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Il Cappotto Di Astrakan

Ambientato nella Parigi del secondo dopoguerra, Il cappotto di Astrakan costituisce un capolavoro dell’arte narrativa di Piero Chiara. Il protagonista, di ritorno al suo paese dall’internamento, decide di raccontare agli amici la sua esperienza avventurosa di un gioioso autunno nella capitale francese. Un universo letterario che trova il suo fulcro vitale e psicologico nella dimensione provinciale della vita divenuta metafora. Le inquietudini, le aspirazioni, i giochi e gli amori del grande scrittore disegnano una pagina naturale per ritmo e misura. Ci fanno riconoscere un uomo e una poetica indimenticabili.

Il cantuccio della strega

Gideon Fell, criminologo per vocazione, omone imponente che si muove a fatica, abita a Chatterham, vicino a Lincoln, è qui riceve la visita di Rampole, un americano con la mania delle radici anglosassoni della sua cultura, che si troverà coinvolto nella maledizione degli Starberth che al compimento del venticinquesimo anno devono trascorrere la notte nella stanza del governatore di una sinistra prigione diroccata, governata in modo crudele da un loro antenato, aprire una cassaforte e rischiare, è accaduto di frequente, di ritrovarsi con il collo spezzato.

Il canto di Penelope. Il mito del ritorno di Odisseo

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Dall’Ade, dove può finalmente dire la verità senza temere la vendetta degli dèi, Penelope, moglie di Ulisse, racconta la sua storia. Figlia di una ninfa e del re di Sparta, da bambina rischia di essere affogata dal padre, turbato da una profezia. Sposa di Ulisse, subisce le angherie dei suoceri, vede scoppiare la guerra di Troia a causa della sciocca cugina Elena, e dopo anni di solitudine deve respingere l’assalto dei Proci. Al ritorno di Ulisse assiste angosciata alla vendetta che colpisce le ancelle infedeli e perciò impiccate; e la morte di quelle fanciulle che le erano amiche la perseguita anche nell’Ade. Il romanzo riscrive il mito greco attingendo a versioni diverse da quelle confluite nell’Odissea, secondo un punto di vista femminile.
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Il canto di Orfeo

Nel laboratorio di una piccola università dell’Illinois uno dei sogni più folli dell’umanità si è finalmente avverato: sconfiggere la morte resuscitando i corpi dei defunti mediante l’immersione in una soluzione chimica. Orville Leonard Helmond, l’autore della stupefacente scoperta, ha davanti a sé fama e onori eterni. Lazarus, la scimmia rhesus che Helmond ha appena rianimato, è in perfetta salute, pur essendo ritornata dalla morte. L’esperimento può essere definito sotto tutti gli aspetti un completo successo. Ma l’imprevisto è in agguato: Eunice, la piccola e deliziosa figlia di Helmond viene barbaramente trucidata da un maniaco. Disperato, il biochimico sperimenta su di lei il procedimento da lui inventato, riportandola in vita. Tutto sembra andare per il meglio, ma ben presto cominciano a manifestarsi in Eunice conseguenze inquietanti, oscure, foriere di terribili avvenimenti. Dopo il procedimento, Eunice è cambiata e continua a mutare, trasformandosi in un essere amorale, apparentemente indistruttibile, e votato all’annientamento del mondo intero. Ora il dottor Helmond, che voleva dare all’umanità la certezza della vita dopo la morte, deve affrontare una prova ben più terribile…

Il canto della vita

“Questa è la storia dell’onnipotente imperatore Mikal.
il primo, dopo ventimila anni, a riunire l’intera galassia sotto il proprio scettro.
Questa è la storia della Casa dei Canti, sul pianeta Tew, dove la musica fluisce ininterrotta
e i Maestri dei Canti preparano i loro allievi migliori affinché diventino Usignoli,
il cui canto è impossibile dimenticare.
Questa è la storia di Ansset, usignolo di Mikal, il più grande usignolo mai vissuto,
di come ottenne i propri canti, di come li perse e di come li ritrovò, e di come cambiò la vita della Casa dei Canti, per sempre.
E questa è anche la sstoria di Esste, la maestra di Ansset, nello stesso tempo inflessibile e affettuosa,
di Kya-Kya, la sorda che non sapeva cantare e che diventò la migliore amica di Ansset,
di Josif, il timido storico che amerà sia Ansset sia Kya-kya,
di Riktors Ashen, il brillante soldato di Mikal, e della sua smisurata ambizione.
Ma soprattutto questa è una storia colma di bellezza, di dolore e di passione”

