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Perché alle zebre non viene l’ulcera?

Vi siete mai chiesti perché alle zebre, oppure ai babbuini, alle iene o ai roditori, non viene l’ulcera (ma nemmeno la depressione, la colite, l’infarto, il diabete e altre malattie croniche) mentre agli esseri umani sì? In un coinvolgente lavoro interamente dedicato allo stress e alle sue conseguenze sulla nostra salute, il neuroscienziato Robert M. Sapolsky risponde a questa domanda tutt’altro che oziosa, spiegando come, di fronte allo stress, il nostro organismo attivi le medesime risposte fisiologiche di quello animale, senza però essere in grado di disattivarle con la stessa rapidità. Grazie a trovate divertenti, notizie fuori dall’ordinario e aneddoti personali, uniti a un rigoroso impianto scientifico, l’autore ci permette di scoprire in che modo il sistema nervoso e il corpo reagiscono agli innumerevoli stimoli dello stress. Così, conoscendo a fondo l’origine e il funzionamento delle tensioni a cui ci sottopone la vita quotidiana, possiamo imparare a gestirle e a combatterle.

(source: Bol.com)

Per una Semplice Cifra Sbagliata

C’è poco da dire: sbagli a digitare una cifra?Beh, allora ti ritroverai con tutt’altro numero.Leggi l’estratto per scoprirne di più.
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Per un’abbondanza frugale. Malintesi e controversie sulla decrescita

Che cos’è mai l’abbondanza frugale, oltre a un ossimoro che lega provocatoriamente due opposti, a un’ennesima parola d’ordine suggestiva e impraticabile? Se qualcuno replicasse così alla prospettiva di una convivenza capace di sobrietà non punitiva, verrebbe preso sul serio da Serge Latouche, e contraddetto con ottime ragioni. Agli argomenti di chi dissente da lui e dagli altri, sempre più numerosi, “obiettori’di crescita”, il maggior teorico della decrescita dedica questo libro, ormai necessario dopo anni di malintesi, resistenze, travisamenti strumentali, accese controversie. Gli sviluppisti incrollabili, o gli scettici poco inclini a dar credito alle logiche antieconomiche, troveranno qui il repertorio delle loro tesi e delle loro perplessità, smontate una a una. Sarà difficile continuare a sostenere con qualche fondatezza che la decrescita è retrograda, utopica, tecnofoba, patriarcale, pauperista. La crisi devastante che stiamo vivendo la indica invece come l’uscita laterale dalla falsa alternativa tra austerità e rilancio scriteriato dei consumi. Un’abbondanza virtuosa, ci avverte Latouche, è forse l’unica compatibile con una società davvero solidale.

Per un pugno di sterline

A Londra si è scatenata una follia omicida a causa di alcune banconote maledette. Chiunque ne entri in contatto infatti diventa un feroce assassino. Dylan Dog proverà a scoprire chi ha infettato le banconote, cercando nel frattempo di resistere alla tentazione delle sterline maledette.

Per un pugno di idee

Di che cosa parliamo quando parliamo di innovazione? Massimiano Bucchi ci racconta come dietro questa parola abusata vi siano percorsi concreti, tortuosi e molto affascinanti. Dalla forchetta al kalashnikov, questo libro intreccia le storie delle intuizioni che hanno cambiato le nostre vite, dimostrando la loro natura di processi non lineari e collettivi, che non possono essere ricondotti all’intuizione di un genio isolato ma che nascono da contributi spesso inaspettati. Storie di innovazioni concettuali, come la sequenza qwerty sulle tastiere che tutti usiamo quotidianamente; di innovazioni nello sport, dal contropiede italiano al salto alla Fosbury; o nell’universo culturale, dal Monopoli allo spaghetti western. Storie di percorsi innovativi sorprendenti, come quello che portò un fisico a inventare il primo videogioco della storia o un regista a introdurre il “conto alla rovescia” che tutti oggi identifichiamo con l’esplorazione spaziale. Dalla cultura alla tecnica, dallo sport al cinema e alla tavola, il racconto curioso e istruttivo di piccole svolte diventate grandi cambiamenti.

