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Il visitatore senza volto

“Sarà un incarico di tutto riposo, signorina Tee-gan. Dovrà soltanto fare da baby-sitter a Dalton, il figlio maggiore di Tanner Holt, il rivale di Stephen King. Povero ragazzo, è una vera peste, secondo me ha dei disturbi psichici. È per questo che lo chiamano Nuts, perché è picchiato. Si figuri che adesso abitano in quella grande villa vittoriana, quella col labirinto di siepi nel parco: un labirinto dove ti perderesti anche di giorno. Dicono che ci sia ancora un nazista nascosto lì dentro, a sessant’anni dalla guerra, s’immagini… Eppure il ragazzo lo vede, gli parla. Gliel’ho detto che è matto. L’ultima volta, il nazista gli ha ordinato di uccidere il fratellino. Mi raccomando, non lo lasci mai andare nel labirinto. Lo dico per lei, signorina Teegan…”.

Il visitatore che non c’era

Scrittore abilissimo e dalla fervida immaginazione, Fredric Brown fu uno dei maggiori talenti a emergere dalle riviste pulp americane per affermarsi nel campo narrativa poliziesca e di fantascienza. L’esempio migliore della sua straordinaria inventiva è rappresentato da questo giallo del 1950. Doc Stoeger ama gli scacchi, la bottiglia, i libri di Lewis Carroll e il suo mestiere di giornalista. E qui sta il suo cruccio: dirige il Carmel City Clarion, un settimanale di’ una cittadina di provincia nella quale non succede mai nulla. Come ogni giovedì sera, si appresta sconsolato a chiudere il giornale senza alcuna notizia degna di questo nome da pubblicare. Non resta che farsi un bicchierino da Smiley’s e fantasticare su una bella storia da sbattere in prima pagina. Ma quando, poco dopo, rincasa un po’ sbronzo, la serata comincia a movimentarsi. Doc riceve la visita di un uomo che dice di chiamarsi Yehudi Smith, si proclama membro di un’associazione di ammiratori di Lewis Carroll e lo invita a partecipare a una riunione del gruppo. Questo è solo l’inizio della sua incredibile notte. Prima che faccia giorno, verrà commesso più di un delitto e Doc sarà vittima di una serie di curiosi avvenimenti che paiono usciti dalle pagine di Alice nel paese delle Meraviglie. Dapprima sembra appartenere al regno della fantasia, mai poi, se si applica la logica…

Il violino nero

È la fine del XVII secolo. Johannes, genio musicale precoce, rimane ferito nel corso della campagna napoleonica in Italia. Accolto e curato dal liutaio Erasmus, il giovane apprende nuove notizie su Carla Farenzi, una misteriosa dama fugacemente incontrata tempo prima. Il liutaio gli rivela poi il segreto di un violino nero, da lui stesso costruito, che canta con la voce suadente e incantatrice della donna. Dopo averlo sentito suonare la vita di Johannes, come uomo e come artista, resterà incatenata a quella di Carla Farenzi.
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Il violino di Hitler

