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Golda ha dormito qui

“Mi han detto che la tua casa è dove sei tu. Ci ho provato ma non sempre ci riesco.”Questa storia ha inizio nel 1948, quando gli inglesi, partendo da Israele, lasciarono due popoli in lotta: l’uno con tutto, l’altro con niente. Di cosa è fatta la bellezza di una casa, se non della vita di chi la abita? Ma quando accade che un intero popolo si trovi all’improvviso espropriato delle sue dimore, la domanda che passa, amara, di bocca in bocca è soltanto una: che fine fa quella bellezza, e che fine fa l’anima di chi in quelle case, in quei palazzi, in quei giardini, ci ha vissuto, ci ha pianto e ci ha gioito, per una vita intera? Questa storia ha inizio nel 1948, quando gli inglesi, partendo da Israele, lasciarono due popoli in lotta: l’uno con tutto, l’altro con niente. Suad Amiry, palestinese, racconta quella perdita inestimabile, quella dei muri con dentro le anime, la memoria, i gesti, gli affetti. Muri a cui oggi, ai vecchi proprietari di sempre, è addirittura proibito avvicinarsi, è preclusa la vista, la memoria delle sensazioni. Come all’architetto Andoni, che vorrebbe tornare nell’abitazione che ha progettato e costruito, il ”suo gioiello”, e scopre in tribunale di non poterlo fare in quanto ”proprietario assente”; o come a Huda, che preferisce testardamente la cella alla condanna di non poter rientrare nella casa dei genitori. Insieme agli effetti di un conflitto storico che dura da allora, Suad Amiry, con profonda grazia e humour dissacrante, si confronta con un tema universale e potente com’è quello della casa, che finisce per coincidere con la nostra stessa identità, con la nostra stessa, comune, storia.
(source: Bol.com)

“Mi han detto che la tua casa è dove sei tu. Ci ho provato ma non sempre ci riesco.”Questa storia ha inizio nel 1948, quando gli inglesi, partendo da Israele, lasciarono due popoli in lotta: l’uno con tutto, l’altro con niente. Di cosa è fatta la bellezza di una casa, se non della vita di chi la abita? Ma quando accade che un intero popolo si trovi all’improvviso espropriato delle sue dimore, la domanda che passa, amara, di bocca in bocca è soltanto una: che fine fa quella bellezza, e che fine fa l’anima di chi in quelle case, in quei palazzi, in quei giardini, ci ha vissuto, ci ha pianto e ci ha gioito, per una vita intera? Questa storia ha inizio nel 1948, quando gli inglesi, partendo da Israele, lasciarono due popoli in lotta: l’uno con tutto, l’altro con niente. Suad Amiry, palestinese, racconta quella perdita inestimabile, quella dei muri con dentro le anime, la memoria, i gesti, gli affetti. Muri a cui oggi, ai vecchi proprietari di sempre, è addirittura proibito avvicinarsi, è preclusa la vista, la memoria delle sensazioni. Come all’architetto Andoni, che vorrebbe tornare nell’abitazione che ha progettato e costruito, il ”suo gioiello”, e scopre in tribunale di non poterlo fare in quanto ”proprietario assente”; o come a Huda, che preferisce testardamente la cella alla condanna di non poter rientrare nella casa dei genitori. Insieme agli effetti di un conflitto storico che dura da allora, Suad Amiry, con profonda grazia e humour dissacrante, si confronta con un tema universale e potente com’è quello della casa, che finisce per coincidere con la nostra stessa identità, con la nostra stessa, comune, storia.
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La gloria

‘Sognavo un romanzo ambizioso e bellissimo e l’ho scritto pensando ai giovani e a tutti coloro che non credono in Dio, ma sentono l’angoscia di non crederci’. Cosí Giuseppe Berto accompagnò la pubblicazione, nel settembre 1978, di questo libro ritenuto oggi, a distanza di quasi quarant’anni dalla sua uscita, una delle grandi opere del nostro Novecento. I temi che attraversano l’intero corpus della produzione dello scrittore veneto – la commistione di bene e male, la colpa insita nel fatto stesso di esistere, la necessità di ‘misurarsi ogni giorno con l’eternità, o con l’assenza di eternità’ – si ritrovano tutti in queste pagine e ne fanno una delle piú alte espressioni della poetica e dello stile dell’autore del Male oscuro. Il romanzo si presenta nella forma di un monologo di Giuda Iscariota, un Giuda onnisciente che ha già varcato la soglia della vita e conosce l’intero corso della storia successivo al tempo della predicazione di Cristo, poiché cita pensatori e uo-mini del mondo moderno. È il racconto di un animo inquieto che narra la sua ‘umana’ vicenda di giovane rivoluzionario, ‘legato agli zeloti per cospirazione e fuggito dalla città santa per scampare alla croce’. Un giovane che, dopo aver vagato per le terre d’Israele ansioso di capire ‘se ci fosse davvero un eterno o non piuttosto un infinito vuoto’, si imbatte in Cristo, ‘il piú bello tra i figli degli uomini’, con addosso quella maestà della quale è sempre ‘incerto se sia cosa terrena o divina’. Un giorno, Cristo lo guarderà, ‘inquisitivo e vincolante’, e gli dirà: ‘Non immagini quale croce sarai chiamato a portare. Quando avrò bisogno di morte, lo dirò’. E, un giorno, lui Lo tradirà. Luca, Marco, Matteo racconteranno di lui, Giuda Iscariota, ricorrendo all’astrattezza di un simbolo, il simbolo del male, ignari della sua intima complicità con il Messia dei Messia, della necessità del tradimento perché risplenda la Gloria di Cri-sto, della necessità stessa della morte perché avvenga la resurrezione. Come osserva Silvio Perrella nella postfazione alla presente edizione, in quest’opera di ‘radicale potenza’ Berto scrive ‘come se ci strappasse fuori dalle Scritture, invitandoci a ficcare gli occhi in noi stessi, facendolo nel modo d’essere degli esseri viventi’. ‘Un’opera di grande rilevanza stilistica e tematica […] un libro arduo e nettissimo, frutto di una continua rilettura delle “Scritture dell’Eterno”‘. Silvio Perrella ‘Nella vicenda di Giuda che racconta al mondo il gesto di tradire Cristo e nello stesso tempo domanda compassione, pietà, rispetto, comprensione, Berto […] ripercorre l’esperienza di faticosa solitudine a cui sono chiamati tutti gli uomini sin dall’alba dei tempi, anche i non credenti, posti di fronte al mistero del divino e del soprannaturale’. Giuseppe Lupo, L’Avvenire ‘Berto è stato il piú grande scrittore della seconda parte del Novecento italiano’. Cesare De Michelis

