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Immersione

Tra tesori della Vecchia Europa e megalopoli del Nuovo Mondo, tra marmi antichi e fine sabbia di piagge lontane, Immersione è la storia di una coppia in balia di un’epoca, la nostra, in cui è sempre più difficile amare.

Su una spiaggia del mar Arabico viene rinvenuto il corpo di una donna. È nuda e la sua pelle è incrostata dal sale. Si tratta di Paz, artista spagnola fuggita da un’Europa che le stava troppo stretta, e a riconoscerla viene chiamato César, l’ex-marito. Sconvolto dalla scoperta César decide di raccontare al piccolo Hector, loro figlio, la storia della madre, una donna solare, inquieta, incredibilmente dotata: il primo incontro, il debutto e poi l’ascesa di Paz nel mondo dell’arte, la vita insieme fino all’arrivo di Hector e la fine del matrimonio.

(source: Bol.com)

Imbarazzismi

Dalla prefazione di Cécile KyengeMinistra per l’integrazioneOgni nero che vive in Italia ha un proprio ricco repertorio di “imbarazzismi”. Questo fortunato neologismo, ideato da Kossi Komla-Ebri, sta a indicare situazioni che non rientrano nei casi di discriminazione crudele, violenta o quantomeno intenzionale, ma si tratta di episodi di razzismo di piccolo calibro, che avvengono senza che il loro autore se ne sia reso propriamente conto. L’imbarazzismo, come una gaffe sconveniente, crea disagio. Come un lapsus freudiano, svela giudizi e pregiudizi rimossi. Ma per quanto ciascuno di questi episodi non sia grave, gli imbarazzismi feriscono le loro vittime, perché sono quotidiani e perché illustrano una mentalità diffusa popolata di stereotipi. Come superarla? Il primo passo per sconfiggere i pregiudizi è quello di saperli riconoscere. Bisogna ammettere che ciascuno di noi ne ha diversi, quindi dobbiamo imparare a vederli e poi essere disposti a rivederli, ampliando le nostre conoscenze e mettendoli a confronto con la realtà dei fatti. Questa raccolta di aneddoti divertenti, amari e folgoranti ci aiuta a smascherare l’etnocentrismo e gli stereotipi con ironia, un’arma gentile ma efficace contro il razzismo latente.
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### Sinossi
Dalla prefazione di Cécile KyengeMinistra per l’integrazioneOgni nero che vive in Italia ha un proprio ricco repertorio di “imbarazzismi”. Questo fortunato neologismo, ideato da Kossi Komla-Ebri, sta a indicare situazioni che non rientrano nei casi di discriminazione crudele, violenta o quantomeno intenzionale, ma si tratta di episodi di razzismo di piccolo calibro, che avvengono senza che il loro autore se ne sia reso propriamente conto. L’imbarazzismo, come una gaffe sconveniente, crea disagio. Come un lapsus freudiano, svela giudizi e pregiudizi rimossi. Ma per quanto ciascuno di questi episodi non sia grave, gli imbarazzismi feriscono le loro vittime, perché sono quotidiani e perché illustrano una mentalità diffusa popolata di stereotipi. Come superarla? Il primo passo per sconfiggere i pregiudizi è quello di saperli riconoscere. Bisogna ammettere che ciascuno di noi ne ha diversi, quindi dobbiamo imparare a vederli e poi essere disposti a rivederli, ampliando le nostre conoscenze e mettendoli a confronto con la realtà dei fatti. Questa raccolta di aneddoti divertenti, amari e folgoranti ci aiuta a smascherare l’etnocentrismo e gli stereotipi con ironia, un’arma gentile ma efficace contro il razzismo latente.

Iliade Raccontata Ai Bambini

«Achille, vieni, dunque, a salvare gli Achei dal pericolo! I Troiani sono sul punto di sconfiggerci. Dimentica la tua ira!»