(source: Bol.com)

Per sempre insieme a me

**Un’autrice N°1 nel cuore delle lettrici

Autrice di The Club Series**

La prima volta che ho posato gli occhi su Lydia Decker, non sono riuscito a parlare. Nemmeno a respirare, però, o a mettere insieme due pensieri coerenti. Non mi riferisco allo stereotipodel ragazzo folgorato dalla bellezza di una donna. Lydia è bellissima, certo, ma non è questo il punto. Ero immobilizzato, strafatto di antidolorifici e avevo l’umore sbriciolato quasi quanto le ossa. Avevo toccato davvero il fondo. Lydia era la mia terapista, e si occupava della mia riabilitazione. È stata il raggio di sole nel momento più buio. L’unica speranza per la mia anima andata in frantumi. E si è dedicata a me con devozione e cura, dopo aver deciso che la sua missione fosse quella di rimettermi in piedi. Era convinta di essere destinata a salvarmi e io ci ho creduto. Mi sono lasciato guarire da lei nel fisico, nello spirito… e nel cuore. E mi sono innamorato perdutamente. Quello che non sapevo e non potevo nemmeno immaginare è che Lydia Decker aveva molto più bisogno di qualcuno che la salvasse di quanto ne avessi io.

**Un’autrice bestseller di USA Today
Tradotta in tutto il mondo

Alcuni eroi arrivano quando e come meno te lo aspetti**

‘Una storia che ti prende e non ti lascia andare fino alla fine. Lauren Rowe riesce a farti volare.’

‘Questa autrice riesce a parlare alla mia anima come nessun’altra e con questa storia ha fatto centro.’

Lauren Rowe

è lo pseudonimo di una poliedrica autrice bestseller di ‘USA Today’, artista e cantante che ha deciso di liberare il proprio alter ego per scrivere senza alcuna censura. Lauren vive a San Diego, in California, con la famiglia. La Newton Compton ha pubblicato la Club Series e il romanzo Un adorabile bugiardo.

(source: Bol.com)

Per Sarah

Lo sciorinare ininterrotto dei ricordi dell’anonima amica di Sarah è leggero e di ampio respiro, talmente ampio e leggero che ci si lascia cullare sin dall’inizio, sprofondando piano piano. La voce che fa rivivere Sarah dipinge fotogrammi di una luce intensa, quella del cielo infinito di Beirut e delle caotiche strade di Marsiglia. La mente gioca con i tempi verbali, i flash back diventano flash forward: due ragazze mediorientali ampie, che contengono moltitudini, che si gonfiano come lenzuola al vento, riempiendosi di coraggio. L’anticonformismo e l’intelligenza non sono ostentate, ma raccontate in parole povere, così come gli amici, l’alcool, il passaggio da oriente a occidente, da un vuoto all’altro, le sigarette, glu uomini, i concerti (una pianista, l’altra violinista). E poi il senso di inadeguatezza che emerge dal torrente di emozioni, il tormento della tragicità quotidiana, per cui nulla è facile, niente può essere vissuto con superficialità. E il nastro dei ricordi si contorce, in un mulinello ciclico, precipita, si fa complesso. L’irrimediabilità dei fatti si ispessisce, mano a mano che la storia di questa amicizia romantica si avvia verso la fine. Un lucidissimo gioco con i ricordi, un disperato tentativo di non lasciare che la memoria si sgretoli.