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‘Sognavo un romanzo ambizioso e bellissimo e l’ho scritto pensando ai giovani e a tutti coloro che non credono in Dio, ma sentono l’angoscia di non crederci’. Cosí Giuseppe Berto accompagnò la pubblicazione, nel settembre 1978, di questo libro ritenuto oggi, a distanza di quasi quarant’anni dalla sua uscita, una delle grandi opere del nostro Novecento. I temi che attraversano l’intero corpus della produzione dello scrittore veneto – la commistione di bene e male, la colpa insita nel fatto stesso di esistere, la necessità di ‘misurarsi ogni giorno con l’eternità, o con l’assenza di eternità’ – si ritrovano tutti in queste pagine e ne fanno una delle piú alte espressioni della poetica e dello stile dell’autore del Male oscuro. Il romanzo si presenta nella forma di un monologo di Giuda Iscariota, un Giuda onnisciente che ha già varcato la soglia della vita e conosce l’intero corso della storia successivo al tempo della predicazione di Cristo, poiché cita pensatori e uo-mini del mondo moderno. È il racconto di un animo inquieto che narra la sua ‘umana’ vicenda di giovane rivoluzionario, ‘legato agli zeloti per cospirazione e fuggito dalla città santa per scampare alla croce’. Un giovane che, dopo aver vagato per le terre d’Israele ansioso di capire ‘se ci fosse davvero un eterno o non piuttosto un infinito vuoto’, si imbatte in Cristo, ‘il piú bello tra i figli degli uomini’, con addosso quella maestà della quale è sempre ‘incerto se sia cosa terrena o divina’. Un giorno, Cristo lo guarderà, ‘inquisitivo e vincolante’, e gli dirà: ‘Non immagini quale croce sarai chiamato a portare. Quando avrò bisogno di morte, lo dirò’. E, un giorno, lui Lo tradirà. Luca, Marco, Matteo racconteranno di lui, Giuda Iscariota, ricorrendo all’astrattezza di un simbolo, il simbolo del male, ignari della sua intima complicità con il Messia dei Messia, della necessità del tradimento perché risplenda la Gloria di Cri-sto, della necessità stessa della morte perché avvenga la resurrezione. Come osserva Silvio Perrella nella postfazione alla presente edizione, in quest’opera di ‘radicale potenza’ Berto scrive ‘come se ci strappasse fuori dalle Scritture, invitandoci a ficcare gli occhi in noi stessi, facendolo nel modo d’essere degli esseri viventi’. ‘Un’opera di grande rilevanza stilistica e tematica […] un libro arduo e nettissimo, frutto di una continua rilettura delle “Scritture dell’Eterno”‘. Silvio Perrella ‘Nella vicenda di Giuda che racconta al mondo il gesto di tradire Cristo e nello stesso tempo domanda compassione, pietà, rispetto, comprensione, Berto […] ripercorre l’esperienza di faticosa solitudine a cui sono chiamati tutti gli uomini sin dall’alba dei tempi, anche i non credenti, posti di fronte al mistero del divino e del soprannaturale’. Giuseppe Lupo, L’Avvenire ‘Berto è stato il piú grande scrittore della seconda parte del Novecento italiano’. Cesare De Michelis

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Il gladiatore

Antica Roma, 65 a.C. – Sopravvissuto a parecchi feroci combattimenti nell’arena, Caio Gracco Valente accende le fantasie erotiche di moltissime donne. Ma essendo un gladiatore, è escluso a priori dai circoli più raffinati della società romana, e Giulia Antonia, nobile patrizia, sa bene che una fanciulla di buona famiglia non dovrebbe avere alcun contatto con un uomo che è poco più di uno schiavo. Eppure, il fascino pericoloso che Valente esercita su di lei l’attrae come una calamita.
Figlio di un nobile patrizio, Valente è stato catturato dai pirati e ridotto in schiavitù, e l’incontro con la dolce Giulia non fa che risvegliare in lui i ricordi di un passato ormai lontano e acuire il suo desiderio di riscatto. Ma l’unico modo per coronare quel tenero sogno d’amore e riconquistare l’onore e la libertà è combattere fino all’ultimo sangue nell’arena… e vincere!
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### Sinossi
Antica Roma, 65 a.C. – Sopravvissuto a parecchi feroci combattimenti nell’arena, Caio Gracco Valente accende le fantasie erotiche di moltissime donne. Ma essendo un gladiatore, è escluso a priori dai circoli più raffinati della società romana, e Giulia Antonia, nobile patrizia, sa bene che una fanciulla di buona famiglia non dovrebbe avere alcun contatto con un uomo che è poco più di uno schiavo. Eppure, il fascino pericoloso che Valente esercita su di lei l’attrae come una calamita.
Figlio di un nobile patrizio, Valente è stato catturato dai pirati e ridotto in schiavitù, e l’incontro con la dolce Giulia non fa che risvegliare in lui i ricordi di un passato ormai lontano e acuire il suo desiderio di riscatto. Ma l’unico modo per coronare quel tenero sogno d’amore e riconquistare l’onore e la libertà è combattere fino all’ultimo sangue nell’arena… e vincere!

