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I colori dell’incendio

I colori dell’incendio by Pierre Lemaitre
Febbraio 1927. La Parigi che conta assiste al funerale del banchiere Marcel Péricourt. La figlia Madeleine deve prendere le redini dell’impero finanziario di cui è l’erede, ma il destino decide diversamente: suo figlio Paul, un bimbo di sette anni, compie un gesto inatteso e tragico che la porterà alla rovina.
Posta di fronte alle avversità, alla cattiveria degli uomini, alla cupidigia della sua epoca, alla corruzione e all’ambizione del suo ambiente, Madeleine dovrà fare ricorso alla sua intelligenza e a tutte le sue energie, ma anche a soluzioni machiavelliche, per sopravvivere e ricostruire la sua vita. Compito reso ancora più difficile dalle circostanze, in una Francia che osserva, impotente, i primi colori dell’incendio che devasterà l’Europa.
*I colori dell’incendio* è il secondo attesissimo romanzo della trilogia inaugurata con *Ci rivediamo lassù* – premio Goncourt 2013, tradotto in ventisei lingue e un milione di copie vendute nel mondo -, un’opera in cui ritroviamo appieno il talento straordinario, l’originalità visionaria e la lingua immaginifica di Pierre Lemaitre.

I colori dell’anima

In queste pagine c’è il racconto di un tratta di cammino della mia vita, fino al momento in cui mi è stata riscontrata una cardiomiopatia dilatativa, una malattia degenerativa del cuore che ha modificato il mio modo di vivere la realtà, di ascoltare, pensare, giudicare, decidere, amare, “restituendomi” per assurdo il senso della mia esistenza. Mi ha permesso idealmente di tornare in tutti quei “luoghi” dove pensavo di non poter più andare.
Il mio intento è stato quello di mostrare che prima del sacerdote c’è l’uomo, con tutte le sue esperienze, gli amori, le speranze, i sogni, gli errori, le inadeguatezze e quelli che definiamo con troppa facilità fallimenti, ma che io considero “tentativi di vivere pienamente la vita”.
il 100% dei proventi ricavati dalla vendita di questo libro saranno devoluti a:
A.G.B.A.L.T. ONLUS
CO U.O. di Onco-Ematologia Pediatrica
Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana
via Roma 67 – 56100 PISA
Tel. 050 830245 – www.agbaltonlus.it
Conto corrente postale n. 11243565
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### Sinossi
In queste pagine c’è il racconto di un tratta di cammino della mia vita, fino al momento in cui mi è stata riscontrata una cardiomiopatia dilatativa, una malattia degenerativa del cuore che ha modificato il mio modo di vivere la realtà, di ascoltare, pensare, giudicare, decidere, amare, “restituendomi” per assurdo il senso della mia esistenza. Mi ha permesso idealmente di tornare in tutti quei “luoghi” dove pensavo di non poter più andare.
Il mio intento è stato quello di mostrare che prima del sacerdote c’è l’uomo, con tutte le sue esperienze, gli amori, le speranze, i sogni, gli errori, le inadeguatezze e quelli che definiamo con troppa facilità fallimenti, ma che io considero “tentativi di vivere pienamente la vita”.
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I cognomi degli Italiani

Questo non è l’ennesimo repertorio etimologico-linguistico sull’origine dei Rossi, dei Messina o dei Parodi, ma un libro che ragiona di una storia lunga mille anni e si addentra con curiosità nella giungla dei cognomi italiani. Sergio Luzzatto, ”Il Sole 24 Ore”

Un’indagine appassionata lungo i secoli alla ricerca della nascita e dell’affermazione della funzione sociale del cognome. Francesca Bolino, ”la Repubblica”

Nel corso del tempo gli Italiani si sono chiamati fra loro in tanti modi, e quello che noi chiamiamo cognome si è sviluppato molto lentamente, come risultato dell’interazione di vari fattori: la coscienza di sé degli individui e delle famiglie (a cominciare da quelle nobili), la necessità di distinguersi e riconoscersi all’interno delle comunità di appartenenza, la spinta proveniente dalla Chiesa e dagli Stati verso la regolamentazione dell’identità onomastica di ognuno… È una storia non del tutto finita e che non finirà mai. Tutti hanno un cognome: oggi è un fatto così scontato che lo si potrebbe quasi considerare naturale. In realtà si tratta dell’esito di una lunga storia.

(source: Bol.com)

I cieli dimenticati

I rasna vivono in pace e in abbondanza, fieri della protezione del Cielo e felici del tempo fecondo che è stato loro concesso. Ma qualcuno, tra loro, sa che questo non potrà essere eterno. Caitli, la sacerdotessa figlia di Re Tarchon e promessa sposa del principe Larth, ha letto nel fuoco e nell’acqua il futuro del suo popolo, destinato a soccombere allo scontro con la gente barbara di Ruma… Non tutti i Rasna conoscono la profezia, pochi vogliono credere, e Larth non vuole accettare quanto il destino ha disposto per lui, destinandolo ad un trono. Così la sua vita, legata indissolubilmente a quella di Caitli e a quella di Axal, lo straniero dai capelli biondi, sarà una vita di straordinario potere, ma anche di solitaria sofferenza.

