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Anche solo una vita

**Dall’Alabama alla Germania nazista, una storia di redenzione ricca di drammatici colpi di scena, un’eroina indimenticabile pronta a trasformare l’odio in amore.**
Alabama, 1939. Una terribile premonizione sveglia Eldedeena nel cuore della notte: un bambino è in pericolo, se lei non farà niente morirà investito da una macchina. Incerta se fidarsi del suo istinto e immischiarsi negli affari dei bianchi, Eldedeena decide comunque di salvarlo. Un gesto che il padre del bambino, capo del Ku Klux Klan locale, vive come un affronto: meglio un figlio morto che essere in debito con una negra.
La vendetta non si fa attendere e qualche giorno dopo alcuni uomini incappucciati le strapperanno quanto ha di più caro: Jedidiah, il suo bambino di soli sei anni. Solo Nathan, giovane medico di New York, riesce a starle vicino in questo straziante momento, nonostante le sue attività umanitarie siano mal viste dal KKK. Basta un attimo per perdere ciò che più si ama e ritrovarsi in un baratro di disperazione.
Per Eldedeena la tentazione di lasciarsi accecare dall’odio è davvero forte, ma che cosa cambierebbe? Forse c’è ancora una speranza a cui appigliarsi, non rassegnarsi all’odio, impegnarsi in prima linea nella resistenza e salvare anche solo una vita in più.
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### Sinossi
**Dall’Alabama alla Germania nazista, una storia di redenzione ricca di drammatici colpi di scena, un’eroina indimenticabile pronta a trasformare l’odio in amore.**
Alabama, 1939. Una terribile premonizione sveglia Eldedeena nel cuore della notte: un bambino è in pericolo, se lei non farà niente morirà investito da una macchina. Incerta se fidarsi del suo istinto e immischiarsi negli affari dei bianchi, Eldedeena decide comunque di salvarlo. Un gesto che il padre del bambino, capo del Ku Klux Klan locale, vive come un affronto: meglio un figlio morto che essere in debito con una negra.
La vendetta non si fa attendere e qualche giorno dopo alcuni uomini incappucciati le strapperanno quanto ha di più caro: Jedidiah, il suo bambino di soli sei anni. Solo Nathan, giovane medico di New York, riesce a starle vicino in questo straziante momento, nonostante le sue attività umanitarie siano mal viste dal KKK. Basta un attimo per perdere ciò che più si ama e ritrovarsi in un baratro di disperazione.
Per Eldedeena la tentazione di lasciarsi accecare dall’odio è davvero forte, ma che cosa cambierebbe? Forse c’è ancora una speranza a cui appigliarsi, non rassegnarsi all’odio, impegnarsi in prima linea nella resistenza e salvare anche solo una vita in più.

Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano Opera Omnia

aRicorda vagamente l’attore Ben Gazzara. Nel fisico. Però a conoscerlo meglio ci si lascia intenerire e si è più propensi a pensarlo un Charles Bronson dell’editoria. Uomo avvezzo a qualsiasi peripezia pur di ottenere il fine unico al quale dedica i giorni e le notti: un libro di successo. Ma non è proprio così. Alessandro Dalai, detto Sandro da amici, famigliari e zii, in realtà non è altro che il generale burbero ma in fondo bonaccione che il grande Ernest Borgnine interpreta in Quella sporca dozzina e noi siamo i Cassavetes, i Sutherland, i Savalas (Matteo Molinari) votati al sacrificio per un’azione disperata che salverà dalla dittatura l’Editoria, l’Italia, il Mondo. Per questo, solo per questo, abbiamo accettato la missione senza ritorno di dare alle stampe la raccolta definitiva delle Formiche, un malloppone di ben tremila battute, quasi mille autori, tre indici, e soprattutto una prefazione encomiastico-adulatoria del vero eroe di questo assalto al castello normanno delle librerie: il maggiore Reisman, interpretato da Lee Marvin-Del Buono, uomo dalla mascella volitiva e dai muscoli d’acciaio, è vero, ma pur sempre dalle idee tante e chiare. Loro, Ernest Borgnine-Dalai e Lee Marvin-Del Buono, sono i veri Autori di questa raccolta. “Noi, questa sporca terzina, lo facciamo perché è l’unico modo per guadagnarci la Libertà o, male che vada, il Paradiso.

