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I ribelli del Bounty

Nel 1788 il Bounty, veliero della marina reale britannica, si prepara a salpare per l’Oceano Pacifico. E’ comandato dal sottotenente William Bligh, un uomo talmente duro nei confronti del suo equipaggio che fra i marinai scoppia la rivolta. Bligh e altri 18 uomini vengono abbandonati in pieno oceano in una piccola scialuppa. Il Bounty gira la prua e viaggia a gonfie vele verso la Polinesia, verso la libertà. Ma i marinai sanno che verranno catturati, a Londra li aspetterà la morte. Questo volume riporta l’allegato di giochi e test.
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I ribelli

Maestro delle passioni, Márai si dedica in questo romanzo non già ai triangoli amorosi ma a un altro legame che può raggiungere una tensione rovente: quello che tiene insieme un gruppo di adolescenti in rivolta contro tutto e pronti a tutto. E riesce a far penetrare il lettore al centro di un groviglio di errori e furori, complicità e tradimenti, insofferenze e viltà – di attrazioni inconfessabili e di ambigue ripulse. Qui la materia è offerta dalle vicissitudini e dalle avventure di un gruppo di ragazzi, anzi una banda come loro stessi si definiscono, nella tarda primavera del 1918, in una cittadina dell’Alta Ungheria lontana dal fronte, dove la vita, placida e sonnacchiosa in apparenza, è profondamente inquinata dalle venefiche esalazioni della guerra. Abbandonati a se stessi mentre i padri combattono chissà dove, in balìa soltanto dei demoni della loro «rivolta contro l’utile e il pratico», della loro fantasia e della loro tracotanza – e anche di un erotismo tanto più acceso quanto più implicito –, dichiarano guerra al mondo degli adulti inventandosi giochi molto, troppo pericolosi. Un oscuro commediante, che diventa il loro mentore occulto coinvolgendoli nelle sue trame perverse, li trascinerà verso un epilogo tragico e inevitabile. Apparso a Budapest nel 1930, I ribelli non fu più ripubblicato finché, nel 1988, Márai ne fece una sorta di preambolo all’ampio ciclo L’opera dei Garren, e lo rimaneggiò apportandovi parecchie modifiche. Su questa stesura si è fondata Marinella D’Alessandro, offrendo però al lettore in appendice i passi espunti.

I racconti inediti Vol 2

I racconti inediti di uno dei più famosi e apprezzati autori di genere di tutti i tempi: Philip Kindred Dick. L’opera complessiva, presentata in due volumi nella collana economici tascabili, contiene diciassette racconti di ottimo livello ancora inediti in italia, come Cripta di cristallo, Mutazione imperfetta, Allucinazioni e altri ancora, oltre alle preziose tracce di due romanzi che Dick non riuscì mai a scrivere. In appendice, per dare sapore al tutto, il curatore della raccolta Sandro Pergameno ha aggiunto un interessante saggio del critico e accademico inglese Anthony Wolk su P.K.D.. Come tutte le letture di questo profondo e geniale autore, difficilmente si riesce a comprendere quale sia il paradosso e quale la realtà, e l’immersione nella sua prosa pulita e allucinatoria ci riporta ad atmosfere entusiasmanti di cui la narrativa contemporanea tout-court pare debitrice e in qualche modo deficitaria.

I racconti inediti Vol 1

I racconti inediti di uno dei più famosi e apprezzati autori di genere di tutti i tempi: Philip Kindred Dick. L’opera complessiva, presentata in due volumi nella collana economici tascabili, contiene diciassette racconti di ottimo livello ancora inediti in italia, come Cripta di cristallo, Mutazione imperfetta, Allucinazioni e altri ancora, oltre alle preziose tracce di due romanzi che Dick non riuscì mai a scrivere. In appendice, per dare sapore al tutto, il curatore della raccolta Sandro Pergameno ha aggiunto un interessante saggio del critico e accademico inglese Anthony Wolk su P.K.D.. Come tutte le letture di questo profondo e geniale autore, difficilmente si riesce a comprendere quale sia il paradosso e quale la realtà, e l’immersione nella sua prosa pulita e allucinatoria ci riporta ad atmosfere entusiasmanti di cui la narrativa contemporanea tout-court pare debitrice e in qualche modo deficitaria.

