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L’inafferrabile

Jane “Quattro quadrati” è un’astuta criminale che sfrutta la sua intelligenza per compiere una serie di pericolose imprese. Tutti gli investigatori che le danno la caccia finiscono per fare la figura degli stupidi. Ma chi è veramente questa donna? Riuscirà mai qualcuno a catturarla? Un giallo divertente ed imprevedibile.

L’impronta

Nono appuntamento con la collana IL MEGLIO DI WEIRD TALES, curata da Gianni Pilo. I racconti presenti in questo volume: L’IMPRONTA di G.G. Pendarves, L’ORECCHIO DEL MANDARINO di Frank Owen, LA PORTA CHIUSA di Harold Ward, L’ARRIVO DI ABEL BEHENNA di Bram Stoker, MORTE: UNA MALATTIA CURABILE di Max Brod, TESTADIPIUMA di Nathaniel Hawthorne, QUATTRO PALETTI DI LEGNO di Victor Rowan, IL FANTASMA di Gans T. Field e L’ARTIGLIO di Seabury Quinn.

L’Importanza Di Essere Sposata

Jessica Wild è giovane, carina, lavora in una agenzia di pubblicità dì Londra e vive in un appartamentino di Islington, quartiere alla moda della capitale. È convinta che l’amore sia un investimento sbagliato, una tremenda perdita di tempo e in genere un’impresa suicida, da cui si esce comunque col cuore a pezzi. Meglio trottare sul lavoro. Finché, per uno scherzo del destino, non si trova improvvisamente nella condizione di conquistare e sposare un uomo per poter ereditare un patrimonio di 4 milioni di sterline e una villa nella campagna inglese lasciatale in eredità da una bislacca vecchietta. Non solo: il marito, secondo il testamento, deve essere per forza il bellissimo Anthony, inarrivabile – quanto insopportabile – capo di Jessica, che esce solo con modelle. Riuscirà Jessica nella sua corsa contro il tempo? Saprà trasformarsi in pochi giorni in una femme fatale con l’aiuto dei suoi amici più cari? Saprà rinunciare al vero amore per denaro?
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L’importanza di chiamarsi Cristian Grei

Cristian Grei ha trentadue anni e una sola, acerrima nemica: E. L. James, che con le sue 50 Sfumature gli ha rovinato la vita. Tutte le donne, infatti, appena sentono il suo nome, vedono in lui un dominatore in 3D e l’incarnazione delle più proibite fantasie erotiche. Ma se vivi a Prato, fai il becchino nell’agenzia di onoranze funebri di famiglia e sei ipocondriaco, avere il nome “uguale” a quello del più grande amatore di tutti i tempi, che si sposta in elicottero ed è a capo di un’azienda leader mondiale,può creare una costante e fastidiosissima ansia da prestazione. Solo Antonella, l’amica di sempre, è in grado di divertirsi giocando con lui e tenere a bada le sue mille ansie, ma soprattuto è disposta ad amarlo per quello che è realmente. Cristian Grei riuscirà finalmente a capire che è lei la donna giusta? E soprattutto sarà “pronto a riceverla”? Dall’autrice di Tutta colpa del mare (e anche un po’ di un mojito) e Con un poco di zucchero una nuova e divertente commedia che vi ossessionerà e legherà fino all’ultima pagina. Mood: Ironico. YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.
(source: Bol.com)

L’Impero romano. Volume 2

«L'Impero romano, lungi dall'essere la roccaforte della conservazione, è piuttosto l'immagine della disgregazione di un mondo, la storia della classicità che si disfa e muore: il fatto sociologico più rilevante nella storia della nostra cultura.» In quest'opera, Santo Mazzarino affronta i grandi temi della civiltà occidentale, dal saecolum Augustum alla fondazione degli Stati romano-barbarici nel V secolo d.C., in una sintesi che salda la storia dell'Impero alla storia della Chiesa cristiana. Il racconto della cultura romana, dell'economia, della religione e la storia politica e militare si intrecciano in questa organica e brillante narrazione dell'apogeo e della lunga crisi del mondo romano. Questo strardinario classico della storia è firmato dal più autorevole dei suoi studiosi.

