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L’edera

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La Deledda è stata una grande scrittrice. Questa convinzione trova rinnovato conforto nella rilettura di un’opera paradigmatica quale L’edera, fatta attraverso lo studio della genetica del testo. Uscito in Italia nel 1908 – dopo che già nel 1907 i tedeschi e i francesi lo avevano accolto con entusiasmo – il romanzo ci è stato trasmesso attraverso un autografo e quattro edizioni a stampa. L’edera è di fatto il racconto di un solo personaggio, Annesa, la «figlia d’anima», la giovane serva che si innamora del proprio padroncino. La sua maturazione avviene significativamente sulla «via di Damasco», dalla cecità del male alla luce del bene, implicata nella pragmatica di esistenti immodificabili nei loro ruoli e dietro le loro tragiche maschere. La coscienza del peccato che si accompagna al tormento della colpa e alla necessità dell’espiazione e del castigo, la pulsione primordiale delle passioni e l’imponderabile portata dei suoi effetti, l’ineluttabilità dell’ingiustizia e la fatalità del suo contrario, segnano l’esperienza del vivere di una umanità primitiva, malfatata e dolente, «gettata» in un mondo unico, incontaminato, di ancestrale e paradisiaca bellezza, spazio del mistero e dell’esistenza assoluta.

Edda. Una tragedia italiana

Figlia amatissima del duce e innamorata moglie di Galeazzo Ciano, Edda è la protagonista di una tragedia: il padre ordinò l’uccisione del marito. Spinosa racconta una vicenda che ha in sé l’amore, l’odio, la morte, la vita nonostante tutto, sullo sfondo della seconda guerra mondiale.
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Ed Egli maledisse lo Scandalo

Qando un predicatore spuntato dal nulla minaccia di scatenare l’apocalisse sull’America, molti si limitano a sorridere. Ma presto il terrore prende il posto dello scherno: il misterioso santone ha il potere di scagliare maledizioni che si avverano. Il fuoco, la morte e le piaghe più terribili si abbttono sui nemici della moralità e della decenza e nemmeno l’FBI può farci nulla. L’ex paese di Dio piomba nel caos. Cosa si nasconde dietro i poteri di un uomo che gioca a fare il dio? E come fermarlo?
Copertina di Franco Brambilla

Eco logo. L’industria italiana difende o distrugge l’ambiente? Le pagelle ambientali

L’industria italiana contribuisce a distruggere o a salvare il pianeta? Il quesito è fondamentale per i cittadini-consumatori perché sappiano quali scelte fare nella vita di ogni giorno e per le stesse aziende che, promuovendo brand e politiche ”verdi” possono affermarsi sul mercato, tutelando l’ambiente. Il volume ”viviseziona” i più importanti comparti industriali e le aziende italiane per raccontare come si comportano e se hanno a cuore le sorti della Terra. Le ”pagelle verdi” di Eco Logo all’industria italiana rappresentano, oltre che un utile e veritiero confronto tra i vari comparti, un incentivo a fare meglio e a imboccare la rotta della sostenibilità e della salvezza collettiva. Alcune interessanti casistiche industriali dimostrano che fare impresa tutelando l’ambiente è possibile.
(source: Bol.com)

Ecco la Storia

Ecco la storia, ovvero ci è stata raccontata una storia, che a sua volta si basa su storie reali, che a loro volta danno vita a dei racconti, e in una sorta di cerchio magico assistiamo alla fusione delle due dimensioni. Composito per i temi e la struttura, aperto per la molteplicità di punti di vista che si snodano in una narrazione insieme sinuosa e avvincente dove finzione e autobiografismo, invenzione e vissuto si legano e si intrecciano fino, addirittura, talora a scambiarsi le parti. Dal tema del sosia, a quello del cinema, una riflessione sui “ruoli”, sulla vita come beffardo gioco di maschere, come vano inseguimento di una identità. Ma anche un raffinatissimo “metaromanzo”, riflessione del romanzo su se stesso, sugli imponderabili fattori che contribuiscono alla nascita dei personaggi, delle storie.

