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Quando ero piccola leggevo libri

Non tutti sanno che tra *Le cure domestiche*, il romanzo di esordio con il quale Marilynne Robinson divenne una celebrità negli Stati Uniti, e *Gilead*, la sua seconda opera narrativa, premiata con il Pulitzer e primo capitolo di una magnifica trilogia completata da *Casa e Lila*, sono trascorsi ben ventotto anni: dal 1980 al 2008. E non tutti sanno che in questo trentennio o poco meno la Robinson, ben lungi dal rimanere inattiva, si è cimentata ripetutamente con il genere saggistico, regalando ai suoi lettori una serie ininterrotta di perle.
Spaziando dalla meditazione teologica a riflessioni illuminanti sulla letteratura, dal ricordo autobiografico alla disamina di un’intera nazione e delle sue trasformazioni, i saggi di *Quando ero piccola leggevo libri* affrontano da un’angolazione nuova e complementare i grandi temi che sono al centro della sua narrativa – il clima politico e sociale degli Stati Uniti, la centralità della fede religiosa e la generosità di sguardo che ne deriva, la natura dell’individualismo americano e il mito del West – e compongono il ritratto intimo e ricco di sfaccettature di un’autrice che è considerata un vero e proprio classico contemporaneo.

Quando eravamo froci. Gli omosessuali nell’Italia di una volta

Stigmatizzati e sbattuti sulle prime pagine dei giornali, scherniti, dileggiati e picchiati, per disprezzo o per il semplice gusto della sopraffazione, spinti nei cellulari della polizia e trasferiti in commissariato per la schedatura. Questo e molto altro poteva accadere agli omosessuali in Italia, osteggiati da un senso comune diffuso, che veniva incoraggiato dalla morale cattolica e non contrastato da quella “progressista” di sinistra. “Quando eravamo froci” ci riconduce agli anni della dolce vita, quando la vita per i gay era tutt’altro che gaia. Clandestini, si cercavano, si riconoscevano da sguardi rapidi e furtivi, si incontravano, abbordavano i “maschi” in libera uscita dalla caserma e dalla famiglia, si accoppiavano furiosamente nei vespasiani o nelle file più appartate dei cinema rionali. Queste erano le condizioni in cui, fino agli anni sessanta, gli omosessuali vivevano e praticavano la loro sessualità, riuscendo persino a conquistarsi limitati spazi di felicità. Prima che, con l’apertura di spiragli di libertà e con l’embrionale rivendicazione dei propri diritti, si costituisse il futuro movimento gay. Andrea Pini ricostruisce con foto d’epoca e con interviste a protagonisti e testimoni diretti un periodo storico della condizione omosessuale, e insieme denuncia l’atteggiamento cinico e oppressivo della società circostante. Prefazione di Natalia Aspesi.

Quando eravamo eroi

Alex ha trentaquattro anni e sta per tornare in Italia. Dalla sua casa ad Amsterdam guarda una vecchia foto che lo ritrae adolescente insieme ai quattro amici che allora rappresentavano tutto il suo mondo. Gli stessi che ha abbandonato da un giorno all’altro senza una spiegazione, quindici anni prima. Lui, Melzi, Eva, Torquemada e Rodolfo erano indissolubili, fragili e bellissimi, esseri unici e uniti come alieni precipitati su un pianeta sconosciuto a cui non volevano, non sapevano conformarsi. Poi, qualcosa si è rotto. Ora che Alex sta per affrontare il passo più importante della sua vita, prima di chiudere i conti con quel passato e con la causa della sua fuga, ha bisogno di rivederli perché sente di dover confessare loro la verità. Una verità che lo ha portato ad un punto di non ritorno oltre il quale, di Alex, non resterà più nulla. Per Eva, Alex è stato il grande amore, per Rodolfo il rivale-amico che aveva rubato il cuore della ragazza di cui era innamorato, per Melzi un dio messo su un piedistallo, per Torquemada un enigma da risolvere. Nessuno è mai riuscito a superare il dolore di quell’abbandono che ha alterato il corso delle loro vite. Per questo, nonostante tutto, decidono di accettare l’invito di Alex a trascorrere tre giorni nella sua casa in campagna – meta e rifugio di tanti momenti passati insieme. Ma quando vi arriveranno, la rivelazione che li attende sarà infinitamente più scioccante di quanto avessero mai potuto immaginare. Sarà solo l’inizio di un weekend fatto di verità e confessioni, pianti e risate. Al loro risveglio, il lunedì mattina, nulla sarà più lo stesso. Un romanzo appassionato sulla forza dell’amicizia oltre il tempo e le metamorfosi, sul dolore e la meraviglia del diventare adulti, e sulla possibilità di essere, anche solo per un giorno, gli eroi della propria vita.