L’impero romano: 2

“L’Impero romano, lungi dall’essere la roccaforte della conservazione, è piuttosto l’immagine della disgregazione di un mondo, la storia della classicità che si disfa e muore: il fatto sociologico più rilevante nella storia della nostra cultura.” In quest’opera, Santo Mazzarino affronta i grandi temi della civiltà occidentale, dal saeculum augustum alla fondazione degli Stati romano-barbarici nel V secolo d.C., in una sintesi che salda la storia dell’Impero alla storia della Chiesa cristiana. Economia e storia della cultura si intrecciano in questa organica narrazione del lento sfaldarsi delle istituzioni romane e dei primissimi albori delle strutture feudali.
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L’impero di Azad

Jernau Morat Gurgeh è uno dei più grandi giocatori che la Cultura abbia mai avuto, maestro insuperabile nella sua arte, è praticamente imbattibile in ogni competizione. Ma vincere sempre può essere piutosto deprimente… per fortuna c’è qualcuno nell’universo della Cutura incaricato di scovare, investigare e, se è il caso, contattare altre civiltà, e sembra proprio che stavolta abbia trovato qualcosa che facia al caso di Gurgeh… perché l’ultima scoperta è l’Impero di Azad, una misteriosa e potentissima civiltà a più di centomila anni luce di distanza in un angolo sconosciuto dell’universo, dove è stato creato un gioco talmente complesso e sfuggente, così rigorosamente modelato sulle regole dell’esistenza che il vincitore diventa… imperatore. Tuttavia Gurgeh non teme di accettare la nuova sfida e si accinge ad affrontare il lungo viaggio verso quel mondo strano e sinistro dove lo attende Azad, il supremo fra tutti i giochi dell’universo. E sarà una partita così importante che Gurgeh non potrà assolutamente rischiare di perdere… ma si può realmente vincere nel gioco di Azad?Un nuovo affascinante viaggio nell’inesauribile e singolare Universo della Cultura, una creazione dalle mille sorprese che ha consacrato la fama del suo autore.

L’impero del sole

L’impero del sole (Empire of the Sun) by J. G. Ballard
Durante la seconda guerra mondiale, dopo il bombardamento giapponese di Pearl Harbor, l’undicenne Jim, protagonista del romanzo, si ritrova prima separato dalla sua famiglia a girovagare per Shanghai, poi internato in un campo di prigionia di nuovo con i genitori. In quattro anni trascorsi nel campo di Lunghua, diventa un eccezionale testimone di cosa sia davvero la guerra: una cruda e infernale realtà dove quel che conta è la lotta per la sopravvivenza. La catastrofe non è più immaginata o proiettata nel futuro, come negli altri romanzi di Ballard, bensì vissuta in prima persona, e riferita con la fedeltà e l’esattezza di un’autobiografia e con l’allucinatoria forza di un’esperienza assolutamente fuori del comune. Il libro, che è stato a lungo un bestseller in Inghilterra e all’estero, ha anche ispirato Steven Spielberg a trarne il film omonimo.

L’impero degli incanti

Dimenticatevi per un attimo l’Europa che avete sempre conosciuto e provate ad immaginare che i Nibelunghi cantati dalle saghe abbiano creato un impero che si estende dai mari della Scandinavia a tutta la parte settentrionale del continente. Provate a immaginare che Roma, signora del mondo, abbia ceduto il passo a un grande impero del Sud e che, in tutta l’Europa, la magia sia di casa: quella buona e quella maligna, quella bianca e quella nera. Ecco, in un’Europa del genere, se vi trovaste nei panni di Volker Seefried, musicista e apprendista mago, potrebbe capitare anche a voi di dover fuggire di notte e a rotta di collo dalla città di Worms perché lo stregone per cui lavorate ha sbagliato un incantesimo, distruggendo se stesso e mezza città.

L’impero degli eletti

Al centro della galassia, il Mondo del Trono: capitale di un Impero tanto vasto che i suoi stessi confini sono indefiniti, nello spazio e nel tempo. Sul Mondo del Trono, un estraneo: Jim Keil, terrestre, proveniente da un pianeta arretrato, che l’Impero ha appena « riscoperto », dopo millenni di isolamento. Fra gli Eletti, che rappresentano 1’aristocrazia imperiale, Jim è nulla più che una creatura selvatica, un « cucciolo di lupo » da ammirare come attrazione da circo, più un animale istintivo e brutale che un essere raziocinante. Anche un cucciolo di lupo, però può avere ambizioni: e nell’universo tutto è possibile. Jiim Keil doveva farle valere ad ogni costo, perchè, nel mondo ultra- scientifico degli Eletti, tra astronavi mosse dalla forza del pensiero e creature capaci di manovrare energie immense, lui solo sapeva come cercare il segreto che avrebbe salvato la Terra. Tutto ciò, naturalmente, se fosse riuscito a battere gli Eletti al loro stesso gioco; un gioco nel quale la sconfitta significa la morte. Un romanzo nella migliore tradizione della fantascienza avventurosa, filtrata attraverso la nuova consapevolezza letteraria e la maturità stilistica che sono diventate caratteristiche del genere. « L’Impero degli Eletti » è una delle prove migliori di un autore fra i più popolari, la cui firma è garanzia di lettura avvincente e sensibilità .fantastica, unite ad uno stile valido e maturo.

