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Storia di chi resta e di chi fugge

Carico di speranze e tensioni, arriva il vento degli anni Settanta che ogni cosa scompagina. Elena, laureata alla Normale di Pisa, pubblica un fortunato romanzo che segna il suo ingresso nell’ambiente colto e intellettuale. Lila, lasciato il marito, si ammazza di lavoro in una fabbrica di salumi alla periferia di Napoli. Anche se lontane, le due amiche nelle loro battaglie quotidiane continuano a specchiarsi l’una nell’altra, unite da un legame forte e ambivalente. Terza parte della tetralogia L’amica geniale di Elena Ferrante.

Storia delle destre nell’Italia Repubblicana

Per molti decenni il settore destro del sistema politico repubblicano è stato sostanzialmente ignorato dagli storici. Sia perché non è facile da studiare, sia perché gli studiosi erano più interessati ad analizzare quegli sforzi progressisti di trasformazione del paese rispetto ai quali la destra rappresentava soprattutto un elemento di freno, un ostacolo da superare. Anche per questo gli studi sulla vicenda politica repubblicana hanno in genere trattato la destra come un unico soggetto, un insieme indifferenziato le cui articolazioni interne erano o inesistenti o irrilevanti. Negli ultimi due decenni questo quadro è mutato in profondità. La galassia delle destre nell’Italia repubblicana è stata esaminata in maniera più approfondita e si è rivelata molto più articolata di quanto non si pensasse, tanto da rendere impossibile parlare di “destra” – “destre” piuttosto, al plurale, molto differenti l’una dall’altra e anzi spesso duramente contrapposte l’una all’altra. Questo libro raccoglie saggi di alcuni fra i principali esponenti della nuova stagione di studi e ha l’ambizione di dar pienamente conto, con scritti agili e interpretativi accompagnati da un apparato bibliografico essenziale, di come fossero formate e di come siano evolute nel tempo le destre italiane dal 1945 a oggi.

Storia delle crociate

All’appello che nel 1095 Urbano II rivolse da Piacenza agli italiani e da Clermont ai francesi, risposero entusiasti principi, vassalli, scudieri e ribaldi. Salvare la cristianità dalla più barbara e fanatica ondata musulmana, riportare i cristiani d’Oriente alla fratellanza con i cristiani d’Occidente, ricreare un unico ovile sotto un unico pastore: questo era il programma bandito da Gregorio VII e in seguito dal suo successore Urbano II. La società europea si stava organizzando attorno a Roma papale, erede e continuatrice di Roma imperiale. Un nome, Gerusalemme, rappresentava per tutti il simbolo del grande programma. La liberazione del Santo Sepolcro significava la sintesi di tutta una fede, di una vita di dedizione e abnegazione. Nel corso dei decenni, con le loro passioni, gli egoismi e le cupidigie, papi e principi corruppero questi ideali di rinnovamento creando al contempo la storia dell’Europa medievale e moderna. Ma le Crociate non furono soltanto un episodio di fanatismo sterile e di avidità grossolana: esse rappresentarono anche la realizzazione di alti pensieri e nobili sentimenti vissuti, oltre che dalle aristocrazie feudali o sacerdotali, da popoli interi. Letteratura, arte ed economia in Europa portarono e portano tuttora l’impronta dei sacrifici fatti in nome di Gerusalemme, del Sepolcro di Cristo.

Storia della Shoah

Storia della Shoah by Bensoussan Georges
Tra il 1939 e il 1945, la Germania nazista, assecondata da molteplici complicità, ha sterminato circa 6 milioni di ebrei europei nel silenzio pressoché totale del mondo. Le è mancato solo il tempo per distruggere l’intero popolo ebraico come aveva deciso. Questa è la realtà cruda del genocidio ebraico, Shoah nella lingua ebraica. La decisione di “far scomparire” il popolo ebraico dalla terra, la determinazione di decidere chi deve e chi non deve abitare il pianeta, spinta alle sue ultime conseguenze, segna la specificità di un’impresa, unica a tutt’oggi, tesa a modificare la configurazione stessa dell’umanità”. Georges Bensoussan (nato in Marocco nel 1952) è uno dei maggiori storici contemporaneisti. Autore di numerosi saggi, tradotti anche in italiano, fra cui il fondamentale Il sionismo. Una storia politica e intellettuale 1860-1940 (Einaudi, 2007), dirige la Revue d’histoire de la Shoah ed è il responsabile editoriale delle pubblicazioni del Mémorial de la Shoah di Parigi.

