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I FIGLI DEL POTERE

Sul pianeta Tigris non è sempre gradevole avere meno di quattordici anni, perchè anche a due secoli di distanza il ricordo della famigerata Generazione Perduta è ancora presente nella vita di tutti i giorni. I primi bambini nati sul pianeta avevano infatti sviluppato incredibili poteri telecinetici ad appena cinque anni di età, ed era seguito un lungo periodo di caos e violenza che aveva spento ogni parvenza di ordine sociale e politico nel sangue. Solo la scoperta che i poteri svanivano all’inizio della pubertà aveva impedito il totale crollo della colonia, e l’inizio di un rigido programma di sorveglianza dei preadolescenti. Sorveglianza ancora in corso il giorno in cui accadono tre cose inaspettate: uno scienziato è convinto di poter conservare i poteri Esp anche negli adolescenti, una ragazzina solitaria impara a leggere nonostante i severi divieti, e dai monti il profeta Omega inizia la sua perfida offensiva.
Copertina di Karel Thole

Fight club

Tyler Durden, disilluso dalla cultura vacua e consumistica imperante nel mondo occidentale, è un giovane che si trascina in una vita fatta di bugie e di fallimenti. La sua unica valvola di sfogo sono gli incontri clandestini di boxe nei sotterranei dei bar. Tyler crede di aver trovato in questo modo una strada per riscattare il vuoto della propria esistenza; ma nel mondo del pugilato non c’è posto per alcuna regola, freno o limite.
Dal romanzo il regista David Fincher ha tratto un film che è diventato una vera pellicola di culto.
(source: Bol.com)

La fiera di S. Pietro

Ogni anno, nel cuore dell’estate, Shrewsbury si popola di una folla variopinta di mercanti, viaggiatori, dame e cavalieri. E’ la fiera di San Pietro, occasione di affari, divertimenti, ma anche di intrighi. In mezzo all’allegra confusione del mercato, fratello Cadfael scruta i volti, ascolta i discorsi, insegue gli indizi più minuti: sta braccando uno spietato assassino e non tornerà alle sue erbe senza aver dato un nome a chi ha osato insanguinare la fiera dell’anno del Signore 1139.

Una fidanzata per papà

Emmett Deverell è solo con i suoi tre adorati quanto indiavolati bambini, la moglie lo ha lasciato e lui – a denti stretti – vuole continuare a vivere la sua vita, amando i figli e partecipando a tutti i rodei dello stato del Texas.
Ma è tutto molto più semplice da dire che da fare.
I bambini infatti non possono essere lasciati incustoditi, hanno bisogno di punti di riferimento sicuri, di affetti stabili… e lui la notte si sente sempre più solo.
Melody Cartman saprà colmare tutti questi vuoti e non tradire la fiducia che i bimbi più piccoli di Emmett hanno risposto in lei?

La fidanzata automatica (Tascabili. Saggi Vol. 384)

Cent’anni fa il filosofo americano William James si è posto questo problema: “Pensai a ciò che chiamai una ’fidanzata automatica’, intendendo con ciò un corpo privo di anima assolutamente indistinguibile da una fanciulla spiritualmente animata, che ride, parla, arrossisce, ci cura… Potrebbe qualcuno considerarla come un perfetto equivalente? Certamente no”. Sembra un esperimento mentale, eppure è la descrizione di un fatto reale: biblioteche, sale da concerto e pinacoteche sono piene di fidanzate automatiche, che vengono chiamate “opere d’arte”. Le opere sono oggetti fisici, che contano per la loro fisicità e per la loro bellezza; sono oggetti sociali che esistono solo perché ci sono persone; sono oggetti che suscitano sentimenti. Ma, ecco il punto, non ricambiano i sentimenti che suscitano. Se c’è una cosa che l’opera d’arte non può fare è proprio essere amica, pur svolgendo molte delle attività che di solito si attribuiscono agli amici. Come la fidanzata automatica, le opere d’arte sono oggetti che fingono di essere soggetti. Il libro contiene anche una lunga conversazione dell’autore con Fernando Botero, realizzata da Ferraris nello studio del pittore a Cartagena, in Colombia ** ### Sinossi Cent’anni fa il filosofo americano William James si è posto questo problema: “Pensai a ciò che chiamai una ’fidanzata automatica’, intendendo con ciò un corpo privo di anima assolutamente indistinguibile da una fanciulla spiritualmente animata, che ride, parla, arrossisce, ci cura… Potrebbe qualcuno considerarla come un perfetto equivalente? Certamente no”. Sembra un esperimento mentale, eppure è la descrizione di un fatto reale: biblioteche, sale da concerto e pinacoteche sono piene di fidanzate automatiche, che vengono chiamate “opere d’arte”. Le opere sono oggetti fisici, che contano per la loro fisicità e per la loro bellezza; sono oggetti sociali che esistono solo perché ci sono persone; sono oggetti che suscitano sentimenti. Ma, ecco il punto, non ricambiano i sentimenti che suscitano. Se c’è una cosa che l’opera d’arte non può fare è proprio essere amica, pur svolgendo molte delle attività che di solito si attribuiscono agli amici. Come la fidanzata automatica, le opere d’arte sono oggetti che fingono di essere soggetti. Il libro contiene anche una lunga conversazione dell’autore con Fernando Botero, realizzata da Ferraris nello studio del pittore a Cartagena, in Colombia

