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Vita standard di un venditore provvisorio di collant

Vita standard di un venditore provvisorio di collant by Aldo Busi, Marco Cavalli, Andreina Del Vecchio
Che fine ha fatto Giorgina Washingon? E cosa spinge l’intellettuale critico e plurilingue Angelo Bazarovi a accompagnare in giro per l’Europa un piccolo industriale arraffatutto, cinico, volgare e semianalfabeta come Celestino Lometto? “C’era un magnete che li spingeva l’uno negli artigli dell’altro e, nello stesso tempo l’angelo dell’uno volava nel celestino dell’altro”, trasformando la storia di una strana amicizia provvisoria in una memorabile ricognizione della nostra società provincial-capitalistica e i misteriosi intrighi di un calzettaio mantovano nella parabola dolente della falsità standard di ogni vita umana. Angelica, magnetica, artigliante, diabolica, in questo suo secondo romanzo la scrittura di Aldo Busi ha intrecciato le emozioni del “giallo” alla ricerca di una nuova moralità linguistica, ingaggiando i lettori in una sfida all’ultima parola.

La vita serena

«UN BRAVISSIMO NARRATORE E UN GRANDE INSEGNANTE.» THICH NHAT HANH Per trovare la pace interiore e la vera saggezza non hai bisogno di trasferirti in un monastero. La tua vita, esattamente così com’è, è il posto giusto. Jack Kornfield, uno dei maggiori maestri occidentali di buddhismo condivide con i lettori oltre quarant’anni di studi e di pratica di meditazione in ogni ambito della vita. In questo libro imparerai a: coltivare la gentilezza, essere un genitore amorevole e consapevole, migliorare la spiritualità e la sessualità, offrire il perdono, impegnarti per alleviare le sofferenze del mondo. La vita serena include alcune semplici esercizi di meditazione per risvegliare la nostra anima buddhista – il nostro cuore più saggio e compassionevole – in mezzo agli alti e bassi della vita di tutti i giorni.
(source: Bol.com)

Vita sentimentale di un camionista

“La gente non si muove mai, rimane sempre allo stesso posto, appiccicata a quel che vede dalle finestre di casa, tante volte il muro del vicino, un palo della luce. Lui non ce la faceva. Come camionista lavorava di più, ma ogni giorno vedeva una città diversa.” Il ritratto di un uomo ossessionato dal cambiamento, che non riesce a concepire la vita se non come un fuggire e un tornare, accanto a corpi immobili: corpi di case, di città, di alberi. O corpi di donne: fisicamente immobili, se sono le compagne a pagamento in un motel; psicologicamente immobili, se sono la moglie e l’amante fissa, che diventano insopportabili non appena manifestano un sentimento autonomo.

La Vita Segreta Di Giuseppina Bonaparte

La vita segreta di Giuseppina Bonaparte by Carolly Erickson
Giuseppina è ancora giovanissima quando lascia la sua famiglia e la colonia francese della Martinica, dove è nata e cresciuta, per sposare l’arrogante aristocratico Alexandre de Beauharnais. Nonostante la nascita di due figli, la loro unione non è felice e, durante i turbolenti anni della Rivoluzione francese e del Terrore, Giuseppina conosce la povertà e l’orrore della prigionia, rischiando addirittura la ghigliottina.
Il suo fascino esotico e la sua inarrestabile ambizione la sorreggono però anche nei momenti più difficili, sino all’incontro con Napoleone Bonaparte, che cambierà per sempre il suo destino. Mentre lui domina sulla scena politica e sui campi di battaglia, creando un impero sterminato e incoronando se stesso e la moglie imperatori di Francia, lei diviene l’incontrastata regina dell’alta società grazie al suo irresistibile magnetismo fatto di eleganza, charme, forza e vulnerabilità. Ma dietro le apparenze si nasconde una realtà ben diversa: il cuore di Giuseppina appartiene a un altro uomo, il misterioso straniero che l’aveva conquistata molti anni prima in Martinica e che lei non può dimenticare. Carolly Erickson, famosa autrice di saggi e biografie storiche, ritorna con l’appassionante racconto della vita della prima moglie di Napoleone. Scritto in prima persona, il romanzo segue la protagonista lungo l’intero arco della sua esistenza, tracciando il ritratto a tutto tondo di una figura tanto sfaccettata e della sua epoca.

