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Le ragazze perdute di Otter Creek

Vermont, gennaio 1988.
**Sean Grayson, nove anni, è ritrovato tramortito nel bosco vicino casa, mentre la sua sorellina Kelsie, di sei anni e mezzo, è misteriosamente scomparsa.**
A distanza di trent’anni, le circostanze riportano Sean nella zona in cui Kelsie è svanita. In quel contesto, viene a contatto con delle prove che collegano sua sorella a una serie di bambine e ragazze le cui sparizioni restano un mistero irrisolto. È dunque possibile che Kelsie possa essere stata una delle vittime di un serial killer noto come ‘l’assassino dell’Otter Creek’. 
Stephanie Callahan, ex giornalista e autrice di bestseller, viene incaricata dal suo agente di indagare sulle sparizioni per un possibile nuovo libro. Ha bisogno di scoprire se il famigerato assassino dell’Otter Creek possa essere qualcosa di più di una leggenda locale. Questa è l’ultima possibilità per Stephanie di riportare in carreggiata la sua fallimentare carriera e affrontare i suoi demoni personali.
Ma scoprire i segreti del passato può avere conseguenze pericolose. Sean e Stephanie stanno per essere trascinati in una rete di inganni, menzogne e omicidi. Una rete che perdura intatta da più di quarant’anni, e che ancora non cessa di intrappolare le sue vittime.
Quando i loro destini s’incroceranno, Sean e Stephanie dovranno apprendere che scavare nei segreti del passato può portare alla luce ben più della verità.
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### Un thriller che afferra dall’inizio alla fine, con colpi di scena e un finale impossibile da indovinare
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### Sinossi
Vermont, gennaio 1988.
**Sean Grayson, nove anni, è ritrovato tramortito nel bosco vicino casa, mentre la sua sorellina Kelsie, di sei anni e mezzo, è misteriosamente scomparsa.**
A distanza di trent’anni, le circostanze riportano Sean nella zona in cui Kelsie è svanita. In quel contesto, viene a contatto con delle prove che collegano sua sorella a una serie di bambine e ragazze le cui sparizioni restano un mistero irrisolto. È dunque possibile che Kelsie possa essere stata una delle vittime di un serial killer noto come ‘l’assassino dell’Otter Creek’. 
Stephanie Callahan, ex giornalista e autrice di bestseller, viene incaricata dal suo agente di indagare sulle sparizioni per un possibile nuovo libro. Ha bisogno di scoprire se il famigerato assassino dell’Otter Creek possa essere qualcosa di più di una leggenda locale. Questa è l’ultima possibilità per Stephanie di riportare in carreggiata la sua fallimentare carriera e affrontare i suoi demoni personali.
Ma scoprire i segreti del passato può avere conseguenze pericolose. Sean e Stephanie stanno per essere trascinati in una rete di inganni, menzogne e omicidi. Una rete che perdura intatta da più di quarant’anni, e che ancora non cessa di intrappolare le sue vittime.
Quando i loro destini s’incroceranno, Sean e Stephanie dovranno apprendere che scavare nei segreti del passato può portare alla luce ben più della verità.
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### Un thriller che afferra dall’inizio alla fine, con colpi di scena e un finale impossibile da indovinare
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Le Radici Storiche Dell’Europa: L’età Moderna (I Libri Di Viella)

La ricerca di radici comuni e tradizioni condivise tra i paesi dell’Europa contemporanea non può corrispondere all’invenzione di una “storia europea” che sostituisca le varie storie nazionali di Otto e Novecento, ma deve tradursi in un ripensamento problematico del passato.
In questo volume dodici tra i maggiori storici europei, di orientamenti e nazionalità differenti, mostrano l’importanza e la ricchezza del contributo dell’età moderna alla costruzione culturale dell’Europa, focalizzando problemi cruciali quali lo stato, le confessioni religiose, le frontiere, gli scambi economici e scientifici, la vita intellettuale, le minoranze. Emerge così un’Europa plurale la cui storia è frastagliata e segnata dalle differenze, impossibile da appiattire in un’unica prospettiva. Eppure proprio da qui, dalle vicende dell’età moderna e dai suoi conflitti, il presente può trarre ragioni e modi per assumere la complessità come categoria fondante dell’esperienza storica europea.

