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Vikings. La saga di Ragnar Lodbrok

Da sempre i vichinghi hanno colpito il nostro immaginario: possenti guerrieri, bellicosi conquistatori forgiati dalle gelide terre del Nord. Abili costruttori di navi in grado di solcare le acque con rara velocità, quasi invisibili agli occhi del nemico. Un popolo che ha per eroi valorosi condottieri, invincibili sul campo di battaglia. Uomini i cui nomi evocano il clangore delle armi, il grido di paesi messi a ferro e fuoco, e che rimangono indissolubilmente legati a un destino di gloria anche dopo la morte. È così che la Storia li tramanda. E dalle nebbie della leggenda, un personaggio emerge in tutta la sua potenza: è Ragnar Lodbrok, ardente di una febbre di conquista che l’ha condotto dove altri avevano solo sognato di arrivare. Non abbiamo prova irrevocabile della sua esistenza, alcuni lo identificano con il capo vichingo che saccheggiò Parigi nell’845, altri con quel Raginarius cui il re franco Carlo il Calvo donò delle terre nell’840, altre cronache ancora narrano di un re norreno di nome Ragnall che razziò l’Irlanda. Il mito s’intreccia alla verità storica nel racconto delle gesta di questo guerriero tenace, sicuro, protetto e guardato con favore dagli dèi. Questo libro racchiude le antiche saghe che hanno tramandato la sua storia, quella delle sue mogli, dei suoi figli e di un intero, straordinario popolo.

(source: Bol.com)

Vieni da me

Stati Uniti, oggi. Il capitano Ryland Miller e la sua unità speciale si offrono volontari per partecipare a un esperimento top secret, mirato ad aumentare le loro capacità psichiche e a trasformarli in invincibili “armi umane”. Dopo i primi successi, però, accade qualcosa d’inspiegabile e alcuni uomini muoiono tra sofferenze atroci. Ben presto, Ryland si convince che l’unica speranza di sopravvivere per lui e i suoi compagni sia evadere da quella sorta di prigione, ma i suoi piani sono sconvolti dall’arrivo di Lily, una scienziata che, sin dall’infanzia, ha dimostrato notevoli capacità telepatiche e che potrebbe far luce sul mistero. Tra Ryland e la giovane donna si scatena infatti un’attrazione fisica e mentale irresistibile, che tuttavia nessuno coglie e che sfugge soprattutto al padre di Lily, responsabile dell’esperimento, cui però non sfugge l’enorme rischio che stanno correndo quegli uomini. Prima di poter agire, tuttavia, lo scienziato viene brutalmente ucciso. La sola traccia che lascia dietro di sé è un ultimo, disperato messaggio telepatico a Lily…
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Viaggio Tra gli Errori Quotidiani Di Sicurezza Informatica