Una fiamma che brucia il cuore

“Un giorno o l’altro verrai da me strisciando e mi supplicherai di fare l’amore… Allora io ti annienterò.” Anni prima Carlo Saracini aveva minacciato Jessica Amory con quelle parole e dopo tanto tempo lei si trova di fronte a una scelta: tre mesi con Carlo o altrimenti suo padre finirà in prigione per essersi appropriato indebitamente del denaro della società. L’alternativa è terribile, ma alla fine Jessica…

Fiabe e leggende

“Riproposto in una stampa conforme all’edizione del 1884, “Fiabe e leggende” è una raccolta di versi, edita per la prima volta nel 1867. Illustrato da Edoardo Calandra e Mario Michela, il libro è caratterizzato, come le altre opere dell’autore, da uno spiccato sperimentalismo. In queste liriche ritroviamo i motivi della poesia “maledetta” e l’ansia di infrangere i canoni morali ed estetici borghesi. Riproduzione a richiesta dell’edizione: F. Casanova & C., Editori, 1884.”

Fiabe dell’Islam

Una raccolta di fiabe tratte dall’immenso patrimonio popolare musulmano, legate fra loro dall’elemento prodigioso, dall’irruzione sorprendente e magica del soprannaturale nella vita quotidiana: orchi, spiriti, uomini-leone, uccelli parlanti, cammelli ballerini. L’area dei racconti è vasta, dalla Palestina all’Iraq, dalla Siria all’Iran. Il volume fa parte di una collana dedicata a storie e leggende di ogni parte del mondo per riconsegnare alla ”fiaba” il suo significato più ampio: non solo letteratura infantile ma momento importante della cultura popolare.
(source: Bol.com)

Fiabe centimetropolitane

Surreale è tutto ciò che non potrebbe mai succedere. Ma se poi succedesse lo stesso? A questa domanda Elio ha sempre cercato di rispondere, con le sue canzoni e ogni altro mezzo, costruendo castelli di ipotesi in aria che acquistavano realtà via via che sollevavano pinnacoli immaginari: oggi nessuno più dubita dell’esistenza di un vitello dai piedi di balsa. Trenta secoli di buon senso ci hanno fatto credere che una fiaba con animali, da Esopo in poi, sia solo un modo cifrato di parlare della realtà: la cosiddetta allegoria. Ma c’è ben altro nel dare la parola alle bestie. Una minaccia per l’ordine delle cose, e una speranza di riscatto per tutti gli universi paralleli. Se poi la fiaba finisce nel mirino alieno di uno scrittore (e scrittore Elio lo è sempre stato, almeno da quando lo è diventato) per il quale il surreale non ha niente di irreale, allora le storie si tendono al verosimile, le bestie non spacciano più pillole di velato buon senso, ma si limitano a vivere la loro vita quietamente assurda infischiandosene di noi lettori stupiti ed esilarati, e la lettura si trasforma in una specie di iniziazione. La zoologia del pianeta Elio non contiene solo giraffe, pettirossi e grillitalpa, ma opera innesti nei regni cosiddetti naturali, e genera alberi antropomorfi, nobiluomini di cristallo e di cotone, autoarticolati ambiziosi, ammaestratori di cozze, coccodrilli idrosolubili e via surrealizzando. Si ride molto, ma anche per difendersi, giacché sotto sotto serpeggia la stessa inquietudine che circola nei capolavori di Lewis Carroll: che il surreale sia soltanto il reale di qualcun altro. Davide Tortorella
(source: Bol.com)

