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Parker Pyne indaga

«Siete felici? Se la risposta è no, consultate Mr. Parker Pyne, Richmond Street, 17.» Ogni mattina questo annuncio appare sulla prima pagina dei più noti quotidiani inglesi e ogni giorno decine di persone si riversano nello strano ufficio di Richmond Street. A riceverle trovano l’insuperabile Parker Pyne, abilissimo nel rimettere a posto cuori infranti o spiriti solitari. In questi dodici racconti affronta alcuni tra i casi più spinosi della sua carriera: maturi coniugi sospettosi, ex militari distrutti da un’esistenza priva di brivido e anziane signore che temono che qualcuno attenti alla loro vita.

Parigi lato ferrovia

‘Se, come me, siete spesso passeggeri di treni locali, sapete di cosa parlo: è strano come la gente interpreti il ‘lato strada’ e il ‘lato ferrovia’ come due mondi completamente diversi. Il ‘lato strada’ è il biglietto da visita della casa. Il ‘lato ferrovia’, al contrario, è lo spazio dell’intimità.’

Le città sono come le case: c’è un lato ufficiale, presentabile, fotografabile, e un ‘lato ferrovia’, che è quello che permette di scoprire le novità anche in una città vista e narrata milioni di volte. Per conoscere Parigi da questo punto di vista basterà tenersi alla larga dalla Tour Eiffel, dal Louvre, da Notre-Dame, da Montmartre e da tutti quei luoghi che, ormai, appartengono di diritto all’immaginario collettivo. Bisognerà invece passeggiare piano lungo il tracciato di vecchie ferrovie urbane abbandonate, muoversi come fantasmi nelle brume serali del canal Saint-Martin, dominare dall’alto la città a bordo di una mongolfiera, esplorarne le viscere alla ricerca delle stazioni fantasma della metropolitana. Perché, anche a Parigi, cominci a divertirti solo dopo che hai esaurito le visite obbligate.

(source: Bol.com)

PARENTI DI SANGUE PER L’87° DISTRETTO

Si chiamava Patricia, aveva quindi anni ed era stata fortunata. Era fradicia di pioggia, scalza, col vestito strappato, e aveva perso la borsetta. Sanguinava da un taglio profondo alla faccia e dai tagli che le solcavano le dita e i palmi delle mani, ma era stata fortunata. L’altra ragazza, Muriel, diciassette anni, era morta. Accoltellata. L’androne della casa disabitata sembrava pavimentato di sangue. I muri erano spruzzati di sangue. Patricia aveva visto l’assassino: alto, bruno, con gli occhi azzurri. Non l’aveva mai visto prima, ma adesso non l’avrebbe dimenticato mai più. L’87° Distretto, dunque, può contare sull’aiuto prezioso di un testimone oculare. Si consulta l’archivio dei criminali noti per aver commesso reati di natura sessuale. Si fanno decine di interrogatori. Si trova un uomo alto, bruno, con gli occhi azzurri, che presenta un alibi falso per la sera del delitto. Si mettono in fila sette uomini tutti alti, tutti bruni, tutti con gli occhi azzurri, e si convoca Patricia. Senza esitazioni, senza tentennamenti, lei ne indica uno. C’è un guaio, però: è l’uomo sbagliato. Poi, uno di quei vecchi che dormono sotto i ponti o sulle panchine, che frugano tra i rifiuti in cerca di scarpe meno rotte delle loro, trova nella spazzatura qualcosa che per l’87° Distretto è un autentico tesoro e insieme un pugno nello stomaco.

il parco della teste tagliate

Uno stimato ufficiale di marina. Un noto musicista. Non si conoscono. Non hanno nulla in comune. Tranne un particolare. Entrambi sono morti, decapitati da uno sconosciuto che fa tremare la Londra vittoriana, come a suo tempo Jack lo Squartatore. Un caso apparentemente insolubile, un incubo che ritorna, mortale. Dentro il cervello e il cuore dell’ispettore Pitt.

