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L’esorcista

Che cosa succede alla piccola Regan, trasformatasi in un mostro blasfemo che urla oscenità e frasi sconnesse? Sua madre, la famosa diva del cinema Chris MacNeil, non riesce a capirlo. Né ci riescono i medici e gli psichiatri, né la polizia. Forse solo un esorcista può dare una risposta. Ma la Chiesa impone cautela, esige prove, chiede tempo. Intanto la casa risuona di colpi, i mobili si spostano da soli, un uomo muore con il collo spezzato, il fragile corpo di Regan sembra cedere alla tempesta che lo sconquassa. E lo scontro tra l’uomo di Dio e gli spiriti del Male sembra ormai inevitabile. Scritto a partire dallo studio di un caso di possessione diabolica e pubblicato nel 1971, il romanzo richiese all’autore, William Peter Blatty, una lunga e accurata ricerca sull’argomento: «Penso che il mio inconscio, una volta accumulato tutto il materiale e la fatica necessari, abbia creato la maggior parte della trama, elargendone poco alla volta delle porzioni alla mia coscienza razionale». Il libro suscitò un certo scandalo nella critica ma ebbe da subito un impressionante successo di vendite. Considerato uno dei migliori romanzi horror mai scritti, L’esorcista, da cui è stato tratto il film horror per antonomasia, ha venduto circa sei milioni di copie ed è stato tradotto in diciotto lingue. Il 31 ottobre 2008, nel celebre sondaggio di Halloween sul cinema horror, L’esorcista è stato votato miglior film dell’orrore di tutti i tempi – seguito da Shining di Stanley Kubrick e da Alien di Ridley Scott. «Uno dei romanzi più horror di tutti i tempi». Luca Crovi «L’esorcista è superiore ai libri del suo genere quanto un’equazione di Einstein lo è paragonata alle colonne di numeri di un contabile». «The New York Times Book Review» «La verità è che non sto semplicemente leggendo un libro. È un’esperienza del tutto diversa, percorrere le pagine dell’Esorcista. Vuol dire trovarsi a tu per tu con il Male». Edoardo Nesi

L’esilio di Drizzt

Drizzt è un mitico eroe delle Lande di Ghiaccio, ed è il protagonista di una trilogia, dove l’eterno conflitto fra bene e male si concretizza nella lotta del nobile principe contro gli elfi oscuri, esseri vili e immorali che regnano sovrani nelle viscere della terra. Finalmente libero dal mondo delle tenebre, non per questo lo sventurato principe viene accolto con fiducia dagli abitanti della superficie. “L’esilio di Drizzt” narra della solitudine cui è condannato il protagonista, costretto a combattere la sua ultima e più crudele battaglia.
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Eschilo. Le tragedie

Tutto il teatro di Eschilo: Persiani, Prometeo, Sette contro Tebe, Orestea, Supplici. Miti eterni, storie immortali che sfidano ogni epoca con la loro poesia e con il loro mistero, legami inestricabili con un passato che in modo immutato ancora ci seduce e ci angoscia con i suoi enigmi. Una voce poetica, tesa e vibrante, ci canta il lutto del re di Persia sconfitto dai Greci, la disperazione di Prometeo crocifisso per amore degli uomini, la tragedia dei figli di Edipo che si uccidono in un estremo duello alla settima porta di Tebe, il delirio di Cassandra e la furia di Clitennestra uxoricida, la vendetta, la follia e l’assoluzione di Oreste per l’assassinio della madre.
(source: Bol.com)

Un’esca per l’assassino

Nella più tradizionale delle ambientazioni del mystery, la campagna inglese, avviene un omicidio che scuote una piccola e apparentemente tranquilla comunità. Una anziana signora e la sua badante vengono assassinate. È incolpato Patrick, giovane nullafacente con qualche conto in sospeso con la giustizia e una difficile situazione familiare. Le prove sono schiaccianti: le sue impronte sono dovunque, sua è l’arma del delitto e, grazie a una misteriosa soffiata, vengono ritrovati anche dei gioielli della defunta in casa sua. Tutto molto semplice, forse troppo. Così la giovane Siobhan, sua vicina e irlandese come lui, decide di far chiarezza in una vicenda che mostra subito un risvolto sociale. Patrick fa parte della comunità irlandese del villaggio, malvista da tutti. La sua incriminazione risulta così troppo comoda. E infatti la verità svelerà un nido di vipere dietro l’apparente tranquillità del villaggio.
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Eros tiranno

Prima che la frase ‘ti amo’ siglasse il rapporto sessuale, prima che eros fosse sequestrato dall’arte ed espulso dalla filosofia, prima che sul sesso scendesse l’ombra del peccato e che il peccato fosse inseguito sin nei meandri dell’intenzionalità e della fantasia, il mondo antico conosceva possibilità inesplorate, cammini interrotti, modi d’indagine e di espressione dai quali ripartire per comprendere chi siamo e dove, magari a nostra insaputa, stiamo andando. Silvia Vegetti Finzi Il desiderio, il piacere, il corpo, dal mondo greco al mondo romano, ai Padri della Chiesa: una delle studiose più note dell’antichità ci conduce con grazia nei territori della passione.

