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Rusalka

Le terre della Russia nell’epoca pre-cristiana – come d’altro canto anche tutto il resto del mondo – erano popolate di Esseri Soprannaturali, il più delle volte ostili, che era meglio tenersi buoni. Tra tutti questi il più pericoloso era sicuramente un rusalka, ossia lo spettro di una ragazza assassinata che cercava di prolungare la sua esistenza nutrendosi dell’energia vitale delle persone e degli altri esseri viventi che si trovavano nelle sue vicinanze. Pyetr Kocevikov ed il suo amico Sasha, cacciati dalla loro città natale, cercano rifugio in una casa sperduta nelle profondità di una foresta maledetta, di proprietà di uno Stregone: Uulamets. Ma il vecchio Stregone nasconde un segreto: egli infatti è il padre del rusalka, e cerca di riportarlo in vita servendosi di coloro che gli capitano a tiro. A complicare vieppiù la situazione, tra Pyetr ed il Rusalka nasce un profondo amore…

Rumore bianco

Jack Gladney è professore di studi hitleriani presso un campus dove i detriti della cultura popolare americana sono divenuti la nuova bibbia e il supermarket la sua biblioteca. Come dice Murray J. Siskind, collega di Jack e profeta dell’apocalisse postmoderna, il supermarket è un luogo saturo di onde, radiazioni, lettere e numeri, voci e suoni in attesa di essere decodificati. Ma la vita rassicurante e consumistica di Jack e della sua famiglia ultramoderna viene improvvisamente inghiottita da una nube letale, l’evento tossico aereo, espressione concreta della miriade di altri eventi tossici onnipresenti tra le mura domestiche: trasmissioni radio, sirene, microonde, il ruggito di freezer e lavatrice, la voce incessante e assurda della tv. La paura della morte che accumuna Jack e la quarta moglie Babette diviene così una forza prorompente, un raggio di luce nera in grado di perforare il muro di “rumore bianco” che avvolge questo capolavoro di fine millennio. “Rumore bianco” ha vinto nel 1985 il National Book Award.

RUBY

L’unica famiglia che Ruby Landry ha mai conosciuto sono sua nonna Catherine, una guaritrice cajun, e l’alcolizzato, emarginato nonno Jack. Anche se il ricordo della mamma morta, e il mistero sull’identità del padre, la rendono triste, Ruby è comunque grata per tutto quello che ha. La sua vita è piena di speranze e di promesse… soprattutto quando la sua attrazione per il bel Paul Tate sbuca in un misterioso, meraviglioso amore. Ma i ricchi genitori di Paul gli proibiscono di legarsi con i poveri Landry, e nonna Catherine esorta Rubt a seguire il suo sogno di diventare una grande pittrice, seguendo una visione del futuro, in cui le appare Ruby circondata dalla ricchezza nella città di New Orleans. Ma…

Roverandom

Se un bambino perde il cagnolino di stagno, il suo giocattolo preferito, diventa tanto triste: e allora il suo papà gli racconta una storia per consolarlo. Se il bambino si chiama Michael Tolkien e il suo papà J.R.R. Tolkien, la storia che inventa sarà una storia bellissima, piena di poesia. Se il piccolo cane-giocattolo ha le ali e sa volare e parlare, se i suoi amici sono l’Uomo-sulla-Luna e il mago Psamathos, allora questa storia diventerà un piccolo libro: Roverandom.