Anatra all’arancia meccanica. Racconti 2000-2010

«Anatra all’arancia meccanica è un mandato di comparizione recapitato alla realtà italiana, un inventario di codici fiammeggiante e malinconico, un’esplorazione del presente alla fine della quale ci rendiamo conto che il mood in Italy che da dieci anni assorbiamo e generiamo è un ibrido caotico, un tempo che nasce morendo: e che al potere, soprattutto quando è senile e snervato come in questo paese, va opposta una corroborante vitale visionarietà. Anche quella del racconto.»
Giorgio Vasta – la Repubblica
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L’ufficio di un produttore cinematografico romano. Una città sull’orlo di una guerra tra «animali A» e «animali Z». Il deposito di monete di un papero milionario. Una Milano «culturale» affollata di guitti e fantasmi. Una porcilaia industriale padana.
Un combattimento tra galli a Manila. La capitale americana del Parmigiano. Una clinica in collina. Un appartamento bolognese invaso dai piccioni. Un autogrill alla fine della nostra civiltà. Buon inizio di millennio.
Anatra all’arancia meccanica è una selezione dei racconti di Wu Ming dal 2000 a oggi. Alcuni erano sparsi per riviste e antologie, altri disponibili soltanto in rete, altri ancora totalmente inediti. Si va dal comico-grottesco al tragico, dal moderno picaresco al futuribile distopico. Di pagina in pagina, prende forma un bollettino eclettico ma coerente di quanto successo in Italia e nel mondo negli ultimi dieci anni, dal G8 di Genova alla distruzione di New Orleans passando per l’11 settembre e le guerre in Iraq e Afghanistan. L’obliqua biografia di un decennio che ha avuto il culto dell’unanimità, ha fuggito l’eresia, ha sognato il trionfo del facile. In questi Anni Zero, paralleli eppure convergenti, si muovono il detective Topo Lino e il ribelle Anatrino, i trecento boscaioli dell’Imperatore, gli avventurieri Erben & Flynn, l’agente letterario Cienfuegos, Momodou e il suo carnefice Tajani, l’eroe dei due mondi Adalberto Rizzi, la zecca Argas Reflexus, il «Primus Habens» e la Veggente del Cantagallo.

Anastasia

Boone Sawyer si trasferisce in California con la piccola Jessie. E qui stringe subito amicizia con la sua vicina di casa, la splendida Anastasia. Ma chi è, in realtà, Anastasia Donovan? E’ una ragazza che ha paura di amare e che nasconde un… segreto. E Boone se ne rende conto quando le confessa i suoi sentimenti. Da quel momento, infatti, la situazione precipita e il loro rapporto si fa sempre più complicato. Finchè, un giorno, un banale incidente rimette tutto in discussione…

Analog 5 Estate 1995

“A molti lettori italiani il nome Analog dirà poco. E per spiegare cosa rappresenti questa testata per la fantascienza bisogna partire con un altro titolo: Astounding. La mitica Astounding diretta da John W. Campbell, su cui Jack Williamson, Ed Hamilton, Murray Leinster, Eric Frank Russell, Clifford D. Simak, Hal Clement, Van Vogt, Henry Kuttner e Isaac Asimov (per dirne solo alcuni) scrissero i loro capolavori che sono diventati dei classici della fantascienza. Ecco spiegato in poche parole cosa sia Analog. Sì, perché Analog è la trasformazione di quella rivista mitica operata per aggiornare il nome della testata ai tempi, svecchiando le meraviglie dello spazio e del tempo tramite un rapporto dichiarato di analogia tra fatti scientifici e le loro trascrizioni immaginarie e narrative nella science fiction. Quindi una pubblicazione di fantascienza tecnologica e avventurosa che, sin da subito, si presenta con una parata di grossi calibri!” Con questa presentazione nel 1994 viene fatto l’unico tentativo di portare Analog anche in Italia, portando in edicola la rivista in edizione trimestrale. Un tentativo che durerà solo 5 numeri. A differenza dell’originale la versione italiana di Analog assomiglia di più ad un’antologia di racconti piuttosto che una rivista. Editoriale stringatissimo di mezza paginetta, assenza totale di articoli e saggi: solo racconti, più o meno lunghi, ed un romanzo completo. Tra questi due premi Hugo: Georgia On My Mind di Charles Sheffield e Giù Nelle Terrefonde di Harry Turtledove. ANALOG 5 Complesso di colpa di Charles Sheffield Test di umanità di Charles Sheffield La doppia scala a chiocciola di Charles Sheffield Godspeed di Charles Sheffield Occhi profondi di Gregory Benford L’elefante maltese di Harry Turtledove Inerzia di Nancy Kress Le singolari abitudini… di Geoffrey A. Landis Il buco della serratura… di Stephen L. Burns L’ostaggio di Christopher Anvil.

