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Populismo sovrano

Di fronte a problemi che nessun governo nazionale è in grado di risolvere, elettori e politici, sfiduciati verso la globalizzazione, inseguono le sirene del populismo. Spaventati dai fantasmi di una sovranità che sembra svanire, stiamo cosí distruggendo proprio quegli strumenti che ci consentirebbero di ricostruirla in un mondo che non è piú quello dominato dagli Stati nazionali. Frustrati per l’impressione di non riuscire a far sentire la nostra voce e di non avere piú il controllo sulle nostre vite, ci rassegniamo a uno stato di natura del tutti contro tutti, incapaci di quella fiducia reciproca – tra persone e nazioni – che ci permetterebbe di riprendere in mano il nostro destino. Si è rotto il compromesso della delega, nemica giurata dei populismi, travolta da referendum, progetti di uscita dall’euro e ostilità a ogni élite politica e tecnocratica. L’errore finora è stato cercare di preservare il patto sociale che ha retto l’Europa nel lungo Dopoguerra – integrazione come garanzia di pace e di prosperità – invece che dare alla sovranità condivisa una base di legittimità piú attuale. Che può essere soltanto protezione e identità, sicurezza e difesa dalle conseguenze della globalizzazione.

(source: Bol.com)

Populismo e stato sociale

L’affermazione del populismo è figlia della perdita di credibilità della classe dirigente e di uno stato sociale che non è in grado di proteggere ampi strati della popolazione dai cambiamenti indotti dalla globalizzazione e dal progresso tecnologico. Occorre dare risposte innovative, eliminando i trattamenti di favore di chi ha posizioni di potere e rendendo la protezione sociale più efficiente nel raggiungere chi ha davvero bisogno d’aiuto.
La democrazia diretta invocata dai populisti rischia di sfociare nella dittatura della maggioranza. Il peggiore nemico del populismo sono i corpi intermedi della cosiddetta società civile: associazioni, partiti, sindacati, autorità indipendenti, amministrazioni pubbliche.
La lucida analisi di una questione essenziale per il futuro del nostro mondo, e una proposta concreta sul tema dell’immigrazione.
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### Sinossi
L’affermazione del populismo è figlia della perdita di credibilità della classe dirigente e di uno stato sociale che non è in grado di proteggere ampi strati della popolazione dai cambiamenti indotti dalla globalizzazione e dal progresso tecnologico. Occorre dare risposte innovative, eliminando i trattamenti di favore di chi ha posizioni di potere e rendendo la protezione sociale più efficiente nel raggiungere chi ha davvero bisogno d’aiuto.
La democrazia diretta invocata dai populisti rischia di sfociare nella dittatura della maggioranza. Il peggiore nemico del populismo sono i corpi intermedi della cosiddetta società civile: associazioni, partiti, sindacati, autorità indipendenti, amministrazioni pubbliche.
La lucida analisi di una questione essenziale per il futuro del nostro mondo, e una proposta concreta sul tema dell’immigrazione.

Popolo vs Democrazia

Negli ultimi anni sembra che la politica abbia subìto un’inquietante accelerazione. Nei paesi in cui l’adesione di tutti i cittadini al sistema di valori della democrazia era considerata un’ovvietà, il consenso per i partiti di estrema destra e per i populismi aumenta a ogni tornata elettorale. Per di più, la degenerazione del discorso politico è sopravvissuta alla fine della crisi economica. In Europa e negli Stati Uniti, infatti, sono chiari i segni della ripresa eppure la richiesta di costruire muri, di respingere i flussi migratori, di ripristinare misure protezionistiche è sempre più forte da parte dei cittadini. Il legame tra liberalismo e democrazia, spiega Yascha Mounk, non è più così indissolubile come credevamo. Siamo entrati in una nuova era politica, con la quale chi ancora crede nella sovranità del popolo in democrazia dovrà fare i conti. Come dimostra l’elezione di Donald Trump, la divaricazione della cultura dei diritti dal sistema della partecipazione democratica è possibile. Mentre le istituzioni si riempiono di milionari e tecnocrati, i cittadini conservano i propri diritti civili e le proprie libertà economiche, ma vengono esclusi dalla vita politica. D’altra parte, il successo di Orbán in Ungheria, di Erdoğan in Turchia e di Kurz in Austria è il segno di una democrazia che si priva sempre più della capacità di garantire diritti ai propri cittadini e si trasforma in una tirannia della maggioranza. Mounk appartiene a una nuova generazione di pensatori e con questo saggio offre un paradigma tempestivo ed efficace, in grado di fare chiarezza sul futuro della democrazia e dunque della nostra vita come cittadini.

