57809–57824 di 74503 risultati

Gli immortali

Avvolto nelle brume della preistoria si cela un segreto che per centinaia di migliaia di anni nessuno è riuscito a svelare. Un gruppo di esseri umani ha scoperto il modo di vivere indefinitamente, ma l’esistenza degli immortali non è pacifica né priva di pericoli, perchè le civiltà che si succedono nei millenni rappresentano una sfida al loro potere e un rischio che non sempre può essere calcolato. Gli immortali, inoltre, hanno un progetto che li isola dal resto del mondo, la conquista dell’infinito. Nel suo ultimo romanzo Poul Anderson ha voluto tracciare un’avventura che si snoda in un arco di tempo lunghissimo e che si proietta verso un futuro spettacolare. Un romanzo poderoso e avvincente che approda sulle pagine di URANIA dopo aver riscosso grande successo in libreria nella collana Altri mondi.
Copertina: Oscar CHICHONI

Immortale odium

Roma, 1881: la salma di papa Pio IX viene trasportata di notte nella chiesa di San Lorenzo in Lucina, per essere tumulata. Un gruppo di anticlericali assale il corteo e cerca di gettare la bara nel Tevere. In seguito, una loggia massonica conia una medaglia per i partecipanti all’assalto: l’incisione evoca l'”immortale odium” per il Papato. Da questa storia vera, Rino Cammilleri ha tratto un provocatorio [leggi tutto …] thriller storico in cui, parecchi anni dopo quei fatti, un misterioso gruppo, “I sette Maccabei”, comincia a uccidere uno a uno i possessori di quella medaglia, e un ex poliziotto ora prete, don Alicante, indaga per conto del papa. Verrà alla luce un mistero scandaloso, legato alle vicende della Repubblica Romana di Mazzini.

L’immaginazione creatrice. Le radici del sufismo

«L’immaginazione attiva è essenzialmente l’organo delle teofanie, poiché essa è l’organo della Creazione, e quest’ultima è essenzialmente teofania. Nella misura stessa in cui l’Essere Divino è creatore poiché ha voluto conoscersi negli esseri che lo conoscono, è impossibile dire che l’immaginazione sia ‘illusoria’. Il nostro essere manifestato è l’immaginazione divina; la nostra immaginazione è immaginazione dentro la sua immaginazione.» (Henry Corbin)
Questo studio magistrale su Ibn ‘Arabî, uno dei più grandi filosofi e mistici sufi, ci fa conoscere aspetti essenziali e suggestivi della corrente esoterica dell’Islam. Ci imbattiamo così in un Dio ‘patetico’ piuttosto che onnipotente, venato di tristezza e nostalgia. La creazione, atto della sua immaginazione, proviene dal suo bisogno di essere conosciuto, e il cuore del mistico è il luogo in cui essa trova il proprio vero compimento. Dice Ibn ‘Arabî: «se egli, col suo essere, ci ha dato la vita e l’esistenza, anch’io do a lui vita conoscendolo nel mio cuore»
Henry Corbin è tra i massimi orientalisti del Novecento, filosofo e storico delle religioni. La sua opera ha esercitato un’influenza profonda ben oltre il perimetro degli studi specialistici e le sue opere hanno favorito il dialogo tra le culture e, soprattutto, tra Occidente e Oriente. Questo libro in particolare è dedicato a Ibn Arabi (1165-1240), fra i più grandi filosofi e mistici dell’Islam, e diventa l’occasione per far conoscere al lettore aspetti essenziali e affascinanti del sufismo, la corrente esoterica dell’Islam in cui la spiritualità si accompagna alla più grande tolleranza.

L’immaginazione al potere

L’immaginazione al potere è il celebre slogan coniato a Parigi, nel 1968, durante la cosiddetta rivoluzione di maggio. E Clifford Simak, che di immaginazione ne ha sempre avuta da vendere, l’ha preso alla lettera. Ma questo non è, ripetiamo non è, un romanzo di fantasy. Streghe e castelli incantati, soldati nordisti e sudisti, personaggi di romanzi e di fumetti, lupi mannari e serpenti di mare hanno qui una ragione d’essere perfettamente razionale, una funzionalità d’ordine niente affatto soprannaturale, una presenza e un potere tutt’altro che fiabeschi. Sono lo sterminato esercito dell’immaginazione, col quale l’umanità si trova tutto a un tratto a dover fare i conti; e sono forse, suggerisce Simak come l’anonimo contestatario parigino, la sola via per uscire dal vicolo cieco in cui la nostra specie si è cacciata.
Copertina di Karel Thole

