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Il fuoco di sangue

La ricerca delle Pietre Magiche, ormai perdute da troppo tempo, ha fatto sì che i Druidi più importanti delle Quattro Terre si siano spinti fino al Divieto – la dimensione dove sono state racchiuse tutte le creature più malvagie e demoniache – restandone imprigionati. Intanto, nel villaggio di Arborlon, l’Eterea, l’albero magico e senziente, sta morendo. E solo lei sapeva mantenere la separazione tra le Quattro Terre e il Divieto. L’unica che adesso può impedire che l’orda mostruosa e infernale degli esseri che abitano il Divieto si riversi nelle Quattro Terre a portare la morte, il dolore e la distruzione è la giovane e coraggiosa Arlingfant Elessedil. Arlingfant è stata scelta per portare il seme dell’Eterea al Fuoco di Sangue. Se ci riuscirà, la barriera che divide il Divieto dalle Quattro Terre verrà ripristinata nella sua piena forza. Ma al tempo stesso Arling dovrà cessare di esistere, tramutandosi nella nuova Eterea. Sospesa tra due scelte terribili potrà Arling salvare le Quattro Terre, senza rinunciare alla sua vita? Il secondo capitolo degli “Oscuri segreti di Shannara”, la nuova trilogia del maestro del fantasy, che ha saputo incantare e appassionare milioni di lettori ai quattro angoli della Terra.

Il fratello del duca

Un duca all’altare 1

Londra, inizi ‘800.
Ogni debuttante aspira a sposare un buon partito…
Peccato che Elin Morris conosca sin dalla nascita l’uomo a cui è destinata, Gavin, Duca di Baynton. Gli eventi, tuttavia, costringono i due giovani a posticipare l’annuncio del loro fidanzamento e così a lei resta tutto il tempo per domandarsi come potrà sposare Gavin dal momento che non riesce a dimenticare suo fratello Benedict.
Frustrato per avere dovuto congedarsi dall’esercito così da rispettare gli obblighi familiari, Ben deve sopportare di vedere l’arrogante fratello far da cavaliere alla donna che ha sempre amato. Arruolarsi gli aveva permesso di non annegare nell’amarezza, ma rivedere Elin lo riporta al giorno in cui, molto tempo prima, la passione aveva preso il sopravvento tra loro.
Sarà un incombente pericolo a riportarli l’uno fra le braccia dell’altra, ma alla fine prevarrà l’amore o il dovere?

(source: Bol.com)

Il forte stregato

Jefferson Davenport denuncia la scomparsa di due quadri, custoditi nella scuola d’arte da lui finanziata. I due dipinti sono opera di un suo celebre antenato, il generale Jason Davenport, valoroso combattente nella guerra di secessione. Hanno un valore più storico che artistico, ma forse possono rivelarsi molto più preziosi di quanto a prima vista si potrebbe pensare. In essi, infatti, pare che sia celato l’indizio indispensabile al ritrovamento del favoloso tesoro del forte Senandaga. Frank e Joe Hardy, incaricati di scoprire l’autore del furto, si trovano così in piena caccia al tesoro: ma sulla loro strada incontrano qualcuno ben deciso a far sì che non riescano a mettervi le mani sopra. La vicenda, ricca di colpi di scena, di agguati e di trappole mortali, si avvierà alla conclusione nei sotterranei del vechio forte, luogo molto apprezzato a quanto pare anche da qualche fantasma dai modi non troppo amichevoli.

Il flauto tragico

Un celebre e ricchissimo flautista decide di portare a spasso il cane nonostante una tempesta di neve e muore assiderato. Almeno così sembra, a fidarsi delle apparenze. Ma l’ispettore capo Wexford sa fin troppo bene che quando c’è in ballo un’eredità non fidarsi è meglio. Soprattutto se sulla figlia ed erede aleggia un sospetto sinistro.