Storia della sessualità 2. L’uso dei piaceri

“L’uso dei piaceri è il secondo volume di quella “”Storia della sessualità”” di cui Michel Foucault aveva esposto ne “”La volontà di sapere”” il progetto iniziale: comprendere come, nelle società occidentali moderne, si era costituito qualcosa di simile a una ‘esperienza’ della ‘sessualità’, nozione familiare e tuttavia apparsa solamente all’inizio del diciannovesimo secolo. Parlare di sessualità come di un’esperienza storicamente singolare ha richiesto di ricostruire i percorsi del ‘soggetto desiderante’, risalendo dall’epoca moderna fino all’Antichità classica. “”L’uso dei piaceri””, appunto, entra nel vivo della rappresentazione delle pratiche e delle teorie sessuali nella città greca, e dà così concreto avvio a un’opera storiografica dall’ambizione assolutamente unica: non più indagine parziale o settoriale sui problemi della sessualità, essa presenta globalmente la genealogia dell’esperienza più ignota, anche quando più esibita, della nostra cultura e della nostra storia, offrendoci al contempo una sorta di specchio delle radici più remote e cancellate della logica degli odierni comportamenti sessuali.”

Storia della sessualità

“Questo volume apre una serie di studi che non pretendono di essere continui, né esaustivi; si tratterà di qualche sondaggio in un territorio complesso. D mio sogno sarebbe un lavoro di lungo respiro, capace di correggersi man mano che si sviluppa, aperto alle reazioni che suscita, alle congiunture che gli toccherà d’incontrare, e forse a ipotesi nuove. Lo vorrei un lavoro disperso e mutevole. I lettori che si aspettassero di apprendere in che modo per secoli la gente ha fatto l’amore, o come le è stato vietato di farlo, problema serio, importante, difficile, rischiano di restare delusi. Non ho voluto tracciare una storia dei comportamenti sessuali nelle società occidentali, bensì trattare un problema molto più austero e circoscritto: in che modo questi comportamenti sono diventati oggetto di sapere? Ossia come, per quali vie e per quali ragioni si è organizzato questo campo di conoscenza che, con una parola recente, chiamiamo ‘sessualità’? Quel che i lettori troveranno qui è la genesi di un sapere, un sapere che vorrei cogliere alla radice, nelle istituzioni religiose, nelle forme pedagogiche, nelle pratiche mediche, nelle strutture familiari, laddove si è formato, ma anche negli effetti di coercizione che ha potuto avere sugli individui, dopo averli persuasi della necessità di scoprire in se stessi la forza segreta e pericolosa di una ‘sessualità'”. (Dalla prefazione dell’Autore all’edizione italiana)

Storia Della Salute

Storia della salute by Giovanni Berlinguer
Questo libro nasce da una collazione di brevi scritti in cui Giovanni Berlinguer, protagonista dell’impegno bioetico, ha fermato le proprie riflessioni e idee, annotando fatti e riferimenti raccolti nei suoi vasti studi e letture. Questo mosaico di informazioni e di pensieri ci permette di approfondire un tema che tocca tutti: quello dei legami fra medicina e società, fra evoluzione scientifica e limiti etici. Sono tutti argomenti che vengono affrontati mettendo in evidenza quanto anche lo sviluppo delle più moderne discipline – e la medicina più di altre – siano strettamente ancorate al sociale, all’economia e alla coscienza collettiva.

