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Pochi gradi di separazione

Quando Helena incontra il lettore ideale dell’amica libraia, un distinto uomo sulla settantina che fa di cognome Borsellino “e, sai, sono parenti”, è inevitabile iniziare a chiedersi cosa ci potrebbe mai fare un Borsellino dalle parti di Gallarate. Perché anche nella provincia lombarda il bar dietro l’angolo potrebbe essere teatro di eventi che non ti aspetti. Un filo resistente lega questo racconto agli altri sei scritti appositamente per il progetto L’agenda ritrovata: un’agenda rossa, che intende ricordare quella appartenuta a Paolo Borsellino – che conteneva appunti, nomi e forse rivelazioni sulla strage di Capaci, scomparsa immediatamente dopo l’attentato mafioso del 19 luglio 1992 e mai più riapparsa. L’agenda ritrovata non sono solo sette racconti, non è solo un libro. È una ciclostaffetta che tocca le sette regioni narrate nei sette racconti, sono degli eventi, per ricordare Paolo Borsellino a venticinque anni dalla strage di via D’Amelio. In un viaggio da Nord a Sud rappresentato dai racconti – Helena Janeczek (Lombardia), Carlo Lucarelli (Emilia-Romagna), Vanni Santoni (Toscana), Alessandro Leogrande (Lazio), Diego De Silva (Campania), Gioacchino Criaco (Calabria) ed Evelina Santangelo (Sicilia) –, come dalle tappe della staffetta. “Un passaggio di testimone”, scrive Gianni Biondillo ricordando com’è nato il libro, “per raccontare non tanto dov’eravamo alla morte dei due magistrati, ma dove forse siamo stati in questi anni, tutti noi: chi silente, chi indifferente, chi deluso, chi vigliacco, chi sempre e comunque, ostinatamente contrario, in prima fila”. Scopri di più su: bit.ly/ProgettoAgenda Tratto da L’agenda ritrovata. Sette racconti per Paolo Borsellino, pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 74.478
(source: Bol.com)

Le poche cose certe

“Arturo si era convinto di potere una vita speciale, ma poi non muoveva passi, verso l’ignoto, per paura di una vita vera. Il risultato era una vita fasulla, come quella delle formiche inoperose.” È da dieci anni che Arturo non sale su un tram. L’ultima volta che lo ha fatto era un giovane attore di belle speranze e andava a incontrare una ragazza perfetta e misteriosa, con il nome di un’isola, quella leggendaria di Platone: Atlantide. Ma il destino cancella il loro appuntamento e, da lì in poi, niente andrà come doveva andare.
Oggi Arturo è un quarantenne tormentato da mille paure. Mentre attorno tutto si muove, lui resta fermo, immobile, come un divano rimasto con la plastica addosso in quelle stanze in cui non si entra per paura di sporcare. Quando sale sul tram 14, che da Porta Maggiore scandisce piano tutta la Prenestina, ha un cappellino in testa per nascondere i pensieri scomodi e nella pancia il peso rumoroso dei rimpianti. E mentre i binari scorrono lenti, in una