(source: Bol.com)

L’eroina di Port Arthur. Avventure russo-giapponesi (1904)

Fancelli classifica L’Eroina tra le «opere del periodo aureo, ovverossia di produzione autentica di Emilio Salgari… In questa produzione autentica io non esito, largheggiando, ad ammettere anche quella produzione degli ultimi tempi di vita dell’E.S.; di quando, cioè, esaurita la vena fantasiosa, stanche le membra, l’animo turbato dalle precarie condizioni economiche della famiglia, coatto a scrivere per un contratto ferreo che lo legava al tavolino di lavoro, il S. scriveva in modo sciatto e prolisso, ben diverso dal modo di scrivere usato nella sua età d’oro…».

Eroi dell’Olimpo – 3. Il marchio di Atena

Percy Jackson si è risvegliato alla Casa del Lupo, nel Campo dei semidei Romani, senza alcun ricordo a parte il nome di Annabeth. Proprio mentre sta andando a salvarlo, la ragazza scopre che tra Greci e Romani si sta scatenando la guerra, e a bordo della Argo II, la nave volante creata da Leo cerca di raggiungere il Campo Giove insieme a Jason e Piper. Certo il natante, che ospita a bordo un drago di bronzo sputafiamme, non ha un’aria amichevole: i Romani capiranno che la loro è una missione di pace? E la pace, quanto durerà? Atena, infatti, ha affidato ad Annabeth, sua figlia, una terribile missione: «Segui il marchio di Atena. Vendicami.» Percy si ricorderà dei suoi vecchi amici, o sarà passato dalla parte dei Romani? Il gruppo di semidei dovrà scoprirlo in un viaggio per terra e per mare alla volta della splendida e terribile Roma.
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### Sinossi
Percy Jackson si è risvegliato alla Casa del Lupo, nel Campo dei semidei Romani, senza alcun ricordo a parte il nome di Annabeth. Proprio mentre sta andando a salvarlo, la ragazza scopre che tra Greci e Romani si sta scatenando la guerra, e a bordo della Argo II, la nave volante creata da Leo cerca di raggiungere il Campo Giove insieme a Jason e Piper. Certo il natante, che ospita a bordo un drago di bronzo sputafiamme, non ha un’aria amichevole: i Romani capiranno che la loro è una missione di pace? E la pace, quanto durerà? Atena, infatti, ha affidato ad Annabeth, sua figlia, una terribile missione: «Segui il marchio di Atena. Vendicami.» Percy si ricorderà dei suoi vecchi amici, o sarà passato dalla parte dei Romani? Il gruppo di semidei dovrà scoprirlo in un viaggio per terra e per mare alla volta della splendida e terribile Roma.

Eroe della galassia

Nota: prima parte di “Once a hero”, la seconda è in “[La minaccia dell’orda](https://www.goodreads.com/book/show/15785772.La_minaccia_dell_orda “La minaccia dell’orda”)”
La sottufficiale Esmay Suiza si è distinta nello spazio un sola volta, salvando un’astronave della Flotta da un disastroso ammutinamento. Ma non tutti sono concordi al riguardo: c’è anche chi insinua che Esmay abbia partecipato al complotto e cerchi di trarne un vantaggio personale. La corte marziale è inevitabile, come pure un temporaneo esilio sul pianeta in cui è nata. Esmay, però, sente il richiamo dello spazio e dei nuovi pericoli che attendono la Flotta fra le stelle. Per questo decide di lasciare il suo mondo e tornare alle astronavi, al grande balzo che porta nella galassia
Copertina di Franco Brambilla

Ero Amelia Earhart

“Questo romanzo evoca lo spirito di un personaggio mitico e si presenta come una potente opera di immaginazione!” The New York Times. “Per quanto ricordava, aveva sempre desiderato essere un’eroina.” È l’inizio di questo lirico romanzo, ricostruzione delle imprese di un’aviatrice degli anni trenta, Amelia Earhart. Questa donna, che ha compiuto la trasvolata in solitario dell’Atlantico, che vede gli aerei come “veicoli per sognare, sinuosi, virili e femminili al tempo stesso”, maestosi “vascelli che portano il futuro”, ha l’audacia di tentare il giro del mondo. Ma l’organizzatore del viaggio, il marito C.P. Putnam, che lei ama certo molto meno di quanto ami la pura vastità del cielo, ha assoldato un navigatore di quart’ordine: Fred Noonan, avventuriero alcolizzato e misantropo. La radio, poi, funziona male e gli strumenti di bordo non sono stati regolati: è inevitabile un atterraggio di fortuna su un isolotto disabitato, al largo delle coste della Nuova Guinea. Qui Amelia e Fred si accingono alla dura lotta per la sopravvivenza. E la vicinanza forzata avrà conseguenze inattese… Felicemente memore delle grandi e libere avventure di cielo, aria e nuvole di un Saint-Exupéry, questo libro che ha venduto negli Stati Uniti più di 200.000 copie – esplora la psicologia femminile nella sua tensione verso la libertà.
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L’ermellino di porpora