Per ridere aggiungere acqua

Il linguaggio è un meccanismo cognitivo di tipo computazionale – determinato biologicamente – in grado di generare a partire da un insieme limitato (le parole) un insieme illimitato di espressioni gerarchicamente strutturate (le frasi). Come funziona questo meccanismo? Quali sono le operazioni matematiche che compiamo quando parliamo? In che modo gli elementi più semplici vanno a costruire quelli più complessi? In che modo il linguaggio attiva il nostro cervello? E quello di un computer? “Henri Poincaré diceva che la matematica non è lo studio degli oggetti, ma delle relazioni tra gli oggetti; al tempo stesso, una lingua è fatta principalmente di relazioni tra oggetti, non da oggetti sbattuti lì a caso, ed è proprio leggendo queste relazioni che il nostro cervello si accende e, oltre a riconoscere, costruisce una storia, una sequenza di avvenimenti temporali veri o presunti, vivi o defunti.” Che rapporto c’è tra questa lettura e un’emozione fondamentale come una risata? Da Guareschi a Edgar Allan Poe e Georges Perec; dai concetti di ridondanza e interdipendenza su cui Claude Elwood Shannon fondò la teoria matematica della comunicazione – alla base di gran parte della tecnologia informatica che usiamo tutti i giorni – agli esperimenti di Amos Tversky e Daniel Kahneman, i padri dell’economia comportamentale che hanno rivoluzionato il mondo della psicologia; da Bergson a Eco passando per Borges, Montale e Fosco Maraini, un viaggio straordinario ed esilarante per rispondere alla domanda: è possibile insegnare a un computer
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### Sinossi
Il linguaggio è un meccanismo cognitivo di tipo computazionale – determinato biologicamente – in grado di generare a partire da un insieme limitato (le parole) un insieme illimitato di espressioni gerarchicamente strutturate (le frasi). Come funziona questo meccanismo? Quali sono le operazioni matematiche che compiamo quando parliamo? In che modo gli elementi più semplici vanno a costruire quelli più complessi? In che modo il linguaggio attiva il nostro cervello? E quello di un computer? “Henri Poincaré diceva che la matematica non è lo studio degli oggetti, ma delle relazioni tra gli oggetti; al tempo stesso, una lingua è fatta principalmente di relazioni tra oggetti, non da oggetti sbattuti lì a caso, ed è proprio leggendo queste relazioni che il nostro cervello si accende e, oltre a riconoscere, costruisce una storia, una sequenza di avvenimenti temporali veri o presunti, vivi o defunti.” Che rapporto c’è tra questa lettura e un’emozione fondamentale come una risata? Da Guareschi a Edgar Allan Poe e Georges Perec; dai concetti di ridondanza e interdipendenza su cui Claude Elwood Shannon fondò la teoria matematica della comunicazione – alla base di gran parte della tecnologia informatica che usiamo tutti i giorni – agli esperimenti di Amos Tversky e Daniel Kahneman, i padri dell’economia comportamentale che hanno rivoluzionato il mondo della psicologia; da Bergson a Eco passando per Borges, Montale e Fosco Maraini, un viaggio straordinario ed esilarante per rispondere alla domanda: è possibile insegnare a un computer

