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Gli italiani sono bianchi?: Come l’America ha costruito la razza

«Guinea» li chiamavano e sul documento di identità compariva la dicitura «colore: bianco/carnagione: scura». Quando alla fine dell’Ottocento sbarcarono in America in fuga dalla miseria del Sud Italia, molti nostri connazionali dovettero affrontare un problema a cui non erano preparati: il colore della pelle. Erano davvero bianchi? Già in patria c’era chi ne dubitava. Illustri antropologi avevano sancito con i crismi della scienza la subalternità degli italiani meridionali «di sangue africano inferiore» rispetto a quelli del Nord «di stirpe ariana superiore». Negli Stati Uniti, fondati sulla colonizzazione, sull’espropriazione della terra e sulla schiavitù, dove la società era ordinata secondo rigide gerarchie razziali, la questione diventò centrale. Bianchi di colore ma non di razza, nella nuova patria gli immigrati italiani dovettero dunque reinventare la propria identità: da qui l’impegno all’interno di organizzazioni sindacali e politiche, spesso anarchiche o socialiste, nella lotta per un progressivo riconoscimento da parte della maggioranza bianca. Con la comunità dei neri instaurarono invece un legame ambivalente che a volte fu di solidarietà, più spesso di aspro conflitto, soprattutto nella seconda metà del Novecento. Essere bianchi ma discriminati fece sì che l’integrazione degli italiani non fosse un percorso lineare: nella creazione della loro identità razziale gli italiani di volta in volta affermarono, contestarono, sovvertirono la loro «bianchezza». In queste pagine di storia, sociologia, poesia, cinema e musica affiora un denso spaccato dei conflitti politico-sociali che hanno segnato la società statunitense. Riprende vita una parte della nostra storia che non dovremmo mai dimenticare.

Italiani si diventa

Cosa vuol dire aver fatto il bambino nell’Italia del boom economico e il ragazzo negli anni Settanta? Ce lo spiega con implacabile ironia Beppe Severgnini, in un libro che ormai è un classico e da vent’anni ci racconta chi siamo. In questa edizione – totalmente rivista e arricchita con fotografie di oggetti recuperati in ”lunghe giornate di speleologia domestica” – i racconti e i ricordi personali di Beppe si trasformano nella biografia di una generazione cresciuta tra biglie in spiaggia e picnic in montagna, minibasket e ping-pong, corsi d’inglese e viaggi col plaid, Vespe e traghetti. Chi è adulto, con questo libro ripercorrerà le tappe della propria formazione; i figli sorrideranno leggendo le gesta dei genitori; i meno giovani sfoglieranno l’album di famiglia. E tutti insieme capiremo come la storia di un bambino italiano possa diventare anche storia d’Italia. Una storia che prova una cosa: ”Credo che italiani siamo diventati tutti. E italiani, in Italia, si diventa ancora”.
(source: Bol.com)

Gli italiani in Africa Orientale – 2. La conquista dell’Impero

Utilizzando tra l’altro numerose testimonanze dirette in gran parte inedite, l’autore narra in questo secondo volume le vicende del colonialismo italiano in Eritrea, Somalia ed Etiopia, dall’avvento del fascismo all’entrata di Badoglio in Addis Abeba il 5 maggio 1936.

L’Italia dei Comuni e delle Signorie

La nascita e lo sviluppo dei governi locali nel MedioevoLa Civiltà Comunal-Signorile rappresenta uno dei momenti più significativi dell’età di mezzo in Italia. Allorché, tra l’Xl e il XII secolo, i rappresentanti dei centri urbani si stringono in un patto giurato e costituiscono un organismo volto a esercitare funzioni politiche e amministrative, a tutelare la giustizia, a imporre dazi e tasse, a battere moneta, a mantenere strade, ponti, porti e canali, a indire fiere e mercati, a organizzare un esercito, nascono i Comuni, in prevalenza nell’Italia centro-settentrionale. Quando poi il potere viene assunto da un Signore che, in vario modo, assoggetta i sudditi rappresentandone la volontà, nascono allora le Signorie.Ludovico Gattoprofessore emerito di Storia medievale presso l’Università di Roma ‘La Sapienza’, è autore, fra l’altro, di L’atelier del medievista e Viaggio intorno al concetto di Medioevo. Tra i numerosi titoli pubblicati con la Newton Compton ricordiamo: Sicilia medievale, Storia e storie del Medioevo, Storia di Roma nel Medioevo, Il Medioevo giorno per giorno e Le grandi donne del Medioevo.
(source: Bol.com)