(source: Bol.com)

Quando Dio ballava il tango

Un libro di storie: storie di fatica, di speranza, di attesa spesso vana, di amore e soprattutto di nostalgia.
Un grande affresco argentino – sempre però con l’occhio rivolto all’Italia – che attraversa gli avvenimenti di un secolo intero: dagli scioperi della Patagonia negli anni Venti al tracollo economico del 2001.
Un romanzo di emigrazione, vista dalla parte delle donne: quelle che lasciano l’Italia coi loro uomini, quelle che rimangono ad attenderli, quelle che, di là del mare, addolciscono la vita degli uomini soli, pur sapendo di non potersi aspettare nulla.
Storie di uomini che fra le donne del Nuovo Mondo scelgono solo quelle che danno piacere per poche lire e che non vogliono legami duraturi, perché sognano di tornare in Italia, un giorno o l’altro. Storie di doppie vite, di sradicamento e di passioni mancate. Storie di donne che si raccontano come Corazón, al ritmo di una musica di Piazzolla.

Qualcuno a mezzanotte

Torino. Estate 1938. Nel parco del Valentino, non lontano dal Borgo Medioevale, viene trovato ucciso uno scrittore, soggettista per la Fert.

Qualcosa di meraviglioso

A diciotto anni che cos’è la vita se non un’incredibile avventura? E cosa c’è di più esaltante che viverla in due, innamorati, pronti a condividere emozioni, gioie e dolori per l’eternità? Erano questi gli ingenui pensieri con cui la giovane Brittany Forrest si apprestava a sposare Zachary Flynn, il seducente cattivo ragazzo capace di farla volare senza bisogno di ali. Ma le promesse nuziali non reggevano l’impatto con la realtà e dopo dieci giorni, turbolenti e tempestosi come è spesso il clima a Puffin Island, di quell’amore non rimaneva che un ricordo. Gli anni sono passati, Brittany ha placato la sua sete di avventura girando il mondo tra polvere e scavi archeologici, continuando a conservare un legame con l’isola al largo della costa del Maine. Nel cottage lasciatole dalla nonna a Puffin Island sa di poter sempre trovare un rifugio, un’oasi di serenità in ogni momento. E quando quel momento arriva, Brittany è sorpresa di scoprire che il suo ex marito ha fatto una scelta analoga. Rivederlo riapre vecchie ferite e alimenta scintille mai spente. Perché Zach è ancora capace di turbarla con una parola, un gesto, uno sguardo. Ora che entrambi sono più sàggi e disincantati, forse troveranno il modo di proteggere e far crescere quella meravigliosa alchimia che li lega. Perché la seconda volta sia per sempre.
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Qualcosa Che Ci Lega