Storia della Resistenza nell’Europa occidentale

Storia della Resistenza nell’Europa occidentale by Olivier Wieviorka
La Resistenza nell’Europa occidentale è stata considerata a lungo come un fenomeno nazionale e per molti anni è stata analizzata come tale. Eppure, se i fattori interni giocarono un ruolo centrale nella nascita della Resistenza, la parte degli angloamericani nella sua crescita fu molto significativa. In Norvegia, in Danimarca, nei Paesi Bassi, in Belgio, in Francia e in Italia, le bande partigiane non avrebbero potuto crescere senza il sostegno di Londra all’inizio, di Washington in seguito. Conviene dunque abbattere le frontiere per offrire la prima storia transnazionale della Resistenza nell’Europa occidentale. Per fare questo Olivier Wieviorka ha studiato l’organizzazione e l’azione delle forze clandestine e dei governi in esilio di sei Paesi occupati tra il 1940 e il 1945. Scrutando il ruolo della propaganda, del sabotaggio e della guerriglia nell’Europa occidentale, Wieviorka ci invita a riconsiderare senza tabú l’azione della Resistenza, cosí come le sue relazioni talora cordiali, talora conflittuali, con gli Alleati e i governi installati a Londra.
Per molto tempo la Resistenza nell’Europa occidentale è stata ritenuta un fenomeno nazionale capace di offrire, tanto sul piano politico quanto su quello militare, un notevole contributo alla disfatta nazista. Sulla stessa falsariga, la cooperazione tra angloamericani e forze nazionali – resistenze e poteri in esilio – è stata giudicata esemplare. Nata sotto gli auspici dell’intesa piú che del conflitto, dell’amicizia piú che della rivalità, del rispetto piú che dell’ostilità, questa collaborazione avrebbe reso piú efficace la guerra sovversiva scoppiata nel 1940 nell’Europa prigioniera. Questa visione idilliaca, tuttavia, corrisponde ben poco ai fatti, quantomeno a quelli colti dagli storici. L’immagine dorata degli Alleati che lottano concordi contro il Terzo Reich nasconde un principio inesorabile: pur mirando alla sconfitta della Germania nazista, Gran Bretagna, Stati Uniti e relativi alleati difendevano anche i propri interessi nazionali. La coalizione risentí degli aspri rancori del periodo tra le due guerre e portò con sé concezioni divergenti, quando non opposte, dell’avvenire dell’umanità. Grande merito di questo libro di Olivier Wieviorka, rispetto a buona parte della storiografia sul tema, sta nell’aver elaborato, finalmente, una storia transnazionale della Resistenza europea, che mette in luce i contrasti e le contraddizioni che le singole storie nazionali, agiograficamente, tendono a nascondere.

Storia della matita

Un diario, un taccuino di lavoro, un romanzo totale in cui ogni frammento di vita è raccolto e restituito alla parola. Una miniera smagliante, dove può essere trovato di tutto: visioni, riflessioni sullo scrivere, aforismi, disarmanti confessioni, romanzi di una frase, esercizi di parodia. Gli abbandoni fantastici si alternano a nitide descrizioni della natura, le severe autoanalisi si affiancano a momenti di intensa felicità, la paura della solitudine si mescola all’orgoglio della solitudine (dello scrittore). Una sottile e resistente linea tematica corre ininterrotta per tutto il libro di **Peter Handke**, saldando tutte le sue parti: è il processo per cui la vita si trasforma in arte, per cui l’arte tutto succhia ed usa della vita. Lo scrittore, gettando nella pagina i frammenti di un’**autobiografia interiore**, racconta in realtà la **vita **mentre si fa rappresentazione, descrive l’**impresa «epica» dell’artista**. E il lettore, entrando nel laboratorio dello scrittore (di uno dei maggiori scrittori contemporanei), si trova a leggere il romanzo di come lo scrittore giunge a realizzarsi.** Libro che racchiude tutti gli altri libri, *La storia della matita* svela così anche una propria individualità, si afferma come libro diverso da tutti gli altri. **
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### Sinossi
Un diario, un taccuino di lavoro, un romanzo totale in cui ogni frammento di vita è raccolto e restituito alla parola. Una miniera smagliante, dove può essere trovato di tutto: visioni, riflessioni sullo scrivere, aforismi, disarmanti confessioni, romanzi di una frase, esercizi di parodia. Gli abbandoni fantastici si alternano a nitide descrizioni della natura, le severe autoanalisi si affiancano a momenti di intensa felicità, la paura della solitudine si mescola all’orgoglio della solitudine (dello scrittore). Una sottile e resistente linea tematica corre ininterrotta per tutto il libro di **Peter Handke**, saldando tutte le sue parti: è il processo per cui la vita si trasforma in arte, per cui l’arte tutto succhia ed usa della vita. Lo scrittore, gettando nella pagina i frammenti di un’**autobiografia interiore**, racconta in realtà la **vita **mentre si fa rappresentazione, descrive l’**impresa «epica» dell’artista**. E il lettore, entrando nel laboratorio dello scrittore (di uno dei maggiori scrittori contemporanei), si trova a leggere il romanzo di come lo scrittore giunge a realizzarsi.** Libro che racchiude tutti gli altri libri, *La storia della matita* svela così anche una propria individualità, si afferma come libro diverso da tutti gli altri. **