L’imitatore di voci

Rare cose fanno sognare come quelle notizie di cronaca che racchiudono un destino in poche righe dettate in tono di spassionata neutralità. In questo libro Thomas Bernhard ha scelto come forma letteraria appunto la notizia di cronaca. Così troveremo qui più di cento romanzi in altrettante pagine. Prendendo di sorpresa il lettore, e sostituendo una guizzante velocità al martellio ossessivo dei suoi libri più celebri, Bernhard inanella una serie di storie esilaranti e oltraggiose, tutte enunciate da un cronista che si pretende di impeccabile sobrietà e precisione. I fatti innanzitutto – sembra dirci, con celato sarcasmo. E i fatti, nella loro nudità, riescono pur sempre a sbalordirci. Sono multiformi e coatti come il protagonista della storia che dà il titolo al libro: un imitatore di voci che riusciva a imitare ogni voce possibile ma rimaneva interdetto e si dichiarava incapace quando gli chiedevano di imitare la propria. “L’imitatore di voci” è apparso per la prima volta nel 1978.
(source: Bol.com)

Imboscata alla città

New Woodstock ha qualche migliaio di abitanti, un consiglio municipale, una clinica, un servizio di polizia, una scuola, un supermercato, insomma tutte le cose che formano una cittadina americana media. La sola differenza e che New Woodstock si muove. Nella realtà socio-economica di dopodomani, le città migranti sono un’ipotesi perfettamente plausibile, il gradino obbligatorio dopo le tendopoli dei campeggi e gli assembramenti di roulottes che tutti conosciamo. Città autosufficienti, che a una media di 100 Km. all’ora si spostano da un capo all’altro degli Stati Uniti, o decidono di attraversare il confine messicano e passare piacevolmente qualche mese, o anno, in Sudamerica. L’eterna vacanza, dunque? Il paradiso su ruote? Mack Reynolds, uno dei più autorevoli rappresentanti della fantascienza detta “sociologica” non e cosi ottimista: i suoi nomadi troveranno sul loro cammino accoglienze tutt’altro che amichevoli.
Copertina di Karel Thole

Imagica

###
Imagica: un universo costituito da cinque Domini, cinque mondi paralleli di cui solo il quinto (la Terra), in cui regnano le potenze infernali, ignora l’esistenza degli altri. L’eterna lotta tra forze del Bene e del Male, una misteriosa Società che vuole cancellare dalla Terra ogni forma di magia, le strabilianti avventure del Riconciliatore che assume su di sé una missione impossibile.

Illusioni nella notte

Signore delle ombre, padrone delle illusioni
schiavo di una passione fatale…
Bionda e delicata d’aspetto, ma in realtà di carattere forte e determinato, Shannon Mallory è alle prese con un caso difficile e doloroso: il brutale omicidio di Tawny, la sua migliore amica. Le modalità fanno pensare a un maniaco che si atteggia a vampiro, e tutti gli indizi portano a Damien Namtar, illusionista di fama mondiale che tuttavia si rivela ben presto il principale alleato della giovane investigatrice privata. Sempre più uniti da un sentimento di cui non vogliono ammettere l’esistenza, i due si troveranno ad affrontare una minaccia mortale che giunge dal passato di Damien, dalla sua ricerca dell’immortalità, quando ancora il mondo era giovane.
**
### Sinossi
Signore delle ombre, padrone delle illusioni
schiavo di una passione fatale…
Bionda e delicata d’aspetto, ma in realtà di carattere forte e determinato, Shannon Mallory è alle prese con un caso difficile e doloroso: il brutale omicidio di Tawny, la sua migliore amica. Le modalità fanno pensare a un maniaco che si atteggia a vampiro, e tutti gli indizi portano a Damien Namtar, illusionista di fama mondiale che tuttavia si rivela ben presto il principale alleato della giovane investigatrice privata. Sempre più uniti da un sentimento di cui non vogliono ammettere l’esistenza, i due si troveranno ad affrontare una minaccia mortale che giunge dal passato di Damien, dalla sua ricerca dell’immortalità, quando ancora il mondo era giovane.

L’illusione della verità

**Due sorelle scomparse. Una sola torna a casa, raccontando una verità sconcertante…**
Quella sera, in casa scoppia una lite furiosa. Dopo le urla e i pianti, si avverte il rombo di un motore, poi il silenzio. La mattina seguente, le sorelle Tanner sono scomparse. L’auto della diciassettenne Emma viene ritrovata nei pressi della spiaggia: all’interno, solo la borsa e le scarpe della ragazza. Della quindicenne Cassandra, invece, nessuna traccia. Senza ulteriori indizi, le autorità vagliano tutte le ipotesi, per poi congelare il caso.

