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Acqua morta

Venezia, 1981. Una giovane coppia, appartata su una panchina dei giardini della Biennale, a Sant’Elena, viene aggredita. Il ragazzo resta ucciso, la ragazza precipita in un silenzio al limite della follia, che rende impossibile risalire al colpevole. Alla Polizia non rimane che archiviare il caso. Venezia, oggi. Dalle acque della laguna affiora un cadavere. Si tratta di Mirco Albrizzi, immobiliarista molto conosciuto e vittima troppo illustre per passare inosservata. Se le autorità vorrebbero archiviare la faccenda come suicidio, il commissario Nicola Aldani, incaricato delle indagini, riconosce inequivocabili i segni dell’omicidio. È un caso scomodo, e a complicarlo ci si mette anche quel commissario Zennari, da tempo in pensione, che pretende aiuto per chiudere una storia ormai dimenticata, risalente a quarant’anni prima, l’aggressione ai giardini della Biennale… Ma nulla avviene per caso, e ben presto le due piste si confondono, le acque si intorbidano, gli indizi si inquinano… Sullo sfondo della vicenda, vivida e inconfondibile, Venezia: l’altana sul tetto, dove Aldani ama rifugiarsi; la laguna davanti alle Fondamenta Nove, dove il pilota del commissario fa sfrecciare il vecchio Toni, la lancia in dotazione alla Polizia; il dialetto, che risuona nella calli e lungo i rii; le acque e le foschie, complici di misteri e custodi di verità.

(source: Bol.com)

Acqua in bocca

Il commissario Salvo Montalbano incontra l’ispettrice Grazia Negro in un gioco, un esperimento, una collaborazione letteraria senza precedenti: i due “re” del giallo italiano contemporaneo, entrati in contatto durante le riprese del documentario “A quattro mani” (Minimum Fax Media 2007), uniscono le forze e regalano ai lettori una storia che vede protagonisti i loro personaggi di maggior successo. A metterli in contatto è un insolito omicidio in cui la vittima viene ritrovata con un pesciolino in bocca: il caso è nelle mani di Grazia Negro, che, resasi conto di non trovarsi di fronte a un delitto di ordinaria amministrazione, chiede aiuto al collega siciliano. Un romanzo dalla struttura insolita e non convenzionale: un collage di lettere, biglietti, ritagli di giornale, rapporti e verbali, “pizzini” che fanno rocambolescamente la spola fra i due detective,stimolando e accompagnando il lettore nella ricostruzione dell’indagine, che si conclude con un finale mozzafiato. Una jam session fra due narratori geniali che si divertono a far interagire il loro immaginario e il loro stile, una lettura unica per gli amanti del poliziesco e del noir. Gli autori hanno scelto di devolvere i proventi derivati dai diritti d’autore per sostenere progetti di beneficenza.

Achille e la tartaruga. Il paradosso del moto da Zenone a Einstein

Tre millenni fa Zenone di Elea costruì una serie di paradossi logici per provare l’impossibilità del movimento. In uno di essi sosteneva che se “congelassimo” una freccia in volo in un qualsiasi istante, essa apparirebbe ferma, e se è ferma in quell’istante lo sarà in qualunque istante. Il “crudele” Zenone (come lo definì Paul Valéry) decretò così la crisi di un basilare modello mentale, al quale continuiamo a fare ricorso per rappresentarci la realtà. L’Eleate, fra i primi, mise in relazione il movimento con lo spazio e il tempo, ponendo una domanda cruciale: il tempo e lo spazio sono continui come una linea ininterrotta oppure risultano dall’accostamento di un insieme di unità discrete come un filo di perle? Nessuna risposta trovata è tuttavia risolutiva. Da Galileo a Einstein, dal piano coordinato di Cartesio all’iperspazio di Calabi, la definizione dell’essenza del movimento ha acceso l’interesse di generazioni di “filosofi naturali”, che, con tenacia, hanno provato a colmare il divario tra i loro modelli matematici e la tessitura della realtà. Un problema che il calcolo infinitesimale sembrava avere risolto, ma che nel XX secolo venne riformulato alla luce del dualismo onda-particella e che la fisica del XXI secolo – in particolare la teoria delle stringhe – potrebbe ridefinire dalle fondamenta.
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Accoppiamenti giudiziosi