Amelia Correia viveva in Brasile con la madre e dopo la morte di lei, avvenuta precocemente, rimase sola e si trasferì a Londra dal padre che aveva conosciuto all’età di nove anni.
A Londra, Amelia non ebbe problemi ad adattarsi, era una donna spigliata e dedita al lavoro e senza troppe difficoltà riuscì ad affermarsi come organizzatrice di eventi. Ricercata per la spiccata professionalità, ebbe a conoscere George, proprio durante un evento.
George, famoso gallerista, ricco e dal cuore di pietra, si circondava spesso di belle donne. Attratto dalla semplicità di Amelia, la tempestò di continue attenzioni. Lei, lusingata, gli cedette come un’adolescente. Non era più una ragazzina sprovveduta e pur lasciandosi andare a quella inusuale relazione, restò consapevole che il suo rapporto con George non sarebbe durato a lungo.
Il fascino di George, aveva portato Amelia a concedergli più di quanto lei era solito dare ai suoi partner, ma quando lui approfittò della fiducia da lei concessa, introducendo nella camera da letto “Omar” il bel tenebroso dal passato oscuro, la loro storia ebbe fine…facendo così perdere ad Amelia la fiducia negli uomini.
Il tempo, si sa, fa miracoli e guarisce le ferite. Trascorsi tre anni, Amelia si trovò a ballare in una festa, insieme ad un affascinante uomo dal corpo statuario e dagli occhi tanto chiari da sembrare di ghiaccio. Ma quell’uomo così affascinante quanto scostante, abbandonò Amelia al centro della pista senza un perché, ma il destino capriccioso….

Qualcosa

Qualcosa by Chiara Gamberale
La Principessa Qualcosa di Troppo, fin dalla nascita, rivela di possedere una meravigliosa ma pericolosa caratteristica: non ha limiti, è esagerata in tutto quello che fa. Si muove troppo, piange troppo, ride troppo e, soprattutto, vuole troppo.
Ma quando, per la prima volta, un vero dolore la sorprende, la Principessa si ritrova «un buco al posto del cuore». Com’è possibile che proprio lei, abituata a emozioni tanto forti, improvvisamente non ne provi più nessuna?
Smarrita, Qualcosa di Troppo prende a vagare per il regno e incontra così il Cavalier Niente che vive da solo in cima a una collina e passa tutto il giorno a «non-fare qualcosa di importante». Grazie a lui, anche la Principessa scopre il valore del «non-fare», del silenzio, perfino della noia: tutto quello da cui è abituata a fuggire. Tanto che, presto, Qualcosa di Troppo si ribella. E si tuffa in Smorfialibro, il nuovo modo di comunicare per cui tutti nel regno sembrano essere impazziti, s’innamora di un Principe sempre allegro, di un Conte sempre triste, di un Duca sempre indignato e, pur di non fermarsi e di non sentire l’insopportabile «nostalgia di Niente» che la perseguita, vive tante, troppe avventure… Fino ad arrivare in un misterioso luogo color pistacchio e capire perché «è il puro fatto di stare al mondo la vera avventura».
Chiara Gamberale, abituata a dare voce alla nostra complessità, questa volta si concentra sul rischio che corriamo a volere riempire ossessivamente le nostre vite, anziché fare i conti con chi siamo e che cosa vogliamo.
Grazie a un tono sognante e divertito, e al tocco surreale delle illustrazioni di Tuono Pettinato, Qualcosa ci aiuta così a difenderci dal Troppo. Ma, soprattutto, ci invita a fare pace col Niente.

Il quadro di Lily (Scandali e guai Vol. 2)

Scandali e guai 2
Londra, 1834 – A causa del suo passato e delle sue origini scozzesi il Duca di Warnick detesta tutto ciò che è inglese, soprattutto l’aristocrazia. Per questo, nonostante abbia ereditato uno dei più antichi ducati d’Inghilterra, non vuole averci nulla a che fare. A maggior ragione dopo aver appreso che allo sgradito titolo si accompagna anche il ruolo di tutore di una donna troppo indipendente e bella perché lui possa occuparsene. Si reca quindi a Londra con un unico obiettivo: trovarle un marito e farla così diventare il problema di qualcun altro. Sarebbe un piano perfetto, se solo Miss Lillian Hargrove non si trovasse in un grosso guaio e non avesse davvero bisogno del suo aiuto. Costretto a starle accanto per salvarla da un terribile scandalo legato a un quadro, Warnick finirà per scoprire che, dopotutto, in Inghilterra c’è qualcosa che gli piace… anche troppo!
UN QUADRO SCANDALOSO, UN COMPITO SECCANTE… UN AMORE INASPETTATO!
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### Sinossi
Scandali e guai 2
Londra, 1834 – A causa del suo passato e delle sue origini scozzesi il Duca di Warnick detesta tutto ciò che è inglese, soprattutto l’aristocrazia. Per questo, nonostante abbia ereditato uno dei più antichi ducati d’Inghilterra, non vuole averci nulla a che fare. A maggior ragione dopo aver appreso che allo sgradito titolo si accompagna anche il ruolo di tutore di una donna troppo indipendente e bella perché lui possa occuparsene. Si reca quindi a Londra con un unico obiettivo: trovarle un marito e farla così diventare il problema di qualcun altro. Sarebbe un piano perfetto, se solo Miss Lillian Hargrove non si trovasse in un grosso guaio e non avesse davvero bisogno del suo aiuto. Costretto a starle accanto per salvarla da un terribile scandalo legato a un quadro, Warnick finirà per scoprire che, dopotutto, in Inghilterra c’è qualcosa che gli piace… anche troppo!
UN QUADRO SCANDALOSO, UN COMPITO SECCANTE… UN AMORE INASPETTATO!

