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Il cavaliere della rosa nera

Nel mondo di Krynn, Lord Soth apprende che esiste un prezzo da pagare per i suoi trascorsi malvagi, un prezzo che persino un guerriero non-morto potrebbe trovare terrificante. Poteri oscuri trasportano Soth a Barovia e là il cavaliere deve fronteggiare i terribili scherani del conte Strahd von Zarovich, il vampiro signore della landa spaventosa. Pressoché privo di alleati, Lord Soth inevitabilmente si accorge che deve congiungere le proprie forze a quelle del potente vampiro se desidera fuggire dal Reame del Terrore.

Il cavaliere del verbo

Nel quindicesimo secolo, Owain Glyndwr, eroe dell’indipendenza del Galles, venne scelto dal Verbo per combattere le forze distruttrici del Vuoto che minacciavano di condurre l’umanità verso l’autodistruzione. Owain accettò la sua missione e divenne cavaliere errante, pronto ad accorrere ovunque fosse chiamato, armato e difeso da una invicibile magia. Cinque secoli dopo John Ross, suo discendente, ne assume l’antica missione e decide di proseguire la lotta contro il Potente Vuoto. Il moderno Cavaliere del Verbo percorre allora l’America per ostacolare le forze distruttrici, ma i Demoni lo stringono d’assedio e Ross sta scivolando nella rete.
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Il cavaliere del rubino

Ehlana, regina degli Eléne, giace sigillata in un’impenetrabile prigione di cristallo, vittima di un arcano maleficio. Molto tempo è passato e molti, troppi sono morti, mentre il nobile Sparhawk, cavaliere e campione della regina, si adopera coraggiosamente alla ricerca dell’antidoto in grado di restituire al popolo la sua sovrana. Una notte, il fantasma del re, padre di Ehlana, lo convoca per comunicargli una sconcertante verità: è stato il primate Annias a operare l’incantesimo con lo scopo di accedere liberamente al tesoro e comprarsi l’elezione al trono di arciprelato. La salvezza ha un solo nome: Bhelliom, ovvero la leggendaria pietra preziosa tanto potente da fermare il sole. Ma questo inestimabile gioiello sembra definitivamente scomparso da quando re Sarak di Thalesia perì in battaglia cinque secoli prima. La gemma era incastonata nella sua corona e da allora fu invano cercata lungo le sponde del Lago Randera. Deciso a combattere le forze del male a tutti i costi, Sparhawk chiama a raccolta tre valorosi compagni: il novizio Berit, lo scudiero Kurik e Sephre-nia, la donna styric che istruisce i cavalieri nelle arti magiche.

Il cavaliere bianco

Galles, 1258. Il Principe Edoardo d’Inghilterra ha ordinato al prode Lionheart di prendere il castello gallese di Cragdon, ma un giovane guerriero dalla cappa candida in sella a un bianco destriero si oppone ai suoi attacchi, guidando i difensori con coraggio e audacia. Quando però l’affascinante inglese riesce a fare irruzione nella fortezza, non trova traccia del Cavaliere Bianco, come ha battezzato l’odiato avversario. Ad attenderlo c’è invece Vanora, la fiera e bellissima signora del maniero. Presto tra i due comincia una nuova battaglia e Lionheart si ritrova a combattere contro una forza sconosciuta e ancor più potente: l’amore.

