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Cronaca Dell’akasha

Rudolf Steiner ne La cronaca dell’Akasha, traccia il divenire dell’umanità considerando ère passate e future di vasta ampiezza, in cui la storia dei singoli accadimenti fa solo parte di un grandioso disegno generale. Suo compito non era la profezia – anche se in molti casi l’ha data, e con molta precisione – ma solo l’indicazione di una Via, quella dei Nuovi Tempi, sulla quale l’uomo deve incamminarsi come individuo, superando l’istintività legata all’anima di gruppo. Le Gerarchie spirituali non hanno predeterminato i singoli avvenimenti storici, ma hanno tracciato per grandi linee l’ordito del divenire dell’umanità, sul quale l’uomo intesse giorno per giorno la sua trama. Nulla è prestabilito: l’umanità può salvarsi o dannarsi definitivamente, entrambe le soluzioni sono previste. Questo è il prezzo della vera libertà. Una libertà che, sola, può dar luogo all’Amore: quello della creatura verso il Creatore e della singola creatura verso tutte le altre e verso le meravigliose opere della natura, in cui si è profusa la saggezza divina. E anche nel peggiore dei casi, quello della dannazione, c’è sempre un’ulteriore possibilità di recupero, con l’inizio di un nuovo processo creativo e di una nuova linea evolutiva.

(source: Bol.com)

Cromosoma 6

Un brillante ricercatore è riuscito a modificare un segmento del cromosoma 6 e a impiantarlo in una scimmia: gli animali diventano così copie genetiche degli umani e serbatoi di organi per trapianti, esenti da rischi di rigetto. Ma lo scienziato ha il dubbio di aver commesso un errore durante le sue manipolazioni. Intanto, a New York viene ritrovato il cadavere, orribilmente mutilato, di un boss mafioso e l’autopsia rivela un inspiegabile intervento al fegato… Quali loschi traffici collegano le due vicende?

Crocevia del crepuscolo. La ruota del tempo: 10

Rand al’Thor, il Drago Rinato, ha compiuto un’impresa da tutti ritenuta impossibile: ripulire saidin, la metà maschile della Fonte, dalla corruzione del Tenebroso. L’apporto di Nynaeve è stato determinante, e dall’Oceano Aryth alla Dorsale del Mondo tutte le donne in grado di incanalare hanno potuto percepire un immane flusso di saldar. Mat e i suoi compagni, in fuga da Ebou Dar, devono tenere nascoste dalle pattuglie seanchan di passaggio le Aes Sedai e le sul’dam che hanno con sé, oltre alla Figlia delle Nove Lune in persona. Perrin deve trovare un modo per liberare sua moglie Faile da un’orda di Shaido, ma deve affrontare l’ingombrante presenza della marmaglia di Masema, il sedicente Profeta del Drago Rinato. Elayne inoltre cerca di consolidare la sua posizione per ottenere il trono di Andor, nonostante le intemperanze di supposti alleati come il Popolo del Mare. Egwene, Amyrlin Seat delle ribelli, è infine giunta a Tar Valon con il suo esercito, ma dovrà correre notevoli rischi per riuscire a spezzare la situazione di stallo. E così Rand, attorniato dai nemici, sarà costretto a cercare degli alleati altamente improbabili…
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Critica della ragion pura

“Quella in cui viviamo è la vera e propria epoca della critica, a cui tutto deve venire sottoposto.” Questa frase, tratta dalla prima prefazione alla “Critica della ragion pura”, fa intuire la portata rivoluzionaria della prospettiva inaugurata da Immanuel Kant. Il puntiglioso, abitudinario professore di Königsberg, affronta – nel secolo dei Lumi e di Newton l’esigenza di una rifondazione radicale della cultura, muovendo dall’oscura consapevolezza della necessità di far confluire ragione ed esperienza, e arrivando a delimitare nitidamente il raggio d’azione dei vari saperi. Se il metodo della scienza, così fecondo di risultati, alimenta le speranze nel progresso conoscitivo dell’umanità, d’altra parte non è in grado di offrire risposte agli interrogativi più profondi e pressanti, come il problema del libero arbitrio, dell’immortalità dell’anima, di Dio. La “Critica della ragion pura” è il capolavoro filosofico che, più di ogni altro, porta avanti lo spirito e gli ideali dell’Illuminismo: necessario è mostrare i limiti della ragione, perché, credendo di possedere verità assolute, si rischia di cadere nel fanatismo; al contempo, bisogna far valere con forza i diritti della critica razionale, se si vuole evitare che gli uomini siano schiavi di autorità e istituzioni prive di fondamento. “Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza!”: l’impulso di questo motto percorre l’intera filosofia di Kant, qui esposta nei suoi principi fondamentali.
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Cristalli sognanti-Nascita del superuomo-I figli di Medusa-Venere più X

