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Chi comanda davvero in Italia: i clan del potere che decidono per tutti noi

Chi ci governa effettivamente e, senza esporsi, influisce nascostamente sulla nostra vita di tutti i giorni? Quante volte ci siamo detti: sarebbe così semplice risolvere quel problema, e allora perché nessuno lo fa? Questo libro cerca di spiegarlo, andando a scovare e portando alla luce le reti nascoste del potere in Italia.

Chi ama torna sempre indietro

Elliott è un uomo di successo. Sessantenne, è un chirurgo di fama, vive a San Francisco e la sua vita privata ruota tutta attorno all’adorata figlia Angie. Un’unica ombra in questo quadro perfetto: Ilena, il suo grande amore, lo ha lasciato solo trent’anni addietro, morendo in un tragico incidente. Un dolore immenso che nemmeno il tempo ha saputo lenire. Per una strana combinazione di eventi, un giorno gli viene data l’occasione di tornare indietro negli anni Settanta, quando era un giovane medico ambizioso e idealista, entusiasta della vita e del proprio lavoro, e perdutamente innamorato. Immerso in quel magico momento di felicità, Elliott si confronta con il passato vivendo intensi momenti di rimpianto e di passione. Purtroppo una scelta dolorosa lo attende: ora sa che un suo semplice gesto potrebbe salvare Ilena e modificare per sempre il corso di quel destino crudele, ma compierlo significherebbe dover rinunciare all’altro grande amore della sua vita: la figlia…

Che pasticcio Bridget Jones!

La vita della single trentenne Bridget Jones è completamente cambiata: fidanzata con Mark Darcy, l’uomo dei suoi sogni, ha finalmente vinto la battaglia contro la bilancia. Innamorata e dimagrita, Bridget scopre ben presto che la convivenza logora persino le relazioni più romantiche. Non le resta che ricorrere ai manuali di self-help, alla scorta di sigarette e allo Chardonnay in frigo, soprattutto quando all’orizzonte compare Rebecca, filiforme, alta, elegantissima e decisamente troppo interessata a Mark. Un brillante spaccato del mondo femminile scritto con lo stile spumeggiante che contraddistingue Helen Fielding, Che pasticcio, Bridget Jones! è il graditissimo ritorno di una delle eroine moderne più amate degli ultimi anni.

Che cosa significa orientarsi nel pensiero?

Nell’ottobre del 1786, Kant si risolse a prendere posizione nella disputa circa il presunto spinozismo di Lessing, accesasi tra il campione dell’illuminismo berlinese Moses Mendelssohn e il fideista Friedrich Jacobi, autore delle celebri Lettere sulla dottrina di Spinoza. Lo fece con il breve scritto “Che cosa significa orientarsi nel pensiero?”. La domanda alla quale Kant cerca di rispondere riguarda come si possa orientare il pensiero nelle questioni di confine che oltrepassano sia il piano logico-formale della razionalità sia quello trascendentale del suo rapporto a priori con la forma dell’esperienza. A partire, anzitutto, dalla questione relativa alla conoscibilità di Dio: alla pensabilità del suo concetto e alla dimostrazione razionale della sua esistenza. Il carattere esemplare del saggio kantiano sta nel modo in cui affronta questo nodo fino a convertire la domanda metafisica per eccellenza nel problema dell’orientamento in filosofia. Così il saggio assume un valore paradigmatico sia per la filosofia kantiana, per il suo carattere intimamente critico, sia per il pensare filosofico in generale.
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Charlotte

Per puro caso, David Foenkinos scopre l’opera di Charlotte Salomon. Una mattina qualunque, ad Amsterdam. Le sue tele sono una folgorazione. La sintonia è subito precisa, spontanea: la strana sensazione di conoscere già qualcuno che si sta scoprendo. È l’inizio di un’ossessione. Charlotte Salomon diventa la sua stessa scrittura, la sola storia che è necessario scrivere. Partendo dall’inizio, dall’infanzia a Berlino e dalle tragedie familiari che sembrano ripetersi come un ritornello malvagio e fatale nella vita della giovane pittrice, ma attraversando anche gli artisti e l’euforia portata nelle stanze di casa dal talento musicale della seconda, adorata moglie di suo padre. E poi di colpo, irresistibile, la scoperta della pittura, durante un viaggio in Italia sotto le prime ombre del nazismo. La nascita prorompente di una vocazione che non l’abbandonerà più, così grandiosa da farla ammettere, unica studentessa ebrea, all’Accademia delle Belle Arti, dove l’eccezionalità del suo talento sembra per un breve momento avere la meglio sulle leggi razziali. E poi l’amore, la passione assoluta per l’uomo che per primo sa vedere la straordinarietà della sua pittura e la incoraggia al punto tale da costringerla a lasciarlo, a fuggire in Francia per cercare la salvezza – Charlotte deve vivere, deve creare. Devi dipingere, Charlotte. Dipingere per non impazzire. Ma è troppo tardi, la guerra incombe da tutte le parti. Assediata, sfinita, sapendo forse di essere in pericolo, Charlotte consegna la cartella con tutti i disegni al suo medico: «È tutta la mia vita». L’annuncio di un destino tragico e insieme la consapevolezza luminosa del proprio talento. Quella stessa abbagliante stella che spinge passo passo il romanzo di David Foenkinos, fino a diventare la sua stessa ispirazione: la forza sconvolgente che guida queste pagine.

