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Il re delle volpi

Scampato al massacro del suo villaggio, Artiglio del Falco d’Argento, ultimo degli orosini, è stato addestrato da un misterioso ordine di maghi e spie, il Conclave delle Ombre, diventando, con gli anni, uno degli agenti più abili di quella società segreta, benché la sua unica ragione di vita rimanga la determinazione a vendicare la morte della sua famiglia e della sua gente. Così, dopo aver sconfitto il malvagio Raven e i suoi mercenari, Artiglio è ormai pronto per la missione più importante: raggiungere Roldem – dove è conosciuto come Tal Hawkins, vincitore del Torneo della Corte dei Maestri infiltrarsi nella corte di Opardum, e conquistare la fiducia del duca Kaspar, responsabile del genocidio degli orosini, per poi ucciderlo.
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Il re del castello

Charlotte Channing sa bene che tipo d’uomo sia Jett Ashton: duro, arrogante, senza cuore. Ma lei non ha alcuna intenzione di restare a guardare mentre Jett butta fuori di casa i suoi amici, ospiti di una dépendance del maniero di lui, forte anche del fatto di essere insensibile al fascino di quell’uomo. Come si può infatti amare un essere così arido e privo di scrupoli? Quando però la verità verrà a galla e Charlotte conoscerà la vera natura di Jett, solo allora lei capirà che…

Il re dei fulmini

Il re dei fulmini by Mark Lawrence
Un regno fondato sul sangue
«Fantastico. Il nuovo George R. R. Martin.»
Conn Iggulden
Honorius Jorg Ancrath ce l ‘ha fatta, è finalmente diventato principe. Ma una smisurata ambizione e un’ insaziabile sete di vendetta lo spingono a desiderare sempre di più. Vuole diventare re. Poco importa se dovrà passare sopra i cadaveri che seminerà lungo il suo cammino e tingere di sangue la terra del regno. La morte ingiusta e tremenda di sua madre e di suo fratello, nonché quella di tanti dei suoi sodali, l ‘ha convinto a perseguire il suo scopo contro tutto e tutti, a qualunque costo. E ora Jorg dovrà affrontare un ‘armata forte e determinata, guidata da un condottiero amato dal popolo. Ogni uomo, donna, bambino della contea prega per l’ anima e la salvezza di quest ‘eroe, nella speranza che riunisca i regni in guerra e riporti la pace. Per diventare un capo incontrastato però, Jorg non potrà certo combattere secondo le regole. D ‘altronde, seguirle non ha mai fatto parte dei suoi piani…
«Un fantasy morboso e crudo, che gronda emozioni forti.»
Publishers Weekly
«Le scene di violenza sono così vivide che vi sembrerà di vedere il sangue scorrere sulla pagina.»
Galaxy Book Reviews
Mark Lawrence
ricercatore scientifico, si occupa principalmente di intelligenza artificiale. Vive in Inghilterra. Il re dei fulmini è il secondo episodio di una grande saga, che inizia con Il principe dei fulmini, già pubblicato in Italia dalla Newton Compton.

Il ranch delle ombre

In un grande ranch della prateria Nancy si dedica alla ricerca di un forziere ricolmo d’oro nascosto al tempo dei pionieri da un giovane e romantico fuorilegge. Ma qualcuno le fa concorrenza in modo non del tutto legale disseminando di trappole e agguati la strada che porta al tesoro. Il notturno fantasma di un cavallo, la scritta su un vecchio orologio e un’antica e misteriosa bottiglia sono i pezzi di uno strano rompicapo che Nancy Drew saprà ricostruire.