I quattro titoli raccolti nel presente volume offrono tutta la produzione di Sturgeon nel campo del romanzo di fantascienza, circostanza che rende questo ”Massimo”
indispensabile alla biblioteca di ogni appassionato. Ma a parte la compiutezza filologica, queste quattro storie hanno un fascino e un potere di sorpresa che e rimasto immutato
negli anni. In Cristalli sognanti un’avventura con un finale imprevedibile getta una luce nuova sulla realtà e sul nostro ruolo nel mondo; Nascita del superuomo racconta le
imprese di un superessere che nasce dalla fusione di alcune disgraziate creature fin troppo normali, anzi sub-normali; Venere più X è antiutopia a sfondo sessuale che anticipa di molli anni i temi di Ursula K. Le Guin. I figli di Medusa, infine, parte da quello che Sturgeon definisce uno ”stupro cosmico” per arrivare a una brillante rivelazione sul nostro domani. Uno dei grandi maestri del genere è qui presentato con i suoi capolavori, il secondo dei quali vinse l’International Fantasy Award.

Crimini di guerra: Storia e memoria del caso italiano

Crimini di guerra sono stati perpetrati in Italia fin dall’Unità con la repressione del brigantaggio e altri sono stati commessi da italiani già a partire dalle spedizioni coloniali in Africa Orientale e in Libia. Ma è soprattutto durante il ventennio fascista che l’Italia si rende responsabile della violazione dei più elementari diritti umani nelle guerre in Etiopia, Somalia, Spagna e – ancor più – nel corso della seconda guerra mondiale. In particolare, tra il 1940 e il 1943, insieme alla Germania, è protagonista di numerosi eccidi di civili in Jugoslavia, Grecia, Albania, ma anche in Russia e in Francia. Poi, tra il 1943 e il 1945, il nostro paese subisce stragi efferate a opera dei nazisti, sostenuti dai fascisti della Repubblica di Salò.
Alberto Stramaccioni ricostruisce l’insieme degli eventi e dei punti di vista di alcune delle pagine più tragiche della nostra storia recente, dopo decenni di rimozione culturale e di occultamento politico-giudiziario.
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### Sinossi
Crimini di guerra sono stati perpetrati in Italia fin dall’Unità con la repressione del brigantaggio e altri sono stati commessi da italiani già a partire dalle spedizioni coloniali in Africa Orientale e in Libia. Ma è soprattutto durante il ventennio fascista che l’Italia si rende responsabile della violazione dei più elementari diritti umani nelle guerre in Etiopia, Somalia, Spagna e – ancor più – nel corso della seconda guerra mondiale. In particolare, tra il 1940 e il 1943, insieme alla Germania, è protagonista di numerosi eccidi di civili in Jugoslavia, Grecia, Albania, ma anche in Russia e in Francia. Poi, tra il 1943 e il 1945, il nostro paese subisce stragi efferate a opera dei nazisti, sostenuti dai fascisti della Repubblica di Salò.
Alberto Stramaccioni ricostruisce l’insieme degli eventi e dei punti di vista di alcune delle pagine più tragiche della nostra storia recente, dopo decenni di rimozione culturale e di occultamento politico-giudiziario.

Crimini di guerra

Crimini di guerra sono stati perpetrati in Italia fin dall’Unità con la repressione del brigantaggio e altri sono stati commessi da italiani già a partire dalle spedizioni coloniali in Africa Orientale e in Libia. Ma è soprattutto durante il ventennio fascista che l’Italia si rende responsabile della violazione dei più elementari diritti umani nelle guerre in Etiopia, Somalia, Spagna e – ancor più – nel corso della seconda guerra mondiale. In particolare, tra il 1940 e il 1943, insieme alla Germania, è protagonista di numerosi eccidi di civili in Jugoslavia, Grecia, Albania, ma anche in Russia e in Francia. Poi, tra il 1943 e il 1945, il nostro paese subisce stragi efferate a opera dei nazisti, sostenuti dai fascisti della Repubblica di Salò.