Uno chalet tutto per me

‘*Ho letto tutti i libri di Elizabeth von Arnim … Straordinaria.*’
Edmund de Waal, autore di Un’eredità di avorio e ambra

‘*Una folla di raffinati lettori ha scoperto a poco a poco i romanzi di questa scrittrice ironica, spregiudicata, fuori da ogni corrente letteraria, spesso crudelissima nel descrivere una società boriosa, superficiale, vecchia, ingiusta soprattutto verso le donne.*’
la Repubblica – Natalia Aspesi

‘*Cattiva, spiritosa, anticonvenzionale, lungimirante, Elizabeth von Arnim… racconta con verve e un acuto occhio sociale i tic e i tabù della buona società.*’
Vanity Fair – Irene Bignardi

‘*La donna più intelligente della sua epoca, capace di confliggere, attraverso il dono di una grazia urticante, con il durissimo velluto della società che la circonda.*’
TTL – La Stampa – Mirella Appiotti

‘*Irresistibile per humour, sottigliezza psicologica, fini descrizioni d’ambiente.*’
Corriere della Sera – Serena Zoli

Estate 1919. Oppressa da una profonda tristezza causata dagli orrori della guerra, Elizabeth si rifugia nel suo chalet svizzero. Arriva sola, l’animo rabbuiato dalle perdite subite ma, proprio nel giorno del suo compleanno, le giungerà un regalo inatteso, foriero della promessa di una nuova felicità. Pieno di scene divertenti e intriso della lieve ma spietata ironia che contraddistingue lo stile di Elizabeth von Arnim, Uno chalet tutto per me ci offre una serie di pensieri profondi sull’importanza di preservare la vita e sull’insensatezza della guerra.

Elizabeth von Arnim (Mary Annette Beauchamp 1866-1941), nata a Sydney in Australia e cresciuta in Inghilterra, fu cugina di Katherine Mansfield e amica di E.M. Forster. H.G. Wells nella sua autobiografia la descrisse come ‘la donna più intelligente della sua epoca’. Tutti i suoi romanzi sono pubblicati da Bollati Boringhieri: Il giardino di Elizabeth (1989), I cani della mia vita (1991), Un incantevole aprile (1993), La memorabile vacanza del barone Otto (1995), Elizabeth a Rügen (1996), Amore (1998), Un’estate da sola (2000), Mr Skeffington (2002), La moglie del pastore (2003), Cristoforo e Colombo (2004), Lettere di una donna indipendente (2005), Vera (2006), Il padre (2007), Vi presento Sally (2008), La storia di Christine (2009), Colpa d’amore (2010), La fattoria dei gelsomini (2011), Il circolo delle ingrate e Uno chalet tutto per me (2012), Una principessa in fuga (2013).
(source: Bol.com)

Il cervello trappola

Ecco l’attesa ristampa dell’8° volume di “tutti i romanzi” di A. E. Van Vogt: il prestigioso autore che con Asimov, Clarke, Heinlein, Wyndham, Brown, Sheckley, è stato, per così dire, tra i “padri fondatori” della nostra Collana. Dal lontano 1952 a oggi, Urania ha infatti dedicato a Van Vogt ben undici fascicoli (senza contare le ristampe e gli innumerevoli racconti, che verranno anch’essi raccolti e ripubblicati in volume nei Capolavori di Urania). Su richiesta di molti vecchi lettori, e per la curiosità dei nuovi, ne riportiamo qui la lista completa:
Il segreto degli Slan (n. 8) – Anno 2650 (n. 10) – Le armi di Isher (n. 12) – Hedrock l’immortale (n. 17) – La casa senza tempo (n. 24) – Crociera nell’infinito (n. 27) – I ribelli dei cinquanta soli (n. 34) – Gli uomini ombra (n. 181) – Il cervello trappola (n. 191) – Tutto bene a Carson Planet (n. 238) – Pianeti da vendere (n. 440).