Il paradiso in terra

‘Come può accadere che delle persone serie continuino a credere nel progresso, malgrado le importanti confutazioni che parevano aver liquidato una volta per tutte la validità di questa idea?’ Muovendo da questo interrogativo, Christopher Lasch dà avvio in questo libro – vera e propria pietra miliare di ogni pensiero critico della modernità – a un’affascinante ricostruzione storica, filosofica, sociologica dell’idea di progresso, ultima fede, autentica religione secolarizzata dell’occidente. Il libro parte dall’interpretazione largamente accettata secondo la quale l’idea di progresso rappresenterebbe la versione secolarizzata della fede cristiana nella provvidenza. Opponendosi, infatti, al mondo antico e alla sua visione ciclica della storia, e rivendicando all’opposto una direzione di quest’ultima – dalla caduta dell’uomo alla sua definitiva redenzione –, la cristianità avrebbe permesso all’occidente di concepire la storia come un ‘processo generalmente in moto verso l’alto’. Per Lasch, tuttavia, nel ventesimo secolo quest’idea del progresso basata sul pensiero di una ‘finalità’ della storia, sulla speranza in un qualche stato finale di perfezione terrena, diventa ‘la più morta delle idee morte’, spazzata via dal fallimento dei totalitarismi e di ogni considerazione utopistica del futuro. Nel secolo scorso si mostra, infatti, in ambito soprattutto anglosassone, l’estrema secolarizzazione della fede nel progresso. La sua idea viene separata dalla città celeste e riportata sulla terra, e la fede nel progresso diventa fede nel ‘progresso tecnologico’ e nell’estensione del benessere materiale, dell’abbondanza e del consumo. È allora anche che ogni critica del progresso viene bollata come una faccenda di oscurantisti, chiacchiera di tutti coloro che ‘si rifugiano nella devozione, nell’estetica e nel mito’. Il risultato è che questa cieca fede nel progresso appartiene oggi in egual misura tanto alla destra che pro-pone di mantenere il nostro standard di vita smodato a spese del resto del mondo e delle nostre stesse mino-ranze, quanto alla sinistra che pensa, invece, di estendere gli standard di vita occidentali al resto del mondo. Un programma suicida, per Lasch, perché nel primo caso approfondirà il solco che separa le nazioni povere da quelle ricche e genererà moti di ribellione e terrorismo sempre più violenti contro l’occidente; e, nel se-condo, porterà ancora più rapidamente all’esaurimento di risorse non rinnovabili, all’inquinamento irrever-sibile dell’atmosfera terrestre e alla distruzione del sistema ecologico da cui dipende la vita dell’uomo. Tutto ciò rende urgente, per Lasch, la costruzione di un punto di vista radicalmente nuovo che tagli corto sia con la convinzione che il nostro standard di vita sia destinato a un costante miglioramento, sia con l’altra faccia dell’ideologia del progresso: quella struggente nostalgia che essa produce per la semplicità passata, per le comunità del ‘mondo che abbiamo perduto’. ‘Indubbiamente il suo capolavoro… Di questi, strani, tempi, non conosco modo migliore per raccomandare un libro’. Jean-Claude Michéa, autore di I misteri della sinistra ‘Un libro ricco e affascinante, che presenta un panorama di storia delle idee poco familiare al lettore italiano’. L’Indice ‘Il paradiso in terra è il libro più importante di Lasch… una critica dell’idea di progresso così come essa è stata formulata dai moralisti inglesi del Settecento (Mandeville, Hume, Adam Smith) e difesa, nel corso del Novecento, tanto dai liberals di destra quanto dai liberali di sinistra’. Claudio Giunta

(source: Bol.com)

