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Cuore cremisi

Max è andato via, ma Giulia ricorda poco di lui. Non sa di averlo amato moltissimo, ignora che fosse un vampiro, e gli straordinari eventi vissuti l’estate prima sono scomparsi dalla sua memoria. Perciò, quando si trasferisce a Roma per frequentare l’università, a tutto pensa fuorché all’affascinante mascalzone che le ha fatto battere il cuore. Anche perché all’orizzonte si profila un sentimento inatteso per un nuovo ragazzo non meno attraente e misterioso.
Ma nulla nella sua vita è destinato alla normalità. A un certo punto intorno a lei cominciano ad accadere cose incomprensibili. Qualcuno la osserva, la spia, la pedina. La sua vita è nuovamente in pericolo.
Potrà un nuovo amore rivaleggiare con quello del passato?
E chi vuole farle del male?
Perché si sente come se fosse una preda?
Il mondo oscuro raccontato in “Cuore nero” ritorna in una storia avventurosa, ricca di colpi di scena, piena di tenerezza e passione, con una protagonista caparbia, senza peli sulla lingua, pronta a tutto pur di non permettere più a nessuno di privarla dei ricordi e della speranza.
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### Sinossi
Max è andato via, ma Giulia ricorda poco di lui. Non sa di averlo amato moltissimo, ignora che fosse un vampiro, e gli straordinari eventi vissuti l’estate prima sono scomparsi dalla sua memoria. Perciò, quando si trasferisce a Roma per frequentare l’università, a tutto pensa fuorché all’affascinante mascalzone che le ha fatto battere il cuore. Anche perché all’orizzonte si profila un sentimento inatteso per un nuovo ragazzo non meno attraente e misterioso.
Ma nulla nella sua vita è destinato alla normalità. A un certo punto intorno a lei cominciano ad accadere cose incomprensibili. Qualcuno la osserva, la spia, la pedina. La sua vita è nuovamente in pericolo.
Potrà un nuovo amore rivaleggiare con quello del passato?
E chi vuole farle del male?
Perché si sente come se fosse una preda?
Il mondo oscuro raccontato in “Cuore nero” ritorna in una storia avventurosa, ricca di colpi di scena, piena di tenerezza e passione, con una protagonista caparbia, senza peli sulla lingua, pronta a tutto pur di non permettere più a nessuno di privarla dei ricordi e della speranza.

Cultura generale For Dummies

Orientarsi nel mondo non è facile. Ogni oggetto, ogni evento è carico di storia e di significati che in gran parte dipendono dalla nostra cultura: ce ne rendiamo conto leggendo un articolo di giornale, un libro o un blog, quando certi riferimenti o certe allusioni ci lasciano sorpresi o perplessi. Date, nomi, concetti chiave che hanno cercato di inculcarci ai tempi della scuola non servono solo per risolvere le parole crociate: sono strumenti di orientamento per riuscire a collocare le informazioni al posto giusto ed esercitare il proprio senso critico. Avere queste informazioni a portata di mano è come avere una mappa per girare in città senza perdersi. Ma un libro è anche un racconto: e magari si potrebbe scoprire che certe materie non erano poi così noiose come sembravano, soprattutto se narrate in un forma divertente e alla portata di tutti!
L’8 dicembre 2009, durante una trasmissione tv, l’allora Ministro del Turismo dichiarava che la ripresa della Prima della Scala era stata trasmessa in ben 250 Paesi. Peccato che in quell’anno i Paesi ufficialmente riconosciuti fossero solo 194…
In un mondo in cui la comunicazione è sempre più ricca nelle sue forme, veloce e globalizzata, è avvantaggiato non tanto chi sa molte cose (non si può comunque mai sapere tutto), ma chi sa inquadrarle al meglio: la cultura generale è strumento fondamentale per riuscire a collocare le informazioni al posto giusto ed esercitare il proprio senso critico. Questo volume vuole offrire, nella forma più semplice e alla portata di tutti, quella “cultura generale” che può essere più utile per muoversi nel mondo contemporaneo.
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### Sinossi
Orientarsi nel mondo non è facile. Ogni oggetto, ogni evento è carico di storia e di significati che in gran parte dipendono dalla nostra cultura: ce ne rendiamo conto leggendo un articolo di giornale, un libro o un blog, quando certi riferimenti o certe allusioni ci lasciano sorpresi o perplessi. Date, nomi, concetti chiave che hanno cercato di inculcarci ai tempi della scuola non servono solo per risolvere le parole crociate: sono strumenti di orientamento per riuscire a collocare le informazioni al posto giusto ed esercitare il proprio senso critico. Avere queste informazioni a portata di mano è come avere una mappa per girare in città senza perdersi. Ma un libro è anche un racconto: e magari si potrebbe scoprire che certe materie non erano poi così noiose come sembravano, soprattutto se narrate in un forma divertente e alla portata di tutti!
L’8 dicembre 2009, durante una trasmissione tv, l’allora Ministro del Turismo dichiarava che la ripresa della Prima della Scala era stata trasmessa in ben 250 Paesi. Peccato che in quell’anno i Paesi ufficialmente riconosciuti fossero solo 194…
In un mondo in cui la comunicazione è sempre più ricca nelle sue forme, veloce e globalizzata, è avvantaggiato non tanto chi sa molte cose (non si può comunque mai sapere tutto), ma chi sa inquadrarle al meglio: la cultura generale è strumento fondamentale per riuscire a collocare le informazioni al posto giusto ed esercitare il proprio senso critico. Questo volume vuole offrire, nella forma più semplice e alla portata di tutti, quella “cultura generale” che può essere più utile per muoversi nel mondo contemporaneo.
### Dalla seconda/terza di copertina
Virginio B. Sala, laurea in filosofia, ha lavorato in campo editoriale per oltre quarant’anni, occupandosi soprattutto di scienza e tecnologia, ma anche di musica.