**Un giallo storico tra i segreti del Vaticano e della Germania nazista**Francia 1940, sotto l’occupazione nazista. In un castello della Nièvre, Hitler, con il suo stato maggiore, assiste a un concerto del valente violinista Gustav Schultz, arruolato come ufficiale nell’esercito tedesco. Alla fine dell’esibizione, il Führer è colto da un violento attacco d’ira, distrugge lo strumento e ordina l’immediata fucilazione del musicista.Venezia. Cinquant’anni dopo.Gal Knobel, ex agente segreto israeliano specializzato nella ricerca di criminali nazisti, nonché violinista di fama mondiale, si esibisce in concerto presso il consolato francese. Alla fine del ricevimento, un misterioso cardinale lo incarica di far luce su quell’episodio dimenticato della seconda guerra mondiale, e di scoprire il motivo della collera di Hitler. Un segreto occultato da quattro secoli che affonda le sue radici nella Venezia rinascimentale. Un segreto indicibile e sconvolgente, che potrebbe mettere in dubbio la storia artistica e religiosa dell’intera Europa. Per scoprire la verità, Gal Knobel deve indagare a rischio della sua stessa vita a Parigi, Venezia, Roma e Firenze. Incappando in forze oscure e ostili alle sue ricerche persino in Vaticano, mentre una rete di nostalgici nazisti cerca in tutti i modi di occultare il segreto di Hitler per l’eternità.*”L’importante, alla fine, è aprire gli occhi e non lasciarsi incantare dalle verità fin troppo ufficiali.Anche un libro, così come della buona musica, può aiutarci nella lunga ricerca della verità assoluta.”* (Recensione su Anobii)**L’AUTORE**: Igal Shamir è nato in Palestina. Violinista di fama internazionale, ha ottenuto largo consenso presso il pubblico grazie ad opere quali: La Sinfonia N.40 di Mozart, Paganini, La Folia. Nel 1972, dal suo libro “La Cinquième Corde” fu tratto il film culto di Yves Robert “Alto, biondo e… con una scarpa nera”. Attualmente vive a Parigi.Dopo il successo del “Violino di Hitler”, è già uscito in Francia il seguito con il titolo di “Via Vaticana”.
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### Sinossi
**Un giallo storico tra i segreti del Vaticano e della Germania nazista**Francia 1940, sotto l’occupazione nazista. In un castello della Nièvre, Hitler, con il suo stato maggiore, assiste a un concerto del valente violinista Gustav Schultz, arruolato come ufficiale nell’esercito tedesco. Alla fine dell’esibizione, il Führer è colto da un violento attacco d’ira, distrugge lo strumento e ordina l’immediata fucilazione del musicista.Venezia. Cinquant’anni dopo.Gal Knobel, ex agente segreto israeliano specializzato nella ricerca di criminali nazisti, nonché violinista di fama mondiale, si esibisce in concerto presso il consolato francese. Alla fine del ricevimento, un misterioso cardinale lo incarica di far luce su quell’episodio dimenticato della seconda guerra mondiale, e di scoprire il motivo della collera di Hitler. Un segreto occultato da quattro secoli che affonda le sue radici nella Venezia rinascimentale. Un segreto indicibile e sconvolgente, che potrebbe mettere in dubbio la storia artistica e religiosa dell’intera Europa. Per scoprire la verità, Gal Knobel deve indagare a rischio della sua stessa vita a Parigi, Venezia, Roma e Firenze. Incappando in forze oscure e ostili alle sue ricerche persino in Vaticano, mentre una rete di nostalgici nazisti cerca in tutti i modi di occultare il segreto di Hitler per l’eternità.*”L’importante, alla fine, è aprire gli occhi e non lasciarsi incantare dalle verità fin troppo ufficiali.Anche un libro, così come della buona musica, può aiutarci nella lunga ricerca della verità assoluta.”* (Recensione su Anobii)**L’AUTORE**: Igal Shamir è nato in Palestina. Violinista di fama internazionale, ha ottenuto largo consenso presso il pubblico grazie ad opere quali: La Sinfonia N.40 di Mozart, Paganini, La Folia. Nel 1972, dal suo libro “La Cinquième Corde” fu tratto il film culto di Yves Robert “Alto, biondo e… con una scarpa nera”. Attualmente vive a Parigi.Dopo il successo del “Violino di Hitler”, è già uscito in Francia il seguito con il titolo di “Via Vaticana”.