Fiabe

Soldatini di stagno o pastorelle di porcellana, fiori o cicogne, lampioni in disarmo o case in demolizione, trottole o aghi da rammendo: non vi è oggetto, fiore, pianta o animale che nelle fiabe di Hans Christian Andersen non acquisti vita. Unico forse tra i grandi favolisti, Andersen accanto al mondo fiabesco della tradizione popolato di fate, maghi e principesse, ha creato infatti un suo mondo dove è la realtà quotidiana e consueta ad assumere dimensioni magiche, e tuttavia mai prive di un singolare realismo. Andersen trova piena espressione in un’ampia raccolta che riunisce più di ottanta fiabe, proposte in una nuova e moderna traduzione dal danese, efficacemente scelte in modo da presentare il grande narratore nei suoi numerosi aspetti. (source: Bol.com)

Festa di Natale

Nero Wolfe, il detective creato da Rex Stout, genio imponente e assorto, raffinato gastronomo e amante delle orchidee, che risolve i casi più difficili senza muoversi dalla sua casa di arenaria di New York, è alle prese questa volta con un delitto consumato durante una festa di Natale, durante la quale il suo fedele assistente Archie Goodwin dovrebbe dare l’annuncio del suo imminente matrimonio. Un misterioso Babbo Natale fugge dalla scena del crimine e sembrerebbe a prima vista essere l’assassino. Ma i colpi di scena, descritti con ironia e delicatezza, si accavallano e, pagina dopo pagina, il lettore scopre nuovi particolari, messi in luce con arguzia dal più famoso investigatore privato della letteratura poliziesca americana.
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Il ferro da stiro

Ormai in odor di pensione, il commissario Miceli, che, tra una cena di commiato e le ultime consegne alla Bruni, chiamata a succedergli, sarebbe felice di chiudere la carriera in tutta calma e serenità , lâultima cosa che si aspetta a due settimane dal meritato riposo è che proprio il suo più caro amico, lâex giudice Petri, gli piombi in ufficio con una rogna. Ma Petri, al contrario di Miceli, non perde occasione per inseguire il colpevole di turno, e questa volta il pretesto gli giunge davvero per caso: un ferro da stiro preso in prestito presso un elettricista, in sostituzione di quello guasto di Anna, sul quale spiccano alcune piccole macchioline rosse. Ruggine o sangue? Attraverso una rapida analisi della Scientifica, non è difficile avere la risposta: con quel ferro da stiro è stato colpito qualcuno, forse ucciso. Da qui prende lâavvio una complicata indagine per ricostruire a ritroso la strana storia di quel ferro da stiro e, soprattutto, dei suoi proprietari. à un caso di omicidio? Riusciranno i due a chiarire tutti gli aspetti di una vicenda intricata e dolorosa, prima che Miceli debba passare il testimone?

(source: Bol.com)

Il fermo volere

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È un romanzo? È un fumetto? È Spirit?… no, è un noir anfibio! Parola, suono, immagine collassano in un vortice di appiattimenti e dissoluzioni: inutile ormai cercare scampo nel riquadro d’una vignetta… In allegato il cd audio Merrie Melodies di Steven Brown e Gabriele Frasca.
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Fermate le macchine

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La “Métallique” è una piccola fabbrica francese del settore automobilistico. Durante i negoziati per un rinnovo contrattuale, tra la dirigenza e gli operai scoppiano aspri contrasti che sfociano in uno sciopero a oltranza. Ma intorno alla “Métallique” si muovono interessi poco chiari e, tra finanzieri senza scrupoli e avvocati corrotti, padroni dispotici e sindacalisti venduti, quello che era iniziato come un conflitto sociale si trasforma in una guerra senza quartiere, sconvolgendo le vite dei protagonisti, tra cui spiccano il duro Costa, leader degli scioperanti, Raymond, ex sbirro assunto per fare la spia, Bruno, consulente specializzato in trattative sindacali e maestro di kendo, Mona e Pascal, giovani operai che sognano di diventare rockstar.