Il fiume nero dell’anima

Un lungo, estenuante inseguimento sul filo della suspense, attraverso suggestivi paesaggi di incantevole bellezza: un uomo, una donna – lui, un enigma per se stesso, lei, l’immagine stessa del mistero -, in fuga da un folle criminale a capo di un’organizzazione politica parafascista che minaccia di sconvolgere il paese. Spencer Grant, ex poliziotto, una profonda cicatrice che gli corre dall’orecchio al mento, pallida traccia delle ferite che seguono il suo animo, incontra casualmente, in un bar di Santa Monica, Valerie, una donna strana e sfuggente, il volto nascosto da ciocche di capelli scuri, il profilo delicato. Ma quando, invaghito di lei, cerca di rivederla, la giovane scompare nel nulla. E, nel tentativo di raggiungerla, subisce un attentato… Prima separati, poi insieme, i due si accorgono ben presto di essere imprigionati in una spirale di odio e violenza più grande di loro, e di essere nel mirino di un’associazione capeggiata da un pazzo che, tramite insidiose macchinazioni, riesce ad accedere addirittura ai sistemi di sorveglianza del governo americano. Valerie per le preziose, inquietanti informazioni di cui è in possesso, Spencer perché si trasforma in suo complice, la coppia diventa la fragile preda di un uomo feroce e potente. Una lotta impari e spietata, cadenzata da una corsa forsennata e cieca verso la salvezza da un pericolo incomprensibile, con l’unica compagnia di un cane che pare captare le loro paure con la sensibilità di un uomo. Ma Valerie e Spencer sono abituati da tempo a una vita randagia e solitaria, in balia di trappole e minacce, per loro famigliari come la luce del sole… Una miscela esplosiva di sentimento e fantapolitica: prima è Spencer a inseguire la ragazza che desidera, poi sono i due innamorati a sfuggire, armati appena di amore ed esperienza, alla morte.

Il fiume delle stelle

Ambientato nello stesso universo che ha già ospitato “E sarà la luce”, sullo sfondo dell’espansione umana nel cosmo, “Il fiume delle stelle” è un altro tassello nella grandiosa opera di ricostruzione del nostro più lontano futuro che James Tiptree è andata componendo per alcuni anni. Questa volta il punto di partenza è l’Università di Deneb, e per la precisione la sua formidabile biblioteca, dove due giovani studenti alieni cercano materiale utile alle loro ricerche sulla passata colonizzazione umana dello spazio. Qui vengono alla luce gli antichi documenti che narrano alcune affascinanti fasi della conquista, storie che gravitano intorno alla grande Frattura che con il suo vuoto separa interi bracci galattici. Sono le
storie del Fiume Buio, dove lo spazio echeggia di voci e visioni che richiamano antichi terrori e fulgidi eroismi, dove si narra ancora dell’adolescente caparbia che
fuggendo dal suo pianeta scoprì una razza sconosciuta e la sorte della Colonia Perduta, degli incontri con gli spietati pirati dei Mondi Oscuri sempre in agguato intorno alle rotte commerciali, delle missioni esplorative verso i pianeti ignoti.

Il fiore e la fiamma

Inghilterra, 1799: in una fattoria a pochi chilometri da Londra vive una ragazza giovane e bellissima con cui la sorte non è stata generosa.
Orfana fin dalla prima infanzia, adottata da una zia avida e senza scrupoli, violentata a soli diciotto anni da un uomo ripugnante, la splendida Heather è costretta a fuggire per costruirsi una vita lontano dalla perfidia dei familiari e dalla brutalità degli uomini che vogliono soltanto il suo corpo… Ma non è che l’inizio di una serie di avventure all’insegna dei pericolo e della depravazione: i marinai di una nave americana, scambiandola per una donna di malaffare, la rapiscono per rallegrare la notte al loro capitano. Ed è così che Heather si trova imbarcata per un lungo viaggio, ancora una volta vittima di un uomo che crede di poterla usare secondo i suoi piaceri… Eppure il capitano Birmingham non è come gli altri: è affascinante, ricchissimo, e forse capace anche di innamorarsi di una donna troppo giovane e troppo bella, le cui uniche armi sono la seduzione e la femminilità.