Il castello tra le nuvole

Il castello tra le nuvole by Kerstin Gier
**Dopo *Red, Blue* e *Green* e la Trilogia dei Sogni di *Silver*, una nuova fantastica avventura **
Che diciassette anni sia un’età meravigliosa lo dice solo chi li ha passati da un pezzo. Lo sa bene Fanny Funke che nella sua vita improvvisamente non ha trovato più niente che andasse per il verso giusto: amici, genitori, scuola… Al punto da decidere di mollare tutto e di andare a fare uno stage in un albergo. Di sicuro però non sapeva dove sarebbe finita nel luogo più sperduto delle Alpi svizzere in un Grand Hotel indubbiamente suggestivo ma chiaramente in rovina e con una clientela a dir poco variegata, fra oligarchi russi, industriali americani, scrittori di gialli, attrici, ex atlete olimpioniche e, per fortuna, almeno un paio di bei ragazzi. E dove, in qualità ultima arrivata, le tocca subire le angherie di alcune colleghe, le pretese tiranniche del proprietario e l’irritante comportamento dei bambini ai quali deve fare da babysitter. Ma quella che minaccia di diventare una faticosissima routine, si tramuta ben presto in una straordinaria avventura, quando l’atmosfera festosa dell’hotel viene stravolta da un tentato rapimento, che farà capire a Fanny di chi può veramente fidarsi e che cosa cerca veramente nella vita…
Ancora una volta Kerstin Gier fa centro con una giovane protagonista irresistibilmente simpatica, indecisa e fantasiosa come tutte le adolescenti e al tempo stesso intraprendente e spiritosa come una giovane donna pronta a prendere in mano il suo destino. E con un romanzo sorprendente, divertente e imprevedibile per mesi nelle classifiche dei libri più venduti.

Il castello di ferro

Il Dr. Reed Chalmers, professore di psicologia al Garden Hospital, ha elaborato la teoria della simultanea esistenza di un’infinità di mondi possibili. Non c’è alcuna ragione, sostiene il professore, che uno di questi mondi debba essere meno reale di qualunque altro. E il suo giovane assistente, Harold Shea, decide di provare in via sperimentale la teoria del Dr. Chalmers. La prova riesce, ma gli errori sono inevitabili nell’applicazione pratica della scienza teorica. Mondi di fiaba appaiono, … ma tanto reali! Prima nel regno del Mito Irlandese, poi nella terra di Faerie e ora ne IL CASTELLO DI FERRO tra draghi, stregoni e Saraceni infuriati. E pericoloso per Harold Shea questo mondo e a stento riuscirà, dopo lotte cruente, a salvarsi.

Il castello del terrore

John Flack è un genio del delitto. Nove sono gli omicidi che pesano sulla sua coscienza. Eppure, a vederlo, mentre vecchio e curvo si trascina nel manicomio criminale di Broadmore, nessuno direbbe che si tratta di un individuo pericoloso. Flack ha anche velleità letterarie e ha scritto una vera e propria enciclopedia del delitto, che tiene nascosta in un luogo sicuro. Poi un giorno il guardiano adibito alla cella di Flack viene trovato con la gola tagliata; Flack è evaso. Per recuperare la sua preziosa enciclopedia e… per mettere in pratica quanto ha scritto.

Il caso Tortora

Il caso Tortora: Un legal thriller di sconvolgente attualità by Luca Steffenoni
**A trent’anni dalla morte di Enzo Tortora**
**Un legal thriller che incrocia tanti misteri italiani: dal rapimento Cirillo al delitto Moro**
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**Il giallo di un arresto surreale**
**La gogna mediatica, la battaglia solitaria**
**Il racconto in presa diretta di un’epoca e di un Paese******
****“Roba da matti. Mi dice il collega che un flash dell’Ansa ha dato notizia del mio arresto. Per camorra. Da non crederci.”
*Enzo Tortora poche ore prima dell’arresto*
“Dottor Tortora, guai all’innocente se non è più astuto del colpevole.”
*Il boss Raffaele Cutolo durante un colloquio in carcere con il giornalista*
****In un’Italia in cui la realtà supera sempre la fantasia, questo è il racconto spietato di come eravamo e di come purtroppo siamo.
Il caso Tortora nasce molto prima dell’arresto del presentatore e interseca le faide che si susseguono a fine anni Settanta, il brigatismo rosso, il rapimento dell’assessore Cirillo, la lottizzazione Rai, l’uso strumentale dei pentiti. E ancora, la tentazione di alcune aree dello Stato a coltivare trattative inconfessabili, la lotta alla Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo, gli eterni umori giustizialisti del popolo italiano.
Questo libro prende le mosse dalla fine del 1977, un momento decisivo per capire come, ben sei anni dopo, dal mazzo degli arrestabili sia stata estratta la carta di Tortora.
Non si tratta di un errore giudiziario.
Una tragedia tipicamente italiana, una commedia dell’assurdo interpretata da turpi assassini, pericolosi psicopatici, spacciatori che si fingono padrini, nani, ballerine, mitomani, camorristi, terroristi, leader politici e, nel ruolo di special guest, un sistema giudiziario che a trent’anni di distanza ancora si autoassolve.

