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Uomini

Uomini: La stupidità in amore è una cosa seria by Elda Lanza
«*Una donna affascinante, con molte storie alle spalle… Elda Lanza è un romanzo vivente. *»
**La Repubblica**
Una bambina di tre anni e mezzo. Suo padre che lascia la famiglia perché innamorato della sorella di sua moglie. Con questo primo, crudele tradimento, inizia il cammino sentimentale della protagonista di *Uomini*. Un cammino che diventa, grazie ai personaggi, alle vicende, agli scenari che racconta, un irresistibile romanzo d’amore. Uomini di talento, di successo, famosi, potenti, ammirati. Per quanto diversissimi, petali della stessa margherita nel gioco del *m’ama, non m’ama*, una corolla al centro della quale c’è la protagonista, una donna che non riesce a farsi amare davvero, mai abbastanza ferita da arrendersi alle proprie illusioni. Che si racconta con sfacciata ironia, sapendo di aver perduto tutte le battaglie: tranne l’ultima, con se stessa. Un libro aspro e amaro, coraggioso e sincero, scritto con ruvidezza calda e avvolgente. Con voce sicura e timida allo stesso tempo.

Unti e Bisunti: Viaggio nell’Italia dello street food

Lui non è uno chef come gli altri. È una buona forchetta, ma non pensa che le posate siano sempre indispensabili. Ha girato mezza Italia portandosi dietro i suoi fornelli, la sua arte è rude ma al contempo raffinata e non esiste niente (di commestibile) capace di fargli storcere il naso. Ed è proprio questo che lo rende irresistibile. Chef Rubio, tatuatissimo ex giocatore di rugby, ha scelto di non diventare un cuoco convenzionale e di vivere la passione per il cibo a modo suo: viaggiando, valorizzando le tradizioni culinarie più antiche, più popolari, e sfidando le leggende dello street food all’insegna del piacere estremo. In questo libro racconta la sua esperienza con la trasmissione “Unti e Bisunti”: le persone incontrate, le usanze e la storia dei cibi più tipici e più gustosi da mangiare per strada. Perché tutti possano sapere che, anche dentro un semplice panino con la milza o un cuoppo di alici, c’è un mondo da scoprire. Condito con le ricette delle sfide che lo hanno visto protagonista, insaporito da aneddoti da backstage e curiosità (incluso il motivo della sparizione del mitologico baffo), servito con uno stile frizzante, romanesco e sincero, il diario di viaggio di Chef Rubio ci svela un grande segreto: in cucina non importa che tu sia un cuoco stellato o un semplice appassionato, occorrono curiosità, amore per il cibo e la sua condivisione.
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### Sinossi
Lui non è uno chef come gli altri. È una buona forchetta, ma non pensa che le posate siano sempre indispensabili. Ha girato mezza Italia portandosi dietro i suoi fornelli, la sua arte è rude ma al contempo raffinata e non esiste niente (di commestibile) capace di fargli storcere il naso. Ed è proprio questo che lo rende irresistibile. Chef Rubio, tatuatissimo ex giocatore di rugby, ha scelto di non diventare un cuoco convenzionale e di vivere la passione per il cibo a modo suo: viaggiando, valorizzando le tradizioni culinarie più antiche, più popolari, e sfidando le leggende dello street food all’insegna del piacere estremo. In questo libro racconta la sua esperienza con la trasmissione “Unti e Bisunti”: le persone incontrate, le usanze e la storia dei cibi più tipici e più gustosi da mangiare per strada. Perché tutti possano sapere che, anche dentro un semplice panino con la milza o un cuoppo di alici, c’è un mondo da scoprire. Condito con le ricette delle sfide che lo hanno visto protagonista, insaporito da aneddoti da backstage e curiosità (incluso il motivo della sparizione del mitologico baffo), servito con uno stile frizzante, romanesco e sincero, il diario di viaggio di Chef Rubio ci svela un grande segreto: in cucina non importa che tu sia un cuoco stellato o un semplice appassionato, occorrono curiosità, amore per il cibo e la sua condivisione.