Il Fiore Della Felicità

Anno di pubblicazione: Lipsia, 1885
Titolo originale: Die Blume des Glückes
Prima edizione ebook: Ottobre 2014
Romanzo d’amore ambientato sulle alpi, il fiore è la Stella Alpina…
“Mira quel fior, che dalla roccia pende! La dia Felicità v’è confinata: Ella contra il dolor pugna, e difende Chi lo colga nell’ora a ciò segnata. Dov’è la rupe e il fior noto si rende, Se la parola arcana hai pronunciata. Coglilo arditamente, ovunque ei sta, Che v’è dentro la dia Felicità.”
La pubblicazione delle opere della Bürstenbinder in Italia fu curata dai Fratelli Treves Editori nella collana Biblioteca amena che ne dicevano: “Un merito superlativo della Werner consiste nella moralità dei suoi romanzi. Essi presentano due superiorità su quelli inglesi e francesi che si sogliono raccomandare alle giovinette: non sono noiosetti come molti romanzi inglesi, ma al contrario sono pieni di dramma e di passione: e non sono punto bigotti e mistici, come spesso i francesi quando vogliono fare la morale, ma veramente moderni e realisti nel miglior senso della parola”
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### Sinossi
Anno di pubblicazione: Lipsia, 1885
Titolo originale: Die Blume des Glückes
Prima edizione ebook: Ottobre 2014
Romanzo d’amore ambientato sulle alpi, il fiore è la Stella Alpina…
“Mira quel fior, che dalla roccia pende! La dia Felicità v’è confinata: Ella contra il dolor pugna, e difende Chi lo colga nell’ora a ciò segnata. Dov’è la rupe e il fior noto si rende, Se la parola arcana hai pronunciata. Coglilo arditamente, ovunque ei sta, Che v’è dentro la dia Felicità.”
La pubblicazione delle opere della Bürstenbinder in Italia fu curata dai Fratelli Treves Editori nella collana Biblioteca amena che ne dicevano: “Un merito superlativo della Werner consiste nella moralità dei suoi romanzi. Essi presentano due superiorità su quelli inglesi e francesi che si sogliono raccomandare alle giovinette: non sono noiosetti come molti romanzi inglesi, ma al contrario sono pieni di dramma e di passione: e non sono punto bigotti e mistici, come spesso i francesi quando vogliono fare la morale, ma veramente moderni e realisti nel miglior senso della parola”
### L’autore
Elisabeth Bürstenbinder (Berlino, 25 novembre 1838 – Merano, 10 ottobre 1918), fu una scrittrice tedesca nota col suo nome d’arte Elisabeth Werner. I primi racconti apparvero su alcune riviste del sud della Germania, in particolare su “Die Gartenlaube”. Le sue opere in Italia furono curate dai Fratelli Treves Editori nella collana Biblioteca amena che ne dicevano: “Un merito superlativo della Werner consiste nella moralità dei suoi romanzi, pieni di dramma e di passione. Non come quelli inglesi che sono noiosetti, né come quelli francesi, bigotti e mistici, quando vogliono fare la morale, ma sono veramente moderni e realisti nel miglior senso della parola”. Si trasferì a Monaco di Baviera e nel 1896 a Merano, dove visse 20 anni nello “Schloß Labers”, castello-pensione allora di proprietà del danese Adolf Neubert, oggi struttura alberghiera, dove morì e vi è ancora sepolta.

Il fine ultimo della creazione

In un angolo del Texas giace il carcere di massima sicurezza di Green River, sinistro deposito di un’umanità reietta e di passioni primarie. 2800 detenuti d’ogni razza concentrati in un labirinto di granito e acciaio sotto un’enorme cupola di vetro, sempre illuminata da una luce verdognola. Perché la luce è disciplina e il buio è libertà, secondo il direttore, un uomo il cui razionalismo sconfina nella follia. In questo inferno Ray Klein è riuscito a sopravvivere restando fedele a un solo motto: “Non sono cazzi tuoi”. Ma il giorno in cui ottiene la libertà vigilata, Green River esplode in una feroce rivolta che mette l’intero carcere nelle mani dei detenuti. Ray deve scegliere: tenersi la libertà e abbandonare l’unica persona che ama, o rischiare tutto e combattere.
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Il Filocolo

Il Filocolo, che, secondo un’etimologia approssimativa, significa “fatica d’amore”, è un romanzo in prosa, rappresentando così una svolta rispetto ai romanzi delle origini scritti in versi. La storia ha due protagonisti, Florio, figlio di un re saraceno, e Biancifiore, una schiava cristiana abbandonata da bambina. I due fanciulli crescono assieme e da grandi, in seguito alla lettura del libro di Ovidio “Ars Amandi” si innamorano, come era successo per Paolo e Francesca dopo avere letto “Ginevra e Lancillotto”. Tuttavia il padre di Florio decide di separarli vendendo Biancifiore a dei mercanti. Florio decide quindi di andarla a cercare e dopo mille peripezie (da qui il titolo Filocolo=Fatica d’amore) la reincontra. Infine il giovane si converte al Cristianesimo e sposa la fanciulla.

