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Le aquile della steppa

“Le Aquile della steppa” nella prima versione stampata, tra il 1905 e il 1906, su quel mitico “Giornale per tutti” che è “Per terra e per mare”, edito dal tedesco Donath, attivo in quel di Genova, e diretto dal “Capitano” Emilio Salgari (eccezion fatta per alcuni numeri alla fine del rapporto professionale). Dove ci portano “Le Aquile della steppa?” Difficile dirlo, perché è difficile fare il punto della situazione a livello storico e anche geocritico. Dovremmo essere quasi ‘in presa diretta’, nella seconda metà del XIX secolo, in una regione estesa dell’Asia centrale, l’ex Turkestan: una sorta di ponte fra Occidente ed Oriente, fra le popolazioni assoggettate ai russi tra la fine degli anni Cinquanta e la metà dei Sessanta e quelle che ancora resistono all'”avida zampa dell’orso moscovita” a metà degli anni Settanta, nutrendo un po’ tutte “vecchi rancori contro gli occidentali”. D’altro canto, fin dall’inizio, si avverte l’insorgenza, non così implicita, di un Oriente altro, quasi da Mille e una notte; un Oriente più infingardo che lirico, un Oriente che cela pericolose trappole dietro i suoi cantori. Ma l’importante è che anch’esso sostenga un canovaccio narrativo con classica ‘storia d’amore a ostacoli’: lei, quasi ancora una bambina, è rapita, lui, per riaverla, ne passa di tutti i colori.
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Appuntamento su un mondo perduto

Ai limiti della Galassia dove il buio è interrotto solo di tanto in tanto da qualche stella solitaria e le astronavi viaggiano per mesi senza incontrare un solo pianeta, quattro irregolari dello spazio, quattro desperados finiti nella Compagnia Trasporti di Frontiera, realizzano il loro vecchio sogno: mettersi per proprio conto, comprando una vecchia e scassata astronave e rimettendola in efficenza. Questo il punto di partenza dell’ultimo e del più suggestivo tra gli ormai celebri “Romanzi della Frontiera” di A. Bertram Chandier.
Copertina di Karel Thole

L’appuntamento mancato

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Mancano solo tre giorni a Natale. E papà è scomparso, rapito insieme alla sua autista: Reagan Reilly è disperata, dato che oltretutto sua madre Nora, famosa autrice di thriller, si è appena rotta una gamba e non può aiutarla. Nel romanzo ritroviamo anche un personaggio già caro ai lettori di Mary Higgins Clark: Alvirah Meehan, un’anziana signora miliardaria con la passione per le indagini. Sarà lei a prendere in mano la situazione e a capire che la piega degli eventi ha tutta l’aria di assomigliare a uno dei più inquietanti romanzi di Nora.
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Appuntamento Al Buio

Se c’è un luogo dove umani e vampiri possono vivere in una condizione di relativa pace, quello è Morganville… Almeno finché Amelie, la fondatrice della città, non riceve l’inaspettata visita del pericoloso padre Bishop – il più potente tra i vampiri, che tutti credevano morto –, in onore del quale viene organizzata una strepitosa festa per promettergli eterna fedeltà. La situazione degenera quando Sam, Michael e Oliver si rifiutano di partecipare all’evento. Claire si intrufola e assiste agli scontri che nascono tra le due fazioni, durante i quali Amelie viene ferita gravemente. Solo quando sarà troppo tardi Claire si renderà conto che il ballo è una trappola abilmente orchestrata alle sue spalle e che, a causa sua, Bishop è sulle tracce del covo di Myrnin. Iniziano così i preparativi per l’inevitabile scontro. Tutti vogliono possedere il libro che cela l’ambito segreto per generare nuovi vampiri; e c’è solo qualcuno che può riuscire in un’impresa da cui dipende il futuro di tutti gli abitanti, vampiri o umani che siano. Nulla è come sembra apparire a Morganville… Claire ne conosce i segreti più oscuri, ed è pronta a rendere impossibile la vita di chi cercherà di ostacolarla. Il quarto episodio di una serie che ha appassionato i teenager di tutto il mondo. Una storia elettrizzante che vi terrà col fiato sospeso fino all’ultima pagina.
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Appressamento della morte

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“Appressamento della morte”, poema in cinque canti in terzine dantesche, rappresenta senza dubbio il risultato più complesso e ricco d’implicazione del fecondo apprendistato poetico leopardiano. Questo volume ne offre un’edizione critica e commentata.
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L’apprendista di Venezia