Storia della filosofia. Vol. 3: Ottocento e Novecento

La Storia della Filosofia a cura di Umberto Eco e Riccardo Fedriga si presenta con un tratto di assoluta novità: nella cornice delle linee guida stabilite dai curatori, i singoli contributi sono opera di specialisti del settore. Essi rappresentano dunque il frutto delle ricerche più aggiornate, garantite dall’autorevolezza degli autori e dei curatori stessi. Senza rinunciare alle esigenze didattiche della sintesi e della linearità dell’esposizione, l’opera intende mostrare quel dialogo tra voci, teorie, dottrine e interpretazioni che fanno della filosofia una forma di sapere sempre aperta alla ricerca, al confronto critico e al rimettere in discussione le soluzioni raggiunte. In questo senso vuole costituire non solo un manuale di storia del pensiero, ma anche uno strumento per esercitarsi alla pratica del ragionamento filosofico. Il volume 3 si apre sull’Ottocento con Marx e l’hegelismo, attraversa questo secolo di grande fermento e innovazione per arrivare a fornire un quadro ricco e articolato del Novecento, secolo in cui la filosofia si mescola con altre discipline (alcune totalmente nuove), si avvicina alla scienza, trasforma ed elabora con strumenti conoscitivi nuovi discipline antiche come l’etica e la politica e assume nuove consapevolezze su se stessa e sul proprio senso.

Storia della filosofia. Vol. 2: Dall’Umanesimo a Hegel

La Storia della Filosofia a cura di Umberto Eco e Riccardo Fedriga si presenta con un tratto di assoluta novità: nella cornice delle linee guida stabilite dai curatori, i singoli contributi sono opera di specialisti del settore. Essi rappresentano dunque il frutto delle ricerche più aggiornate, garantite dall’autorevolezza degli autori e dei curatori stessi. Senza rinunciare alle esigenze didattiche della sintesi e della linearità dell’esposizione, l’opera intende mostrare quel dialogo tra voci, teorie, dottrine e interpretazioni che fanno della filosofia una forma di sapere sempre aperta alla ricerca, al confronto critico e al rimettere in discussione le soluzioni raggiunte. In questo senso vuole costituire non solo un manuale di storia del pensiero, ma anche uno strumento per esercitarsi alla pratica del ragionamento filosofico. Il volume 2 si apre sul Quattrocento, secolo di grandi innovazioni e aperture ma che mantiene anche una certa continuità con la cultura medievale, attraversa il Cinquecento e il Seicento, quindi tratta l'”età della ragione”, per poi arrivare a Kant e chiudere con l’idealismo tedesco e Hegel.

Storia Della Filosofia Raccontata Da Fernando Savater

Storia della filosofia raccontata da Fernando Savater by Fernando Savater
Molte persone, quando sentono parlare di filosofia, hanno un sussulto. Filosofia? Che roba è? Sicuro non mi riguarda. E sbagliano, perché le domande fondamentali della filosofia prima o poi ce le siamo poste tutti: riguardano la morte, la verità, la giustizia, la natura, il tempo. Fare filosofia non è altro che riflettere sulla nostra umanità. Se non vi spaventa il fatto di essere umani, non vi può spaventare la filosofia.Ma chi sono i grandi filosofi? Persone come noi, che nel corso dei secoli hanno manifestato inquietudini per le stesse cose che ci rendono inquieti oggi. La loro storia è la storia delle avventure della ragione, la storia del loro genio e del loro ingegno, una storia in cui non mancano persecuzioni, prigioni e martiri, ma neppure scoperte sorprendenti.Questo libro vuole raccontarla con semplicità, senza pedanterie accademiche, perché chi la legge goda, senza complessi e compromessi, della sua emozione intellettuale.

