mutuo loro si prendono i palazzi

Se avete comprato una casa pagandola fino all’ultimo centesimo, siete fessi. E se avete investito nelle quattro mura i risparmi di una vita, siete fessi al quadrato. Perché gli altri che fessi non sono, cioè i furbi, quelli che contano, che sanno muoversi, che hanno un papà importante o un marito ministro, quelli che conoscono o sono conosciuti, quelli che gestiscono il potere o perlomeno lo frequentano, la casa l’hanno avuta in ben altro modo. E, sicuramente, facendo meno sacrifici di voi. Il presidente del Senato e quello della Corte dei conti, lo sceriffo di Equitalia e il grande sindacalista, l’ex presidente della Consob e quello della Lega Calcio, il medico del Papa e il magnifico rettore, l’ex ministro dell’Economia e il capo dell’Inps, gli alti burocrati e i grand commis di Stato, il rampollo del senatore e la figlia del deputato, le star del cinema e quelle della musica: ecco alcune delle tante persone citate in questo libro. Sono diverse per età, formazione culturale, ruolo e partito politico, ma hanno tutte una passione in comune: quella per il mattone. Comprano molto e, soprattutto, comprano con lo sconto, spesso da un ente pubblico previdenziale: 30, 40, fino al 70-80 per cento in meno del valore di mercato. Risultato: quello che è accaduto negli ultimi vent’anni in Italia è un vero e proprio saccheggio del nostro patrimonio immobiliare, avvenuto quasi sempre nel rispetto della legge, ma con meccanismi incredibilmente perversi che questa sconvolgente inchiesta vi svelerà.

Tutte Le Volte Che Ho Scritto Ti Amo

“Io adoro conservare le cose. Non cose importanti, come i documenti, i risparmi o la biodiversità. Sciocchezze e oggetti inutili. Nastri per capelli. Lettere d’amore. Le tengo in una cappelliera verde acqua. Non sono lettere d’amore che mi hanno scritto, perché non ne ho. Sono lettere che ho scritto io. Ce n’è una per ogni ragazzo che ho amato: cinque in tutto.” Lara Jean non ha mai apertamente dichiarato di essere cotta di qualcuno. Quello che fa è scrivere a ciascuno dei ragazzi di cui si è innamorata una lettera, che poi imbusta e custodisce gelosamente in una vecchia cappelliera. Un giorno, però scopre che tutte le lettere sono state spedite… e all’improvviso la sua vita diventa molto complicata, ma anche molto, molto più interessante.
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### Sinossi
“Io adoro conservare le cose. Non cose importanti, come i documenti, i risparmi o la biodiversità. Sciocchezze e oggetti inutili. Nastri per capelli. Lettere d’amore. Le tengo in una cappelliera verde acqua. Non sono lettere d’amore che mi hanno scritto, perché non ne ho. Sono lettere che ho scritto io. Ce n’è una per ogni ragazzo che ho amato: cinque in tutto.” Lara Jean non ha mai apertamente dichiarato di essere cotta di qualcuno. Quello che fa è scrivere a ciascuno dei ragazzi di cui si è innamorata una lettera, che poi imbusta e custodisce gelosamente in una vecchia cappelliera. Un giorno, però scopre che tutte le lettere sono state spedite… e all’improvviso la sua vita diventa molto complicata, ma anche molto, molto più interessante.

Tutte le scelte di un principe

LA FAMIGLIA REALE DEI KAREDES – Il trono di Aristo lo attende, ma un’inaspettata scoperta lo pone di fronte a una difficile scelta. L’amore fra il principe Sebastian Karedes e la bella Cassie Kyriakis era stato dolce, intenso e appassionato, tanto che lui avrebbe smosso mari e monti per lei. Poi, però, tutto era finito, spezzando il cuore di Seb e lasciandogli un amaro sapore in bocca. Ora che Cassie è tornata, Sebastian capisce che la verità sul passato della giovane è molto diversa da come sembrava, e si trova di fronte a un bivio: prevarranno i suoi sentimenti e il suo senso dell’onore, oppure i suoi doveri nei confronti di Aristo?
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### Sinossi
LA FAMIGLIA REALE DEI KAREDES – Il trono di Aristo lo attende, ma un’inaspettata scoperta lo pone di fronte a una difficile scelta. L’amore fra il principe Sebastian Karedes e la bella Cassie Kyriakis era stato dolce, intenso e appassionato, tanto che lui avrebbe smosso mari e monti per lei. Poi, però, tutto era finito, spezzando il cuore di Seb e lasciandogli un amaro sapore in bocca. Ora che Cassie è tornata, Sebastian capisce che la verità sul passato della giovane è molto diversa da come sembrava, e si trova di fronte a un bivio: prevarranno i suoi sentimenti e il suo senso dell’onore, oppure i suoi doveri nei confronti di Aristo?