Roma che si risveglia dall’inverno, e la gente sale e scende, ognuno con la sua storia complicata appesa al braccio come una ventiquattrore, Arturo, che nella sua vita sbagliata ha sempre aspettato troppo, fa i conti con il passato, cercando il coraggio di prenotare la sua fermata. Perché nel posto in cui sta andando c’è forse l’ultima possibilità di ricominciare daccapo, e di prendersi quel futuro bello da cui lui è sempre scappato.
Dopo lo straordinario esordio di *La strada del ritorno è sempre più corta*, Valentina Farinaccio ci racconta con una voce unica, che cresce fino a farsi poesia, una storia tanto incantata quanto feroce di attese e incontri mancati, di errori e di redenzione. Perché dobbiamo correre il rischio di essere felici, anche se tutto da un momento all’altro potrebbe affondare. Perché nulla è certo, nella vita. Solo una cosa: che tra un’isola e l’altra c’è sempre il mare.
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### Sinossi
“Arturo si era convinto di potere una vita speciale, ma poi non muoveva passi, verso l’ignoto, per paura di una vita vera. Il risultato era una vita fasulla, come quella delle formiche inoperose.” È da dieci anni che Arturo non sale su un tram. L’ultima volta che lo ha fatto era un giovane attore di belle speranze e andava a incontrare una ragazza perfetta e misteriosa, con il nome di un’isola, quella leggendaria di Platone: Atlantide. Ma il destino cancella il loro appuntamento e, da lì in poi, niente andrà come doveva andare.
Oggi Arturo è un quarantenne tormentato da mille paure. Mentre attorno tutto si muove, lui resta fermo, immobile, come un divano rimasto con la plastica addosso in quelle stanze in cui non si entra per paura di sporcare. Quando sale sul tram 14, che da Porta Maggiore scandisce piano tutta la Prenestina, ha un cappellino in testa per nascondere i pensieri scomodi e nella pancia il peso rumoroso dei rimpianti. E mentre i binari scorrono lenti, in una Roma che si risveglia dall’inverno, e la gente sale e scende, ognuno con la sua storia complicata appesa al braccio come una ventiquattrore, Arturo, che nella sua vita sbagliata ha sempre aspettato troppo, fa i conti con il passato, cercando il coraggio di prenotare la sua fermata. Perché nel posto in cui sta andando c’è forse l’ultima possibilità di ricominciare daccapo, e di prendersi quel futuro bello da cui lui è sempre scappato.
Dopo lo straordinario esordio di *La strada del ritorno è sempre più corta*, Valentina Farinaccio ci racconta con una voce unica, che cresce fino a farsi poesia, una storia tanto incantata quanto feroce di attese e incontri mancati, di errori e di redenzione. Perché dobbiamo correre il rischio di essere felici, anche se tutto da un momento all’altro potrebbe affondare. Perché nulla è certo, nella vita. Solo una cosa: che tra un’isola e l’altra c’è sempre il mare.