Il Quaderno: Testi Scritti Per Il Blog. Settembre 2008 – Marzo 2009

Il Quaderno: Testi scritti per il blog. Settembre 2008 – marzo 2009 by José Saramago
**NOBEL LETTERATURA 1998** Dagli ultimi atti del mandato di George W. Bush alle intemperanze del nostro ex presidente del consiglio, dalla crisi finanziaria che ha sconvolto i mercati occidentali alle polemiche su Guantánamo, dalla libertà limitata di Roberto Saviano ai bombardamenti sulla Striscia di Gaza. Il Quaderno raccoglie gli interventi pubblicati da Saramago sul suo blog tra il settembre 2008 e il marzo 2009: contributi fulminei e taglienti capaci di stilare una lucida e ironica diagnosi del nostro presente.

Il quaderno dei nomi perduti

*Amore è solo una parola ma contiene mondi interi. Alla fine, è tutto ciò che conta.*
Di cosa è fatta davvero una vita? Cosa vale la pena salvare dalla sabbia impalpabile dei giorni, degli anni? Se lo chiede, sola nel suo appartamento a Stoccolma, l’anziana Doris. La risposta è racchiusa in un quaderno molto speciale. Quello che il padre le regalò per il suo decimo compleanno, e che lei vuole lasciare all’inquieta nipote Jenny. Alle sue pagine ingiallite Doris ha consegnato tutti i nomi della sua lunga e tumultuosa esistenza: Stoccolma, Parigi, New York. Madame Serafin, Gösta il pittore, l’ingenua sorella Agnes. E Allan. Parenti, nemici, amanti; ognuno occupa un posto cruciale nel romanzo della sua vita, ognuno ha una storia e tocca a Doris, adesso, raccoglierle. Per riannodare le fila di un destino che, malgrado tutto, prepara gli ultimi colpi di scena. E ritrovare il senso di un viaggio che forse si chiama amore.
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### Sinossi
*Amore è solo una parola ma contiene mondi interi. Alla fine, è tutto ciò che conta.*
Di cosa è fatta davvero una vita? Cosa vale la pena salvare dalla sabbia impalpabile dei giorni, degli anni? Se lo chiede, sola nel suo appartamento a Stoccolma, l’anziana Doris. La risposta è racchiusa in un quaderno molto speciale. Quello che il padre le regalò per il suo decimo compleanno, e che lei vuole lasciare all’inquieta nipote Jenny. Alle sue pagine ingiallite Doris ha consegnato tutti i nomi della sua lunga e tumultuosa esistenza: Stoccolma, Parigi, New York. Madame Serafin, Gösta il pittore, l’ingenua sorella Agnes. E Allan. Parenti, nemici, amanti; ognuno occupa un posto cruciale nel romanzo della sua vita, ognuno ha una storia e tocca a Doris, adesso, raccoglierle. Per riannodare le fila di un destino che, malgrado tutto, prepara gli ultimi colpi di scena. E ritrovare il senso di un viaggio che forse si chiama amore.