Ha scritto Gianfranco Contini, uno dei massimi critici del Novecento: “Almeno l'”Adalgisa”, le “Novelle” o “Accoppiamenti giudiziosi” e il “Pasticciaio” appartengono al canone delle letture indispensabili per un italiano aggiornato all’arte del suo tempo”. Che “Accoppiamenti giudiziosi” figuri in questo canone, a scapito persine della “Cognizione del dolore”, non stupisce: i diciannove, temerari ‘racconti’ radunati da Gadda nel 1963 attraversano l’intera sua attività di narratore, e ne offrono la più autentica essenza. Tanto più che Gadda non ha esitato a includervi frammenti di romanzi, quasi a segnalare che questo libro è anche una insostituibile autoantologia. Dove spiccano i frutti urticanti dei suoi furori contro la “città della saggezza moraleggiante … e stentatamente grammaticante ” – fiammate di odio che gli facevano dire: “Vorrei essere il Robespierre della borghesia milanese: ma non ne vale la pena”. La satira, di irresistibile comicità, divampa come un rogo, riducendo in cenere moralismo benpensante, logica di casta, incrollabili certezze e virtù, e mettendo in fuga dame imperiose e impettite contro i “calamitosi tempi”, professori stolidi e reboanti, apoplettici commendatori “mecenatoidi” serissimi e operosi professionisti che nella famiglia e nel lavoro trovano le “soddisfazioni” più alte, industriali ossessionati dalla salvaguardia della loro “propria privata privatissima personale proprietà”.
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Acciaio contro acciaio

Le strade roventi popolate da orde di mendicanti, da cortei funebri, da bande militari tedesche che incedono con grande strepito, dai temuti Ussari della morte che sfilano in tutto il loro minaccioso splendore, da individui affamati e senza casa che si aggirano con espressione apatica, indifferente. Il gigantesco cantiere sulla Vistola dove gli operai – russi, ebrei e polacchi – si sfiancano assonnati e indolenziti, perennemente sovrastati dal fragore delle onde, dal rombo dei macchinari, dal ruggito delle voci che sbraitano in varie lingue. È la Varsavia che accoglie Binyamin Lerner, reduce da nove mesi sul fronte galiziano nella fanteria dello zar. E più che mai deciso a sopravvivere, anche a prezzo della diserzione, a conquistare il suo destino in un mondo divelto dalle fondamenta: a contrastare, acciaio contro acciaio, l’inesorabile violenza della Storia. Una violenza che Singer ha vissuto sulla propria pelle e nella quale – mentre seguiamo Binyamin dal vertiginoso caos di Varsavia a una comune agricola in Polesia e infine a Pietroburgo, cuore della Rivoluzione – ci sprofonda, letteralmente, con la prodigiosa maestria che i molti lettori della “Famiglia Karnowski” hanno imparato a conoscere.
(source: Bol.com)

Acciaio contro acciaio

Le strade roventi popolate da orde di mendicanti, da cortei funebri, da bande militari tedesche che incedono con grande strepito, dai temuti Ussari della morte che sfilano in tutto il loro minaccioso splendore, da individui affamati e senza casa che si aggirano con espressione apatica, indifferente. Il gigantesco cantiere sulla Vistola dove gli operai – russi, ebrei e polacchi – si sfiancano assonnati e indolenziti, perennemente sovrastati dal fragore delle onde, dal rombo dei macchinari, dal ruggito delle voci che sbraitano in varie lingue. È la Varsavia che accoglie Binyamin Lerner, reduce da nove mesi sul fronte galiziano nella fanteria dello zar. E più che mai deciso a sopravvivere, anche a prezzo della diserzione, a conquistare il suo destino in un mondo divelto dalle fondamenta: a contrastare, acciaio contro acciaio, l’inesorabile violenza della Storia. Una violenza che Singer ha vissuto sulla propria pelle e nella quale – mentre seguiamo Binyamin dal vertiginoso caos di Varsavia a una comune agricola in Polesia e infine a Pietroburgo, cuore della Rivoluzione – ci sprofonda, letteralmente, con la prodigiosa maestria che i molti lettori della “Famiglia Karnowski” hanno imparato a conoscere.
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### Sinossi
Le strade roventi popolate da orde di mendicanti, da cortei funebri, da bande militari tedesche che incedono con grande strepito, dai temuti Ussari della morte che sfilano in tutto il loro minaccioso splendore, da individui affamati e senza casa che si aggirano con espressione apatica, indifferente. Il gigantesco cantiere sulla Vistola dove gli operai – russi, ebrei e polacchi – si sfiancano assonnati e indolenziti, perennemente sovrastati dal fragore delle onde, dal rombo dei macchinari, dal ruggito delle voci che sbraitano in varie lingue. È la Varsavia che accoglie Binyamin Lerner, reduce da nove mesi sul fronte galiziano nella fanteria dello zar. E più che mai deciso a sopravvivere, anche a prezzo della diserzione, a conquistare il suo destino in un mondo divelto dalle fondamenta: a contrastare, acciaio contro acciaio, l’inesorabile violenza della Storia. Una violenza che Singer ha vissuto sulla propria pelle e nella quale – mentre seguiamo Binyamin dal vertiginoso caos di Varsavia a una comune agricola in Polesia e infine a Pietroburgo, cuore della Rivoluzione – ci sprofonda, letteralmente, con la prodigiosa maestria che i molti lettori della “Famiglia Karnowski” hanno imparato a conoscere.