(source: Bol.com)

Ponzio Pilato

Ponzio Pilato nel giorno in cui deve decidere sulle sorti di Gesù: condannarlo alla crocifissione o rimetterlo in libertà? Caillois, che scrisse questo romanzo nel 1962, è stato forse fra i primi a cogliere la modernità della storia del procuratore della Giudea.

(source: Bol.com)

Pompei è viva

“Potranno le future generazioni credere che le campagne dei loro antenati sono scomparse in un mare di fuoco?”
Pompei è la città più viva delle città morte. Dal Settecento, quando cominciarono gli scavi, ha continuato a parlare, a svelare segreti, a dire l’ingegno, la bellezza, la florida grandezza della civiltà romana. Eva Cantarella e Luciana Jacobelli le hanno già dedicato un libro illustrato, una “guida” intelligente che è anche alla base di questa nuova avventura. Qui, senza rinunciare a un corredo essenziale di immagini, Pompei diventa soprattutto racconto: racconto delle vestigia, dei costumi (i modelli abitativi, i servizi pubblici, gli svaghi), della vita familiare, dei culti religiosi. Ma non solo: complici le testimonianze e i documenti rinvenuti, le autrici risalgono a storie di vita vissuta, di legami amorosi, di relazioni nell’ambito della politica. Se Jacobelli indaga sul reperto archeologico e da quello trae, con rigore e sapienza, informazioni che accendono l’attenzione, Cantarella esplora il tessuto civile, i miti, le leggende. Ne esce un libro decisamente “narrativo” – che attinge anche all’ampia tradizione di storie tramandate dalla “scoperta” della città in poi, una sorta di germinazione di racconti che è un’altra parte della ricchezza culturale di Pompei. Non manca inoltre il quadro (in verità drammatico) dello stato di conservazione dei reperti, delle losche vicende legate alla gestione del patrimonio, dei tentativi di trovare una soluzione per confermare l’effettiva vitalità di Pompei.
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### Sinossi
“Potranno le future generazioni credere che le campagne dei loro antenati sono scomparse in un mare di fuoco?”
Pompei è la città più viva delle città morte. Dal Settecento, quando cominciarono gli scavi, ha continuato a parlare, a svelare segreti, a dire l’ingegno, la bellezza, la florida grandezza della civiltà romana. Eva Cantarella e Luciana Jacobelli le hanno già dedicato un libro illustrato, una “guida” intelligente che è anche alla base di questa nuova avventura. Qui, senza rinunciare a un corredo essenziale di immagini, Pompei diventa soprattutto racconto: racconto delle vestigia, dei costumi (i modelli abitativi, i servizi pubblici, gli svaghi), della vita familiare, dei culti religiosi. Ma non solo: complici le testimonianze e i documenti rinvenuti, le autrici risalgono a storie di vita vissuta, di legami amorosi, di relazioni nell’ambito della politica. Se Jacobelli indaga sul reperto archeologico e da quello trae, con rigore e sapienza, informazioni che accendono l’attenzione, Cantarella esplora il tessuto civile, i miti, le leggende. Ne esce un libro decisamente “narrativo” – che attinge anche all’ampia tradizione di storie tramandate dalla “scoperta” della città in poi, una sorta di germinazione di racconti che è un’altra parte della ricchezza culturale di Pompei. Non manca inoltre il quadro (in verità drammatico) dello stato di conservazione dei reperti, delle losche vicende legate alla gestione del patrimonio, dei tentativi di trovare una soluzione per confermare l’effettiva vitalità di Pompei.