I celti d’Italia

Chi erano i celti? Furono davvero barbari indomabili, responsabili di distruzioni, massacri e saccheggi? O forse la “catastrofe gallica” ebbe alla fine il risultato di offuscarne la cultura e i valori? Alla luce delle più recenti scoperte, Kruta e Manfredi tracciano il ritratto di un popolo che, al pari di etruschi, veneti e latini, è parte integrante del tessuto etnico italiano.
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I cavalieri dello specchio

Si conclude la saga di Terisa e Geraden nel regno di Mordant. La giovane, attirata nel regno che si trova oltre lo specchio, si trova a dover lottare contro i maghi che conoscono la magia degli specchi e che possono evocare nel reale tutte le persone che riescono a catturare coi loro strumenti. Ma anche Geraden, che appartiene al regno di Mordant, sa come controllare la magia di questi specchi e decide di chiamare in aiuto del regno minacciato “i cavalieri dello specchio” mitiche figure che lottano al fianco dei buoni contro lo strapotere del Male.
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I casi del dr. Hesselius

Quest’opera raccoglie due antologie dedicate a J.S. Le Fanu: “Tre casi del dr. Hesselius” (Newton 1994) e “Carmilla” (Garden 1990), quest’ultima con una traduzione mai più usata altrove. Un totale di 6 racconti, quattro dei quali accomunati da uno dei primi indagatori dell’incubo della letteratura fantastica: il medico-esoterista Hesselius. «La figura di Hesselius diede origine a un vero e proprio “topos” nell’ambito della Narrativa Fantastica e servì da modello, in Inghilterra, per il “Carnacki” di Hodgson, l'”antiquario” di James e, soprattutto, per il “John Silence” di Blackwood. Parallelamente, in America diede origine o figure popolarissime come “Jules de Grandin” di Quinn o “John Thurston” di Wellman.»

I Capitoli

I capitoli
Niccolò Machiavelli, storico, scrittore, drammaturgo, politico e filosofo italiano (1469-1527)
Questo libro elettronico presenta «I capitoli», di Niccolò Machiavelli.
Indice interattivo
– Presentazione
– Dell’occasione
– Di Fortuna
– Della Ingratitudine
– Dell’ambizione
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### Sinossi
I capitoli
Niccolò Machiavelli, storico, scrittore, drammaturgo, politico e filosofo italiano (1469-1527)
Questo libro elettronico presenta «I capitoli», di Niccolò Machiavelli.
Indice interattivo
– Presentazione
– Dell’occasione
– Di Fortuna
– Della Ingratitudine
– Dell’ambizione

I canti di Anharra 1: Il trono della follia

Nelle forme di un poema in prosa, un racconto fantastico sulle origini della nostra civiltà, sui popoli che ci hanno preceduto e sui mondi perduti. Ispirata alle teorie di Nietzsche sull’Eterno Ritorno, è un canto sulla grandezza e sulla tragedia dell’arrivo dei popoli indoeuropei nel nostro continente.

I cancelli dell’universo

Ritorna Wolff-Jadawin, il Signore del Pianeta dai Molti Livelli, il protagonista di quel tipico esempio di ‘fantasy’ avventurosa che è Il Fabbricante di Universi, di cui questo romanzo è il seguito. Wolff, imprigionato in un mondo alieno insieme ai fratelli e alla malefica sorella Vala dovrà intraprendere un’epica lotta per riuscire a fuggire. Il suo nemico altri non è che il loro padre, deciso ad annientare completamente la famiglia. La fragile alleanza tra Wolff ed i fratelli, nella lotta contro un nemico comune, è però rosa da odio e diffidenza. E, come sempre, non tutto è quello che sembra, ed il finale riserverà più di una sorpresa.

I cacciatori di ossa. La caduta di Malazan: 61

La rivolta di Sette Città è stata soffocata. Rimane un’ultima forza ribelle, barricata nella città di Y’Gathan sotto il comando fanatico di Leoman delle Fruste. La prospettiva di stringere d’assedio quest’antica fortezza riempie d’inquietudine il Quattordicesimo Esercito, già provato dalle battaglie. Perché qui è stato ucciso il più grande campione dell’impero, qui il sangue Malazan è sgorgato a fiotti. È un luogo di cattivi presagi, che emana l’odore della morte. Ma questo è soltanto un corollario. Agenti di un conflitto molto più vasto hanno compiuto la prima mossa. Il Dio Storpio ha conquistato un posto n pantheon: uno scisma si pirofila all’orizzonte. È tempo per gli dei di schierarsi. Ma, quale che sia la loro decisione, le regole sono cambiate, in modo irreversibile, terrificante… e il primo sangue sarà sparso nel mondo dei mortali…
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I cacciatori della notte

