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20 poesie d’amore e una canzone disperata

Pablo Neruda non è stato soltanto il celebrato cantore dell’impegno civile, della libertà e degli ideali, ma ha toccato nella sua attività poetica tutti i grandi temi dell’esistenza: l’amore, l’amicizia, il viaggio, l’erotismo, la riflessione sulla letteratura. Questa scelta antologica intende riflettere tutti questi interessi e offrire al lettore la possibilità di apprezzare la produzione di un grande poeta di questo secolo.

1918. L’influenza spagnola. La pandemia che cambiò il mondo

Può una pandemia cambiare il mondo? Nel 1918 è successo. L’influenza spagnola è stata il killer più feroce del XX secolo: uccise in soli due anni milioni di persone. Tra le vittime anche artisti e intellettuali del calibro di Guillaume Apollinaire, Egon Schiele e Max Weber. Nonostante l’entità della tragedia, le conseguenze sono rimaste a lungo offuscate dalla devastazione della prima guerra mondiale e relegate a un ruolo secondario. Laura Spinney ricostruisce la storia della pandemia seguendone le tracce in tutto il globo, dall’India al Brasile, dalla Persia alla Spagna, dal Sudafrica all’Ucraina. Inquadrandola da un punto di vista scientifico, storico, economico e culturale, l’autrice le restituisce il posto che le spetta nella storia del Novecento quale fattore in grado di dare forma al mondo moderno, influenzando la politica globale e il nostro modo di concepire la medicina, la religione, l’arte. Attraverso queste pagine si legge il passato, ma si può tentare di immaginare il futuro: la prossima pandemia influenzale, le armi a disposizione per combatterla e i potenziali punti deboli dei nostri sistemi sanitari. Arriveremmo preparati ad affrontare un’eventuale emergenza?

1912 + 1

8 novembre 1913: la contessa Maria Tiepolo, moglie del capitano Carlo Ferruccio Oggioni, uccide l’attendente del marito, il bersagliere Quintilio Polimanti. Per qualche giorno l’Italia si distoglie da altri pensieri per concentrarsi sulla contessa, che i giornali definiscono subito «bellissima», mentre descrivono il Polimanti come «bel giovane, alto, capelli biondi e ricciuti». Poi la vicenda scompare, perché incalzano altre novità: il tango che arriva da Parigi, il furto della Gioconda. Ma, quando si apre il processo, la curiosità generale è di nuovo fortissima. Ora si tratta di decidere: che cosa motivò quel colpo di pistola? La difesa dell’onore? O si può insinuare il sospetto di una passione? «Nell’aula della Corte d’Assise d’Oneglia vapora e aleggia “L’amante di Lady Chatterley” di Lawrence». Ma l’assurdità del processo vuole che alla passione si alluda solo come a qualcosa di improbabile e funesto, così come – in coerenza con lo stile di una certa Italia tronfia e trita di quegli anni – il magistrato per nominare le donne parla di «sesso gentile». Più di mille lettere anonime giunsero in tribunale durante i giorni del processo. Evidentemente quella storia toccava un groppo di pathos, terrore e sogno.
Sciascia avvia questo libro come una «divagante passeggiata nel tempo», nell’Italia del «1912 + 1» (come scrisse una volta D’Annunzio per esorcizzare il fatidico tredici), ma poi si abbandona a scavare con affilato scalpello nelle testimonianze spesso vacue ed esilaranti del processo. Perseguendo due poetiche apparentemente inconciliabili, quella della digressione e quella della concisione, egli riesce a gettare la massima luce su un oggetto proprio quando sembra parlare d’altro: evoca un clima storico sprofondando nei dettagli del processo Tiepolo e illumina il processo Tiepolo vagando fra D’Annunzio e i futuristi, il patto Gentiloni e la guerriglia in Libia, Pirandello e Huxley. Profondo conoscitore di quell’Italia dove ogni pasticcio tende a presentarsi come un limpido accordo, così come nel caso Tiepolo un omicidio passionale tendeva a presentarsi come difesa della decenza, Sciascia ha voluto scrivere la cronaca di un processo pieno di pompose incongruenze: non giudicando, ma lasciando lievitare i fatti per leggerne la filigrana, che si rivela alla fine nettissima e oscura.