Uno, Nessuno E Centomila E Quaderni Di Serafino Gubbio Operatore

Uno, nessuno e centomila e Quaderni di Serafino Gubbio operatore by Luigi Pirandello
A cura di Sergio Campailla
Edizioni integrali
Uno, nessuno e centomila segna l’altissimo epilogo della tensione narrativa di Pirandello e costituisce uno degli esiti più nuovi della letteratura del Novecento. All’interno dell’accidentata geografia di naufragi esistenziali di cui è percorsa l’opera pirandelliana, il lucidissimo Vitangelo Moscarda approda alla conquista di quella sofferta accettazione dell’incompletezza di se stessi che passa attraverso la via della rinuncia e della solitudine. La stessa che vuole seguire Serafino Gubbio, eliminando tutte le maschere, aspirando a quell’impassibilità che è disponibilità assoluta, regredendo fino a diventare uno spazio bianco. La crisi dell’io che si frantuma nel moltiplicarsi di prospettive e punti di riferimento conduce i protagonisti di questi due romanzi all’abbandono definitivo di ogni legame con la realtà.
«Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch’io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno.»
Luigi Pirandello
nato ad Agrigento nel 1867, si laureò a Bonn in filologia nel 1891, rientrò in Italia e nel 1892 si trasferì a Roma, dove, introdotto da Capuana, iniziò la sua attività letteraria e teatrale. Nel 1903, l’improvviso crac finanziario della famiglia distrusse l’equilibrio mentale già fragile della moglie e ridusse lui a pensare al suicidio; si risollevò poi grazie al suo lavoro d’insegnante e dedicandosi sempre più intensamente alla scrittura. Nel 1934 gli fu assegnato il premio Nobel per la letteratura. Morì a Roma nel 1936. Di Luigi Pirandello la Newton Compton ha pubblicato Sei personaggi in cerca d’autore; L’umorismo; L’esclusa; Il fu Mattia Pascal; Uno, nessuno e centomila e Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Questa sera si recita a soggetto e Ciascuno a suo modo, oltre al volume singolo I romanzi, le novelle e il teatro.

Uno

E se potessimo incontrare noi stessi come eravamo vent’anni fa o come saremo in futuro? Sul filo dell’allegoria e di una sofisticatissima, inesauribile capacità inventiva, ‘Uno’ ci conduce in un infinito numero di mondi dove non esistono né lo spazio né il tempo, alla ricerca di tutto ciò che saremmo potuti essere e non siamo stati, di ciò che siamo e non potremo essere.

(source: Bol.com)

L’Universo Elegante

L’universo elegante by Brian Greene
Tutto quanto di meraviglioso avviene nell’universo è il risultato delle vibrazioni di singole unità, ultramicroscopiche stringhe nascoste nella profondità della materia. I “modi di vibrazione”, le “note” intonate da queste stringhe, determinano la costituzione intima della materia, come corde di violino che eseguono una sinfonia cosmica ordinata e armoniosa. In questo libro, Brian Greene ci narra la storia di una straordinaria avventura, parlandone da protagonista e trasmettendoci tutto l’entusiasmo della scoperta scientifica. La rivoluzionaria visione dell’universo che emerge dal suo racconto prevede dimensioni nascoste e arrotolate nelle pieghe dello spazio, buchi neri che si trasformano in particelle elementari, discontinuità nella tessitura dello spaziotempo e universi che generano altri universi. Attraverso l’uso sapiente di analogie e metafore affascinanti, *L’universo elegante *descrive con intelligenza e vivacità le scoperte esaltanti e i misteri ancora insoluti dell’universo e rende immediatamente accessibili alcuni dei piú complessi e sofisticati concetti della fisica contemporanea.