Il villaggio aereo

Il villaggio aereo è un romanzo d’avventura pubblicato nel 1905. La vicenda racconta le vicissitudini di una carovana di esploratori nel cuore dell’Africa nera. In seguito a varie peripezie, della carovana sopravvivranno solo quattro persone che dovranno trovare la strada per ritornare a Libreville, sfidando la natura selvaggia dell’Africa e scampando a vari pericoli.I personaggi principali del romanzo sono: John Cort, Max Huber, Khamis che è il loro foreloper (guida locale) e Llanga, un giovane ragazzo indigeno. John Cort, americano, è appassionato di scienze naturali, razionale e pragmatico, mentre Max Huber, francese, è amante della caccia e ha un carattere emotivo e fantasioso: fra i due s’instaurerà una bella e divertente amicizia. I quattro compagni di avventura dovranno attraversare da soli la grande foresta dell’Ubanghi.Il racconto è costellato da numerosi colpi di scena che rendono la lettura appassionante e scorrevole. Durante il viaggio i nostri eroi s’imbatteranno in una tribù indigena un poco particolare che abita per l’appunto nel “villaggio aereo”. John Cort e Max Huber osserveranno con attenzione le abitudini di questi individui che sembrano essere metà scimmie e metà uomini, forse l’anello mancante nella catena dell’evoluzionismo.All’epoca della pubblicazione del romanzo, si era nel vivo del dibattito sulla teoria dell’evoluzione della specie, da quando Darwin aveva pubblicato la sua tesi, e il libro di Jules Verne affronta questo tema in maniera solo apparentemente leggera.
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### Sinossi
Il villaggio aereo è un romanzo d’avventura pubblicato nel 1905. La vicenda racconta le vicissitudini di una carovana di esploratori nel cuore dell’Africa nera. In seguito a varie peripezie, della carovana sopravvivranno solo quattro persone che dovranno trovare la strada per ritornare a Libreville, sfidando la natura selvaggia dell’Africa e scampando a vari pericoli.I personaggi principali del romanzo sono: John Cort, Max Huber, Khamis che è il loro foreloper (guida locale) e Llanga, un giovane ragazzo indigeno. John Cort, americano, è appassionato di scienze naturali, razionale e pragmatico, mentre Max Huber, francese, è amante della caccia e ha un carattere emotivo e fantasioso: fra i due s’instaurerà una bella e divertente amicizia. I quattro compagni di avventura dovranno attraversare da soli la grande foresta dell’Ubanghi.Il racconto è costellato da numerosi colpi di scena che rendono la lettura appassionante e scorrevole. Durante il viaggio i nostri eroi s’imbatteranno in una tribù indigena un poco particolare che abita per l’appunto nel “villaggio aereo”. John Cort e Max Huber osserveranno con attenzione le abitudini di questi individui che sembrano essere metà scimmie e metà uomini, forse l’anello mancante nella catena dell’evoluzionismo.All’epoca della pubblicazione del romanzo, si era nel vivo del dibattito sulla teoria dell’evoluzione della specie, da quando Darwin aveva pubblicato la sua tesi, e il libro di Jules Verne affronta questo tema in maniera solo apparentemente leggera.

Il vile agguato

Venti anni di indagini, rivelazioni, depistaggi… Così Borsellino continua a essere ucciso e noi siamo condannati a non sapere mai la verità. A Paolo Borsellino piaceva citare liberamente dal Giulio Cesare di Shakespeare una frase secondo cui “è bello morire per ciò in cui si crede. Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”. È un paradosso terribile che questi vent’anni abbiano condannato proprio lui a morire molte volte, ucciso in innumerevoli versioni da colpevoli sempre diversi, in un susseguirsi di colpi di scena che ha ormai disorientato anche i più attenti: “È stato Scarantino. No, Spatuzza. È stato Riina; no, i fratelli Graviano. È stato lo stato, lo stato mafia, la mafia stato; il doppio stato. È stato Berlusconi, o perlomeno Dell’Utri. Sono stati i servizi. Deviati. No, quelli ufficiali. Sono stati Ciancimino e Provenzano. Sono stati gli industriali del Nord. È stato il ministro Mancino. Sono stati i carabinieri”. Il fatto è che l’omicidio di Borsellino è ormai diventato uno di quei buchi neri della storia italiana, simile in questo all’affaire Moro, in cui come in un gorgo si annodano e si raccolgono tutti i misteri, i protagonisti, le inconfessabili verità di un momento storico e di un paese che ha sempre avuto molto da nascondere, in primo luogo a se stesso. “Tale è stato il destino del nostro eroe; e l’Italia non è un paese per eroi. La ricerca della verità sul suo assassinio implicava un contributo di onestà, che è stata soffocata. Difficile che si possa recuperare il tempo perduto, perché ormai quella stessa ricerca della verità è strettamente connessa (i luoghi, i palazzi di giustizia, i contesti) con la ricerca delle ragioni della disonestà di chi doveva cercarla. E dunque, diventa un’impresa quasi impossibile.” Ma quello che è possibile fare è scavare nel mosaico sepolto, separare le tessere vere da quelle false, ripulire, rimetterle in ordine e raccontarle. È ciò che Enrico Deaglio ha fatto in questo libro.