I racconti di Sebastopoli: VERSIONE INTEGRALE

Nell’inverno del 1854 un giovane entusiasta Tolstòj, allora ufficiale d’artiglieria, chiese e ottenne di essere trasferito nel Caucaso, nella città di Sebastopoli assediata dai francesi e dai loro alleati turchi. Animato da un fervente patriottismo e da un’idea nobile della battaglia, il servizio effettivo sul campo gli insegnò presto gli orrori e le meschinità della guerra, mostrandogli soprattutto le deplorevoli condizioni in cui versava la fanteria russa, (una disarmante sorpresa per un ventiseienne aristocratico proveniente da Mosca, quale lui era), evidente sintomo della debolezza della monarchia russa. Iniziò con vivida lucidità a registrare sul suo diario quello che accadeva durante le diverse fasi d’assedio, e l’effetto che esso sortiva sugli uomini comuni e sui compagni d’armi. Il suo massimo obiettivo era catturare la verità in tutta la sua crudezza, per mostrare al pubblico colto del suo paese il coraggio e la viltà, la vanità e l’eroismo, l’esaurimento sia fisico che emotivo dei difensori che i dispacci militari non erano in grado di comunicare. Ne I racconti di Sebastopoli, pubblicati separatamente fra il 1855 e il 1856, nei quali già s’intravede il genio che in seguito scriverà quello che forse è il più grande romanzo mai scritto, Guerra e pace, Tolstòj riuscì ad esprimere in modo magistrale il fascino dell’uomo verso la guerra, la gioia quasi infantile di fronte alla prospettiva di assistere al conflitto, ma anche l’intorpidimento emotivo nell’affrontare la morte, infine il dissidio dell’uomo di fede nell’accettare, senza poter giustificare, l’inferno che gli uomini sono capaci di ricreare in terra.

I racconti della Kolyma

Racconti spesso molto brevi, dedicati a un qualche “caso” della vita quotidiana nella funesta regione dei lager della Kolyma: un’occasione di abbruttimento, depravazione, assurdità, barbarie, abiezione, pietà, solidarietà, coraggio, lotta per la sopravvivenza, resa, morte; una qualsiasi delle occasioni che hanno segnato il destino di milioni di esseri umani (decine di milioni: non conosceremo mai il loro numero) nella Russia sovietica. Nulla riscatta l’orrore di questo macabro mondo, neanche la natura, che con la sua asprezza sembra allearsi con gli aguzzini per facilitarne il compito, una natura maligna che ruba le ultime briciole di umanità. Eppure a quella natura Salamov sa dare anima in subitanei, velocissimi squarci visionari, e la cosa crudele che circonda i prigionieri prende vita e testimonia di una lotta tra forze primordiali in cui l’uomo è soltanto timida comparsa. Ognuno, dopo aver letto questo libro, sperimenterà la morbosa ossessione del pane che ispira le cronache dei campi di concentramento. Ma si chiederà anche perplesso da dove, da chi venga a Salamov quella tenera ironia che a tratti illumina l’universo torturante che gli diede in sorte la storia. “I racconti della Kolyma” apparvero per la prima volta in volume nel 1978 in Occidente e nel 1992 in Russia.
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I racconti dei Vedovi Neri

I Vedovi Neri sono un gruppetto di rispettabili signori che una volta al mese si riuniscono a cena, senza le mogli, per risolvere un piccolo o grande mistero. Che cosa è stato rubato a un collezionista sicuro di aver subito un furto, ma incapace di individuare l’oggetto mancante? Quale segreto nasconde una collezione di bustine di fiammiferi? Come fa una ragazza a “vedere” un incendio mezz’ora prima che scoppi, a migliaia di chilometri di distanza? Cosa si nasconde dietro un’edizione completa delle opere di Shakespeare? Uno dei più grandi scrittori di fantascienza di tutti i tempi si cimenta con il giallo creando dodici racconti-rompicapo il cui deus ex machina, degno della miglior tradizione degli Sherlock Holmes e dei Poirot, è un impagabile cameriere che porge la sorprendente soluzione dei misteri con la stessa grazia discreta con cui versa vino d’annata.

I quattro portalettere

John Malone, l’avvocato perseguitato da casi impossibili, ha trovato finalmente un cliente in grado di pagare la parcella. Un enigmatico assassino si accanisce contro i postini di Chicago, e quel cerbero del capitano von Flanagan ha già trovato il suo capro espiatorio: Rodney Fairfaxx, un vecchìo miliardario eccentrico che attende da anni una lettera della sua fidanzata perita nel naufragio del Titanic ed è convinto che le poste americane gliel’abbiano sottratta. Malone, incaricato di difendere Fairfaxx in tribunale, deve trovare il vero assassino prima che stermini tutti i postini della città.