Il figlio di Bakunìn

Sullo scenario di una Sardegna orgogliosa, un rincorrersi di voci che si intessono e si intricano sfumando nel favoloso, tracciano la storia dell’anarchico e proletario Tullio Saba.
Sergio Atzeni è uno scrittore giovane di radici – inevitabili radici, si apprende leggendolo – sarde, affondate in una cultura distillata e in un sentimento popolari (e nazionali, se la Sardegna è nazione). Più che al ritratto o al paesaggio, conseguentemente il suo raccontare rassomiglia all’affresco: scene e figure dislocate nello spazio della narrazione, ciascuna gravata di una sua vicenda e di suoi simbolismi. Era così il primo romanzo, Apologo del giudice bandito. Ancora di più questo, Il figlio di Bakunìn: Tullio Saba, anarchico che attraversa il Novecento, solitario incantatore, capopopolo medievaleggiante in un mondo che si modernizza dolorosamente. A lui guardano un numero di visi e di figure diversamente segnate, o sagome passanti che lo incrociarono. E lo raccontano chiedendosi chi sia stato; ma raccontando soprattutto di loro. E chi sia fattualmente questo figlio di Bakunìn, alla fine sfuma nelle opinioni, nelle testimonianze, nelle credenze: se sia ladro e assassino o ribelle, se morto o fuggiasco, se appassionato amante o profittatore: se sia traditore o eroe (per citare un famoso racconto di Borges in cui in un gioco di specchi si perde la realtà storica di un personaggio). Solo che il gioco di specchi di Atzeni non ha a che fare con la metafisica della inafferrabilità, piuttosto con la libertà e la sua leggenda. E della leggenda della libertà – vale a dire dei modi in cui la libertà è tramandata, sognata, raffigurata da un popolo – Atzeni raggiunge l’essenza.

Il figlio della zingara

Corey, una splendida ragazza di origine gitana, vive tutta sola all’interno di una grande tenuta. il suo destino sembra segnato, ma all’arrivo di Jude Radcliffe, nipote del proprietario, tutto cambia come per incanto. L’incantesimo però dura molto poco perchè Jude, figlio abbandonato di una zingara, diffida dei sentimenti di Corey e se ne va. Sembra essere stato tutto solo un bel gioco, ma la vita…

Il figlio della profezia

Cresciuta in un’insenatura isolata sulle coste di Kerry, Fainne trascorre l’infanzia nella solitudine, allevata dal padre, l’ex druido Ciarán, che le insegna i segreti dell’arte magica. La fanciulla ha un solo amico, Darragh, figlio del capo di una comunità di nomadi che ogni anno si ferma alla baia per trascorrervi l’estate. Presto però la sua vita monotona e sicura viene sconvolta da cambiamenti irreversibili: Lady Oonagh, la strega malvagia madre di Ciarán, torna per concludere l’opera di distruzione che in passato non era riuscita a portare a compimento…

Il figlio del vento

Grazie al potere di Soth, Sakumer domina incontrastato i regni Pyrikoi e Afran, autoproclamandosi imperatore. Ma le forze in gioco stanno cambiando. Il piccolo Elias, figlio della regina Harjdia e di Elias di Tambar, sta già manifestando il suo potere, legato alla Pietra degli Elementi; il suo destino è già delineato; dovrà affrontare Soth e Sakumer per distruggerli, ma prima deve essere istruito da Derbeer nell’arte della magia. Mihai, Marcus, Gleny ed Essatay, il gruppo di amici scampato alla terribile battaglia di Sarkvendal, si trova ad affrontare la Madre delle distruzioni per il trionfo del bene. Con l’aiuto degli inafferrabili Figli del vento, si accingono a compiere un’impresa quasi impossibile, attraversando un territorio ostile.
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