Un po’ piú in là sulla destra

L’ex investigatore Louis Kehlweiler, il medievista Marc, l’archeologo Mathias e lo storico Lucien amano i bistrot, sono sempre senza una lira, ma hanno un talento spiccato per le indagini complicate. Soprattutto quando al commissariato brancolano nel buio, e accanto a una panchina spunta una misteriosa traccia: un frammento di osso umano…

PNL e Libertà

Gli strumenti pratici della Programmazione Neuro-Linguistica spiegati attraverso il racconto di un corso tenuto dal genio creativo della PNL.
Il protagonista scopre come aumentare la propria libertà personale e la capacità di scelta grazie alle tecniche della PNL. Apprendi insieme al lui come progettare e realizzare il futuro che hai sempre sognato.

Scopri come:

* assumere un maggior controllo sui tuoi pensieri;

* cambiare le convinzioni limitanti e sfruttare le tue risorse interne;

* definire obiettivi di qualità per la tua vita personale e professionale.

(source: Bol.com)

Plant Revolution: Le piante hanno già inventato il nostro futuro

Una pianta non è un animale. Sembra la quintessenza della banalità, ma è un’affermazione che nasconde un dato di fatto di cui sembriamo essere inconsapevoli: le piante sono organismi costruiti su un modello totalmente diverso dal nostro. Vere e proprie reti viventi, capaci di sopravvivere a eventi catastrofici senza perdere di funzionalità, le piante sono organismi molto più resistenti e moderni degli animali. Perfetto connubio tra solidità e flessibilità, le piante hanno straordinarie capacità di adattamento, grazie alle quali possono vivere in ambienti estremi assorbendo l’umidità dell’aria, mimetizzarsi per sfuggire ai predatori e muoversi senza consumare energia. La loro struttura corporea modulare è una fonte di continua ispirazione in architettura. E ancora: producono molecole chimiche di cui si servono per manipolare il comportamento degli animali (e degli umani) e la loro raffinata rete radicale formata da apici che esplorano l’ambiente può tradursi in concrete applicazioni della robotica. Sappiamo ormai che allevare vegetali nello spazio è un requisito necessario per continuare a esplorarlo, e spostare parte della nostra capacità produttiva negli oceani grazie a serre galleggianti come Jellyfish Barge può essere una soluzione per soddisfare la nostra crescente richiesta di cibo. Organismi sociali sofisticati ed evoluti che offrono la soluzione a molti problemi tecnologici, le piante fanno parte a pieno titolo della comunità dei viventi. Se vogliamo migliorare la nostra vita non possiamo fare a meno di ispirarci al mondo vegetale.
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### Sinossi
Una pianta non è un animale. Sembra la quintessenza della banalità, ma è un’affermazione che nasconde un dato di fatto di cui sembriamo essere inconsapevoli: le piante sono organismi costruiti su un modello totalmente diverso dal nostro. Vere e proprie reti viventi, capaci di sopravvivere a eventi catastrofici senza perdere di funzionalità, le piante sono organismi molto più resistenti e moderni degli animali. Perfetto connubio tra solidità e flessibilità, le piante hanno straordinarie capacità di adattamento, grazie alle quali possono vivere in ambienti estremi assorbendo l’umidità dell’aria, mimetizzarsi per sfuggire ai predatori e muoversi senza consumare energia. La loro struttura corporea modulare è una fonte di continua ispirazione in architettura. E ancora: producono molecole chimiche di cui si servono per manipolare il comportamento degli animali (e degli umani) e la loro raffinata rete radicale formata da apici che esplorano l’ambiente può tradursi in concrete applicazioni della robotica. Sappiamo ormai che allevare vegetali nello spazio è un requisito necessario per continuare a esplorarlo, e spostare parte della nostra capacità produttiva negli oceani grazie a serre galleggianti come Jellyfish Barge può essere una soluzione per soddisfare la nostra crescente richiesta di cibo. Organismi sociali sofisticati ed evoluti che offrono la soluzione a molti problemi tecnologici, le piante fanno parte a pieno titolo della comunità dei viventi. Se vogliamo migliorare la nostra vita non possiamo fare a meno di ispirarci al mondo vegetale.

Pizzo (A Material World Vol. 1)

Quando Dave e la sua fidanzata si lasciano, Shawn prova a non farsi troppe illusioni sul suo migliore amico. Dopotutto, Dave è ancora etero, giusto? Sbagliato. Dave rivela di essere bisessuale e il cuore di Shawn comincia a battere più forte. Ama Dave da così tanto tempo, ma non ha intenzione di compromettere la loro amicizia dicendogli quello che prova davvero.
Però, quando Dave scopre il piccolo kink di Shawn, comincia un capitolo tutto nuovo per i due amici, anche se Shawn non riesce a smettere di preoccuparsi: se non ci fosse alcun kink, Dave sarebbe lì? Shawn sarà così coraggioso da scoprirlo?
Un racconto breve di desiderio, pizzi e… amore.

Pizzo

Pizzo by K.C. Wells, Meredith Russell
Quando Dave e la sua fidanzata si lasciano, Shawn prova a non farsi troppe illusioni sul suo migliore amico. Dopotutto, Dave è ancora etero, giusto? Sbagliato. Dave rivela di essere bisessuale e il cuore di Shawn comincia a battere più forte. Ama Dave da così tanto tempo, ma non ha intenzione di compromettere la loro amicizia dicendogli quello che prova davvero.
Però, quando Dave scopre il piccolo kink di Shawn, comincia un capitolo tutto nuovo per i due amici, anche se Shawn non riesce a smettere di preoccuparsi: se non ci fosse alcun kink, Dave sarebbe lì? Shawn sarà così coraggioso da scoprirlo?
Un racconto breve di desiderio, pizzi e… amore.