Non è un libro tecnico ma raccomandazioni alla portata di chiunque, un misto tra un simposio alla macchinetta del caffè e dei racconti paradossali. Anche se non è un libro tecnico, alcuni esperti dovrebbero leggerlo, per sorridere o per rendersi conto, poiché loro hanno già fatto un gran bel lavoro, che il novanta per cento dei problemi di sicurezza IT che rimangono in azienda è legato al fattore umano. Questa breve analisi nasce da una rielaborazione di centinaia di mail, raccomandazioni e formazione che negli anni ho ripetutamente inviato a colleghi e collaboratori che tendevano a trascurare la sicurezza informatica o a viverla come una necessaria scocciatura. Nel frattempo i problemi di sicurezza nel mondo IT sono aumentati in misura esponenziale e la trascuratezza è spesso rimasta lo spirito guida dell’utilizzatore medio dei sistemi informativi, sia a casa sia in azienda. Ho affrontato la maggior parte degli aspetti dal lato dell’utente finale, utilizzando dove possibile un approccio narrativo poiché mi sembra il più indicato per fare un tipo di divulgazione semplice e sufficientemente efficace. Da un punto di vista professionale, invece, non nascondo una certa preoccupazione per come la sicurezza informatica è interpretata da alcune aziende. Termino questa premessa con una battuta che gira da anni tra gli addetti informatici: “La maggior parte dei problemi di un computer solitamente gli sta seduto davanti”. Con questa battuta s’intende rendere evidente l’importanza del fattore umano nella gestione dei sistemi informatici e della sicurezza e di come questo fattore rappresenta sempre più spesso l’anello debole della catena nel mondo della sicurezza IT.
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### Sinossi
Non è un libro tecnico ma raccomandazioni alla portata di chiunque, un misto tra un simposio alla macchinetta del caffè e dei racconti paradossali. Anche se non è un libro tecnico, alcuni esperti dovrebbero leggerlo, per sorridere o per rendersi conto, poiché loro hanno già fatto un gran bel lavoro, che il novanta per cento dei problemi di sicurezza IT che rimangono in azienda è legato al fattore umano. Questa breve analisi nasce da una rielaborazione di centinaia di mail, raccomandazioni e formazione che negli anni ho ripetutamente inviato a colleghi e collaboratori che tendevano a trascurare la sicurezza informatica o a viverla come una necessaria scocciatura. Nel frattempo i problemi di sicurezza nel mondo IT sono aumentati in misura esponenziale e la trascuratezza è spesso rimasta lo spirito guida dell’utilizzatore medio dei sistemi informativi, sia a casa sia in azienda. Ho affrontato la maggior parte degli aspetti dal lato dell’utente finale, utilizzando dove possibile un approccio narrativo poiché mi sembra il più indicato per fare un tipo di divulgazione semplice e sufficientemente efficace. Da un punto di vista professionale, invece, non nascondo una certa preoccupazione per come la sicurezza informatica è interpretata da alcune aziende. Termino questa premessa con una battuta che gira da anni tra gli addetti informatici: “La maggior parte dei problemi di un computer solitamente gli sta seduto davanti”. Con questa battuta s’intende rendere evidente l’importanza del fattore umano nella gestione dei sistemi informatici e della sicurezza e di come questo fattore rappresenta sempre più spesso l’anello debole della catena nel mondo della sicurezza IT.

Viaggio all’inferno

Il corpo martoriato di uno studente viene rinvenuto su una lugubre e desolata banchina della Senna. Decisa a far luce sulla tragica morte del ragazzo, Sarah, la sua matrigna, avvia una propria indagine, affiancata da un ex sergente dei Servizi Speciali dell’Aereonautica. La loro impresa si rivela però complessa e rischiosa: infatti, si trovano a combattere istituzioni segrete – lecite e meno -, nonchè il misterioso burattinaio di un traffico internazionale di eroina… Una spy-story emozionante, di superba qualità

Viaggio a Norimberga

‘Se oggi mi chiedo quale fu il vero movente che mi ha portato in autunno dal Canton Ticino a Norimberga – un viaggio durato due mesi – mi coglie l’imbarazzo’ scrive Hermann Hesse all’inizio di questo libro di memorie. Nel 1925 aveva deciso infatti di lasciare il suo eremo in Svizzera e di accogliere l’invito a tenere una serie di pubbliche letture in Germania: proprio lui che riconosceva di essere ‘un uomo restio ai viaggi e alle frequentazioni umane’, lui che trovava la prospettiva di esibirsi in pubblico ‘talvolta spaventosa’. Non era d’altro canto un momento qualsiasi: ‘… la vita mi costava un’insolita, eccessiva fatica, e ogni idea di cambiamento, trasformazione, fuga non poteva che essermi gradita’. Una fuga, però, da indugiante, meditabondo flâneur, fatta di soste prolungate e deviazioni e incontri con vecchi amici, che lo conduce da Locarno a Zurigo, da Baden alla natia Svevia, da Ulma ad Augusta e a Norimberga, per terminare infine a Monaco, con la visita a Thomas Mann. Un viaggio, ‘in sé insignificante e fortuito’, che diventa una discesa nel passato e nella propria coscienza, e si traduce in un’intensa confessione intima, dove Hesse ci parla dei suoi amori letterari – primo fra tutti Hölderlin, fatale scoperta infantile – e dell’avversione per il mondo moderno; dell’insofferenza per ‘la fabbrica culturale’ (‘nessuno è più vanitoso, nessuno più assetato di plauso e consenso dell’intellettuale’) e del penoso fardello della fama – e, quale antidoto alla disperazione, dell’umorismo, ‘ponte sospeso sopra il baratro tra realtà e ideale’.