Itaca per sempre

Ulisse è tornato a Itaca. Sotto le spoglie del mendicante, si rivela a Eumeo e a Telemaco, organizza la vendetta, la esegue. Ma a questo punto Malerba comincia a scavare, a introdurre il germe di un’inquietudine, a portare alle conseguenze più dirompenti un’intuizione: come è possibile che Penelope non riconosca mai, neppure nel bagliore di un sospetto, lo sposo? E infatti, la Penelope di Malerba ha riconosciuto subito l’eroe, ma tace. E nel silenzio, nell’inquietudine di una psicologia femminile ricostruita con magistrale sensibilità, si macera, a sua volta chiedendosi: perché? Perché Ulisse si svela a tutti e non a me? Il risentimento di Penelope, che in Omero è appena abbozzato e si concentra tutto nel celebre interrogatorio sul mistero del letto coniugale, nell’Itaca di Malerba innesca il dramma intimo che attira nel suo vortice anche Ulisse, il quale giungerà a dubitare non tanto della fedeltà della donna, ma di se stesso, della propria celebrata astuzia, della propria incrollabile personalità.

Istoria Del Concilio Tridentino (Biblioteca Italiana Zanichelli)

Pubblicata a Londra nel 1619 con lo pseudonimo di Pietro Soave Polano, la Istoria del Concilio tridentino del frate servita veneziano Paolo Sarpi, vissuto tra il 1552 e il 1623, è un’opera in otto libri, che ricostruisce con scrupolo documentario le vicende del Concilio di Trento (1545-63), considerate nell’intreccio di discussioni dottrinarie, interessi di parte e maneggi politici. Nel quadro storico del Concilio confluiscono i grandi avvenimenti della politica internazionale, le vicende dei singoli stati e le grandi figure del tempo (papi, sovrani, politici, cardinali ecc.). La posizione di Sarpi, che già nel 1607 era stato colpito da scomunica per la sua attività pubblicistica antipapale, è fortemente critica nei confronti dell’operato della Chiesa e vicina di conseguenza alle posizioni dei riformati. L’Istoria è un modello di prosa diretta, essenziale, antibarocca.

Istituzioni del mondo musulmano

L’Islam non è solo una religione, è soprattutto il referente storico e sociale di realtà etniche, culturali, politiche, statuali, esistenti da quasi millecinquecento anni ed estese su un territorio che va dal Marocco all’lndonesia, coinvolgendo oggi oltre un miliardo di individui. Spesso diversissime tra loro, tutte queste realtà sono accomunate non solo da riferimenti alla fede in un Dio Unico (Allah), ma anche da un insieme di «istituzioni musulmane». Ciò awiene sia ad un livello direttamente collegato alla fede (come ad esempio nella preghiera rituale o nel pellegrinaggio alla Mecca), sia in forme piú «secolari» come il rapporto uomini/donne, l’amministrazione della giustizia, la gestione del potere, I’organiuazione urbana, ecc.
Ma la «dimora dell’lslam» (dar al-Islam, ossia il mondo musulmano) è stata caratterizzata anche da altri elementi, come il ruolo determinante delle tribú, con conseguenti interazioni tra sedentari e nomadi; la presenza di forme di schiavitú domestica che portarono degli schiavi ad essere addirittura capi di Stato (i Mamelucchi); l’attiva e positiva presenza di comunità non islamiche (cristiane, ebraiche, hindú) e cosí via. Ovviamente rapporti, forme, ruoli, istituzioni hanno subito nel corso dei secoli profonde evoluzioni, fino ai giorni nostri quando sono spesso stravolti al punto da diventare quasi irriconoscibili.
Questo testo discute appunto da un’ottica nuova le istituzioni che nel corso dei secoli hanno regolato, influenzato, condizionato, fatto progredire o frenato il mondo musulmano.
(source: Bol.com)

Istanbul: I ricordi e la città (Super ET)

«Istanbul come malinconia condivisa, Istanbul come doppio, Istanbul come immagini in bianco e nero di edifici sbriciolati e di minareti fantasma, Istanbul come labirinto di strade osservate da alte finestre e balconi, Istanbul come invenzione degli stranieri, Istanbul come luogo di primi amori e ultimi riti: alla fine tutti questi tentativi di una definizione diventano Istanbul come autoritratto, Istanbul come Pamuk».
**Alberto Manguel, «The Washington Post»**
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### Sinossi
«Istanbul come malinconia condivisa, Istanbul come doppio, Istanbul come immagini in bianco e nero di edifici sbriciolati e di minareti fantasma, Istanbul come labirinto di strade osservate da alte finestre e balconi, Istanbul come invenzione degli stranieri, Istanbul come luogo di primi amori e ultimi riti: alla fine tutti questi tentativi di una definizione diventano Istanbul come autoritratto, Istanbul come Pamuk».
**Alberto Manguel, «The Washington Post»**

