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Il Tempo Per Cambiare Con La PNL

Tutti noi sappiamo dell’esistenza di persone dotate di abilità straordinarie. Di solito li chiamiamo geni. Alcuni di loro hanno meno esperienza, meno intelligenza, meno talento o meno soldi di molti altri che, invece, hanno raggiunto nello stesso campo risultati mediocri. Come è possibile? Più di vent’anni fa i fondatori della Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) hanno cercato di rispondere in modo efficace a questa domanda. Oggi, migliaia di persone in tutto il mondo utilizzano la PNL per il miglioramento e il potenziamento delle proprie risorse. Soprattutto grazie a Richard Bandler, che con la sua sorprendente creatività, il suo acutissimo senso dell’umorismo e le sue potenti abilità linguistiche, ha saputo dar vita a esperienze straordinarie. Come quella contenuta in questo libro. Un testo essenziale per chi desidera approfondire l’efficacia della PNL. Un esempio pratico del genio di Bandler. Una riserva infinita di intuizioni, ispirazioni e insegnamenti per attuare il cambiamento, attraverso: il lavoro sulle convinzioni e gli stati di coscienza; la valorizzazione del potere della risata; il controllo sull’esperienza del tempo, la chiave per un reale controllo della nostra vita.

Il tempo è un bastardo

*Il tempo è un bastardo* è un romanzo insolito, formato da una serie di racconti eterogenei per ambientazione e stile, ma collegati dal ricorrere degli stessi personaggi. Al centro ci sono Bennie Salazar, ex musicista punk e ora discografico di successo, e il suo fidatissimo braccio destro Sasha, una donna di polso ma dal passato turbolento. Le loro storie si snodano fra la San Francisco underground di fine anni Settanta e una New York prossima ventura in cui gli sms e i social network strutturano le emozioni collettive, passando per improbabili ascese sociali e matrimoni falliti, fughe adolescenziali nei bassifondi di Napoli, scommesse azzardate ma vincenti su musicisti dati troppe volte per finiti. Intorno a Bennie e Sasha si compongono le vicende delle loro famiglie, dei loro amici, dei loro mentori: una costellazione di co-protagonisti indimenticabili grazie alla quale la Egan riesce a raccontare le degenerazioni isteriche del giornalismo e dello star-system, la pericolosa meraviglia delle droghe psichedeliche, le delicate dinamiche emotive di un bambino autistico nella provincia americana del futuro. *Il tempo è un bastardo* supera con coraggio gli stereotipi della narrativa tradizionale ma resta godibile e appassionante per tutti i lettori: è un romanzo-mondo aperto alle infinite possibilità dell’esistenza e della prosa, che si è conquistato la vetta della scena letteraria americana e si avvia a diventare un caso internazionale.
Ha vinto il premio Pulitzer.

Il tempo è galantuomo

È una strana vendetta quella che Lorenzo Cicolla intende perpetrare nei confronti di Isobel per punirla di aver sposato, quattro anni prima, Jeremy, un comune amico, abbandonando lui, che l’amava tanto, all’improvviso e senza dare spiegazioni. Infatti, quando lei rimane vedova, Lorenzo accetta di acquistarne la ditta a patto che Isobel acconsenta a sposarlo. Lui non sa delle lacrime di Isobel, costretta dal ricatto a sposare Jeremy, non sa nulla della sua passata sofferenza. Ma il tempo, galantuomo come sempre, farà in modo di…

Il tempo della vendetta

Darby McCormick è uno dei migliori agenti della Scientifica di Boston. Appassionata, decisa, preparata. Anche perché, quando aveva soltanto quindici anni, è stata in balia di un feroce assassino, che ha ucciso la sua migliore amica e ha rapito un’altra ragazza, mai ritrovata. E adesso, dopo ventitre anni, il passato torna a perseguitarla: un serial killer rapisce giovani donne e le tiene segregate per mesi prima di ucciderle. E l’uomo sembra conoscere Darby molto bene, forse troppo…
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Il tempo dell’esilio

Sono passati molti anni da quando Lord Rhodry Maelwaedd, dopo aver versato sudore e sangue lungo le vie di Deverry come Daga d’Argento e mercenario disonorato, è asceso al trono di Aberwyn e ne è diventato il sovrano. Ormai non pensa più così spesso a Jill, il suo antico amore, che nel frattempo è diventata una potentissima maga, ma un giorno Jill ricompare, per chiamarlo a una importante missione, e alle responsabilità della sua eredità. Già, perché Rhodry è un mezzosangue e nelle sue vene scorre, insieme a quello umano, anche il sangue degli Elcyon Lacar, gli elfi che vivono a occidente del regno di Deverry. Aiutato anche da Salamander, il suo fratellastro elfico, e da un mago di nome Aderyn, che da tempo ha scelto di vivere in mezzo agli elfi, Rhodry dovrà scontrarsi ancora una volta con le bizzarrie del fato e cercare d’interpretare correttamente il proprio destino. Ritrovando radici che affondano nei secoli passati e legami profondi con la storia degli Elcyon Lacar, Rhodry dovrà anche scoprire quali siano gli autentici disegni di Aderyn e cosa davvero gli dèi abbiano in serbo per lui!