L’acchiappasogni

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Tempo fa, a Derry, la città del terrore di It e Insomnia, quattro ragazzini coraggiosi compirono una buona azione. Che li trasformò per sempre. Da grandi, Henry, Jonesy, Beav e Pete hanno preso strade diverse, ma due cose hanno mantenuto un richiamo irresistibile: una è il legame con il bambino molto, molto particolare che aiutarono quel giorno lontano e l’altra è la fantastica battuta di caccia al cervo che ogni anno li riunisce nel Maine, là nella baita dove ondeggia quel curioso oggetto indiano chiamato acchiappasogni. Però stavolta li aspetta una brutta avventura: il cielo promette ben peggio di una forte nevicata e nel folto si aggira qualcuno, qualcosa, che amerebbe tanto abitare sulla Terra.

Accettazione

Accettazione by Jeff VanderMeer
Dopo che, al termine di *Autorità,* il confine dell’Area X ha iniziato improvvisamente a espandersi e inghiottire ogni cosa nella sua avanzata, a cominciare dalla sede della Southern Reach, la situazione sulla «costa dimenticata» sta precipitando. Controllo, aiutato dalla misteriosa creatura che ha le fattezze e i ricordi della biologa e si fa chiamare Uccello Fantasma, si inoltra nel cuore dell’Area X, verso il faro da cui ogni cosa sembra essere partita. Sembra che tutti i personaggi della trilogia dell’Area X in qualche momento della loro vita abbiano visitato il faro. Verremo cosí a conoscenza della storia del suo guardiano, un uomo tormentato, con un passato di predicatore e troppi, forse ingiustificati, sensi di colpa, che proprio al faro pare aver riconquistato una qualche forma di pur precaria serenità. Anche grazie all’amicizia di una bambina dei dintorni, Gloria, con cui stabilisce un legame profondo, una relazione che saprà sopravvivere ai cataclismi successivi all’«evento». Ma veramente la Southern Reach è stata creata dopo l’evento che ha generato l’Area X o esisteva da molto, molto prima? E, soprattutto, chi ha innescato il processo che ha dato vita all’Area X e perché? Forse già ora, in qualche angolo del pianeta, un’«anomalia» dall’origine sconosciuta sta alterando la realtà in modi cosí sottili che probabilmente passerebbero inosservati. Oppure, sembra dirci Jeff VanderMeer, l’Area X è già dentro di noi, è un qualche seme gettato nel nostro passato – un silenzio, un rimpianto, un dolore soffocato, un amore mai dimenticato – che cresce e ci altera, ci trasforma in modi che non sempre siamo pronti ad accettare. O, invece, l’Area X è il totalmente altro, qualcosa di cosí lontano dall’esperienza umana da apparire alieno, incomprensibile, terribile anche quando persegue scopi tutt’altro che distruttivi? Non è di risposte che abbiamo bisogno oggi, ma di nuove e piú giuste domande. Con *Accettazione *VanderMeer porta a compimento il grandioso affresco iniziato con *Annientamento* e *Autorità,* una creazione potente e di straordinaria forza immaginativa salutata come il nuovo classico della letteratura fantastica.
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«VanderMeer stupisce per la profondità con cui tratta una storia d’amore come se fosse un territorio contaminato dal mistero. L’area X non è solo lo spazio di crisi tra l’umanità e i suoi eccessi, ma è anche il nebuloso territorio della relazione tra un uomo e una donna».
**Michela Murgia **

Accanto a te (I Romanzi Emozioni)