(source: Bol.com)

Viaggiatori viaggianti. Da Bob Marley a Che Guevara. Giro del mondo in quattordici racconti

Dall’America Latina di Ernesto Guevara al Cile di Pablo Neruda, dalla Venezia di Corto Maltese all’Africa del ”Paziente inglese” o dei rasta di Bob Marley, fino a Ryszard Kapuscinski e Bruce Chatwin, un giornalista ripercorre i passi di personaggi indimenticabili, raccontando, oggi, i luoghi e gli incontri che ne hanno segnato le storie. Un grande viaggio letterario che si nutre di reportage e visioni, alla ricerca di ciò che è accaduto (e può quindi essere raccontato) e di ciò che, dell’esistenza di ognuno, può essere soltanto immaginato. Questa edizione è arricchita, rispetto alla precedente, di cinque nuovi racconti, da Arthur Rimbaud alle donne del deserto.

(source: Bol.com)

Vetri di mare

Honora e suo marito adorano la loro nuova casa: così, quando il proprietario offre loro di acquistarla, non ci pensano due volte. Ma siamo nel 1929 e il crollo della Borsa sconvolge l’economia di tutti gli Stati Uniti e la stabilità economica di tutte le famiglie. Il marito di Honora, costretto a lavorare come operaio in una fabbrica vicina, partecipa attivamente alle lotte sindacali e la vita della coppia finisce per intrecciarsi sempre più con le storie di altri personaggi. Al punto da mettere in discussione persino il loro matrimonio.
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Vestito Di Ricordi

Tomás e Juan Velasco dirigono l’azienda frutticola di famiglia, nella meravigliosa Siviglia, in terra di Spagna, dove sono cresciuti grazie all’amore di Adela, madre del fratello maggiore, che ha perdonato il tradimento del marito.
Insieme a loro, nella villa coloniale ereditata dalla donna, vivono la piccola Adela – che porta il prezioso nome della compianta nonna – e la governante Consuelo che si occupa principalmente della bambina e dell’intera gestione della casa.
Ci sono ombre nel passato di Tomás che lo rendono inquieto e l’arrivo dall’Italia della giovane Adele – che diventerà l’educatrice della bambina – le riporterà prepotentemente in superficie.
Riuscirà a fare breccia nel suo cuore e a offrirgli il futuro che non si aspetta più da tempo?
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### Sinossi
Tomás e Juan Velasco dirigono l’azienda frutticola di famiglia, nella meravigliosa Siviglia, in terra di Spagna, dove sono cresciuti grazie all’amore di Adela, madre del fratello maggiore, che ha perdonato il tradimento del marito.
Insieme a loro, nella villa coloniale ereditata dalla donna, vivono la piccola Adela – che porta il prezioso nome della compianta nonna – e la governante Consuelo che si occupa principalmente della bambina e dell’intera gestione della casa.
Ci sono ombre nel passato di Tomás che lo rendono inquieto e l’arrivo dall’Italia della giovane Adele – che diventerà l’educatrice della bambina – le riporterà prepotentemente in superficie.
Riuscirà a fare breccia nel suo cuore e a offrirgli il futuro che non si aspetta più da tempo?