Il ragno nero

Nel corso della sua attività di scrittore Jeremias Gotthelf non si allontanò mai dal paese di Lützelflüh, vicino a Berna. E le sue storie si svolgono spesso fra anguste e selvatiche valli della Svizzera tedesca, senza che lo sguardo si spinga oltre. Eppure, pochi narratori moderni hanno un respiro epico paragonabile, per vastità e vigore, a quello di Gotthelf. Fra i suoi racconti *Il ragno nero* spicca come il più conosciuto e celebrato – e sono in molti a considerarlo uno dei più belli che mai siano stati scritti. Tale è la forza delle sue immagini che Canetti ebbe a dire: «Lessi *Il ragno nero* e mi sentii perseguitato, come se quel ragno si fosse annidato nel mio viso». Un punto è evidente: nel *Ragno nero* , che si apre come una storia di battesimi di paese, l’inconscio esige per la prima volta il ruolo di protagonista e appare alla luce gettando nel panico chi lo percepisce. E il terrore che si genera è tanto più intenso in quanto non si configura all’interno di una cornice che presenta tutti i connotati del fantastico, ma al contrario interviene e agisce nell’ambito di un mondo quieto, ordinato, solerte, sullo sfondo di una natura che sembra ignara del male. *Il ragno nero* (1842) apparve per la prima volta in Italia nel 1945 nella eccellente versione – qui ripresa con alcuni ritocchi – che Massimo Mila condusse sull’edizione di Rütten & Loening, Potsdam, 1942.

Il raggio verde

Godfrey, il giovane e viziato nipote di uno dei due uomini più ricchi di San Francisco, decide, prima di affrontare il matrimonio già accordato, di compiere un grande viaggio per conoscere l’ignoto e provare la sua abilità a superare eventuali prove nel mondo. Imbarcato sulla migliore delle navi dello zio, parte per il suo viaggio accompagnato, malvolentieri, da Tartelett professore di danza e portamento del ragazzo, che mal si adatta alla condizione di navigatore e viaggiatore. Dopo alcuni giorni di navigazione sul “Dream, robusto piroscafo di seicento tonnellate di stazza e della forza di duecento cavalli”, guidati dall’esperto capitano Turcotte, le avverse condizioni meteo ostacolano la navigazione fino a causare il naufragio. Godfrey e Tartelett sono gli unici superstiti che si ritrovano sugli scogli di un’isola. Qui inizia la loro sopravvivenza fatta di espedienti per cibarsi, esplorare l’isola, creare un alloggio in una sequoia secolare cava, cercare una possibilità di salvezza e affrontare gli strani e misteriosi incontri.

Il ragazzo leopardo

1763. Alla viglia dell’esecuzione di Maria Antonietta, nella Parigi pericolosa e caotica in mano ai rivoluzionari, si incrociano vari intrighi: quello dei pochi amici rimasti alla regina, che usano il suo cane carlino per farle avere messaggi in prigione, e quello delle indagini del brigadiere capo Edmond e dell’aiuto Jonathan, due robusti neri ingaggiati dal marchese d’Andercon per trovare “il ragazzo leopardo”, un ragazzo di 15 anni, muto, dalla pelle a chiazze bianche e nere, che ne denuncia l’origine meticcia. Tutti lo cercano e hanno solo dodici ore, quelle che mancano all’esecuzione della regina.

Il ragazzo del lago

Non è che un ragazzino Aimone, quando, giovanissimo cameriere all’Hotel Suisse di Como, ottiene di andare in Germania per imparare il tedesco e il mestiere di maître d’hotel. Qualche giorno dopo, a Oberhof, nel castello del principe Watzesky e della sua signora, osserva rapito dal fondo della hall il bel mondo che si appresta a celebrare la notte di San Silvestro del 1938. Mentre la padrona di casa scende le scale, a metà dello scalone, scorge il ragazzo al fondo della sala. Inizia ad ansimare, si appoggia alla ringhiera, si accascia. Di colpo, l’orchestra smette di suonare. Solo pochi giorni dopo, quel ragazzino nato a Dongo, identico come una goccia d’acqua al figlio che la donna ha da poco perduto, si troverà catapultato nella vita sfarzosa della capitale nazista. E addirittura ospitato nel bunker di Hitler. Ma non è che il primo coup de théàtre di questa straordinaria epopea. Perché rientrato in Italia al seguito di una delusione amorosa, e arruolato nell’esercito, Aimone dopo l’8 settembre diventa partigiano. Viene arrestato, atrocemente torturato, impacchettato con destinazione Mauthausen, il campo dell’orrore. Ma proprio mentre tutto sembra ormai perduto, un nuovo colpo di scena cancella la parola fine e rimette in moto la storia di Aimone. Il 27 aprile del 1945, quando la colonna della Wehrmacht si arresta alle porte di Dongo, sarà proprio il ragazzo del lago, l’unico che sappia parlare tedesco, a trattare la resa di Mussolini e dei gerarchi fascisti.
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Il ragazzo che parlava con gli animali