Il cervello anarchico

***** Con una nuova prefazione dell’autore *****
Possiamo riappropriarci della nostra salute.
Siamo abituati a considerare il corpo come qualcosa di separato da noi: un organismo il cui “star bene” viene sempre più delegato a medici e specialisti di varia natura. Eppure, ricorda Enzo Soresi ne Il cervello anarchico, il nostro benessere non deve di necessità passare attraverso la medicalizzazione: «Assumersi la responsabilità della propria salute significa in primo luogo adottare uno stile di vita che innalzi il livello di resistenza alle malattie». Un invito, dunque, ad ascoltare con attenzione il nostro corpo, a riavvicinarsi alle sue esigenze e non trascurarne i segnali, che siano essi di natura psichica o fisica.
Come dimostrano le ultime scoperte della Psico-neuro-endocrino-immunologia, il nostro organismo è infatti un’unità, un insieme indiviso di mente e corpo la cui crescita armonica dipende dalla comprensione del legame fra eventi cognitivi, emotivi e fisiologici. E il cervello è il luogo dove tutti questi fattori si incontrano: nel suo sviluppo giocano un ruolo importante le nostre emozioni; pensieri e convinzioni si ripercuotono sulla nostra capacità di provare dolore; e anche lo stress psicologico, se da una parte ci aiuta a fornire prestazioni efficienti, è tuttavia in grado di determinare l’insorgere di varie patologie.
Attraverso l’analisi di diversi casi clinici, raccontati con la passione e la competenza di un medico che da più di cinquant’anni è all’avanguardia nella ricerca scientifica, Enzo Soresi costruisce un libro rigoroso eppure coinvolgente, approfondito ma scorrevole, invitandoci a riflettere sulla complessa ed eccezionale macchina organica che ciascuno di noi, come individuo, costituisce.
«Sono stato davvero catturato da questa idea secondo cui tutti noi potremmo fare tranquillamente a meno della psicologia, della psichiatria e della psicoanalisi se solo recuperassimo il concetto originario di corpo così come ce lo insegna il mondo della vita.» – Umberto Galimberti
«C’è più ragione nel tuo corpo che nella tua migliore sapienza.» – Friedrich Nietzsche
«In tutti gli uomini è la mente che dirige il corpo verso la salute o verso la malattia, come verso tutto il resto.» – Antifonte
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### Sinossi
***** Con una nuova prefazione dell’autore *****
Possiamo riappropriarci della nostra salute.
Siamo abituati a considerare il corpo come qualcosa di separato da noi: un organismo il cui “star bene” viene sempre più delegato a medici e specialisti di varia natura. Eppure, ricorda Enzo Soresi ne Il cervello anarchico, il nostro benessere non deve di necessità passare attraverso la medicalizzazione: «Assumersi la responsabilità della propria salute significa in primo luogo adottare uno stile di vita che innalzi il livello di resistenza alle malattie». Un invito, dunque, ad ascoltare con attenzione il nostro corpo, a riavvicinarsi alle sue esigenze e non trascurarne i segnali, che siano essi di natura psichica o fisica.
Come dimostrano le ultime scoperte della Psico-neuro-endocrino-immunologia, il nostro organismo è infatti un’unità, un insieme indiviso di mente e corpo la cui crescita armonica dipende dalla comprensione del legame fra eventi cognitivi, emotivi e fisiologici. E il cervello è il luogo dove tutti questi fattori si incontrano: nel suo sviluppo giocano un ruolo importante le nostre emozioni; pensieri e convinzioni si ripercuotono sulla nostra capacità di provare dolore; e anche lo stress psicologico, se da una parte ci aiuta a fornire prestazioni efficienti, è tuttavia in grado di determinare l’insorgere di varie patologie.
Attraverso l’analisi di diversi casi clinici, raccontati con la passione e la competenza di un medico che da più di cinquant’anni è all’avanguardia nella ricerca scientifica, Enzo Soresi costruisce un libro rigoroso eppure coinvolgente, approfondito ma scorrevole, invitandoci a riflettere sulla complessa ed eccezionale macchina organica che ciascuno di noi, come individuo, costituisce.
«Sono stato davvero catturato da questa idea secondo cui tutti noi potremmo fare tranquillamente a meno della psicologia, della psichiatria e della psicoanalisi se solo recuperassimo il concetto originario di corpo così come ce lo insegna il mondo della vita.» – Umberto Galimberti
«C’è più ragione nel tuo corpo che nella tua migliore sapienza.» – Friedrich Nietzsche
«In tutti gli uomini è la mente che dirige il corpo verso la salute o verso la malattia, come verso tutto il resto.» – Antifonte

Certezze provvisorie

”Dottoressa, in obitorio ci sarebbero delle ossa per

lei. Il mio primo morto – anzi scheletro di una persona

morta per colpi di arma da fuoco – aveva a che fare

con un caso di criminalità organizzata.”

Negli ultimi anni è andata crescendo l’attenzione di

giornali e tv nei confronti delle cosiddette scienze investigative,

discipline che popolarissime fiction dipingono

come praticamente infallibili. Se lo fossero

davvero, non dovrebbero esserci casi irrisolti. In realtà,

non è così.