Il Canto Dei Folli: Poesie II

Il canto dei folli: Poesie II by Charles Bukowski
Con il secondo dei tre volumi di poesie inedite, prosegue la biografia in versi di Charles Bukowski. Il primo, Quando eravamo giovani, e il terzo, Il Grande, sono stati pubblicati nell’Universale Economica. “per me, Arte è una specie di parolaccia usata dai tanti che / si nascondono chiusi dentro le mura di se stessi; / io ho / paura di non valere un cazzo ed è meglio sia / così. ma sì, / perché gioco la mia piccola partita / e lascio perdere ciò che dovrebbe essere / lasciato perdere.”

Il cannibale

Un profanatore di tombe, un macabro commercio di resti umani, una difficile scelta per il dottor BrocktonIl dottor Bill Brockton è un noto antropologo forense, direttore della famosa Fabbrica dei Corpi, dove si studia la decomposizione dei cadaveri. Quando un giorno si ritrova a esumare un corpo per eseguire un test di paternità, tutto lascia supporre che si tratti di un caso di routine. Ma l’apertura della bara riserva una scioccante sorpresa: il corpo all’interno è stato orrendamente profanato. In seguito alla raccapricciante scoperta, Brockton viene contattato dall’FBI, che vorrebbe utilizzare i cadaveri dei suoi esperimenti come esca per smascherare un fiorente mercato nero di resti umani. Proprio mentre sta decidendo, pieno di dubbi, se accettare o meno, il suo grande amico Eddie Garcia rimane vittima di un incidente e rischia l’amputazione di entrambe le mani: la sua carriera di medico legale potrebbe avere fine per sempre. Un evento inaspettato e sconvolgente, che rischierà di compromettere l’indagine sul profanatore di tombe, ma anche i princìpi in cui Brockton crede…Jefferson Bassè lo pseudonimo utilizzato dal dottor Bill Bass, antropologo forense di fama mondiale e fondatore del Centro di Ricerca Antropologica dell’Università del Tennessee (noto come la Fabbrica dei Corpi), e da Jon Jefferson, giornalista, divulgatore scientifico e documentarista. Insieme i due autori hanno pubblicato La vera fabbrica dei corpi, un saggio sul laboratorio creato dal dottor Bass e reso celebre da Patricia Cornwell nel suo romanzo La fabbrica dei corpi, e una serie di romanzi con Bill Brockton come protagonista, tra cui Rigor mortis, Anatomia di un delitto e Il corpo del reato.

(source: Bol.com)

Il cane, tutti i perchè

Perchè abbaia il cane? Perchè i cuccioli si divertono a masticare le pantofole dei loro padroni? E’ vero che i cani hanno un sesto senso? L’autore intende mostrare in questo libro come, attraverso l’osservazione diretta o con l’aiuto di piccoli esperimenti assolutamente innocui, sia possibile capire e apprezzare nei minimi dettagli il più straordinario amico dell’uomo.

Il cane del diavolo

Ventesimo appuntamento col Meglio di Weird Tales. Questa volta i racconti scelti sono: IL CAMPO STERILE di Ives Theriault, TESCHI SULLE STELLE di Robert E. Howard, OPERAZIONE QUASI di E. Everett Evans, IL PAESE DELLA NEBBIA di Allison W. Harding, IL SOLE SPLENDE LUMINOSO di E. Everett Evans, IL BACIO NERO di Robert Bloch – Henry Kuttner, LA BARBA DI FEIGMAN di August Derleth, e OMBRE FAMELICHE di N.J. O’Neal.