Questo è un racconto che troverete facilmente in rete, un racconto breve, una favola per amanti degli animali, per chiunque abbia sognato di poter vivere con gli altri esseri viventi in totale comunità di intenti

Il ragazzo che credeva in Dio

In una lontana primavera che traboccava di vita, Carmine decide di farsi prete. Nulla sfugge a quell’energia che con l’aiuto di qualche libro ha imparato a chiamare Dio. Adesso, alla soglia dei cinquant’anni, quella certezza che l’appagava è solo un lontano ricordo. Ad accrescere il suo turbamento, da un villaggio sulle montagne del Montenegro arriva Alena, splendida e giovanissima personificazione del dolore, costretta con la forza a prostituirsi. Attorno, un coro di personaggi alle prese con la quotidiana lotta per la sopravvivenza sullo sfondo di una Taranto torrida e inquinata: Pietro, operaio al siderurgico con il padre malato di cancro; Nino, adolescente di buona famiglia adescato dalla malavita locale; Cataldo, figlio di un povero pescatore con il sogno del pallone come riscatto sociale; Sandra, ex compagna di scuola nonché primo e unico amore di Carmine.
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Il racconto del Vajont

Il 9 ottobre 1963 dal monte Toc, dietro la diga del Vajont, si staccano tutti insieme 260 milioni di metri cubi di roccia che piombano nell’invaso sollevando un’onda che scavalca la diga e cancella letteralmente dalla faccia della terra cinque paesi (Longarone, Pirago, Rivalta, Villanova, Faè) uccidendo 2000 persone. Non si trattò di un «disastro naturale», come scrissero i cronisti all’indomani della strage, ma di una tragedia provocata dall’uomo. Paolini e Vacis ricostruiscono questa drammatica vicenda tipicamente italiana, che passa per la distruzione della civiltà contadina in nome del progresso, per le grandi e le piccole arroganze dei potenti, per l’impotenza dei cittadini costretti ad affrontare uno «Stato nello Stato» (è il giudizio di un democristiano sulla società costruttrice della diga, nel 1961). Si illuminano così le trasformazioni che hanno attraversato il nostro paese dal dopoguerra a oggi. Questo libro è il frutto di un’esperienza che ha già coinvolto migliaia di persone in tutta Italia. Dal 1993 Marco Paolini racconta questa grande tragedia civile. Ha iniziato nelle case degli amici, e poi, centinaia e centinaia di volte, in un monologo che dura più di tre ore, di fronte a un pubblico attento e partecipe, nelle piazze, nelle scuole, nei circoli culturali, negli ospedali, nelle radio, nei teatri, nei festival di tutta Italia e in televisione, nella celebre trasmissione che la sera del 9 ottobre 1998 tenne incollati allo schermo milioni di telespettatori. Scoprire o rileggere Il racconto del Vajont oggi significa tenere viva una memoria che non può e non deve andare perduta. Questa nuova edizione è arricchita da due saggi inediti di Marco Paolini (Il Vajont e L’Aquila, due tragedie parallele) e di Gabriele Vacis (Il racconto e la consapevolezza del tempo).
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### Sinossi
Il 9 ottobre 1963 dal monte Toc, dietro la diga del Vajont, si staccano tutti insieme 260 milioni di metri cubi di roccia che piombano nell’invaso sollevando un’onda che scavalca la diga e cancella letteralmente dalla faccia della terra cinque paesi (Longarone, Pirago, Rivalta, Villanova, Faè) uccidendo 2000 persone. Non si trattò di un «disastro naturale», come scrissero i cronisti all’indomani della strage, ma di una tragedia provocata dall’uomo. Paolini e Vacis ricostruiscono questa drammatica vicenda tipicamente italiana, che passa per la distruzione della civiltà contadina in nome del progresso, per le grandi e le piccole arroganze dei potenti, per l’impotenza dei cittadini costretti ad affrontare uno «Stato nello Stato» (è il giudizio di un democristiano sulla società costruttrice della diga, nel 1961). Si illuminano così le trasformazioni che hanno attraversato il nostro paese dal dopoguerra a oggi. Questo libro è il frutto di un’esperienza che ha già coinvolto migliaia di persone in tutta Italia. Dal 1993 Marco Paolini racconta questa grande tragedia civile. Ha iniziato nelle case degli amici, e poi, centinaia e centinaia di volte, in un monologo che dura più di tre ore, di fronte a un pubblico attento e partecipe, nelle piazze, nelle scuole, nei circoli culturali, negli ospedali, nelle radio, nei teatri, nei festival di tutta Italia e in televisione, nella celebre trasmissione che la sera del 9 ottobre 1998 tenne incollati allo schermo milioni di telespettatori. Scoprire o rileggere Il racconto del Vajont oggi significa tenere viva una memoria che non può e non deve andare perduta. Questa nuova edizione è arricchita da due saggi inediti di Marco Paolini (Il Vajont e L’Aquila, due tragedie parallele) e di Gabriele Vacis (Il racconto e la consapevolezza del tempo).