Antica Roma, 65 a.C. – Sopravvissuto a parecchi feroci combattimenti nell’arena, Caio Gracco Valente accende le fantasie erotiche di moltissime donne. Ma essendo un gladiatore, è escluso a priori dai circoli più raffinati della società romana, e Giulia Antonia, nobile patrizia, sa bene che una fanciulla di buona famiglia non dovrebbe avere alcun contatto con un uomo che è poco più di uno schiavo. Eppure, il fascino pericoloso che Valente esercita su di lei l’attrae come una calamita.
Figlio di un nobile patrizio, Valente è stato catturato dai pirati e ridotto in schiavitù, e l’incontro con la dolce Giulia non fa che risvegliare in lui i ricordi di un passato ormai lontano e acuire il suo desiderio di riscatto. Ma l’unico modo per coronare quel tenero sogno d’amore e riconquistare l’onore e la libertà è combattere fino all’ultimo sangue nell’arena… e vincere!
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### Sinossi
Antica Roma, 65 a.C. – Sopravvissuto a parecchi feroci combattimenti nell’arena, Caio Gracco Valente accende le fantasie erotiche di moltissime donne. Ma essendo un gladiatore, è escluso a priori dai circoli più raffinati della società romana, e Giulia Antonia, nobile patrizia, sa bene che una fanciulla di buona famiglia non dovrebbe avere alcun contatto con un uomo che è poco più di uno schiavo. Eppure, il fascino pericoloso che Valente esercita su di lei l’attrae come una calamita.
Figlio di un nobile patrizio, Valente è stato catturato dai pirati e ridotto in schiavitù, e l’incontro con la dolce Giulia non fa che risvegliare in lui i ricordi di un passato ormai lontano e acuire il suo desiderio di riscatto. Ma l’unico modo per coronare quel tenero sogno d’amore e riconquistare l’onore e la libertà è combattere fino all’ultimo sangue nell’arena… e vincere!

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La giustizia delle spade

Ambiziose eredi al trono in lotta per la successione, ciniche mercenarie e apprendisti maghi sono soltanto alcuni dei protagonisti dei ventinove racconti presentati da Marion Zimmer Bradley in questa sorprendente antologia. Autrici acclamate – basti citare i nomi di Mercedes Lackey e Deborah Wheeler – e giovani talenti del genere fantasy hanno creato per noi mondi popolati da guerriere e sacerdotesse, draghi e stregoni, indomite spadaccine e terribili incantesimi, ladri astuti e perfidi assassini, tenebrose creature e fulgide dee. Così, dall’insolito racconto di apertura, Lorelei – incantevole rielaborazione di un celebre mito della Grecia classica, la Sirena – si passa a storie ispirate a più tradizionali temi dell’«heroic fantasy», come L’ombra del falcone – una nuova avventura di Shanna, certamente il personaggio più famoso creato da Diana L. Paxson – o l’intrigante Giuramenti, una vicenda di amori folli e odi implacabili, di spietate vendette, freddi tradimenti ed epiche battaglie… La giustizia delle spade, però, non si limita a essere una splendida rassegna dei migliori autori di fantasy in circolazione. È soprattutto un omaggio al fondamento di ogni opera fantastica di autentico valore, cioè a quel «senso del meraviglioso» che Marion Zimmer Bradley ha saputo infondere in tutte le sue opere e che ha sempre guidato la sua instancabile ricerca di nuovi autori nel campo del fantasy e della fantascienza.

Ambiziose eredi al trono in lotta per la successione, ciniche mercenarie e apprendisti maghi sono soltanto alcuni dei protagonisti dei ventinove racconti presentati da Marion Zimmer Bradley in questa sorprendente antologia. Autrici acclamate – basti citare i nomi di Mercedes Lackey e Deborah Wheeler – e giovani talenti del genere fantasy hanno creato per noi mondi popolati da guerriere e sacerdotesse, draghi e stregoni, indomite spadaccine e terribili incantesimi, ladri astuti e perfidi assassini, tenebrose creature e fulgide dee. Così, dall’insolito racconto di apertura, Lorelei – incantevole rielaborazione di un celebre mito della Grecia classica, la Sirena – si passa a storie ispirate a più tradizionali temi dell’«heroic fantasy», come L’ombra del falcone – una nuova avventura di Shanna, certamente il personaggio più famoso creato da Diana L. Paxson – o l’intrigante Giuramenti, una vicenda di amori folli e odi implacabili, di spietate vendette, freddi tradimenti ed epiche battaglie… La giustizia delle spade, però, non si limita a essere una splendida rassegna dei migliori autori di fantasy in circolazione. È soprattutto un omaggio al fondamento di ogni opera fantastica di autentico valore, cioè a quel «senso del meraviglioso» che Marion Zimmer Bradley ha saputo infondere in tutte le sue opere e che ha sempre guidato la sua instancabile ricerca di nuovi autori nel campo del fantasy e della fantascienza.

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I giusti di Cordova (eNewton Zeroquarantanove)

I tre Giusti si riuniscono di nuovo per colpire i truffatori che infestano Londra e, con la loro iniziativa, complicano l’esistenza a tante persone. La storia ha però inizio a Cordova, dove non del tutto casualmente i tre Giusti si trovano a seguire le tracce di un misterioso medico inglese. Di qui, le avventure si susseguono a ritmo continuo fino a concludersi ancora una volta in Inghilterra, dove viene sgominata una brutale organizzazione. Perché, naturalmente, i tre Giusti non perdonano mai.
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.
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### Sinossi
I tre Giusti si riuniscono di nuovo per colpire i truffatori che infestano Londra e, con la loro iniziativa, complicano l’esistenza a tante persone. La storia ha però inizio a Cordova, dove non del tutto casualmente i tre Giusti si trovano a seguire le tracce di un misterioso medico inglese. Di qui, le avventure si susseguono a ritmo continuo fino a concludersi ancora una volta in Inghilterra, dove viene sgominata una brutale organizzazione. Perché, naturalmente, i tre Giusti non perdonano mai.
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.

I tre Giusti si riuniscono di nuovo per colpire i truffatori che infestano Londra e, con la loro iniziativa, complicano l’esistenza a tante persone. La storia ha però inizio a Cordova, dove non del tutto casualmente i tre Giusti si trovano a seguire le tracce di un misterioso medico inglese. Di qui, le avventure si susseguono a ritmo continuo fino a concludersi ancora una volta in Inghilterra, dove viene sgominata una brutale organizzazione. Perché, naturalmente, i tre Giusti non perdonano mai.
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.
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### Sinossi
I tre Giusti si riuniscono di nuovo per colpire i truffatori che infestano Londra e, con la loro iniziativa, complicano l’esistenza a tante persone. La storia ha però inizio a Cordova, dove non del tutto casualmente i tre Giusti si trovano a seguire le tracce di un misterioso medico inglese. Di qui, le avventure si susseguono a ritmo continuo fino a concludersi ancora una volta in Inghilterra, dove viene sgominata una brutale organizzazione. Perché, naturalmente, i tre Giusti non perdonano mai.
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.