La vita segreta delle mucche

La vita segreta delle mucche by Rosamund Young
«*Un libro che cambia il modo con cui guardiamo il mondo.*»
**Alan Bennett**
«*Rosamund svela i lati più intimi e “umani” degli animali.*»
**NaturalStyle – Antonella Fiori**
«*Nel libro di un’allevatrice inglese, un ritratto della vita bovina pieno di empatia, con un messaggio importante anche per noi umani.*»
**Gioia – Monica Ceci**
«*Rosamund Young narra pensieri e muggiti delle sue mucche. Ne è venuto fuori un bestseller.*»
**Venerdì – la Repubblica – Paola Zanuttini**
***Di bovini, come di persone, ce ne sono di tutti i tipi.***

Alla fattoria di Kite’s Nest, nel cuore della campagna inglese, le mucche – ma anche le pecore, i maiali, le galline – vivono in piena libertà: possono scegliere autonomamente come muoversi, dove pascolare, chi frequentare, come trascorrere il loro tempo. E, lasciate libere, esprimono tutta la loro particolarissima identità: Chippy Minton, per esempio, non riesce a dormire con le zampe sporche di fango, e tutti i giorni fa ritorno al fienile per pulirsi. A Cicciotta gli uomini stanno più simpatici delle donne. Il toro Jake invece ha un vizio: sembra sia diventato dipendente dai fumi di scarico di un vecchio Land Rover. Gemima, la mucca più fiera e indipendente, saluta tutti quasi irritata, scrollando la testa. In questo ironico racconto capace di scaldare i cuori, Rosamund Young ci accompagna con grazia tra i campi della tenuta di famiglia, e ci svela come le mucche amano, giocano e si legano fino a formare amicizie in grado di durare per sempre, mostrandoci il mondo e la vita degli animali da una prospettiva totalmente nuova, e riportandoci a contatto con una natura affettuosa e materna, in una fattoria che non potremo fare a meno di sognare come casa.

La vita segreta delle donne fiore

La vita segreta delle donne fiore by Ledicia Costas
«Violeta, che promessa mi hai fatto quattro anni fa?» le chiese il nonno, senza riuscire a dissimulare un tono leggermente adirato.
«Che avrei custodito il nostro segreto sopra ogni cosa» mormorò lei un po’ abbattuta.
«E per quale ragione hai fatto quella promessa?» proseguì il nonno, deciso a farla riflettere.
«Perché svelare il segreto significa mettere a rischio la mia vita.»

La vita secondo Jane Austen

La vita secondo Jane Austen by William Deresiewicz, Claudio Carcano
Quando William Deresiewicz, all’età di ventisette anni, scopre Jane Austen, è un giovane presuntuoso, sentimentalmente immaturo e persuaso che quei «romanzetti da femmine» non facciano di certo per lui. Pochi mesi dopo è un uomo trasformato: nelle pagine dei romanzi austeniani, infatti, scopre un mondo di verità e valori universali e impara a considerare la vita e i rapporti con le persone che lo circondano in chiave completamente diversa; impara a vivere intensamente e veramente. Emma gli insegna a «prestare attenzione alle piccole cose di ogni giorno»; grazie a Orgoglio e pregiudizio si accorge che, ebbene sì, «nessuno nasce perfetto»; L’abbazia di Northanger lo mette in guardia dal rischio di «dare per scontato ciò che si ha»; seguendo le peripezie dei protagonisti di Mansfield Park capisce che divertimento non è sinonimo di felicità; scopre il vero valore dell’amicizia leggendo Persuasione; e infine, accompagnato da Ragione e sentimento, impara che amare significa crescere insieme.Questa è la commovente storia di un uomo che scopre Jane Austen, se ne innamora perdutamente e, grazie a lei, incontra la donna della sua vita. Storia di un’educazione sentimentale; percorso di crescita e di scoperta di sé e degli altri, attraverso le pagine dei sei romanzi austeniani.