Alberto Stramaccioni ricostruisce l’insieme degli eventi e dei punti di vista di alcune delle pagine più tragiche della nostra storia recente, dopo decenni di rimozione culturale e di occultamento politico-giudiziario.

(source: Bol.com)

Crimini allo specchio. Omicidi seriali e metodo scientifico

L’intento di questo volume è sottolineare l’importanza del metodo scientifico nel campo della scienza dell’investigazione e, in particolare, della psicologia investigativa. In quest’ottica, il testo muove dalla fenomenologia dell’omicidio seriale e dagli approcci delle maggiori Scuole che si occupano della costruzione del profilo criminologico, per riflettere sull’uso del metodo scientifico nella definizione del profilo personologico del serial killer. Successivamente si sofferma sul “contributo” che la vittima di un reato seriale – prima, durante e dopo il reato stesso – può dare alle indagini, in particolare attraverso la criminalistica e la medicina legale. Infine, prendendo ad esempio due casi “storici” del panorama italiano degli ultimi decenni – il caso di Gianfranco Stevanin e il caso del c.d. Mostro di Firenze – e attraverso la comparazione delle relative indagini, il testo evidenzia come l’applicazione di un metodo scientifico rigoroso – e di più: rigorosamente falsificazionista – contribuisca in modo significativo al buon esito delle indagini. Il volume, dal taglio didattico, si rivolge in particolare agli studenti delle Facoltà di Psicologia e Scienze Giuridiche e, per i numerosi approfondimenti, anche a psicologi, criminologi, operatori delle forze dell’ordine e di polizia giudiziaria. Marco Monzani, giurista e criminologo, è docente di Criminologia alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli studi di Ferrara. Fa parte dello staff permanente dell’AIPI (Associazione Italiana di Psicologia Investigativa); si occupa in particolare di vittimologia e di reti di sostegno alle vittime di reato.

Credi in Me

Lidia ha deciso di cambiare vita, dopo essere scappata da un padre violento e un fidanzato infedele, per sentirsi libera e felice altrove, anche se non crede più nell’amore.
Quando una sera qualunque, nel locale in cui lavora a Londra, arriva Adam, irlandese dal fascino antico, pensa sia solo un cliente alla ricerca di riparo dalla tempesta che si sta abbattendo sulla City.
Adam è un tipo strano e solitario. Dopo averla notata, torna puntuale ogni sera al locale per fare sempre la stessa ordinazione: una tazza di tè rosso con scone, tipico dolce inglese e, prima di andare via, le lascia un biglietto racchiuso in una busta con un cioccolattino a forma di cuore.
Sembra quasi un gioco con il quale conoscersi attraverso le parole, gli sguardi, i sorrisi e il silenzio che intercorre tra loro.
Quando i due cominciano a frequentarsi, Lidia scopre in Adam un uomo buono e attraente, anche se nasconde un passato in grado di emergere dalle agitate acque della notte, proprio nel momento in cui la passione si accende, in un gioco ad alto tasso erotico che sconvolgerà la vita di entrambi.
**Estratto.**
Sono fuggita da una storia da dimenticare e ho intenzione di aspettare solo quella che può darmi ciò che cerco: la felicità.
Una sola parola a scandire le ore in grado di farci sentire diversi al fianco di chi amiamo. Una sola parola a raccontare lo stato d’animo senza il quale ogni persona sente di aver fallito nella vita. Una parola abusata e agognata. Una parola pronunciata spesso a vuoto, il cui significato, a volte, non le rende davvero giustizia. Una parola che avrei voluto sottolineare solo nel mio cuore, ma che penso sia lontana mille miglia da me. Uno stato di grazia che mi sfugge e al quale io credo di non sapermi neanche consegnare.
**L’autrice.**
“Credi in me” è il primo romanzo di Sherry Loà, single convinta, ama la scrittura, i sogni, la musica, il vino e il buon cibo.
Vive a Milano con un gatto che si chiama Micio e si occupa di pubbliche relazioni. Pronti a scoprire la sua prima avventura letteraria?
Per contattarla.
E-mail: [email protected]
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### Sinossi
Lidia ha deciso di cambiare vita, dopo essere scappata da un padre violento e un fidanzato infedele, per sentirsi libera e felice altrove, anche se non crede più nell’amore.
Quando una sera qualunque, nel locale in cui lavora a Londra, arriva Adam, irlandese dal fascino antico, pensa sia solo un cliente alla ricerca di riparo dalla tempesta che si sta abbattendo sulla City.
Adam è un tipo strano e solitario. Dopo averla notata, torna puntuale ogni sera al locale per fare sempre la stessa ordinazione: una tazza di tè rosso con scone, tipico dolce inglese e, prima di andare via, le lascia un biglietto racchiuso in una busta con un cioccolattino a forma di cuore.
Sembra quasi un gioco con il quale conoscersi attraverso le parole, gli sguardi, i sorrisi e il silenzio che intercorre tra loro.
Quando i due cominciano a frequentarsi, Lidia scopre in Adam un uomo buono e attraente, anche se nasconde un passato in grado di emergere dalle agitate acque della notte, proprio nel momento in cui la passione si accende, in un gioco ad alto tasso erotico che sconvolgerà la vita di entrambi.
**Estratto.**
Sono fuggita da una storia da dimenticare e ho intenzione di aspettare solo quella che può darmi ciò che cerco: la felicità.
Una sola parola a scandire le ore in grado di farci sentire diversi al fianco di chi amiamo. Una sola parola a raccontare lo stato d’animo senza il quale ogni persona sente di aver fallito nella vita. Una parola abusata e agognata. Una parola pronunciata spesso a vuoto, il cui significato, a volte, non le rende davvero giustizia. Una parola che avrei voluto sottolineare solo nel mio cuore, ma che penso sia lontana mille miglia da me. Uno stato di grazia che mi sfugge e al quale io credo di non sapermi neanche consegnare.
**L’autrice.**
“Credi in me” è il primo romanzo di Sherry Loà, single convinta, ama la scrittura, i sogni, la musica, il vino e il buon cibo.
Vive a Milano con un gatto che si chiama Micio e si occupa di pubbliche relazioni. Pronti a scoprire la sua prima avventura letteraria?
Per contattarla.
E-mail: [email protected]

