58689–58704 di 65579 risultati

Il ponte d’argilla

«C’era una volta, nella marea del passato dei Dunbar, una donna che aveva molti nomi.» C’erano stati anche un nonno con la passione per i miti greci, una nonna e la sua macchina da scrivere, un pianoforte consegnato nel posto sbagliato, una ragazza con le lentiggini che amava le corse dei cavalli, e un padre che, dopo la morte della moglie, aveva abbandonato i suoi cinque figli: Matthew, Rory, Henry, Clay e Tommy. I fratelli Dunbar. Costretti a vivere soli, e a definire da soli le regole della propria esistenza. E quando il padre tornerà sarà Clay l’unico dei fratelli che accetterà di aiutarlo e costruire con lui un ponte, concreto e metaforico nello stesso tempo: lo farà per la sua famiglia, per il loro passato, per il loro futuro, per espiare le colpe, per affrontare il dolore. Lo farà perché lui è l’unico che conosce tutta la storia, e per questo è obbligato a sperare. Ma fino a che punto Clay potrà portare avanti la più difficile di tutte le sue corse? Quanti degli ostacoli che la vita gli ha posto davanti riuscirà a superare? Quanta sofferenza può sopportare un ragazzo?
**

Il più grande uomo scimmia del Pleistocene

«Il libro che avete fra le mani è uno dei più divertenti degli ultimi cinquecentomila anni» ha scritto Terry Pratchett. È vero, tanto tempo è passato, da quando vissero Ernest, il narratore di questo libro, con la sua ingegnosa famiglia, dal padre Edward, che fu senza dubbio «il più grande uomo scimmia del Pleistocene», a quell’amabile reazionario di zio Vania, che tornava sempre a vivere sugli alberi, a quel viaggiatore incallito dello zio Ian, per non parlare delle ragazze. Un curioso gruppetto, che si trovò, sotto la guida del grande Edward, nella delicata situazione di chi dà all’evoluzione una spinta che non si riequilibrerà mai: la spinta da cui siamo nati tutti noi. Ragionando con impeccabile acume scientifico, nonché un delizioso humour freddo, Edward e i suoi scoprirono «alcune delle cose più potenti e spaventose su cui la razza umana abbia mai messo le mani: il fuoco, la lancia, il matrimonio e così via», sempre sulla base di una elementare esigenza: quella di «cucinare senza essere cucinati e mangiare senza essere mangiati». E naturalmente non mancarono le dispute e i crucci, perché ogni volta si poteva discutere se quelle nuove invenzioni erano davvero buone o cattive, se non rischiavano di sfuggire al controllo e soprattutto se non andavano un po’ troppo contro la natura. Mah…
Pubblicato per la prima volta nel 1960, e poi ripreso più volte sotto vari titoli, questo libro si è fatto strada silenziosamente fra i classici della fantascienza a ritroso. Ma in realtà è un libro inclassificabile: una riflessione romanzesca, acutissima e leggera, su tutta la storia dell’umanità, contrassegnata in ogni dettaglio da quella limpidezza e da quell’ironia che appartengono alla migliore tradizione letteraria e scientifica inglese. Quando Théodore Monod lesse questo libro, segnalò all’autore uno o due errori tecnici, subito aggiungendo «che non importavano un accidente, perché la lettura del libro l’aveva fatto ridere tanto che era caduto da un cammello nel bel mezzo del Sahara».

Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler

Più pop di Andy Warhol, più eccentrico di Salvador Dalí, più geniale di Marcel Duchamp, Max Fontana, “il più grande artista del mondo” secondo alcuni critici, arriva al successo per caso, a quarant’anni, con un gesto casuale, proprio il giorno in cui aveva deciso di togliersi la vita sentendosi un fallito.
Da quel momento si trasforma: capelli verdi dal taglio hitleriano (ma “spettinati alla Jack Nicholson”), cappotto stile nazi, Nike Shox ai piedi, non c’è colpo che non mandi a segno. Ogni sua opera scandalizza, sconcerta, fa scalpore, fa inorridire. Inavvicinabile come una rockstar, capriccioso come una diva di Hollywood, spiazzante e provocatorio per il puro gusto di esserlo, arriva perfino a indicare in Adolf Hitler un modello artistico da ammirare. Nella sua nuova esistenza da cinica pop star conserva, però, anche un lato tenero: la piccola Martina, una compagna di vita che, impossibilitata a parlare, comunica usando il linguaggio dei segni.
Ma Max Fontana è davvero questo formidabile genio? O è solo un furbo truffatore? O addirittura un killer? E soprattutto: perché è scomparso?
Sì, perché dopo essere stato protagonista di sensazionali performance tra Roma e Parigi, New York e Las Vegas, e dopo essersi fatto beffe di colleghi, critici, galleristi e giornalisti, alzando sempre di più la posta del suo rischiosissimo gioco tra arte e vita, qualcosa – ancora una volta per caso – è andato storto, e lui è stato costretto, suo malgrado, a indossare i panni del fuggitivo. Braccato da mezzo mondo, ha dovuto lanciarsi in una fuga via via più incalzante, disperata e piena di poesia. Fino al capolinea, naturalmente da artista. Anzi, da più grande artista del mondo.
Scandalosamente intelligente – e intelligentemente scandaloso -, questo nuovo romanzo di Massimiliano Parente è un’opera esilarante, coinvolgente e carica di suspense, una satira senza limiti dell’uomo e della società occidentale, l’epica moderna di un ultimo eroe comico universale. Un libro che è anche un’avventura del pensiero, una profonda riflessione sull’esistenza e sulla creazione artistica. La storia memorabile e donchisciottesca di un uomo capace di trasformare la vita e rendere ogni gesto un evento straordinario.
E una cosa è certa: alla fine lo odierete e lo amerete, perché nessun artista si è mai spinto né potrà mai più spingersi fin dove ha osato Max Fontana.