120 Rue de la Gare

Primi anni Quaranta. C’è la guerra. Nestor Burma è appena tornato dal campo di prigionia e vede per caso Colomer, suo socio all’agenzia investigativa Fiat Lux prima che venisse chiusa, davanti alla stazione di Perrache. Proprio quando i due si riconoscono e stanno per incontrarsi dopo tanto tempo, Colomer cade a terra, freddato da un colpo di pistola. Prima di morire, però, riesce a sussurrare all’amico un indirizzo: 120, rue de la Gare. Lo stesso che Burma aveva sentito ripetere all’ospedale militare da un prigioniero colpito da amnesia. Sulla scena del delitto c’è una ragazza armata. È lei l’assassina? Partendo dal rebus del misterioso indirizzo, iniziano le indagini. Ad aiutare l’investigatore ci saranno il poliziotto Florimond Faroux e la bella Hélène Chatelain, ex segretaria della Fiat Lux che, sospettata di nascondere qualcosa, verrà addirittura pedinata dalla polizia…
Torna in libreria uno dei capolavori di Léo Malet: la prima inchiesta dell’affascinante Nestor Burma. Un romanzo che non può mancare nelle librerie di chi colleziona la serie, ma anche un’ottima occasione per fare la conoscenza del detective anarchico e delle sue avventure.
«Malet è, giustamente, ritenuto fra le voci più alte del noir francese».
Giancarlo de Cataldo
«Maestro del noir, Malet è giudicato, non a torto, migliore di Simenon».
Corrado Augias
«Un mito».
Gianni Mura, «il Venerdì di Repubblica»
«Uno dei detective più riusciti del noir novecentesco. Un classico. E basta».
Fabrizio d’Esposito, «il Fatto Quotidiano»
«Difficile immaginare la politicità dei noir di Dominique Manotti, Fred Vargas, Jean-Claude Izzo, Didier Daeninckx senza Malet… È stato un grande scrittore di noir».
Benedetto Vecchi, «il manifesto»
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### Sinossi
Primi anni Quaranta. C’è la guerra. Nestor Burma è appena tornato dal campo di prigionia e vede per caso Colomer, suo socio all’agenzia investigativa Fiat Lux prima che venisse chiusa, davanti alla stazione di Perrache. Proprio quando i due si riconoscono e stanno per incontrarsi dopo tanto tempo, Colomer cade a terra, freddato da un colpo di pistola. Prima di morire, però, riesce a sussurrare all’amico un indirizzo: 120, rue de la Gare. Lo stesso che Burma aveva sentito ripetere all’ospedale militare da un prigioniero colpito da amnesia. Sulla scena del delitto c’è una ragazza armata. È lei l’assassina? Partendo dal rebus del misterioso indirizzo, iniziano le indagini. Ad aiutare l’investigatore ci saranno il poliziotto Florimond Faroux e la bella Hélène Chatelain, ex segretaria della Fiat Lux che, sospettata di nascondere qualcosa, verrà addirittura pedinata dalla polizia…
Torna in libreria uno dei capolavori di Léo Malet: la prima inchiesta dell’affascinante Nestor Burma. Un romanzo che non può mancare nelle librerie di chi colleziona la serie, ma anche un’ottima occasione per fare la conoscenza del detective anarchico e delle sue avventure.
«Malet è, giustamente, ritenuto fra le voci più alte del noir francese».
Giancarlo de Cataldo
«Maestro del noir, Malet è giudicato, non a torto, migliore di Simenon».
Corrado Augias
«Un mito».
Gianni Mura, «il Venerdì di Repubblica»
«Uno dei detective più riusciti del noir novecentesco. Un classico. E basta».
Fabrizio d’Esposito, «il Fatto Quotidiano»
«Difficile immaginare la politicità dei noir di Dominique Manotti, Fred Vargas, Jean-Claude Izzo, Didier Daeninckx senza Malet… È stato un grande scrittore di noir».
Benedetto Vecchi, «il manifesto»
### L’autore
Léo Malet est né à Montpellier en 1909. Attiré par l’écriture et l’anarchie, il décide à l’âge de 16 ans de ” monter ” à Paris, où pour survivre il effectue une multitude de petits métiers. En 1930, il fait la connaissance d’André Breton et découvre le surréalisme, dont il devient un familier. Après la guerre, Léo Malet rencontre Louis Chavance qui lui suggère d’écrire des romans policiers, un genre encore inexistant en France. Malet produit alors d’alertes contrefaçons de *Hard boiled* américains qu’il signe des pseudonymes de Frank Harding ou Léo Latimer. En 1943, il publie sous son véritable nom, *120 rue de la gare*, un roman policier très français qui met en scène pour la première fois l’illustre Nestor Burma. C’est en 1953, lors d’une promenade, que Léo Malet aura l’idée de faire de son privé un nouveau ” piéton de Paris “. *Le soleil naît derrière le Louvre* inaugure la série des *Nouveaux Mystères de Paris*, un an après. Chroniques réalistes de la vie des quartiers parisiens, *Les Nouveaux Mystères de Paris* donnent définitivement à son personnage ses lettres de noblesse. Avec 55 titres (dont 29 consacrés à Nestor Burma), Léo Malet a bien mérité des Lettres françaises. Il est mort en 1996.