Più sporco della neve

In mezzo alla neve e al silenzio di una notte d’inverno, un furgone bianco risale i tornanti che lo portano al confine francese con l’Italia. Parlano poco, i due passeggeri, concentrati sul carico che stanno trasportando. Poi un’esplosione violenta, una palla di fuoco in aria, il bosco che si illumina, i rottami scagliati ovunque. A cento chilometri di distanza, Zara Bosdaves indaga su un caso di scomparsa e non può immaginare la valanga di guai che sta per franarle addosso. Per dirla tutta, non ne ha mai avuti tanti come da quando ha lasciato la polizia e aperto un’agenzia di investigazioni a Torino. Ma una come lei, abituata agli schiaffi della vita, non teme le cadute e conosce mille modi per rialzarsi. Solo che adesso i problemi sembrano essere arrivati perfino nell’unico posto dove si sentiva al riparo: tra le braccia di François, il bellissimo uomo di colore che sa come proteggerla e farla stare bene. Da qualche tempo infatti lui è diverso, taciturno, misterioso, e una sera torna a casa sporco di sangue, senza fornire spiegazioni. Così Zara dovrà non soltanto dare la caccia a un mercante d’arte e alla banda di assassini che lo vogliono morto, ma anche affrontare la paura peggiore, quella di perdere il suo uomo e la certezza del loro amore. Enrico Pandiani si consacra maestro del noir con una storia che è indagine poliziesca, ricerca di una verità sepolta sotto uno strato di ghiaccio, ma soprattutto esplorazione di quel terreno scivoloso che diventa la nostra vita quando perdiamo il controllo, la fiducia si incrina e, per riprendere ciò che ci appartiene, serve tirare fuori una forza primordiale.

(source: Bol.com)

Più profondo del mare

”Il racconto di una giovane siriana in cerca di pace e salvezza è il libro del nostro tempo.”
Khaled Hosseini

L’esile salvagente intorno alla vita tiene a galla Doaa e due bambine, una di pochi mesi, l’altra di nemmeno due anni, a lei affidate dai genitori prima di scomparire per sempre nelle acque, come altre centinaia di persone. Doaa ha paura, lei ha sempre odiato l’acqua, sin da piccola, e solo la guerra e la disperazione che l’accompagna l’hanno convinta a lasciare la sua famiglia e la sua casa in Siria e mettersi su quel barcone. Aveva tanti ricordi felici e tanti sogni da realizzare, che ora galleggiano intorno a lei insieme ai relitti dell’imbarcazione e ai pochi superstiti dei 500 che si erano messi in viaggio. Erano quasi arrivati, solo poche ore di mare li separavano dall’Italia, risate liberatorie cominciavano a levarsi dal ponte, quando un peschereccio si dirige contro di loro, una, due volte. Per farli affondare. Il barcone non regge e tutti si gettano in acqua. Molti annegano subito. Anche Doaa non sa nuotare e solo il salvagente che le porta il marito la tiene a galla. E lo farà per i successivi quattro giorni, in cui le voci e i lamenti intorno si spengono uno dopo l’altro.
La tentazione è di lasciarsi andare, ma le due bambine che si aggrappano a lei reclamano la vita. Per loro deve lottare e resistere un’ora di più, poi un’altra, e cantare, e pregare, fino a quando qualcuno arriva. Solo undici vengono tratti in salvo.
Doaa ha diciannove anni, ma la sua vita comincia da quei quattro giorni alla deriva. Perché la prima volta nasci al mondo, ma è quando capisci quanta forza si cela in te, e quanto la speranza può avere la meglio sulle circostanze più tragiche, che nasci a te stesso.

(source: Bol.com)