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Giulia, o La nuova Eloisa

Giulia d’Etange, figlia unica di una famiglia di nobili origini, ama il suo giovane precettore, Saint-Preux, dotato delle più belle qualità dell’anima, ma povero e inferiore socialmente. Saint-Preux rappresenta per lei l’amore-passione. Wolmar è quello che si usa dire un buon partito, uomo ricco e solido, amico del padre di Giulia, che promette alla figlia un legame coniugale senza rischi. A partire da questi personaggi, delineati con assoluta maestria, Rousseau costruisce un romanzo filosofico attraversato da un logorante interrogativo di fondo: è più giusto abbandonarsi alla pura passione amorosa, sacra espressione della natura e dunque inalienabile diritto dell’uomo, oppure tener conto delle convenzioni sociali, certo e solido fondamento della convivenza umana?

Giulia d’Etange, figlia unica di una famiglia di nobili origini, ama il suo giovane precettore, Saint-Preux, dotato delle più belle qualità dell’anima, ma povero e inferiore socialmente. Saint-Preux rappresenta per lei l’amore-passione. Wolmar è quello che si usa dire un buon partito, uomo ricco e solido, amico del padre di Giulia, che promette alla figlia un legame coniugale senza rischi. A partire da questi personaggi, delineati con assoluta maestria, Rousseau costruisce un romanzo filosofico attraversato da un logorante interrogativo di fondo: è più giusto abbandonarsi alla pura passione amorosa, sacra espressione della natura e dunque inalienabile diritto dell’uomo, oppure tener conto delle convenzioni sociali, certo e solido fondamento della convivenza umana?

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Il giudice e il suo boia

Esiste il delitto perfetto? Gastmann, «demonio in forma umana», ne è convinto, e per dimostrarlo al commissario Bärlach – e vincere la temeraria scommessa fatta in una bettola sul Bosforo – getta uno sconosciuto dal ponte di Galata. Ormai i due sono incatenati l’uno all’altro. Per oltre quarant’anni il commissario seguirà imperterrito le orme di Gastmann, nel vano tentativo di fornire le prove dei delitti via via più audaci, efferati e sacrileghi che costui ha commesso per capriccio. Finché un giorno l’assassinio dell’ispettore Schmied della polizia di Berna – la città dove Bärlach è nato, e che lui chiama il suo «aureo sepolcro» – lo metterà nuovamente di fronte al suo nemico, e al sinistro viluppo di trame politiche e finanziarie di cui questi tira le fila. A Bärlach non resta molto da vivere: giusto il tempo di regolare i conti una volta per tutte. Ormai ha emesso il suo verdetto – ed è una condanna a morte. Quando Georges Simenon, che di noir se ne intendeva, lesse questo romanzo cupo, implacabile e lacerante, disse semplicemente: «Non so che età abbia l’autore. Se è alla sua prima prova, credo che farà strada».
(source: Bol.com)

Esiste il delitto perfetto? Gastmann, «demonio in forma umana», ne è convinto, e per dimostrarlo al commissario Bärlach – e vincere la temeraria scommessa fatta in una bettola sul Bosforo – getta uno sconosciuto dal ponte di Galata. Ormai i due sono incatenati l’uno all’altro. Per oltre quarant’anni il commissario seguirà imperterrito le orme di Gastmann, nel vano tentativo di fornire le prove dei delitti via via più audaci, efferati e sacrileghi che costui ha commesso per capriccio. Finché un giorno l’assassinio dell’ispettore Schmied della polizia di Berna – la città dove Bärlach è nato, e che lui chiama il suo «aureo sepolcro» – lo metterà nuovamente di fronte al suo nemico, e al sinistro viluppo di trame politiche e finanziarie di cui questi tira le fila. A Bärlach non resta molto da vivere: giusto il tempo di regolare i conti una volta per tutte. Ormai ha emesso il suo verdetto – ed è una condanna a morte. Quando Georges Simenon, che di noir se ne intendeva, lesse questo romanzo cupo, implacabile e lacerante, disse semplicemente: «Non so che età abbia l’autore. Se è alla sua prima prova, credo che farà strada».
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Giuda

“Questa è una storia che si svolge nell’inverno tra la fine del 1959 e l’inizio del 1960. Questa storia contiene un errore e della passione, un amore deluso e una questione di ordine religioso che qui rimane irrisolta. Non pochi edifici portavano ancora ben riconoscibili i segni della guerra che dieci anni prima aveva diviso la città. In sottofondo vi capiterà di udire la melodia lontana di una fisarmonica o le struggenti note di un’ocarina, sul far della sera, dietro un’imposta chiusa.”

“Questa è una storia che si svolge nell’inverno tra la fine del 1959 e l’inizio del 1960. Questa storia contiene un errore e della passione, un amore deluso e una questione di ordine religioso che qui rimane irrisolta. Non pochi edifici portavano ancora ben riconoscibili i segni della guerra che dieci anni prima aveva diviso la città. In sottofondo vi capiterà di udire la melodia lontana di una fisarmonica o le struggenti note di un’ocarina, sul far della sera, dietro un’imposta chiusa.”