Il caso Jennie Brice

Una corda e un asciugamano macchiati di sangue, un coltello spezzato, la scomparsa della bella Jennie Brice: questi e altri indizi bastano a convincere la signora Pitman che nella sua pensione è stato commesso un delitto. Manca, però, il cadavere. Mentre la casa è inondata da un fiume in piena, l’intrepida signora Pitman e Holcombe, un bizzarro vecchietto, si improvvisano investigatori per far luce sul mistero.

Il caso di Lucy Bending

“Qualcosa di troppo è accaduto sulle assolate coste della California nel passato di Lucy Bending, una bambina apparentemente equilibrata che conosce e usa le più provocanti armi della seduzione. Uno psichiatra si occupa del caso e inizia a indagare nella cerchia rispettabile e facoltosa degli amici di famiglia e nel mondo languido e corrotto in cui si muove la piccola, fino a scoprire l’inconfessabile epicentro del trauma di Lucy. Ma la guarigione della bambina può mettere in pericolo la vita di altre persone…”.

Il caso della testa tagliata

Non capita tutti i giorni di trovarsi d’improvviso davanti a una testa tagliata. E allora è facile pensare che non si tratti di una vera testa. È quanto fa automaticamente il capo inserviente del Giardino Botanico di Denver, Salvador Solano, quando nel suo giro d’ispezione di una serra s’imbatte in una testa bionda posata tra le fronde in riva a un ruscelletto. Solano pensa che si tratti della testa di un manichino, ma lo spreco di sangue lo sospinge ad affrontare la spaventosa realtà. Così l’agente investigativo Gabriel Wager, novizio della Sezione Omicidi, è chiamato a interessarsi a un caso singolare. Tanto per cominciare, ci sarebbe da ritrovare il corpo della sconosciuta, e, per continuare, ci sarebbe da rispondere a un’infinità di interrogativi, interrogativi che, a volte, provocano addirittura l’angoscia per la loro assurdità. Wager è novizio, s’è detto, ma è tenace, non si arrende alle prime difficoltà. Né alle prime né alle seconde né alle ulteriori.

Il caso del terrier scozzese

Se Philo Vance non avesse avuto «la capacità di riconoscere a prima vista, in un terrier disperso, le caratteristiche di razza e qualità che lo facevano degno di figurare in una mostra… il misterioso assassinio di Arthur Coe, nella sua vecchia casa color tabacco nella 71ma Strada Ovest, sarebbe rimasto un enigma per sempre.» E in effetti non ci vuole molto, a Philo Vance, per sospettare che dietro l’apparente suicidio di Coe, trovato cadavere in una stanza chiusa dall’interno nella sua bella residenza piena di oggetti da collezione, si celi un omicidio architettato con estrema abilità. Un giallo raffinato, che presenta Vance nella veste inedita di affettuoso protettore d’una cagnetta sperduta…

Il carteggio Aspern

Un giovane studioso americano, ossessionato dal grande poeta Aspern, tenta in tutti i modi di impadronirsi del carteggio che potrebbe far luce su un episodio misterioso della vita dell’autore, ma il suo piano andrà drammaticamente in fumo. Una trasparente allegoria sull’inafferrabilità dell’arte sullo sfondo di una Venezia crepuscolare.
(source: Bol.com)