Analog 4 Primavera 1995

“A molti lettori italiani il nome Analog dirà poco. E per spiegare cosa rappresenti questa testata per la fantascienza bisogna partire con un altro titolo: Astounding. La mitica Astounding diretta da John W. Campbell, su cui Jack Williamson, Ed Hamilton, Murray Leinster, Eric Frank Russell, Clifford D. Simak, Hal Clement, Van Vogt, Henry Kuttner e Isaac Asimov (per dirne solo alcuni) scrissero i loro capolavori che sono diventati dei classici della fantascienza. Ecco spiegato in poche parole cosa sia Analog. Sì, perché Analog è la trasformazione di quella rivista mitica operata per aggiornare il nome della testata ai tempi, svecchiando le meraviglie dello spazio e del tempo tramite un rapporto dichiarato di analogia tra fatti scientifici e le loro trascrizioni immaginarie e narrative nella science fiction. Quindi una pubblicazione di fantascienza tecnologica e avventurosa che, sin da subito, si presenta con una parata di grossi calibri!” Con questa presentazione nel 1994 viene fatto l’unico tentativo di portare Analog anche in Italia, portando in edicola la rivista in edizione trimestrale. Un tentativo che durerà solo 5 numeri. A differenza dell’originale la versione italiana di Analog assomiglia di più ad un’antologia di racconti piuttosto che una rivista. Editoriale stringatissimo di mezza paginetta, assenza totale di articoli e saggi: solo racconti, più o meno lunghi, ed un romanzo completo. Tra questi due premi Hugo: Georgia On My Mind di Charles Sheffield e Giù Nelle Terrefonde di Harry Turtledove. ANALOG 4 Poli separati di G. David Nordley Rete di G. David Nordley La guerra di Sam di Ben Bova Rinascita di Poul Anderson L’omino di panpepato di James Gunn Il sottomanipolatore di Cristopher Anvil Il tetraedro di Charles L. Harness

Analog 3 Inverno 1995

“A molti lettori italiani il nome Analog dirà poco. E per spiegare cosa rappresenti questa testata per la fantascienza bisogna partire con un altro titolo: Astounding. La mitica Astounding diretta da John W. Campbell, su cui Jack Williamson, Ed Hamilton, Murray Leinster, Eric Frank Russell, Clifford D. Simak, Hal Clement, Van Vogt, Henry Kuttner e Isaac Asimov (per dirne solo alcuni) scrissero i loro capolavori che sono diventati dei classici della fantascienza. Ecco spiegato in poche parole cosa sia Analog. Sì, perché Analog è la trasformazione di quella rivista mitica operata per aggiornare il nome della testata ai tempi, svecchiando le meraviglie dello spazio e del tempo tramite un rapporto dichiarato di analogia tra fatti scientifici e le loro trascrizioni immaginarie e narrative nella science fiction. Quindi una pubblicazione di fantascienza tecnologica e avventurosa che, sin da subito, si presenta con una parata di grossi calibri!” Con questa presentazione nel 1994 viene fatto l’unico tentativo di portare Analog anche in Italia, portando in edicola la rivista in edizione trimestrale. Un tentativo che durerà solo 5 numeri. A differenza dell’originale la versione italiana di Analog assomiglia di più ad un’antologia di racconti piuttosto che una rivista. Editoriale stringatissimo di mezza paginetta, assenza totale di articoli e saggi: solo racconti, più o meno lunghi, ed un romanzo completo. Tra questi due premi Hugo: Georgia On My Mind di Charles Sheffield e Giù Nelle Terrefonde di Harry Turtledove. ANALOG 3 Giù nelle Terrefonde di Harry Turtledove Stranieri di Poul Anderson Ada Wilkins in linea via cavo di John Brunner La materia nascosta di McAndrew di Charles Sheffield Nel grande Rift di Miranda di David Nordley L’emissario di Stephen Kraus Oltre il muro di T. W. Quick