Più pene che pane

Pubblicato per la prima volta in Inghilterra nel 1934, Più pene che pane (titolo originale More Pricks than Kicks, un gioco di parole di fatto intraducibile: prick, dolore inferto da qualcosa di acuminato, ma anche pene; kick, calcio, ma anche piacere, orgasmo) introduce il primo dei futuri personaggi di Beckett, Belacqua, dalla figura omonima di Dante che sconta, in Purgatorio, le colpe di una vita indolente. Belacqua, studente di Dublino, è infatti una persona che rifiuta di partecipare attivamente alle cose del mondo per divenire un essere a parte «perché è sedendo e riposando che l'anima diventa saggia». Naturalmente, non è qui ad una facile saggezza che l'autore allude, una saggezza che possa salvare l'uomo dalla condizione in cui si trova. L'universo di Beckett non è qualcosa da cui ci si può riscattare a così buon prezzo e il soggetto, nella sua follia e nelle sue incongruenti nevrosi, non è altro che il microcosmo incomprensibile e doloroso, senza passato e senza futuro, di cui la società rappresenta il macrocosmo. Tuttavia un riscatto esiste: è la voce dell'artista che rifiutando di parlare d'altro si è impegnato a descrivere il mondo mutilato andandolo a cercare in quello spazio angusto e claustrofobico dove esso è più dolorosamente evidente: il punto zero della psiche, la vita che si appiattisce fino quasi a coincidere con il biologico. In questo senso, nel senso cioè di dar conto di questo minimo spazio che resta all'uomo, che è poi anche quello dell'arte e della verità, il personaggio di Belacqua contiene già tutto l'universo dello scrittore e precorre le figure dei suoi futuri romanzi, i Molloy, i Malone, i Watt, i Murphy, i barboni siderali e i reietti metafisici, simboli dell'impasse del soggetto moderno. Come già Gente di Dublino per Joyce, questo testo costituisce un'introduzione indispensabile all'opera di Beckett, una delle più rilevanti avventure intellettuali e artistiche del nostro tempo.
(fonte: quarta di copertina)

Samuel Beckett, irlandese di nascita (1906), è considerato uno dei più grandi scrittori di questo secolo. Autore perfettamente bilingue, ha adottato il francese nella trilogia Molloy, Malone muore, L'innominabile (pubblicata in Italia dalla SugarCo), che resta la sua opera principale. Altri romanzi importanti: Mercier e Camier e Watt, sempre pubblicati dalla SugarCo, quest'ultimo nella presente collana. Tra le molte, citiamo la famosa pièce teatrale Aspettando Godot, che gli ha dato rinomanza mondiale. Per la sua opera critica è da ricordare il saggio su Proust, sempre pubblicato dalla SugarCo nella collana Tasco. Nel 1969 Beckett ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura.

Titolo originale: More Pricks than Kicks, 1934

Il più fortunato

Il più fortunato by Piper Vaughn, M.J. O’Shea
La rockstar Nick Ventura ha toccato il fondo. Geloso del nuovo amore di suo fratello, inizia ad abusare dei propri vizi e, annebbiato dai fumi dell’alcol, finisce per schiantarsi contro un negozio con la propria auto. Umiliato pubblicamente e a un passo dalla galera, per ordine del tribunale entra in un programma di riabilitazione.
Il nutrizionista Luka Novak è appariscente, effeminato, il genere di gay che Nick, bisessuale, normalmente schernirebbe. Il carattere solare dell’uomo nasconde, però, un profondo dolore causato da una precedente relazione. Luka sa che dovrebbe diffidare della reputazione di Nick, ma ne è attratto suo malgrado e la loro amicizia, inizialmente incerta, si trasforma in passione. Ben presto Luka si renderà conto che la paura di Nick di perdere l’immagine da cattivo ragazzo sicuramente implicherà il non rendere mai pubblica la loro relazione.
Nick aveva sempre creduto di non avere bisogno di nessuno, finché Luka Novak non entra nella sua vita. Adesso deve conciliare il passato, libero da ogni preoccupazione, con il futuro che all’improvviso desidera più di ogni altra cosa. E la prima lezione che deve imparare è come diventare l’uomo di cui sia lui che Luka hanno bisogno, piuttosto che rimanere il ragazzo che è sempre stato. Solo.

Più di tutto

Da adolescente, Charlie “Chase” Rhodes incontra Scott Boone e si innamora perdutamente del popolare, atletico ragazzo della porta accanto. Charlie pensa di vivere un sogno quando Scott dice che prova le stesse cose. Ma i suoi sogni si infrangono quando il giovane inaspettatamente si trasferisce.