Polvere di stelle

**Hunted Series

Autrice del bestseller Tutte le stelle del cielo**

Dopo aver scoperto di essere in grado di prevedere il futuro grazie al suo DNA ibrido, Abby Allen deve fare i conti con una delle peggiori visioni che le capita di avere: quella che le svela la morte di Kevan, l’alieno di cui è innamorata, che sembra si sacrificherà per salvare proprio lei. Sceglie quindi di stargli lontana, ma più lei si allontana, più Kevan le si avvicina, conscio ormai di non poter più fare a meno della “colorata” presenza di Abby. Riuscirà la ragazza a tenere fede ai suoi propositi, o le lusinghe dell’alieno avranno la meglio sulla sua volontà?
Nel frattempo, la lotta contro i Niviuxiani, la razza aliena a cui appartiene Kevan, prosegue senza esclusione di colpi. Abby, Kevan, Dakota e Jay, intraprendono un viaggio che dovrebbe portarli al sicuro. Ma le cose non andranno come previsto, perché si sa, il futuro riserva sempre delle sorprese. I ragazzi si ritroveranno al punto di partenza e l’incubo della cattura si abbatte di nuovo sulle loro vite. Abby e Kevan dovranno perciò incontrare il triste epilogo che è stato scritto per loro, o forse il futuro può essere ingannato?

Angela Contini

è nata in Germania ma è italianissima. Vive in un piccolo paesino con il marito e il figlio. Ama guardare serie TV, ascoltare musica e preparare dolci. La Newton Compton ha pubblicato Tutta la pioggia del cielo, Tutte le stelle del cielo e Tutto l’infinito del cielo.

(source: Bol.com)

Polvere di diamante

Primo autore di polizieschi ad aver conquistato il pubblico al di là dei confini del mondo arabo, nel suo nuovo thriller Ahmed Mourad racconta di una città che ha perso l’innocenza, ma non quel lieve e affascinante umorismo che da sempre contraddistingue lo spirito egiziano. Taha è un ragazzo del Cairo che ama suonare la batteria e fumare la shisha al caffè con gli amici. Quando non va in giro per studi medici cercando di piazzare qualche farmaco e non fa il turno di notte in farmacia, si prende cura del padre che, costretto su una sedia a rotelle, trascorre le giornate appostato nella sua stanza a spiare la gente con il binocolo. Dalla sua finestra sul mondo osserva le vite degli altri e ne scruta i segreti. Una mattina, rientrando in casa, Taha trova la sedia a rotelle rovesciata e suo padre a terra, colpito a morte. Qualcuno ha voluto ucciderlo. Ma in un paese dove per la legge i più deboli non contano, ben presto le indagini finiscono in un vicolo cieco, e a Taha non resta che cercare giustizia da sé. Inizia per lui un viaggio nel lato più oscuro del Cairo che, accanto alla crudeltà e ai vizi di persone senza scrupoli, gli permetterà di toccare con mano anche l’impegno e la passione di chi crede di poter cambiare una società devastata dalla corruzione e dal clientelismo. Giovani come Sara, la vicina di casa bella e impossibile, giornalista a caccia di inchieste che colpiscano il malcostume, che apre una breccia nel suo cuore. Nelle loro indagini private, Taha e Sara, ognuno con il proprio obiettivo, s’imbattono nella misteriosa polvere di diamante, ‘il re dei veleni’, diffusa un tempo tra i commercianti ebrei della città: una sostanza che una volta ingerita striscia nel corpo silenziosa come una serpe, uccidendo molto lentamente.

(source: Bol.com)

Polizia

Il corpo massacrato di un poliziotto è ritrovato alle porte della capitale norvegese, sulla scena di un crimine rimasto irrisolto e su cui lui stesso aveva indagato. Qualche tempo dopo viene scoperto il cadavere di un suo collega: stesse modalità di esecuzione, stesse coincidenze. A questo punto non può essere un caso. I delitti sono tanto feroci quanto perfetti, ed è chiaro a tutti che l’assassino ha appena cominciato. Fermarlo è un lavoro per Harry Hole. Ma di Harry Hole non c’è traccia. ***«Il piú grande scrittore al mondo di crime sono io. Poi c’è Jo Nesbø, che mi sta alle calcagna come un pitbull rabbioso, pronto a prendere il mio posto, appena tirerò le cuoia». James Ellroy*** «Avevo promosso Nesbø da numero due (come si era degnato di nominarlo Ellroy) a numero uno. Ora lo confermo il numero uno e aggiungo almeno un mezzo voto in piú». Antonio d’Orrico *** «Jo Nesbø è il mio scrittore di thriller preferito e Harry Hole il mio nuovo eroe». Michael Connelly