Il Teatro Comico

Secondo Carlo Goldoni, Il teatro comico “piuttosto che una Commedia, Prefazione può dirsi alle mie Commedie”: una specie di manifesto della riforma che ha rivoluzionato il modo di far teatro, ma anche la storia quotidiana di una compagnia coi suoi eterni problemi. Praticamente ignorato dal repertorio, il testo è diventato una specie di bandiera allorché si è celebrato il Bicentenario goldoniano. In Italia e all’estero, si è scoperto in questo lavoro una vena attuale che non solo ne rinnova la comicità, ma anticipa situazioni della nostra scena e si apparenta addirittura allo scoperchiamento della finzione operato da Pirandello. In particolare si è imposto per l’allegria comica e l’impegno entusiasta di un cast di alto livello l’allestimento curato da Maurizio Scaparro per la nascente Compagnia Italiana, che ha debuttato al Teatro Olimpico di Vicenza: il nostro volume riprende le varianti testuali di quello spettacolo con una ricca documentazione fotografica e critica e un’introduzione del regista.
“Una dissertazione per addetti ai lavori diventa lentamente e quasi inavvertitamente una storia umanissima di caratteri, dove tutti ci riconosciamo, teneramente, nei difetti e nei pregi, in un’Arca di Noè, che è locanda, palcoscenico, e laboratorio di idee; e dove domina l’inquietudine per il passaggio incerto verso il nuovo, necessario anche se ‘el sbalzo xè troppo grande”.
(dall’introduzione di Maurizio Scaparro)

Il tappeto di re Salomone

Tunnel in disuso, stazioni fantasma, incidenti misteriosi in gallerie dimenticate, strane ombre che compaiono quando tutto è ormai chiuso: è l’altra faccia della metropolitana di Londra, quella sconosciuta ai milioni di persone che ogni giorno l’affollano. Ma c’è qualcuno che la popola, che vi intreccia le proprie piccole e grandi avventure, che vi compie i propri crimini. C’è Tom, il suonatore ambulante, e Jed, che si fa vedere solo di notte, ci sono Jasper e i suoi amici che sfidano la morte sui tetti dei vagoni e Alice inseguita dai suoi ‘fantasmi’ e poi c’è Axel… Strane esistenze, quasi invisibili ai più, di individui enigmatici e solitari. Eppure qualcuno, a loro insaputa, tiene in pugno i fili dei loro destini fino a stringerli in un indissolubile nodo mortale.

Il tallone di ferro

Pubblicato nel 1907, questo romanzo di Jack London rappresenta un esempio insuperato di “fantascienza verista”: impeccabile e profetico nella sua analisi sociale e politica ma, al contempo, senza freni nell’invenzione di una realtà distopica eppure sinistramente familiare. Testo di autentica chiaroveggenza sui destini della società capitalistica, Il Tallone di Ferro è uno dei più allucinati e veridici affreschi della società dominata dal profitto, dipinta nella sua durezza senza scampo, nella sua oppressione generalizzata, nei suoi impliciti e inevitabili sbocchi di violenza e massacro. Il profeta lucido e impavido dello scarto tra le speranze dell’umanità e le condizioni in cui gli uomini si trovano a vivere è Ernest Everhard, l’eroe, il combattente per la libertà (un personaggio memorabile cui Ernesto Che Guevara deve il nome di battesimo). Il racconto della sua vita e del suo pensiero è affidato al diario dell’amata Avis, figlia viziata di una ricca famiglia borghese che apre gli occhi, attraverso l’amore per Ernest, sull’intollerabile oppressione attuata dalla classe sociale cui appartiene, fino alle estreme conseguenze. Un feroce, visionario capolavoro.
Książka ma 264 strony.

Il talismano della Villette

Parigi, febbraio 1894. È l’inverno più freddo del secolo e la città è sepolta sotto una spessa coltre di neve. Anche nella libreria Elzévir, al numero 18 di rue des Saints-Pères, l’atmosfera è glaciale. Non per colpa del clima, bensì per l’inatteso arrivo di Maurice Laumier, pittore, donnaiolo ed ex rivale in amore di Victor Legris. Questa volta, però, Maurice è venuto per chiedere aiuto: tre settimane prima, una sua cara amica è svanita nel nulla e ormai lui teme il peggio. Smanioso di gettarsi in una nuova avventura, Victor mette subito da parte i vecchi rancori e, quando il cadavere della donna viene scoperto nei pressi del dazio della Villette, si reca immediatamente sul luogo del delitto. Ed è proprio in quel quartiere popolare, girovagando fra i laboratori delle sartine e i locali insanguinati dell’enorme mattatoio di rue de Fiandre, che il libraio-investigatore s’imbatte nell’unico testimone dell’omicidio. Purtroppo i suoi ricordi sono annebbiati dall’alcol, tuttavia l’uomo gli consegna un medaglione con inciso un liocorno nero, trovato accanto alla vittima. Seguendo la pista di quello strano gioiello, Victor lascia quindi i bassifondi di Parigi per immergersi nei riti di una misteriosa società occulta, un ambiente tanto raffinato quanto pericoloso, dove gli iniziati sono disposti a tutto pur di custodire i loro segreti: perfino a uccidere…
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Il talento di Alucius