Il Quarto Reich

Il Quarto Reich by Gennaro Sangiuliano, Vittorio Feltri
Lettere riservate a capi di governo, telefonate segrete alle più alte cariche di Stati sovrani, pressioni esercitate in mille modi da poteri forti che si muovono al di fuori e al di sopra delle elementari regole democratiche. La storia del ruolo svolto in questo inizio secolo dalla Germania in Europa, e in particolare nell’Unione europea, è ancora tutta da raccontare, soprattutto in relazione alle vicende politiche dell’Italia, il paese che per decenni è stato suo partner amichevole ma anche temibile concorrente economico sui mercati mondiali. Di questa storia, Vittorio Feltri e Gennaro Sangiuliano tracciano qui il quadro generale e non esitano a parlare di «Quarto Reich», una formula che, lungi dall’essere una banalizzazione giornalistica, è la sintesi estrema, e forse inquietante, della situazione venutasi a creare nell’area euro. In un decennio, infatti, grazie alla moneta unica e alla gabbia istituzionale dell’Unione, la Germania è riuscita a costruire sul Vecchio Continente una condizione di predominio economico e di egemonia politica. L’impossibilità di dissentire sulle leggi del rigore dettate dagli euroburocrati e ispirate da Berlino ha privato gli altri paesi membri di ogni reale sovranità economica e ha concentrato tutto il potere decisionale nelle mani delle élite e delle strutture comunitarie. Ma se per i cittadini tedeschi l’«era del Quarto Reich» significa benessere, lavoro e crescita, per le altre nazioni, soprattutto del Sud Europa, vuol dire povertà, disoccupazione e recessione. Come sperimentano ogni giorno sulla loro carne viva milioni di europei, stretti nella morsa di una crisi economica decisamente più grave e prolungata di quella del 1929. Così, se non ci sarà un radicale riequilibrio dei rapporti di forza all’interno dell’Unione europea e non si riconoscerà pari dignità alle diverse esigenze degli Stati che ne fanno parte, cioè se all’«Europa germanica» non subentrerà una «Germania europea» (Thomas Mann), la cancelliera Angela Merkel, donna di ferro della politica globale, passerà alla storia per aver realizzato quel sogno egemonico sempre coltivato dal popolo tedesco, che nel secolo scorso si è infranto solo contro l’implacabile verdetto di due tragiche guerre mondiali. Vittorio Feltri è editorialista del «Giornale», di cui è stato direttore. In precedenza ha diretto «L’Europeo» e «L’Indipendente». Nel 2000 ha fondato il quotidiano «Libero», di cui è stato direttore e editore. Da Mondadori ha pubblicato Una Repubblica senza patria (2013), con Gennaro Sangiuliano.

Il puro e l’impuro

Il libro di «quei piaceri che chiamiamo, alla leggera, fisici». Colette ebbe a dirne: «Un giorno forse si riconoscerà che era il mio libro migliore». Molti le hanno dato ragione.

