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Attraverso l’Atlantico in pallone

Mister Kelly, un ricco yankee, ingegnere di fama, raccoglie una sfida incredibile, quella di raggiungere l’Africa, partendo dall’America, quindi attraversare l’Oceano Atlantico, a bordo di un pallone aerostatico, il “Washington”, da lui stesso progettato. A bordo ci sono il suo aiutante e tuttofare negro Simone e l’irlandese Harry O’Donnell, ricercato dalla polizia e scampato all’arresto proprio per essersi imbarcato sull’aerostato. Il vento, le tempeste, i pericoli dell’aria, saranno sufficienti a impedire la realizzazione del viaggio?

L’attore

Gli piace il cinema, questo è certo. Ma soprattutto gli piacciono i più famosi delitti hollywoodiani: la scena della doccia di “Psycho”, a esempio. Però, quando lui la “replica”, sotto la doccia non c’è Janet Leigh e le immagini non sono in bianco e nero. C’è una giovane donna ignara. Il sangue è rosso. E il coltello uccide realmente. Quanto al pubblico, poi, basta inserire la “nuova” scena in una normale cassetta a noleggio e aspettare che qualcuno decida di trascorrere la serata guardando un bel film… Al dipartimento di polizia di Philadelphia l’hanno soprannominato l’Attore e che sia uno psicopatico non c’è dubbio. Tuttavia c’è del metodo nella sua follia sanguinaria, un metodo che i detective Jessica Balzano e Kevin Byrne sono determinati a scoprire. Cosa non facile, perché la città intera sembra proteggere quell’assassino, come se fosse decisa a tenere ben nascosti i suoi segreti più turpi. Invece l’Attore sa tutto… Non c’è scelta: per seguirne le tracce, i due detective dovranno immergersi in un universo malato, che venera il corpo umano soltanto per corromperlo e sfruttarlo, dovranno sporcarsi le mani. E non soltanto di sangue…

Atto d’amore

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Per le strade di Houston si aggira un moderno Jack lo Squartatore, e Marvin Hanson e Joe Clark sono i poliziotti incaricati dell’indagine. Hanson in particolare, un detective nero, è disgustato dagli omicidi, dalla loro ripugnante violenza, e si dedica alla caccia con un sentimento di vendetta personale. Ma l’inchiesta è un tuffo nel dolore e nell’ambiguità, un itinerario in cui è facile perdere la ragione e trasformarsi a propria volta in ciò che più si odia.
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Atti innaturali, pratiche innominabili

minimum fax riporta in libreria un’altra strepitosa raccolta di short stories di Donald Barthelme. Questi racconti sono veri e propri classici della narrativa postmoderna: «Il pallone», per esempio, è ricordato da David Foster Wallace come «il primo racconto che mi ha fatto venire voglia di diventare uno scrittore». Lo stile di Barthelme è quello sperimentale e pirotecnico che i lettori di Ritorna, dottor Caligari già conoscono e amano; nei suoi racconti è facile trovare una metropoli contemporanea invasa dai pellerossa, un pallone aerostatico che si espande fino a coprire il cielo di Manhattan, un Esame Nazionale per gli Scrittori con tanto di diploma finale, e Bob Kennedy in mantellina nera, maschera e spada: Barthelme riesce come nessun altro a mescolare i materiali pop della cultura americana, di ridisegnare l’universo in maniera esilarante, inquietante o commovente. Con una prefazione scritta da Aimee Bender in esclusiva per questa edizione.

Attenzione, dischi volanti!

In una delle zone più deserte dell’Arizona, in un giorno d’ottobre del 1961, atterra un disco volante. Da uno degli oblò esce uno strano essere. Ha forme vagamente umanoidi, perché ha una testa, due gambe e due braccia, ma somiglia più a un vegetale che a un uomo. Il Servizio Segreto americano non riesce a capirne nulla; ma dalla Russia, dove un agente americano vive sotto falso nome, giungono informazioni: non soltanto i dischi volanti sono atterrati in Russia, ma i loro occupanti, i Marziani, vi hanno creato una base. Una scienziata russa, Vera, ha già fatto un viaggio con loro sino a Marte, per stringere fra la Russia e Marte un patto di alleanza che li renderà padroni assoluti della Terra. L’invasione è stata stabilita per il giorno di Natale del 1961. Riusciranno Marziani e Russi ad attuare il loro piano? Questo è l’interrogativo che il romanzo risolve. E lo risolve in modo vivo, interessante con un fatto nuovo ad ogni pagina e un’immagine del mondo marziano assolutamente originale.
Copertina di: Curt Caesar