Gli Universali: Equivoci, Derive E Strategie Dell’universalismo

Gli universali: Equivoci, derive e strategie dell’universalismo by Étienne Balibar
Universale, universalità, universalismo. Tre parole che in Occidente hanno inaugurato la modernità e che oggi, entrate nel linguaggio corrente, suonano più che mai attuali perché appaiono in sintonia con il mondo globalizzato, accreditandosi addirittura come sue ambasciatrici nella sfera dei diritti. In realtà, quel «valere per tutti» invocato a criterio supremo di equità e inclusione poggia su basi malferme, non accidentalmente, ma costitutivamente. Lo sanno bene, i filosofi, quanto «dire l’universale» equivalga a seminare scompiglio, ad attizzare dispute accanite. Uno dei maggiori tra loro, Étienne Balibar, lo ritiene tuttavia un compito a cui il pensiero non può sottrarsi, anzi la stessa ragion d’essere della filosofia, che così manifesta sino in fondo la propria intrinseca politicità. Concepito in opposizione ai particolarismi identitari e comunitari, alle chiusure, ai privilegi e alle disuguaglianze che vi sono connessi, il discorso dell’universale – l’universalismo – vive però delle contraddizioni, delle aporie, degli equivoci e delle ambivalenze che genera in permanenza. A cominciare dall’assolutezza a cui aspirano le sue formulazioni, subito relativizzate dal fatto di essere radicate in una lingua, in una storia, in una cultura, ed esposte al rischio di esercitare intolleranza, discriminazione e violenza nel momento del passaggio all’atto. Se dunque gli universalismi si danno, per ineliminabile paradosso, solo al plurale, l’universale non è una forma pura, un’idea svincolata da ogni determinazione spazio-temporale ed esprimibile in un inesistente metalinguaggio: secondo Balibar, non è neppure un concetto, bensì «il correlato di un’enunciazione che produce o meno, a seconda delle circostanze, un effetto di universalità». Ed è questo sorprendente dispositivo, innanzitutto antropologico, che qui viene decostruito nelle sue molteplici strategie conflittuali.

Undici solitudini

Dopo la pubblicazione di “Revolutionary Road”, il primo romanzo di Richard Yates, il critico americano Alfred Kazin scrisse: «Questo romanzo riassume la nostra epoca con più spietatezza di ogni altro, ma anche con più pietà». Le undici storie qui raccolte, pubblicate per la prima volta nel 1962, presentano un altro momento della stessa ricerca e contengono forse quanto di più definitivo Yates abbia mai scritto: in ogni racconto non si potrebbe dire di più con meno parole, perché si intuisce sempre che è accaduto molto più di quanto è detto. La lezione di Hemingway – l’essenzialità della scrittura – è qui portata alle sue estreme conseguenze grazie alla capacità di far scaturire il significato di un’esistenza da un semplice fatto illuminante. I personaggi di Yates (impiegati mitomani, ragazzi disadattati, reduci senza gloria, coppie sprofondate nel mutismo postmatrimoniale) possono sembrare tratti da un libro di sociologia; ma un dialogo esatto, un ritmo infallibile, l’attenzione discreta ai particolari li rendono assolutamente unici, inconfondibili e per ciò stesso universali.
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Undici minuti

Undici minuti racconta la storia di Maria, una giovane ragazza brasiliana che, seguendo il miraggio di una vita più facile, si trasferisce da Rio de Janeiro in Europa, a Ginevra. Qui, dopo il tentativo di lavorare come modella, comincia a esercitare la prostituzione e, dagli incontri con i suoi clienti, sviluppa la sua particolare conoscenza del mondo. Gli undici minuti del titolo, il limitato arco di tempo che Maria dedica a ciascun uomo, diventano quindi lo strumento attraverso il quale la ragazza entra in contatto con l’anima degli sconosciuti che incontra. E sarà proprio uno di questi uomini, il pittore Ralf Hart, ad aprirle le porte di una nuova consapevolezza.
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### Sinossi
Undici minuti racconta la storia di Maria, una giovane ragazza brasiliana che, seguendo il miraggio di una vita più facile, si trasferisce da Rio de Janeiro in Europa, a Ginevra. Qui, dopo il tentativo di lavorare come modella, comincia a esercitare la prostituzione e, dagli incontri con i suoi clienti, sviluppa la sua particolare conoscenza del mondo. Gli undici minuti del titolo, il limitato arco di tempo che Maria dedica a ciascun uomo, diventano quindi lo strumento attraverso il quale la ragazza entra in contatto con l’anima degli sconosciuti che incontra. E sarà proprio uno di questi uomini, il pittore Ralf Hart, ad aprirle le porte di una nuova consapevolezza.