Tre anni dopo, Cassandra torna a casa… da sola. Racconta che lei ed Emma sono state rapite e tenute prigioniere su una misteriosa isola del Maine, senza telefono, televisione o elettricità. La sua versione dei fatti, però, è piena di buchi; in particolare, il racconto del giorno della scomparsa non coincide con le deposizioni raccolte dai detective. Sembrerebbe che la memoria della ragazza sia ancora compromessa dal trauma eppure, per la psicologa forense Abby Winter, i conti non tornano. È successo qualcosa quella notte di tre anni prima, qualcosa che la famiglia Tanner sta tentando disperatamente di nascondere. In cerca di risposte, la dottoressa rivolge quindi lo sguardo verso la madre, il patrigno e il fratellastro di Cassandra. A poco a poco, nel quadro apparentemente perfetto di quella famiglia come tante, Abby intuisce inquietanti crepe e indizi che conducono lungo una strada costellata di menzogne, inganni e tradimenti. Una strada che Abby sarà costretta a percorrere, se vuole salvare Emma…

Dopo *Non tutto si dimentica *– romanzo d’esordio tradotto in oltre 20 Paesi –, Wendy Walker ci riporta tra le ombre più oscure dei rapporti familiari, con una storia che coniuga magistralmente suspense, introspezione psicologica e perturbanti colpi di scena.

**
### Sinossi
**Due sorelle scomparse. Una sola torna a casa, raccontando una verità sconcertante…**
Quella sera, in casa scoppia una lite furiosa. Dopo le urla e i pianti, si avverte il rombo di un motore, poi il silenzio. La mattina seguente, le sorelle Tanner sono scomparse. L’auto della diciassettenne Emma viene ritrovata nei pressi della spiaggia: all’interno, solo la borsa e le scarpe della ragazza. Della quindicenne Cassandra, invece, nessuna traccia. Senza ulteriori indizi, le autorità vagliano tutte le ipotesi, per poi congelare il caso.

Tre anni dopo, Cassandra torna a casa… da sola. Racconta che lei ed Emma sono state rapite e tenute prigioniere su una misteriosa isola del Maine, senza telefono, televisione o elettricità. La sua versione dei fatti, però, è piena di buchi; in particolare, il racconto del giorno della scomparsa non coincide con le deposizioni raccolte dai detective. Sembrerebbe che la memoria della ragazza sia ancora compromessa dal trauma eppure, per la psicologa forense Abby Winter, i conti non tornano. È successo qualcosa quella notte di tre anni prima, qualcosa che la famiglia Tanner sta tentando disperatamente di nascondere. In cerca di risposte, la dottoressa rivolge quindi lo sguardo verso la madre, il patrigno e il fratellastro di Cassandra. A poco a poco, nel quadro apparentemente perfetto di quella famiglia come tante, Abby intuisce inquietanti crepe e indizi che conducono lungo una strada costellata di menzogne, inganni e tradimenti. Una strada che Abby sarà costretta a percorrere, se vuole salvare Emma…

Dopo *Non tutto si dimentica *– romanzo d’esordio tradotto in oltre 20 Paesi –, Wendy Walker ci riporta tra le ombre più oscure dei rapporti familiari, con una storia che coniuga magistralmente suspense, introspezione psicologica e perturbanti colpi di scena.

L’illuminismo perduto

In questo ampio saggio riccamente illustrato, S. Frederick Starr racconta la storia affascinante e in gran parte sconosciuta dell’illuminismo medievale nella Grande Asia centrale. La vita movimentata in popolose città organizzate e le sorprendenti creazioni di molte importanti personalità nei piú svariati campi del sapere vengono collocate dall’autore all’interno di un vivace affresco storico del periodo. Poiché molti scienziati e intellettuali scrissero per lo piú in arabo, a lungo sono stati definiti ‘arabi’. In realtà, appartenevano a popolazioni persiane e turche che vivevano nella vasta regione che oggi si estende dal Kazakistan all’Afghanistan e dall’area piú orientale dell’Iran fino allo Xinjiang, in Cina. Fu infatti nell’Asia centrale che tra il 750 e il 1150 si diede un nome all’algebra, si calcolò il diametro della Terra con una precisione senza precedenti, si scrissero alcune delle piú belle poesie del mondo e libri che sarebbero serviti a definire la medicina europea. Con i soli strumenti della logica, basandosi sui dati dell’osservazione diretta, il persiano Biruni dedusse persino che dovevano esistere altre terre oltre a quelle conosciute, scoprendo in un certo senso l’America cinque secoli prima di Colombo. Raramente nella storia vi fu una simile concentrazione spaziale e temporale di saperi. Non c’è da stupirsi che ciò abbia influenzato la cultura europea dai tempi di Tommaso d’Aquino fino alla Rivoluzione scientifica, e abbia avuto un medesimo, profondo impatto in India e in gran parte dell’Asia. Questa storia culturale e intellettuale dell’Asia centrale inquadra nascita, sviluppo e declino di un periodo cruciale nella storia dell’umanità.
(source: Bol.com)

