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Le conseguenze dell’attore

La meraviglia dello spettatore, scoperta da ragazzo nei teatri e nei cineclub napoletani. L’avventura della recitazione, per lungo tempo ostinatamente ed esclusivamente sulle assi del palcoscenico. Infine la scoperta del cinema, della possibilità di dare voce, volto e anima a personaggi che rimarranno nella memoria e nei cuori di un vasto pubblico. Sono le tappe di un’esperienza artistica che Toni Servillo ripercorre in questo dialogo scanzonato e insieme profondo con Paolo Mereghetti, in cui trovano posto considerazioni professionali, come il ricordo del lavoro con i grandi registi e l’importanza della scelta di una sceneggiatura, ma anche riflessioni più ampie sul modo in cui l’arte risuona con un’epoca e con un clima sociale, e sulla conseguente responsabilità dell’attore. Che è tessitore di sogni ma anche e soprattutto interprete e costruttore della realtà.

Congetture su April

John Banville, nato in Irlanda nel 1945, è **uno dei più grandi romanzieri contemporanei**. Amatissimo dalla critica (solo per fare un esempio, nel 2014 **Pietro Citati** sul **Corriere della Sera** ha definito il suo L’intoccabile ”**un romanzo straordinario: certo il più bello degli ultimi quarant’anni**” per ”la vastità, la ricchezza, il terribile riso”), Banville nel corso della sua carriera ha vinto i premi più prestigiosi, fra cui il **Booker Prize** per Il Mare, il Premio Franz Kafka, il Premio Nonino, l’Irish Book Awards, l’European Literary Award, l’Irish PEN Award e il Premio Principe delle Asturie per la sua opera. Diversi critici e giornalisti lo considerano, con Philip Roth e Haruki Murakami, come uno dei possibili vincitori del prossimo **Premio Nobel per la Letteratura**. Banville è conosciuto per la sua prosa precisa e fredda, caratterizzata da un’inventiva Nabokoviana, e per il suo umorismo nero. Fra le sue opere, anche una serie di ** “romanzi gialli” di altissima qualità**, ambientati nella Dublino anni ’50, che hanno come protagonista l’anatomopatologo Quirke. Dai romanzi di Quirke la **BBC** e RTÉ hanno tratto una **serie TV** nel 2014. April Latimer, giovane medico di buona famiglia e dubbia reputazione, sembra svanita nel nulla: gli amici non la sentono da giorni, al lavoro la credono malata, nulla nel suo appartamento lascia presagire una partenza programmata. Nell’indifferenza generale, solo la sua amica Phoebe, figlia dell’anatomopatologo Quirke, sembra porsi delle domande, sorretta nella sua ostinazione da un brutto presentimento che le circostanze non fanno che incoraggiare. Troppe, infatti, le resistenze inaspettate, le zone d’ombra, l’imbarazzo contro cui si scontrano i suoi cauti tentativi di saperne di più: d’un tratto tutto appare più confuso e compromesso di quanto potesse immaginare, caliginoso e denso come la nebbia che incombe su Dublino, fredda e ostile come non mai negli ultimi scampoli d’inverno. Forse April non è quella che ha fatto credere di essere, né c’è da fidarsi della sua fin troppo rispettabile famiglia; anche all’interno del loro gruppo all’apparenza compatto – scopre Phoebe – c’erano segreti, intese, rivalità ben più profonde di quanto lei abbia mai sospettato. L’unico su cui contare è Quirke, reduce da un soggiorno in una clinica di riabilitazione per alcolisti e intenzionato a fare il padre come si deve, ma ancora vulnerabile alle più umane delle tentazioni: un’auto sportiva che non sa guidare, un whisky di troppo di tanto in tanto, per scaldarsi cuore e ossa, e, forse, un nuovo amore. Così, tra colpi di scena e rivelazioni dolorose, padre e figlia si sperimentano con timidezza in un inedito gioco di squadra – per una volta alleati, se non proprio famiglia – e si avviano insieme alla scoperta dell’impietosa verità.
‘John Banville è indubbiamente una delle figure di maggior spicco tra gli scrittori di lingua inglese degli ultimi decenni, e in particolare nel quadro della singolare, quasi irresistibile fioritura letteraria irlandese… Banville scandaglia i suoi personaggi travagliati, quasi fantasmatici, spesso peccatori per la morale comune. I suoi romanzi procedono come serrate partite a scacchi.’
**Claudio Gorlier**
‘Un maestro la cui prosa regala un piacere continuo e quasi fisico.’
**Martin Amis**