Quando gli incubi del buio invadono il giorno chi può dire dove finisce la notte?
A Bixby, in Oklahoma, niente è come sembra. Sotto la superficie liscia delle cose c’è un’anima nascosta e ruvida. I Midnighters credevano di aver compreso tutti i misteri legati alla venticinquesima ora che ogni notte, a mezzanotte in punto, scatena le forze del male mentre il mondo intero è congelato e sospeso.
Ma di colpo, l’ora segreta scocca a mezzogiorno: i rumori cessano d’improvviso, i passi si fermano a mezz’aria, gli sguardi si perdono nel vuoto, e tutta la città si tinge del blu della notte…

I Berseker uccidono

Berserker: macchina volante, programmata per distruggere qualsiasi forma di vita organica. Di Fabbricazione antichissima, i Berserker sono diventati da tempo l’incubo di tutte le rotte spaziali. Micidiali e onnipotenti sono ritornati… con un piano che non può fallire…

I bambini sono tornati

Una giornata di luce. Una macchina impazzita, uno schianto fuori dalla scuola, un attimo che spezza, insieme alla vita dei suoi figli, anche quella di Marella. Il dopo è una caduta lenta e inesorabile in un abisso di oscurità e di disperazione. Niente ha più senso, né il matrimonio, né il lavoro, né gli amici. Nemmeno i tentativi di Alessandro, padre e marito, ugualmente travolto da un lutto incomprensibile, riescono a distoglierla dai suoi incubi. Ma un giorno Marella sente delle voci e vede una piccola ombra attraversare le stanze. Sono loro, i suoi bambini. E, solo per loro, Marella ritorna a vivere, in un gioco di sotterfugi e dissimulazione per nascondere a chi la considera pazza quelle presenze. La casa, il luogo in cui i bambini si manifestano, diventa al tempo stesso la sua prigione e il centro dei suoi affetti. Ne uscirà una volta sola e sarà la volta in cui il dramma si compirà…

I bambini di Moshe

I bambini di Moshe by Sergio Luzzatto
Sergio Luzzatto racconta qui l’avventura di un numero sorprendente di bambini ebrei, scampati alla Soluzione finale e rifugiati nell’Italia della Liberazione: circa settecento giovanissimi polacchi, ungheresi, russi, romeni, profughi dopo il 1945 tra le montagne di Selvino, nella Bergamasca. E racconta l’avventura di Moshe Zeiri, il formidabile ebreo galiziano che, ponendosi alla guida dei bambini salvati, consentirà loro di rinascere da cittadini del nuovo Israele. Questa è la storia di una redenzione. Tragicamente privati di una famiglia, di una casa, di una lingua, irreparabilmente derubati di ogni loro passato, gli orfani della Shoah vedono dischiudersi, grazie agli emissari sionisti, la prospettiva di un futuro nella Terra promessa: un futuro da costruire tutti insieme, maschi e femmine, come in una grande famiglia riunita in un «kibbutz Selvino».
I bambini di Moshe sono orfani della Shoah rinati alla vita nell’Italia della Liberazione. Sono giovanissimi ebrei d’Europa centrale e orientale sfuggiti allo sterminio nazista, che nel 1945 hanno incontrato un uomo come Moshe Zeiri: il militante sionista che fondò e diresse a Selvino, nella Bergamasca, l’orfanotrofio piú importante dell’Europa postbellica. Falegname per formazione, teatrante per vocazione, Moshe faceva parte di un piccolo gruppo di ebrei a loro volta originari dell’Europa centro-orientale. Giovani immigrati in Palestina negli anni Trenta, che fra il 1944 e il 1945 hanno risalito l’Italia come soldati volontari nel Genio britannico, per cercare di salvare il salvabile. Se non il loro «mondo di ieri», la civiltà yiddish irrimediabilmente distrutta, almeno gli ultimi resti del popolo sterminato. Dopo il drammatico suo incontro con i bambini sopravvissuti, Moshe Zeiri li organizza a Selvino in una specie di repubblica degli orfani, e attraverso l’educazione sionistica li prepara a una seconda vita. Non piú la vita rassegnata delle vittime, «laggiú», nelle terre di sangue della Soluzione finale, ma la vita libera e forte dei coloni di Eretz Israel, nella Terra promessa. D’altra parte, la storia dei bambini di Moshe è anche la storia di un’illusione. Perché dopo la guerra d’indipendenza del 1948, l’utopia del «kibbutz Selvino» avrebbe finito per scontrarsi, nello Stato di Israele, con la realtà di nuovi (e brutali) rapporti di forza.