Cristina Cattaneo, una delle più note antropologhe forensi

del nostro paese, ci spiega invece come i più moderni

metodi investigativi non sempre siano in grado

di rivelarci la verità su un reperto o un ritrovamento.

La realtà con cui l’autrice si confronta quotidianamente

è molto più complessa di come sembra, e richiede,

oltre a strumenti di analisi innovativi e a una grande

dose di intuito, una profonda consapevolezza dei limiti

e delle imprecisioni della scienza. E il motivo per

cui il dato scientifico non è sufficiente lo scopriamo

attraverso i tanti casi che la Cattaneo e il suo team si

sono trovati ad affrontare nel loro lavoro. Dalla vicenda

dello scheletro rinvenuto in una discarica abusiva

alle indagini commissionate dalla Chiesa su alcune

ossa di santi; dalla storia di una madre uccisa, fatta a

pezzi e nascosta dal figlio in cantina al misterioso ritrovamento

di una necropoli del Seicento nel centro

di Milano, sono tanti i casi in cui la patologa analizza

resti umani, nel tentativo di ricostruire gli ultimi momenti

di vita delle vittime e di individuare le cause

della loro morte.

E dietro a sopralluoghi, messa a punto dei macchinari,

analisi di laboratorio, il libro ci restituisce, con sguardo

toccante, le storie di persone morte tragicamente

e le esistenze di uomini, medici e tecnici, che lavorano

per restituire un’identità a scheletri abbandonati

di cui non è rimasto neppure un brandello di memoria.

Con l’umiltà di chi sa per esperienza che nessuna scienza

può dirci con certezza la verità, Cristina Cattaneo ci

racconta dall’interno un mondo affascinante e misterioso,

fatto di razionalità e di complicate formule fisico-

matematiche, ma anche di passione e tenacia, di

frustrazione e coraggio.
(source: Bol.com)

Certe piccolissime paure. Storie segrete di quotidiana ansietà

Raccolta di storie di uomini, donne e delle loro piccolissime paure: alcune comuni come ad esempio la paura del buio o dell’ascensore, altre più “particolari” come quella dei neonati, degli spaghetti o dei piccoli oggetti. Paure che ci fanno sorridere quando ne sentiamo parlare e non siamo noi a viverle personalmente, ma capaci di togliere il respiro e di paralizzare chi invece le vive sulla propria pelle.
Dietro ogni paura una storia assolutamente unica e personale della persona che l’ha vissuta e di quanti l’hanno condivisa.

Una certa giustizia

In un rispettabile studio legale di Londra viene trovato il corpo di Venetia Aldridge, uno degli avvocati più in vista della città. La donna è stata pugnalata spietatamente, ma da chi? Quando l’ispettore Dalgliesh comincia a indagare, scopre che i sospetti sono molti, davvero troppi. Un thriller cupo e affascinante da una delle ultime scrittici che possono definirsi degne eredi della grande tradizione del giallo inglese.
(source: Bol.com)

Cerimonia di sangue

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Jeremy, un laureato newyorkese, decide di concedersi una vacanza rilassante a Gilead, un villaggio isolato del New Jersey. Ma, ben presto, un’ombra minacciosa si allunga sulla pacifica comunità, che diviene teatro di strani, inspiegabili eventi. L’autore esplora i fatali risvolti di miti del passato fino a svelare la presenza di un male inestinguibile.
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Cerco me stesso

Metti di salire un giorno in macchina, di dare un passaggio a un autostoppista e… basta. Metti poi di aprire gli occhi e di ritrovarti in un letto che non è il tuo. Vedi un braccio ingessato, una gamba: sì, sono la tua gamba e il tuo braccio. Dunque hai avuto un incidente? E metti che al tuo capezzale ci sia una donna che continua a ripeterti: “Sono tua madre, Gordy, non mi riconosci?”. E poi ecco tua sorella, e tua moglie. Ma tu no, proprio non le riconosci. Sei smarrito, la tua mente è vuota, però quel nome, quel posto ti suonano strani. Soprattutto quelle tre donne che ti stanno intorno con tanta premura: sembrano avvoltoi in attesa. Di cosa, non sei sicuro di volerlo scoprire.
Patrick Quentin è lo pseudonimo di Richard W. Webb e Hugh C. Wheeler, due scrittori inglesi emigrati in America negli anni Trenta e divenuti ben presto tra gli autori più celebri del giallo, grazie a romanzi caratterizzati da trame ingegnose e finali a sorpresa. Tra i loro personaggi più noti si ricordano il regista teatrale Peter Duluth, il dottor Westlake e il tenente Trant. Webb e Wheeler hanno usato anche lo pseudonimo di Jonathan Stagge.
All’interno, l’articolo “Tanz in fiamme” di Massimo Pietroselli.