Per Mare E Per Terra

Spagna 1481. Durante il regno di Ferdinando e Isabella la penisola iberica vive una delle pagine più oscure della sua storia: Tomàs de Torquemada, a capo della Nuova Inquisizione in Castiglia e in Aragona, dà avvio a una persecuzione senza pari nei confronti degli ebrei e dei conversos, i cattolici provenienti da famiglie giudaiche convertite. La violenza è inaudita, per essere sommariamente processati e gettati in carcere basta un sospetto anche non confermato, e gli accusatori vengono gratificati con laute ricompense. In quest’epoca di tumulti e sconvolgimenti, la vita di Luis de Santángel, cancelliere alla corte spagnola, scorre tra mille insidie e difficoltà. Uomo ricco e di successo, Santángel tiene nascoste le proprie origini di converso con grande apprensione, poiché il prestigioso ruolo che ricopre rende ogni suo gesto ancora più visibile agli occhi degli inquisitori. Quando nelle sue mani capitano dei misteriosi testi ebraici, la prima reazione non può quindi essere che di terrore cieco. Latore degli antichi testi è un giovane navigatore genovese, che ha accompagnato Santángel in un inutile viaggio a Roma per cercare di convincere il papa a frenare la follia di Torquemada. Il capitano, un uomo ambizioso che coltiva il sogno di raggiungere un giorno via mare le Indie, si chiama Cristoforo Colombo, e quei manoscritti gli sono stati affidati da un cartografo ebreo di Lisbona, con l’indicazione che tra essi vi è una pergamena di valore incalcolabile. Tornato nella sua città, Saragozza, Santángel cede alla tentazione di approfondire la fede dei suoi avi attraverso la comprensione dei manoscritti ricevuti, pur sapendo di esporre se stesso e i suoi familiari al rischio di una morte atroce. E quando uno scrivano ebreo reagisce alla lettura con stupore e sguardo angosciato, il rischio appare ancora più incombente e spaventoso: quella pergamena non dovrebbe esistere, molti ebrei sono stati massacrati nel tentativo di distruggerne tutte le copie in terribili autodafé. Evidentemente quell’unico esemplare si è salvato, e ora il suo possessore è in grave pericolo. Dopo sofferenze e lutti, dopo la consolazione e la perdita dell’amore, la prigione e la fuga, quando anche l’ultima speranza sembra abbandonare il cancelliere reale, un’unica, ultima fiammella rimane viva nel suo cuore: e se il progetto del capitano genovese non fosse poi solo un sogno? Basato su un’attenta ricostruzione storica, Per mare e per terra è un avvincente romanzo storico che illumina il regno di Ferdinando e Isabella e la tragica svolta segnata dall’editto di espulsione degli ebrei dalla Spagna. Spagna 1492. L’anno della cacciata degli ebrei e della scoperta dell’America in un grande romanzo storico, «una potente storia d’amore, religione, violenza». Publishers Weekly «Il romanzo di Mitchell James Kaplan trova posto di diritto tra i più importanti romanzi storici contemporanei di argomento ebraico. Il ritratto dell’odio religioso ed etnico nella Spagna di Ferdinando e Isabella aiuta a comprendere il mondo ebraico di oggi più di quanto facciano molti giovani scrittori ebrei modaioli e pubblicizzati che si arrampicano in vetta alla scena letteraria newyorchese». Ha’aretz «È raro trovare romanzi storici così intensi e raffinati». Bookreporter.com «Preparate il fazzoletto per il finale!» The maiden’s court «Il grande successo di Kaplan risiede nella capacità di entrare nella vita interiore dei suoi personaggi». Washington Jewish Week

Per Le Vie

Per le vie
Giovanni Verga, scrittore e drammaturgo italiano (1840-1922)
Questo libro elettronico presenta «Per le vie», di Giovanni Verga.
Indice interattivo
– Presentazione
– Il Bastione Di Monforte
– In Piazza Della Scala
– Al Veglione
– Il Canarino Del N 15
– Amore Senza Benda
– Semplice Storia
– L’osteria Del Buoni Amici
– Gelosia
– Camerati
– Via Crucis
– Conforti
– L’ultima Giornata
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### Sinossi
Per le vie
Giovanni Verga, scrittore e drammaturgo italiano (1840-1922)
Questo libro elettronico presenta «Per le vie», di Giovanni Verga.
Indice interattivo
– Presentazione
– Il Bastione Di Monforte
– In Piazza Della Scala
– Al Veglione
– Il Canarino Del N 15
– Amore Senza Benda
– Semplice Storia
– L’osteria Del Buoni Amici
– Gelosia
– Camerati
– Via Crucis
– Conforti
– L’ultima Giornata

Per lanciarsi dalle stelle

È normale avere paura.
Serve solo un unico, magnifico istante senza di essa.