Political tv: Informazione e satira, da Obama a Trump

Contenuti dalla forte valenza politica attraversano da sempre la televisione americana. In anni recenti la presidenza di Barack Obama, abilissimo nel costruire la sua narrazione anche attraverso i mezzi di comunicazione, e quella di Donald Trump, star della reality television prima di approdare alla Casa Bianca, hanno enfatizzato ulteriormente sia lo stretto rapporto tra tv e politica, nelle rappresentazioni e nell’immaginario, sia le conseguenze di questo intreccio. Political tv offre una panoramica completa e ragionata sul tema, indagando tanto i generi televisivi più tradizionalmente legati alla necessità di informare (i telegiornali, le inchieste, le interviste), quanto quelli dove la politica è solo uno tra i molti ingredienti (le serie tv, i reality, la satira, il late night). Con rigore storico e chiarezza d’analisi Chuck Tryon esplora la costruzione televisiva di concetti fondamentali come la cittadinanza e l’identità nazionale, l’impatto nel rappresentare temi e idee, le contaminazioni con le logiche dell’intrattenimento e della pubblicità, lo statuto della tv politica nello scenario mediale post network. La postfazione al volume è stata scritta appositamente per questa edizione italiana e allarga lo sguardo alla presidenza Trump e al suo rapporto particolarissimo con i media.

Polenta. Tutte le ricette

Piatto della più classica tradizione alimentare contadina italiana, la polenta è stata l’alimento principale delle generazioni passate. Riscoperto l’antico sapore, negli ultimi anni è tornata sulle tavole dei buongustai. Gialla, bianca o nera, morbida o dura, la polenta è la protagonista di numerose pietanze, salate e dolci, ma anche piatto unico da assaporare con formaggi, verdure e salse.
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Polenta di castagne

Su un aereo diretto a New York, un giorno di ottobre del 1963, una giovane Iva Zanicchi, terrorizzata dal suo primo volo, rievoca con la memoria volti, personaggi, luoghi, ricordi del suo passato. La scena si popola di figure indimenticabili: nonno Antonio, alto, imponente, distinto persino nei vestiti da montanaro; la Pisana, protagonista di episodi esilaranti; la bisnonna Desolina, dalla voce bella, pura e potente. E in modo semplice racconta la storia di una famiglia in un’Italia umile, vera e propria dichiarazione d’amore per la vita e per le persone.
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Poirot. Tutti i racconti

”Mi concentrai sull’investigatore. Era un bel problema; passai in rassegna tutti quelli che, incontrati nel corso delle mie letture, avevano suscitato la mia ammirazione. C’era Sherlock Holmes, il principe degli investigatori, che non sarei mai riuscita a imitare. C’era Arsenio Lupin, ma non era forse un criminale? Comunque non era il mio genere. Poi mi vennero in mente i rifugiati belgi. E perché non un investigatore belga? Lasciai quindi che il personaggio si configurasse in me con sempre maggior chiarezza. Doveva essere un ispettore per avere una buona conoscenza del crimine. Doveva essere anche meticoloso e molto ordinato. Un omino preciso, con la mania dell’ordine, della simmetria, e una netta propensione per le forme quadrate piuttosto che per quelle tonde. E poi molto intelligente, con il cervello pieno di piccole cellule di materia grigia… ah, che bella frase, non dovevo dimenticarmela. Bisognava anche che avesse un nome importante. E se fosse stato Hercule? Hercule Poirot… perfetto, grazie a Dio, era fatta.”

(source: Bol.com)

Poirot e le pietre preziose

Poirot, il piccolo belga dai baffi inconfondibili e dalla testa a uovo, è il primo e il più famoso fra i detective creati dalla grande Agatha Christie.
Qui lo vedremo risolvere alcuni casi intricatissimi che riguardano la sparizione del leggendario rubino di un principe orientale, il furto di una collana di perle di inestimabile valore, il mistero che accompagna due enormi diamanti gemelli, e altre “scintillanti” vicende in cui sono implicati ladri abilissimi a caccia di pietre preziose…
E anche stavolta, naturalmente, a trionfare sarà la combinazione tra “piccole cellule grige” e profonda conoscenza dell’animo umano, sulla quale si basa l’infallibilità di un investigatore unico al mondo.