Attenti Alle Rose

Sergio viene abbandonato dopo tanti anni di matrimonio dalla moglie Gianna, stanca dell’aura di indifferenza calata sul loro rapporto. Sergio è distrutto. Si lascia tentare da amori mercenari ma non si consola, perché, apparentemente, non ci può essere consolazione. Eppure, a poco a poco, qualcosa di profondo, che era come assopito, si ridesta. Sergio comincia a entrare in sintonia col mondo circostante, ed ecco allora fiorire delle “rose”, un giardino di nuove consapevolezze dove le donne appaiono a Sergio in tutta la loro forza, fragilità, il loro coraggio. E neppure il tarlo della gelosia nei confronti di sua moglie, che pure sembra dettargli atti estremi, riuscirà a uccidere quella struggente fioritura. Perché Sergio ha imparato sulla sua pelle che le donne sono dei fiori, delicati ma pungenti come e più delle rose. Pino Roveredo, in questo suo nuovo romanzo, si ricollega alle fonti della sua ispirazione: quell’anima popolare del mondo da cui discende uno stile e una lingua incantati, che vengono da lontano, da una originaria poeticità da cantastorie, che si riverbera nel suo scrivere con tonalità ora liriche, ora epiche, ora ironiche o quasi beffarde.

(source: Bol.com)

Attacco al cielo

Ventitrè anni dopo lo sbarco su Sopramondo dei laceri fuggiaschi guidati da Toller Maraquine (come narrato in Sfida al cielo, Urania 1053), il ricordo del disperato esodo dal pianeta gemello infestato dal contagio degli insidiosi ptertha inizia finalmente ad affievolirsi. Il nuovo pianeta è stato colonizzato e la vita scorre pacifica, ma un giorno compaiono in cielo strane astronavi. Giungono da Mondo, dove i superstiti sono ora immuni al veleno degli ptertha e obbediscono a un nuovo signore i cui occhi ambiziosi si sono posati su Sopramondo. E’ l’inizio di una guerra sanguinosa, combattuta fra astronavi di legno e sotto la minaccia dell’antico contagio di cui sono portatori gli aggressori di Mondo… un conflitto destinato ad attirare l’attenzione di una razza aliena dai poteri incredibili.
Copertina di Karel Thole

L’atomo infinito

Si chiude, con questo romanzo, la trilogia di Campbell i cui due primi volumi sono usciti rispettivamente nei numeri 366 e 370 di Urania. L’eroe è ancora Aarn Munro, il gioviano dalla mente sovrumana; ma agli orizzonti cosmici, avveniristici, delle sue peripezie, contrasta qui un mito antichissimo: quello dei Centauri. Sono realmente esistite queste favolose creature metà uomo e metà cavallo? E’ possibile che si trattasse in realtà di “invasori” venuti dallo spazio? E in tal caso è possibile che ritornino un giorno sulla Terra?
Copertina: Karel Thole

L’atomo azzurro

Dove spariscono gli uomini e le donne avvolti dalla luce azzurra? Un nuovo pericolo minaccia astronauti e pionieri spaziali: un globo luminoso dotato – a quanto sembrerebbe – di intelligenza propria getta il panico sui mondi conquistati dai terrestri. Ma soprattutto si accanisce contro chiunque dimostri troppa curiosità, e cerchi di penetrare il grande segreto del Sistema Solare. E’ una lunga, pericolosa, difficile lotta contro un avversario di cui non si conoscono né l’aspetto, né la forza, né gli scopi.
**Ristampa del n. 302*

Atala

Un giovane indiano, di nome Chactas, viene catturato all'età di vent'anni da una tribù nemica e condannato a morte. Atala, figlia cristiana del capo tribù, riesce a farlo liberare, ma lui rifiuta di partire senza di lei, cosicché i due partono insieme. Atala ama Chactas, ma per ragioni misteriose non si concede a lui, cerca anzi di allontanarlo e di fuggirgli. I due, errando nella foresta, incontrano un missionario, padre Aubry. È davanti a lui che viene svelato il segreto: la madre di Atala fece un voto alla Vergine, ovvero che se sua figlia fosse nata sana nonostante la difficile gravidanza, quest'ultima sarebbe rimasta casta. Così, pur di non venir meno al voto fatto, Atala si avvelena e muore per non cedere alla tentazione dell'amore per Chactas.