Rot & Ruin

Nell’America post-apocalittica infestata dagli zombie dove vive Benny Imura, ogni adolescente deve trovarsi un lavoro al compimento del quindicesimo anno di età, o dimezzare per sempre la propria razione quotidiana di cibo. Benny non è interessato a portare avanti il business di famiglia, ma non ha scelta visti i precedenti fallimenti lavorativi; così accetta di diventare un cacciatore di zombie come quel vigliacco di Tom, il suo fratellastro. Il ragazzo si addentra nella desolata Rot & Ruin, il territorio in cui sono confinati gli zombie, con riluttanza, convinto di svolgere un lavoro noioso e pressoché inutile… prima di imbattersi in ujja terra senza dio, che gli aprirà gli occhi su un mondo totalmente diverso dalla vita a cui era abituato. Conoscerà il suo passato, i lati nascosti della personalità di Tom e il motivo per cui viene considerato da tutti come un eroe: perché là fuori, lontano dalle recinzioni del fortilizio, le distese aride di Rot & Ruin pullulano di rinnegati assassini a caccia di adolescenti, di segreti mortali, di zombie e di bellezze cresciute nelle oscurità del tempo. Rot & Ruin è molto più che un deserto senza vita…
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Rossum’s Universal Robots

“R.U.R. (Rossum’s Universal Robots) è un dramma fantascientifico in tre atti del ceco Karel Čapek (1890-1938). Pubblicato nel 1920, in esso per la prima volta compare il termine robot, che viene inventato derivandolo dal verbo ceco roboti (“”lavorare””). Nell’opera di Čapek i robot (si tratta, più precisamente, di androidi) vengono costruiti nella fabbrica Rossum, ispirata da un delirio golemico tutto praghese ma ubicata, come molte altre fucine di incubi, su un’isola sperduta in mezzo all’oceano. In seguito, il fortunatissimo termine robot prese ad indicare soprattutto organismi meccanici, mentre i robot di Čapek sono in realtà replicanti, cioè prodotti di quella che oggi definiremmo ingegneria genetica. La procedura di costruzione degli androidi di Rossum appare piuttosto anacronistica: si parla di macchine per impastare e di tini per il trattamento di protoplasma chimico.” L’utopia di Domin, l’incauto demiurgo della Rossum, è di liberare l’umanità dalla schiavitù della fatica fisica. Il richiamo al Golem è evidente. Ma gli effetti sono catastrofici, l’umanità reagisce male, affonda nel vizio e nell’indolenza. In breve raggiunge il baratro dell’estinzione. Quando la moglie di Domin, con intuito e determinazione tutti femminili, distrugge i manoscritti che contengono le istruzioni per la fabbricazione degli androidi, è ormai tardi: i più evoluti di essi hanno scoperto (e sembrano gradire) il modo in cui si riproducono gli esseri umani.

Rossoamaro

In una corsia d’ospedale Bacci Pagano sta vegliando Jasmìne Kilamba: è riuscito a stento a liberarla da una gang di sadici assassini e ora la donna sta lottando tra la vita e la morte. Lo avvicina un anziano tedesco di nome Kurt Hessen, arrivato a Genova alla ricerca del fratellastro italiano, del quale sa soltanto che la madre era di Sestri Ponente e si faceva chiamare Nicla… Hessen vuole affidare l’indagine all’investigatore dei carruggi, che d’istinto rifiuta: ‘L’unica strada sarebbe chiedere ai sopravvissuti di quel periodo. Si rende conto di che razza d’indagine mi sta proponendo? Il più giovane avrà più di novant’anni…’. Ma a convincerlo basta un assegno molto, troppo generoso e, forse, qualche altro oscuro motivo. Inizia così un viaggio nel passato che riporta Bacci alla Genova del 1944 popolata di soldati tedeschi, fascisti, partigiani e spie, dove i suoi genitori e il nonno Baciccia lavoravano come operai e Nicla serviva alla mensa dell’Ansaldo Fossati. L’immagine della giovane, informatrice della Resistenza infiltrata presso i nazisti, si sovrappone a quella di Jasmìne, prostituta nera fuggita da una terra senza speranza. E anche la città dilaniata dalla guerra, dalla miseria e dalla fame si confonde con la metropoli contemporanea, investita dal vento della globalizzazione. Attraverso Bacci Pagano – l”analfabeta dei sentimenti’ che ama le donne e ha per inseparabili compagne una Vespa amaranto e una Beretta calibro 9 che usa il meno possibile – Bruno Morchio esplora e racconta magistralmente l’Italia di allora e di oggi, i suoi mille volti e i suoi segreti. Con Rossoamaro affronta una delle pagine più drammatiche della nostra storia recente: grazie a una trama incalzante, che intreccia con abilità il passato e il presente, il romanzo ci fa riflettere sulla violenza del potere e su quella di chi lotta per la propria libertà e dignità, sul rapporto tra vittime e carnefici, sul ruolo delle donne nella nostra società.