Il paradiso del diavolo

La dottoressa Barbara Rafferty, una veterana delle cause ambientaliste, ha scelto la nuova crociata a cui votarsi: salverà un piccolo atollo del Pacifico, l’isolotto di SaintEsprit, dagli esperimenti nucleari dei francesi e ne farà il paradiso degli albatros, una specie di uccelli marini che rischia l’estinzione. Affiancata dall’adolescente Neil e da vari personaggi del jet set ecologista, la dottoressa mette a segno il suo piano. Ma SaintEsprit, invece di trasformarsi nel tanto vagheggiato santuario della vita, si rivela un luogo insidioso e sinistro, camera d’incubazione di un delirio d’onnipotenza dai risvolti mortali. Un romanzo che si propone come riflessione sull’incapacità degli esseri umani di prendersi cura del pianeta terra, per poi virare all’improvviso e convertirsi in una delle più cupe e inquietanti fantasie sulla guerra tra i sessi che ci sia dato di ricordare. Enigmatico e perturbante, questo libro sconvolge, scandalizza ed emoziona. E Ballarci si conferma grande moralista e narratore insuperabile, l’unico scrittore inglese vivente che sappia misurarsi con la complessità del mondo contemporaneo e con le sue contraddizioni.

Paradise Sky

Paradise Sky (Italian Edition) by Joe R. Lansdale
Deadwood, territorio del South Dakota. Il posto perfetto per reiventarsi una vita. Soprattutto se, come Nat Love, hai alle calcagna un marito in cerca di vendetta e una mira eccezionale. Ma nell’America di fine Ottocento, se sei nero come Nat, gli errori del passato non smettono mai di darti la caccia come segugi assetati di sangue. Tra duelli e sparatorie, cowboy e indiani, Mark Twain e Cormac McCarthy, *Paradise Sky* è un divertente omaggio al genere e il racconto, in chiaroscuro, di un personaggio eccezionale, capace di incarnare il vero spirito dell’America.
Willie è solo un ragazzo, ma è già costretto a lasciarsi tutto alle spalle per sfuggire al proprietario terriero che ha assassinato suo padre. Incontrare Loving gli salva, letteralmente, la vita. L’uomo lo inizia alle sottili arti dello sparare, del cavalcare, del leggere e del giardinaggio. Quando muore, Willie eredita da lui il suo nuovo nome: Nat Love. Soldato e pistolero, Nat sembra destinato alla gloria. Ha tutto quello che un uomo del West può desiderare, compresa la donna dei suoi sogni e il rispetto di leggende come Wild Bill Hickok. Ma il passato torna a tormentarlo. E, soprattutto, Nat è nero, in un periodo in cui agli afroamericani non viene perdonato nulla. Privato della casa, dell’amore e di tutto ciò che aveva conquistato, a Nat Love non resta che mettersi sulle tracce dei suoi persecutori, pronto all’ultimo, mortale duello.

Il paradigma perduto. Che cos’è la natura umana?

Morin si propone di capire e spiegare l’articolazione tra biologia e antropologia. Contro l’opposizione di Natura e Cultura, mostra che le chiavi della nostra cultura sono nella nostra natura e viceversa. Contro l’antropologia che vede nell’homo sapiens soltanto un tecnico ragionevole e unidimensionale, ricorda che l’uomo ha creato il mito, la magia, la dismisura, il disordine e che la sua originalità profonda consiste nel fatto di essere un animale dotato della facoltà di sragionare. Il libro propone una “teoria aperta della natura umana”, fondata sull’idea di auto-organizzazione e su una logica della complessità, che ha suscitato grande discussione, ma che appare ancora di intatta forza e coerenza.

La parabola del seminatore

Lauren Olamina è una ragazza in grado di avvertire e vivere su di sé il dolore delle persone che la circondano, sopportando con uno sforzo sovrumano le sofferenze altrui. Vive all’interno di un’enclave in una regione degli Stati Uniti, divenuti ormai una nazione in rovina le cui città, diventate roccaforti, sono afflitte da epidemie e da violente incursioni di sbandati. Una potente droga semina morte e distruzione, annichilendo qualsiasi speranza di un mondo migliore. E cosí, nel giorno del suo diciottesimo compleanno, Lauren decide di lasciare la sua casa e si mette in cammino, puntando verso nord, alla ricerca di una nuova terra promessa dove ricominciare a vivere. Lungo la strada, altri sopravvissuti e fuggitivi si uniranno a lei, in un viaggio interminabile e travagliato attraverso la devastazione, guidati dal desiderio di un futuro tutto da costruire.