Analog 2 Autunno 1994

“A molti lettori italiani il nome Analog dirà poco. E per spiegare cosa rappresenti questa testata per la fantascienza bisogna partire con un altro titolo: Astounding. La mitica Astounding diretta da John W. Campbell, su cui Jack Williamson, Ed Hamilton, Murray Leinster, Eric Frank Russell, Clifford D. Simak, Hal Clement, Van Vogt, Henry Kuttner e Isaac Asimov (per dirne solo alcuni) scrissero i loro capolavori che sono diventati dei classici della fantascienza. Ecco spiegato in poche parole cosa sia Analog. Sì, perché Analog è la trasformazione di quella rivista mitica operata per aggiornare il nome della testata ai tempi, svecchiando le meraviglie dello spazio e del tempo tramite un rapporto dichiarato di analogia tra fatti scientifici e le loro trascrizioni immaginarie e narrative nella science fiction. Quindi una pubblicazione di fantascienza tecnologica e avventurosa che, sin da subito, si presenta con una parata di grossi calibri!” Con questa presentazione nel 1994 viene fatto l’unico tentativo di portare Analog anche in Italia, portando in edicola la rivista in edizione trimestrale. Un tentativo che durerà solo 5 numeri. A differenza dell’originale la versione italiana di Analog assomiglia di più ad un’antologia di racconti piuttosto che una rivista. Editoriale stringatissimo di mezza paginetta, assenza totale di articoli e saggi: solo racconti, più o meno lunghi, ed un romanzo completo. Tra questi due premi Hugo: Georgia On My Mind di Charles Sheffield e Giù Nelle Terrefonde di Harry Turtledove. ANALOG 2 Costruttori di infinito di Kevin J. Anderson & Doug Beason Georgia on my Mind di Charles Sheffield Quello che non si vede di Martha Soukup

Analog 1 Estate 1994

“A molti lettori italiani il nome Analog dirà poco. E per spiegare cosa rappresenti questa testata per la fantascienza bisogna partire con un altro titolo: Astounding. La mitica Astounding diretta da John W. Campbell, su cui Jack Williamson, Ed Hamilton, Murray Leinster, Eric Frank Russell, Clifford D. Simak, Hal Clement, Van Vogt, Henry Kuttner e Isaac Asimov (per dirne solo alcuni) scrissero i loro capolavori che sono diventati dei classici della fantascienza. Ecco spiegato in poche parole cosa sia Analog. Sì, perché Analog è la trasformazione di quella rivista mitica operata per aggiornare il nome della testata ai tempi, svecchiando le meraviglie dello spazio e del tempo tramite un rapporto dichiarato di analogia tra fatti scientifici e le loro trascrizioni immaginarie e narrative nella science fiction. Quindi una pubblicazione di fantascienza tecnologica e avventurosa che, sin da subito, si presenta con una parata di grossi calibri!” Con questa presentazione nel 1994 viene fatto l’unico tentativo di portare Analog anche in Italia, portando in edicola la rivista in edizione trimestrale. Un tentativo che durerà solo 5 numeri. A differenza dell’originale la versione italiana di Analog assomiglia di più ad un’antologia di racconti piuttosto che una rivista. Editoriale stringatissimo di mezza paginetta, assenza totale di articoli e saggi: solo racconti, più o meno lunghi, ed un romanzo completo. Tra questi due premi Hugo: Georgia On My Mind di Charles Sheffield e Giù Nelle Terrefonde di Harry Turtledove. ANALOG 1 Il meteorologo di Lois McMaster Bujold Il compagno di Poul Anderson In punto di morte di Ben Bova & A.J. Austin La gerocrazia dei numeri di John Brunner Il salto di Stephen L. Burns Le costanti universali di Charles Sheffield Diritto d’asilo di James White

Amori nel tempo

L’alba sorgeva dall’oceano, oltre le scogliere, con un’impazienza violacea che tingeva le mura di Dalkeith di un color porpora scuro. Nel suo studio, Hawk scrutava la notte filtrare attraverso le porte aperte sul versante occidentale. Lei se ne stava sul ciglio della scogliera, immobile, con la mantella di velluto che svolazzava nel vento. A che cosa pensava, mentre guardava nel vuoto, in direzione del mare? Erano passate settimane da quel giorno alla fucina, settimane rigogliose con giorni fragili e albe delicate, notti vermiglie e temporali estivi. E nei giorni che passavano, quei gioielli delle estati scozzesi, c’erano mille vedute che voleva condividere con lei. Lei era tutta la sua vita. Non aveva modo di tornare, da qualunque posto fosse venuta! Lui le avrebbe dato tutto quello che voleva. Tutto, ma lei non doveva lasciarlo. Quello mai. La sua esistenza aveva le sembianze di un inferno dorato e lui non ne trovava l’uscita.

Amori crudeli

Che cosa spinge un amante a uccidere l’essere amato? Come può una coppia di innamorati diventare un concentrato di odio e violenza, e suggello della passione essere la morte? Con Amori crudeli Cinzia Tani cerca di rispondere a queste domande attraverso sette storie di cronaca accadute in sette diversi paesi del mondo nel corso del Novecento. Dall’Italia conformista e severa di inizio secolo all’Unione Sovietica della guerra fredda, dalle atmosfere dissolute della ricca Londra anni Trenta alle colonie tedesche nelle lontane Galápagos, l’autrice offre per ciascuna storia una intrigante chiave di lettura che permette di dare un senso al gesto folle di uccidere chi si ama.