cultura di destra

“Che cosa vuol dire cultura di destra?”, chiede un intervistatore a Furio Jesi nel 1979. È “la cultura entro la quale il passato è una sorta di pappa omogeneizzata che si può modellare nel modo piú utile, in cui si dichiara che esistono valori non discutibili, indicati da parole con l’iniziale maiuscola”. Originale mitologo della modernità, Jesi dedica gli studi qui raccolti a individuare le matrici sotterranee, il linguaggio e le manifestazioni delle “idee senza parole” della cultura di destra otto-novecentesca; e lo fa smascherandone i luoghi comuni, le formule e le parole d’ordine che alludono a un nucleo mitico profondo e inconoscibile, ma fondante e modellante, cui fanno riferimento i principi ricorrenti di Tradizione, Passato, Razza, Origine, Sacro. Un “vuoto” da riempire di materiali mitologici, manipolati dalla propaganda politica di destra per legittimare il suo potere e gli ordinamenti sociali dominanti. Da questa prospettiva, Jesi indaga gli apparati linguistici e iconici sottesi al fascismo e al neofascismo, al nazismo e al razzismo, penetra nelle pieghe dell’esoterismo di Julius Evola e del lusso retorico dannunziano, attraversa le pagine di Liala e Pirandello.Questa nuova edizione di un libro ancora attualissimo è corredata da tre inediti e un’intervista.

(source: Bol.com)

cultura di destra

“Che cosa vuol dire cultura di destra?”, chiede un intervistatore a Furio Jesi nel 1979. È “la cultura entro la quale il passato è una sorta di pappa omogeneizzata che si può modellare nel modo piú utile, in cui si dichiara che esistono valori non discutibili, indicati da parole con l’iniziale maiuscola”. Originale mitologo della modernità, Jesi dedica gli studi qui raccolti a individuare le matrici sotterranee, il linguaggio e le manifestazioni delle “idee senza parole” della cultura di destra otto-novecentesca; e lo fa smascherandone i luoghi comuni, le formule e le parole d’ordine che alludono a un nucleo mitico profondo e inconoscibile, ma fondante e modellante, cui fanno riferimento i principi ricorrenti di Tradizione, Passato, Razza, Origine, Sacro. Un “vuoto” da riempire di materiali mitologici, manipolati dalla propaganda politica di destra per legittimare il suo potere e gli ordinamenti sociali dominanti. Da questa prospettiva, Jesi indaga gli apparati linguistici e iconici sottesi al fascismo e al neofascismo, al nazismo e al razzismo, penetra nelle pieghe dell’esoterismo di Julius Evola e del lusso retorico dannunziano, attraversa le pagine di Liala e Pirandello.Questa nuova edizione di un libro ancora attualissimo è corredata da tre inediti e un’intervista.
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### Sinossi
“Che cosa vuol dire cultura di destra?”, chiede un intervistatore a Furio Jesi nel 1979. È “la cultura entro la quale il passato è una sorta di pappa omogeneizzata che si può modellare nel modo piú utile, in cui si dichiara che esistono valori non discutibili, indicati da parole con l’iniziale maiuscola”. Originale mitologo della modernità, Jesi dedica gli studi qui raccolti a individuare le matrici sotterranee, il linguaggio e le manifestazioni delle “idee senza parole” della cultura di destra otto-novecentesca; e lo fa smascherandone i luoghi comuni, le formule e le parole d’ordine che alludono a un nucleo mitico profondo e inconoscibile, ma fondante e modellante, cui fanno riferimento i principi ricorrenti di Tradizione, Passato, Razza, Origine, Sacro. Un “vuoto” da riempire di materiali mitologici, manipolati dalla propaganda politica di destra per legittimare il suo potere e gli ordinamenti sociali dominanti. Da questa prospettiva, Jesi indaga gli apparati linguistici e iconici sottesi al fascismo e al neofascismo, al nazismo e al razzismo, penetra nelle pieghe dell’esoterismo di Julius Evola e del lusso retorico dannunziano, attraversa le pagine di Liala e Pirandello.Questa nuova edizione di un libro ancora attualissimo è corredata da tre inediti e un’intervista.