Le radici dell’odio

“Abbiamo paura di non essere sufficientemente allineati, obbedienti, servili, e venire scomunicati attraverso l’esilio morale con cui le democrazie deboli e pigre ricattano il cittadino. Paura di essere liberi, insomma. Di prendere rischi, di avere coraggio.” Oriana Fallaci ha pronunciato queste parole nel 2005 quando decide di raccontare il suo “diritto all’odio”. Sono riflessioni che ancora oggi, a distanza di dieci anni, risultano drammaticamente attuali, così come molti suoi brani finora inediti in cui affronta il conflitto con l’Islam senza mezzi termini né concessioni. “Ho visto le mussulmane la cui vita vale meno di una vacca o un cammello” scrive una giovanissima Oriana nel suo primo reportage sulla condizione delle donne nei paesi islamici. “Vi sono donne nel mondo che ancora oggi vivono dietro la nebbia fitta di un velo come attraverso le sbarre di una prigione.” Una prigione che si estende dall’oceano Atlantico all’oceano Indiano percorrendo il Marocco, l’Algeria, la Nigeria, la Libia, l’Egitto, la Siria, il Libano, l’Iraq, l’Iran, la Giordania, l’Arabia Saudita, l’Afganistan, il Pakistan, l’Indonesia: è il mondo dell’Islam, dove nonostante i “fermenti di ribellione” le regole riservate alle donne sono immote da secoli. Le cronache di Oriana proseguono poi dal deserto palestinese dove riesce a infiltrarsi nelle basi segrete della guerriglia araba e a incontrare tutti i capi di Al Fatah, Arafat e perfino un dirottatore aereo e una terrorista responsabile di una strage in un supermarket di Gerusalemme. Pochi anni dopo ascolterà invece i superstiti della tragedia di Monaco, che le racconteranno quella notte drammatica in cui il commando arabo fece irruzione nella palazzina del Villaggio Olimpico. Riuscirà poi a intervistare tutti i protagonisti del destino del Medio Oriente, re Hussein, Golda Meir, Khomeini, Gheddafi, Sharon. Tornerà nel deserto durante la prima guerra del Golfo per raccontare quello che non era solo un conflitto tra l’Iraq e noi ma “una crociata all’inverso”, uno scontro appena iniziato che sarebbe culminato poi nell’orrore dell’11 settembre. Lo sgomento provato davanti al crollo delle due torri la spingerИ a scrivere di getto quella che doveva essere una “lettera sulla guerra che i figli di Allah hanno dichiarato all’occidente” e che diventò un fenomeno editoriale senza precedenti.
(source: Bol.com)

Le Quattro Verità Dell’esistenza

**IL MAESTRO DELLA MINDFULLNESS**
**«Thich Nhat Hanh ci mostra il legame tra la pace del mondo e la serenità interiore di ciascuno di noi.»**
*Dalai Lama*
In questo nuovo libro Thich Nhat Hanh si rivolge ai cittadini di ogni tradizione, cultura e religione per porre le basi di una rinnovata etica capace di traghettare l’umanità verso un mondo di pace e di condivisione della ricchezza, in grado di superare le divisioni per vivere in totale armonia. Attraverso pratici esercizi di mindfulness ed esempi tratti dalla vita del Buddha, il monaco vietnamita indica un percorso interamente basato sulle Quattro nobili verità del buddismo: attraverso la consapevolezza dell’esistenza del dolore e la ricerca delle radici del male, si procede alla comprensione delle sue cause per poter finalmente intraprendere un sentiero verso la felicità e fondare un’etica globale basata sul rispetto reciproco.

Le profezie di Nostradamus

La notte del Venerdì Santo del 1554, a Salon, Nostradamus diede inizio alla stesura delle “Centurie”. Da allora le sue profezie hanno continuato ad affascinare studiosi e ricercatori e a stupire per la loro inquietante veridicità. Con sconcertante precisione, con secoli di anticipo, aveva predetto lo scoppio della Rivoluzione francese e l’avvento al potere di Hitler, fino a quel terribile mattino dell’11 settembre 2001.