101 storie Zen

«Lo Zen non è una setta ma un’esperienza». Da questa esperienza, che ha al suo centro la nozione di *satori*, «illuminazione», è nata una letteratura immensa, dalle numerose ramificazioni, a partire dal sesto secolo in Cina (sotto il nome di Ch’an) e a partire dal dodicesimo secolo fino ai nostri giorni in Giappone (sotto il nome di Zen). Ciò che in Occidente ha finito per presentarsi spesso come moda banale è dunque una ricchissima tradizione religiosa, senza la quale è impensabile una grande parte della filosofia, della letteratura e dell’arte estremo-orientali. Per avvicinarsi a questo intricato complesso poche introduzioni sono altrettanto giuste nel tono, svelte e amabili come questa raccolta di storie Zen curata da Nyogen Senzaki e Paul Reps. Il lettore vi troverà una scelta dalla «Raccolta di pietre e di sabbia» di Muju, maestro giapponese del tredicesimo secolo, e da altri testi classici Zen, sino alla fine del secolo diciannovesimo. Con sobrietà e grazia Senzaki e Reps hanno saputo presentare in rapidi tratti apologhi capitali o ignoti, intrecciandoli con felice precisione, in modo che il lettore possa entrare in contatto immediato con le grandi questioni (e con le grandi soluzioni) dello Zen, contatto che troverebbe ben più difficilmente affidandosi a ponderosi manuali, contrari già nella loro costruzione allo spirito Zen – per eccellenza imprendibile e paradossale, irridente verso ogni sapienza soddisfatta, spesso nascosto dietro gli schermi del vuoto e del non sapere. *101 storie zen* è apparso per la prima volta nel 1939.

101 modi per riconoscere il tuo principe azzurro

Il “principe azzurro” è decisamente fuori moda nel terzo millennio: un tizio su un cavallo bianco, con la calzamaglia e la piuma sul cappello davanti a una metropolitana non è il massimo dell’erotismo… Eppure tra le mille insidie di tutti i rospi del mondo si nascondono ancora degli uomini che possono fare di una semplice donna una principessa, ma per trovarli bisogna imparare a scartare tutti gli altri. Ecco allora i 101 preziosissimi consigli contenuti in questo libro per capire come riconoscere un principe azzurro e scappare a gambe levate davanti agli inaffi dabili, ai mammoni, agli sposati, agli egoisti, ai prepotenti e ai pazzi. Questo “manuale di sopravvivenza” nasce dalla volontà di Federica Bosco di condividere con le lettrici la sua esperienza, quella delle sue amiche e delle tante ragazze che le hanno scritto in questi anni per raccontare i fallimenti e le frustrazioni di chi si ostina a voler per forza cavare sangue da una rapa, affi nché nessuno vi dica più: «Ma li trovi tutti tu quelli strani?».
*Non è in nessun modo il tuo principe azzurro se…
Se non ti chiama
Se ti porta fuori solo di mercoledì
Se la vostra relazione va tenuta nascosta
Se ti dice he sei grassa
Se non fa sesso con te
Se fa sesso con la tua migliore amica (o con tua sorella)
Se sua mamma lo chiama più di 7 volte al giorno
Se prima di te è già stato con tua nonna, tua madre e tua sorella
Se usa il tuo rossetto
Se durante le notti di luna piena ulula
Se sul petto ha un tatuaggio di Padre Pio
Se ti legge la posta
Se dimentica di dirti che è sposato
Se sei la sua principale fonte di guadagno
Se parla sempre e solo di sé*