Under the Skin

Prima parte:
Kendall ha avuto una grande delusione dalla vita: un tradimento difficile da dimenticare, che ha coinvolto sia l’amicizia che l’amore. Per questo non crede più a nessuno dei due e vive dedicandosi esclusivamente al proprio lavoro, riducendo la vita sociale al minimo indispensabile. Un giorno, però, sulla propria strada incrocerà qualcuno che con la sua dolce perseveranza riuscirà a rompere la corazza che si è costruito per anni, entrandogli sotto pelle.
Seconda parte:
Harper sa che quella relazione è sbagliata e che non porterà nulla di buono, ma gli occhi dorati di Khairy, le sue mani, i suoi baci, sono una calamita che non riesce a contrastare, e quando decide di lasciarsi andare, cedendo a quell’attrazione che li consuma fino nell’anima, i guai si presentano in tutta la loro cruda realtà.
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### Sinossi
Prima parte:
Kendall ha avuto una grande delusione dalla vita: un tradimento difficile da dimenticare, che ha coinvolto sia l’amicizia che l’amore. Per questo non crede più a nessuno dei due e vive dedicandosi esclusivamente al proprio lavoro, riducendo la vita sociale al minimo indispensabile. Un giorno, però, sulla propria strada incrocerà qualcuno che con la sua dolce perseveranza riuscirà a rompere la corazza che si è costruito per anni, entrandogli sotto pelle.
Seconda parte:
Harper sa che quella relazione è sbagliata e che non porterà nulla di buono, ma gli occhi dorati di Khairy, le sue mani, i suoi baci, sono una calamita che non riesce a contrastare, e quando decide di lasciarsi andare, cedendo a quell’attrazione che li consuma fino nell’anima, i guai si presentano in tutta la loro cruda realtà.

Umili prose

Oltre che per le opere di poesia e di teatro, Puskin è considerato un classico anche per i suoi racconti che hanno lasciato una potente impronta sulla narrativa russa successiva, al punto che autori come Tolstoj ne raccomandano la lettura e lo studio. “I racconti di Belkin”, che furono tradotti in francese da Mérimée, rappresentano semplici figure, dai sentimenti autentici, in una narrazione lineare e con splendide scene di sfondo. Sono cinque racconti che l’autore attribuisce a un certo Ivan Petrovic Belkin, che li avrebbe uditi raccontare e poi trascritti: sono la storia di un duello rimandato e di un rancore covato nel tempo, quella di un amore contrastato tra una ricca fanciulla e un semplice fante, quella di un fabbricante di bare e del suo invito ai morti ad andarlo a trovare, quella di un padre vedovo lasciato solo dall’unica figlia, e quella di una nobile di provincia che inganna in amore il povero vicino. “La dama di picche” è uno dei racconti più caratteristici di Puskin: mescolando alla narrazione realistica elementi fantastici, narra dell’ossessione, fino alla follia, di un giovane per il segreto di una contessa che vince sempre alle carte. “La figlia del capitano” è un romanzo storico ispirato alla rivolta di Pugacëv. Chiude il volume il racconto “Kirdzali”.