Il pappagallo balbuziente

Buongiorno ragazzi. Ho deciso di affidare un altro caso ai Tre Investigatori. La faccenda è piuttosto banale: Fentriss, un vecchio attore mio amico, lamenta la sparizione del suo pappagallo e vuole ritrovarlo a tutti i costi. Per conto mio se è trattato di un colpo di fortuna, visto che l’animale non solo recitava l’Amleto, ma anche lo recitava balbettando: ma il mio amico si è intestardito. Così ho passato il caso a Jupiter Jones, Pete Crenshaw e Bob Andrews e li ho inviati a casa di Fentriss. Potranno subito in questo modo constatare di persona come aumenta l’eloquenza umana quando qualcuno parla valendosi di due bocche, la sua e quella di una pistola calibro 38. Alfred Hitchcock.

Pape Satàn Aleppe

Crisi delle ideologie, crisi dei partiti, individualismo sfrenato… Questo è l’ambiente – ben noto – in cui ci muoviamo: una società liquida, dove non sempre è facile trovare una stella polare (anche se è facile trovare tante stelle e stellette). Di questa società troviamo qui i volti più familiari: le maschere della politica, le ossessioni mediatiche di visibilità che tutti (o quasi) sembriamo condividere, la vita simbiotica coi nostri telefonini, la mala educazione. E naturalmente molto altro, che Umberto Eco ha raccontato regolarmente nelle sue Bustine di Minerva. È una società, la società liquida, in cui il non senso sembra talora prendere il sopravvento sulla razionalità, con irripetibili effetti comici certo, ma con conseguenze non propriamente rassicuranti. Confusione, sconnessione, profluvi di parole, spesso troppo tangenti ai luoghi comuni. “Pape Satàn, pape Satàn aleppe”, diceva Dante nell’Inferno (VII, 1), tra meraviglia, dolore, ira, minaccia, e forse ironia.

(source: Bol.com)

Papà, ti voRRRei bene!: Diario di un uomo disastroso

Andi e Joy. Una coppia. Il loro mondo è stato sconvolto (quasi) all’improvviso.
«Joy, dove cazzo sei?»
«È ora, Andi? Contrazioni? Accendo la macchina?»
«No, volevo solo sapere se eri pronto…»
Hanno avuto nove mesi per prepararsi. Ma non sono bastati.
Ora sono genitori. E la piccola Luna è il loro paradiso e il loro inferno.
Li farà sentire inadeguati, tristi, felici, pasticcioni.
Soprattutto il papà, Joy, che di fronte a tanta naturale potenza, non potrà far altro che alzare le mani, arrendersi e accettare che nessuno è mai pronto ad affrontare una tale sfida.
Non puoi vincere.
Puoi solo accettare di essere un genitore, un marito, un uomo “disastroso”.
AVVERTENZA. Quello che avete di fronte non è un romanzo tradizionale. Si tratta di un romanzo “in pillole”, una serie di fatti narrati in forma ironica, che hanno un’unica intenzione: divertirvi.
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### Sinossi
Andi e Joy. Una coppia. Il loro mondo è stato sconvolto (quasi) all’improvviso.
«Joy, dove cazzo sei?»
«È ora, Andi? Contrazioni? Accendo la macchina?»
«No, volevo solo sapere se eri pronto…»
Hanno avuto nove mesi per prepararsi. Ma non sono bastati.
Ora sono genitori. E la piccola Luna è il loro paradiso e il loro inferno.
Li farà sentire inadeguati, tristi, felici, pasticcioni.
Soprattutto il papà, Joy, che di fronte a tanta naturale potenza, non potrà far altro che alzare le mani, arrendersi e accettare che nessuno è mai pronto ad affrontare una tale sfida.
Non puoi vincere.
Puoi solo accettare di essere un genitore, un marito, un uomo “disastroso”.
AVVERTENZA. Quello che avete di fronte non è un romanzo tradizionale. Si tratta di un romanzo “in pillole”, una serie di fatti narrati in forma ironica, che hanno un’unica intenzione: divertirvi.