Anni dopo, Charlie conosce Adan Navarro, sfacciato e sicuro di sé, che senza problemi dichiara di voler solo rotolarsi un po’ con lui tra le lenzuola. Dopo otto mesi, insieme, Charlie è convinto che Adan ricambi il suo amore. Ma quando arriva l’opportunità di essere onesti riguardo alla loro relazione, Adan non lo fa.

Il tempo passa e la vita continua, ma quando Charlie scopre che gli unici due uomini che abbia mai amato si amano a vicenda, il suo cuore va di nuovo in pezzi. Scott e Adan gli dicono che lo rivogliono, ma Charlie non sa che si può fidare di due persone che l’hanno ferito così profondamente. Il tempo forse non guarisce tutte le ferite, ma con due uomini motivati e desiderosi di averlo indietro, Charlie otterrà molto di più di quanto abbia mai creduto possibile.

(source: Bol.com)

Più Che Amici

### *Saprai quando sarà il momento giusto. Lo sentirai. Non lasciare nemmeno che avvenga con la persona sbagliata. È una cosa che non potrai riprenderti.*
Si aprì a lui, assaporando le leggere note di vaniglia del bourbon. Nick non baciava come Steve. Baciava bene. Baciava con intenzione. Ma non baciava con la stessa passione senza fiato, non come Steve.
“Sembri pensierosa.”
Rise un po’. “No, scusa. È solo che… un mio amico è passato da me l’altro giorno con una storia folle, e mi è rimasta in testa. Mi dispiace.” Sorrise. “Qualche altro bacio e sono quasi sicura che la dimenticherò.”
Nick rise. “Quasi sicura, eh?”
“Oh sì.” Lo tirò in un altro bacio. “I tuoi baci sanno distrarre, Nick…”
* * *
Ria Cameron è stata un maschiaccio per tutta la vita. A venticinque anni, la sua vita si divide tra bici, corsa in montagna e guardare le partite di rugby con il suo migliore amico, Steve.
**Steve.**
**La stella della squadra di rugby, sexy, alto, muscoloso**.
L’unico ragazzo che abbia mai amato.
Ma Steve non l’ha mai vista come qualcosa di diverso da un’amica. In effetti, nessuno l’aveva mai guardata.
Quando però Ria ottiene un tirocinio prestigioso in uno studio legale importante, ha bisogno di un nuovo guardaroba e di un rinnovo, e ne ha bisogno velocemente. Nuovi vestiti, nuovo taglio di capelli e, improvvisamente, tutti gli occhi sono su di lei. Ria inizialmente è a disagio, finché non capisce che gli uomini la notano per la prima volta.
*Ma Steve inizia a comportarsi stranamente.*
Quando poi Ria attira l’attenzione del compagno di squadra di Steve, Nick, il supporto di Steve diventa rabbia. Ha ragione quando insiste nel dire a Ria che non è sicuro stare con Nick? O il suo comportamento è dettato solo dalla gelosia?
Ria non riesce a capire cosa passa per la testa di Steve. Pensava che non l’avesse mai guardata.
**Ora è troppo tardi.**
**Ha scelto Nick, ha deciso di fidarsi di lui e adesso è pronta a darsi a lui.**
*Ma quando chiude gli occhi, è Steve che appare nei suoi sogni più selvaggi…*
* * *
ATTENZIONE: Questo eBook contiene tematiche e linguaggio adatti a un pubblico di soli maggiorenni.
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### Sinossi
### *Saprai quando sarà il momento giusto. Lo sentirai. Non lasciare nemmeno che avvenga con la persona sbagliata. È una cosa che non potrai riprenderti.*
Si aprì a lui, assaporando le leggere note di vaniglia del bourbon. Nick non baciava come Steve. Baciava bene. Baciava con intenzione. Ma non baciava con la stessa passione senza fiato, non come Steve.
“Sembri pensierosa.”
Rise un po’. “No, scusa. È solo che… un mio amico è passato da me l’altro giorno con una storia folle, e mi è rimasta in testa. Mi dispiace.” Sorrise. “Qualche altro bacio e sono quasi sicura che la dimenticherò.”
Nick rise. “Quasi sicura, eh?”
“Oh sì.” Lo tirò in un altro bacio. “I tuoi baci sanno distrarre, Nick…”
* * *
Ria Cameron è stata un maschiaccio per tutta la vita. A venticinque anni, la sua vita si divide tra bici, corsa in montagna e guardare le partite di rugby con il suo migliore amico, Steve.
**Steve.**
**La stella della squadra di rugby, sexy, alto, muscoloso**.
L’unico ragazzo che abbia mai amato.
Ma Steve non l’ha mai vista come qualcosa di diverso da un’amica. In effetti, nessuno l’aveva mai guardata.
Quando però Ria ottiene un tirocinio prestigioso in uno studio legale importante, ha bisogno di un nuovo guardaroba e di un rinnovo, e ne ha bisogno velocemente. Nuovi vestiti, nuovo taglio di capelli e, improvvisamente, tutti gli occhi sono su di lei. Ria inizialmente è a disagio, finché non capisce che gli uomini la notano per la prima volta.
*Ma Steve inizia a comportarsi stranamente.*
Quando poi Ria attira l’attenzione del compagno di squadra di Steve, Nick, il supporto di Steve diventa rabbia. Ha ragione quando insiste nel dire a Ria che non è sicuro stare con Nick? O il suo comportamento è dettato solo dalla gelosia?
Ria non riesce a capire cosa passa per la testa di Steve. Pensava che non l’avesse mai guardata.
**Ora è troppo tardi.**
**Ha scelto Nick, ha deciso di fidarsi di lui e adesso è pronta a darsi a lui.**
*Ma quando chiude gli occhi, è Steve che appare nei suoi sogni più selvaggi…*
* * *
ATTENZIONE: Questo eBook contiene tematiche e linguaggio adatti a un pubblico di soli maggiorenni.