Villecomte, Borgogna. Il cadavere di una giovane donna, Juliette Robin, affonda tra le lenzuola insanguinate del proprio letto: il ventre è stato squarciato, decine di colpi di martello le sono stati inflitti sul viso. I sospetti cadono inizialmente sul marito, Pierre Robin, un avvocato piuttosto rinomato nella regione. C’è un elemento inspiegabile che aggrava la posizione dell’uomo: incredibilmente, dopo cinque anni di matrimonio, la vittima era ancora vergine. Polizia e tribunale sono costretti a collaborare, in un ginepraio di scontri e veleni, nel tentativo di dimostrarne la colpevolezza. Il procuratore incarica dell’inchiesta il commissario Baudry, un poliziotto all’antica, ruvido e scaltro, che inizia a indagare nella vita della coppia. Ma, nel frattempo, le piste si moltiplicano: sette anni prima è stato compiuto un altro terribile omicidio, il cadavere mutilato di una quindicenne è stato ritrovato nei pressi di un paese vicino. I due crimini portano forse la stessa firma, e l’assassino potrebbe colpire di nuovo…La scrittura misurata e solida, l’accurato ritratto di una provincia che amplifica e inasprisce inimicizie e frustrazioni, la caustica ricostruzione dei rapporti di potere che oppongono autorità giudiziaria e forze dell’ordine, e un intrigo che sfida il lettore a ogni svolta investigativa candidano l’esordio di Pierre Borromée a divenire un classico del noir francese contemporaneo.

(source: Bol.com)

L’eredità Ferramonti

Pubblicato con successo nel 1883, “L’eredità Ferramonti” è unanimemente ritenuto il capolavoro di Gaetano Carlo Chelli, ritrattista impietoso della “terza Roma” nell’Italia unita, la fervida neocapitale “bizantina” infettata dal malcostume, dalla mancanza di scrupoli, dagli scandali e da immoralità di ogni tipo. Nel solco della tradizione verista, il romanzo narra la saga di una famiglia di ambiziosi bottegai (in cui spicca la figura di Irene, donna avida e ostinata) che mescola le proprie corruzioni private a quelle degli ambienti politici e finanziari della Roma umbertina, ponendo dinanzi agli occhi del lettore scene e personaggi di sconcertante attualità, inquietanti anticipatori del degrado politico e sociale giunto fino ai nostri giorni. Riscoperto, a poco meno di un secolo dalla prima pubblicazione, nella collana einaudiana “Centopagine” diretta da Calvino, il libro conobbe una nuova, inaspettata popolarità anche grazie al film che nel 1976 ne trasse Mauro Bolognini. Introduzione di Riccardo Reim.
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### Sinossi
Pubblicato con successo nel 1883, “L’eredità Ferramonti” è unanimemente ritenuto il capolavoro di Gaetano Carlo Chelli, ritrattista impietoso della “terza Roma” nell’Italia unita, la fervida neocapitale “bizantina” infettata dal malcostume, dalla mancanza di scrupoli, dagli scandali e da immoralità di ogni tipo. Nel solco della tradizione verista, il romanzo narra la saga di una famiglia di ambiziosi bottegai (in cui spicca la figura di Irene, donna avida e ostinata) che mescola le proprie corruzioni private a quelle degli ambienti politici e finanziari della Roma umbertina, ponendo dinanzi agli occhi del lettore scene e personaggi di sconcertante attualità, inquietanti anticipatori del degrado politico e sociale giunto fino ai nostri giorni. Riscoperto, a poco meno di un secolo dalla prima pubblicazione, nella collana einaudiana “Centopagine” diretta da Calvino, il libro conobbe una nuova, inaspettata popolarità anche grazie al film che nel 1976 ne trasse Mauro Bolognini. Introduzione di Riccardo Reim.

L’eredità di Thuban

Sofia guarda Roma attraverso il cancello dell’istituto dove è cresciuta e pensa che ormai non verrà più adottata da nessuno. La vita all’orfanotrofio le sembra un libro in cui la stessa pagina si ripete all’infinito, fino a quando un giorno un professore di antropologia non la prende con sé. Sarà lui a rivelarle che il neo sulla sua fronte è il segno che in lei dimora lo spirito del drago Thuban. Tremila anni fa questa potentissima creatura sconfisse Nidhoggr, la perfida viverna che voleva distruggere l’Albero del Mondo e alterare per sempre l’equilibrio della Natura. Thuban lo imprigionò nelle viscere della Terra, ma il sigillo è sempre più debole: nutrendosi della rabbia e della stupidità degli uomini, e servendosi di feroci emissari, Nidhoggr sta per tornare. Tocca a Sofia e agli altri prescelti fermarlo nell’ultima, definitiva battaglia. La ragazza drago deve solo scegliere di credere al suo dono. Età di lettura: da 12 anni.
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