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Da zero a tre anni

Il cervello del bambino è come una scacchiera. All’inizio qualunque partita è possibile. Poi, quando si cominciano a muovere i pezzi, le combinazioni via via diminuiscono. E se le mosse iniziali sono sbagliate sarà difficile risollevare le sorti del gioco. Analogamente è nei primi tre anni di vita che si decide lo sviluppo della psiche. Alla nascita ogni bambino è un “miliardario” della mente e davanti a lui si apre una gamma pressoché infinita di opportunità. Ma in mancanza di stimoli adeguati il cervello può perdere le sue grandi potenzialità. In questo libro Piero Angela, con il suo stile divulgativo limpido e accattivante, spiega cosa avviene nella mente umana durante la prima infanzia e illustra ai genitori come siano importanti le mosse che essi giocano sullo scacchiere della vita dei propri figli.
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Da quella prigione

Sono trascorsi quarant’anni dall’uccisione di Aldo Moro per mano delle Brigate Rosse, ma la sua immagine nelle polaroid scattate durante la prigionia all’interno del ‘carcere del popolo’ resta impressa nella memoria individuale e collettiva. Quelle due fotografie, più una terza, quella del suo corpo acciambellato nel baule della R4, non erano mai state lette in profondità. L’attenzione si era sempre concentrata sulle vicende oscure del sequestro e della prigionia, sulle lettere e sull’esecuzione del leader democristiano. In questa nuova edizione del libro, che è anche un racconto, Marco Belpoliti analizza l’uso delle immagini compiuto dalle Brigate Rosse durante gli anni di piombo, rilegge le foto di Moro attraverso l’opera di autori come Andy Warhol, Marshall McLuhan, Pier Paolo Pasolini, John Berger, e interpreta quegli scatti come il segno di un cambiamento in corso negli anni Settanta nell’utilizzo del corpo da parte degli uomini politici. Moro appare come l’ultimo esempio del passato, mentre il corpo stava divenendo lo strumento principale della comunicazione politica. Fotografandolo come un re deposto, i brigatisti hanno umanizzato Aldo Moro, così che la sua immagine continua a interrogarci ancora oggi sul potere, sul terrorismo e sull’idea di un’utopia politica realizzata con il sangue.

(source: Bol.com)

Cyrano de Bergerac

L’opera teatrale “Cyrano de Bergerac” di Edmond Rostand (1868-1918), pubblicata nel 1897, è ispirata alla figura storicamente esistita dello scrittore secentesco Savinien Cyrano de Bergerac. Si tratta di una commedia in cinque atti che narra le gesta dell’estroso e umorale spadaccino guascone, veloce di spada quanto di parola, nonché dotato di un enorme naso. Un autentico eroe romantico, dal carattere fiero e temerario, mai disposto al compromesso, che sotto la scorza burbera e la spavalderia verso i nemici nasconde del sentimento autentico. Ama infatti di un amore infelice perché impossibile la bellissima cugina Rossana, che a sua volta è innamorata del giovane cadetto Cristiano. Cyrano decide di farsi da parte e di favorire la relazione tra i due. Diventa così il consigliere di Cristiano, a nome del quale ha la possibilità di scrivere lettere e poesie dirette all’amata. Si mette di mezzo però il potente De Guiche, invaghito di Rossana, e spedisce in guerra Cyrano e Cristiano, che vi troverà la morte. Rossana si ritira allora in convento e solo in punto di morte Cyrano, dopo averlo celato per tutta la vita, le rivelerà il proprio amore, troppo tardi ricambiato.
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Cyberiade

In questo libro, metà scintillante invenzione e metà apologo, Lem mette in scena due dei suoi personaggi più riusciti: i robot inventori Trurl e Klaupacius, che vanno in giro per il cosmo tentando di superarsi a vicenda. Inutile dire che le loro pazzesche avventure si concludono molto male per chi tenta di impiegarli costruttivamente, e che più d’una volta essi mettono a repentaglio l’esistenza stessa dell’universo. Fra computer onnipotenti, creature dagli occhi-laser, poeti elettronici e macchine narratrici che non riescono mai a finire un racconto, Lem ci trasporta in un mondo di invenzione totale, facendo di Cyberiade la bibbia della meccanizzazione andata a male.