Quando Lucy Sheridan arriva a Summer River, dopo molti anni dall’ultima visita a sua zia Sara, scopre che la tranquilla cittadina che conosceva è profondamente cambiata: quell’angolo dell’entroterra californiano è diventato un’elegante località di campagna con vigneti e cantine raffinate. Lucy è lì per occuparsi della vendita della casa della zia, morta in un incidente stradale. Ma il ritorno a Summer River la mette di fronte ai misteri irrisolti del passato e alle persone che ne hanno fatto parte. Primo fra tutti, Mason Fletcher, il ragazzo che tredici anni prima aveva segnato la sua estate a Summer River e che ora le offre il suo aiuto, scoprendo insieme a lei un futuro per il suo cuore…
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### Sinossi
Quando Lucy Sheridan arriva a Summer River, dopo molti anni dall’ultima visita a sua zia Sara, scopre che la tranquilla cittadina che conosceva è profondamente cambiata: quell’angolo dell’entroterra californiano è diventato un’elegante località di campagna con vigneti e cantine raffinate. Lucy è lì per occuparsi della vendita della casa della zia, morta in un incidente stradale. Ma il ritorno a Summer River la mette di fronte ai misteri irrisolti del passato e alle persone che ne hanno fatto parte. Primo fra tutti, Mason Fletcher, il ragazzo che tredici anni prima aveva segnato la sua estate a Summer River e che ora le offre il suo aiuto, scoprendo insieme a lei un futuro per il suo cuore…

Accanto a te

Quando Lucy Sheridan arriva a Summer River, dopo molti anni dall’ultima visita a sua zia Sara, scopre che la tranquilla cittadina che conosceva è profondamente cambiata: quell’angolo dell’entroterra californiano è diventato un’elegante località di campagna con vigneti e cantine raffinate. Lucy è lì per occuparsi della vendita della casa della zia, morta in un incidente stradale. Ma il ritorno a Summer River la mette di fronte ai misteri irrisolti del passato e alle persone che ne hanno fatto parte. Primo fra tutti, Mason Fletcher, il ragazzo che tredici anni prima aveva segnato la sua estate a Summer River e che ora le offre il suo aiuto, scoprendo insieme a lei un futuro per il suo cuore…

L’accademia dei vampiri

Lissa Dragomir, principessa Moroi, vampiro mortale, dev’essere protetta a tempo pieno dalle minacce degli Strigoi, i vampiri più pericolosi, quelli che non muoiono mai. La sua migliore amica e custode, Rose, è una Dhampir, un incrocio fra vampiro e umano. Rose e Lissa, dopo due anni di fuga dal loro mondo per assaggiare un po’ di realtà, vengono intercettate e riportate a St. Vladimir’s, l’Accademia dei Vampiri in cui studiano. Quando ci riescono: perché tra balli e innamoramenti, flirt con i più anziani, fascinosi tutor e conflitti sempre aperti con gli insidiosi Strigoi hanno pochissimo tempo per pensare ai libri.
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Accadde una notte d’estate

I colori intensi del mare siciliano, i suoni esotici del dialetto, il gusto delle granite al limone, il profumo di libri sfogliati e riletti all’infinito. È questo il mondo di Eva Catalano, la *chiù bedda fimmina* di San Saba, che tutti in paese conoscono.
La tranquilla esistenza di Eva è fatta anche e soprattutto di parole: le scrive nei romanzi che sogna di pubblicare, le compone nelle canzoni in dialetto dei Dintra ’u Focu, le custodisce nel fondo della propria anima e a volte fanno male. Quel dolore nasce dal passato e si chiama Massimo De Santis: amico di infanzia e compagno di ogni estate, il suo primo amore, uscito ormai dalla sua vita da oltre dieci anni.
Un giorno Massimo riappare: il ricordo di un bacio sarà sufficiente a riallacciare i sottili fili del loro legame?
Rosy Milicia ci regala un appassionante romanzo che ha il profumo dolce di una *stranizza d’amuri*: un incredibile viaggio delle seconde opportunità, un’irresistibile forza che presto coinvolgerà vecchi e nuovi amici… Ne nasceranno altre emozionanti storie d’amore?
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### Sinossi
I colori intensi del mare siciliano, i suoni esotici del dialetto, il gusto delle granite al limone, il profumo di libri sfogliati e riletti all’infinito. È questo il mondo di Eva Catalano, la *chiù bedda fimmina* di San Saba, che tutti in paese conoscono.
La tranquilla esistenza di Eva è fatta anche e soprattutto di parole: le scrive nei romanzi che sogna di pubblicare, le compone nelle canzoni in dialetto dei Dintra ’u Focu, le custodisce nel fondo della propria anima e a volte fanno male. Quel dolore nasce dal passato e si chiama Massimo De Santis: amico di infanzia e compagno di ogni estate, il suo primo amore, uscito ormai dalla sua vita da oltre dieci anni.
Un giorno Massimo riappare: il ricordo di un bacio sarà sufficiente a riallacciare i sottili fili del loro legame?
Rosy Milicia ci regala un appassionante romanzo che ha il profumo dolce di una *stranizza d’amuri*: un incredibile viaggio delle seconde opportunità, un’irresistibile forza che presto coinvolgerà vecchi e nuovi amici… Ne nasceranno altre emozionanti storie d’amore?
### L’autore
Rosy Milicia è una giovane siciliana che studia giornalismo e “da grande” vuole fare la scrittrice. Crede nei sogni e nella forza di volontà, divora parole, ama i libri dal retrogusto nostalgico e si sente una giapponese mancata. Quando non si allena, si dedica al suo blog letterario: il *Dragonfly*. *Accadde una notte d’estate*, il suo primo romanzo con Amazon Publishing, “ha il sapore della vita bella” (Amabile Giusti).