Il volto nudo

Un giovane psicoanalista di New York si trova al centro di alcuni misteriosi delitti. Abituato a sondare nei meandri dell’inconscio, l’uomo si convince di essere nel mirino dell’omicida, ma è a sua volta perseguitato dalla polizia. Decide allora di avviare una sua indagine privata. parto, nasce Pantagruel, di forza e di appetito eccezionali. Diventato grande il padre decide di fargli conoscere le più importanti università di Francia. A Parigi comincia a studiare “le sette arti liberali” e incontra Panurge, povero e furbissimo, suo compagno per tutta la vita e insieme sbaragliano pericolosi nemici. Panurge, che vuole sposarsi, vuole però conoscere il suo futuro e consulta mille esperti, addirittura l’oracolo della Diva Bottiglia.
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Il volto nella notte

Un certo Laker arriva dal Sudafrica con una misteriosa borsa. Laker non è nuovo a operazioni rischiose, ma finora tutto gli è andato liscio. Stavolta, però, Laker è più avido del solito, ed è anche pieno di risentimento contro l’uomo che secondo lui si arricchisce alle sue spalle. Esige un pagamento, e lo fa con la pistola in pugno. Ma ciò di cui non si rende conto è che la partita è ben più grossa di lui, e che gli interessi in gioco non consentono a nessuno di avere pietà…

Il volto della vendetta

L’uomo è in agguato, sulla sua auto blu parcheggiata nell’ombra. Aspetta che la donna esca dalla casa di fronte. La donna che lui deve « giustiziare », Mary Vaughan. La donna che, secondo lui, è responsabile della morte di sua moglie. Oh, non l’ha uccisa con le sue mani. Qualcun altro l’ha ridotta in fin di vita e « la donna » non ha voluto soccorrerla. È proprio la Vaughan? L’uomo, nella sua lucida follia, non ha dubbi. Aspetterà il momento opportuno e poi farà giustizia. Per tutt’altro motivo, Mary Vaughan si dispone a fuggire nel Messico, in automobile, accompagnata da una giovane cugina, Jenny. Non importa. L’uomo la segue. Non ha fretta. Verrà il suo momento. Quanto a Mary, arrivata al Messico, crede di aver risolto tutti i suoi problemi, anche se Jenny le fa notare che la loro auto è costantemente tallonata da una macchina blu. Soltanto quando sentirà, per così dire, sulla nuca il fiato rovente del giustiziere, Mary Vaughan si renderà conto del pericolo. Ma non sarà troppo tardi?

Il volto del terrore

Una delle opere più riuscite di Wallace: tenebrose dimore inglesi, misteriosi uomini d’affari, vorticosi giri di denaro, splendide ragazze in pericolo… insomma tutti gli elementi più cari agli appassionati del poliziesco classico.

Il volto del peccato

Dopo il successo del suo primo libro si è allontanato da tutto e da tutti: solo, in un cottage fatiscente, Gray Lanceton consuma i suoi giorni pensando a Drusilla. Ha avuto la forza di lasciarla quando lei gli ha chiesto di uccidere suo marito. Ma da quel giorno aspetta soltanto che il telefono squilli, che la voce di Drusilla gli annunci che l’incubo è finito. Ma lincubo più spaventoso sta per cominciare. Perché qualcuno ha teso a Gray una trappola che non lascia vie di scampo. Un dramma di amore e di morte. Inquietante nell’intreccio. Assolutamente imprevedibile nel finale.

Il voltapagine

A diciotto anni Paul Porterfield è un giovane pianista che sogna di poter suonare, un giorno, nelle grandi sale da concerto. Finora, però, ha potuto solo voltare le pagine dello spartito per il suo idolo, l’affascinante Richard Kennington. Quando però Paul lo reincontra, alcuni mesi dopo, fra loro sboccia qualcosa di più di un’infatuazione. E Paul, chiamato alla ricerca della felicità, conoscerà la sua iniziazione alla vita.
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Il volo di una strega

Annet Beck possiede quel tipo di bellezza che lascia gli uomini letteralmente senza fiato. Tom Kenyon, un giovane insegnante di matematica che alloggia presso la casa dei genitori di Annet, non fa eccezione. In partenza per il week-end, in un piovoso giorno di ottobre, Tom riconosce Annet che si inerpica verso la vetta della collina di Hallowmount, luogo abitato, nella credenza popolare, dalle streghe. Annet sparisce per cinque giorni e quando finalmente viene ritrovata, in un luogo conosciuto come “altare delle streghe”, nega di essersi allontanata da casa per più di due ore. Quale mistero si nasconde dietro a questa strana risposta? E se la scomparsa di Annet fosse collegata con l’uccisione di un noto gioielliere?