Il Cancelliere E La Ballerina

Il cancelliere e la ballerina by Miss Black
Tutto comincia con un attentato inspiegabile. Qualcuno, alla Conferenza sulla Fame nel Mondo, droga il cibo di tutti gli invitati. Capi di stato, ministri, ambasciatori, giornalisti, impiegati… e Hanna Faye, ex- étoile, ora ambasciatrice di buona volontà. Mentre il mondo le vortica attorno in un caleidoscopio di colori, Hanna finisce a letto con il primo ministro della sua patria natale, le Svetlands. È l’inizio di una relazione improbabile, sotto agli occhi dell’opinione pubblica, molto fisica e poco romantica. E la politica inizia presto a chiedere il suo tributo.
Hanna scoprirà che cosa si annida nel cuore di una nazione e di chi la governa: un mondo gretto e carnale, attraversato da improbabili sfumature di sensibilità.
(Precedente edizione: Power Station – Il palazzo del potere, Fiona Gray)

“«Vent’anni di politica allenano all’autocontrollo. Se tu quella sera fossi stata perfettamente lucida, sarei riuscito a scappare, credo».
«Saresti riuscito a scappare prima di mettermi una mano sulla coscia?» chiese lei, abbastanza incredula.
Lui le mise una mano sulla coscia in quel momento, sotto alla tovaglia. Risalì lentamente tra le sue gambe, accarezzandola al di sopra degli slip.
«Sì, penso di sì. Non so come me la sarei cavata, dopo. Per fortuna eri bagnata e desiderosa di salire in camera con me».
Hanna fece una piccola smorfia. «Credo di esserlo anche ora».
«Anch’io» sorrise lui. Le scostò gli slip e le infilò due dita dentro. «Ma, vedi, siamo in un luogo pubblico. Non ti rovescerò sul tavolo, anche se vorrei. Invece, ti farò scegliere: continuo o chiediamo il conto?».
Lei si mordicchiò un labbro. «Quanto è veloce, quella macchina?».
Negli occhi dell’altro passò un lampo divertito. «Quella macchina non supera mai i limiti di velocità».
«Allora continua» concluse lei.”
CONTIENE SCENE ESPLICITE – CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO

Il campione eterno

Il Campione Eterno è uno dei personaggi più completi e straordinari della fantasy, perché raccoglie in sé le caratteristiche non di uno, ma di molti eroi nello stesso tempo: e non si tratta dei rozzi bravacci della “sword & sorcery”, ma dei raffinati e introversi protagonisti cui ci ha abituati la magica narrativa di Michel Moorcock. Fin dall’inizio dei tempi, dice Moorcock, vi è stato un uomo che ha combattuto negli angoli più sperduti dei mondo, usando le arti magiche o avversandole, e tutto per inseguire un destino che è enigmatico e incomprensibile ai suoi stessi occhi. Quest’uomo formidabile, Erekose, vive qui la sua prima grande avventura, in un romanzo che resta tra i capisaldi della fantasy inglese. Erekose è qualcosa di più di un uomo ma di meno di un dio, e la sua battaglia contro le forze del Caos, nei vari livelli del Multiverso, è epica e lirica nello stesso tempo, e carica di grandi suggestioni.

Il campione e il bandito

Le vite di Pollastri e Girardengo ebbero corsi paralleli, e non solo a causa della comune discendenza novese. I testimoni sono concordi: Sante e Costante erano amici, e continuarono a vedersi negli anni della latitanza, si rispettavano e si tenevano informati l’un l’altro. Entrambi provenivano da quella genia tra ligure, francese e piemontese forgiata dalla fame e dal freddo. Entrambi vissero una dura storia di emancipazione dalla miseria. Sante, a dispetto dei suoi crimini (uccise quindici carabinieri) e di tre ergastoli, aveva un senso tutto suo della giustizia. Costante fu il primo campionissimo del ciclismo italiano.