I custodi del libro

I custodi del libro by Geraldine Brooks
È la primavera del 1996 a Sarajevo e Hanna Heath, trentenne restauratrice australiana di manoscritti e libri antichi, giunge nella capitale bosniaca devastata da cinque anni di guerra civile e ancora sotto il fuoco dei cecchini. Deve restaurare la Haggadah di Sarajevo, un manoscritto ebraico prodotto in Spagna in età medievale e ricco di inusuali e variopinte miniature; un’opera preziosa e fondamentale nella storia dell’ebraismo, che fu salvata dal bibliotecario musulmano del Museo di Sarajevo quando, negli anni Quaranta, i nazisti e i famigerati reparti della Mano Nera cercarono di impadronirsene. È dalla voce di Hanna che apprendiamo la magnifica storia del libro, una vicenda fatta di macchie di vino e di sangue, di splendidi fermagli smarriti, di farfalle di montagna, di storie d’amore e di vigliaccheria, di secoli di splendore e di decadenza, di gloriose città, la Siviglia del 1480, la Tarragona del 1492, la Venezia del 1609, la Vienna del 1894, e di uomini giusti.

I custodi del codice. Saint-Clair

Gerusalemme, 1099. Ugo di Payens si aggira tra montagne di cadaveri, grida di dolore, edifici distrutti. I suoi piedi affondano nel sangue, che scorre lungo le strade della Città Santa. Non per questo aveva lasciato la Francia, non per questo si era unito alla crociata, tre anni prima, come gli avevano chiesto i capi della congregazione segreta cui apparteneva, l’Ordine della Rinascita di Sion. Non per assistere a questo orrore, ma perché l’Ordine della Rinascita potesse tornare a Gerusalemme, nella città dove era rimasta sepolta per secoli la verità sulla vita, e sulla morte, di Gesù. Dopo aver assistito a quell’inutile massacro, Ugo è sconvolto e sfiduciato, ma decide di restare in Terra Santa, e attendere indicazioni dall’Ordine della Rinascita di Sion. E proprio quando, passati ormai vent’anni, si convince che queste non arriveranno mai, ecco la svolta improvvisa, un comando tanto assurdo quanto perentorio. Formare un nuovo ordine di monaci cavalieri, che dovranno alloggiare nelle grotte sotto il Monte del Tempio di Gerusalemme. Una richiesta all’apparenza irrealizzabile, ma Ugo, con l’aiuto del vecchio amico Goffredo Saint-Omer, del giovane Stefano Saint-Clair, e di altri pochi fidati cavalieri, riuscirà a fondare l’Ordine dei “Poveri compagni soldati di Cristo e del Tempio di Salomone”. I Templari. E mentre il Regno crociato di Gerusalemme affonda tra gli intrighi, le congiure e la lussuria, i monaci guerrieri finalmente capiranno il motivo della loro esistenza.
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Il custode dell’acqua

Sullo sfondo di Gerusalemme e di un difficile dialogo tra israeliani e palestinesi, Padre Matteo, notissimo archeologo francescano, si trova coinvolto casualmente in una complessa vicenda che vede protagonisti i servizi segreti israeliani, un ricchissimo uomo d’affari e un gruppo di giovani idealisti. Matteo viene incaricato dal Custode di Terra Santa, convinto fautore dell’idea di trasformare Gerusalemme in una città di pace sotto l’egida delle varie religioni, di vigilare per la riuscita del progetto. In realtà la morte misteriosa di Padre Luca, un altro archeologo francescano, rivela a Matteo che sono in gioco altri interessi e che sono in molti, forse troppi, a interessarsi del collare di Carlino, il cane di padre Luca.
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Il custode del museo dei giocattoli

Il gigantesco vagabondo Piotr Michailovich sta per sciogliere un voto assai singolare: recuperare le ultime due parti di suo padre, un idealista russo che alla sua morte si è fatto tagliare a pezzi e spedire ai quattro angoli del mondo perché qualche discendente provvedesse a raccoglierli e a seppellirli in patria quando la Russia sarebbe stata libera. Il caso vuole che questo penultimo pezzo si trovi in val di Susa, proprio davanti alla casa dove il protagonista, uno sfigatissimo reduce degli anni Settanta, sta ancora scontando la libertà vigilata par una assurda condanna. Dall’incontro con il gigante russo la sua vita e quella del figlio, un ragazzo ritardato frutto di un amore infelice, usciranno sconvolte. In positivo.
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Le curiose indagini di Poirot: Il mistero del treno azzurro-Aiuto, Poirot!-Assassino in Mesopotamia