L’imperfezione dell’amore

Uno sguardo scambiato nella hall dell’Hotel Diana di Milano e tra Stefano e Galja scatta la scintilla che dà inizio a una relazione intensa di furori erotici e polemici, destinata a svilupparsi tra due opposte alternative: ritirarsi ciascuno in se stesso, proteggendo gelosamente un’identità che vieta ogni abbandono, o consegnarsi alle regole del desiderio e dell’amore, rispondendo sì alla scommessa di un futuro insieme? Camilla Baresani mette in scena con il suo romanzo una situazione tipica: una coppia, due psicologie in conflitto. E con scrittura fresca e brillante fornisce ai lettori gli strumenti per cogliere, fra il detto e l’indicibile, le ampie volute dei sentimenti. Così il racconto della storia burrascosa, tra una russa ferocemente capitalista e un italiano, che di quel capitalismo è l’esito decadente, risulta al tempo stesso un’indagine sull’amore e uno sguardo ravvicinato sulla Mosca di oggi e su quella dell’epoca comunista.

(source: Bol.com)

L’imperatrice rossa ( Caterina di Russia )

Una donna sul trono di tutte le Russie, una donna giovane e bellissima con tutti i suoi pregi ed i suoi difetti. Difetti di donna, eccentricità di donna, esuberanze di donna. Mosca si trasforma sotto di lei nella corte più libertina d’Europa, gli amanti dell’imperatrice non hanno più pudore di nascondersi alle folle, vengono incensati pubblicamente, come un riflesso dell’imperatrice stessa. Ma questa piccola donna, minuta solo fisicamente, che verrà poi chiamata «La Grande Caterina», ha un tarlo nel cuore che le corrode quel poco di felicità che la sua bellezza e la sua giovinezza potrebbero arrecarle. Il tarlo ha un nome: potere. Un potere smisurato qualcosa che nessuno riesce a frenare, una furia incontenibile che nascosta dietro il paravento della «ragion di stato» rende ammissibili i più orrendi crimini. Questa ormai le è indispensabile, per ottenerla, per continuare a procurarsela poi, Caterina le sacrifica ogni cosa, ogni sentimento, ogni ambizione, ogni ultimo rimasuglio di coscienza. Serve il suo «io» onnipossente con tutte le sue arti di donna, pari a quelle di una qualsiasi prostituta che vende il suo corpo per pochi rubli. A questi patti la felicità è lontana e tutto finisce col perdere il suo sapore originale, anche l’amore, specialmente l’amore: per Caterina qualcosa di fuggevole, di indispensabile da ostentare col resto sul più bel teatro d’Europa.

L’Imperatore-Dio di Dune

Dopo millenni di dominio sull’universo, l’Imperatore-Dio Leto II, ibrido prodotto dalla fusione del suo corpo umano con diverse trote della sabbia, ha potuto assistere al profondo mutamento di Arrakis, ormai conosciuto solo come Rakis. Le antiche distese di sabbia sono soltanto un ricordo lontano, e il pianeta è molto diverso dall’arido Dune. La vegetazione è florida e l’acqua sgorga abbondante, e non c’è più traccia dei vermi della sabbia. Leto II ha dedicato ogni energia a incrementare i suoi enormi poteri, con l’unico risultato di diventare una creatura abietta e disumana, che getta un’ombra minacciosa sul Sentiero Dorato. Il comandante Duncan Idaho si trova a dover affrontare una questione morale incredibilmente ardua: qual è la scelta giusta, rimanere fedele agli Atreides, nel bene e nel male, o lottare contro un tiranno malvagio che porta ai popoli solo rovina e oppressione?

L’immagine della bestia

Una città coperta di denso fumo, due pellicole con immagini di indicibile orrore, perversione e sesso, e una strana donna con un’incredibile cosa vivente dentro di lei. Questo l’impasto fantastico da cui prende le mosse Herald Childe, l’investigatore privato, per mettersi alla ricerca delle forze malefiche che sembrano voler irridere le creature umane. Attraverso un racconto che non lascia respiro, Childe giunge all’appartata dimora del barone Igescu. Qui scopre il mondo del sesso soprannaturale, dove ogni desiderio umano viene contorto in un’orgia di corruzione e di godimento e dove l’immagine della bestia proietta dovunque la sua ombra terrificante.