Le porte dell’inferno

Aloysius Murdock, affascinante privato investigatore, non ha esitato un istante ad accettare il caso di Catherine Price. Proteggere la figlia di uno dei suoi migliori amici, e aiutarla a liberare il padre tenuto in ostaggio da una banda di criminali è una questione d’onore. Almeno finchè non incontra lo sguardo della bellissima Catherine e scopre che adesso il cuore gli impone

Le porte dei cieli

Giorno dopo giorno, notte dopo notte, gli astronomi e gli addetti militari del «Progetto Ciclope» ascoltano e analizzano tutti i rumori provenienti dallo spazio profondo, in un’attesa Spasmodica e stressante di qualcosa di intellegibile, di logico, di razionale, nella massa informe e incontrollata di forti scariche statiche raccolte dall’antenna del Centro, il grande piatto a forma parabolica utilizzato per le radio-osservazioni. Ma ecco che, inaspettatamente, da Tau Ceti, una stella di tipo G come la Terra, lontana solo undici anni luce e più volte sottoposta ad accurate osservazioni e indagini senza visibili risultati, all’improvviso qualcosa sovrasta le scariche statiche, e nello stupefatto silenzio che cala nella sala dove sono raccolti scienziati e personale militare, si ode una voce, una voce umana. E per rispondere a questo segnale proveniente dalla profondità del cosmo, un’affrettata spedizione si imbarca in un viaggio attraverso le distorsioni del continuum spazio-temporale… attraverso un buco nero nel vuoto galattico… verso un paradiso lontano e misterioso.

Le Pedine del Non-A

Migliaia di anni luce, milioni di secoli, centinaia di migliaia di astronavi da battaglia, miliardi di esseri umani… tutte le fila abbandonate da van Vogt alla fine di Non-A vengono riprese. Ma né Gilbert Gosseyn, né Eldred Crang, né la stessa Patrica Hardle (il personaggio apparentemente meno enigmatico del romanzo precedente) sono ciò che sembravano o addirittura ciò che credevano di essere. E i personaggi nuovi, il Seguace, i Profeti di Yalerta, il Dio Dormiente, contribuiscono a rendere il quadro ancora più complesso e affascinante.
Copertina di Franco Brambilla

Le pareti della solitudine

Arrivato a Parigi negli anni ’70, Ben Jelloun ha lavorato come psicologo in un centro per le malattie psicosomatiche: qui ha incontrato e ascoltato per anni un centinaio di pazienti nordafricani, entrando così in quel mondo emotivo segreto che gli immigrati custodiscono, spesso ignorati dal resto della società. Cosa sognano? Cosa soffrono? Come sopportano la mancanza, la solitudine, il desiderio, le privazioni fisiche? Per Ben Jelloun nessun approccio scientifico o saggistico può davvero raccontare la verità di queste esperienze, solo la letteratura può tentare di farlo. Così nasce Momo, il protagonista di questo romanzo, un immigrato nordafricano “inventato” dall’autore per farsi portatore di una lucida denuncia del razzismo, in un’opera letteraria dal grande respiro poetico.

(source: Bol.com)

Le otto montagne

La montagna non è solo neve e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all’altro, silenzio, tempo e misura.
Lo sa bene Paolo Cognetti, che tra una vetta e una baita ambienta questo potentissimo romanzo. Una storia di amicizia tra due ragazzi – e poi due uomini – cosí diversi da assomigliarsi, un viaggio avventuroso e spirituale fatto di fughe e tentativi di ritorno, alla continua ricerca di una strada per riconoscersi.