Il pirata di Mayfair

Londra, 1810
Decisa a dimenticare il suo primo, infelice matrimonio e a sposare un uomo rispettabile in grado di darle i figli che desidera, Alexandra Alastair compila una lista di possibili corteggiatori che possano garantirle un’unione agiata e senza imprevisti. Tra questi non può mancare il nome dell’affascinante vedovo che si è da poco trasferito nel palazzo accanto al suo, il Visconte Grayson Finley. Ma quando scopre che il gentiluomo è in realtà un temuto pirata per il quale nessuna sfida è troppo audace e nessun piacere troppo peccaminoso, Alexandra è costretta a scegliere se seguire le severe regole di comportamento della buona società o fidarsi del proprio istinto, che si tratti salvare il suo nuovo vicino dall’impiccagione, di fuggire da implacabili cacciatori di pirati o di smascherare pericolosi complotti.

Il pirata

Violento, cinico e spregiudicato, Baydr Al Fay, nipote di un grande e ricchissimo sovrano arabo magnate del petrolio, maneggia miliardi con lo stesso regale distacco con cui compra una donna o fa uccidere chi lo tradisce. Baydr Al Fay è il “pirata”. In una ridda di avventure sullo sfondo del jet set internazionale, tra champagne, donne, droga e spionaggio, divampa anche la storia segreta delle guerre che insanguinano il Medio oriente, costellata di dirottamenti aerei e di attacchi terroristici.

Il piccolo negozio di fiori in riva al mare

Il piccolo negozio di fiori in riva al mare by Ali McNamara
Dall’autrice del bestseller Colazione da Darcy
Oltre 200.000 copie
I fiori sono sbocciati nella cittadina portuale di Saint Felix, in Cornovaglia. Ma l’umore di Poppy Carmichael non è per nulla sollevato dall’arrivo della primavera. Dopo avere ereditato il negozio di fiori della nonna, è stata costretta a ritornare a Saint Felix, un luogo che per lei è carico di troppi ricordi. Poppy ha intenzione di fare del suo meglio per la nonna, che adorava, ma non è facile portare avanti un negozio che è “più shabby che chic”. Ulteriore complicazione: il difficile rapporto con Jake, un uomo riservato, ma cordiale e affascinante, da cui Poppy acquista i fiori. Insomma, la tentazione di mollare tutto è grande, ma la graziosa cittadina ha in serbo per lei un paio di sorprese. Chissà che non accada qualcosa che la porti ad aprire il suo cuore e lasciarsi avvolgere dalla magia di un piccolo negozio di fiori in riva al mare!
Un’autrice da 200.000 copie
Mai sottovalutare il profumo dei fiori
«Una storia dolce e intelligente.»
Heat
«Consiglio vivamente Il piccolo negozio di fiori in riva al mare, adatto a questo periodo dell’anno e ben scritto.»
Rose
**Ali McNamara**
Ha iniziato a scrivere postando pensieri sul sito di Ronan Keating, cantante dei Boyzone, attirando migliaia di contatti giornalieri. Quando si è accorta di questo successo, ha venduto le sue storie donando il ricavato alla lotta contro il cancro. Dopo questo strano inizio, ha scritto il suo romanzo d’esordio Innamorarsi a Notting Hill, grande bestseller in Gran Bretagna, Colazione da Darcy, Da New York a Notting Hill per innamorarsi ancora, Colazione a Notting Hill e Il piccolo negozio di fiori in riva al mare, tutti pubblicati in Italia dalla Newton Compton.