(source: Bol.com)

Rosso Malpelo-La lupa

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Fusioni di musica e letteratura, narrazioni parallele offerte da grandi talenti, capaci di restituire non solo il senso e il significato, ma anche l’anima dei racconti più belli. Le passioni e le vicissitudini della Sicilia dell’800 che si allargano fino a divenire universali. Tre racconti di amore e tradimento, di avidità e orgoglio, di vita. Dal maestro del verismo Giovanni Verga, tre affreschi sulla ferocia del lavoro in miniera, sul fascino violento, sull’ossessione per il possesso. Rosso Malpelo, La Lupa e La roba, per capire come certe realtà e certi sentimenti siano ancora attuali.
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Rosso Barocco

Rosso Barocco by Francesco Morini, Max Morini
Ironico come Simenon
Geniale come Camilleri
Le indagini del libraio Ettore Misericordia
Dagli autori del bestseller Nero Caravaggio
È piena estate e la città Eterna è assediata dall’afa, quando il libraio Ettore Misericordia, detective dilettante, e il suo fido assistente Fango sono convocati dall’ispettore Ceratti, con il quale spesso collaborano. Una strana, enigmatica scritta è comparsa nella cripta di San Carlino alle Quattro Fontane e, poco dopo il ritrovamento, una giovane donna viene brutalmente assassinata a piazza Navona. La scia di sangue e mistero che lega tra loro questi eventi porterà Misericordia indietro nel tempo, fino all’antica rivalità fra i due geni del Barocco a Roma, Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini. 
Tra giallo, humour e arte, il libraio detective si farà guidare dal suo formidabile intuito deduttivo e dalla straordinaria conoscenza della città e della sua storia per risolvere l’intricato caso, accompagnando il lettore tra i vicoli, le piazze e i luoghi più segreti e misteriosi di Roma.
Un presagio enigmatico è nascosto nelle ultime parole di Borromini: l’arte può diventare una passione pericolosa 
Finalmente anche Roma ha il suo Sherlock Holmes
Hanno scritto di loro:
«Un giallo, una lunga indagine che trasporta il lettore in tutti i luoghi più belli o più segreti della Capitale.»
Il Corriere della Sera
«Ironici, irriverenti, innamorati della comicità intelligente, del poliziesco soft, più giallo che noir.»
Sololibri
«Con la scrittura di Max e Francesco Morini si ride, ci si appassiona allo svolgimento delle indagini e ci si innamora di Roma, raccontata nei suoi luoghi più belli e anche in quelli meno noti.» 
La Sicilia
**Max e Francesco Morini**
Fratelli, autori teatrali e televisivi, dirigono da dieci anni l’Accademia del Comico di Roma. Nel 2017 hanno scritto per la Newton Compton il primo giallo che vede come protagonista il libraio Ettore Misericordia, Nero Caravaggio, al quale fa seguito Rosso Barocco. I loro gialli nascono dalla volontà di unire il gusto per la leggerezza e la scrittura brillante con due grandi passioni: quella per i romanzi polizieschi e quella per la loro città, Roma, alla quale hanno dedicato altri due libri: A spasso nella Storia e S.T.Q.R. Sono troppi questi romani.