Venezia, Anno Domini 1498: un giovane ladruncolo ruba una melagrana al mercato di Rialto. Amato Ferrero, lo chef del doge, lo coglie in fallo ed è conquistato dall’eleganza del gesto: il furto di una melagrana, non di “pane muffito con cui riempirsi la bocca senza pensare”. Per questo, invece di denunciarlo, decide di prenderlo con sé come apprendista. È l’inizio di una nuova e sorprendente vita per Luciano, che entra dalla porta di servizio nel mondo sfarzoso e spietato dell’oligarchia veneziana. La città è in subbuglio per via di un libro misterioso e potente, che tutti cercano anche se nessuno sa che cosa contenga. Lo vuole con disperazione il doge, per avere la formula dell’immortalità e guarire dal mal francese. Lo ricerca il papa, Alessandro VI, per accrescere il suo già smisurato potere sotto il manto della lotta all’eresia. E lo vorrebbe pure Luciano, per conquistare la bella Francesca con l’aiuto di un elisir d’amore. Intanto, mentre alla tavola del doge si alternano potenti, dotti e maneggioni, nelle cucine della Serenissima, tra spezie dai poteri insospettati, ortaggi sconosciuti e carni esotiche, Luciano viene a poco a poco pervaso dalla straordinaria filosofia dei sapori che anima il suo maestro. Perché Amato Ferrero non è soltanto un bravissimo chef: nasconde un sapere vasto e segreto, forse anche proibito e pericoloso, da difendere e tramandare a tutti i costi…

L’apprendista ammiraglio Vorkosigan

Miles è segretamente innamorato della figlia del dignitario Bothari, Elena. A causa però dei suoi handicap fisici, Miles non riesce a superare l’esame necessario per diventare ufficiale e per riprendersi dall’insuccesso viene mandato su Colonia Beta. Nel corso di una tumultuosa serie di avventure, il fedele Bothari perde la vita, e Miles deve rassegnarsi a lasciare che Elena vada in sposa a un disertore barrayariano.

Apologia di Socrate. Testo greco a fronte

I nodi della vita e dell’ambivalente passione filosofica e politica si strinsero per Platone nel 399, data del processo a Socrate. L'”Apologia” l’opera nella quale egli presenta Socrate che si difende davanti ai giudici ateniesi che lo condannano a morte, in un processo intentatogli per reati di opinione che vanno dall’empietà alla corruzione dei giovani tramite l’insegnamento.

Apologia della storia o Mestiere di storico

Da quasi cinquant’anni l’*Apologia della storia* viene letta e riletta: scienza degli uomini nel tempo, comprendere il presente mediante il passato, comprendere il passato mediante il presente – questa è la storia, secondo gli insegnamenti piú noti di Marc Bloch. La sua (è stato detto) non è una filosofia della storia, ma il memento di un artigiano, che narra come e perché lavora lo storico, sino nell’umile e delicato dettaglio delle sue tecniche. Questa «edizione critica», in cui Etienne Bloch raccoglie (accanto alla redazione definitiva) gli schemi, i fogli di appunti e la prima redazione dell’opera, consente di rileggere l’*Apologia* nella sua forma integrale, di gustare l’opera nel momento in cui sta prendendo forma. Ma se, rileggendo Marc Bloch nell’originale, ci accorgessimo finalmente che questo libro di metodo è anche il prodotto di un rigoroso stile di pensiero e di scrittura? La pagina di Bloch è un continuo dialogo col lettore: lo si coglie negli interrogativi che punteggiano il testo; nel ricorso alle doppie negazioni che prospettano, in conclusione, un nuovo problema; nell’ordine dei termini, che può sconcertare chi legge, ma costruisce un discorso ricco di mordente. II pensiero di Bloch è una fluente meditazione sulla realtà umana, sul tempo, sulla storia come conoscenza. Progetto duttile, teso a modellarsi sulle linee stesse del reale, la storia insegna che conoscere è possedere, penetrando nel profondo. Le pagine sul metodo critico, soprattutto, costituiscono un contributo importante a una logica del possibile che trova nella storia – scienza dell’uomo, della vita e della terra – il suo banco di prova e che fa di quest’opera un classico di storia della scienza, una testimonianza fra le piú significative della rivoluzione scientifica del XX secolo.

Apocalisse su Argo

“Mi chiamo Jason e sono il più perfetto infallibile ed egocentrico computer mai fabbricato. E guido la mia astronave tra mille pericoli alla volta di un pianeta lontano, per impiantare una nuova colonia di umani nello spazio. Purtroppo l’altro giorno la dottoressa Chandler, uno degli astrofisici, è morta. Un suicidio, dico io, ma il marito è convinto che Diana sia stata ammazzata da me. Dal computer di bordo, come nei vecchi film di fantascienza. Inconcepibile, non trovate? Ma, per una volta, vero.”
Copertina: Carlo Jacono

Un antropologo su Marte

Questo libro di Sacks si situa all’incrocio di biologia e biografia: nelle sue pagine il malato è importante quanto la malattia. I sette capitoli del testo sono narrazioni nelle quali ciascun paziente risalta come persona. Troviamo il pittore di successo colpito da improvvisa cecità ai colori; l’ultimo hippie di New York che un tumore al cervello blocca in una atemporale ripetizione degli anni Sessanta; la paziente autistica che confessa a Sacks la propria difficoltà a comprendere le emozioni umane più complesse esprimendola con la frase: “Il più delle volte mi sento come un antropologo su Marte”.