Quaderni 1957-1972

Alla morte di Cioran, fra i suoi manoscritti furono trovati trentaquattro quaderni dalle copertine identiche. Erano, come si scoprì, i testi a cui per quindici anni, dal giugno 1957 al novembre 1972, egli aveva consegnato la parte più intima e segreta di sé, senza mediazioni di alcun genere. Ma non si tratta di un diario che registra giorno per giorno avvenimenti e pensieri. Sono piuttosto appunti dove si accumulano le annotazioni più varie: brevi, tumultuose riflessioni, sentenze fulminanti, osservazioni su letture, impressioni musicali, ritratti di amici – fra i quali Ionesco, Michaux, Beckett – e di nemici, rapide fughe da Parigi, aneddoti, considerazioni sulla storia e sul corso dei tempi, ossessioni, capricci. E la prima reazione che si imporrà al lettore sarà di sbalordimento: quante, incalcolabili cose, e con quanta asciuttezza e rapidità, in ogni ambito, Cioran sapeva capire e farci capire… Viste nel loro insieme di laboratorio segreto, queste pagine diventano poi la rivelazione di una inconfondibile fisiologia, di una sensibilità esasperata che sa presentarsi con il dono dell’immediatezza. Fra parossismi di furore e attacchi di angoscia, Cioran riesce a dirci della vita quelle cose nascoste che si fanno evidenti soltanto a un cronico insonne, malato di lucidità, che poteva dire, con precisione letterale: «la notte mi circola nelle vene». I *Quaderni* sono apparsi per la prima volta nel 1997.

Il puzzle Moro

Il puzzle Moro: Da testimonianze e documenti inglesi e americani desecretati, la verità sull’assassinio del leader Dc by Giovanni Fasanella
**Le verità che mancavano sul più importante** **delitto politico del dopoguerra**
La vicenda Moro costituisce un caso internazionale per eccellenza. Ancora da raccontare nei suoi risvolti più oscuri. Tra gli anni Sessanta e Settanta la politica estera morotea, soprattutto quella mediterranea, e il disgelo nella politica interna tra Dc e Pci rappresentarono un pericolo gravissimo per gli equilibri mondiali. L’Italia andava fermata. A tutti i costi.
Sulla base di documenti desecretati a Londra e a Washington (e delle recenti acquisizioni dell’ultima commissione d’inchiesta parlamentare sul caso Moro), Giovanni Fasanella dimostra che una parte delle amministrazioni Usa, con gli inglesi e la complicità a vari livelli e in fasi successive di Francia, Germania e Unione Sovietica insieme con Cecoslovacchia e Bulgaria, avevano interessi convergenti a fermare Moro. Come confermano anche le testimonianze di ambasciatori e politici dell’epoca riportate in questo libro.
L’autore riesce a saldare in un racconto avvincente testimonianze e documenti inediti, offrendoci per la prima volta la ricostruzione completa del contesto internazionale e delle complicità interne in cui maturò il delitto Moro. Solo così possiamo capire davvero le cause che stanno alla radice di molti episodi terroristici e individuare chi aveva interesse a destabilizzare la nostra democrazia.
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**“Dobbiamo scoraggiare le iniziative indipendenti** **del governo italiano nel Mediterraneo e in Medio Oriente.”**
Nota interna del Foreign Office, 1970
**“Azione a sostegno di un colpo di Stato in Italia** **o di una diversa azione sovversiva.”**
Titolo di un documento top secret del governo britannico contro la politica di Aldo Moro, 1976
**“Le ingerenze sono, sempre e comunque, di parte.** **Tuttavia, nel caso dell’Italia, dobbiamo fare qualcosa** **di concreto e non limitarci a discutere.”**
Reginald Hibbert, sottosegretario del Foreign Office con delega alle questioni europee, 1976
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**“L’influenza di Moro e Berlinguer sulla politica estera italiana è forte** **e potrebbe avere serie ripercussioni…** **Il governo italiano va mantenuto sulla giusta via.”**
Rapporto dell’ambasciatore britannico a Roma Alan Hugh Campbell, 1977