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Girlfriend from Hell

Anno 2015. La Gialla, un virus che tramuta gli esseri umani in zombie, dall’Asia si è diffusa in quasi tutti i continenti, innescando una spirale di violenza che ha causato decine di milioni di morti.
Poche nazioni si sono salvate, spesso ricorrendo a metodi coercitivi estremi per salvaguardare la parte sana della popolazione e per mantenere una parvenza di società civile, costantemente assediata dalla paura e dalla disillusione, dalla povertà e dal rischio di infezione.
Ma c’è qualcuno che è riuscito a scamparla, allontanandosi, rifugiandosi in luoghi remoti, aspettando che la pandemia e la follia collettiva dei governi finiscano con l’annientarsi a vicenda.
I pochi superstiti alla fine del mondo lottano ogni giorno per sfamarsi, per evitare il contagio e non restare vittime degli infetti e dei razziatori, affrontando un futuro incerto e senza scopo apparente.
Internet è ancora in piedi, permettendo di scambiare informazioni non sempre utili o veritiere.
Chi può, affida alla rete le proprie memorie: un diario degli eventidell’apocalisse zombie che ha condotto la specie umana alla catastrofe.
Questa è la storia di uno di loro e della sua donna.
Prima che tutto questo iniziasse, era solo un blogger. Il suo nome è Hell.
La prima pubblicazione di questo ebook horror italiano s’è conclusa con 17.500 download.
Questa è la versione 2.0 di Girlfriend from Hell, storia di zombie e romance, riveduta e corretta, contenente due capitoli inediti, per un totale di 38 capitoli e 2 appendici.
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### Sinossi
Anno 2015. La Gialla, un virus che tramuta gli esseri umani in zombie, dall’Asia si è diffusa in quasi tutti i continenti, innescando una spirale di violenza che ha causato decine di milioni di morti.
Poche nazioni si sono salvate, spesso ricorrendo a metodi coercitivi estremi per salvaguardare la parte sana della popolazione e per mantenere una parvenza di società civile, costantemente assediata dalla paura e dalla disillusione, dalla povertà e dal rischio di infezione.
Ma c’è qualcuno che è riuscito a scamparla, allontanandosi, rifugiandosi in luoghi remoti, aspettando che la pandemia e la follia collettiva dei governi finiscano con l’annientarsi a vicenda.
I pochi superstiti alla fine del mondo lottano ogni giorno per sfamarsi, per evitare il contagio e non restare vittime degli infetti e dei razziatori, affrontando un futuro incerto e senza scopo apparente.
Internet è ancora in piedi, permettendo di scambiare informazioni non sempre utili o veritiere.
Chi può, affida alla rete le proprie memorie: un diario degli eventidell’apocalisse zombie che ha condotto la specie umana alla catastrofe.
Questa è la storia di uno di loro e della sua donna.
Prima che tutto questo iniziasse, era solo un blogger. Il suo nome è Hell.
La prima pubblicazione di questo ebook horror italiano s’è conclusa con 17.500 download.
Questa è la versione 2.0 di Girlfriend from Hell, storia di zombie e romance, riveduta e corretta, contenente due capitoli inediti, per un totale di 38 capitoli e 2 appendici.

Anno 2015. La Gialla, un virus che tramuta gli esseri umani in zombie, dall’Asia si è diffusa in quasi tutti i continenti, innescando una spirale di violenza che ha causato decine di milioni di morti.
Poche nazioni si sono salvate, spesso ricorrendo a metodi coercitivi estremi per salvaguardare la parte sana della popolazione e per mantenere una parvenza di società civile, costantemente assediata dalla paura e dalla disillusione, dalla povertà e dal rischio di infezione.
Ma c’è qualcuno che è riuscito a scamparla, allontanandosi, rifugiandosi in luoghi remoti, aspettando che la pandemia e la follia collettiva dei governi finiscano con l’annientarsi a vicenda.
I pochi superstiti alla fine del mondo lottano ogni giorno per sfamarsi, per evitare il contagio e non restare vittime degli infetti e dei razziatori, affrontando un futuro incerto e senza scopo apparente.
Internet è ancora in piedi, permettendo di scambiare informazioni non sempre utili o veritiere.
Chi può, affida alla rete le proprie memorie: un diario degli eventidell’apocalisse zombie che ha condotto la specie umana alla catastrofe.
Questa è la storia di uno di loro e della sua donna.
Prima che tutto questo iniziasse, era solo un blogger. Il suo nome è Hell.
La prima pubblicazione di questo ebook horror italiano s’è conclusa con 17.500 download.
Questa è la versione 2.0 di Girlfriend from Hell, storia di zombie e romance, riveduta e corretta, contenente due capitoli inediti, per un totale di 38 capitoli e 2 appendici.
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### Sinossi
Anno 2015. La Gialla, un virus che tramuta gli esseri umani in zombie, dall’Asia si è diffusa in quasi tutti i continenti, innescando una spirale di violenza che ha causato decine di milioni di morti.
Poche nazioni si sono salvate, spesso ricorrendo a metodi coercitivi estremi per salvaguardare la parte sana della popolazione e per mantenere una parvenza di società civile, costantemente assediata dalla paura e dalla disillusione, dalla povertà e dal rischio di infezione.
Ma c’è qualcuno che è riuscito a scamparla, allontanandosi, rifugiandosi in luoghi remoti, aspettando che la pandemia e la follia collettiva dei governi finiscano con l’annientarsi a vicenda.
I pochi superstiti alla fine del mondo lottano ogni giorno per sfamarsi, per evitare il contagio e non restare vittime degli infetti e dei razziatori, affrontando un futuro incerto e senza scopo apparente.
Internet è ancora in piedi, permettendo di scambiare informazioni non sempre utili o veritiere.
Chi può, affida alla rete le proprie memorie: un diario degli eventidell’apocalisse zombie che ha condotto la specie umana alla catastrofe.
Questa è la storia di uno di loro e della sua donna.
Prima che tutto questo iniziasse, era solo un blogger. Il suo nome è Hell.
La prima pubblicazione di questo ebook horror italiano s’è conclusa con 17.500 download.
Questa è la versione 2.0 di Girlfriend from Hell, storia di zombie e romance, riveduta e corretta, contenente due capitoli inediti, per un totale di 38 capitoli e 2 appendici.

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La giovinezza. Youth

L’amicizia, il desiderio, l’arte, l’avventura di due amici che sfidano il passare del tempo. “Dell’infanzia non mi ricordo proprio niente. Solo una cosa continuo a ricordarla.” “Quale?” “Il momento preciso in cui ho imparato ad andare in bicicletta. Sarò banale, ma che felicità! Proprio la felicità! E stamattina, come per incanto, per la prima volta, mi sono ricordato anche il momento successivo.” “Il momento in cui sei caduto.” “Come cazzo fai a saperlo?” “È stato così per tutti. Impari a fare una cosa, sei felice, e ti dimentichi di frenare.” “Non è una grande metafora della vita?” “Ora non traiamo conclusioni affrettate, Mick.” Proprio allora un ragazzino di undici anni passa in sella a una mountain bike. Fa tutta la strada su una sola ruota, in velocità, silenzioso come un fantasma. I due amici si voltano a guardarlo, estasiati. Poi Fred riflette e dice: “Sai una cosa Mick?”. “Cosa?” “Io e te, secondo me, non moriremo mai.” La sceneggiatura del film che si legge come un romanzo.