Tutte le poesie e i capolavori in prosa

• I Fiori del Male • I relitti • Poesie diverse • Amoenitates belgicae • Lo Spleen di Parigi • Paradisi artificiali • La Fanfarlo • Scritti intimiA cura di Massimo ColesantiEdizioni integrali con testo francese a fronteCharles Baudelaire, tra i poeti oggi più amati e letti, ha rinnovato con grande originalità i canoni tradizionali della poesia e della prosa gettando le basi della letteratura moderna. I suoi versi – come disse Valéry – sono un mélange di solennità, di calore e di amarezza, di eternità e di intimità, una combinazione di carne e spirito, un’alleanza rarissima della volontà e dell’armonia.Minato fin dall’infanzia dalle contraddizioni più laceranti – l’orrore e l’estasi della vita, il sentimento di un destino d’irrimediabile solitudine e l’amore vivissimo del piacere –, Baudelaire s’inebria e si disgusta nella onnipresente alternativa tra il Bene e il Male, tra voluttà animalesca e disincarnazione. Su tale dilemma, su tale tremenda ambiguità costruisce la sua straordinaria scrittura, passando continuamente dal quotidiano all’universale, dalla pienezza della gioia alla miseria, al nulla. In questo volume sono state raccolte tutte le sue opere “creative”, con testo francese a fronte: I Fiori del Male e tutte le poesie, i poemetti in prosa de Lo Spleen di Parigi, la novella La Fanfarlo, i Paradisi artificiali e gli Scritti intimi.Charles Baudelairenato a Parigi nel 1821, a soli diciannove anni abbandonò la famiglia e iniziò una vita sregolata e bohémienne, segnata anche da difficoltà economiche e dall’uso dell’alcol e delle droghe. Partecipò alla rivoluzione del ’48, ma presto si allontanò dagli ideali socialisti. Tra il 1864 e il 1866 visse in Belgio. Morì a Parigi nel 1867. La Newton Compton ha pubblicato il volume Tutte le poesie e i capolavori in prosa e I Fiori del Male e tutte le poesie e Paradisi artificiali anche in volumi singoli.

(source: Bol.com)

Tutte le opere

Questa innovativa proposta editoriale di Tutte le opere di William Shakespeare si avvale di due importanti elementi: dell’ultima edizione critica pubblicata dall’Università di Oxford (frutto di uno straordinario lavoro di specialisti inglesi e americani che hanno esplorato, in lungo e in largo, i complessi testi teatrali e poetici) e di nuove traduzioni, introduzioni e note (attraverso cui, oltre a tener conto del più recente dibattito esegetico, è possibile seguire l’incessante mutare dei linguaggi, dei gusti, degli stili, delle convenzioni di recitazione). I quattro volumi previsti sono organizzati secondo il criterio dei generi (poesia, tragedia, commedia, dramma storico, dramma dialettico, dramma romanzesco) combinato con il criterio cronologico di composizione (ad eccezione dei drammi storici, ordinati secondo la successione dinastica). In questo primo volume trovano posto dieci opere shakespeariane (e la seconda versione di Re Lear) che possono essere definite inequivocabilmente “tragedie”, anche rispetto agli archetipi greci e latini. La forma tragica elisabettiana si differenzia da quella classica nell’essere, come suggeriva Walter Benjamin, non più “tragedia” ma “dramma luttuoso”: cioè nell’assumere a proprio oggetto non più il mito unico nel tempo, ma la storia che del tempo è ancella: una storia nuova, che mette al centro la disgregazione dell’uomo, la tendenza alla duplicità, all’ironia, al dubbio, alla teatralizzazione, alla commistione del tragico con il comico e con il grottesco.

