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La montagna vivente

La montagna vivente by Nan Shepherd
«*Il libro più bello che sia mai stato scritto sulla natura e il paesaggio. *»
**The Guardian**
*Nato dal fuoco, scolpito dal ghiaccio, rifinito dal vento, dall’acqua e dalla neve*: il massiccio dei monti Cairngorm, nella Scozia nordorientale, chiamato anche «l’Artico della Gran Bretagna», è il protagonista di questo vero e proprio capolavoro della letteratura di alpinismo. L’autrice, la scrittrice scozzese Nan Shepherd, lo ha esplorato per tutta la vita, percorrendolo in lungo e in largo in un eterno ritornare, scoprire, ricordare. «Eterno» perché muoversi negli spazi di queste montagne, vibranti delle *energie che operano da milioni di anni nell’universo*, significa per lei entrare in contatto con la vera essenza della natura e di se stessi. In quel moto che è al tempo stesso contemplazione, i sensi si acuiscono per percepire suoni, colori, profumi e consistenze e la mente li accompagna, dapprima rapita e poi forte di una nuova consapevolezza. Chi ha dimestichezza con la montagna conosce questa pienezza nella rarefazione, questa vertigine così vicina al filosofare nel suo senso più originario; ma Nan Shepherd ha trovato meglio di chiunque le parole per descriverla. Ognuno di noi ha un luogo – una montagna, ma anche un bosco, un sentiero, un fiume, una vallata – nei confronti del quale prova un intimo senso di appartenenza. *La montagna vivente *è il libro da portare con sé per compiere ancora una volta quell’escursione prediletta.
**Con un’introduzione di Robert Macfarlane**

La montagna di luce

Indri Sagar, ministro e favorito del maharajah di Baroda, avendo aiutato involontariamente un paria, cade in disgrazia. Per riacquistare la propria posizione dovrà trafugare “La Montagna di Luce”, un diamante bellissimo e ammirato in tutta l’India, pietra ispirata al celebre Koh-i-Noor. Essendo un’impresa quasi impossibile, Indri chiede aiuto a Toby Randal, un inglese, suo amico e cacciatore provetto. Dhundia, losco e infido compagno di viaggio, si rivela ben presto l’anima dannata di Parvati, ministro della corte di Baroda. Pur di ostacolare l’ex favorito del maharajah, i due non esiteranno ad allearsi a Sitama, perfido bramino al comando di una banda di dacoiti. Pericoli, difficoltà e tradimenti non fermeranno i due amici che, in possesso del favoloso diamante, riusciranno a ottenere piena giustizia.
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### Sinossi
Indri Sagar, ministro e favorito del maharajah di Baroda, avendo aiutato involontariamente un paria, cade in disgrazia. Per riacquistare la propria posizione dovrà trafugare “La Montagna di Luce”, un diamante bellissimo e ammirato in tutta l’India, pietra ispirata al celebre Koh-i-Noor. Essendo un’impresa quasi impossibile, Indri chiede aiuto a Toby Randal, un inglese, suo amico e cacciatore provetto. Dhundia, losco e infido compagno di viaggio, si rivela ben presto l’anima dannata di Parvati, ministro della corte di Baroda. Pur di ostacolare l’ex favorito del maharajah, i due non esiteranno ad allearsi a Sitama, perfido bramino al comando di una banda di dacoiti. Pericoli, difficoltà e tradimenti non fermeranno i due amici che, in possesso del favoloso diamante, riusciranno a ottenere piena giustizia.

La moglie giovane

Il protagonista di questo romanzo, il marito della « moglie giovane », è un personaggio esemplare. Esemplare come può esserlo il Ro-quentin della Nausea di Sartre. Qualcuno potrebbe anche vederci un discendente dello straniero di Camus: un Meursault casalingo, sistemato e senza apparenti tragedie. In genere i personaggi cosiddetti esemplari hanno il torto di essere troppo consapevoli del loro stato, di ragionar troppo sulle cause dei loro fallimenti, sull’ambiente, la società in cui vivono. Questo marito della « moglie giovane » ha invece il merito della modestia: non polemizza, vive. Sente che qualcosa non va, in lui, negli altri, ne soffre, ha anche qualche breve ribellione, ma in definitiva lascia che la vita faccia il suo corso. Ha sposato una ragazza poco più che adolescente, ha un impiego decoroso che gli darebbe da vivere anche senza gli aiuti di una suocera invadente, inasprita e dura, che assurge qui a simbolo di un super-io sociale; e, infine, ha un bambino. Non gli manca nulla per essere soddisfatto dal momento che non ha mai avuto grandi ambizioni, a parte quella, legittima, di essere felice. In realtà un amore felice e un lavoro soddisfacente – alfa e omega della persona che riesce a realizzarsi — raramente si accordano. E il protagonista si ritrova così in una condizione umana che potrebbe definirsi « rovesciata ». Rifiuta la socializzazione attraverso il lavoro come la rifiuta attraverso il matrimonio, e da qui hanno origine i suoi guai. Tutto però accade senza scosse, quasi a sua insaputa, senza spiegazioni né drammi, come per una sorta di legge naturale. Per questo si è parlato di un personaggio esemplare, protagonista di una storia esemplare. Ghilarducci ce la racconta con pacata obiettività, appena venata di meraviglia, senza gridi né smorfie, evitando di tirarci in faccia la sua verità; come se lui stesso la ignorasse; quasi chiedendola ai suoi lettori; con l’arte di chi non sacrifica mai all’ideologia le ragioni vitali del raccontare.