Eccitanti trasgressioni: Sandali rossi, pensieri proibiti | Fatti guardare | Sexy gioco d’ufficio

E se le tue fantasie più trasgressive diventassero realtà? Saresti pronta ad affrontarne le conseguenze?
Sandali rossi, pensieri proibiti di Mia Zachary
Meghan Foster ha sempre sperato di vivere un’avventura come quelle che ha sognato e descritto nel suo diario, ma adesso è stanca di aspettare. Così decide di concedersi una vacanza tropicale e di trasformare in realtà le sue fantasie più scatenate.
Fatti guardare di J. Sobrato
Al sicuro dietro le tende del suo soggiorno, Arianna si è goduta le eccitanti manovre sessuali del suo vicino. Guardarlo da lontano ha alimentato più di una fantasia rovente in lei. Peccato che con Noah tutto sia più complicato del previsto…
Sexy gioco d’ufficio di Kathy Lyons
Julie sta vivendo le sue fantasie più hot al lavoro. Chi avrebbe mai detto che tra quelle mura avrebbe trovato un uomo in grado di soddisfarla. Peccato che la società di Julie sia in crisi e lei dovrà andarsene tra tre settimane, sempre che Sam non trovi un modo per convincerla a restare.
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### Sinossi
E se le tue fantasie più trasgressive diventassero realtà? Saresti pronta ad affrontarne le conseguenze?
Sandali rossi, pensieri proibiti di Mia Zachary
Meghan Foster ha sempre sperato di vivere un’avventura come quelle che ha sognato e descritto nel suo diario, ma adesso è stanca di aspettare. Così decide di concedersi una vacanza tropicale e di trasformare in realtà le sue fantasie più scatenate.
Fatti guardare di J. Sobrato
Al sicuro dietro le tende del suo soggiorno, Arianna si è goduta le eccitanti manovre sessuali del suo vicino. Guardarlo da lontano ha alimentato più di una fantasia rovente in lei. Peccato che con Noah tutto sia più complicato del previsto…
Sexy gioco d’ufficio di Kathy Lyons
Julie sta vivendo le sue fantasie più hot al lavoro. Chi avrebbe mai detto che tra quelle mura avrebbe trovato un uomo in grado di soddisfarla. Peccato che la società di Julie sia in crisi e lei dovrà andarsene tra tre settimane, sempre che Sam non trovi un modo per convincerla a restare.

Ebraismo virtuale

Un ebraismo virtuale, fatto di vittime invertebrate e di martiri innocenti, si è sostituito all’immagine vera e reale di un popolo di gente in carne e ossa.
Dopo lo scandalo internazionale suscitato da Pasque di sangue, sui possibili omicidi rituali in alcuni circoli ebraici tra Medioevo ed età moderna, Ariel Toaff affronta un altro tabù: l’ossessione dell’antisemitismo come elemento fondante dell’identità ebraica. L’insistenza sull’Olocausto, e il conseguente vittimismo consolatorio, hanno creato secondo l’autore un ebraismo virtuale, passivo e autoreferenziale, che ha un peso non solo politico ma anche culturale: annulla tutto ciò che è accaduto prima e dopo la Shoah, ed è il principale responsabile dell’incapacità degli ebrei della diaspora di confrontarsi con temi più urgenti come il ruolo di Israele e l’inadeguatezza attuale di una coscienza storica consensuale e monolitica. Ma un popolo che vede nel proprio passato solo vittime innocenti non potrà mai affrontare il futuro.
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### Sinossi
Un ebraismo virtuale, fatto di vittime invertebrate e di martiri innocenti, si è sostituito all’immagine vera e reale di un popolo di gente in carne e ossa.
Dopo lo scandalo internazionale suscitato da Pasque di sangue, sui possibili omicidi rituali in alcuni circoli ebraici tra Medioevo ed età moderna, Ariel Toaff affronta un altro tabù: l’ossessione dell’antisemitismo come elemento fondante dell’identità ebraica. L’insistenza sull’Olocausto, e il conseguente vittimismo consolatorio, hanno creato secondo l’autore un ebraismo virtuale, passivo e autoreferenziale, che ha un peso non solo politico ma anche culturale: annulla tutto ciò che è accaduto prima e dopo la Shoah, ed è il principale responsabile dell’incapacità degli ebrei della diaspora di confrontarsi con temi più urgenti come il ruolo di Israele e l’inadeguatezza attuale di una coscienza storica consensuale e monolitica. Ma un popolo che vede nel proprio passato solo vittime innocenti non potrà mai affrontare il futuro.

Ebo e Gina

Ogni piccola famiglia ha una storia da raccontare. Sarà forse per certe cose elementari, come il prosciutto (poco) sui quadratini di pane o l’ubriacante profumo di un’aringa, i balli a piedi scaldi nelle domeniche d’estate, il primo incontro con il mare quando i capelli sono ormai grigi, e l’ultimo addio al maiale, amico che si immola per il bene di tutti. Cose né belle né brutte: la vita, semplicemente, guardata in faccia senza ipocrisie. Allattando figli altrui in cambio di due uova al giorno, o scavando la terra ghiacciata a mani nude. Un banale N.N. a scrivere un destino individuale, un matrimonio improvvisato a scriverne due, e il comune denominatore della fame a far da sigillo di garanzia dell’appartenenza all’umanità.