La vita non è un film

Torna Chiara, la buffa e un po’ imbranata protagonista di Volevo essere una gatta morta. E stavolta le sue catastrofiche avventure sentimentali si colorano di una tinta gialla che le rende ancora piú avvincenti.
Chiara ha una casa tutta per sé, e anche un lavoro, neppure troppo precario, in un’improbabile ditta di cosmetici. Non combatte piú con le gatte morte, si è rassegnata a vederle prevalere sempre e comunque. Gli uomini vanno e non vengono, mentre le amiche rimangono le stesse, ingombranti quanto affettuose. Tutto (quasi) normale, insomma, finché qualcuno non comincia a perseguitarla, mandandole lettere sempre piú minacciose e penetrando addirittura in casa sua. Un disastro, non fosse che a indagare sul misterioso stalker è il commissario di polizia Patrick Garano: bello e impossibile, pare appena uscito da uno dei film che Chiara guarda e riguarda, sognando a occhi aperti…
***
‘Chiara Moscardelli, con stile ironico e deciso, dà voce a tutte quelle ragazze alla ricerca disperata di una vita normale, con un lavoro almeno soddisfacente e se possibile un fidanzato’.
**’Vanity Fair’**
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‘Beato chi sa far ridere, beato chi sa trasformare le proprie disgrazie in materia esilarante…’
**’Il Venerdí di Repubblica’**
(source: Bol.com)

La vita nascosta del cervello (Saggi Giunti Psicologia)

Noi riteniamo di essere consapevoli di gran parte dei nostri processi mentali ma la verità è diversa in quanto gran parte delle attività nervose sono inconsce. Il nostro cervello lavora anche quando riteniamo di aver staccato la spina e gran parte dei processi mentali, dalla visione, alla memoria, alle decisioni accadono a livello inconscio. Un inconscio diverso rispetto a quello freudiano ma non per questo meno inquietante in quanto numerose funzioni mentali si verificano nostro malgrado o, più semplicemente, a nostra insaputa. Dai primi stati di formazione della mente infantile alla memoria, alle decisioni, ai desideri, alle gratificazioni, ai processi creativi, la dimensione inconscia della mente gioca un ruolo fondamentale e indica che non tutto ciò che accade nel cervello traspare all’Io.
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### Sinossi
Noi riteniamo di essere consapevoli di gran parte dei nostri processi mentali ma la verità è diversa in quanto gran parte delle attività nervose sono inconsce. Il nostro cervello lavora anche quando riteniamo di aver staccato la spina e gran parte dei processi mentali, dalla visione, alla memoria, alle decisioni accadono a livello inconscio. Un inconscio diverso rispetto a quello freudiano ma non per questo meno inquietante in quanto numerose funzioni mentali si verificano nostro malgrado o, più semplicemente, a nostra insaputa. Dai primi stati di formazione della mente infantile alla memoria, alle decisioni, ai desideri, alle gratificazioni, ai processi creativi, la dimensione inconscia della mente gioca un ruolo fondamentale e indica che non tutto ciò che accade nel cervello traspare all’Io.

Una vita meno ordinaria

In una grande casa di Delhi, una domestica sta spolverando i libri dell’imponente biblioteca di un docente di antropologia in pensione. Comincia a sfogliarne uno, a leggere le prime pagine, quando il vecchio professore la sorprende. Ma invece del temuto rimprovero, arriva un incoraggiamento a continuare la lettura, e il regalo di un quaderno e di una penna su cui scrivere i propri ricordi. A volte basta così poco per cambiare una vita. Davanti a Baby Halder si spalanca un mondo nuovo: scopre che affidare alla carta un passato di maltrattamenti, disgrazie e umiliazioni è un’esperienza liberatoria, ma non può immaginare che nel giro di qualche mese i suoi scritti diventeranno il caso letterario più amato e discusso dell’India, oltre a venir tradotti in dieci lingue. Ad avere toccato una corda profonda nei lettori di tutto il mondo è l’autobiografia di una bambina abbandonata dalla madre, costretta a sopportare prima l’indifferenza della matrigna e di un padre assente, poi la brutalità di un uomo sposato a dodici anni e di quattordici più vecchio di lei. Una donna che un giorno ha deciso di fuggire con i suoi figli, tentando la fortuna nella grande città per riscattarsi dall’infimo livello della gerarchla sociale indiana e dal destino di rinuncia e sottomissione cui sembrava condannata. Una storia vera che ha il sapore di una favola moderna sulla speranza, il coraggio, il riscatto e il potere della letteratura.
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La vita inaspettata