Il punto vincente

Il punto vincente by Novak Djokovic
Nel 2011 Novak Djokovic è stato protagonista di quella che i giornalisti sportivi hanno chiamato «la migliore stagione nella storia del tennis»: ha vinto 10 titoli, 3 Grandi Slam e 43 match consecutivi. Eppure, fino a due anni prima, riusciva a malapena a completare un torneo. Come ha fatto un giocatore tormentato da dolori, difficoltà respiratorie e infortuni sul campo a diventare improvvisamente il numero uno al mondo? La risposta è sorprendente: ha cambiato la sua alimentazione. Dall’infanzia sotto le bombe a Belgrado fino a raggiungere il successo, Djokovic spiega, con voce convincente e sincera, la sua storia e il suo «metodo». E rivela il segreto che gli ha cambiato la vita e che può migliorare quella di ognuno di noi. La scoperta della sua intolleranza al glutine gli ha imposto una «svolta » che lo ha reso un atleta più forte, leggero, veloce e resistente. Più concentrato e più in forma, è riuscito a realizzare il suo sogno di bambino: vincere Wimbledon e conquistare la posizione numero uno nella classifica ATP. Ma la vera rivelazione sta nel fatto che il suo programma può essere di aiuto a tutti, non solo agli sportivi. “Il punto vincente” guida i lettori lungo un piano in 14 giorni per eliminare lo stress, perdere i chili di troppo e diventare più sani, più forti e più lucidi in ogni momento della vita, grazie a consigli pratici, menù settimanali e deliziose, semplici ricette. Non c’è bisogno di essere un superatleta per cominciare a sentirsi meglio: l’eccellenza fisica e mentale è un obiettivo a portata di tutti. Bastano due settimane.

Il punto nero

Il racconto chiave di quest’antologia è italiano e uscì nel 1937, ma racconta fatti di venticinque anni prima. Siamo dunque nel 1912, di giugno, in una notte tra sabato e domenica. Il luogo è una vecchia piazza di Firenze. I fatti sono cominciati a mezzanotte, ma non qui, e non sapremo mai come né perché. Sono ora le tre e mezzo del mattino, un orologio batte i colpi nel vuoto metafisico della città. Ed ecco laggiù in fondo alla piazza deserta un movimento, un’apparizione vaga e chiara che da lontano si confondeva con la luce azzurrognola… dalla quale pareva uscire. Avanzandosi pero l’apparizione incorporea mostrava sempre meglio le proprie forme e i contorni un uomo, ma un uomo così sorprendente da… Il racconto di Palazzeschi e uno dei più straordinari della narrativa mondiale, anche se la sua straordinarietà ha le apparenze del quotidiano. Ma i lettori di fantascienza, e soprattutto quelli di Urania, sanno bene che trovare il sorprendente nel familiare (secondo la formula di Coleridge) è il colmo dell’arte, e non si stupiranno di trovare all’insegna del “Punto nero” otto recentissimi e smaliziatissimi esempi di fs americana dello stesso tipo (o del tipo inverso ma di identico effetto, che consiste nel ritrovare il familiare nello stupefacente).
Indice:
Steven Utley – Al cospetto degli Sreen (Upstart)
Reginald Bretnor – Le signore di Andromeda IX (The Ladies of Beetlegoise Nine)
Raphael Aloysius Lafferty – Cammelli e dromedari, clem (Camels and Dromedaires, Clem)
Ron Goulart – Al ballo della fame (At the Starvation Ball)
Ron Goulart – Il lunatico di Barafunda (Lunatic at Large)
Paul Darcy Boles – La Domenica che non andammo da Lemon’s (The Sunday We Didn’t Go to Lemon’s)
Paul Darcy Boles – Il giorno che l’America si svegliò senza piedi (The Wheels of God)
Robert F. Young – PRNDL (PRNDLL)
Aldo Palazzeschi – Il punto nero
Copertina di Karel Thole

Il Pugnale Di Vetro

Philip Wardman è un giovane uomo tranquillo, detesta la violenza e sogna di incontrare un giorno una donna con le fattezze eteree della statua di Flora che ha in giardino. Fino a che la trova – è Senta, una delle damigelle d’onore alle nozze della sorella – e avvia con lei una relazione appassionata. È l’inizio di un sogno. Che si trasforma in incubo quando Senta gli chiede un’insolita, agghiacciante prova d’amore…
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### Sinossi
Philip Wardman è un giovane uomo tranquillo, detesta la violenza e sogna di incontrare un giorno una donna con le fattezze eteree della statua di Flora che ha in giardino. Fino a che la trova – è Senta, una delle damigelle d’onore alle nozze della sorella – e avvia con lei una relazione appassionata. È l’inizio di un sogno. Che si trasforma in incubo quando Senta gli chiede un’insolita, agghiacciante prova d’amore…