Antonio e Cleopatra

La illimitata libertà spaziale e temporale (l’azione, che è quella dell’amore fatale di Antonio e Cleopatra, ma anche quella delle lotte tra i triumviri dopo la morte di Giulio Cesare e della nascita dell’Impero, percorre le città, le terre e i mari di tre continenti), la mescolanza di comico e tragico, le trasgressioni sceniche e linguistiche, sono tutti elementi che raggiungono in quest’opera della piena maturità del drammaturgo (la datazione si può collocare intorno a 1608) il loro vero e proprio apogeo.

Antologia scolastica n. 3

Nota: terza parte di “Where Do We Go from Here?”, la prima è in “[Antologia scolastica](https://www.goodreads.com/book/show/15993580.Antologia_scolastica “Antologia scolastica”)” e la seconda in “[Antologia scolastica n. 2](https://www.goodreads.com/book/show/15993584.Antologia_scolastica_n__2 “Antologia scolastica n. 2″)”.
Come le due precedenti (Urania 589 e 591), questa terza antologia scolastica, di Asimov contiene cinque racconti, ciascuno dei quali è seguito da un commento e da varie proposte di discussione. Ma un’irriverente lettrice ci ha scritto proponendoci di trarre da quest’ultima cinquina, invece che spunti di elevata discussione scientifica, cinque numeri da giocare volgarmente al lotto. Vergogna. Tuttavia, a pensarci bene, niente vieta di andarsi a cercare nella Vera Chiave dei Sogni o altro scientifico manuale del genere, quali numeri corrispondono a: 1) uno strofinaccio per la polvere; 2) delle uova d’oro; 3) diciotto cadaveri di marziani seduti intorno a una tavola; 4) una palla che rimbalza sempre più in alto; 5) una stella di sette chilometri di raggio e che pesa ventinove tonnellate al centimetro cubo. Sempre meglio La Chiave dei Sogni, infatti, delle balle pseudoscientifiche sui numeri ritardati che avrebbero (mentre in realtà non hanno assolutamente, come lo stesso Asimov ci ha spiegato) maggiori probabilità di uscita degli altri. Quindi, amici, non solo buona lettura, ma – eventualmente – auguri e buona fortuna.
Indice:
Hal Clement – Uno straccio per la polvere (Dust Rag)
Isaac Asimov – Pâté de fois gras (Pâté de fois gras)
Henry Beam Piper – Omnilingue (Omnilingual)
Walter Stone Tevis – Il grande rimbalzo (The Big Bounce)
Larry Niven – Stella al neutronio (Neutron Star)
Copertina di Karel Thole

Antologia scolastica n. 2

Nota: seconda parte di “Where Do We Go from Here?”, la prima è in “[Antologia scolastica](https://www.goodreads.com/book/show/15993580.Antologia_scolastica “Antologia scolastica”)” e la terza in “[Antologia scolastica n. 3](https://www.goodreads.com/book/show/15993590.Antologia_scolastica_n__3 “Antologia scolastica n. 3″)”.
Il Sole è abitato, amigos. E i suoi abitanti, fatti di campi elettrici supercondensati, hanno le loro astronavi, hanno le loro città, che se si potessero vedere a occhio nudo apparirebbero come una distesa di multicolori forme geometriche. Ma per vederle davvero, non dovremmo disporre di un costoso spettroscopio? Si. Sennonché, in primo luogo, Asimov ha utilizzato Hal Clement per darcene una fedele e brillante descrizione all’inizio del primo racconto. E in secondo luogo Urania ha utilizzato Karel Thole, il massimo pittore di FS del mondo, per darcene già in copertina una sua tipica, ma non meno fedele e brillante, coloratissima idea. Questa è la scuola che noi vogliamo, amigos.
Indice:
Hal Clement – Il Sole è abitato (Proof)
James Blish – Tensione superficiale (Surface Tension)
William Morrison – Medico di campagna (Country Doctor)
Jerome Bixby – I buchi di Marte (The Holes Around Mars)
James Edwin Gunn – La caverna della notte (Yhe Cave of Night)
Copertina di Karel Thole