Se una sorprendente concatenazione di accidenti ecologici non si fosse verificata, noi non saremmo qui. Lo stesso vale per la nascita di piante e animali nel Cambriano, per l’estinzione dei dinosauri e la successiva fortuna dei mammiferi: in sintesi, per tutto ciò che ci ha permesso di diventare umani. Siamo dunque figli di una radicale contingenza storica, il processo evolutivo resta intrinsecamente imprevedibile ma proprio la contingenza e l’imprevedibilità del nostro divenire evolutivo, e non le deleghe a fondamenti esterni, sono il sostegno di virtù morali e vita autentica.
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### Sinossi
Se una sorprendente concatenazione di accidenti ecologici non si fosse verificata, noi non saremmo qui. Lo stesso vale per la nascita di piante e animali nel Cambriano, per l’estinzione dei dinosauri e la successiva fortuna dei mammiferi: in sintesi, per tutto ciò che ci ha permesso di diventare umani. Siamo dunque figli di una radicale contingenza storica, il processo evolutivo resta intrinsecamente imprevedibile ma proprio la contingenza e l’imprevedibilità del nostro divenire evolutivo, e non le deleghe a fondamenti esterni, sono il sostegno di virtù morali e vita autentica.

Una vita in prestito

Genova, località Fabbriche. Ottobre: Maria, una bambina di undici anni, sparisce da casa, un edificio un po’ isolato, in collina. Le ricerche sono inutili, Maria sembra scomparsa nel nulla. Unico indizio: un suo quaderno. Sopra, una serie di impronte digitali sconosciute. L’avranno presa gli zingari o è stata vittima di un pedofilo? Dicembre: il corpo di Maria viene ritrovato nel bosco. Le indagini sembrano in un vicolo cieco, eppure Erica e Maffina, incaricati del caso, trovano un’inaspettata traccia, celata in un passato sepolto e torbido

La vita familiare e sociale degli indiani Nambikwara. Un modello di ricerca antropologica

Uscita a Parigi nel 1948, quest’opera raccoglie in un’organica monografia il frutto dei lunghi mesi di ricerca etnografica che, dieci anni prima, Claude Lévi-Strauss aveva trascorso fra i Nambikwara, una delle più «primitive» popolazioni del Mato Grosso. E’ lunico volume in cui si sia trasmessa l’esperienza sul terreno del celebre antopologo; e non a caso è dedicato alla società indigena che più profondamente ha scosso e permeato la sensibilità culturale di Lévi-Strauss, durante i suoi viaggi nei «tristi tropici» dell’America del Sud. Questa simpatia personale, unita al rigore scientifico del grande studioso, da luogo ad un indagine unica nella pur ricca letteratura etnografica degli ultimi decenni. Ogni aspetto della cultura Nambikwara viene descritto e analizzato: vita quotidiana e vincoli di parentela, pratiche magiche e forme di commercio, regole linguistiche e atteggiamenti psicologici, rapporti sessuali e teoria della morte. E il lettore, in un salutare spaesamento, vive l’avventura dell’etnografo che per la prima volta s’accampa nella boscaglia con gli Indiani, ed è «preso dall’angoscia e dalla pietà di fronte allo spettacolo di questa umanità così totalmente indifesa». Ma, come l’etografo, finisce per invidiare la loro miseria «animata da bisbigli», il loro accoppiarsi «nella nostalgia di una unità perduta», le lora carezze che «non s’interrompono al passaggio dell’estraneo»: perchè coglie in tutti «un’immensa gentilezza, una profonda indifferenza, un’ingenua e deliziosa soddisfazione animale, qualche cosa che assomiglia all’espressione più commovente della tenerezza umana».