Tre fra i più grandi e amati classici inventati dal genio di Agatha Christie si trasformano in graphic novel grazie a un gruppo di maestri del fumetto francese. Protagonista assoluto Hercule Poirot, ex ispettore della polizia belga diventato investigatore per diletto, che unisce un fiuto straordinario e una logica d’acciaio alla simpatia, la classe e il sottile sense of humour di un vero gentleman. Dopo i grandi casi dell’ispettore Poirot, ecco una nuova occasione per scoprire – o riscoprire – e pietre miliari della storia del giallo, che mantengono inalterata la capacità di avvincere, divertire e sfidare i lettori. Alla ricerca dell’indizio nascosto, del dettaglio sfuggite a (quasi) tutti, della chiave che aprirà le porte del mistero.

La cura impossibile

Parecchi anni fa, in Strisciava sulla sabbia, abbiamo assistito all’incontro fra il Cacciatore e il giovane Bob Kinnaird sulla spiaggia di una remota isoletta nel Pacifico, nonché alle loro indagini congiunte per rendere inoffensivo il criminale galattico inseguito dal Cacciatore. Oggi, però, le cose sono cambiate: Bob, che ancora ospita la creatura un tempo capace di proteggerlo da ogni ferita o malattia, si è laureato e torna sull’isola natale spinto non solo da impegni di lavoro. L’equilibrio biochimico che lo legava al Cacciatore sembra essersi spezzato e qualcosa sta lentamente uccidendo Bob. L’unica speranza è data da un’astronave perduta e dagli eventuali compagni del Cacciatore giunti nel frattempo in suo soccorso. Ma come trovare l’una e gli altri prima che sia troppo tardi?
Copertina di Karel Thole

Cuori solitari

Charlie Resnick, ispettore della sezione investigativa della città di Nottingham, è appena tornato a casa dopo una dura giornata di lavoro trascorsa in centrale tra telefoni che non smettevano mai di suonare e urla di colleghi troppo solerti. Un sandwich stracolmo di tonno e maionese tra le mani, perfetto per accrescere ulteriormente i chili di troppo, la musica di Billie Holiday e Lester Young che risuona dolcemente in cuffia e l’amata compagnia dei suoi gatti chiamati coi nomi delle stelle del jazz: Dizzy, Pepper, Miles e Bud, Resnick cerca di non lasciarsi andare ai cupi pensieri che lo tormentano da qualche tempo.
Essere piantati dalla moglie mentre tinteggi la stanzetta dietro la camera da letto, sognando che ospiti presto un’allegra nidiata di pargoli, non è certo una cosa da poco.
Dopo il divorzio, lei se n’era andata a vivere con un agente immobiliare che cambiava auto con la velocità con cui lui si cambiava i calzini e per cinque lunghi anni Resnick ha sperato inutilmente che l’ameno villino dove i due si erano stabiliti prendesse fuoco.
Per cinque lunghi anni ha anche cercato di combattere la malinconia dei suoi giorni e la solitudine delle sue notti a colpi di massicce dosi di caffè corretto al whisky e di assoli di Lester Young.
Ora, però, più che alla sua vita Resnick deve pensare alla tragica fine delle esistenze altrui, come quella del caso che si ritrova tra le mani. Un caso davvero complicato…
In un appartamento di Nottingham, Shirley Peters, una giovane donna, è stata ritrovata cadavere. Aveva il maglione sfilato da un lato fino al seno, gli occhi e la bocca spalancata e una sciarpa rossa stretta attorno al collo.
Qualche settimana dopo, in una casa situata in buia viuzza della città, i colleghi di Resnick hanno scoperto il cadavere di un’altra giovane donna, Mary Sheppard. Non indossava niente al di sopra della vita. Aveva un braccio curvo sopra la testa, come se avesse cercato di fuggire a nuoto sul pavimento, e delle strie nerastre le scendevano dai capelli come nastri.
Due ragazze sole assassinate senza uno straccio di prova e tutte le piste tentate svanite nel nulla. Vi è solo un’unica, esile traccia: la sete d’amore dei «cuori solitari» che mettono i propri annunci sulle pagine dei giornali, alla disperata ricerca di un partner.
Thriller che penetra nella zona d’ombra del bisogno d’amore, *Cuori solitari* ha segnato la definitiva consacrazione sulla scena letteraria internazionale di John Harvey, uno dei maestri del noir contemporaneo.