Il volo di Natale

È la vigilia di Natale. Mentre fuori nevica forte, come può nevicare nel Wyoming, lo sceriffo Longmire (sì, proprio lui, quello della popolare serie televisiva) siede nel suo ufficio intento a leggere “Cantico di Natale” di Dickens quando riceve la visita inaspettata di una giovane donna dai tratti orientali. La donna non rivela la propria identità ma con il suo fare misterioso evoca nella memoria di Longmire una vigilia di Natale di venticinque anni prima, quando l’allora giovane sceriffo si era trovato coinvolto in un’avventura terrificante… Era in arrivo la più grande tempesta di neve del secolo. Longmire aveva appena appreso di un terribile incidente stradale in cui erano morti i genitori di una bambina. La piccola si era salvata, così come sua nonna, una vecchietta giapponese che non capiva una parola d’inglese. Essendo però gravemente ferita doveva essere trasportata d’urgenza all’ospedale di Denver, a un paio d’ore di distanza, ma in quelle condizioni nessun aereo o elicottero avrebbe potuto alzarsi in volo. La piccola rischiava di morire, così Longmire aveva rapidamente messo assieme un equipaggio di fortuna cha avrebbe volato su un vecchio bombardiere della Seconda guerra mondiale. Un’autentica missione impossibile. Lo sceriffo aveva allora scovato in un bar il suo predecessore, già al terzo bourbon, che però da giovane era stato un valoroso pilota nella guerra del Pacifico. Oltre a non avere una gamba ed essere ubriaco fradicio.
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Il volo delle cicogne

Louis Antioche viene assoldato da un misterioso ornitologo preoccupato dal mancato ritorno delle cicogne dall’Africa: Louis deve aiutarlo a scoprire perché. Ben presto intuisce che dietro la scomparsa dei grandi uccelli migratori si nasconde una trama ben più inquietante. Deciso a risolvere l’arcano, il giovane si trova coinvolto in un’incalzante avventura, costellata di morti misteriose e atroci mutilazioni, che lo porterà in un campo di zingari in Bulgaria, verso l’incubo della giungla centroafricana, in un kibbutz nel deserto all’interno dei territori occupati da Israele… Questa frenetica rincorsa potrà fermarsi solo a Calcutta, nel cuore della tenebra.

Il vizio oscuro dell’Occidente

L’11 settembre ha inaugurato una nuova era, quella del ‘terrorismo globale’, conseguenza logica, e prevedibile, della pretesa dell’Occidente di ridurre a sè l’intero esistente. Ma il ‘migliore dei mondi possibili’ si rivela un modello paranoico, basato sull’ossessiva proiezione nel futuro, dove l’individuo non può mai trovare un punto di equilibrio e di pace. Nella ricerca inesausta del Bene, anzi del Meglio, l’uomo occidentale si è creato il meccanismo perfetto e infallibile dell’infelicità. E lo sta esportando ovunque. Il ‘terrorismo globale’ non farà che confermare e rafforzare il delirio occidentale dell’unico modello mondiale, il suo. E lo scontro del futuro non sarà più fra destra e sinistra, fra un liberalismo trionfante e un marxismo morente — due facce in realtà della stessa medaglia — ma fra le leadership, politiche, economiche, intellettuali, schierate a favore della Modernità e le folle, deluse, frustrate, esasperate e violente, di ogni mondo, che avranno smesso di crederci.
(source: Bol.com)