Cucinare Un Orso

Corre l’anno 1852 e nel profondo nord della Svezia tuona la parola di Læstadius, carismatico pastore di origini sami che ha fondato un rivoluzionario movimento spirituale in lotta con le autorità libertine del distretto. Al suo fianco Jussi, un ragazzo lappone dal tragico passato che lui ha accolto e istruito come un figlio ma che tutti chiamano con timore e disprezzo noaidi, lo sciamano. La tensione tra il pastore e i suoi nemici sale quando una giovane serva viene trovata morta nella foresta. Il giudice Brahe dichiara subito che è stato un orso, ma Læstadius, che è anche un esperto botanico, abituato a osservare i più minuziosi dettagli del paesaggio, trova diverse tracce riconducibili a un assassino. Uomo di fede e di ragione, letterato e biologo teso a indagare la natura quanto l’anima per elevare lo spirito umano, il predicatore si fa ingegnoso detective per ricercare la verità, mentre il male che vi si annida travolge sempre più Jussi – il diverso, l’indifeso, il capro espiatorio designato – facendo vacillare ogni fiducia nella giustizia umana e divina. Le atmosfere del Nome della rosa rivivono in questo romanzo ispirato da un personaggio storico che attraverso l’istruzione e il potere della parola scritta ha cercato di dare voce e riscatto alla bistrattata minoranza sami. Visionario, crudo, lirico, pulp, con fulminanti incursioni nel sapere scientifico ottocentesco e nell’estasi mistica, Cucinare un orso ci irretisce in un universo narrativo tanto audace quanto capace di proiettarci nel cuore vivo di un’epoca e di una terra ai margini artici del mondo –eppure così vicina alla nostra – dentro una storia di irresistibile forza epica.

Cuccioli

Una neonata viene abbandonata accanto a un cassonetto della spazzatura. Una giovane domestica ucraina rimane presa in una morsa di avidità e frustrazioni. I piccoli animali randagi spariscono dalle strade. Cullata dall’aria frizzante di un giovane aprile,la città sembra accanirsi contro l’innocenza. Il compito di combattere un male piú disumano del solito tocca a una squadra di poliziotti in cui pochi credono. Li chiamano i Bastardi di Pizzofalcone.
(source: Bol.com)

Crossed: La fuga

Per Cassia Reyes le regole del gioco sono cambiate. Solo poco tempo prima, un sofisticato sistema informatico creato dalla Società ha scelto come suo promesso Xander, il suo migliore amico: doveva essere il compagno perfetto, ma una macchina non può comandare il cuore. Infatti il ragazzo che lei ama è Ky Markham, una Aberrazione, un individuo che la Società considera pericoloso e indegno di essere promesso a qualcuno. Un errore che proietta Cassia in una nuova dimensione di verità e conoscenza dove può comprendere le mancanze e i difetti del Sistema che governa le loro esistenze. Scoprendo dentro di sé una forza che non sapeva di possedere, Cassia si allontana da un destino già programmato e si mette in viaggio verso le estreme frontiere della nazione per ricongiungersi a Ky, che è stato rapito e portato nei campi di lavoro dove la Società confina coloro che non ritiene idonei. Il percorso di Cassia sarà duro e pieno di ostacoli, ma proprio quando ogni speranza di rivederlo sembra perduta verrà a sapere che Ky si è rifugiato tra i profondi canyon che circondano la Società, luoghi ancora inesplorati dove non c’è traccia di vita umana. È proprio tra quelle gole che la ragazza farà la scoperta che muterà la sua vita e le permetterà di capire che non tutto è perduto e che dentro quel mondo apparentemente immobile e perfetto c’è un seme di cambiamento e di libertà. Una ribellione sta montando, e Cassia sarà finalmente libera di scegliere.
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Cronovisore. Il nuovo mistero del Vaticano. La macchina del tempo