Accadde una notte

Che cosa succederebbe se quattro autrici fossero invitate a scrivere ognuna un romanzo breve per un’antologia e tutte e quattro partissero da un identico impianto narrativo iniziale? Un disastro, direte. E se invece questo fosse voluto? Se le quattro scrittrici avessero acconsentito fin dal principio a usare un certo schema comune e poi avessero proceduto sviluppando le loro storie senza più consultarsi? Una follia, vero? Tutti i romanzi risulterebbero fondamentalmente uguali. Ma sarebbe proprio così? Da anni sono convinta che l’immaginazione, la voce, lo stile e la visione della vita di ciascuna autrice garantirebbero in ogni caso una storia del tutto unica e originale, indipendentemente dalla base comune di partenza. Mi interessava mettere alla prova questa mia teoria, ma fino a poco tempo fa non ero riuscita a coinvolgere nessuno in questo esperimento. Poi un giorno, durante un giro promozionale a cui partecipavo con numerosi altri autori, ho accennato en passant quest’idea a Candice Hern e a Jacquie D’Alessandro, che ne sono state immediatamente entusiaste, e per tutto il lungo tragitto in autobus da Chicago a Detroit non abbiamo fatto che parlare di questo. Eravamo decise a provare. Ma eravamo anche convinte che fosse necessario avere con noi una quarta collaboratrice. Candice aveva per caso con sé l’indirizzo e-mail di Stephanie Laurens, e dal momento che il suo nome era il primo della lista che avevamo stilato, le abbiamo scritto, ricevendo quasi istantaneamente la sua adesione, nonostante la differenza di fuso orario tra Detroit e la località dove abita lei, in Australia. Anche i nostri agenti sono stati entusiasti dell’idea, e così pure la casa editrice Avon. Ecco com’è nata quest’antologia di quattro romanzi brevi con la stessa trama! A voi il giudizio. Vi sembrano così simili che dopo averne letto uno è come se li aveste letti tutti? O risultano così diversi e affascinanti come le quattro stagioni in cui sono ambientati? Il canovaccio della trama è questo: un uomo e una donna che da dieci anni non si vedevano né avevano sentito parlare l’uno dell’altra s’incontrano nuovamente in una locanda, nella quale si trovano ad alloggiare per un periodo di ventiquattro ore. Per far sì che l’esperimento risultasse valido non abbiamo discusso minimamente delle rispettive storie mentre le scrivevamo. L’unico vincolo imposto preventivamente era di utilizzare ognuna una stagione dell’anno diversa, dal momento che le stagioni sono quattro come lo eravamo noi. E adesso gustatevi questi quattro romanzi brevi molto diversi tra loro… anche se per certi versi si tratta dello stesso romanzo. Giusto? O sbagliato? Mary Balog