Poirot a Styles Court

Durante la Prima guerra mondiale, un giovane ufficiale inglese, ferito al fronte, viene invitato da un vecchio amico a passare la convalescenza nella sua residenza di campagna. Il soggiorno nella lussuosa dimora sarà però tutt’altro che tranquillo. La padrona di casa, matrigna dell’amico, ha infatti sposato un uomo di vent’anni più giovane di lei, e i figliastri, scavalcati nell’eredità, sembrano tramare qualcosa. La governante di casa è sicura che presto gli avvenimenti precipiteranno e, in breve, la profezia si avvera. La padrona di Styles Court viene avvelenata e i sospetti si accentrano subito sui membri della famiglia. Fortunatamente, nel paese c’è qualcuno che di delitti se ne intende: un buffo profugo belga dai grandi baffi. Fa cosi la sua prima apparizione Hercule Poirot, un personaggio destinato a rimanere alla ribalta della narrativa poliziesca per oltre mezzo secolo. Pubblicato per la prima volta nel 1920, Poirot a Styles Court mostra tutta la straordinaria inventiva di una scrittrice che, fin dal suo esordio, rivela una mano esperta e sicura.

Poesie. Soledades e Campos de Castilla

Saggio introduttivo di Francisco José Martín
Traduzione di Claudio Rendina
Edizione integrale con testo spagnolo a fronte

In Soledades e Campos de Castilla, le due opere più importanti del grande poeta che esercitò una rilevante influenza sulla poesia spagnola del Novecento, arde tutta l’intensa passionalità della ‘terra di Spagna’: poesia d’amore, quella di Machado, ma anche tenace impegno sociale, il cui appello profetico per una Spagna rinnovata risulta sempre attuale. È alla coscienza politica attiva dei giovani che Machado si rivolge: ‘A voi studenti è riservato un ruolo importante nella rivoluzione… voi studenti dovete fare politica, altrimenti la politica sarà fatta contro di voi’.

‘Ho percorso molte strade,
e aperto molti sentieri;
cento mari ho traversato
e attraccato in cento rive.’

Antonio Machado

nacque a Siviglia nel 1875. Partecipò fin da giovanissimo alla vita artistica di Madrid. Nel 1903 pubblicò Soledades. Fu insegnante di francese in diverse città spagnole. Risale al 1912 la prima edizione di Campos de Castilla e al 1917 di Poesías completas. Con il fratello Manuel scrisse diverse opere teatrali. Scoppiata la guerra civile nel 1936, seguì il destino dei repubblicani. Nel gennaio del 1939 fuggì in Francia, dove morì il mese seguente.

(source: Bol.com)

Poesie. Gitanjali – Il giardiniere

Introduzione di Alessandro Bausani
Traduzione integrale di Girolamo Mancuso

Gitanjali e Il Giardiniere raccolgono i versi con i quali Rabindranath Tagore scelse di farsi conoscere in Europa. Ricco di evocazioni e di affascinanti armonie, il linguaggio del poeta indiano giunge a noi occidentali come un’eco di situazioni profonde dell’anima. Prendono corpo in questi versi le immagini lontane d’una cultura antichissima, ora intrecciate ai motivi venuti dall’Occidente, ora immutate nella purezza della loro secolare e altera staticità. La tecnica sapiente e la raffinata cultura di cui i versi di Tagore sono il definitivo, elegante prodotto, hanno il potere di caricare ogni singolo elemento poetico di un particolarissimo alone di suggestione, di sottile e malioso incanto.

‘Su queste piccole mani
Scendono i tuoi doni infiniti.
Passano le età, e tu continui a versare,
e ancora c’è spazio da riempire.’

Rabindranath Tagore

è stato il poeta e filosofo indiano che ha fatto conoscere e apprezzare in Occidente la grande spiritualità del suo Paese. Nato nel 1861 da una famiglia nobile, a sedici anni fu inviato a studiare in Inghilterra, dove rimase tre anni. Già famosissimo in India, la sua notorietà si diffuse in Europa nel 1913, quando pubblicò, tradotte in inglese da lui stesso, le due raccolte di versi Gitanjali e Il Giardiniere. Subito apprezzato dai grandi poeti come W. B. Yeats e Ezra Pound, fu insignito in quello stesso anno del premio Nobel per la letteratura. Di Tagore la Newton Compton ha pubblicato Poesie d’amore e Poesie. Gitanjali – Il giardiniere.

(source: Bol.com)