Creature della luce e delle tenebre

Nella Casa della Morte, il Dio Anubis elegge quale suo Emissario nei Mondi di Mezzo un uomo di cui non si conosce né il nome né il passato, e che da più di mille anni lo serve fedelmente. Costui, cui Anubis dà il nome di Wakim, ora è pronto per compiere una missione… deve uccidere. Contemporaneamente, nella Casa della Vita, Horus, il figlio di Osiride, viene investito di un compito similare. Intanto, su Blis, il Mago Verde Vramin e Madrak, il Prete Guerriero, attendono le forze del Caos: la Strega Scarlatta si sveglia dal suo sonno che ormai dura da secoli e il Generale d’Acciaio lascia la Via Lattea per dirigersi anche lui sui Mondi di Mezzo dove sono schierate, pronte a darsi battaglia, forze che vanno al di là di ogni immaginazione. Con questo romanzo inizia la stupenda trilogia di Zelazny imperniata sugli Dei egizi, quelli indiani, e quelli greci.

Creature

Incatenata al lettino di un asettico laboratorio, Sharon Tanner cerca disperatamente di fuggire, mentre in un’altra ala dello stesso sinistro edificio suo figlio Mark giace in una gabbia d’acciaio, vittima come lei di un’esperienza terrificante. La mente della donna, ormai sull’orlo della follia, ripercorre l’ultima fase dell’incubo che li ha condotti in quel luogo dannato… Gracile e sofferente, Mark era stato sottoposto a un rivoluzionario esperimento medico della Tarren-Tech, una società di ricerca avanzata presso cui lavorava il padre. La cura si era rivelata miracolosa: l’esile ragazzo si era trasformato in un atleta forte e robusto ma anche – Sharon lo aveva notato con crescente apprensione — inspiegabilmente aggressivo, tanto da strangolare il cane di casa. Insospettita dal comportamento anomalo del figlio, stranamente simile a quello di tutti gli altri giovani sportivi della città, la donna aveva deciso di indagare per proprio conto. Silverdale. quel grazioso centro in cui si erano da poco stabiliti, le pareva troppo perfetto per essere vero: dietro certe vetrate luccicanti al sole, oltre certi muri impenetrabili e immacolati qualcosa di orribile, d’innaturale, di mostruoso sembrava attendere soltanto un segnale per esplodere… E questo segnale era stata proprio lei, Sharon, a lanciarlo…