(source: Bol.com)

Congedi balcanici

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Romanzo datato prima della guerra che descrive le tragedie di persone nel periodo compreso tra il 1991 e il 1994, nei territori dell’ ex Jugoslavia, dove attraverso l’ironia e il grottesco, riso e lacrime, parla come ogni guerra e’ un male per se, ma le guerre nei Balcani sono piu’ mali assieme per motivi storici ed altri ancora.
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### Sinossi
Romanzo datato prima della guerra che descrive le tragedie di persone nel periodo compreso tra il 1991 e il 1994, nei territori dell’ ex Jugoslavia, dove attraverso l’ironia e il grottesco, riso e lacrime, parla come ogni guerra e’ un male per se, ma le guerre nei Balcani sono piu’ mali assieme per motivi storici ed altri ancora.

La confraternita del pugnale nero: La guida definitiva

**Curiosità scene eliminate, battute fulminanti e un appassionante racconto inedito: in esclusiva per gli appassionati di Wrath e co.**
Chi ha seguito tutte le puntate della saga vampiresca che, dopo aver spopolato in Usa, ha appassionato anche i lettori italiani, non potrà perdersi questa chicca: una “guida definitiva” all’universo della Confraternita del Pugnale Nero. Accanto a un racconto inedito sulla coppia Bella e Zsadist, anche tante informazioni “di prima mano” sulla vita dei guerrieri e interviste strettamente personali, scorci di vita quotidiana e divertenti conversazioni dalla bacheca del sito di J.R. Ward, insieme a molto altro che non sveleremo. Persino l’autrice si lascia conoscere più da vicino, aprendo ai suoi affezionati lettori i segreti della sua carriera di scrittrice, dagli esordi come narratrice “rosa” ai successi della saga. Gli amanti dei vampiri di Caldwell sono avvisati: qui troveranno soddisfazione a ogni più piccola curiosità!

I confini della realtà

Esiste una zona tra il possibile e l’impossibile, fra il conosciuto e l’ignoto, una zona ai confini della realtà. Più o meno così recitava la voce fuori campo che introduceva le puntate di una serie televisiva molto famosa, “Ai confini dellla realtà”. L’antologia riprende la formula della serie, per cui in ogni racconto il protagonista si trova a contatto con l’ignoto: la storia si sviluppa secondo una direttiva precisa, ossia “cosa succederebbe se?”.

Il confine del paesaggio. Lettura di Francesco Biamonti

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Queste pagine offrono un ritratto dello scrittore di “Vento largo” come ‘uomo di confine’ e una rilettura dei suoi romanzi seguendo il filo rosso del paesaggio e della luce e dell’imprinting esistenzialista. Già un lettore d’eccezione, Italo Calvino, aveva riconosciuto la qualità del taglio e del tessuto narrativo dello scrittore ligure: “Quella che vuol fare è una cosa molto difficile: dare al linguaggio la concretezza d’un lessico molto preciso (nelle cose della campagna come nei nomi delle stelle) e insieme un alone di vibrazione lirica”.
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Una confidenza di Maigret

Le cene a casa dei coniugi Pardon sono una delle pochissime occasioni mondane che Maigret e signora si concedono. Durante una di queste il dottor Pardon, medico condotto, riceve diverse telefonate che lo spingono a rimpiangere di aver scelto il mestiere di medico. Il commissario amico del medico, comincia un lungo racconto su un caso che lo ha portato agli stessi rimpianti.
Il caso Josset aveva avuto una fortissima attenzione presso i media parigini. Maigret si era mosso come al solito, cercando, nel suo personale interrogatorio nei confronti di Josset, di trovare ciò che non era presente sui verbali già scritti dai colleghi che avevano precedentemente interrogato l’indagato. I giornali, e qualche informatore degli stessi, tuonano contro Josset, indicandolo come l’autore del delitto. Il giudice Comelieu, eterno antagonista del metodo Maigret, fa pressioni sul commissario perché l’indagine si chiuda in fretta, per passare il caso alla procura, dove, Maigret lo sa già, finirà come tutti si aspettano. Il commissario rivive nel suo racconto i momenti di un’indagine che nei suoi pensieri (e molto probabilmente anche nei fatti) avrebbe potuto prendere un’altra piega.