Il Piccolo Lord

Cura e traduzione di Riccardo ReimEdizione integraleLittle Lord Fauntleroy, sesto romanzo di Frances Hodgson Burnett, apparve a puntate sul «St. Nicholas Magazine» nel novembre 1885 per giungere nelle librerie pochi mesi dopo, immediatamente divorato (è davvero il caso di dirlo) da centinaia di migliaia di lettori (anzi lettrici: pensato come romanzo per bambini, il libro suscitò un interesse quasi morboso soprattutto fra le madri) e raggiungendo in breve la vertiginosa tiratura di mezzo milione di copie. Il “piccolo Lord” divenne subito un personaggio proverbiale, un vero e proprio fenomeno di costume, addirittura una moda nell’abbigliamento dei ragazzi, e da oltre un secolo continua a essere un evergreen… Come è stato notato, il piccolo Cedric Errol con il suo faccino roseo aureolato di riccioli d’oro, rappresenta per molti versi l’altra faccia dell’Huckleberry Finn di Mark Twain.«Il signore anziano si alzò dalla poltrona e lo osservò con uno sguardo penetrante. Poi si accarezzò il viso con la lunga mano affilata. Aveva l’aria piuttosto soddisfatta. «E così», disse infine lentamente, «e così questo è il piccolo Lord Fauntleroy».»Frances Hodgson Burnett(1848-1924), anglo-americana, è nota soprattutto come autrice di alcuni libri che ormai sono indiscutibilmente da annoverare fra i grandi “classici per l’infanzia” amati da generazioni e generazioni di lettori, come La piccola principessa (1905) Il piccolo Lord e Il giardino segreto (1909), questi ultimi pubblicati dalla Newton Compton.

Il pianeta di Shakespeare

Da quasi mille anni l’astronave lanciata dalla lontana Terra viaggiava attraverso l’abisso degli spazi siderali, alla ricerca di un mondò sul quale un giorno gli uomini potessero vivere e trovare nuovi orizzonti: come una creatura senziente, guidata da un centro di comando che riunisce le menti di tre esseri umani del passato, legati per sempre ai meccanismi elettronici e ai perfetti calcolatori che tracciano la rotta attraverso gli spazi ignoti, l’astronave non conosce esitazioni ne timori, decisa a portare il suo equipaggio, conservato in animazione sospesa per tutto il volo siderale,. Ma quando l’astronave giunge finalmente su di un pianeta abitabile, solo un membro dell’equipaggio è sopravvissuto al lungo viaggio: un guasto alle cellule di animazione sospesa ha ucciso tutti gli altri, e Carter Horton è solo. Solo, con il complesso sistema di guida e comando della Nave, e con un robot di nome Nicodemus, che sembra un goffo e bonario robot domestico ma che è in grado, a seconda dei casi, di attingere a molti cervelli positronici, producendo incredibili sorprese. Ma sul pianeta lontano quasi mille anni luce dalla Terra, Horton scopre di non essere arrivato per primo… perché sul pianeta vive un misterioso alieno, che si fa chiamare “Carnivoro” e che parla la lingua dei terrestri, lingua che afferma di avere appreso da un umano di nome Shakespeare…

Il pianeta di Mr. Sammler

Mr. Sammler, ebreo di origini polacche sopravvissuto all’Olocausto, vive a New York, perennemente inseguito dal ricordo dell’occupazione nazista e amareggiato da vicende personali che lo hanno reso misogino, misantropo, razzista. Intellettuale un tempo famoso, ora si dedica allo studio della complessità della natura umana. E mentre intorno a lui l’America vive l’intensa stagione della rivoluzione sessuale e dei movimenti per i diritti civili e si prepara a conquistare la Luna, Sammler, “un individuo al passato”, si sente sempre più alienato dal presente e si scopre a sognare il Futuro… Pubblicato nel 1970, “Il pianeta dì Mr. Sammler” è considerato uno dei migliori romanzi di Bellow, tutto giocato sul contrasto e la complementarietà tra la ricca introspettività del protagonista e una serie di avventure tra il grottesco e il picaresco che, suo malgrado, lo coinvolgono, sullo sfondo di un superbo scenario urbano e di una serie di indimenticabili ritratti umani.
**

Il pianeta di Dio

Alla vigilia dell’anno 2000 improvvise apparizioni scuotono il mondo: tutte le figurazioni sacre di ogni religione appaiono a credenti e non credenti per annunciare che Dio ha bisogno degli uomini. Dal suo pianeta remoto della stella 82 Eridani li chiama a combattere per Lui: e gli araldi celesti non sono allucinazioni, perché sepolto nel deserto di Gobi da ère immemorabili c’è il mezzo per raggiungere le stelle. E così uno strano equipaggio – cristiani e musulmani, buddisti e marxisti, agnostici e mistici – parte per il Pianeta di Dio dove i terrestri incontrano delle creature aliene e sensuali che li addestrano alla morte, perché solo la morte potrà renderli onnipotenti e immortali. Ma quale innominabile segreto si cela nel gigante gassoso intorno al quale gravita Getka, il Pianeta di Dio?