Un Papà Per Mio Figlio

Sentii che stavo raggiungendo l’apice del desiderio. Ero al limite, aspettavo solo un cenno.
*Mi sto davvero innamorando di lui*, pensai, mentre perdevo il controllo sulla mia mente.
*Cosa farò? Le cose tra noi funzioneranno?*
* * *
“Oh mio Dio, sei tu, non è vero? Quel tizio. Il paparino di cui mi ha parlato Julia.”
“Cosa vuoi dire?”
“Wow. Ti ha davvero fregato, te lo leggo negli occhi.”
Scrollò le spalle e ghignò, come se fosse davvero soddisfatto di quel che stava dicendo.
“Amico, ti sta usando.”
* * *
Tyler Moore possiede tutto ciò che un uomo può desiderare. Denaro. Fama. Donne.
Ha il fisico di un dio ed è lo scapolo più desiderato del paese.
*Ma non è felice. *
Da quando ha perso sua madre, Tyler si accorge di aver bisogno di qualcosa che non ha: una famiglia. Più di ogni altra cosa, desidera un bambino.
Ma dopo molte relazioni deludenti con donne interessate solo al suo denaro, ha deciso di prendere la situazione in mano. Se non riuscirà a trovare la donna giusta, adotterà un bambino e lo crescerà da solo. Unicamente con le sue forze.
Quando si accorge di essere incinta, il mondo crolla addosso a Vickie. Ha perso il lavoro in un caffè. Il fidanzato l’ha abbandonata, fuggendo come un codardo. Sarà costretta ben presto a lasciare gli studi per crescere da sola il bambino.
Finché Tyler fa irruzione nella sua vita, e tutto sembra andare per il meglio.
*Lui desidera un bambino, ma non può averne uno. Lei ha un bambino, ma non lo vorrebbe. *
Anche se le cose non vanno mai come immagini…
Vickie resisterà ai sentimenti che inizia a provare per Tyler?
**Avrà la forza di lasciare la sua bambina ad un uomo che ha incontrato solo qualche mese prima?**
**E quando il padre biologico verrà a reclamare lei e la piccola, il legame tra Vickie e Tyler si spezzerà per sempre?**
* * *
ATTENZIONE: Questo eBook contiene tematiche e linguaggio adatti a un pubblico di soli maggiorenni.

Papa Francesco è come un bambù

Un amico e discepolo di Jorge Bergoglio descrive in questo breve ma denso saggio il ‘segreto’ di papa Francesco, chiamato come Vescovo di Roma dalla ‘fine del mondo’ il 13 marzo 2013. E questa straordinaria fioritura umana, che è diventata anche fioritura della Chiesa, porge un frutto prezioso: la ‘cultura dell’incontro’, quell’insieme di pensieri, atteggiamenti, scelte che superano chiusure, egoismi, clericalismi, e spingono i credenti a ‘uscire’, per andare nelle periferie del mondo. Jorge Bergoglio e Diego Fares sono amici da quasi quarant’anni. Leggere le pagine di questo libro significa entrare nelle vene di una amicizia e di un pensiero che si è sviluppato nel tempo e nel confronto sia a livello spirituale, sia a livello intellettuale, sia a livello di azione pastorale e sociale.La riflessione dell’autore è intrecciata da note di carattere personale e da immagini forti che svelano aspetti inediti del Pontefice, e che ne fanno capire meglio la personalità. Le immagini del ‘Papa bambù’, del suo ‘pensiero scarpa’ e del suo ‘pensiero campana’ resteranno nella mente del lettore come chiavi ermeneutiche indimenticabili.’Tutto quello che Jorge Bergoglio aveva vissuto e pensato fuori dalle luci dei riflettori sta ora “fiorendo” nelle parole e nei gesti di papa Francesco. L’immagine che ci viene subito in mente è quella del bambù giapponese che, appena seminato, per la durata di sette anni ha una crescita quasi impercettibile, e poi, in sei settimane, cresce più di trenta metri. Potremmo dire che il bambù abbia impiegato soltanto sei settimane per crescere? No, la verità è che si è preso sette anni e sei settimane per svilupparsi. Sono pochissime le persone che, con l’età, invece di appassire, fioriscono e danno il meglio di sé. Papa Francesco è una di queste’

(source: Bol.com)