‘Vorrei che per una volta tu provassi a lasciarti andare, a non aver paura di fallire, a non dire “no”, a fare quello che davvero vuoi. E sai come si vince la paura? Facendo proprio quello di cui si ha paura! Mettiti alla prova, ti sorprenderai tu stessa di quello che sei in grado di fare. Non dimenticare il mantra: “Fai almeno una volta al giorno una cosa che ti spaventi!” e vedrai che più cose fai e più trovi la forza per farne altre. Sono poche le cose che abbiamo davvero ragione di temere, credimi.’

Fai almeno una volta al giorno una cosa che ti spaventi e vedrai che troverai la forza per farne altre. Sono queste le parole che Sole trova nella lettera che la sua migliore amica le ha scritto poco prima di ripartire per Parigi, subito dopo l’unico litigio della loro vita. Quel litigio di cui Sole si pentirà per sempre, perché non rivedrà mai più Stella, la persona più importante per lei. Sole non smette di guardare quel foglio perché, anche se ha solo venticinque anni, non c’è nulla di più difficile per lei che superare le proprie paure. Sa che, se le tiene strette a sé, non c’è nulla da rischiare: il lavoro sicuro per cui ha rinunciato al sogno di fare l’università; il primo bacio mai dato perché è meno pericoloso immaginarlo tra le pagine di un libro che viverlo realmente. Ma ora Sole non può più aspettare. Lo deve alla sua amica. Così per cento giorni affronta una paura alla volta: dal lanciarsi con il paracadute al salire sulle montagne russe; dall’attraversare un bosco sotto il cielo stellato al fare un viaggio da sola a Parigi. Giorno dopo giorno, scopre il piacere dell’imprevisto e dell’adrenalina che le fa battere il cuore. A sostenerla c’è Samanta, un’adolescente in lotta con il mondo che ha paura persino della sua immagine riflessa. Rivedendosi in lei, Sole prova a smuovere la sua insicurezza e a insegnarle ciò che ha appena imparato: è normale avere paura, quello che serve è solo un unico, singolo, magnifico istante senza di essa. Ma c’è un unico istante che Sole non è ancora pronta a vivere. L’istante in cui deve confessare la verità al ragazzo di cui è da sempre innamorata. Una prova più difficile di tutte le altre. Perché anche l’amore può vestirsi d’abitudine e confondere. E per amare davvero bisogna essere pronti a mettersi in gioco. Perché persino i sogni possono cambiare quando sono solo una favola.

Dopo il successo della Voce nascosta delle pietre, Chiara Parenti regala ai suoi lettori un nuovo romanzo che ci insegna a guardare dentro noi stessi. Una storia sull’importanza di assaporare ogni attimo, di non perdere le occasioni della vita. Una storia sull’amicizia che quando è sincera scava dentro anche se fa male. Una storia sul coraggio di guardare oltre la paura per toccare le stelle.

(source: Bol.com)