Umani e transumani – Il meglio della fantascienza 2

Nota: seconda parte di “Year’s Best SF 5”, la prima è in “[Altre galassie – Il meglio della fantascienza](https://www.goodreads.com/book/show/9859798.Altre_galassie___Il_meglio_della_fantascienza “Altre galassie – Il meglio della fantascienza”)”
Raccomandazione ai lettori: 1. In caso di era glaciale, consultare il prontuario di Stephen Baxter con le sue avventure di uomini geneticamente manipolati per resistere alle condizioni estreme del pianeta. 2. In caso di lentezze giudiziarie, aprire il vademecum della vendetta compilato da Terry Bisson (i criminali potranno essere clonati per dare macabre soddisfazioni ai parenti delle vittime). 3. In caso di emarginazione, contare le protesi che si hanno – o non si hanno – per potenziare il corpo naturale (vedi il racconto di Curt Wohleber). 4. In caso di noia, dare la caccia all’ottima fantascienza contenuta in questo numero di “Urania”, autentico manuale di resistenza in un mondo di transumani.
Indice:
Geoff Ryman – Ovunque (Everywhere, 1999)
Elisabeth Malartre – L’evoluzione non dorme mai (Evolution Never Sleeps, 1999)
Terry Bisson – I diritti delle vittime (Macs, 1999)
Chris Lawson – Scritto nel sangue (Written in Blood, 1999)
Mary Soon Lee – Il lavoro di una vita (Lifework, 1999)
Fred Lerner – La stele di Rosetta (Rosetta Stone, 1999)
Curt Wohleber – 100 candeline (100 Candles, 1999)
G. David Nordley – Il violino di Democrito (Democritus’ Violin, 1999)
Chris Beckett – Coraggio (Valour, 1999)
Stephen Baxter – Il cerchio (Huddle, 1999)
Brian Michael Stableford – Ceneri e pietre tombali (Ashes and Tombstones, 1999)
Michael Swanwick – Motori antichi (Ancient Engines, 1999)
Barry Nathaniel Malzberg – Shiva (Shiva, 1999)
Lucy Sussex – La regina di Erewhon (The Queen of Erewhon, 1999)
Copertina di Franco Brambilla

L’ultimo viaggio nell’universo

George si trova a bordo della navicella spaziale Artemide, intrappolato in una corsa selvaggia nello spazio con un robot come unica compagnia. Quando finalmente i due riescono a prendere il controllo dell’astronave e a invertire la rotta, non sanno quanto tempo sia passato dall’ultima volta che hanno visto la Terra, ma non vedono l’ora di tornare e raccontare le loro ultime scoperte. Tuttavia, appena mettono piede a terra, George capisce subito che c’è qualcosa che non va. Dove prima si estendeva la sua città natale, adesso c’è una piana deserta,- una serie di robot intelligenti ha preso il controllo delle vite e delle menti delle persone e nessuno parla a George delle cose che lui conosce. Possibile che nel tempo trascorso a viaggiare nell’Universo la Terra sia cambiata così radicalmente? Ce la farà George, con l’aiuto di un nuovo, inaspettato amico, a scoprire cosa, o chi, si nasconde dietro a questa terribile trasformazione, prima che sia troppo tardi? Età di lettura: da 11 anni.
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L’ultimo vampiro

In apparenza Alisa Perne sembra una bella ragazza bionda poco più che adolescente, con grandi occhi azzurri un po’ troppo penetranti, ma in realtà è un vampiro, l’ultima di una stirpe diabolica che per millenni ha sparso intorno a sé terrore e disperazione. Sono più di cinquemila anni che Alisa dà la caccia agli esseri umani, a volte per amarli e più spesso per nutrirsene, finché un giorno scopre che qualcuno (o qualcosa?) sta dando la caccia a lei… Chi è il suo misterioso persecutore? Un uomo oppure un’altra creatura assetata di sangue, che ancora si aggira per il mondo in cerca di prede? Età di lettura: da 10 anni.