100.000 dollari di disonore

Se Jim Morgan non avesse ceduto alla tentazione di comprarsi una lussuosa cartella di cuoio… se, per contro, avesse ceduto al primo impulso che gli suggeriva di correre alla polizia per consegnare un tesoro capitato nelle sue mani, per puro caso… se Anita non fosse stata troppo avida di denaro e se, infine, Jim non avesse avuto l’ingenuità di mostrarle i centomila dollari… be’, questo romanzo non sarebbe mai nato. Fatalità, ricatti, omicidi si susseguono a ritmo pressante nel gioco di quei centomila dollari che sono di tutti e di nessuno, un gioco che sconvolge l’equilibrio di varie esistenze, che costa la pelle a più d’uno e che, incidentalmente, mette in luce uno dei più clamorosi casi di corruzione che si siano mai visti. Leggete attentamente questa vicenda. Il protagonista è un cittadino qualsiasi, « uno di noi » e la sua avventura potrebbe capitare a chiunque. Guardate come se la cava!

10 racconti in noir

Questa è l’antologia che raccoglie i 10 racconti vincitori del concorso Creative Commons in Noir del 2007. Ecco testi e autori inclusi nel volume: “Scultura” di Davide Bacchilega, “La marmellata di more” di Euro Carello, “Apocalisse di Giovanni” di Luciano Pagano “Il timbro e il flagello” di Alberto Prunetti, “Angelo mio” di Alberto Giorgi, “Saint Vincent” di Michele Frisia, “Il male” di Karim Mangino, “Una vera signora” di Angela Venuti, “Corso dei mille” di Antonio Pagliaro, “Erano in tre” di Paolo Ferrari.

10 minuti di una vita fa

Appunti di un viaggio realmente accaduto, di donne realmente esistite, di una lotta senza quartiere con la Yakuza. Riuscirà Enzo-sensei, giovane medico italiano in vacanza a Tokyo, a strappare Yoko al Capo dei Capi?
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### Sinossi
Appunti di un viaggio realmente accaduto, di donne realmente esistite, di una lotta senza quartiere con la Yakuza. Riuscirà Enzo-sensei, giovane medico italiano in vacanza a Tokyo, a strappare Yoko al Capo dei Capi?