Il vichingo

Terra di Vinland, Groenlandia, undicesimo secolo dopo Cristo. L’esercito vichingo è schierato sulla riva dell’oceano, in attesa. Thorgils Leiffson, figlio del signore della Groenlandia, è pronto ad affrontare il suo primo combattimento. Di fronte ai Vichinghi, sul mare avvolto dalla nebbia, ci sono le canoe dei nemici, il piccolo popolo dalle lame affilate, che nessuno è mai riuscito a vincere. All’improvviso l’aria si riempie di un suono assordante: fra il roteare delle asce inizia lo scontro. Dopo una battaglia durissima, i nemici sono costretti ad arrendersi di fronte alla superiorità dei vichinghi. Thorgils ha vinto, ha realizzato il sogno di suo padre: la colonizzazione può finalmente aver luogo.
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Il viaggio di Arnold: Storia di un uomo nato donna

Marilyn Atzeres sta vivendo con disagio fin dai primi anni dell’infanzia: perché mai gli è stato assegnato un corpo da bambina e non uno da maschio, come sarebbe stato secondo lui più appropriato? I primi segni della femminilità che sboccia lo lasciano sgomento. I suoi genitori non lo capiscono. Finché un giorno, l’occasione che aspettava si presenta: i genitori partono, lasciandogli campo libero. Comincia da qui una trasformazione che passa attraverso travestimenti minuziosi, allenamenti estenuanti e una full-immersion nel sotterraneo mondo omosessuale dal cui confronto Arnold, nome con cui ora si fa chiamare, uscirà ancora più sicuro di essere diverso, diverso da tutti.

Il viaggio della vendetta

America-Inghilterra, 1810-1819
Intrepida e coraggiosa, la giovane Celia Sinclair arriva a Londra dalla lontana America e viene accolta con affetto dalla sua madrina, che la introduce nel mondo scintillante e fatuo dell’aristocrazia inglese. Ma Celia è dominata dal desiderio di vendicare la morte della madre e cerca con ostinazione il Visconte di Northington, l’uomo che le ha distrutto la vita. Grande è la sua sorpresa quando scopre che Robert George Colter Hampton, il nuovo Lord Northington, è il figlio del suo odiato nemico. L’angoscia che le procura l’amore per quell’individuo dal fascino travolgente e pericoloso non le lascia un attimo di tregua. Che cosa schegliere tra vendetta e amore?, si chiede Celia fra mille tormenti. E come difendersi dai pericoli e dalle insidie da cui è circondata se non affidandosi all’uomo che le ha rubato il cuore?