Vespertine

Possono un prete e una rockstar rispondere alla chiamata dell’amore? Diciassette anni fa, l’amicizia tra Jasper Hendricks e Nicholas Blumfeld si è trasformata in una relazione d’amore segreta. Hanno trascorso mesi idilliaci finché la chiamata di Jasper al sacerdozio è diventata impossibile da ignorare. Sconvolto, Nicky ha seguito la sua strada verso la celebrità nel mondo del rock, ma non ha mai smesso di guardarsi indietro. Oggi Jasper è un prete dichiaratamente gay e lavora duramente per aiutare i giovani vulnerabili della comunità LGBTQ. È determinato a portare cambiamenti nella Chiesa e nel mondo. Rispettato, ammirato e a proprio agio con la sua identità, Jasper ha a lungo ignorato la solitudine. Nicky, noto come Nico Blue, chitarrista e cantautore della band Vespertine, ha conquistato i cuori di milioni di ammiratori. Lui e la band hanno girato il mondo, incendiando i fan con la loro musica. Stordito dalle droghe e alimentato dalla rabbia, Nicky si sente completamente solo. Quando i componenti della band sono costretti a disintossicarsi, torna a casa, dove tutto è iniziato. Le carriere di Jasper e Nicky hanno dominato le loro vite sin da quando si sono separati da adolescenti. Quando si rivedono, devono scegliere tra i fantasmi persistenti del passato o la promessa di un nuovo futuro.

Vertigo

Benjamin “Buck” Buckler è un ex capitano SAS. Nessuno ha mai parlato di un suo errore, di una sua sconfitta, eppure lui sente il bisogno di dare un taglio al passato e voltare pagina. Lo fa con un nuovo lavoro, con un nuovo team. E soprattutto con un nuovo capo, il ricco ed enigmatico David Langdon, detto GD. Quando GD scompare, Buck incontra la donna che vive con lui, la brasiliana Alex Xavier, misteriosa e pericolosamente irresistibile. E Buck si troverà di fronte a un grande dilemma: scegliere tra la lealtà e le ben più profonde ragioni del cuore.
Vertigo è il primo romanzo della serie GD Team.

Verso un sapere dell’anima

Il libro può essere considerato come il manifesto del pensiero polivalente di Maria Zambrano. In esso si mostra infatti la genesi delle due forme di ragione, mediatrice e poetica, che ne hanno guidato tutta l’attività filosofica intrecciandosi con una costante riflessione sulla storia della filosofia e della cultura europea, la sua crisi e i suoi fallimenti dei quali l’Europa intera era arrivata ormai a soffrire mortalmente. La sfida vitale che il filosofare di Maria Zambrano assume è dettata dalla necessità, non solo teorica ma esistenziale e politica, del “rinnovamento di un’amicizia perduta” attraverso un sapere dell’anima.
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Verso ovest

Chicago, 1893. La Città Bianca, sede dell’Esposizione mondiale colombiana, in occasione dei quattrocento anni della scoperta dell’America. Gli Stati Uniti proclamano al mondo la loro volontà di potenza e il cammino che hanno fatto in poco più di un secolo di storia. Il giovane Frederick Jackson Turner sale sul podio per esporre la sua relazione su “Il significato della frontiera nella storia americana”. Nello stesso momento Buffalo Bill si sta esibendo nel suo grandioso spettacolo, Wild West, che porterà in tournée persino in Europa. Cosa hanno in comune l’uomo di spettacolo il cui nome divenne sinonimo di cowboy e il giovane ricercatore che fondò su una nuova base il racconto della storia degli Stati Uniti? Bruno Cartosio parte da questo binomio per raccontare il mito della frontiera americana, il suo significato per la storia di quel paese, la sua vitalità e la sua capacità di assorbire contraddizioni, passi falsi, bugie – e, in ultima analisi, di costruire un pezzo di storia americana e mondiale. Un viaggio fantasmagorico tra leggenda e realtà storica, cercando di separarle ma al tempo stesso misurando costantemente quanto l’una ha influenzato e determinato l’altra. Con uno sguardo sempre critico, Cartosio mostra come la costruzione di un mito, esportato in tutto il mondo dalla forza dei film western di Hollywood (che erano le pellicole preferite persino da Stalin), abbia fin da subito, ben prima di Ombre rosse e I magnifici sette, coperto una realtà segnata da crimini, sfruttamento e imperialismo, e sia servito a una nazione tutta da inventare per forgiare una parte importante della propria identità.