‘Si può dire che abbia cominciato a scrivere questa storia quand’ero bambino, perché è una storia che mi appartiene quanto mi appartengono i miei stessi ricordi. In questi anni, quando mi chiedevano di cosa parla, rispondevo sempre: di due amici e una montagna. Sí, parla proprio di questo’.
Paolo Cognetti

Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po’ scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l’orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia.
Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerà tutte le estati in quel luogo ‘chiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l’accesso’ ma attraversato da un torrente che lo incanta dal primo momento. E lí, ad aspettarlo, c’è Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole: ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche.
Iniziano cosí estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri piú aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, ‘la cosa piú simile a un’educazione che abbia ricevuto da lui’. Perché la montagna è un sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarà il suo lascito piú vero: ‘Eccola lí, la mia eredità: una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pino’. Un’eredità che dopo tanti anni lo riavvicinerà a Bruno.
Paolo Cognetti, uno degli scrittori piú apprezzati dalla critica e amati dai lettori, entra nel catalogo Einaudi con un libro magnetico e adulto, che esplora i rapporti accidentati ma granitici, la possibilità di imparare e la ricerca del nostro posto nel mondo.

(source: Bol.com)

Le Opere Che Hanno Cambiato Il Mondo

• La questione ebraica • Manoscritti economico-filosofici del 1844 • Tesi su Feuerbach • Miseria della filosofia • Lavoro salariato e capitale • Manifesto del partito comunista • Le lotte di classe in Francia • Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte • Per la critica dell’economia politica • Salario, prezzo, profitto • Il capitale. Libro primo, Capitolo sesto • La forma di valore • Riassunto del “Capitale” • La guerra civile in Francia • Critica del programma di Gotha
e altri testi fondamentali

Introduzione di Ferruccio Andolfi

Quando si parla di Karl Marx, quasi per un riflesso condizionato ormai si pensa al Capitale. Ma prima e oltre che nella sua opera più nota, il pensiero di Marx si svolse per un percorso tormentato e creativo testimoniato da scritti famosi di grande interesse e di rottura con l’egemonia culturale del tempo. Ne proponiamo una scelta in questa antologia che offre una visione globale del pensiero del Marx “politico”, oltre che “economico”. D’altronde, è prima del Capitale che Marx elabora molti dei concetti che fondano la sua filosofia del materialismo storico: quando pensa alla storicità della vita di ciascun essere umano e si oppone così, giovane di belle speranze, ai giganti dell’idealismo tedesco, a quello Hegel che, erede di Kant, faceva dipendere la storia umana da una serie infinita di “negazioni della negazione”, che approdavano alla trascendenza astratta, al dominio dello spirito assoluto. La ribellione di Marx è geniale: è nel presente della storia e della società, dice, che si fa l’uomo; non esistono trascendenze, destini immodificabili, re per grazia divina. Esiste una lotta, una dialettica tra classi che si oppongono l’una all’altra e si combattono con armi spesso impari, perché “il proletariato” e “la classe operaia” sono defraudati anche della loro umanità, dello spazio e del tempo da dedicare allo studio e agli affetti; l’alienazione religiosa, la creazione di un dio sopra di sé, rende tutto ciò “normale”, eterno e irrimediabile; la credenza in un divino trascendente spegne ogni scintilla vitale. Invece, è sulla lotta e sulla dialettica che si fonda e si trasforma la vita. Da qui l’importanza degli scritti raccolti in questo volume, dalla Questione ebraica al Manifesto del partito comunista alla Critica del programma di Gotha: propongono di considerare la complessità del pensiero marxiano, che trova la sua energia nella necessità, per l’evoluzione umana, della critica e della ribellione a qualsiasi status quo inaccettabile.

Karl Marx
(Treviri 1818 – Londra 1883), dopo aver studiato filosofia e diritto alla scuola di Hegel, maturò in Francia e in Inghilterra la propria teoria critica e rivoluzionaria della società capitalistica. Fu tra i fondatori della prima Associazione internazionale dei lavoratori. La Newton Compton ha già pubblicato Il capitale e Il manifesto del partito comunista, scritto con Friedrich Engels.