L’idiota

L’idiota by Elif Batuman
Selin ha diciotto anni e grandi aspettative, ma non è una diciottenne come tutti, o almeno cosí crede. Lei è la ragazza prodigio che ha letto sempre un libro piú degli altri, e pensa di aver già fatto ogni esperienza possibile attraverso le pagine dei romanzi che ama. Ma al primo anno di università scoprirà che purtroppo le persone non sono personaggi e forse le certezze dei libri non sono poi cosí certe. Scoprirà che l’amore è piú strano, banale eppure complesso di quanto si potrà mai leggere. Scoprirà di essere un’idiota, come tutti.
Nel 1995, mentre il mondo impara a usare le email e a comunicare via internet, Selin è una matricola a Harvard. Per lei comunicare, con o senza internet, è sempre stato un problema. Il suo rapporto con il mondo passa soltanto attraverso i romanzi: e cosí tutto della vita universitaria le pare assurdo. Il cavo Ethernet della connessione di dipartimento serve per impiccarsi? Se si compra tequila per la festa, come mai anche il sale? E perché nessuno si rende conto di desiderare solo ciò che non può avere? Quando però incontra Ivan tutto cambia. E per la prima volta capisce quanto è bizzarro e doloroso il desiderio e quanto è difficile ottenere ciò che si vuole davvero. Elif Batuman fa, con una grazia e un umorismo davvero unici, qualcosa di straordinario: il racconto della giovinezza. Di quel tempo, cioè, in cui ogni esperienza ci viene incontro come se fosse la prima volta, di quell’epoca della vita (l’unica) in cui impariamo tutto, sempre, in ogni momento. Ma anche di quell’età di cui, come diceva Proust, non ripeteremmo nulla, di quei giorni che rivisti oggi, per quanto offuscati dal filtro della nostalgia, ci appaiono come una lunga e disperante sequela di errori, passi falsi, malintesi. Di *idiozie*. Un tempo pieno di noia e giri a vuoto, ma che allora ci sembrava pieno di senso, decisivo, eccitante (domanda: quindi cos’è che rende significativi certi fatti della vita e altri meno? Non sarà forse il modo in cui li raccontiamo, dice Batuman, il modo in cui ne facciamo letteratura?) Batuman è una delle scrittrici piú intelligenti, taglienti e argute che ci siano in circolazione. *L’idiota* è il suo primo romanzo ed è stato inserito in praticamente tutte le liste dei libri migliori dell’anno, oltre a essere stato finalista al Pulitzer, al Women’s Prize for Fiction e ad altri premi. Ma c’è una cosa che questa lista di riconoscimenti non dice: *L’idiota* è il libro piú divertente che potrete leggere quest’anno. Riassumendo, in questo libro il lettore appassionato e curioso troverà: i mixtape e le cassette musicali come accettabile forma di comunicazione sentimentale; l’emozione di un nuovo mezzo di comunicazione: l’email; una riflessione su come trasformiamo l’esperienza in romanzo; la semiotica e René Girard; Björk e Flaubert; il racconto di un amore infelice, quello con Ivan, e di un amore felice, quello con la letteratura; un’elegia per gli anni Novanta; la struggente, dolcissima nostalgia per la giovinezza e la gioiosa incredula constatazione che, grazie a Dio, alla giovinezza siamo sopravvissuti.

L’identità non è di sinistra

Fino a pochi anni fa l’ascesa del populismo veniva interpretata quasi esclusivamente alla luce della crisi finanziaria. Ma se l’economia è tornata a crescere e il peggio sembra passato, perché i cosiddetti ‘partiti del risentimento’ continuano a raccogliere consensi? Siamo forse di fronte all’epilogo di una storia che ha origini più profonde? Giovanni Orsina cerca queste origini all’interno della democrazia, ragionando sul conflitto tra politica e cittadini che ha segnato gli ultimi cento anni. Se alcune fasi di quel rapporto – il connubio inedito tra massa e potere a partire dagli anni trenta, la cesura libertaria del Sessantotto – sono comuni a tutto l’Occidente, Orsina individua la particolarità del caso italiano nella stagione di Tangentopoli. Il sacrificio simbolico di un’intera classe di governo conclude la repubblica dei partiti e allo stesso tempo inaugura un venticinquennio di antipolitica. Con la quale tutti hanno dovuto fare i conti – Berlusconi, Renzi, Grillo, i postcomunisti, la Lega –, ma della quale nessuno è riuscito a correggere o contenere le conseguenze nefaste.

(source: Bol.com)