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Il principe felice – La casa dei melograni

Fu in questa raccolta di fiabe e racconti che Wilde seppe estrinsecare appieno la sua filosofia di vita, l’anelito verso la bellezza, unica realtà che primeggia su tutte le cose. Le fiabe di Wilde non sempre contengono una morale, molto spesso non sono che semplice invenzione. Sembrano novelle in prosa, ma sono in realtà poemi ricchi di un lirismo in cui la magia creativa dell’artista trasmette visioni di una grazia e di una bellezza straordinarie.

(source: Bol.com)

Il principe di spade

Jessamine Maitland legge i tarocchi e, notte dopo notte, predice il futuro nei salotti di Londra. Finché una sera ''scopre'' l'identità del Gatto, il temerario ladro che da mesi ruba gioielli e preziosi dalle case più ricche della città: Alistair MacAlpin, conte di Glenshiel. Intuendo di essere stato smascherato, Alistair vede una sola via d’uscita: sedurre Jess.

Il principe Caspian. Le cronache di Narnia

Il regno di Narnia è stato conquistato dagli uomini. Il perfido re Miraz ha usurpato il trono del legittimo erede, il principe Caspian, e i suoi soldati costringono gli antichi abitanti (gnomi, fauni, folletti, ninfe, giganti buoni e animali parlanti) a vivere segregati nella foresta. Ma il giovane principe è deciso a lottare e a guidare la riscossa del popolo nascosto per riportare la pace nel regno. E solo i quattro ragazzi che un tempo erano stati saggi sovrani di Narnia possono aiutarlo nella battaglia contro il tiranno. Così, Peter, Susan, Edmund e Lucy, che nel frattempo sono tornati in Inghilterra, d’improvviso vengono catturati da una forza misteriosa che li riporta nel magico regno. Re Miraz è pronto a sferrare l’attacco contro il gruppo di ribelli, e il suo esercito sembra davvero invincibile. Età di lettura: da 10 anni.
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Il principe Caspian

Il pacifico regno di Narnia è stato conquistato dagli uomini. Gnomi, folletti, giganti, centauri, fauni, ninfe e tutti gli altri antichi abitanti si sono nascosti, assieme agli animali parlanti, nel fitto delle foreste, fra gli alberi amici. Molti sono rassegnati alla loro triste sorte, ma molti tengono viva la fiamma della riscossa.
Nel mondo degli umani, nessuno parla di loro, nessuno vuole ricordare. Ma il giovanissimo Caspian, l’erede al trono, scopre l’antico mondo di Narnia e decide di guidare la riscossa del popolo nascosto. Al suo fianco avrà anche i quattro ragazzi che un tempo erano stati saggi sovrani di Narnia.
Ma la lotta non sarà facile…

Primo Soccorso: Cosa Fare (E Non Fare) Nei Casi Di Emergenza

Primo Soccorso: Cosa fare (e non fare) nei casi di emergenza by Antonio Zoppetti
Sapere che cosa fare, e soprattutto che cosa non fare, per soccorrere vittime di incidenti o di un improvviso malore dovrebbe far parte del bagaglio culturale di ognuno di noi. Invece pochi sanno come affrontare situazioni in cui un’azione rapida e corretta può essere determinante per salvare delle vite o ridurre i danni alla salute delle persone coinvolte. Guida pratica di facile consultazione, Primo soccorso è strutturata in modo chiaro grazie anche alle numerose illustrazioni che integrano il testo. Dopo le indispensabili informazioni generali ? dalla tutela del soccorritore agli aspetti legali, dai numeri di emergenza all’organizzazione delle fasi del soccorso ? e le necessarie conoscenze di base sul corpo umano, nella sezione Cosa fare in caso di… il volume esamina la maggior parte delle situazioni in cui è possibile imbattersi, fornendo caso per caso la spiegazione delle cause e dei sintomi e le indicazioni utili sugli interventi da mettere in atto.

Il primo libro non si scorda mai

**’Il fatto meraviglioso è che tutti i bambini, prima di sapere leggere, vogliono imparare a leggere: sanno già, a cinque anni, che si impara con fatica, ma io non ho mai conosciuto bambini che si siano rifiutati di mettercene un po”.**
Tutti, da bambini, abbiamo desiderato entrare nei libri che, prima che fossimo capaci di leggere, altri avevano letto per noi. Far crescere quel primo amore è la speranza di ogni famiglia, l’impegno della scuola, il proposito delle biblioteche. In questo libro, che attraversa tanti libri, l’Autrice mette a fuoco errori quotidiani, suggerisce piste e temi, ricorda le esperienze più felici incontrate nella sua lunga esperienza al servizio della lettura e della cultura, in giro per il Paese. E ci rassicura: il tempo che sfugge, la pervasività delle tecnologie, la vastità dell’offerta editoriale non sono ostacoli. Se al centro del nostro sguardo restano i bambini, se offriamo testi capaci di far loro conoscere il mondo e di riconoscersi come parte di esso, l’innamoramento è sempre possibile.
(source: Bol.com)