Tutte le fiabe

Introduzione e cura di Kirsten BechTraduzioni di Kirsten Bech, Maria Pezzé Pascolato e Giuliana PozzoEdizioni integrali’Andersen scopre nuove sorgenti del meraviglioso […], non si deve equivocare con prodotti artigianali e surrogati quali la novelletta edificante, il raccontino didascalico omoralistico, insomma quella che viene chiamata […] “letteratura pedagogica”‘. Così Gianni Rodari, che vedeva nel narratore danese un grande innovatore e sperimentatore del genere favolistico. Infatti, mentre i fratelli Grimm per la loro raccolta attinsero prevalentemente al folklore e alle fonti tradizionali del popolo tedesco, Andersen fa della materia esistente il punto di partenza per le sue elaborazioni fantastiche, per le sue invenzioni anche stilistiche. Prende spesso spunto da episodi della sua vita, cosicché l’elemento tradizionale si intreccia e compenetra con il vissuto personale – esperienza reale o memoria di un racconto ascoltato da bambino – per poi lasciar libera la fantasia di galoppare e percorrere strade di cui egli stesso si stupisce. La novità e la diversità della sua opera scandalizzarono gli accademici e disorientarono i lettori, sia per l’introduzione della lingua parlata in ambito letterario, sia per le invenzioni anche sintattiche e grammaticali in cui ci si imbatte leggendo i suoi testi. Ma proprio attraverso queste “sconvenienti” deviazioni dalla regola e dalla tradizione, il narratore riesce a incantare, a trasmettere l’intima poesia di un animo sensibilissimo, a esprimere l’essenza dello spirito popolare danese, allegro, scanzonato, bonario e saggio. Le meravigliose favole di Andersen sono un capolavoro universale e senza tempo. Hans Christian Andersennacque nel 1805 a Odense, in Danimarca. Rimase orfano del padre a 11 anni e compì gli studi in modo poco costante. Grazie a un sussidio governativo poté viaggiare a lungo in Europa e in Italia. Nonostante abbia sperimentato diversi generi letterari – scrisse infatti anche romanzi e opere drammatiche – la sua fama resta legata alle fiabe, cui si dedicò con passione tra il 1835 e il 1872, tradotte in quasi tutte le lingue del mondo. Morì nel 1875.

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Tutte le avventure di Sandokan

I cicli completi della jungla e dei pirati della Malesia• Le Tigri di Mompracem• I misteri della jungla nera• I pirati della Malesia• Le due Tigri• Il Re del Mare• Alla conquista di un impero• Sandokan alla riscossa• La riconquista di Mompracem• Il Bramino dell’Assam• La caduta di un impero• La rivincita di YanezA cura di Sergio CampaillaEdizioni integraliAlla fine dell’Ottocento il giovane Salgari, innamorato del mare e dei suoi misteri, varca le frontiere della geografia e del classicismo e scopre una sorta di Neverland, un territorio colorato ed esotico, immenso e affascinante. È un’esplosione liberatrice di vitalità, nel segno del gioco e della trasgressione, per sé e per i suoi lettori. Nasce la leggenda corsara di Sandokan, l’eroe quasi immortale, e dei suoi formidabili tigrotti. Le isole di Mompracem e di Labuan, la giungla nera e il delta acquitrinoso del Gange, l’universo notturno dei sotterranei entrano nell’immaginario collettivo, con le risorse di un linguaggio tecnico di indubbia suggestione e un ritmo narrativo che valorizza i colpi di scena. Una fortuna popolare che continua sino a oggi, in una società così diversa da quella di allora, nella letteratura, nel cinema, nell’espressione artistica e musicale. Le Tigri di Mompracem, I misteri della jungla nera, I pirati della Malesia, Sandokan alla riscossa, La rivincita di Yanez: sono alcuni dei titoli divenuti ormai a tutti familiari. Con il ciclo di Sandokan, che accompagna l’evoluzione creativa dello scrittore, qui per la prima volta pubblicato nella sua interezza in un volume unico, il regno dell’infanzia non è più un intervallo iniziale da superare, ma un tempo perenne dell’avventura e dello spirito.Emilio Salgari(Verona 1862 – Torino 1911) compì l’apprendistato letterario collaborando a diversi giornali, come ‘La Nuova Arena’, presso cui pubblicò anche i suoi primi racconti. Raggiunse un vastissimo successo di pubblico con una lunga serie di romanzi d’avventura ambientati in paesaggi esotici e centrati su eroi come Sandokan e il Corsaro Nero. Ma gli ultimi anni della sua vita furono tragici: le precarie condizioni economiche, la cattiva salute, la perdita progressiva dell’ispirazione narrativa e infine il ricovero della moglie in manicomio ridussero lo scrittore alla disperazione, fino al gesto drammatico con cui pose termine ai suoi giorni. Di Salgari la Newton Compton ha pubblicato, oltre a Tutte le avventure di Sandokan nella collana I Mammut, Le Tigri di Mompracem e Il Corsaro Nero anche in volume singoli.