Per La Mia Prima Volta

**Sarò chiaro: so che sei un pezzo di merda che se le scopa tutte, okay?**
*So che pensi di poterti prendere mia sorella per poi trattarla come se non valesse niente. E voglio che tu sappia che non te lo lascerò fare. Non ti permetterò di farle del male.*
* * *
«È una cosa ridicola.»
«Lo è» concordò Will, guardandola brevemente prima di tornare sulla strada, «È ridicolo che tu sia uscita con quell’imbecille.»
«Non è un imbecille» ribatté lei.
«Di’ quel che vuoi, ma Brandon ti ha portata a casa perché sperava di scoparti. E scommetto che tu invece non ci pensavi affatto.»
«Forse invece avevo proprio quello in mente.»
«Allora perché ti sei fatta portare via così?»
«Fammi un favore: chiudi la bocca e lasciami in pace.»
* * *
**Arianna:**
Da che mi ricordi, Will è stato l’unico che abbia mai voluto.
Will Lyland, il giocatore di football alto e sexy.
Era l’uomo che sognavo di notte e che cercavo di non fissare di giorno, ma poi è diventato il mio fratellastro e questo mi ha distrutto ogni fantasia.
Ora siamo al college ed io sono pronta per una nuova vita. Nuovi amici. Nuovi vestiti. Feste. Ragazzi…
Non lo rivedrò mai più.
** *Allora perché è l’unica persona a cui riesco a pensare?* **
**Will:**
Non le ho mai prestato attenzione, nemmeno dopo che è diventata la mia sorellastra.
Non sembriamo nemmeno provenire dallo stesso universo, ma quando suo padre mi ha chiesto di tenerla d’occhio in cambio del mio accesso a un’università prestigiosa, ho pensato che sarebbe stato un facile accordo.
Peccato che non lo sia. Lei è cambiata. Molto. E in modo veramente carino.
Chi avrebbe mai pensato che Arianna potesse diventare così sexy in così poco tempo?
Ora riceve le attenzioni dei maschi e alcuni di loro non hanno buone intenzioni…
**Tenerli lontani da lei è una cosa.**
** *Mantenere il controllo di me stesso è tutt’altra…* **
* * *
*ATTENZIONE: Questo eBook contiene tematiche e linguaggio adatti a un pubblico di soli maggiorenni.*

Per i sentieri dove cresce l’erba

Per i sentieri dove cresce l’erba è l’opera conclusiva della produzione di Hamsun, in cui si concentra tutta la sua poetica, un romanzo imprescindibile.
Knut Hamsun è stato un pioniere di alcune tecniche stilistiche, con l’utilizzo del flusso di coscienza e del monologo interiore, influenzando la maggior parte degli autori moderni.
Nel 1929, Thomas Mann affermò che il Premio Nobel per la letteratura mai era stato assegnato a qualcuno che lo meritasse di più. E scrittori come Franz Kafka, Bertold Brecht e Henry Miller hanno tutti espresso la loro ammirazione per Hamsun. Nella prefazione ad un’edizione americana di Fame, Isaac Bashevis Singer afferma che Hamsun “è il padre della scuola moderna di letteratura in ogni aspetto: nella sua soggettività, nell’impressionismo, nell’uso della retrospettiva, nel lirismo. Tutta la letteratura moderna del ventesimo secolo deriva da Hamsun”.
“Gelido catasto dei giorni deserti e dell’assurdità delle cose”, come lo ha definito Claudio Magris, Per i sentieri dove cresce l’erba è il diario dell’internamento in ospedali psichiatrici e sanatori a cui lo scrittore viene condannato per il suo collaborazionismo con i nazisti. Ultima opera di Hamsun, premio Nobel per la Letteratura (1920), fu scritta nel 1948, quando lo scrittore era ormai in età avanzata.
Come giudicare uno Stato che si accanisce contro uno scrittore di novant’anni, lo relega per mesi in un ospedale psichiatrico per indagare sulle sue capacità mentali, provocandogli ulteriori malesseri psicofisici che lo ridurranno in fin di vita?
E come giudicare Knut Hamsun che aderisce con entusiasmo al pangermanesimo nazista, appoggia l’occupazione tedesca e dopo il suicidio di Hitler nel bunker di Berlino lo definisce “figura di riformatore del più alto rango”?
Per i sentieri dove cresce l’erba può essere considerata l’opera-riscatto di Knut Hamsun.
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### Sinossi
Per i sentieri dove cresce l’erba è l’opera conclusiva della produzione di Hamsun, in cui si concentra tutta la sua poetica, un romanzo imprescindibile.
Knut Hamsun è stato un pioniere di alcune tecniche stilistiche, con l’utilizzo del flusso di coscienza e del monologo interiore, influenzando la maggior parte degli autori moderni.
Nel 1929, Thomas Mann affermò che il Premio Nobel per la letteratura mai era stato assegnato a qualcuno che lo meritasse di più. E scrittori come Franz Kafka, Bertold Brecht e Henry Miller hanno tutti espresso la loro ammirazione per Hamsun. Nella prefazione ad un’edizione americana di Fame, Isaac Bashevis Singer afferma che Hamsun “è il padre della scuola moderna di letteratura in ogni aspetto: nella sua soggettività, nell’impressionismo, nell’uso della retrospettiva, nel lirismo. Tutta la letteratura moderna del ventesimo secolo deriva da Hamsun”.
“Gelido catasto dei giorni deserti e dell’assurdità delle cose”, come lo ha definito Claudio Magris, Per i sentieri dove cresce l’erba è il diario dell’internamento in ospedali psichiatrici e sanatori a cui lo scrittore viene condannato per il suo collaborazionismo con i nazisti. Ultima opera di Hamsun, premio Nobel per la Letteratura (1920), fu scritta nel 1948, quando lo scrittore era ormai in età avanzata.
Come giudicare uno Stato che si accanisce contro uno scrittore di novant’anni, lo relega per mesi in un ospedale psichiatrico per indagare sulle sue capacità mentali, provocandogli ulteriori malesseri psicofisici che lo ridurranno in fin di vita?
E come giudicare Knut Hamsun che aderisce con entusiasmo al pangermanesimo nazista, appoggia l’occupazione tedesca e dopo il suicidio di Hitler nel bunker di Berlino lo definisce “figura di riformatore del più alto rango”?
Per i sentieri dove cresce l’erba può essere considerata l’opera-riscatto di Knut Hamsun.