Il primo inverno:

Quella che è stata definita la «piccola era glaciale», tra il 1570 e il 1700, vide le temperature abbassarsi con variazioni da tre a cinque gradi, dando avvio a una vera e propria «rivolta della natura» che sortì effetti devastanti sui raccolti. Philipp Blom dimostra la sorprendente correlazione tra questa circostanza e la nascita dell’Illuminismo, analizzando le ricadute culturali dello sconvolgimento climatico in Europa. Con un registro narrativo e appassionante, Blom costruisce un affresco in cui combina storia delle idee, della cultura materiale, delle scienze della natura, intorno a una suggestione di grande attualità: l’impatto che il cambiamento del clima produce sulla vita delle società. Così, l’avvento della piccola era glaciale diventa il punto di partenza per interrogare e mettere in relazione avvenimenti e discipline che concorrono alla formazione del mondo e del pensiero moderno. Attingendo ai racconti di testimoni diretti – tra cui Montaigne e Shakespeare – Blom riesce a proiettare il lettore nella realtà dei secoli XVI-XVII. La descrizione della vita delle comunità nel nuovo scenario ridisegnato dalla natura prende vita grazie alle affascinanti connessioni tra innovazioni nel campo della scienza, dell’economia, della tecnica e fenomeni artistici. Il capovolgimento della prospettiva operato da Blom riguarda infatti anche l’aspetto iconico: se abbiamo sempre guardato ai paesaggi invernali di Avercamp, Bruegel e altri come a rappresentazioni di un mondo in armonia con il susseguirsi delle stagioni, qui diventano ulteriori prove della catastrofe climatica. L’affresco di ghiaccio del lungo inverno europeo si rivela il pretesto per rileggere la storia da una prospettiva inedita.

Il primo giorno della mia vita

Il mondo è un luogo estenuante, sei stanco semplicemente perché ci vivi, sei stanco di non riuscire ad amare abbastanza, di non dare abbastanza, di non avere abbastanza. Emily, ex ginnasta olimpica, Aretha, poliziotta dal carattere forte, e Daniel, piccolo divo della pubblicità, hanno ognuno un motivo preciso per essere disperati. Napoleon, un professionista di successo, no; eppure, fra tutti, è il piú determinato a farla finita. Un attimo prima che compiano il gesto irreparabile uno sconosciuto li persuade a stringere un patto: mostrerà loro cosa accadrà quando non ci saranno piú, cosa lasciano, cosa si perdono, quale sarà la reazione di amici e parenti. Per una settimana i quattro avranno il privilegio di osservare sé stessi dal di fuori e l’occasione di riscoprire ciò che di piú prezioso hanno dentro; affronteranno avventure ai confini della realtà, diventeranno un gruppo unito e vedranno realizzati desideri cui ormai avevano rinunciato, dopodiché saranno riportati indietro. A quel punto dovranno prendere una decisione. E per qualcuno l’ultimo giorno della vita potrebbe trasformarsi nel primo di una vita nuova.

– Io quando sto male faccio sempre un gioco, – dice Thomas. – Mi guardo intorno, osservo le persone, quel poliziotto per esempio, – e lo indica con il mento, – quella mamma, quel tassista, quella coppia, e penso che tra ottanta, cento anni non ci saranno piú, non ci sarà nessuno di loro, ma proprio nessuno. Non ci sarà piú quel bambino con il palloncino di Daffy Duck, né quella donna che litiga al telefono con chi sa chi. Non ci sarai tu e non ci sarò io. Saremo tutti sostituiti da altrettante persone con altrettanti affanni, problemi, speranze, paure. E fra altri cent’anni da altri ancora. E probabilmente seduti su questi scalini ci saranno di nuovo una ragazza che piange e un ragazzo che dice stupidaggini. Pensa quanto siamo sostituibili. Gli occhi di Emily si sono asciugati come pozzanghere al sole. – Però siamo anche un po’ unici, – conclude lui, – perché la nostra storia non sarà mai uguale a quello di nessun altro.