Cuori in Atlantide (Super bestseller Vol. 936)

Drammatico e terribilmente sincero, un romanzo sulla tragedia del Vietnam e sul suo impatto sulla società americana. Cinque episodi, collegati fra loro, ambientati tra il 1960 e il 1999: ogni storia è profondamente radicata nel periodo iniziale, e pervasa da fantasmi, quasi tutti di guerra; ogni storia contiene occulte premesse, che si sviluppano poi in modo inaspettato. E un legame sottile le percorre tutte, fino a un epilogo pacato e pacificatore. Una prova straordinaria, dove brilla tutta la grandezza dello scrittore King. Contiene un estratto di Joyland, il nuovo romanzo di Stephen King. ** ### Sinossi Drammatico e terribilmente sincero, un romanzo sulla tragedia del Vietnam e sul suo impatto sulla società americana. Cinque episodi, collegati fra loro, ambientati tra il 1960 e il 1999: ogni storia è profondamente radicata nel periodo iniziale, e pervasa da fantasmi, quasi tutti di guerra; ogni storia contiene occulte premesse, che si sviluppano poi in modo inaspettato. E un legame sottile le percorre tutte, fino a un epilogo pacato e pacificatore. Una prova straordinaria, dove brilla tutta la grandezza dello scrittore King. Contiene un estratto di Joyland, il nuovo romanzo di Stephen King.

Cuore. Ediz. integrale

Pubblicato a Milano nel 1886, “Cuore” è uno dei più celebri libri per ragazzi scritto in Italia, ma ha raggiunto una grande fama in tutto il mondo ed è stato tradotto in quasi tutte le lingue. Il racconto è ambientato a Torino nel periodo immediatamente successivo all’Unità d’Italia e De Amicis immagina che Enrico, un ragazzino di dieci anni, scriva sul suo diario ciò che accade nella sua classe nell’arco di un intero anno scolastico. Gli allievi vengono descritti con grande cura nelle loro caratteristiche e con una particolare attenzione alla loro provenienza sociale. Al punto di vista del piccolo Enrico si affianca quello più maturo dei genitori e della sorella, che attraverso alcune lettere tentano di impartirgli gli insegnamenti necessari per affrontare la vita e di trasmettergli il rispetto per gli altri, l’amore per la patria e lo spirito di sacrificio. Vi sono poi i dettati del maestro Perboni, che hanno come protagonisti ragazzi provenienti da diverse regioni del neonato Regno d’Italia e che si distinguono per abnegazione, valore e virtù. Nonostante le storie di questi piccoli eroi della borghesia post-rinascimentale appaiano molto lontane dalla sensibilità moderna e nonostante il modello pedagogico proposto dal maestro Perboni sia ormai superato, “Cuore” resta un testo immancabile nella formazione di intere generazioni. Età di lettura: da 10 anni.
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Il cuore perverso del cristianesimo

Secondo l’autore il Cristianesimo è la più perversa delle religioni: Dio Padre, che pone in mezzo al Paradiso l’Albero della Conoscenza e poi proibisce alle sue creature di gustarne i frutti, agisce da perverso, e perversa è la macchinazione di sacrificare il proprio Figlio per salvare quelle stesse creature da Lui spinte a peccare. Eppure nonostante tutto questo – o forse proprio per questo – il Cristianesimo resta anche la sola religione autenticamente “rivoluzionaria”, in grado di interrompere “l’opacità dell’Essere” e di far riflettere sulla condizione paradossale dell’uomo. Ecco perché Slavoj Zizek arriva a sostenere, da un punto di vista completamente ateo, che “per essere un vero materialista dialettico bisogna andare fino in fondo all’esperienza cristiana”. La vera esperienza cristiana, infatti, non consiste nella fede nel Grande Altro divino, ma nella tragica consapevolezza dell’impotenza radicale di Dio: “la vera comunione col Cristo, la vera imitatio Christi, è partecipare al dubbio di Cristo stesso e alla sua radicale disillusione”. Riproponendo gli antichi dilemmi agostiniani e kierkegaardiani, Zizek fornisce con questo saggio una visione sovversiva dell’eterno problema di Dio.
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