L’ultimo treno per Istanbul

10 milioni di copie Tradotto in 27 Paesi Selva è la figlia dell’ultimo pascià ottomano della Turchia e può avere qualunque uomo desideri. Eppure ha occhi solo per Rafael Alfandari, un ragazzo ebreo, figlio del medico di corte. Nonostante l’opposizione delle loro famiglie, che non vedono di buon occhio l’unione tra due mondi così diversi, i giovani amanti si sposano di nascosto e scappano a Parigi per farsi una nuova vita. Ma quando i nazisti occupano la Francia, la coppia in esilio imparerà sulla propria pelle che niente – né la guerra, né la politica, né la religione – può spezzare gli antichi legami di sangue. Grazie all’aiuto dei coraggiosi diplomatici turchi, infatti, organizzeranno un piano per mettere in salvo i membri della famiglia Alfandari e molti altri ebrei. Insieme, saranno costretti ad attraversare un continente in guerra, a entrare in territorio nemico e rischiare tutto nel disperato tentativo di ritrovare la libertà. Da Ankara a Parigi, dal Cairo a Berlino, L’ultimo treno per Istanbul racconta una appassionante storia d’amore e avventura, scritta da una delle autrici più famose della Turchia. Un’autrice da 10 milioni di copie Tradotta in 27 Paesi Salite a bordo di un romanzo unico in un incredibile viaggio nella storia della Turchia dalla voce della scrittrice turca più letta e amata La Kulin, autrice bestseller, ha scritto questo straordinario libro utilizzando le tecniche della fiction storica. La storia è appassionante fino alla fine e merita di essere portata sul grande schermo. Fortemente consigliato. Ayşe KulinNata nel 1941, è una delle autrici più amate della Turchia, e i suoi libri hanno venduto in patria più di dieci milioni di copie. Nel 2011, l’edizione turca della rivista «Forbes » l’ha definita la scrittrice più influente in tutto il Paese. Oltre ad aver firmato diversi bestseller internazionali, ha lavorato come produttrice e autrice cinematografica e televisiva. L’ultimo treno per Istanbul è il suo primo libro pubblicato in Italia. Ha quattro figlie e vive a Istanbul.

L’Ultimo Testimone

L’ultimo testimone by Simon Scarrow, Lee Francis
Un autore da 5 milioni di copie
Un grande thriller
L’agente speciale dell’FBI Rose Blake ha affrontato il Male ed è sopravvissuta. 
Ma ora è tormentata dai sensi di colpa per il fallimento della sua missione sotto copertura. Non riesce a liberarsi dei ricordi dell’incontro con lo spietato serial killer che ossessiona i suoi incubi: Shane Koenig è un assassino con un’immaginazione terrificante e un’intelligenza fuori dal comune. Ed è sempre un passo avanti a lei. Rose sa bene che è solo questione di tempo prima che torni a uccidere. Finalmente un nuovo caso sembra essere l’occasione ideale per distrarsi: deve indagare su un uomo arso vivo a causa di un congegno tecnologico. Non è il genere di caso che normalmente viene assegnato all’FBI, ma non c’è niente di ordinario in questa morte. Man mano che Rose scava a fondo, si trova immersa in un mondo simile a quello dei videogiochi di suo figlio. Ma quando il tuo avversario è un assassino, si tratta di un gioco molto pericoloso…
Il maestro del romanzo storico ci regala un thriller ad alto tasso di adrenalina 
Un’agente dell’FBI è sulle tracce di un assassino ed è disposta a inseguirlo nel mondo reale e in quello virtuale 
«Se Stephen King avesse collaborato con Michael Crichton, avrebbe creato un libro come questo.»
Peterborough Evening Telegraph
**Simon Scarrow**
È nato in Nigeria. Dopo aver vissuto in molti Paesi, si è stabilito in Inghilterra. È un grande esperto di storia romana e ha venduto oltre 5 milioni di copie nel mondo. Il centurione, il primo dei suoi romanzi storici pubblicato in Italia, è stato per mesi ai primi posti nelle classifiche inglesi. Scarrow è autore di oltre quindici romanzi e della Revolution saga, la quadrilogia dedicata a Napoleone.
**Lee Francis**
è un allievo di Simon Scarrow ed esordisce insieme a lui con L’ultimo testimone.

L’Ultimo Tatuaggio

L’Ultimo Tatuaggio by Marco Lugli
“Le persone nascondono le loro debolezze.
Queste debolezze derivano da esperienze di vita.
Sono ferite dell’anima che si curano, ma che lasciano cicatrici. Pochi hanno il coraggio di mostrare al mondo queste cicatrici perché
raccontano sbagli, amori perduti, sofferenze.
I tatuaggi possono aiutare o costringere queste persone a mostrare chi sono davvero.”
Amicizia, amore e tradimento sullo sfondo della maledizione di un corpo istoriato dalla vita.
Il personaggio di Michele Licometti torna in una nuova storia ricca dell’approfondimento psicologico, l’ironia e il potente erotismo cui Marco Lugli ci ha abituati ne “L’Uomo Tatuato”.