L’amicizia, il desiderio, l’arte, l’avventura di due amici che sfidano il passare del tempo. “Dell’infanzia non mi ricordo proprio niente. Solo una cosa continuo a ricordarla.” “Quale?” “Il momento preciso in cui ho imparato ad andare in bicicletta. Sarò banale, ma che felicità! Proprio la felicità! E stamattina, come per incanto, per la prima volta, mi sono ricordato anche il momento successivo.” “Il momento in cui sei caduto.” “Come cazzo fai a saperlo?” “È stato così per tutti. Impari a fare una cosa, sei felice, e ti dimentichi di frenare.” “Non è una grande metafora della vita?” “Ora non traiamo conclusioni affrettate, Mick.” Proprio allora un ragazzino di undici anni passa in sella a una mountain bike. Fa tutta la strada su una sola ruota, in velocità, silenzioso come un fantasma. I due amici si voltano a guardarlo, estasiati. Poi Fred riflette e dice: “Sai una cosa Mick?”. “Cosa?” “Io e te, secondo me, non moriremo mai.” La sceneggiatura del film che si legge come un romanzo.

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Il giovane sbirro

‘Uno scrittore di razza. Un umorismo poetico, trasognato e irresistibile. Da non perdere.’ Giancarlo De Cataldo ‘Uno scrittore imprevedibile, acuto e di grande godibilità letteraria.’ la Repubblica ‘Biondillo divaga cercando l’anima delle cose. Colora di leggenda il grigio delle periferie… Appassiona, diverte, poi, dopo tutto, finisce. Senza fretta, d’un fiato.’ Corriere della Sera ‘Biondillo ha il dono di una scrittura fluida e sicura, che, unita a un autentico interesse per i problemi della società contemporanea, gli permette di narrare con intensità e ironia efferati delitti, ordinarie prevaricazioni, umanissime debolezze.’ Panorama Quando ha deciso di entrare in polizia Ferraro? Quando ha incontrato per la prima volta il suo collega Augusto Lanza? Perché si è separato dalla moglie? Molte erano le domande lasciate in sospeso da Biondillo sul passato del suo personaggio preferito. Il giovane sbirro risponde a tutte e, in una sorta di album di ricordi e di fotografie, racconta gli anni di apprendistato nella polizia del futuro ispettore Ferraro: dalle prime esperienze nelle valli alpine, al trasferimento sulle volanti a Milano, dove troviamo alcuni amici a cui siamo già affezionati, come Don Ciccio e Mimmo ‘O Animalo. E poi ci sono le sfide del presente, come la ricerca di un immigrato albanese scomparso misteriosamente e in realtà finito nelle reti di una giustizia incomprensibile e assurda. Non sempre Ferraro trova una soluzione alle sue indagini, così come alla sua vita privata, ogni giorno più compromessa…

(source: Bol.com)

‘Uno scrittore di razza. Un umorismo poetico, trasognato e irresistibile. Da non perdere.’ Giancarlo De Cataldo ‘Uno scrittore imprevedibile, acuto e di grande godibilità letteraria.’ la Repubblica ‘Biondillo divaga cercando l’anima delle cose. Colora di leggenda il grigio delle periferie… Appassiona, diverte, poi, dopo tutto, finisce. Senza fretta, d’un fiato.’ Corriere della Sera ‘Biondillo ha il dono di una scrittura fluida e sicura, che, unita a un autentico interesse per i problemi della società contemporanea, gli permette di narrare con intensità e ironia efferati delitti, ordinarie prevaricazioni, umanissime debolezze.’ Panorama Quando ha deciso di entrare in polizia Ferraro? Quando ha incontrato per la prima volta il suo collega Augusto Lanza? Perché si è separato dalla moglie? Molte erano le domande lasciate in sospeso da Biondillo sul passato del suo personaggio preferito. Il giovane sbirro risponde a tutte e, in una sorta di album di ricordi e di fotografie, racconta gli anni di apprendistato nella polizia del futuro ispettore Ferraro: dalle prime esperienze nelle valli alpine, al trasferimento sulle volanti a Milano, dove troviamo alcuni amici a cui siamo già affezionati, come Don Ciccio e Mimmo ‘O Animalo. E poi ci sono le sfide del presente, come la ricerca di un immigrato albanese scomparso misteriosamente e in realtà finito nelle reti di una giustizia incomprensibile e assurda. Non sempre Ferraro trova una soluzione alle sue indagini, così come alla sua vita privata, ogni giorno più compromessa…

(source: Bol.com)

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Il giovane favoloso

Figura tra le più significative dell’Ottocento italiano, Giacomo Leopardi (1798-1837) ha ispirato “Il giovane favoloso”, il film diretto da Mario Martone che ricostruisce il percorso biografico e letterario del poeta basandosi sui suoi scritti. La chiave di lettura proposta dagli autori della sceneggiatura è lontana dall’immagine tradizionalmente trasmessa di Leopardi: non un poeta infelice perché ammalato, ma una personalità ribelle, ironica e socialmente spregiudicata che trasfigura la malinconia in potenza creativa e il cui pensiero si proietta ben oltre il secolo in cui è vissuto. Spinto dalla voglia di vivere e dall’ambizione letteraria a lasciare Recanati e la “dipinta gabbia” della biblioteca paterna, Giacomo non esita a provocare la rottura con l’amatissimo padre e con l’opprimente conformismo della sua epoca. Nel racconto sono presenti tutte le figure che hanno accompagnato gli anni della sua adolescenza e poi del suo peregrinare, da Firenze a Roma e infine a Napoli: i genitori, il fratello Carlo e la sorella Paolina, cui è legato da grande complicità; il letterato Pietro Giordani che per primo ne intuì la grandezza; Fanny Targioni Tozzetti, oggetto di una passione mai dichiarata; Antonio Ranieri, che l’ebbe compagno nella vita, e la sorella di quest’ultimo Paolina, che lo accudì fino a Torre del Greco, dove Leopardi compose il suo ultimo capolavoro, “La ginestra”.
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Figura tra le più significative dell’Ottocento italiano, Giacomo Leopardi (1798-1837) ha ispirato “Il giovane favoloso”, il film diretto da Mario Martone che ricostruisce il percorso biografico e letterario del poeta basandosi sui suoi scritti. La chiave di lettura proposta dagli autori della sceneggiatura è lontana dall’immagine tradizionalmente trasmessa di Leopardi: non un poeta infelice perché ammalato, ma una personalità ribelle, ironica e socialmente spregiudicata che trasfigura la malinconia in potenza creativa e il cui pensiero si proietta ben oltre il secolo in cui è vissuto. Spinto dalla voglia di vivere e dall’ambizione letteraria a lasciare Recanati e la “dipinta gabbia” della biblioteca paterna, Giacomo non esita a provocare la rottura con l’amatissimo padre e con l’opprimente conformismo della sua epoca. Nel racconto sono presenti tutte le figure che hanno accompagnato gli anni della sua adolescenza e poi del suo peregrinare, da Firenze a Roma e infine a Napoli: i genitori, il fratello Carlo e la sorella Paolina, cui è legato da grande complicità; il letterato Pietro Giordani che per primo ne intuì la grandezza; Fanny Targioni Tozzetti, oggetto di una passione mai dichiarata; Antonio Ranieri, che l’ebbe compagno nella vita, e la sorella di quest’ultimo Paolina, che lo accudì fino a Torre del Greco, dove Leopardi compose il suo ultimo capolavoro, “La ginestra”.
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La giostra