Il carrettiere della Provvidenza

«”Che diavolo ci faceva quella donna in un posto simile?”.«In una stalla, con gli orecchini di perle, il braccialetto firmato, le scarpe di camoscio bianco! «Doveva essere arrivata ancora viva, visto che il delitto era stato commesso dopo le dieci di sera. «Ma in che modo? E perché? E nessuno aveva sentito nulla! Lei non aveva gridato, e i cavallanti non si erano neppure svegliati… «Se non fosse stato per quella frusta che non si trovava, probabilmente sarebbero passati anche quindici giorni o un mese prima che qualcuno scoprisse il cadavere, per caso, nel rivoltare la paglia! «E altri cavallanti sarebbero venuti a russare accanto a quel corpo di donna!».

l carrettiere della “Provvidenza” (titolo originale francese Le charretier de “La Providence”, pubblicato in traduzione italiana anche coi titoli Maigret si commuove e Il cavallante della “Providence”) è un romanzo poliziesco di Georges Simenon con protagonista il commissario Maigret. È il secondo romanzo dedicato alle inchieste del celebre commissario.

Il carrettiere della morte

La sera di San Silvestro sorella Edit sta morendo di tubercolosi. La giovane esprime un’ultima volontà: che si cerchi David Holm, noto ubriacone, che ha vanamente tentato di rimettere sulla retta via. Nello stesso momento, David Holm sente avvicinarsi il carretto dei defunti, quello che, secondo la leggenda, dovrà essere condotto da una persona malvagia, ultimo morto dell’anno. E’ il suo turno, ormai, di prendere il posto del cocchiere?

Il caratteraccio

Perché siamo come siamo, noi italiani? Perché

ci piacciamo sempre di meno e cominciamo a

trovarci antipatici? Che cosa è accaduto nella

nostra storia nazionale, da Porta Pia alle Veline,

che ha fatto di noi quello che siamo diventati:

rissosi, astiosi, perennemente ”incazzati”

contro gli altri e sfacciatamente ipocriti, capaci

di celebrare il Family Day un giorno e di tradire

la stessa Family il giorno dopo?

Vittorio Zucconi sceglie, fra i tanti possibili,

dieci eventi chiave della storia d’Italia – dalla

presa di Roma alla Grande Guerra, dal fascismo

al boom economico, da Tangentopoli

a Berlusconi, passando per la tv di Mike Bongiorno,

i furgoncini Ape e la ”gioiosa macchina

da guerra” post comunista – in cerca di quel

”cromosoma storto” che non ha permesso di

”fare gli italiani”. Sì, perché l’homo italicus, incline

a denigrarsi con passione, ha ormai maturato

la certezza di non possedere un vero

carattere nazionale, ma un caratteraccio.

Prendendo spunto da un ciclo di ”lezioni

americane” tenute agli studenti di una prestigiosa

ed esclusiva università del Vermont, il

Middlebury College, Zucconi mette da parte,

rispettosamente, Boccaccio e Cavour per rivisitare,

con la sua ironia affettuosa tessuta di deliziose

esperienze personali e con la coscienza

di rivolgersi non ad accademici, ma a chi della

storia italiana sa molto poco (cioè quasi tutti),

pregiudizi e cliché sul dramma pirandelliano

degli italiani in cerca di se stessi. Per mostrarci

che, con crudele e puntuale dispettosità, la

storia ha fatto di noi un popolo condannato a

essere sempre anti, il prefisso che si è rivelato

il surrogato della nostra identità e la formula

magica usata da partiti, curie, demagoghi,

comunicatori e potenze straniere per controllarci

e condizionarci. Dal Brennero a Lampedusa

l’italiano è prima di tutto anticomunista,

antiamericano, anticlericale, antilaicista, antifascista,

antimeridionale, antiberlusconiano.

Siamo contro qualcosa, ergo esistiamo.

Nessuno prima d’ora era riuscito a spiegare con

una similitudine così folgorante la natura della

nostra disperata democrazia, ”sempre più

simile alla rana di Galvani, che ha bisogno di

periodiche scosse per muovere le zampette e

sembrare viva, restando morta”.

Ma siamo sicuri che sia del tutto colpa nostra?

(source: Bol.com)