I quarantanove racconti (Oscar classici moderni Vol. 78)

«Andando dove devi andare, e facendo quello che devi fare, e vedendo quello che devi vedere, smussi e ottundi lo strumento con cui scrivi. Ma io preferisco averlo storto e spuntato, e sapere che ho dovuto affilarlo di nuovo sulla mola e ridargli la forma a martellate e renderlo tagliente con la pietra, e sapere che avevo qualcosa da scrivere, piuttosto che averlo lucido e splendente e non avere niente da dire.» Così, nella prefazione a questa raccolta, Hemingway descrive il suo duro lavoro sulla scrittura, fucina di uno stile inconfondibile. Uno stile asciutto e rigoroso, capace di dare risonanza all’esperienza individuale senza perdere il contatto con gli elementi della realtà che la fondano.
*I quarantanove racconti*, riuniti in volume dall’autore nel 1938, sono stati considerati fin dal loro apparire una delle opere fondamentali di Ernest Hemingway, forse il punto più alto e rappresentativo della sua tecnica narrativa. Accanto a un gruppo di storie che hanno per protagonista Nick Adams – alter ego dell’autore -, spiccano alcuni racconti dall’architettura perfetta, fra cui *Le nevi del Kilimangiaro*, *La breve vita felice di Francis Macomber* e *Colline come elefanti bianchi*.
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### Sinossi
«Andando dove devi andare, e facendo quello che devi fare, e vedendo quello che devi vedere, smussi e ottundi lo strumento con cui scrivi. Ma io preferisco averlo storto e spuntato, e sapere che ho dovuto affilarlo di nuovo sulla mola e ridargli la forma a martellate e renderlo tagliente con la pietra, e sapere che avevo qualcosa da scrivere, piuttosto che averlo lucido e splendente e non avere niente da dire.» Così, nella prefazione a questa raccolta, Hemingway descrive il suo duro lavoro sulla scrittura, fucina di uno stile inconfondibile. Uno stile asciutto e rigoroso, capace di dare risonanza all’esperienza individuale senza perdere il contatto con gli elementi della realtà che la fondano.
*I quarantanove racconti*, riuniti in volume dall’autore nel 1938, sono stati considerati fin dal loro apparire una delle opere fondamentali di Ernest Hemingway, forse il punto più alto e rappresentativo della sua tecnica narrativa. Accanto a un gruppo di storie che hanno per protagonista Nick Adams – alter ego dell’autore -, spiccano alcuni racconti dall’architettura perfetta, fra cui *Le nevi del Kilimangiaro*, *La breve vita felice di Francis Macomber* e *Colline come elefanti bianchi*.

I premi Hugo dal 1976 al 1983

Continua la rassegna dei romanzi brevi e racconti che hanno vinto i Premi Hugo. Questa volta l’Antologia, curata da Sandro Pergameno, raccoglie le storie vincitrici degli Hugo tra il 1976 e il 1983. Dal libro sono assenti quattro storie, che non inserisco poiché presenti in altre antologie che metterò nelle prossime settimane. I Racconti: 1976 – Il Boia torna a casa di Roger Zelazny, Ai confini di Sol di Larry Niven, L’ingegner Doll di Fritz Leiber. 1977 – Houston, Houston ci sentite? di James Tiptree Jr., Con qualunque altro nome di Spider Robinson, L’uomo del bicentenario di Isaac Asimov, Tricentenario di Joe Haldeman. 1978 – Stardance di Spider e Jeanne Robinson, Occhi d’ambra di Joan D. Vinge, Jeffty ha cinque anni di Harlan Ellison. 1979 – La luna dei cacciatori di Poul Anderson, Cassandra di Carolyn J. Cherryh. 1980 – Mio caro nemico di Barry Longyear. 1981 – Il mantello e il bastone di Gordon R. Dickson, La grotta dei cervi danzanti di Clifford Simak. 1982 – Il gioco di Saturno di Poul Anderson, La variante dell’unicorno di Roger Zelazny, Lo spacciatore di John Varley. 1983 – Anime di Joanna Russ, Servizio antincendio di Connie Willis e Elefanti malinconici di Spider Robinson.