Rosemary’s baby

All’inizio l’incubo non si avverte: affiora a poco a poco. Anche se, quando Rosemary e suo marito vanno ad abitare in un appartamento al Bramford, uno degli ultimi palazzoni liberty di Manhattan, sanno che, al principio del secolo, in quel vecchio edificio vittoriano nero e imponente, hanno abitato non solo illustri personaggi come Isadora Duncan e Theodore Dreiser, ma anche tenebrosi individui come le rispettabili sorelle Trench, che a tempo perso si davano al cannibalismo, e Adrian Marcato, uno stregone adoratore del diavolo che, si diceva, era riuscito a evocare Satana in persona. Una casa, insomma, densa di ombre, dai soffitti alti, trasudante terrore. E abitata da “vicini” inquietanti. Ben presto il clima stregato si concreta in orribili fatti che incombono ossessivamente sulla smania che ha Rosemary di avere un figlio: messe nere, fatture, riti magici, passaggi segreti, oggetti e quadri demoniaci, torture, personaggi terrificanti.

Roquenval

Un luogo senza tempo. Un’anziana contessa russa. Una famiglia dal passato misterioso. L’invito a trascorrere l’estate nel castello di Roquenval, nel cuore della Francia, è per il giovane Boris l’inizio di un viaggio. I ricordi d’infanzia, le amate letture, le amicizie, tutto diventa parte di una riflessione profonda sul tempo e sugli affetti, una sorta di prova generale dell’esistenza per prepararsi ad affrontare il futuro.

Romolo il Grande

Roma, quinto secolo dopo Cristo.
L’impero romano è allo sfascio. Romolo Augusto, erede suo malgrado dei fasti del passato, sembra quasi compiacersi della marcia trionfale che accompagna la calata dei germani verso Roma, sotto la guida di Odoacre. Sta alla larga da Roma, e si dedica serenamente all’allevamento dei polli, che portano i nomi dei grandi imperatori: Tiberio, Augusto, Domiziano… Invano la moglie Giulia e l’imperatore d’Oriente, tentano di chiamarlo alla ragione. Invano, il ricchissimo Cesare Rupf – fabbricante di calzoni – gli offre un’occasione d’oro per salvare l’impero. I germani espugnano Roma. Eppure, proprio nel momento della massima disfatta, Romolo e lo stesso Odoacre prenderanno tutti in contropiede. Romani, germani e lettori.
Con il suo fare stoico e buffonesco, fintamente sprovveduto, Romolo scaglia saette valide e attuali per qualsiasi governo, qualsiasi potentato, in qualsiasi frangente della storia umana.

Romanzo con angolo cottura

*«Sai che non posso più fare altro.» La voce del signor Riccardo assume un’eco metallica mentre tengo il cellulare tra l’orecchio e la spalla e rovisto nelle tasche in cerca delle chiavi di casa.*
*«Potrebbe mantenere l’affitto invariato. Tutto si può, basta volerlo. Quindi?» domando, celando con maestria la Fine Della Mia Pazienza.*
*«Quindi se non accetti, a dicembre devi andare via.»*
*Chiudo gli occhi. Sospiro. Vivo in questo bilocale da quando sono arrivato a Milano, non esiste altra dimora all’infuori di lui.*
*È il 17 settembre, fa caldo e due giorni fa ho compiuto trentadue anni.*

Non è così che Marco immaginava il futuro, quando ha lasciato la Sicilia per Milano. Si aspettava la gavetta, questo sì. Ma pensava che avrebbe presto combinato Qualcosa di Serio, magari con la musica. Poi invece… la crisi, l’affitto, il lavoro che non c’è e se lo trovi è bene tenertelo anche se non ti piace. Gli anni volano via mentre lui fotocopia le sue giornate nell’open space dove scrive annunci pubblicitari per otto euro l’ora. Fino alla Settimana che Cambia Tutto, quella in cui prima viene sfrattato e poi, con tre quarti dell’open space, licenziato. Catastrofe.
Ma lo è davvero? Perché non approfittarne per provare a fare qualcosa che gli piaccia davvero? E a Marco piacciono moltissimo diverse cose: la musica, il sesso, il cibo. Non per forza in quest’ordine. Nasce così il foodblog dell’Uomo Senza Tonno, il barbuto «scièf» a domicilio che prima conquista il web e poi, una cena per volta, seduce Milano e dintorni con i suoi piatti stravaganti, spesso arditi, capaci di far sorridere anche i palati più severi. Mentre fioccano i clienti e con loro incontri e situazioni impreviste, in una sarabanda di cucine, città e menu, Marco parte per un viaggio che lo porterà parecchio fuori dalle rotte già tracciate. Ma al centro esatto di questa cosa imprevedibile chiamata vita.