(source: Bol.com)

Amore, osa!

Trilogia MacCarrick Brothers n.1
“Al decimo dei MacCarrick. La tua bella moglie partorirà tre figli scuri, gioia ti daranno fino a che non leggeranno questo libro, quando i loro occhi si poseranno su queste parole la tua vita finirà, morirai sapendo che sono diventati uomini maledetti, ombre che camminano sole, o accompagnate dalla morte. Il loro destino non è sposarsi, né conoscere l’amore o altro legame…”
La fine di questa funesta profezia è illeggibile, ma per Courtland e i suoi fratelli il resto si è già avverato. Hanno vissuto sapendo di non poter amare, nella convinzione di portare solo la morte a chiunque si avvicini. Ma quando Court incontra Analía, ultima discendente della casa reale di Castiglia, il cuore gli suggerisce tutt’altro…

Amore travolgente (I Romanzi Introvabili)

Una funesta profezia grava sulla vita di Amber. Nessuno può sfiorarla senza provocare in lei dolore, senza trasmetterle ricordi, gioie o sofferenze. È lei l’Intatta delle Terre Contese, che vive protetta dal suo sovrano e dai Sapienti del Cerchio di Pietra. Finché un giorno compare lui, Duncan, guerriero senza memoria: l’uomo che riesce ad accendere nel suo cuore i più segreti turbamenti. Quei sentimenti e quelle passioni che si rivelano con un semplice tocco. Ma quando il passato riaffiora nella mente di Duncan, la situazione si capovolge, e la donna adorata diventa oggetto di un odio accesissimo. L’amore puro e sincero di Amber, però, sarà un’arma inesorabile

(source: Bol.com)

Amore Senza Vita: Volume 1

Roma, epoca futuristica. L’odio fra due Dipartimenti, la Sacra Inquisizione e la Tigre Bianca, fondati per difendere il Vaticano e il Papa, dagli attacchi dei Vampiri, fa da sfondo alla storia di Pietro e Aleksey, giovani combattenti, l’uno l’opposto dell’altro.
Pietro è un perfido e implacabile Comandante e Aleksey uno sbadato prete russo, eccentrico e che parla troppo.
Chi di loro nasconde un oscuro segreto, cioè la sua vera identità?
Un’emozionante vicenda, tra missioni pericolose contro creature vampiriche, colpi di scena e divertenti situazioni sopra le righe. Un urban fantasy dove nulla è come sembra.
**VISITATE IL NOSTRO SITO WEB***
[https://laltrametadelcuore.wixsite.co…](https://laltrametadelcuore.wixsite.com/romanzimm)

Amore senza confine

Una notte di passione con il suo capo? Incredibile, ma vero!
Un equivoco conduce Philippa Stevenson tra le braccia di Andrea D’Alessio, l’imprenditore italiano che ha appena acquisito la società Venstar. Philly pensava che il suo capo fosse un tipo basso, grassottello e pelato, invece si ritrova di fronte il prototipo del maschio latino, tenebroso, dai colori scuri e i tratti forti, il viso abbronzato, i capelli neri e lucidi, gli occhi lunghi, stretti e magnetici, irresistibile. Dopo una notte di passione, Andrea non intende lasciarla andare via: la vuole per sé, la vuole nel suo letto! Mentre Philippa si accorge di aver commesso un errore terribile e vuole a tutti i costi allontanarsi dall’uomo che l’ha sedotta. A questo punto riuscirà Andrea a persuadere ugual-mente Philippa a diventare sua moglie?
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### Sinossi
Una notte di passione con il suo capo? Incredibile, ma vero!
Un equivoco conduce Philippa Stevenson tra le braccia di Andrea D’Alessio, l’imprenditore italiano che ha appena acquisito la società Venstar. Philly pensava che il suo capo fosse un tipo basso, grassottello e pelato, invece si ritrova di fronte il prototipo del maschio latino, tenebroso, dai colori scuri e i tratti forti, il viso abbronzato, i capelli neri e lucidi, gli occhi lunghi, stretti e magnetici, irresistibile. Dopo una notte di passione, Andrea non intende lasciarla andare via: la vuole per sé, la vuole nel suo letto! Mentre Philippa si accorge di aver commesso un errore terribile e vuole a tutti i costi allontanarsi dall’uomo che l’ha sedotta. A questo punto riuscirà Andrea a persuadere ugual-mente Philippa a diventare sua moglie?