(source: Bol.com)

Verso La Soluzione Finale

Il 20 gennaio 1942 alcune figure di vertice del Terzo Reich si riunirono in una lussuosa villa a Wannsee, nei dintorni di Berlino, e decisero la soluzione finale nei confronti degli ebrei. Peter Longerich fornisce un’accurata contestualizzazione del verbale della riunione perché le interpretazioni dei motivi che portarono a tenere la conferenza, la sua funzione e utilità, sono varie e contraddittorie. Tranne il verbale, non esistono altri documenti inerenti alla conferenza perché sono andati distrutti. La spiegazione di Longerich è che l’Olocausto non è stato attuato in seguito a una scelta determinata, ma fu il risultato di una politica antisemita di lunga durata, sottoposta a cambiamenti contingenti, e di un processo decisionale con cui Hitler, istanza suprema del regime, insieme ad altre figure e organi dell’apparato, diede vita a un vero e proprio programma di distruzione degli ebrei d’Europa, partendo da una generica e indefinita intenzione di distruggerli.

Il 20 gennaio 1942 quindici personaggi di primo piano del regime nazionalsocialista, della Nsdap e delle SS, si riunirono su invito di Reinhard Heydrich, capo dell’Ufficio centrale per la sicurezza del Reich, in una lussuosa villa situata sulle sponde del lago Wannsee alla periferia di Berlino. Il contrasto tra la bellezza del luogo e lo scopo della manifestazione non poteva essere piú stridente: la dimora utilizzata dalle SS come foresteria fu scelta per definire la cosiddetta ‘soluzione finale della questione ebraica’. Oggi il verbale della conferenza di Wannsee è considerato sinonimo del genocidio degli ebrei d’Europa, di uno sterminio lucido, burocratico, basato sulla divisione del lavoro: un documento inconcepibile, il promemoria di come la follia dottrinaria e omicida del sistema nazista, per ordine della principale autorità del regime, si trasformò in azione concreta, in intervento statale, in un piano portato a termine senza pietà. In questo libro Peter Longerich presenta e approfondisce un’interpretazione della conferenza e del verbale che rielabora gli spunti offerti dalle ricerche precedenti, per costruire una spiegazione piú articolata: dimostrare che l’Olocausto non fu l’esito di un’unica decisione presa a livello centrale ma il risultato di un esteso processo che vide Hitler, istanza primaria del Terzo Reich, sviluppare e avviare gradualmente, da una generica intenzione di distruggere gli ebrei, un programma di genocidio in stretta collaborazione con altri componenti dell’apparato di potere.

(source: Bol.com)

Verso La Secessione Dei Ricchi?

Si sente dire che Veneto e Lombardia vogliono l’autonomia regionale differenziata. Ma pochissimi italiani sanno di che cosa si tratta effettivamente: anche perché se ne parla poco, e in modo volutamente molto vago. Questo breve saggio racconta le origini di questo processo, le richieste regionali e le loro possibili implicazioni. Mostra così che non si tratta di una piccola questione amministrativa, che riguarda solo i cittadini di quelle regioni, ma di una grande questione politica, che riguarda tutti gli italiani. Che può portare ad una vera e propria “secessione dei ricchi”; spezzettare la scuola pubblica italiana; creare cittadini con diritti di cittadinanza di serie A e di serie B a seconda della regione in cui vivono.

Verso l’aurora

1817 – La severa Prunella è molto preoccupata per la sorella minore Nanette: ella viene assiduamente corteggiata dall’Onorevole Pascoe Lowes e naturalmente il fatto che Nanette sia una ricca ereditiera, mentre Pascoe venga considerato un dandy ed un cacciatore di dote, non rassicura Prunella sulla natura di questo romanzo d’amore. Prunella, come estrema risorsa per allontanare lo sgradito corteggiatore, chiede aiuto allo zio del ragazzo, il nuovo conte di Winslow. Purtroppo le sue speranze sono destinate ad essere amaramente deluse: lord Winslow sembra più divertito che scandalizzato dal racconto di Prunella e si rifiuta di separare i due innamorati, accusando la fanciulla di insensibilità e di eccessivo rigore.