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Tutta questa vita

A sedici anni tutto è da scoprire, la vita è ancora intera, possibile, e il futuro un’opportunità. Così anche per Paoletta, che di avere “tutta la vita davanti”, però, non è entusiasta. Forse perché odia le frasi fatte o semplicemente perché è diversa dalle altre ragazze: detesta Facebook, legge Anna Karenina, filosofeggia su Harry Potter, invece delle sit-com guarda vecchi film, si ingozza di dolci infischiandosene della bilancia e allo shopping con le amiche preferisce di gran lunga le passeggiate silenziose con il fratello minore, Richi. O forse è proprio lui a renderla diversa: Richi ha dodici anni, le gambe così fragili che possono reggere solo pochi passi strascicati, un braccio difficile da controllare e una vita tanto più complicata davanti. Non parla molto, e quando lo fa, non sempre gli altri lo capiscono. Ma Paoletta sì; brevi frasi che hanno, per lei, il sapore della sincerità che manca nella villa di famiglia. Un’autentica prigione. Una tortura di menzogne, cose non dette, segreti pericolosi, da cui la ragazza scappa ogni volta che può. E insieme a Richi attraversa il confine, immaginario eppure così reale, che divide lo splendido giardino di casa loro dalle Margherite, il quartiere popolare, dove gli appartamenti sono modesti, le giostrine arrugginite e i padri non sono imprenditori di successo ma cassintegrati in difficoltà. E dove c’è Antonio, anche lui, a modo suo, diverso. L’unico, a parte Richi, che sa leggerle dentro e che l’aiuterà, almeno per una volta, a lasciarsi trovare.
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### Sinossi
A sedici anni tutto è da scoprire, la vita è ancora intera, possibile, e il futuro un’opportunità. Così anche per Paoletta, che di avere “tutta la vita davanti”, però, non è entusiasta. Forse perché odia le frasi fatte o semplicemente perché è diversa dalle altre ragazze: detesta Facebook, legge Anna Karenina, filosofeggia su Harry Potter, invece delle sit-com guarda vecchi film, si ingozza di dolci infischiandosene della bilancia e allo shopping con le amiche preferisce di gran lunga le passeggiate silenziose con il fratello minore, Richi. O forse è proprio lui a renderla diversa: Richi ha dodici anni, le gambe così fragili che possono reggere solo pochi passi strascicati, un braccio difficile da controllare e una vita tanto più complicata davanti. Non parla molto, e quando lo fa, non sempre gli altri lo capiscono. Ma Paoletta sì; brevi frasi che hanno, per lei, il sapore della sincerità che manca nella villa di famiglia. Un’autentica prigione. Una tortura di menzogne, cose non dette, segreti pericolosi, da cui la ragazza scappa ogni volta che può. E insieme a Richi attraversa il confine, immaginario eppure così reale, che divide lo splendido giardino di casa loro dalle Margherite, il quartiere popolare, dove gli appartamenti sono modesti, le giostrine arrugginite e i padri non sono imprenditori di successo ma cassintegrati in difficoltà. E dove c’è Antonio, anche lui, a modo suo, diverso. L’unico, a parte Richi, che sa leggerle dentro e che l’aiuterà, almeno per una volta, a lasciarsi trovare.

Tutta La Verità

L’ambiziosa Stella Marz, capo della sezione omicidi della procura di Steelton, vede avvicinarsi una promozione poiché il suo superiore, Arthur Bright, sembra intenzionato a candidarsi come sindaco. In questo contesto, la morte per overdose di Tommy Fielding, responsabile del progetto di un nuovo stadio, progetto determinante per la campagna elettorale del sindaco uscente, si abbatte sulla città come un fulmine a ciel sereno. E le cose si complicano quando il noto avvocato Jack Novak, altro esponente di spicco della comunità, viene trovato impiccato ed evirato…

Tutta colpa del vento

Sì, ci si sono messi in due, il vento e un cowboy, a combinare questo pasticcio. Proprio un cowboy-cowboy, con tanto di cappello e cavallo di ordinanza, uno scassato pick-up rosso e un paio di occhi verdi come due laghi di montagna. Margherita (Maggie) lo incontra appena scende dall’aereo che l’ha portata negli States. Più che incontrarlo, per la verità, si scontra con lui, e nella involontaria colluttazione che segue gli fa pure un occhio nero. Colpa del cowboy, certo, ma anche del vento fortissimo che per lei è molto peggio di una maledizione.
La trentatreenne Maggie Donati scrive romance, è italiana e ha un piano. Un piano scellerato, se per questo. Infatti, nonostante lei sostenga di aver volato per quasi diecimila miglia per passare il Natale con sorella e nipotina, la vera (e segretissima) ragione del suo viaggio nel Wyoming è un’altra, e non di poco peso: vuole un figlio e qualcuno con cui farlo. Perché non un cowboy dagli occhi verdi, allora? Sotto le mille luci colorate di un Natale freddissimo, battuto da un vento incessante e imbiancato da neve e ghiaccio, riuscirà Maggie a portare a compimento la sua missione senza cadere nella trappola dell’amore? O forse vi rinuncerà e tornerà a casa, a Milano, a piangere sulla spalla dei suoi cari amici Nick e Nora Corsi? Già, proprio loro, gli eroi di Bang Bang, Tutta Colpa di Un Gatto Rosso che, nel frattempo, hanno messo su casa e famiglia.
Dopo l’Alaska di Un Cuore nella Bufera, Viviana Giorgi ci regala questo Natale un’altra commedia romantica ambientata negli USA, per la precisione a Hope, Wyoming, cittadina dove il tempo sembra essersi fermato: settecento anime in tutto, senza contare i cani, i cavalli e i lupi.