Con i soldi si soffre meglio“ è solita affermare perentoriamente la signora Lay, esponente della ricca aristocrazia inglese e autentico, spregiudicato, impietoso “deus ex machina” della girandola di avventure familiari, di situazioni ambigue ed equivoche messe in scena da Maugham in questo romanzo. La giostra ha infatti l’aspetto di una grande polifonia drammaturgica in cui tutti i personaggi obbediscono alla logica razionalità dell’intreccio e dei più classici colpi di scena. Un forte senso teatrale che Maugham ebbe modo di maturare ed esibire nelle sue brillanti commedie di costume, nei melodrammi, nelle farse che scrisse fino al 1933. Il concatenarsi fitto ed inestricabile degli avvenimenti, guidato dall’autore con tanta sapienza costruttiva, ispirerà qualche decennio dopo uno dei brani più famosi dell’orchestra di Duke Ellington: Merry “ Go “ Round.

Con i soldi si soffre meglio“ è solita affermare perentoriamente la signora Lay, esponente della ricca aristocrazia inglese e autentico, spregiudicato, impietoso “deus ex machina” della girandola di avventure familiari, di situazioni ambigue ed equivoche messe in scena da Maugham in questo romanzo. La giostra ha infatti l’aspetto di una grande polifonia drammaturgica in cui tutti i personaggi obbediscono alla logica razionalità dell’intreccio e dei più classici colpi di scena. Un forte senso teatrale che Maugham ebbe modo di maturare ed esibire nelle sue brillanti commedie di costume, nei melodrammi, nelle farse che scrisse fino al 1933. Il concatenarsi fitto ed inestricabile degli avvenimenti, guidato dall’autore con tanta sapienza costruttiva, ispirerà qualche decennio dopo uno dei brani più famosi dell’orchestra di Duke Ellington: Merry “ Go “ Round.

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Il giorno

A New York, in un’afosa domenica di luglio, un uomo viene investito da un taxi e rimane gravemente ferito. Durante la lunga permanenza in ospedale, lottando tra la vita e la morte, scorrono davanti a lui le immagini di un passato doloroso e di un presente tormentato: l’incontro a Parigi con Kathleen, l’unico vero amore della sua vita; la terribile esperienza della guerra e del campo di concentramento; un viaggio su una nave in rotta verso il Sudamerica; la negazione della felicità e l’incapacità di vivere con serenità il presente per non tradire la memoria delle vittime dell’Olocausto. Sopravvissuto alla guerra ha cercato di cominciare a vivere, ma una parte di lui è morta: chiave della rinascita e ragione di speranza sarà l’amore di Kathleen.
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A New York, in un’afosa domenica di luglio, un uomo viene investito da un taxi e rimane gravemente ferito. Durante la lunga permanenza in ospedale, lottando tra la vita e la morte, scorrono davanti a lui le immagini di un passato doloroso e di un presente tormentato: l’incontro a Parigi con Kathleen, l’unico vero amore della sua vita; la terribile esperienza della guerra e del campo di concentramento; un viaggio su una nave in rotta verso il Sudamerica; la negazione della felicità e l’incapacità di vivere con serenità il presente per non tradire la memoria delle vittime dell’Olocausto. Sopravvissuto alla guerra ha cercato di cominciare a vivere, ma una parte di lui è morta: chiave della rinascita e ragione di speranza sarà l’amore di Kathleen.
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Il giorno uno di noi due

> Un uomo e una donna si rincorrono, si parlano, si amano per tutta la vita, senza stare insieme. Vogliono che sia per sempre, dunque decidono che non sarà, mai. Nasce così il loro amore senza conseguenze. Un legame, inscindibile e segreto, in cui ogni giorno è il giorno uno, il domani non c’è e la fine non è prevista.
Una storia che comincia con i due protagonisti ancora bambini. Ma già alleati dentro al dolore: lui che affronta la perdita della madre, lei cresciuta nel gelo di una famiglia anaffettiva. Da qui l’idea, folle e perfetta, di provare a vivere un amore messo al riparo da tutto: dal mondo, dagli altri, da qualsiasi idea della fine. Nascosto e invincibile. La formula esatta per l’eternità.
Un amore che è metafora di una generazione – quella che ha attraversato gli anni Settanta – che non riesce e non riuscirà mai ad aderire completamente a niente. Dove tutto è provvisorio e niente è scontato: la maternità, la carriera, i matrimoni, i luoghi in cui vivere e le idee in cui stare. Una generazione di guerrieri, presi a combattere anche e soprattutto con i propri desideri, limiti e fantasmi. E che si trova in fretta ad affrontare i dubbi dell’epilogo, a fare i conti con quel che è stato e quel che non sarà più.
Rivivere questo amore – dentro a un racconto soltanto per sé, senza bugie – è il modo con cui la protagonista fa i conti con la propria esistenza. Ogni capitolo è un quadro: di un anno, di un ricordo, di un dolore, di una perdita e di un riscatto. Avanti e indietro nella trama della vita. Mentre il mondo cambia: il boom economico, il femminismo, gli anni di piombo, la crisi. E approda a oggi: dentro la sera dei protagonisti.
A unire tutto: la loro storia, che diventa romanzo, dialogo d’amore. Un filo che attraversa gli anni che hanno vissuto insieme e quelli spesi altrove. Sempre agganciati al loro legame imprescindibile. Che li ha ancorati per tutta la vita all’idea che ci sia sempre una mano – la stessa che ti ha sfiorato ancora bambino – capace di salvarti dal buio.
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### Sinossi
> Un uomo e una donna si rincorrono, si parlano, si amano per tutta la vita, senza stare insieme. Vogliono che sia per sempre, dunque decidono che non sarà, mai. Nasce così il loro amore senza conseguenze. Un legame, inscindibile e segreto, in cui ogni giorno è il giorno uno, il domani non c’è e la fine non è prevista.
Una storia che comincia con i due protagonisti ancora bambini. Ma già alleati dentro al dolore: lui che affronta la perdita della madre, lei cresciuta nel gelo di una famiglia anaffettiva. Da qui l’idea, folle e perfetta, di provare a vivere un amore messo al riparo da tutto: dal mondo, dagli altri, da qualsiasi idea della fine. Nascosto e invincibile. La formula esatta per l’eternità.
Un amore che è metafora di una generazione – quella che ha attraversato gli anni Settanta – che non riesce e non riuscirà mai ad aderire completamente a niente. Dove tutto è provvisorio e niente è scontato: la maternità, la carriera, i matrimoni, i luoghi in cui vivere e le idee in cui stare. Una generazione di guerrieri, presi a combattere anche e soprattutto con i propri desideri, limiti e fantasmi. E che si trova in fretta ad affrontare i dubbi dell’epilogo, a fare i conti con quel che è stato e quel che non sarà più.
Rivivere questo amore – dentro a un racconto soltanto per sé, senza bugie – è il modo con cui la protagonista fa i conti con la propria esistenza. Ogni capitolo è un quadro: di un anno, di un ricordo, di un dolore, di una perdita e di un riscatto. Avanti e indietro nella trama della vita. Mentre il mondo cambia: il boom economico, il femminismo, gli anni di piombo, la crisi. E approda a oggi: dentro la sera dei protagonisti.
A unire tutto: la loro storia, che diventa romanzo, dialogo d’amore. Un filo che attraversa gli anni che hanno vissuto insieme e quelli spesi altrove. Sempre agganciati al loro legame imprescindibile. Che li ha ancorati per tutta la vita all’idea che ci sia sempre una mano – la stessa che ti ha sfiorato ancora bambino – capace di salvarti dal buio.