Il viaggio della Jerle Shannara – 2. Il labirinto

Il secondo volume del ciclo della Jerle Shannara, l’attesissimo seguito de *La strega di Ilse*.
Un gruppo di esploratori è in viaggio sulla nave volante *Jerle Shannara*, alla ricerca delle Pietre Magiche, scomparse da decenni, e di una magia potentissima di cui si è persa la memoria. Ma il viaggio è nato sotto i peggiori auspici, e la Strega di Ilse riesce a impadronirsi della nave, mentre l’ultimo druido Walker Boh, che guidava la spedizione, scompare, inghiottito nei sotterranei della città fantasma di Castledown. La Strega di Ilse si ritrova davanti un giovane che proclama di essere suo fratello Bek, creduto morto da anni, e che ora possiede la magia del canto e la Spada di Shannara. La Strega è in cerca di vendetta, Bek della verità; ma entrambi sanno che devono trovare Walker per impedire alla malefica entità di Castledown di imporre il proprio dominio sulle Quattro Terre.
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### Sinossi
Il secondo volume del ciclo della Jerle Shannara, l’attesissimo seguito de *La strega di Ilse*.
Un gruppo di esploratori è in viaggio sulla nave volante *Jerle Shannara*, alla ricerca delle Pietre Magiche, scomparse da decenni, e di una magia potentissima di cui si è persa la memoria. Ma il viaggio è nato sotto i peggiori auspici, e la Strega di Ilse riesce a impadronirsi della nave, mentre l’ultimo druido Walker Boh, che guidava la spedizione, scompare, inghiottito nei sotterranei della città fantasma di Castledown. La Strega di Ilse si ritrova davanti un giovane che proclama di essere suo fratello Bek, creduto morto da anni, e che ora possiede la magia del canto e la Spada di Shannara. La Strega è in cerca di vendetta, Bek della verità; ma entrambi sanno che devono trovare Walker per impedire alla malefica entità di Castledown di imporre il proprio dominio sulle Quattro Terre.

Il viaggio

Jack e Maddy sembrano proprio una coppia perfetta: lui è a capo di un network televisivo, lei è la sua più brillante conduttrice. Ma sotto la facciata smagliante si nasconde una dolorosa realtà: quella di un marito prepotente e manipolatore, che sottopone la moglie a un’insostenibile, insidiosa pressione psicologica per fiaccarne la volontà. Solo quando Maddy conoscerà altre tristi vicende che somigliano terribilmente alla sua troverà la forza per reagire, grazie anche al sostegno e alla comprensione di un uomo che la ama davvero.

Il viaggio

Era il tempo in cui il magnifico regno elfo di Cormanthor era dominato dai barbari, draghi malefici governavano i cieli e gli abitanti non nutrivano più fiducia in nessuno. Maghi e guerrieri minacciavano i regni poiché mossi dalla loro arrogante e rozza ignoranza anelavano alla gloria. Accadde in quel tempo che, dopo un interminabile viaggio, Elminster giungesse a Cormanthor, alle Torri del Canto, regno di Eltargrim. In quel luogo Elminster visse per più di dodici estati, dedicandosi allo studio della magia, imparando, grazie all’aiuto di una congrega di maghi sapienti, ad avvertire dentro di sé la forza della magia e a farvi ricorso per dominare il male…

Il viaggio

A volte i problemi più gravi sono quelli che non si vedono. Come gli Helmacron. Questi piccoli alieni alti due millimetri sono tornati e vogliono a tutti i costi impossessarsi del cubo della metamorfosi. Naturalmente Rachel e gli altri Animorph non hanno alcun intenzione di cederlo; e quando Rachel tenta di impedire che lo rubino, Marco ci si mette in mezzo e finisce con i piccoli alieni addirittura dentro il naso! Rachel e gli altri non possono permettere che gli Helmacron stiano dentro la testa di Marco, anche perché sono armati e potrebbero provocare gravi danni. Così gli Animorph e Ax mettono a punto un piano per caccia i piccoli alieni; ma dove si svolgerà la battaglia se non nel naso di Marco?

Il viaggiatore

Un viaggio affascinante che porta il lettore nella magica terra del Cathay ai tempi di Marco Polo. Si dice che, mentre Marco Polo si trovava sul letto di morte, amici e conoscenti lo esortassero ad ammettere che tutte le avventure da lui narrate non erano altro che ignobili menzogne.
Il vecchio condottiero allora si sollevò sui guanciali, maledisse tutti e dichiarò: “Non ho narrato neppure la metà di quello che ho veduto e fatto”.
Jennings, in queste pagine, ci racconta proprio quello che Marco Polo, il grande viaggiatore, vide, visse e patì e che non fu mai raccontato.