Per fortuna faccio il prof

**Lettera d’amore agli studenti e alle loro inesauribili energie.**
Questo non è un libro di denuncia dei mali dell’università. Non è un’accusa contro lo Stato che non investe nella ricerca. E nemmeno deplorazione delle distanze tra strutture e tecnologie dei nostri atenei d’eccellenza e quelle dei maggiori atenei stranieri. È invece un libro che canta la bellezza dell’insegnare e del vivere in università, racconta il piacere delle sfide culturali, la meraviglia dell’incontro con le generazioni più giovani, la scoperta di realtà e sentimenti sempre nuovi, la ricchezza nascosta dei percorsi collettivi. È un libro che dimostra che il nostro sguardo serve non solo a vedere le cose ma anche a farle nascere e che la cultura scientifica può farsi cultura civile e propagarsi come incendio nella prateria.
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### Sinossi
**Lettera d’amore agli studenti e alle loro inesauribili energie.**
Questo non è un libro di denuncia dei mali dell’università. Non è un’accusa contro lo Stato che non investe nella ricerca. E nemmeno deplorazione delle distanze tra strutture e tecnologie dei nostri atenei d’eccellenza e quelle dei maggiori atenei stranieri. È invece un libro che canta la bellezza dell’insegnare e del vivere in università, racconta il piacere delle sfide culturali, la meraviglia dell’incontro con le generazioni più giovani, la scoperta di realtà e sentimenti sempre nuovi, la ricchezza nascosta dei percorsi collettivi. È un libro che dimostra che il nostro sguardo serve non solo a vedere le cose ma anche a farle nascere e che la cultura scientifica può farsi cultura civile e propagarsi come incendio nella prateria.

Per esclusione vol. 2

Salomone, l’agghiacciante serial killer che costringe le sue stesse vittime a diventare carnefici, sembra inarrestabile. Solo che ora perfino Craig Dabecourt, agente speciale dell’FBI, forse l’unico in grado di fermare il gioco al massacro, si muove sul filo del rasoio: qualcuno al vertice arriva addirittura a sospettare che Salomone possa essere proprio lui. Così il cacciatore diventa preda e Dabecourt non ha scelta, braccato da quegli stessi uominiche Solo poco prima erano al suo fianco. Dovrà agire in fretta per trovare la più allucinante delle risposte. Da due fuoriclasse italiani dell’intrigo, la conclusione di un thriller esplosivo.