Accadde a Parigi

Nella città dell’amore con l’uomo dei suoi sogni.
Quando non si vede la via d’uscita, ogni problema sembra insormontabile. A volte, però, basta un’occhiata inaspettata, un sorriso affascinante e i colori ricominciano a splendere vividi. Brianne è molto giovane, si trova a Parigi per motivi di studio, ama passeggiare tra i corridoi del Louvre e ammirarne le straordinarie opere esposte. Pierce porta dentro il cuore un dolore intenso; i suoi occhi sono posati su un quadro, ma sono persi nel vuoto, non brillano di luce. È un attimo e i loro sguardi si incrociano. In quei pochi istanti intuiscono che qualcosa, nella loro vita, è irrimediabilmente cambiato.
E’ in una sala del Louvre, davanti a un dipinto di scuola italiana, che una studentessa dai lunghi capelli biondi nota un attraente uomo dall’aria cupa. Qual è la causa della sua tristezza?
Sconvolto per la perdita della moglie, Pierce, costruttore di piattaforme petrolifere, sta meditando il suicidio. Ma Brianne è tenera, solare e spiritosa. Troppo giovane per lui.
Pierce, dunque, non vuole avere nulla a che fare con quella ragazza. Tuttavia il destino ha deciso altrimenti: un matrimonio lampo a Las Vegas per salvarla dalle attenzioni di un arabo dai perversi appetiti, un rapimento, un intrigo internazionale e come se non bastasse…

Accadde a Hollywood

Chi di noi non ha mai sognato di incontrare il proprio divo, magari qualcuno che ha fatto parte della nostra adolescenza?
É quello che accade a Karol, ventitreenne e aspirante sceneggiatrice, che viene catapultata da un giorno all’altro nel mondo del cinema, dove si imbatte nell’attore che ha riempito i sogni della sua adolescenza.
E se William Bower non fosse come lei lo ha sin da sempre immaginato? Se si rivelasse un uomo come tutti gli altri, con le proprie debolezze e paure?
Non c’è sensazione più terribile di quella di trovarsi ad un passo dal raggiungere il proprio sogno e di sentirsi lentamente divorati dal terrore di fallire. Karol lo sa fin troppo bene, ma decide comunque di buttarsi a capofitto nell’avventura che la attende. Incontrerà William in un momento triste della sua vita, darà uno scossone alla sua esistenza, metterà il suo mondo sottosopra e farà vacillare ogni sua certezza.
Una favola moderna ambientata nella città del cinema che narra le vicende di Karol, appena laureata all’accademia cinematografica di Roma e in procinto di far decollare la sua carriera, e di William, trentacinquenne, la cui carriera è ormai in fase di declino, e che vorrebbe riallacciare i rapporti con la sua ex fidanzata, nonché madre di suo figlio … peccato che la vita ci riservi mille e più sorprese e mandi all’aria tutti i nostri piani, a volte in un modo sconvolgente e meraviglioso.
1 di 2 libri.
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GLI ACARNESI

La commedia si apre sulla Pnice, quando Diceopoli, un contadino stanco di vedere i suoi raccolti distrutti dai soldati, interviene nella corrotta assemblea dei cittadini per proporre una tregua con Sparta. Non avendo alcuna influenza sull’assemblea ateniese, il suo intervento non riesce ad ottenere nulla. Incarica quindi Anfiteo di recarsi a Sparta per stringere un accordo privato, una tregua valida per lui solo e la sua famiglia. All’assemblea intervengono gli ambasciatori dalla Persia, personificazione dei funzionari corrotti, pagati due dracme al giorno per stare mollemente sdraiati nelle loro comode tende. Non viene risparmiata neanche la guerra contro Sparta: verso la fine dell’assemblea entra in scena un gruppo di soldati Traci (l’esercito degli Odomanti), che si presentano come degli straccioni mal equipaggiati……
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### Sinossi
La commedia si apre sulla Pnice, quando Diceopoli, un contadino stanco di vedere i suoi raccolti distrutti dai soldati, interviene nella corrotta assemblea dei cittadini per proporre una tregua con Sparta. Non avendo alcuna influenza sull’assemblea ateniese, il suo intervento non riesce ad ottenere nulla. Incarica quindi Anfiteo di recarsi a Sparta per stringere un accordo privato, una tregua valida per lui solo e la sua famiglia. All’assemblea intervengono gli ambasciatori dalla Persia, personificazione dei funzionari corrotti, pagati due dracme al giorno per stare mollemente sdraiati nelle loro comode tende. Non viene risparmiata neanche la guerra contro Sparta: verso la fine dell’assemblea entra in scena un gruppo di soldati Traci (l’esercito degli Odomanti), che si presentano come degli straccioni mal equipaggiati……