Illuminati. Viaggio nel cuore nero della cospirazione mondiale

Nel 1990, agenti federali fanno irruzione in un’azienda di giochi americana portando via tutti i computer, alcuni dei quali mai più restituiti, anche quando le accuse che avevano portato al blitz decadono. Tra i giochi sequestrati, ce n’è uno di carte, Illuminati. Che la vera ragione del sequestro siano le carte, che riportano immagini molto simili ad altre diventate poi notissime dell’esplosione delle Twin Towers, dell’aereo schiantato sul Pentagono o del maremoto di Fukushima, nessuno lo dice ufficialmente, ma, alla luce di quanto avvenuto nel 2001 e nel 2011, pare molto probabile. E può esserci un collegamento tra questo episodio e gli esclusivi incontri del Bohemian Club o del Gruppo Bilderberg, a cui fa capo il gotha della finanza e della politica europea e mondiale? Che esista un ristretto gruppo di persone talmente potenti da infiltrarsi in ogni ambito della vita sociale e politica mondiale e di influenzare ogni decisione che ci riguardi è ormai più che un sospetto per molti. Quello che non tutti sanno è che queste persone, note o sconosciute, farebbero parte di una società segreta di storiche origini, quella degli Illuminati. Verità? Menzogna? Esistono prove della loro esistenza? Adam Kadmon, il personaggio misterioso che raccoglie milioni di contatti sul web, di coincidenze – prove, forse? – ne presenta a centinaia. E per la prima volta delinea la mappa e le strategie degli artefici della cospirazione mondiale.
**

L’idiota

Il principe Myškin, dopo gli anni trascorsi in una clinica svizzera, rientra in Russia. Sul treno che lo porta a Pietroburgo, conosce il rozzo Rogožin. Questi, invaghitosi della splendida Nastas’ja Filippovna, cerca di conquistarla col denaro appena ereditato. La giovane, sedotta in passato dal suo tutore e tormentata dal suo stato di donna “perduta”, è oggetto delle ambivalenti attenzioni di tutti, compresa Aglaja, avvenente ragazza da marito, altrettanto insofferente del suo ruolo. Myškin, grazie alla sua anomala ingenuità e alla disarmante mitezza, le conquista entrambe, divenendo oggetto di contesa. Egli, tuttavia, pare ossessionato soprattutto da Rogožin, a cui lo vincola uno strano sentimento. Le relazioni paradossali che si intrecciano nel romanzo costituiscono uno spettacolare affresco della complessità e incongruenza dei comportamenti umani.

Le idi di marzo

Il romanzo racconta il culmine della parabola di Giulio Cesare dopo la vittoria a Farsalo contro Pompeo, l’amore per Cleopatra e la nascita del figlio Cesarione, i malumori dei circoli aristocratici che sfociano nella congiura di Bruto e Cassio, fino all’assassinio di Cesare e all’ascesa di Ottaviano, erede designato e futuro imperatore. In un turbinio di intrighi, battaglie e tormentate storie d’amore, Colleen McCullough ci mette davanti agli occhi uomini e donne d’eccezione – Cesare e il suo genio politico, Cleopatra regina innamorata, l’avido e brutale Marco Antonio, il giovane Ottaviano, feroce, vendicativo, destinato a fondare e guidare l’Impero – e racconta un’epoca capitale nella storia dell’umanità.
**

Identità e violenza

Nel 1944 a Dhaka, nel Bengala che ancora faceva parte dell’India, un bambino di 11 anni vide arrivare nel giardino di casa un uomo gravemente ferito che implorava un sorso d’acqua. Colpevole solo d’essere musulmano, era stato linciato per strada da alcuni indù. Amartya Sen, il bambino della mia storia, non ha mai dimenticato quell’episodio. Da allora il futuro premio Nobel per l’economia ha imparato a diffidare di quelle categorie collettive – religione, razza, nazione, lingua – che hanno la pretesa di definire in maniera irrevocabile che cosa sia un individuo e di vedere in questa “minimizzazione dell’essere umano” – come lui la chiama – un seme di brutalità e di violenza. “E l’uomo dov’era?” dice un verso del Canto Generale di Neruda. È la domanda che sembra porsi Amartya Sen in ciascuna delle pagine di questo libro. (Mario Vargas Llosa)
**