Il Pianeta della Vendetta

La Terra è stata distrutta, annientata da temibili macchine spaziali in grado di autogenerarsi. Poche migliaia di esseri umani sono stati messi in salvo da altri robot inviati dalla misteriosa razza dei Benefattori per difendere le civiltà primitive dai temibili killer planetari. I nemici sono stati spazzati via dal sistema solare, ma la Terra è ormai un pianeta morto.
Imbarcati sull’enorme Arca Centrale, in attesa che Marte venga reso abitabile, gli umani apprendono dell’esistenza della Legge, un codice galattico che governa il comportamento di tutte le civiltà. E secondo la Legge, la razza che ha creato e inviato le macchine-killer deve essere punita una volta per tutte: la condanna è lo sterminio e il compito di eseguirla spetta agli umani… A bordo delle Navi della Legge, i prescelti dovranno spingersi ai confini dell’universo per scovare la criminale razza aliena che ha perpetrato l’orrendo delitto contro la Terra. E il viaggio non avrà termine finché non sarà stata fatta giustizia.
Copertina di Tony Roberts

Il pianeta della sfida

L’oggetto più grande dll’Universo conosciuto è l’Albero Gigante di Kylemurre, che gli scalatori professionisti considerano una “vetta di grado sei”. Per gli abitanti del pianeta il chilometrico albero rappresenta Dio, ma per alcuni terrestri privi di scrupoli bisogna distruggerlo a tutti i costi. Tre uomini cercheranno di impedirlo con ogni mezzo a loro disposizione, ma per farlo rischieranno di scatenare le forze di un ambiente alieno e pieno di insidie. Il mistero, intanto, rimane inquietante: chi o che cosa è, veramente il grande albero che sovrasta un mondo?

Il pianeta del silenzio

Durante una missione di recupero su Titano un pilota cade vittima di un incidente, poco prima dell’inevitabile decesso riesce a mettersi in animazione sospesa nella speranza di poter ricevere soccorso. Molti anni dopo il suo copro viene recuperato e seppur in pessime condizioni viene rianimato grazie ad una tecnologia che al momento del suo decesso era ancora sconosciuta. La nave che lo ha salvato e rianimato ha però una missione ben più importante: raggiungere il pianeta Quinta nel tentativo di stabilire il primo contatto dell’umanità con una civiltà aliena. Il redivivo pilota, di cui nonostante tutto non si è riusciti a stabilire con esattezza l’identità né di cui si è riusciti a ripristinare la memoria, si unirà quindi all’equipaggio della storica spedizione.

Il piacere dell’odio

Il piacere dell’odio è un altro libro di saggi estremi e paradossali del grande pensatore inglese del primo Ottocento, tratti dalla raccolta The Plain Speaker, pubblicata nel 1826. È un libro sferzante e scontroso sui desideri, più o meno confessati, dell’animo umano.
**
### Sinossi
Il piacere dell’odio è un altro libro di saggi estremi e paradossali del grande pensatore inglese del primo Ottocento, tratti dalla raccolta The Plain Speaker, pubblicata nel 1826. È un libro sferzante e scontroso sui desideri, più o meno confessati, dell’animo umano.
### Descrizione
“Il piacere dell’odio” è un libro sulla condizione umana. Quando William Hazlitt, intorno agli anni Venti del diciannovesimo secolo, andava componendo questi saggi, i lettori cominciarono a intuire che qualcosa di nuovo, forse di terribile, si nascondeva nelle pieghe di un giornale comprato ogni mattina. Hazlitt era la leggerezza dell’astuzia, il disprezzo per la banalità, la fragranza di chi intende il pensiero come una lotta per la sopravvivenza fra gli sciocchi. Si cominciò a capire: Hazlitt, a suo modo, stava gettando nelle sue tesi sulla morale e sull’umanità un virus sconosciuto: il virus dell’inconscio; il mistero di un’energia nera che geme e palpita dentro ogni nostra azione.

Il piacere dell’avventura

Come volontaria in una squadra di soccorso alpino, Jenny salva la vita a Paul, un giovane ricco, viziato, amante del rischio e dell’avventura. E quando Paul, per sdebitarsi, la invita a cena, Jenny sente di non essere immune al suo fascino e, temendo di innamorarsi, cerca di evitare la sua corte spietata. Nonostante però le perplessità su di lui, che, oltretutto, ha fama di essere un vero playboy, Jenny accetta di trascorrere insieme un fine settimana… pieno di sorprese e di imprevisti.