La moglie che dorme

‘L’irlandese Catherine Dunne, autrice del fortunato La metà di niente*, sa, come nessun altro, raccontare la vita intima, casalinga, quotidiana di una donna e di una famiglia.*’
Isabella Bossi Fedrigotti

‘Nei racconti della Dunne, collegati dal filo della sofferenza femminile, c’è un realismo minuto, quotidiano. Nelle trame c’è tutta una razza di donne dure, coriacee, abituate al dolore, alla lotta, ai sentimenti radicali.’
Mirella Serri

‘Una grande maestra nell’analisi dei sentimenti. Senza sentimentalismi.’
Giulia Borgese

‘I suoi personaggi sono le nostre amiche, le nostre sorelle, le nostre madri ricalcate in un’esperienza di reciprocità quotidiana che sorprende per intelligenza e sensibilità, oltre che per il raffinato lavoro artigianale con la scrittura.’
Il Giornale

Farrell ha un passato da dimenticare: un padre alcolizzato e violento, una madre che si è consumata a poco a poco, tre fratelli e una sorella più piccoli, che dopo la morte dei genitori sono stati strappati alle sue cure. Quando incontra e sposa Grace – bella, fragile, raffinata -, l’illusione di aver finalmente trovato il suo posto nel mondo sembra a portata di mano. Accomunati dalla passione, tanto concreta quanto simbolica, per gli oggetti del passato e sfruttando l’uno il talento dell’artigiano e l’altra quello artistico, cominciano a restaurare mobili e riprodurre bambole antiche. Tuttavia, il confronto ancora irrisolto di Farrell con l’autorità paterna, che si riflette nelle incomprensioni con il padre di Grace, la diversità, soprattutto quella sociale, tra i due sposi e il fallito progetto di un figlio sono ostacoli troppo grandi da superare. Costruito su tre piani temporali destinati a fondersi nel drammatico epilogo, in questo romanzo Catherine Dunne registra e porta alle estreme conseguenze i conflitti e i ricatti morali che minacciano qualsiasi relazione d’amore, e i sottili giochi di potere che spesso s’insinuano in ogni rapporto affettivo.

‘Catherine Dunne ha il dono geniale di trasformare vite normali in un racconto irresistibile.’
The Irish Post

‘La Dunne scrive di persone comuni, ma nei suoi romanzi la loro vita è straordinaria.’
Sunday Tribune

‘Nessuno sa parlare delle donne come lei. Nessuno sa parlare alle donne come lei.’
Elle

‘La Dunne è una narratrice talmente dotata da essere in grado di ricreare in modo credibile un mondo che avvince il lettore.’
Evening Herald

(source: Bol.com)

La mistica della croce: scritti spirituali sul senso della vita

“In fondo, ciò che devo dire è sempre una piccola, semplice verità: come imparare a vivere mano nella mano del Signore” . Diario, lettere, scritti vari, preghiere e poesie rivelano, accanto ad una Edith Stein filosofa rigorosa e fenomenologa di altissimo livello, una donna di grande profondità spirituale che però non rinnega la ricerca intellettuale, ma anzi se ne arricchisce, senza per questo perdere in semplicità. l’appartenenza al popolo ebraico e la persecuzione, fino ad Auschwitz, non fanno che ribadire in Edith Stein la sua personale scelta della croce, intesa sempre come testimonianza e come segno di solidarietà.
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La misteriosa morte della compagna Guan

Shanghai 1990. Il corpo senza vita di una giovane donna viene trovato in un canale fuori città. La vittima, Guan Hongying, è una famosa Lavoratrice Modello della Nazione, figura esemplare della propaganda di Partito. L’incarico delle indagini viene affidato all’ispettore capo Chen Cao, poeta, traduttore, curioso gourmet, capo della squadra casi speciali del Dipartimento di polizia di Shanghai. Ben presto emergono forti implicazioni politiche, ma nonostante il partito faccia pesanti pressioni perché il caso venga insabbiato, Chen continua ad indagare, cercando giustizia a tutti i costi, e mettendo così a repentaglio la sua brillante carriera.
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La misteriosa amante del conte

I Worthington 1

Londra, 1815.
Lady Grace Carpenter, avendo preso sulle proprie spalle la gestione della numerosa famiglia, ha ormai abbandonato l’idea di sposarsi. Quando però ha l’occasione di passare una notte con il Conte Matt Worthington, di cui è invaghita fin dal suo debutto in società, decide di cogliere l’occasione e di abbandonarsi alla passione. Dopo la notte di piacere, il conte si ritrova innamorato di quella meravigliosa sconosciuta, che si è dileguata all’alba. Per questo Matt inizia la ricerca della misteriosa amante in una Londra in cui fervono i preparativi per la Stagione. E quando finalmente la rincontra, in un susseguirsi di passione e tensione emotiva, deve convincerla che non esistono ostacoli in grado di frapporsi al loro amore e al desiderio che li anima.