Le più belle pagine. Scelte da Italo Calvino

Dopo aver setacciato le raccolte pubblicate da Landolfi nell’arco di oltre quarant’anni (da “Dialogo dei massimi sistemi” del 1937 a “Del meno” del 1978), Calvino scelse da ultimo 53 testi. Organizzati in sette sezioni che corrispondono ad altrettanti spunti critici essi consentono di cogliere in tutte le sue sfaccettature un’opera che ha sul lettore l’effetto “d’unghia che stride contro un vetro, o d’una carezza contropelo, o d’una associazione di idee che si vorrebbe scacciare subito dalla mente”. Insomma: il vero Landolfi, quello che “preferisce lasciare nell’opera qualcosa di non risolto, un margine d’ombra e di rischio: il Landolfi che sperpera le sue puntate d’un colpo e le ritira bruscamente dal tavolo con gesto allucinato del giocatore”.
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Le più belle fiabe popolari italiane (eNewton Classici)

A cura di Cecilia Gatto Trocchi
Le fiabe italiane sono tra le più ricche di fantasia e di creatività dell’intera produzione mondiale. Presentiamo in questa antologia un’accurata selezione delle favole popolari di tutte le regioni d’Italia, una tradizione culturale che si compone di migliaia e migliaia di racconti magici, in origine resi e tramandati spesso nei dialetti, straordinariamente espressivi; perle di rara bellezza, veri e propri tesori letterari, cominciando da quel capolavoro di tutti i tempi che è Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, napoletano, costituito da storie meravigliose di fate, orchi, magie, incantesimi, principesse rapite e animali fantastici, in cui spesso irrompe il realismo della vita quotidiana con effetti gradevoli e bizzarri. La letteratura popolare ha attinto da Giambattista Basile intrecci famosissimi: il Gatto parlante a cui l’orfano fa le scarpe, il Bianco Viso che giace come la Bella Addormentata nella foresta, la Gatta Cenerentola abbandonata e sola che sposa il re… I nostri capolavori fiabeschi sono spesso ignorati; costituiscono invece un patrimonio culturale di eccezionale valore di cui dobbiamo riappropriarci, specialmente oggi, quando non esistono più momenti di raccoglimento privati, e la televisione e i social network invadono il nostro tempo libero. Leggendo, raccontando, citando una fiaba popolare, riscopriamo speranza e ottimismo. Infatti, come dice una canzone siberiana, «un popolo che non racconta più fiabe è destinato a morire di freddo».
Cecilia Gatto Trocchi
(Roma, 1939-2005) è stata docente di Antropologia culturale presso le università Roma Tre e La Sapienza e ha diretto l’Osservatorio dei fenomeni magico-simbolici (Roma Tre). Ha compiuto ricerche in Africa, America Latina, India, verificando le tematiche magico-simboliche, le mitologie e i rituali. Esperta di tradizioni popolari, si è occupata di novellistica e letteratura etnica. Ha pubblicato studi sul pensiero simbolico, l’etno-medicina, le religioni, l’arte, la magia, i miti e le leggende. Socio fondatore della Società Italiana per lo Studio di Psicopatologia e Religione, è stata anche consulente scientifico della rivista di psichiatria «Psiche Donna». Autrice di Viaggio nella magia, Nomadi spirituali, Civiltà e culture, Le Muse in azione, con la Newton Compton ha pubblicato Leggende e racconti popolari di Roma, Storie e luoghi segreti di Roma, La magia, I tarocchi e Le più belle leggende popolari italiane.