Israel. Operazione Tel Aviv

Un successo nato dal passaparolaChi vuole cancellare Israele?Perché un’organizzazione neonazista tedesca ha elaborato un virus in grado di sbaragliare le difese informatiche israeliane? Sara Kohn è una ex-agente dell’intelligence israeliana, il Mossad. Donna schiva e tormentata, nella sua ultima missione ha perso il compagno e ha rischiato di morire e da allora ha giurato che non avrebbe mai più impugnato un’arma e passa il tempo annegando i suoi tormenti nell’alcol. Adesso, però, deve scuotersi e venir meno al giuramento perché c’è poco tempo per salvare Robert Lombardi, un professore americano in vacanza a Parigi e suo figlio Pete, il cui talento informatico lo ha portato a infilare il naso nella fitta rete delle operazioni terroristiche neonaziste. L’ex-agente, Sara Kohn, si trova suo malgrado invischiata in una storia la cui gravità sembra allargarsi a macchia d’olio e che rischia di avere come conseguenza la cancellazione di Israele dalla mappa geografica. Accusata di tradimento e di omicidio, si troverà tutti contro, persino lo stesso Mossad. Una corsa contro il tempo, un finale adrenalinico in continua accelerazione: Sara dovrà confrontarsi con i fantasmi del suo passato, gli orrori del presente e una dolce promessa per un futuro possibile. Migliaia di ebook scaricati in pochi mesiUn caso del self-publishing che finalmente diventa un libroUn’organizzazione neonazista trama nel cuore dell’EuropaUn virus informatico infetta milioni di computerUn complotto che rischia di incendiare il Medio OrienteI commenti dei lettori che l’hanno letto nella versione digitale:’Me lo sono letto tutto di fila! Davvero un piacere.”Decisamente incalzante e travolgente. Letto d’un fiato.”Da leggere, ne vale assolutamente la pena.”Sicuramente da leggere e comprare. Complimenti all’autore.”Tantissima azione! In questo libro ci sono moltissimi colpi di scena e una trama che ti lascia con il fiato sospeso fino alla fine. Io lo consiglio.’Stefano LanciottiClasse ’67, si è laureato in Ingegneria elettronica e lavora nel campo dell’informatica e della sicurezza. Israel. Operazione Tel Aviv è il suo primo libro pubblicato su carta.
(source: Bol.com)

Le isole del paradiso

Il miraggio di una maestosa cascata, un’isola di sogno che per secoli ha incantato i viaggiatori: in questo magico scenario si svolse cent’anni fa la drammatica odissea di una spedizione di coloni in cerca di fortuna. Le isole del Paradiso è l’appassionante rievocazione delle fatiche, delle speranze, delle amare delusioni di quegli uomini. Sbarcati su una spiaggia incantevole, Angelo, Lucia ed i loro compagni si illudono di aver trovato il paradiso. Ma quella vegetazione rigogliosa nasconde le più terribili insidie. Ogni tentativo di costruire un riparo, di coltivare la terra, di sfruttare le enormi risorse del luogo fallisce drammaticamente. Finché dal mare non giungerà un’altra donna, Emma Coe, una principessa creola dotata di misteriose facoltà e di un fascino inquietante.
Le Isole del Paradiso è il capolavoro di un grande scrittore contemporaneo, vincitore del Premio Campiello. Ma è anche il vibrante omaggio alla bellezza della natura di un appassionato viaggiatore e naturalista.

L’isola dell’angelo caduto

Gennaio 1925. Mentre il Duce si assume alla Camera la responsabilità del delitto Matteotti, su una sperduta isola italiana, sede di una Colonia penale per delinquenti comuni e prigionieri politici, viene trovato il cadavere di una camicia nera. A indagare su questa morte, e su quelle che seguiranno, è chiamato un giovane commissario senza illusioni, né fascista né antifascista, un piccolo malinconico eroe involontario. Ha una moglie resa folle dalla tristezza, dalla solitudine e dagli influssi malefici che aleggiano sull’isola. Che sembra intanto sprofondare in una sorta di incantesimo sempre piú insondabile, tanto che forse, ormai, allontanarsi è davvero impossibile…

‘Da allora, anche anni e anni dopo che gli eventi si furono conclusi, conclusi e mai dimenticati, ogni volta che guardava il mare, e vedeva la schiuma di un’onda spaccarsi su uno scoglio, e sentiva le gocce che si schiacciavano sul vetro della finestra a cui appoggiava la fronte, ogni volta, ovunque si trovasse, gli tornava in mente la notte che arrivò sull’isola’.