(source: Bol.com)

Il camaleonte

L’ispettore Alan Banks della polizia dello Yorkshire sta dando la caccia al Camaleonte, un maniaco responsabile della scomparsa di cinque ragazzine. Il mistero sembra risolto quando una pattuglia della polizia si presenta a una tranquilla coppia borghese, dopo la telefonata di una vicina che ha segnalato una lite coniugale. La cantina della casa rivela una scena raccapricciante: un’adolescente violentata e uccisa, materiale pornografico, tracce di riti satanici. Il caso sembra chiuso, ma proprio qui comincia l’indagine dell’ispettore Banks che dovrà scavare, in un crescendo di brividi e suspense, tra le ombre del passato e gli incubi che popolano le oscure profondità dell’animo umano.
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Il caffè di Sindona: un finanziere d’avventura tra politica, Vaticano e mafia

La storia d’Italia è punteggiata di misteri. Uno dei più inquietanti è probabilmente quello della morte di Michele Sindona nel marzo del 1986. Conosciamo la causa del decesso: un caffè al cianuro bevuto nella sua cella nel carcere di Voghera, un caffè simile a quello alla stricnina che uccise Gaspare Pisciotta ai tempi del bandito Giuliano. Ma chi mise il veleno nella tazzina? E perché? Per capirlo, è necessario in primo luogo ricostruire la biografia e la personalità del banchiere siciliano. Sindona è stato senz’altro un grande protagonista dei nostri anni Sessanta e Settanta. Finanziere potentissimo, intratteneva rapporti con importanti uomini politici al di qua e al di là dell’oceano: nel 1973 Andreotti lo definì «salvatore della lira» e nel 1974 l’ambasciatore USA in Italia lo premiò come «Uomo dell’anno»; era uno degli uomini di fiducia del Vaticano, e in particolare dello IOR diretto da Paul Marcinkus, ma aveva anche legami con la mafia. Iscritto alla P2 di Licio Gelli, fu lui a introdurre Roberto Calvi negli ambienti di quella loggia segreta, oltre che in quelli vaticani e in quelli mafiosi: i due banchieri erano infatti legati da un intrico di affari avventurosi che avrebbero portato entrambi alla rovina.
Sindona fu processato e condannato per bancarotta fraudolenta sia negli Stati Uniti sia in Italia e successivamente fu anche condannato all’ergastolo come mandante dell’omicidio dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, commissario liquidatore della sua Banca Privata Italiana. Quando bevve il caffè avvelenato, un paio di giorni dopo quest’ultima condanna, era l’unico ospite di un’ala super-sorvegliata del carcere di Voghera.
Delineato il contesto, il secondo e fondamentale aspetto che Il caffè di Sindona approfondisce riguarda le circostanze della morte del banchiere siciliano: i tempi e i modi dell’avvelenamento, ma anche le condizioni di detenzione, i metodi di sorveglianza, i possibili rapporti con il mondo esterno e i problemi che lo affliggevano nell’ultimo scorcio di vita. Gianni Simoni e Giuliano Turone ricostruiscono lo scenario generale e i dettagli di quel giorno fatale, ripercorrendo la storia di quegli anni e le carte processuali. Ne esce un racconto avvincente come un romanzo, che fa luce su una personalità al centro di mille trame e sulla sua tragica fine.

Il cadavere senza nome

Una Mercedes Bianca, scoperta. Un uomo gettato su una sedia, a testa in giù, afflosciato come un pezzo di stoffa; morto, assassinato con un colpo di coltello al cuore. Niente carte, documenti, tracce d’una possibile identità. Spionaggio? Contrabbando? Gelosia? Queste le domande che si pongono all’ispettore Van der Valk, della polizia di Amsterdam. Chi l’ha ucciso? E perché? Che cosa sa la bella Lucienne, la “bionda alta, magra, lineamenti arroganti da vattene al diavolo”? Interrogativi che sembrano senza risposta. L’ispettore Van der Valk avrà bisogno di tutta la sua sapienza, di tutto il suo intuito e d’un pizzico di fortuna per arrivare a decifrare l’enigma… giungendo ad una conclusione sorprendente (e insolita anche per un “giallo”).