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Il primo fiore di zafferano

Nella Virginia delle grandi piantagioni e degli schiavi, la piccola Lisbeth Wainwright, primogenita di una ricca famiglia, è affidata fin dalla nascita alla balia Mattie, la schiava di colore costretta a separarsi dal figlioletto per accudire la neonata dei padroni. Tra le due si instaura un rapporto di grande affetto e complicità, che permette alla bambina di crescere nell’amore che i genitori non sono in grado di darle.
Mr. Wainwright è un padre insensibile e un convinto schiavista, Mrs. Ann è una madre fredda e attenta solo alle convenzioni sociali. Saranno Mattie e gli altri schiavi a colmare il vuoto affettivo della piccola Lisbeth, a mostrarle il vero valore delle cose e delle persone.
Mattie accompagna Lisbeth nella propria maturazione personale – da piccola di casa a giovane debuttante – e nella scoperta delle bellezze e dei dolori del mondo. Ma un legame talmente forte tra due realtà così diverse non sarà immune dai pericoli di un’epoca segnata dall’ingiustizia. Se Mattie dovrà affrontare fino in fondo la crudeltà dello schiavismo, Lisbeth imparerà a conoscere un senso della vita che le farà sfidare le convenzioni di quegli anni.
*Il primo fiore di zafferano* è la storia di queste due donne che sfidano il proprio tempo e lottano per la conquista della propria libertà e della dignità.
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Il primo da uccidere

Dieci anni fa una missione in Nicaragua organizzata male e terminata nel peggiore dei modi ha posto fine alla carriera nella CIA di Nathan McBride, specialista in azioni sotto copertura.
Oggi McBride mette il suo straordinario talento al servizio di privati cittadini. Fino alla notte in cui Frank Ortega, ex direttore dell’FBI, gli chiede un favore.
Un agente federale è scomparso nel nulla, insieme a una tonnellata di esplosivo Semtex, e Ortega ha bisogno di ritrovarli. Alla svelta.
Per lui è una missione personale: l’agente scomparso è suo nipote. E Nathan McBride è l’unico uomo al mondo che lo possa salvare.
Presto però appare chiaro che in ballo c’è qualcosa di più grande di quanto lo stesso Ortega potesse immaginare.
Pochi giorni dopo aver accettato l’incarico, McBride si ritrova infatti incastrato fra uno spietato avversario assetato di vendetta e un gruppo di alti papaveri dell’FBI che non si fermano davanti a nulla pur di fare giustizia a modo loro.
A questo punto non ci sono più regole, protocolli, paracaduti. C’è solo McBride…

Primo

Il prequel della fortunata serie del commissario Mariani.
Subito dopo la nomina il giovane Mariani viene assegnato alla questura di Genova, sua città natale, dove fa ritorno dopo una lunga assenza. Il destino vuole che il suo primo caso genovese, un omicidio avvenuto a Sampierdarena a ridosso della linea ferroviaria che taglia in due la delegazione, lo porti a rivangare vicende legate anche al suo passato. Contemporaneamente, deve occuparsi di un’altra indagine che sembra rivelare punti di contatto con l’omicidio della ferrovia. Durante un viaggio di lavoro Mariani conosce Francesca: è l’inizio della loro sofferta storia.

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La primavera del lupo

Tutto comincia nel convento di San Francesco del Deserto, una piccola isola al centro della laguna di Venezia, nel marzo del 1945. Da questo rifugio sicuro, all’improvviso, un gruppo di persone diversissime fra loro è costretto a scappare: due bambini di opposta indole ed educazione, Pietro e il suo amico Dario, «che sa i numeri» e si tiene le parole dentro, «dove non fanno danno»; le due anziane sorelle Jesi, Maurizia e Ada; una giovane suora, bella e dai modi sospetti, che scrive un diario schietto, e che si alterna nel racconto con la voce di Pietro. Braccato dai nazisti, il gruppo è aiutato da un pescatore «che vive come un gabbiano» e da un frate energico «che è come un sasso grande» nella corrente.
Nei risvolti tragici dell’avventura si unisce ai fuggiaschi un disertore tedesco, che custodisce un segreto pericoloso: il suo agire brusco e terribile cambierà il destino di tutti.
Sotto lune immense, attraverso boschi bui e casolari diroccati, si svolge l’inseguimento, tra colpi di scena e incontri con partigiani e fascisti disorientati: uomini e luoghi carichi di diffidenza e di terrore, ma dove una traccia di bontà, di tanto in tanto, a dispetto di tutto, riesce a sopravvivere.
La storia di Pietro e di Dario è una fuga dalla guerra e dal suo linguaggio torbido e ottuso, dalla violenza che tutto contamina. E alla lingua dell’infanzia, con la sua incredibile capacità di accogliere e divertire, di sconvolgere e amare, spetta il privilegio di mettere alla berlina l’odio e la paura che minacciano e governano il mondo.