> Un uomo e una donna si rincorrono, si parlano, si amano per tutta la vita, senza stare insieme. Vogliono che sia per sempre, dunque decidono che non sarà, mai. Nasce così il loro amore senza conseguenze. Un legame, inscindibile e segreto, in cui ogni giorno è il giorno uno, il domani non c’è e la fine non è prevista.
Una storia che comincia con i due protagonisti ancora bambini. Ma già alleati dentro al dolore: lui che affronta la perdita della madre, lei cresciuta nel gelo di una famiglia anaffettiva. Da qui l’idea, folle e perfetta, di provare a vivere un amore messo al riparo da tutto: dal mondo, dagli altri, da qualsiasi idea della fine. Nascosto e invincibile. La formula esatta per l’eternità.
Un amore che è metafora di una generazione – quella che ha attraversato gli anni Settanta – che non riesce e non riuscirà mai ad aderire completamente a niente. Dove tutto è provvisorio e niente è scontato: la maternità, la carriera, i matrimoni, i luoghi in cui vivere e le idee in cui stare. Una generazione di guerrieri, presi a combattere anche e soprattutto con i propri desideri, limiti e fantasmi. E che si trova in fretta ad affrontare i dubbi dell’epilogo, a fare i conti con quel che è stato e quel che non sarà più.
Rivivere questo amore – dentro a un racconto soltanto per sé, senza bugie – è il modo con cui la protagonista fa i conti con la propria esistenza. Ogni capitolo è un quadro: di un anno, di un ricordo, di un dolore, di una perdita e di un riscatto. Avanti e indietro nella trama della vita. Mentre il mondo cambia: il boom economico, il femminismo, gli anni di piombo, la crisi. E approda a oggi: dentro la sera dei protagonisti.
A unire tutto: la loro storia, che diventa romanzo, dialogo d’amore. Un filo che attraversa gli anni che hanno vissuto insieme e quelli spesi altrove. Sempre agganciati al loro legame imprescindibile. Che li ha ancorati per tutta la vita all’idea che ci sia sempre una mano – la stessa che ti ha sfiorato ancora bambino – capace di salvarti dal buio.
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### Sinossi
> Un uomo e una donna si rincorrono, si parlano, si amano per tutta la vita, senza stare insieme. Vogliono che sia per sempre, dunque decidono che non sarà, mai. Nasce così il loro amore senza conseguenze. Un legame, inscindibile e segreto, in cui ogni giorno è il giorno uno, il domani non c’è e la fine non è prevista.
Una storia che comincia con i due protagonisti ancora bambini. Ma già alleati dentro al dolore: lui che affronta la perdita della madre, lei cresciuta nel gelo di una famiglia anaffettiva. Da qui l’idea, folle e perfetta, di provare a vivere un amore messo al riparo da tutto: dal mondo, dagli altri, da qualsiasi idea della fine. Nascosto e invincibile. La formula esatta per l’eternità.
Un amore che è metafora di una generazione – quella che ha attraversato gli anni Settanta – che non riesce e non riuscirà mai ad aderire completamente a niente. Dove tutto è provvisorio e niente è scontato: la maternità, la carriera, i matrimoni, i luoghi in cui vivere e le idee in cui stare. Una generazione di guerrieri, presi a combattere anche e soprattutto con i propri desideri, limiti e fantasmi. E che si trova in fretta ad affrontare i dubbi dell’epilogo, a fare i conti con quel che è stato e quel che non sarà più.
Rivivere questo amore – dentro a un racconto soltanto per sé, senza bugie – è il modo con cui la protagonista fa i conti con la propria esistenza. Ogni capitolo è un quadro: di un anno, di un ricordo, di un dolore, di una perdita e di un riscatto. Avanti e indietro nella trama della vita. Mentre il mondo cambia: il boom economico, il femminismo, gli anni di piombo, la crisi. E approda a oggi: dentro la sera dei protagonisti.
A unire tutto: la loro storia, che diventa romanzo, dialogo d’amore. Un filo che attraversa gli anni che hanno vissuto insieme e quelli spesi altrove. Sempre agganciati al loro legame imprescindibile. Che li ha ancorati per tutta la vita all’idea che ci sia sempre una mano – la stessa che ti ha sfiorato ancora bambino – capace di salvarti dal buio.

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