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### Sinossi
A cura di Cecilia Gatto Trocchi
Le fiabe italiane sono tra le più ricche di fantasia e di creatività dell’intera produzione mondiale. Presentiamo in questa antologia un’accurata selezione delle favole popolari di tutte le regioni d’Italia, una tradizione culturale che si compone di migliaia e migliaia di racconti magici, in origine resi e tramandati spesso nei dialetti, straordinariamente espressivi; perle di rara bellezza, veri e propri tesori letterari, cominciando da quel capolavoro di tutti i tempi che è Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, napoletano, costituito da storie meravigliose di fate, orchi, magie, incantesimi, principesse rapite e animali fantastici, in cui spesso irrompe il realismo della vita quotidiana con effetti gradevoli e bizzarri. La letteratura popolare ha attinto da Giambattista Basile intrecci famosissimi: il Gatto parlante a cui l’orfano fa le scarpe, il Bianco Viso che giace come la Bella Addormentata nella foresta, la Gatta Cenerentola abbandonata e sola che sposa il re… I nostri capolavori fiabeschi sono spesso ignorati; costituiscono invece un patrimonio culturale di eccezionale valore di cui dobbiamo riappropriarci, specialmente oggi, quando non esistono più momenti di raccoglimento privati, e la televisione e i social network invadono il nostro tempo libero. Leggendo, raccontando, citando una fiaba popolare, riscopriamo speranza e ottimismo. Infatti, come dice una canzone siberiana, «un popolo che non racconta più fiabe è destinato a morire di freddo».
Cecilia Gatto Trocchi
(Roma, 1939-2005) è stata docente di Antropologia culturale presso le università Roma Tre e La Sapienza e ha diretto l’Osservatorio dei fenomeni magico-simbolici (Roma Tre). Ha compiuto ricerche in Africa, America Latina, India, verificando le tematiche magico-simboliche, le mitologie e i rituali. Esperta di tradizioni popolari, si è occupata di novellistica e letteratura etnica. Ha pubblicato studi sul pensiero simbolico, l’etno-medicina, le religioni, l’arte, la magia, i miti e le leggende. Socio fondatore della Società Italiana per lo Studio di Psicopatologia e Religione, è stata anche consulente scientifico della rivista di psichiatria «Psiche Donna». Autrice di Viaggio nella magia, Nomadi spirituali, Civiltà e culture, Le Muse in azione, con la Newton Compton ha pubblicato Leggende e racconti popolari di Roma, Storie e luoghi segreti di Roma, La magia, I tarocchi e Le più belle leggende popolari italiane.