Ebano

Ryszard Kapuscinski si cala nel continente africano e se ne lascia sommergere, rifuggendo tappe obbligate, stereotipi e luoghi comuni. Va ad abitare nelle case dei sobborghi più poveri, brulicanti di scarafaggi e schiacciate dal caldo, si ammala di malaria cerebrale; rischia la morte per mano di un guerriero. Kapuscinski non perde mai lo sguardo lucido e penetrante del reporter e non rinuncia all’affabulazione del grande narratore.
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E’ proprio la fine del mondo

Ogni romanzo di Damon Knight è un po’ la “fine del mondo”, se i nostri lettori (abituati a confrontarsi con questa evenienza più spesso di quanto non si creda) ci permettono di ricorrere a un termine tanto abusato in fantascienza. Eppure, possiamo assicurare loro che: a) in questo caso, l’affermazione è perfettamente giustificata; b) nessuno esagera se proclama questo romanzo come uno dei più riusciti e brillanti scritti da Knight da diversi anni a questa parte; e c), infine, che le sorprese in serbo anche per il più smaliziato lettore non sono davvero poche. Compresa la particolare evenienza di cui accennavamo all’inizio di questo blurb.

E’ buio sul ghiacciaio

Hermann Buhl è nel mondo alpinistico un personaggio mitico. Austriaco di nascita e con un carattere di ferro, l’alpinista ha compiuto negli anni ’50 imprese straordinarie. A soli 29 anni, Buhl viene invitato a unirsi a una spedizione tedesca che tenterà la vetta del Nanga Parbat, nona montagna delle Terra e allora ancora inviolata. Dopo settimane di tentativi andati a male la spedizione dichiarò ufficialmente il fallimento. Ma Buhl non si arrese e ripartì da solo e raggiunse la vetta. Nel 1957 l’alpinista scalò il suo secondo 8000, l’inviolato Broad Peak e divenne l’unico uomo al mondo ad aver compiuto la prima ascensione di ben due 8000. Buhl morì qualche giorno dopo l’ascesa al Broad Peak all’apice della sua fama, scendendo dal Chogolisa.

Una e una notte

«I due racconti di questo libro sono le facce di una stessa medaglia … Un po’ di esperienza ci insegna che pari e dispari sono segnati sullo stesso dado e che il dramma e la farsa accompagnano a vicenda un personaggio indeciso o semplicemente mediocre». Lo stesso Flaiano ha fornito, con queste parole, la migliore presentazione di “Una e una notte”, i cui protagonisti appaiono come il diritto e il rovescio di un unico Io disperso, scettico e malinconico. Cronista-praticante svogliato e velleitario, scrittore inedito affetto da una vera ripugnanza per la pagina bianca, seduttore disastrosamente maldestro che solo la «tacita e canina ammirazione» della squillo Botton Zelinda in arte Dory Nelson rasserena, Graziano viene attirato da un’aliena docile e impassibile su un’astronave approdata a Fiumicino. Astronave quanto mai domestica, simile a un «padiglione da fiera» o a uno «spremilimoni di vetro» – perché nell’esistenza di un «vitellone» come Graziano lo straordinario non può che mutarsi in ordinario, l’avventura in disavventura, e il catulliano “Nox est perpetua” in «un ideale di scultorea pigrizia». Scontentezza e noia irrequieta segnano invece Adriano, scrittore cui tutto appare ormai «senza peso, evitabile, noioso» e che da Roma ci conduce al santuario dove un amico regista sta girando gli esterni di un film (è il Fellini delle “Notti di Cabiria”), nella solitudine del litorale dove più si percepisce «la calma, la profonda voluttà del tempo», nell’agro dove l’immobilità dei secoli è ormai contaminata dalla sciatteria e dalla bruttezza – nel vano tentativo di scrutare da naturalista «una vita che ha le sue miserie ma anche un segreto che si apre solo a chi vi partecipa fino in fondo».
(source: Bol.com)

È un problema tuo

Un viaggio ironico nelle secche dell’omologazione linguistica, analizzando genesi e storia di frasi fatte e modi di dire. Nel mirino i tic della lingua quotidiana. Brevi capitoli in cui si delinea una critica divertita ma radicale delle mitologie e dei conformismi che risuonano in fraseologie standardizzate. “È un problema tuo” “Tuttaposto” “Non c’è problema”. Nelle radio, in tv, nei bar, nelle strade, si sentono ripetere ossessivamente queste e altre espressioni. È come un ronzio ininterrotto, corale, una koinè semplificante dietro cui si nasconde forse un vuoto insondabile. Alle divagazioni socio-morali di Filippo La Porta si aggiungono le vignette esilaranti di Dario Frascoli.
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