I premi Hugo dal 1970 al 1975

TERZO VOLUME: 1970-1975 La nave delle ombre di Fritz Leiber Brutto incontro a Lankhmar di Fritz Leiber Scultura lenta di Theodore Sturgeon Regina dell’aria e della notte di Poul Anderson Luna incostante di Larry Niven Il mondo della foresta di Ursula K. Le Guin Orfeo secondo di Poul Anderson La riunione di Frederik Pohl & C.M. Kornbluth La madre di Eurema di R.A. Lafferty La ragazza collegata di James Tiptree Jr. L’uccello di morte di Harlan Ellison Quelli che si allontanano da Omelas di Ursula K. Le Guin Un canto per Lya di George R.R. Martin Alla deriva appena al largo delle isolette di Langerhans: Latitudine 38° 54′ N Longitudine 77° 00′ 13″ O di Harlan Ellisoin L’uomo del buco di Larry Niven

I premi Hugo dal 1963 al 1970

SECONDO VOLUME: 1963-1970 I signori dei draghi di Jack Vance Nessuna tregua con i re di Poul Anderson Soldato, non chiedere! di Gordon R. Dickson “Pentiti, Arlecchino!” disse l’Uomo del Tic-Tac di Harlan Ellison L’ultimo castello di Jack Vance Stella di neutroni di Larry Niven La cerca del Weyr di Anne McCaffrey I Cavalieri del Salario Purpureo, ovvero La Grande Abbuffata di Philip José Farmer Alea iacta est di Fritz Leiber Non ho bocca, e devo urlare di Harlan Ellison Ali della notte di Robert Silverberg La comunione della carne di Poul Anderson La bestia gridava amore al cuore del mondo di Harlan Ellison Il tempo considerato come una spirale di pietre semipreziose di Samuel R. Delany

I premi Hugo dal 1955 al 1962

Le tre Antologie originali curate da Isaac Asimov hanno visto la luce rispettivamente nel 1962, 1971, e 1977, e comprendevano tutte le opere di fantascienza breve (ovvero romanzi brevi, racconti lunghi e racconti brevi) che hanno vinto il Premio Hugo (il premio massimo per le opere di fantascienza) tra il 1955 e il 1975. Unica eccezione il 1962, in cui ha vinto come opera breve una serie di cinque racconti poi uscita come romanzo subito dopo, Il Lungo Meriggio della Terra di Brian W. Aldiss, che non può quindi essere considerata come opera breve e non viene inclusa delle antologie da Asimov. In Italia hanno avuto una pubblicazione un po’ discutibile. Per prima è stata l’Editrice Nord a pubblicarle in un’unico volume, chiamato “I Premi Hugo 1955-1975”, privata però di sette dei racconti più belli. Poi, anni dopo, è stata ristampata dalla Mondadori, divisa in 6 volumi (!!!), senza tuttavia riuscire neppure ad inserire tutti i racconti mancanti. In questa sede ho ricostruito le tre antologie originali il più fedelmente possibile, reinserendo tutti quanti i racconti. Mancano soltanto, perché mai tradotte in Italia, le presentazioni di tre dei racconti. PRIMO VOLUME: 1955-1961 Il mattatore di Walter M. Miller Jr. Sarchiapone di Eric Frank Russell Squadra d’esplorazione di Murray Leinster La stella di Arthur C. Clarke Se tutte le ostriche dei mari… di Avram Davidson L’aia grande di Clifford D. Simak Diretto per l’inferno di Robert Bloch Fiori per Algernon di Daniel Keyes Il viaggio più lungo di Poul Anderson

I predatori dell’arca perduta

Perù, 1936. Il professore di archeologia Henry “Indiana” Jones Junior, è sulle tracce di un antico idolo della fertilità, conservato in un tempio immerso nella giungla. Superati i molti trabocchetti ed ostacoli, insieme alla sua guida Satipo, riesce a prenderlo. Satipo si rivela un doppiogiochista poiché ruba l’idolo per tenerselo tutto per sé, ma muore in una trappola nel tentativo di scappare. Indy riesce a riprendere l’idolo, ma appena uscito con l’oggetto tra le mani, viene sorpreso dal rivale René Belloq, che riesce ad impossessarsene, mentre Jones è costretto alla fuga, inseguito da pericolosi Indios Ovitos comandati da Belloq. Tornato all’Università di Princeton, Indiana Jones ed il collega ed amico Marcus Brody ricevono la visita di due agenti dell’Intelligence, che spiegano loro che i nazisti sono ad un passo dal recuperare la mitica Arca dell’Alleanza, contenente frammenti delle tavole dei Dieci Comandamenti dettati da Dio a Mosè…

I poteri della magia bianca

Ricette segrete per bagni rituali, pozioni, filtri magici e per la realizzazione di amuleti in grado di attirare le energie positive. Un libro che aiuta ad assumere consapevolezza di tutti i poteri che giacciono assopiti in noi, ma che è possibile risvegliare e sfruttare a nostro favore.
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