Per la prima volta Padre François Brune, riconosciuto esperto di transcomunicazione e di fenomeni paranonormali, rende note le confidenze che Padre Pellegrino Ernetti gli fece riguardo al progetto del «cronovisore» al quale lavorarono per anni una dozzina di scienziati, ricercatori e premi Nobel del calibro di Enrico Fermi.«Un’idea molto semplice, un po’ come l’uovo di Colombo» – rivelò a Brune il monaco benedettino che viveva presso l’abbazia di San Giorgio Maggiore a Venezia – uno strumento, simile ad un televisore, capace di produrre visioni straordinarie. Per questo e per altri oscuri motivi la sconvolgente scoperta dell’equipe di scienziati fu messa a tacere dal Vaticano e l’apparecchio venne smontato.
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Cronomacchina molto lenta

Cronomacchina molto lenta
Il dio sole
Lo sgabello di legno di stella
Agorafobia, anno 2000
Love Story programmata
L’artistica ragazza
Le barriere catastrofiche
Sogni d’immunità
L’anima nella boccia di vetro
L’occhio della rana
Una sola parola
Copertina di Karel Thole

Cròniche Epafàniche

‘La ballata più lunga e appassionata di Francesco Guccini.’ Così nel 1989 Stefano Benni salutava l’uscita di queste Cròniche epafániche: una vera e propria rivelazione, l’atto di nascita di un talentuoso scrittore fino allora conosciuto solo come insuperabile cantautore. Romanzo se non proprio autobiografico, certo di forte ispirazione autobiografica, le Cròniche riescono a restituire, nel fluire degli aneddoti e delle storie, nella lingua intessuta di termini dialettali e di colore, tutto il sapore di una mitologia di luoghi e affetti personale e familiare, senza retorica ma con toni che sanno alternare la commozione all’ironia, la rievocazione di episodi storici e la fantasia. Il racconto di un’infanzia e una giovinezza maturate in un paesaggio di mezza montagna tra Emilia e Toscana, dagli anni Quaranta in poi, veste così gli abiti dell’epica e della poesia, della cronaca picaresca e del puro divertimento, in quelle che un grande conterraneo di Guccini come Roberto Roversi ha definito ‘pagine da leggere, da vedere, da immaginare, da ascoltare’.

(source: Bol.com)

Cronache di poveri amanti

Via del Corno è troppe cose per essere solo una strada: in quei cinquanta metri privi di marciapiedi e di interesse, esclusi dal traffico e dalla curiosità, ci si può imbattere nel meglio e nel peggio del mondo, in cuori e cervelli malati di ossessioni e desideri, ma soprattutto nell’autenticità di un gruppo di persone che usa dire ”noi”. Via del Corno ”è tutta udito”, e anche quando le finestre sono chiuse, le vicende, le rivalità, gli amori di uomini e donne si intersecano, si mischiano, trapassano da muro a muro. Finché, inevitabilmente, si confondono con il secolo e i suoi eventi: il Duce, il regime, la violenza politica, la repressione. Pratolini diceva che via del Corno – e lui la conosceva bene, per averci abitato da ragazzo – era la sua Aci Trezza, la sua epica popolare. Il romanzo che le dedicò nacque mentre l’autore lavorava con Rossellini alla sceneggiatura di Paisà: aveva il cinema neorealista ”addosso” e lo trasferì su pagina, facendo della Firenze degli anni Venti l’icona indimenticabile di un mondo dolente ma vivo, dove la speranza era ancora accesa.

(source: Bol.com)

Cronache della Galassia (Fondazione – Prima Fondazione)

Avevamo annunciato che ne “I capolavori di Urania” sarebbero apparsi non soltanto romanzi già editi, ma anche opere di particolare importanza e prestigio non ancora note al pubblico italiano; “Cronache della Galassia” di Isaac Asimov ci sembra il titolo che meglio di ogni altro si presta a inaugurare la scia dei grandi inediti. Si tratta del primo romanzo di una trilogia di amplissimo respiro, che narra le vicende di uno sterminato Impero Galattico, lungo un arco di quasi un millennio. La decadenza e lo sbriciolamento dell’immensa organizzazione, il colpo di stato del geniale Hari Seldon che tenta di arginare la “crisi”, e la costituzione di due misteriose Fondazioni, destinate in un lontano futuro a ridare ordine e sicurezza all’impero. A “Cronache della Galassia”, costruita in modo da potersi leggere come un’opera a sé stante, seguiranno “Il crollo della galassia centrale” e “L’altra faccia della spirale”