Astronavi nell’abisso

Lo spazio è l’abisso, il grande Vuoto; i comandanti delle astronavi sono Ufficiali del Vuoto. Questa è la storia di uno di loro: Genro Kane Gupta, capitano della Dragon Zephir e cacciatore sgiunzagliato nella galassia. Ma un giorno Genro Kane incontra Dominique Alia Wu, splendida e misteriosa Pilota del Vuoto, e le cose cambiano. Perchè Dominique non è un pilota come tutti gli altri; perchè lo sfibrante esercizio necessario a muovere le astronavi non la consuma lentamente nè la uccide; e soprattutto perchè ha una richiesta senza precedenti da fare al comandante: permettere alla Dragon Zephir di fare il Salto alla Cieca, violando le regole più elementari della sicurezza nello spazio!
Copertina di Franco Brambilla

Astronave senza tempo

Sui numerosi pianeti che formano la federazione abitata dalla civiltà leonina dei Phelex Sapiens, la parola di Controllo è legge. Composto dall’azione congiunta di due computer telepatici, Largo e Czandra, operanti ai poli opposti dell’universo conosciuto, Controllo è l’entità suprema che governa tutti i mondi colonizzati, e per conquistarsi l’immortalità ha lanciato ora il Progetto Cancelar, che richiede come prima condizione il collasso dell’universo e l’eliminazione di ogni altra forma di vita. Per riuscire nel suo intento dovrà distruggere i suoi più strenui avversari, i Diavoliti del Quadrante Oscuro, e rendere inefficace la ben più grave minaccia costituita da due amanti maledetti, Dermaq e Gerain, che sulla mitica astronave Firebird si apprestano a contrastare il Progetto Cancelar modificando l’intero equilibrio gravitazionale dell’universo. Senza parlare dell’altra possibilità aperta a Controllo: approfittare di un paradosso temporale per indurre Dermag a uccidere se stesso in un’altra età…
Copertina di Karel Thole

L’astronave dei dannati

Un’astronave generazionale, la Argonos, di cui nessuno ricorda il mondo d’origine. Un pianeta terrificante che sembra il posto ideale per un ammutinamento (“con centinaia di ossa sparpagliate sul terreno, brandelli di carne…”) e un prigioniero, Bartolomeo Aguilera, che gli ammutinati saranno costretti a liberare quando sulla scena di quel mondo infernale arriva un’altra nave, misteriosa e impregnata di forze demoniache… Sono solo le premesse della prima space opera di Richard Paul Russo, l’indimenticabile autore del ciclo di Carlucci.

L’astronave che sapeva

Venya Mitexi è scomparso nel nulla e sua sorella, una donna enigmatica ma piena di risorse, ingaggia un abile astronauta – Reverdy Jian per trovarlo. Con Reverdy si imbarcano Imre Vaughn e Red, membri di un equipaggio molto particolare. Insieme, i tre devono misurarsi con un’astronave che non solo viaggia più veloce della luce, ma rappresenta un’intelligenza artificiale che conosce bene i suoi diritti ed è il frutto di lunghe ricerche nel campo della cibernetica. Le sorprese sono appena incominciate: Venya Mitexi, I’uomo scomparso, è infatti il progettista della nave nonché il fondatore del Movimento per i Diritti Civili delle Intelligenze artificiali. Melissa Scott, I’autrice di questa intelligente “space opera” , è una brillante promessa della sf americana e questo è forse, a tutt’oggi, il suo romanzo più divertente e profetico. “L’accurato resoconto di un’intelligenza fatta schiava per viaggiare fra le stelle”. (John Clute).
Copertina: Oscar CHICONI