STORIA DELLA FILOSOFIA OCCIDENTALE.

Vero e proprio capolavoro di sintesi e di chiarezza espositiva, la “Storia della filosofia occidentale” si offre come un quadro completo dello sviluppo del pensiero filosofico, all’interno del quale i singoli pensatori sono collocati nel loro contesto storico e sociale a dimostrare che l’opera di un filosofo non sorge mai isolata, bensì riflette ed elabora le idee e i sentimenti che sono comuni alla società di cui fa parte. L’opera di Russell, priva di difficoltà terminologiche e di disquisizioni tecniche, rappresenta uno dei migliori e più conosciuti esempi di divulgazione filosofica.

Storia della filosofia occidentale vol. III. Dal Rinascimento a Hume

Fa parte di *Storia della filosofia occidentale e dei suoi rapporti con le vicende politiche e sociali dall’antichita ad oggi*
La filosofia, dice Russell, non interessa soltanto le scuole o le dispute di pochi individui colti, ma fa parte integrante della vita degli uomini. E’ un bene comune e come tale dovrebbe essere alla portata di tutti. Ecco perché il più importante fra i filosofi viventi ha deciso di presentare per la prima volta la storia della filosofia occidentale e dei suoi rapporti con le vicende politiche e sociali dall’antichità ad oggi in una scrittura brillante che dimostra ancora una volta le doti di divulgazione di questo straordinario studioso.

Storia della filosofia moderna. Da Cartesio a Kant

«Il mondo si divise in due emisferi distinti e separati: da una parte c’erano quelli a cui piaceva di più ragionare, e dall’altra quelli a cui piaceva di più credere.»
Da Cartesio a Kant, prosegue la storia della filosofia moderna secondo Luciano De Crescenzo. Da Hobbes a Hume, da Pascal a Spinoza, da Voltaire a Smith, una selezione commentata del pensiero dei maggiori filosofi moderni in una serie di cammei arguti che – come dice l’autore – “sono come la scaletta di una biblioteca: servono a raggiungere gli scaffali più alti”.

Storia della filosofia moderna – 1. Da Niccolò Cusano a Galileo Galilei

Nel Quattrocento e nel Cinquecento, la “casa” in cui gli uomini abitavano diventò più grande e misteriosa. Si scoprì l’esistenza di un nuovo continente, l’America; e qualcuno intuì che la Terra non era il centro dell’Universo, ma un sassolino che volava in uno spazio i cui confini, se esistevano, non potevano che essere irraggiungibili. A questa dilatazione dello spazio si accompagnò una dilatazione del tempo: giacché l’Antichità, che non era mai stata dimenticata, cessò di essere il passato e diventò un modello vivo e vicino. I grandi intellettuali del tempo, come Niccolò Cusano, Lorenzo Valla, Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, Leonardo, Erasmo, Machiavelli, Copernico, Montaigne, Campanella, Bruno, Galileo, furono pervasi da un inimitabile entusiasmo. L’eccezionale stagione dell’Umanesimo e del Rinascimento rivivono in questa storia della filosofia moderna scritta con il consueto garbo e ironia da Luciano De Crescenzo.
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### Sinossi
Nel Quattrocento e nel Cinquecento, la “casa” in cui gli uomini abitavano diventò più grande e misteriosa. Si scoprì l’esistenza di un nuovo continente, l’America; e qualcuno intuì che la Terra non era il centro dell’Universo, ma un sassolino che volava in uno spazio i cui confini, se esistevano, non potevano che essere irraggiungibili. A questa dilatazione dello spazio si accompagnò una dilatazione del tempo: giacché l’Antichità, che non era mai stata dimenticata, cessò di essere il passato e diventò un modello vivo e vicino. I grandi intellettuali del tempo, come Niccolò Cusano, Lorenzo Valla, Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, Leonardo, Erasmo, Machiavelli, Copernico, Montaigne, Campanella, Bruno, Galileo, furono pervasi da un inimitabile entusiasmo. L’eccezionale stagione dell’Umanesimo e del Rinascimento rivivono in questa storia della filosofia moderna scritta con il consueto garbo e ironia da Luciano De Crescenzo.