La prima volta per sempre

È un’estate di prime volte per Emily Donovan. Nel momento in cui mette piede sul traghetto che la porterà a Puffin Island insieme alla nipotina di cui ora si deve prendere cura, le è ben chiaro in mente che niente sarà più come prima e che la sua vita sta per cambiare drasticamente. Come potrà tenere al sicuro una creatura così fragile e indifesa come la piccola Lizzy? E come riuscirà a convivere con il panico irrazionale che l’assale di fronte all’oceano su un lembo di terra che ne è completamente circondato? Eppure, inspiegabilmente, l’isola comincia a operare la sua magia ed Emily, respiro dopo respiro, riscopre sicurezza, fiducia e serenità. E un uomo che le fa battere forte il cuore. A Ryan Cooper basta un solo sguardo per capire che la nuova arrivata nasconde più di un segreto in quegli occhi bellissimi e guardinghi, e meno ancora per riconoscere che l’alchimia tra lui ed Emily è fortissima. E pericolosa. Eppure il carismatico proprietario del locale yacht club sa di non avere scelta. Negare l’attrazione tra di loro è solo una perdita di tempo. Meglio abbandonarsi alla corrente di desiderio e vedere dove li porterà.
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La prima verità

Tra gli abbandonati, i reclusi, i dimenticati Simona Vinci tesse il filo d’oro di una storia che arriva dal passato e viene fino a te, proprio a te che stai leggendo, qui e ora. È una storia scandalosa, perché non si può narrare senza rivelare anche i fantasmi di chi la sta scrivendo.
Ciò che Angela non può sospettare, quando decide di raggiungere l’isola maledetta, l’isola lager, è che il segreto sepolto tra quei bianchi enormi edifici sia più sconvolgente di ogni immaginazione. E che spetti proprio a lei disseppellire quel segreto e affrontarlo a viso aperto. Costi quel che costi, per il bene di tutti. Ciò che Angela non ha assolutamente messo in conto, è che si apra per lei a Leros l’avventura della vita.
«Poi la serratura, improvvisamente docile, si sbloccò nella sua mano con un gemito e la porta si aprì».
Nel 1992 Angela, giovane ricercatrice italiana, sbarca sull’isola di Leros. È pronta a prendersi cura, come i suoi colleghi di ogni parte d’Europa, e come i medici e gli infermieri dell’isola, del perdurante orrore, da pochi anni rivelato al mondo dalla stampa britannica, del «colpevole segreto d’Europa»: un’isolamanicomio dove a suo tempo un regime dittatoriale aveva deportato gli oppositori politici di tutta la Grecia, facendoli convivere con i malati di mente. Quelli di loro che non sono nel frattempo morti sono ancora tutti lì, trasformati in relitti umani. Inquietanti, incomprensibili sono i segni che accolgono la ragazza. Chi è Basil, il Monaco, e perché è convinto di avere sepolto molto in alto «ciò che rimane di dio?» E tra i compagni di lavoro, chi è davvero la misteriosa, tenace Lina, che sembra avere un rapporto innato con l’isola?
Ogni mistero avrà risposta nel tesoro delle storie dei dimenticati e degli sconfitti, degli esclusi dalla Storia, nell’«archivio delle anime» che il libro farà rivivere per il lettore: storie di tragica spietata bellezza, come quella del poeta Stefanos, della ragazza Teresa e del bambino con il sasso in bocca.
Con *La prima verità* che, fin dal titolo, da un verso di Ghiannis Ritsos, allude a una verità di valore assoluto oltre e attraverso le vicende del libro, che si svolgono in luoghi e tempi diversi, e delle vite dei personaggi che via via si presentano al lettore, Simona Vinci torna al romanzo dopo molti anni, e vi torna con una felicità e una libertà mai raggiunte prima.

La prima radice

Il nostro tempo ha negato la tensione di ogni uomo verso qualcosa di più grande, e forse di irraggiungibile, sostituendola con una cultura degradata e ristretta dove i diritti universali sono privi di concretezza e la libertà è intesa come semplice cancellazione di qualsiasi dovere. Ancora più dei diritti, sono invece proprio i doveri, verso se stessi e verso gli altri, ad ancorare l’uomo alla realtà e alla società in cui vive, evitando il rischio di sentirsi sradicati e in balia degli eventi. Secondo Simone Weil, voce inascoltata e profetica del XX secolo, interessarsi davvero del destino dell’uomo significa, quindi, prima di tutto aggrapparsi saldamente e rimanere fedeli alle proprie radici. Potrebbe sembrare un banale richiamo alle tradizioni; invece non è così, perché le radici dell’uomo hanno origine oltre la sfera temporale, nell’eterno e umanissimo desiderio di verità e di bene.

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