La vita emotiva del cervello

Cosa succede nel nostro cervello quando siamo tristi o euforici, arrabbiati o ottimisti, oppure quando abbiamo a che fare con gli altri? Quali sono le strutture cerebrali alla base della vita emotiva? Fino a non molti anni fa la ricerca psicologica e neuroscientifica non era affatto interessata al «cuore», ma solo alla «testa», ossia alle funzioni cognitive. Negli anni Settanta alcuni studiosi intrapresero una serie di ricerche pionieristiche che avrebbero portato alla nascita delle cosiddette «neuroscienze affettive». Oggi Richard Davidson è un protagonista assoluto di questa nuova disciplina, riuscendo a dimostrare l’intuizione che lo aveva folgorato all’inizio degli anni Settanta ad Harvard: ragione e sentimento non sono polarità inconciliabili, e a ciascuna corrispondono zone e funzioni cerebrali specifiche. Su queste basi Davidson ha elaborato la teoria degli Stili Emozionali, sei dimensioni emotive che descrivono la personalità di ognuno. Poiché le emozioni si fondano su precise basi neurali, è possibile intervenire sui nostri comportamenti, disfunzionali o meno. Le neuroscienze hanno persino individuato nella meditazione uno strumento molto potente per modificare le strutture cerebrali, sfruttandone la neuroplasticità. A garanzia del valore di queste ricerche, l’équipe di «collaboratori» di Davidson annovera niente meno che il Dalai Lama. Il cervello non è una scatola impenetrabile e immutabile come si è pensato per secoli: migliorandone il funzionamento, possiamo vivere meglio con noi stessi e con gli altri.
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Cosa succede nel nostro cervello quando siamo tristi o euforici, arrabbiati o ottimisti, oppure quando abbiamo a che fare con gli altri? Quali sono le strutture cerebrali alla base della vita emotiva? Fino a non molti anni fa la ricerca psicologica e neuroscientifica non era affatto interessata al «cuore», ma solo alla «testa», ossia alle funzioni cognitive. Negli anni Settanta alcuni studiosi intrapresero una serie di ricerche pionieristiche che avrebbero portato alla nascita delle cosiddette «neuroscienze affettive». Oggi Richard Davidson è un protagonista assoluto di questa nuova disciplina, riuscendo a dimostrare l’intuizione che lo aveva folgorato all’inizio degli anni Settanta ad Harvard: ragione e sentimento non sono polarità inconciliabili, e a ciascuna corrispondono zone e funzioni cerebrali specifiche. Su queste basi Davidson ha elaborato la teoria degli Stili Emozionali, sei dimensioni emotive che descrivono la personalità di ognuno. Poiché le emozioni si fondano su precise basi neurali, è possibile intervenire sui nostri comportamenti, disfunzionali o meno. Le neuroscienze hanno persino individuato nella meditazione uno strumento molto potente per modificare le strutture cerebrali, sfruttandone la neuroplasticità. A garanzia del valore di queste ricerche, l’équipe di «collaboratori» di Davidson annovera niente meno che il Dalai Lama. Il cervello non è una scatola impenetrabile e immutabile come si è pensato per secoli: migliorandone il funzionamento, possiamo vivere meglio con noi stessi e con gli altri.

La vita è un viaggio

La vita è un viaggio, e gli italiani viaggiano soli. Com’è difficile trovare chi ci guidi, chi ci accompagni, chi ci incoraggi. Siamo una nazione al valico: dobbiamo decidere se dirigerci verso la normalità europea o tornare indietro. Siamo un Paese incerto tra immobilità e fuga. Fuga all’estero, fughe tra egoismi e piccole ossessioni che profumano di anestetico (ossessioni tecnologiche, gastronomiche, sportive, sessuali). La vita è un viaggio non vuole indicare una mèta. Prova invece a fornire qualche consiglio per la traversata. Suggerimenti individuali, non considerazioni generali (o, peggio, generiche). La destinazione la decide chi viaggia. Ma una guida, come sappiamo, è utile. Per partire non servono troppe parole: ne bastano venti, come i chilogrammi di bagaglio consentiti in aereo (classe economica). Venti vocaboli per orientarci. Parleremo di incoraggiamento, insegnamento, ispirazione. Parleremo di brevità e precisione, qualità indispensabili in questi tempi affollati. Parleremo dell’importanza di trovare persone di riferimento. Parleremo della gioia d’impegnarsi con gli altri e, magari, per gli altri. Parleremo della saggezza di scoprire soddisfazione nelle cose semplici. Parleremo di scelte, atteggiamenti, comportamenti, insidie da evitare e consolazioni a portata di mano. Dopo *Italiani di domani*, un nuovo libro come navigatore. Un navigatore ironico, affettuoso e preciso. L’autore, ancora una volta, riesce a intuire il momento dell’Italia, le sue ansie e le sue possibilità: e lo fotografa con implacabile lucidità. *La vita è un viaggio* è dedicato “a tutte le ragazze e i ragazzi italiani, tra dieci e cent’anni”. Per ripensare se stessi non è mai troppo tardi o troppo presto.