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### Sinossi
*«Sai che non posso più fare altro.» La voce del signor Riccardo assume un’eco metallica mentre tengo il cellulare tra l’orecchio e la spalla e rovisto nelle tasche in cerca delle chiavi di casa.*
*«Potrebbe mantenere l’affitto invariato. Tutto si può, basta volerlo. Quindi?» domando, celando con maestria la Fine Della Mia Pazienza.*
*«Quindi se non accetti, a dicembre devi andare via.»*
*Chiudo gli occhi. Sospiro. Vivo in questo bilocale da quando sono arrivato a Milano, non esiste altra dimora all’infuori di lui.*
*È il 17 settembre, fa caldo e due giorni fa ho compiuto trentadue anni.*

Non è così che Marco immaginava il futuro, quando ha lasciato la Sicilia per Milano. Si aspettava la gavetta, questo sì. Ma pensava che avrebbe presto combinato Qualcosa di Serio, magari con la musica. Poi invece… la crisi, l’affitto, il lavoro che non c’è e se lo trovi è bene tenertelo anche se non ti piace. Gli anni volano via mentre lui fotocopia le sue giornate nell’open space dove scrive annunci pubblicitari per otto euro l’ora. Fino alla Settimana che Cambia Tutto, quella in cui prima viene sfrattato e poi, con tre quarti dell’open space, licenziato. Catastrofe.
Ma lo è davvero? Perché non approfittarne per provare a fare qualcosa che gli piaccia davvero? E a Marco piacciono moltissimo diverse cose: la musica, il sesso, il cibo. Non per forza in quest’ordine. Nasce così il foodblog dell’Uomo Senza Tonno, il barbuto «scièf» a domicilio che prima conquista il web e poi, una cena per volta, seduce Milano e dintorni con i suoi piatti stravaganti, spesso arditi, capaci di far sorridere anche i palati più severi. Mentre fioccano i clienti e con loro incontri e situazioni impreviste, in una sarabanda di cucine, città e menu, Marco parte per un viaggio che lo porterà parecchio fuori dalle rotte già tracciate. Ma al centro esatto di questa cosa imprevedibile chiamata vita.

### Dalla quarta di copertina
DALL’AUTORE del BLOG “l’UOMO senza TONNO” UN ROMANZO SCOPPIETTANTE CHE MIXA CUCINA e SEDUZIONE.

Romanzi: Il gioco preferito-Beautiful losers

“Il gioco preferito”, pubblicato originariamente nel 1963, è un esuberante romanzo di formazione – paragonato dalla critica al Ritratto dell’artista da giovane di Joyce – che narra la giovinezza di Lawrence Breavman, figlio unico di una ricca famiglia ebrea di Montreal e alter ego dell’autore, dalla reazione alla morte del padre al controverso rapporto con la religione e la cultura ebraica; dalle scorribande notturne con l’amico Krantz alle ambizioni letterarie, le avventure sessuali e infine la scoperta dell’amore. “Beautiful losers”, scritto in Grecia nell’estate del 1965, quando Cohen attraversava il tormentato periodo di crisi spirituale che si sarebbe concluso di lì a poco con l’inizio della sua trionfale carriera di cantautore, ruota attorno a tre personaggi – il narratore, la moglie defunta e un amico – coinvolti in un triangolo amoroso e ossessionati dalla figura di una santa pellerossa vissuta nel Canada del Seicento. Più che seguire una trama lineare, si sviluppa come un flusso di coscienza o una serie di illuminazioni, attingendo ai temi che saranno cari al Cohen musicista – la religione, il misticismo, l’eros, la critica alla società contemporanea – e traducendoli in una prosa visionaria e psichedelica che riscosse l’ammirazione, tra gli altri, di Lou Reed.
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