(source: Bol.com)

L’isola dei senza colore

Due viaggi in Micronesia dischiudono a Sacks una prospettiva sconfinata di orrori, meraviglie e misteri: la cecità cromatica completa ed ereditaria che si manifesta a Pingelap e Pohnpei, in una terra che è un tripudio di colori; il devastante e inspiegato lytico-bodig, che colpisce con una sorta di paralisi progressiva solo certi abitanti dell’isola di Guam, e solo quelli nati in certi anni. Sacks ci racconta questi suoi viaggi passo per passo – o meglio salto per salto dei minuscoli aerei che lo trasportano come cavallette da un’isola all’altra. Ed è come se un Melville neuro-botanico ci riconducesse alle Encantadas per metterci di fronte, con partecipazione profonda e magistrale arte narrativa, all’indecifrato rapporto fra la mente e la natura che ci circonda e di cui siamo fatti.

L’isola dei cani

Bedford Crimm, governatore della Virginia, ha la pessima idea di varare una severissima legge sul limite di velocità. E a Tangier Island scoppia il caos. Gli abitanti dell’isoletta, ex covo di pirati, insorgono dichiarando lo stato di rivolta e chiedendo l’indipendenza dalla Virginia. Ma questi non sono gli unici guai per Crimm che, già alle prese con le presunte infedeltà della moglie e dei collaboratori, deve anche far fronte a un’impressionante serie di delitti e feroci aggressioni che insanguinano le strade. A sbrogliare la matassa viene chiamata Judy Hammer, capo della polizia di Richmond, già protagonista de Il nido dei calabroni, insieme a Andy Brazil, gestore di un sito Internet che si propone come sentinella morale della vita pubblica infestata dalla corruzione.
Fra racconti di pirati e antichi tesori, gare automobilistiche, morti e rapimenti, i due scopriranno ben presto come tutti abbiano qualcosa da nascondere…

L’isola che brucia

Sotto di lei, la scogliera è un precipizio perfetto. L’alba è una cartolina di mare, luce e vento che sferza la natura selvaggia del Cap Corse. Thérèse non vuole guardare giù, ma non ha scelta. Ancora un passo, solo uno, e la vede. Prima un lembo bianco che volteggia in aria, poi quel corpo riverso sulla roccia in modo innaturale, gli occhi vuoti che la fissano. Mamie, sua nonna, è morta. E ora Thérèse maledice se stessa e quell’isola abitata da fantasmi, dove nessuno dice mai la verità. È stata ingenua a credere che mamie volesse davvero lasciarle in eredità quella villa sulla scogliera. Ma era disperata, perché il suo amore se n’era appena andato e lei si era scoperta incinta di un figlio nel momento più sbagliato della sua vita. La Corsica, che Thérèse dovrebbe chiamare casa, è il luogo dove ancora vive suo padre: ma lui non è più la sua famiglia, è solo un’assenza inquietante che non ha mai smesso di farle paura. Per questo non sarebbe mai dovuta tornare. Invece non ha resistito al richiamo di quella terra aspra e senza tempo, dove esistono solo le leggi del sangue. E ora è troppo tardi per i rimpianti, ora deve solo pensare a fuggire e sopravvivere. Perché qualcuno la sta cercando, e vuole farla prigioniera. E solo Thérèse potrà fermare la vendetta dell’isola.
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### Sinossi
Sotto di lei, la scogliera è un precipizio perfetto. L’alba è una cartolina di mare, luce e vento che sferza la natura selvaggia del Cap Corse. Thérèse non vuole guardare giù, ma non ha scelta. Ancora un passo, solo uno, e la vede. Prima un lembo bianco che volteggia in aria, poi quel corpo riverso sulla roccia in modo innaturale, gli occhi vuoti che la fissano. Mamie, sua nonna, è morta. E ora Thérèse maledice se stessa e quell’isola abitata da fantasmi, dove nessuno dice mai la verità. È stata ingenua a credere che mamie volesse davvero lasciarle in eredità quella villa sulla scogliera. Ma era disperata, perché il suo amore se n’era appena andato e lei si era scoperta incinta di un figlio nel momento più sbagliato della sua vita. La Corsica, che Thérèse dovrebbe chiamare casa, è il luogo dove ancora vive suo padre: ma lui non è più la sua famiglia, è solo un’assenza inquietante che non ha mai smesso di farle paura. Per questo non sarebbe mai dovuta tornare. Invece non ha resistito al richiamo di quella terra aspra e senza tempo, dove esistono solo le leggi del sangue. E ora è troppo tardi per i rimpianti, ora deve solo pensare a fuggire e sopravvivere. Perché qualcuno la sta cercando, e vuole farla prigioniera. E solo Thérèse potrà fermare la vendetta dell’isola.