(source: Bol.com)

Le ombre del cuore

*Inghilterra, 1818*. Per salvare l’onore della famiglia, Lady Isabel Langley non ha scelta: deve incontrare il diavolo in persona. Così, nel bel mezzo di una tempesta, giunge alle porte di Thornswood Hall dove propone al marchese di Killerney, Aiden Danvers, dissoluto e privo di scrupoli, uno scellerato patto: se lui le concederà due settimane per ripagare il debito contratto dal fratello, lei si concederà a lui.
Incuriosito da quella fanciulla dalle forme sensuali nascoste da un abbigliamento ordinario, Killerney decide di capovolgere l’offerta: se entro sette giorni e sette notti non sarà la stessa Isabel a implorarlo di farla sua, lui la lascerà andare cancellando l’intera somma. Convinta di vincerla a occhi chiusi, Isabel accetta quasi senza esitazione la sfida. Che, tuttavia, si rivelerà molto più difficile da affrontare…

Le nuvole di Picasso

“Il gruppo di medici voleva ridare dignità al malato attraverso la graduale conquista della libertà” I bambini, solo conoscendo il senso delle cose, riescono a spiegarsele. E per capire chiedono, instancabili, sempre. Quando si regge lo stillicidio dei loro perché e ci si sforza di dargli le risposte che meritano, si arriva sempre al cuore delle questioni. La voglia di raccontare la storia già molto conosciuta, ma non ancora da tanti digerita, di Franco Basaglia, del manicomio liberato e del suo superamento, nasce proprio dalle domande dei più piccoli e dal tentativo di provare a ripercorrere fatti già noti con gli occhi e il cuore di una di loro, per darne una lettura inedita, unica e spudorata, quella cioè di chi non ha ancora sovrastrutture imposte da regole sociali. In questo lavoro hanno preso forma le parole per cercare di rispondere a quei tanti perché e per raccontare scampoli di vita della bambina che è stata dentro a quella rivoluzione. Bambina che nel frattempo è cresciuta e che spontaneamente ha fatto di quella esperienza la base per costruire la sua professione.

(source: Bol.com)

Le nuove vie della seta. Presente e futuro del mondo

«Il mondo intorno a noi sta cambiando. Stiamo entrando in un’era in cui il dominio politico, militare ed economico dell’Occidente comincia a essere messo in discussione, provocando un senso d’incertezza inquietante.» Con queste parole, nel 2015, Peter Frankopan chiudevaLe Vie della Seta, nel quale invitava il lettore a riconsiderare il ruolo cruciale svolto in passato da popoli e aree geografiche che, nei secoli, il predominio occidentale aveva oscurato, ma che stavano prepotentemente tornando al centro della politica e della finanza globale. A pochi anni di distanza, il cambiamento che Frankopan annunciava come prossimo sembra essersi pienamente compiuto e i paesi occidentali si trovano a fronteggiare una sfida di portata storica, forse la più ardua che abbiano mai affrontato, in cui sono in gioco i loro valori fondanti e la loro stessa identità culturale. L’incertezza che circonda il futuro dell’Unione europea dopo il voto a favore della Brexit e la nuova politica intrapresa dagli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump testimoniano il progressivo indebolimento dell’Occidente e dimostrano che il centro di gravità economico si è ormai spostato a Oriente. È infatti innegabile che le decisioni più importanti vengano oggi prese non più a Parigi, Londra, Berlino o Roma – come accadeva nei secoli scorsi -, bensì a Pechino, Mosca, Teheran, Islamabad e Gerusalemme, in quell’area del pianeta, cioè, che non solo vanta immense risorse naturali e detiene il primato nella produzione di cereali, ma è anche ricca delle materie prime su cui si fonda tutta la tecnologia digitale. “Le nuove vie della seta” indaga sui più recenti sviluppi di questo cambiamento epocale, ne individua le cause e ne illustra le inevitabili conseguenze, con le quali tutti abbiamo iniziato a confrontarci e dovremo continuare a farlo. La nuova opera di Frankopan offre un’istantanea dettagliata della situazione contemporanea, che vede protagonisti quei paesi che, diversamente dall’Europa e dall’America, arroccate su posizioni autoreferenziali, hanno saputo mettere in secondo piano interessi particolari e divergenze, avviando iniziative che mirano a incoraggiare la collaborazione e la cooperazione, per costruire una storia comune di solidarietà e futuro condiviso.
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