Dopo un disastroso cataclisma che ha distrutto la civiltà ponendo fine all’età dell’oro, Corus è un mondo diviso, dove gli umani, gli animali e misteriose creature soprannaturali si combattono senza tregua. Benché la magia sia ormai stata dimenticata da secoli, non è del tutto scomparsa: un gruppo ristretto di persone, infatti, è ancora in grado di praticarla. Fin da bambino, Alicius ha mostrato una straordinaria predisposizione per le arti magiche; tuttavia, gli è stato imposto di non rivelare il suo Talento per paura che altri lo sfruttino indebitamente. Una volta cresciuto, il giovane dovrebbe seguire le orme del padre ed arruolarsi nella Milizia, ma quando l’orda degli schiavi al servizio del Matrial invade il paese, Alicius per magia viene catturato.

Il sussurro del male

Nell Gallagher aveva lasciato Silence una notte di molti anni prima, fuggendo dalla famiglia e portando con sé il segreto del suo dono e della sua maledizione: una capacità di “vedere” crimini passati o futuri. Ora lei è tornata, proprio quando la città è sconvolta da una serie di omicidi insoluti: in otto mesi quattro morti sospette, quattro uomini in vista che hanno pagato con la vita per qualche oscura ragione… forse per le insospettabili depravazioni nascoste sotto una facciata di apparente onestà. Il colpevole dei delitti è a piede libero e spetterà a Nell dargli la caccia; rischiando tutto, perché l’assassino che insegue la sta a sua volta cercando…

Il suono della verità

Ralph Estey è sparito. Ralph Estey era notoriamente in pessimi rapporti con Jess Flemming, per una questione di donne. Jess Flemming, un gangster da strapazzo, è stato ucciso. Chi, se non Estey, può essere l’indiziato numero uno? Per il tenente Ballard, della polizia newyorkese, il caso è bell’e risolto. Ma non così la pensa il dottor Paul Standish. Questi, a furia di compiere autopsie per conto della polizia, ha contratto, nei confronti della criminalità in genere, e dell’assassinio in particolare, un interesse che rasenta la deformazione professionale. Un secondo delitto viene a porre nuovamente sul tappeto l’intero problema, e Standish si trova a dover cercare la verità, non solo come criminologo dilettante, ma anche (e soprattutto) per ragioni personali. La sua indagine privata si estende a un gravissimo incidente verificatosi un anno prima, in cui Flemming ha investito con la propria auto un noto uomo d’affari della città. Il fatto che nella vicenda siano coinvolte varie persone in vista non giova certo a semplificare il compito dell’indagatore volontario il quale si troverà con la propria vita a repentaglio, prima di riuscire nell’intento di chiarire l’enigma. Per la venticinquesima volta, Harmon Coxe lancia la sfida al pubblico del Giallo Mondadori. La gara è aperta.

Il sottolineatore solitario

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«N’era rimasto uno solo, un unico instancabile sottolineatore giocava con noi a guardia e ladri fra le lettere, appiattendosi dietro esili tronchi di elle, nelle scollature delle u, o infrattato fra cespugli di effe». Il romanzo d’esordio di Marco Bosonetto si apre su una strana coppia di detective: Mario Crono, un anziano bibliotecario che sogna una «Norimberga dei crimini contro i libri» e il suo inesperto assistente, l’io narrante Silvano Biula. Indagano su un delitto cartaceo compiuto dall’inafferrabile Sottolineatore Solitario. Ma questa non è che la prima delle avventure che inghiottiranno il protagonista, come se i libri si fossero spalancati per allagare la realtà di vicende improbabili, «con tanto di fischiar di proiettili e paura in abbondanza, da rendere acquoso l’intestino». Da cacciatore di sottolineatori Silvano Biula dovrà trasformarsi in fuggitivo per salvare una prostituta nigeriana testimone di un omicidio. Lo aiuteranno un gruppo di musicisti costretti a suonare « tutto il peggio della musica di questo secolo» in un villaggio turistico, una suora di clausura in vacanza, un giocatore di pallacanestro dai glutei delicati e un vichingo piovuto dal cielo. Ma Silvano Biula dovrà anche improvvisarsi narratore per portare a termine il manoscritto incompiuto del suo maestro Mario Crono, e tentare di deviare dalla loro tragica traiettoria le vite d’inchiostro di Enrico lo spazzino, di una callista che non ne può piú di prendersi cura dei piedi altrui, di uno scrittore le cui opere finiscono sempre nell’immondizia e degli altri personaggi che l’anziano bibliotecario ha intrappolato in un mondo dominato da un presidente che legge i rifiuti per fare l’oroscopo alla patria. Marco Bosonetto cuce e scuce questo intrico di storie con un linguaggio ironico e vorticoso, dando vita a figure talvolta grottesche e tal altra commoventi, giocando con le parole e con le forme narrative sull’onda di un entusiasmo puro e contagioso.