Creatura delle tenebre. Il detective invisibile

Londra oggi: Arthur Drake sta cominciando a scoprire il legame che lo unisce al ragazzo che scrisse il diario del Detective Invisibile settant’anni prima. Ma non c’è tempo per ulteriori indagini. Un mostro è stato liberato a Londra e Arthur deve cercare aiuto nel passato… Londra 1936: Cosa c’entra una pericolosa rapina in banca con la scomparsa di un gatto? Perché i topi del quartiere invadono le case e aggrediscono le persone? Dove conduce la strana pista delle banconote abbandonate? Solo il Detective Invisibile può rispondere a queste domande, e i ragazzi di Cannon Street sono già sulle tracce dei banditi e di una creatura mostruosa… Età di lettura: da 11 anni.
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Creare una società dell’apprendimento

Creare una società dell’apprendimento by Joseph E. Stiglitz, Bruce C. Greenwald
Combinando una prosa accessibile con un’analisi economica raffinata, Stiglitz e Greenwald spiegano perché è importante eliminare il divario di conoscenza, se si vuole ridurre il divario nello sviluppo. Da tempo si è riconosciuto che un miglioramento degli standard di vita deriva dai progressi nella tecnologia e non dall’accumulazione di capitale. Ciò che separa veramente i Paesi sviluppati dagli altri non è solo un divario nelle risorse o nella produzione ma un divario nella conoscenza. La velocità in base a cui i Paesi in via di sviluppo crescono è funzione della velocità con cui riescono a colmare tale divario. Gli autori illuminano il significato di questa intuizione per la teoria economica e le politiche di intervento necessarie. Ci spiegano perché la produzione di conoscenza differisce da quella degli altri beni e perché le economie di mercato generalmente non producono e trasmettono conoscenze in modo efficiente. Ridurre il divario delle conoscenze e aiutare tutti i Paesi ad allungare il passo sono elementi centrali per la crescita e lo sviluppo.

Country Dark

Tucker è appena tornato nel suo Kentucky dopo aver partecipato a una delle guerre più sporche e dimenticate della storia americana, quella di Corea. Ha combattuto in condizioni estreme, non ha esitato a uccidere, come se fosse la cosa più naturale al mondo, è un reduce senza medaglie e senza rimorsi. Vuole solo ricongiungersi alle terre aspre e isolate nelle quali è cresciuto, costruirsi una famiglia e vivere in pace, anche se per farlo deve lavorare alle dipendenze di un contrabbandiere di alcol. Ma quando il suo fragile equilibrio e i suoi affetti più cari vengono messi in pericolo non ha la minima titubanza: riprende in mano le armi, che sa usare come pochi, e si prepara a difendere ciò che ama nell’unico modo che conosce. Dopo il grande successo di critica e di pubblico che ha ricevuto la sua raccolta d’esordio, Nelle terre di nessuno, Chris Offutt ci riporta in Kentucky, regalandoci un romanzo potente e teso come una corda di violino: una storia di violenza e vendetta che appassiona come un noir e illumina i lati più nascosti e oscuri del sogno americano.

Costruire e abitare

Costruire e abitare: Etica per la città by Richard Sennett
Fin dall’antichità esiste una tensione tra il modo in cui le città sono costruite e la capacità delle persone di abitarle. Oggi la maggior parte della popolazione mondiale abita in città. In uno studio urbanistico che chiude la trilogia dell’homo faber nella società, dopo L’uomo artigiano e Insieme, Richard Sennett mostra come Parigi, Barcellona e New York hanno assunto la loro forma moderna e ci guida nei luoghi che sono l’emblema della contemporaneità, dalle periferie di Medellín in Colombia al quartier generale di Google a Manhattan. E denuncia la diffusione globale della “città chiusa” – segregata, irreggimentata e sottoposta a un controllo antidemocratico –, che dal Nord del mondo ha conquistato il Sud del mondo e i suoi agglomerati urbani in mostruosa espansione. Secondo Sennett, esiste un altro modo di costruire e abitare le città. Nella “città aperta” i cittadini mettono in gioco attivamente le proprie differenze e creano un’interazione virtuosa con le forme urbane. Per costruire e abitare questa città, occorre “praticare un certo tipo di modestia: vivere uno tra molti, coinvolto in un mondo che non rispecchia soltanto se stesso. Vivere uno tra molti, nelle parole di Robert Venturi, permette ‘la ricchezza di significati anziché la chiarezza di significato’. Questa è l’etica della città aperta”.