Una confidenza di Maigret

Le cene a casa dei coniugi Pardon sono una delle pochissime occasioni mondane che Maigret e signora si concedono. Durante una di queste il dottor Pardon, medico condotto, riceve diverse telefonate che lo spingono a rimpiangere di aver scelto il mestiere di medico. Il commissario amico del medico, comincia un lungo racconto su un caso che lo ha portato agli stessi rimpianti.
Il caso Josset aveva avuto una fortissima attenzione presso i media parigini. Maigret si era mosso come al solito, cercando, nel suo personale interrogatorio nei confronti di Josset, di trovare ciò che non era presente sui verbali già scritti dai colleghi che avevano precedentemente interrogato l'indagato. I giornali, e qualche informatore degli stessi, tuonano contro Josset, indicandolo come l'autore del delitto. Il giudice Comelieu, eterno antagonista del metodo Maigret, fa pressioni sul commissario perché l'indagine si chiuda in fretta, per passare il caso alla procura, dove, Maigret lo sa già, finirà come tutti si aspettano. Il commissario rivive nel suo racconto i momenti di un'indagine che nei suoi pensieri (e molto probabilmente anche nei fatti) avrebbe potuto prendere un'altra piega.

Le confessioni

“Dio è il punto di partenza e il punto di arrivo del pellegrinaggio interiore descritto dalle Confessioni… L’altro polo intorno al quale gira tutto il pensiero agostiniano è l’uomo. Le Confessioni, senza essere un trattato di antropologia, illustrano il mistero, la natura, le aspirazioni dell’uomo” (M. Pellegrino). Questa edizione permette di rendere accessibile l’opera ad un vasto pubblico, in particolare di studenti.

Le confessioni

«Mi accingo ad un’impresa che non ebbe mai esempio e la cui esecuzione non avrà imitatori. Voglio mostrare ai miei simili un uomo in tutta la verità della natura; e quest’uomo sarò io.» Con questo memorabile incipit si aprono *Le confessioni* di Jean-Jacques Rousseau che, pubblicate postume tra 1781 e 1788, costituiscono un’autobiografia, anzi un «ritratto d’uomo, dipinto esattamente al naturale», ma anche un vivacissimo affresco storico di vita settecentesca e la narrazione di una straordinaria avventura spirituale. Ma non solo: *Le confessioni* sono un vero e proprio poema, un capolavoro letterario di sconcertante modernità nel quale l’autore si è abbandonato al ricordo e al sentimento, all’incantata rievocazione dell’infanzia e ai torbidi deliri dell’immaginazione, ai capricci della memoria e al pathos del rimpianto, analizzando con anatomica precisione l’inquieto moto di una coscienza alla ricerca di se stessa. Per quanto smarrita e persa nelle maschere che i rapporti sociali le hanno imposto, per quanto accecata dall’immagine di sé che si fabbrica per gli altri e a partire dagli altri, l’anima resta libera di ritornare alle proprie radici, a ciò che le è più intimo e peculiare.
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Confessioni di un sicario dell’economia