02.02.2020. La Notte Che Uscimmo Dall’euro

2 febbraio 2020: è tutto pronto, il grafico incisore che ha avuto dal ministro dell’Economia l’incarico di disegnare le banconote della Nuova Lira ha finito, il punto di verde è perfetto. Verranno messe in circolazione a partire dalla mezzanotte. In ossequio al credo popolare sono stati abbandonati i poeti, gli artisti e gli scienziati: al loro posto le immagini degli eroi popolari e i martiri del governo sovranista.
Il governo è in carica da un anno e mezzo, e ormai la maggioranza è costituita da un partito unico, il PSI – Partito Sovranista Italiano – frutto della fusione fra Lega, M5S, Fratelli d’Italia più spezzoni di Forza Italia e della sinistra. Per tener fede alle promesse elettorali il PSI ha scassato i conti pubblici. Così non c’era altro da fare che andare fino in fondo: uscire dall’euro mettendo in atto il piano B. Intanto la speculazione internazionale si stava già preparando e le corazzate finanziarie erano pronte ad affossare la borsa italiana.
Così, la mattina del 3 febbraio, la borsa di Milano apre in calo del 14 per cento. I titoli bancari sono sotto del 30 per cento. Le banche hanno chiuso i bancomat, la fuga di capitali è immediata e imponente. L’inflazione comincia a galoppare, al ritmo del 4 per cento alla settimana. I tassi d’interesse esplodono, le imprese indebitate dichiarano bancarotta, i mutui vanno alle stelle. Il potere d’acquisto dei salari si riduce del 70 per cento nel primo mese.
Il paese è in ginocchio. L’Italia sembra uscita da un’altra guerra mondiale e il debito pubblico ha fatto default. Si deve fare un decreto per vendere i monumenti agli stranieri. I cinesi comprano il Colosseo per 100 miliardi di euro, la Fontana di Trevi per 10 e tutte le opere della Galleria Borghese per 25. Gli americani acquistano in blocco gli Uffizi per 200 miliardi di dollari. I russi si prendono Pompei in cambio merce: le forniture di gas e petrolio all’Italia per venticinque anni. Ma l’impeto sovranista non si placa. Il governo nazionalizza tutte le industrie di armamenti e l’esercito viene mandato alle frontiere.
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### Sinossi
2 febbraio 2020: è tutto pronto, il grafico incisore che ha avuto dal ministro dell’Economia l’incarico di disegnare le banconote della Nuova Lira ha finito, il punto di verde è perfetto. Verranno messe in circolazione a partire dalla mezzanotte. In ossequio al credo popolare sono stati abbandonati i poeti, gli artisti e gli scienziati: al loro posto le immagini degli eroi popolari e i martiri del governo sovranista.
Il governo è in carica da un anno e mezzo, e ormai la maggioranza è costituita da un partito unico, il PSI – Partito Sovranista Italiano – frutto della fusione fra Lega, M5S, Fratelli d’Italia più spezzoni di Forza Italia e della sinistra. Per tener fede alle promesse elettorali il PSI ha scassato i conti pubblici. Così non c’era altro da fare che andare fino in fondo: uscire dall’euro mettendo in atto il piano B. Intanto la speculazione internazionale si stava già preparando e le corazzate finanziarie erano pronte ad affossare la borsa italiana.
Così, la mattina del 3 febbraio, la borsa di Milano apre in calo del 14 per cento. I titoli bancari sono sotto del 30 per cento. Le banche hanno chiuso i bancomat, la fuga di capitali è immediata e imponente. L’inflazione comincia a galoppare, al ritmo del 4 per cento alla settimana. I tassi d’interesse esplodono, le imprese indebitate dichiarano bancarotta, i mutui vanno alle stelle. Il potere d’acquisto dei salari si riduce del 70 per cento nel primo mese.
Il paese è in ginocchio. L’Italia sembra uscita da un’altra guerra mondiale e il debito pubblico ha fatto default. Si deve fare un decreto per vendere i monumenti agli stranieri. I cinesi comprano il Colosseo per 100 miliardi di euro, la Fontana di Trevi per 10 e tutte le opere della Galleria Borghese per 25. Gli americani acquistano in blocco gli Uffizi per 200 miliardi di dollari. I russi si prendono Pompei in cambio merce: le forniture di gas e petrolio all’Italia per venticinque anni. Ma l’impeto sovranista non si placa. Il governo nazionalizza tutte le industrie di armamenti e l’esercito viene mandato alle frontiere.

007 Moonraker. Il grande slam della morte

James Bond, l’agente 007, in un’altra drammatica avventura: questa volta l’eroe di Ian Fleming non si muove dalla madrepatria, lui che ha il permesso di agire e uccidere solo all’estero, deve impegnarsi con ogni astuzia intellettuale e ogni risorsa fisica in Inghilterra. Tutto comincia nella maniera più banale ed enigmatica insieme: il propugnatore e costruttore di un razzo a un solo stadio che dovrebbe raggiungere la velocità di circa 1500 miglia all’ora e un’altezza di 1000 miglia, sir Hugo Drax, miliardario e figura leggendaria, bara al gioco nel famoso circolo Blades. Perchè mai? Da una partita di bridge accanitissima, dalle sale del club più raffinato, ci troviamo sbalzati in pieno, tremendo, insostenibile incubo di distruzione totale. 007 si batte per la sopravvivenza dell’intera città di Londra.