I «sicari dell’economia» sono un’élite di professionisti che hanno il compito di orientare la modernizzazione dei paesi in via di sviluppo verso un continuo processo di indebitamento e di asservimento agli interessi delle multinazionali e dei governi più potenti del mondo. Per dieci anni John Perkins è stato uno di loro, e ha toccato con mano il lato più oscuro della globalizzazione in paesi come Indonesia, Iraq, Arabia Saudita, prima di affrontare una presa di coscienza che lo ha portato a farsi difensore dei diritti delle popolazioni sfruttate. In questa autobiografia, appassionante come un romanzo e documentata come un’inchiesta, Perkins ci costringe a riesaminare sotto nuove prospettive l’ultimo mezzo secolo di storia, e a interrogarci sul nostro futuro. Un bestseller internazionale, indispensabile per comprendere la crisi del modello finanziario che governa le nostre economie.
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### Sinossi
I «sicari dell’economia» sono un’élite di professionisti che hanno il compito di orientare la modernizzazione dei paesi in via di sviluppo verso un continuo processo di indebitamento e di asservimento agli interessi delle multinazionali e dei governi più potenti del mondo. Per dieci anni John Perkins è stato uno di loro, e ha toccato con mano il lato più oscuro della globalizzazione in paesi come Indonesia, Iraq, Arabia Saudita, prima di affrontare una presa di coscienza che lo ha portato a farsi difensore dei diritti delle popolazioni sfruttate. In questa autobiografia, appassionante come un romanzo e documentata come un’inchiesta, Perkins ci costringe a riesaminare sotto nuove prospettive l’ultimo mezzo secolo di storia, e a interrogarci sul nostro futuro. Un bestseller internazionale, indispensabile per comprendere la crisi del modello finanziario che governa le nostre economie.

Condotta indecente

Cate Fante ha una doppia vita: di giorno è giudice federale, di notte cerca avventure sessuali in locali poco adatti a una donna nella sua posizione. Ma quando per le strade di Philadelphia vengono scoperti due cadaveri, esplode anche lo scandalo sulle notti di Cate, che perde il lavoro. Allora l’intraprendente ragazza dovrà risolvere l’intricato caso e salvare la sua reputazione professionale.

Condizione Venere

Il Grande Apparato Blu (come si fanno chiamare gli speculatori del business ecologico, su una Terra sempre più malandata) sa che l’ambiente sta per collassare. E’ trascorso appena un secolo dai nostri giorni e già il mondo è diventato irriconoscibile: New York semi-sommersa, Parigi una città tropicale, la Siberia trasformata in granaio dei mondo… Ma per l’ultimo atto è in programma qualcosa di veramente speciale, che nessun Apparato potrà evitare: secondo le previsioni di una delle maggiori scienziate americane, la Terra sta entrando nell’imprevedibile, inaudita, mostruosa Condizione Venere.
Copertina di Franco Brambilla

La condanna

Georg Bedenmann, hijo de comerciantes, enamorado y a punto de casarse, escribe a su (segun su punto de vista) infeliz amigo en San Petersburgo. Para agradarle, Georg, oculta en su carta detalles sobre su exitosa vida. Despues de largo pensar y de escribir apasionadas paginas hablando de su amada, le cuenta de su futuro enlace matrimonial. Cuando Georg va con la carta a su padre acaban discutiendo. Durante la discusion el hijo descubre que el padre lleva tiempo en contacto con su amigo de San Petersburgo y que esta al tanto de los acontecimientos. El padre le muestra sus reproches sobre la gerencia de la tienda y sobre la eleccion de su prometida. El termina la discusion con las palabras: “Yo te condeno a morir ahogado.” El hijo sale corriendo de la casa, donde estaba el rio, se balanceo sobre la barandilla diciendo: “Pero queridos padres, yo siempre os he amado” y se dejo caer. Franz Kafka fue un escritor de origen judio nacido en Bohemia que escribio en aleman. Su obra esta considerada una de las mas influyentes de la literatura universal y esta llena de temas y arquetipos sobre la alienacion, la brutalidad fisica y psicologica, los conflictos entre padres e hijos, personajes en aventuras terrorificas, laberintos de burocracia, y transformaciones misticas. Fue autor de tres novelas, El proceso (Der Prozess), El castillo (Das Schloss) y El desaparecido (Amerika o Der Verschollene), la novela corta La metamorfosis (Die Verwandlung) y un gran numero de relatos cortos. Ademas, dejo una abundante correspondencia y escritos autobiograficos. Su peculiar estilo literario ha sido comunmente asociado con la filosofia artistica del existencialismo -al que influencio- y el expresionismo. Estudiosos de Kafka discuten sobre como interpretar al autor, algunos hablan de la posible influencia de alguna ideologia politica antiburocratica, de una religiosidad mistica o de una reivindicacion de su minoria etnocultural, mientras otros se fijan en el contenido psicologico de sus obras. Sus relaciones personales tambien tuvieron gran impacto en su escritura, particularmente su padre (Carta al padre), su prometida Felice Bauer (Cartas a Felice) y su hermana (Cartas a Ottla).”