(source: Bol.com)

La missione dell’astronave

La più grande conquista tecnologica dell’umanità, la Nave, deve individuare fra la miriade di pianeti del Braccio Stellare quelli più adatti a ospitare la specie umana. Centinaia e centinaia di mondi dove sorgeranno altrettante civiltà, in attesa che la grande Nave che le ha generate faccia ritorno, nel suo ciclico e incessante programma di ricognizione. Ma questa volta l’immensa macchina senziente si trova di fronte a un paradosso che non può comprendere. Infatti, qualcosa di inspiegabile sta accadendo a quella regione di spazio brulicante di vita dove si sono sviluppate le civiltà più strane e affascinanti, perché ciò che doveva essere umano sta diventando sempre più *alieno*. E’ un fatale errore della Nave, un’incognita nell’evoluzione dell’umanità o l’intervento di qualcosa che nessuno poteva immaginare?
John Brunner stupisce i suoi lettori con un romanzo di vasto respiro che segna il suo grande ritorno alla fantascienza.

La milizia dei mutanti

Il pericolo dello spazio si fa ogni giorno più reale; la Terza potenza è stata ormai riconosciuta dai governi della Terra e muove ora i primi passi nel mondo dell’industria e della finanza. La necessità di darsi una struttura meno precaria la coinvolge in un azzardato gioco di Borsa che tuttavia le darà la piena autonomia. Contemporaneamente si trova nella necessità di reclutare nuovi uomini e lo farà tra quelli parapsicologicamente più dotati, uomini nuovi dalle facoltà incredibili che le potranno permettere di affrontare la minaccia che viene dallo spazio.

La mia repubblica

Introdotta da un’ironica tipologia dei venditori e acquirenti di libri, l’avventurosa ricerca di un antico e prezioso volume sottratto dallo scaffale di un bibliofilo, all’indomani della caduta di Robespierre, offre l’occasione per spassosi equivoci e arguti giochi di parole sulla cronaca politica di quegli anni, da leggersi, magari, con un occhio rivolto alle tormentate vicende della “nostra repubblica”.

La mia ombra su di voi

Limoges, 1905. La città è divisa dal lungo e violento sciopero dei lavoratori della porcellana e dalla repressione degli industriali e della polizia. In stato d’assedio, perché il prefetto la ritiene in mano ai “rossi”, la città è oltretutto insanguinata dai misteriosi omicidi di alcuni notabili: l’unico elemento che accomuna le vittime è un soggiorno in Africa. Augustine Lourdieux, già protagonista di “La città nera”, giovane insegnante e donna coraggiosa, si trova coinvolta suo malgrado nell’indagine. Insieme a lei, cercano di arrestare il colpevole l’ispettore Soumagnas e Douzouk’né, un nero albino che conosce molti segreti.

La mia lotta (1)

Raccontare la vita, con le sue banalità, i suoi drammi, le tragedie, le gioie, le delusioni e i tradimenti, esperienze in cui, più o meno, chiunque di noi può ritrovarsi: un’impresa per molti folle, scomoda, forse persino inutile, ma che nelle mani di Karl Ove Knausgård acquista un senso e un fascino particolari. Varcata la soglia dei quarant’anni, infatti, l’autore norvegese impugna la penna e realizza un’opera imponente, affrontando con franchezza disarmante i nodi principali della propria vita, di uomo e di artista. Un percorso che, quasi naturalmente, prende avvio dall’infanzia, da quel rapporto sofferto con la figura del padre, così distante, così insondabile, che diventa l’oggetto principale della riflessione di questo primo volume. Una narrazione appassionata ed emozionante, che sorprende per le osservazioni profonde e originali.
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La mia fine, il mio inizio: Destini segnati

Non importa quanto combatti, quanto resisti e ti ostini a tenere gli occhi chiusi, il destino farà sempre il suo corso, troverà sempre il modo per interferire con la tua vita e non potrai fare nulla per fermarlo.
Amanda e Jared lo proveranno sulla loro pelle. Due mondi opposti in rotta di collisione.
Una newyorkese trasferitasi in Texas e un cowboy texano si ritroveranno a stretto contatto con una realtà che non riescono a condividere. Entrambi accecati dai loro pregiudizi, non si renderanno conto che il destino ha piani diversi per loro. Tenteranno in ogni modo di opporsi, ma questo non farà altro che segnare le loro vite e, in un modo o nell’altro, a farli scontrare.

La mente colorata

La mente colorata by Pietro Citati
Ulisse, “l’uomo dalla mente dai mille colori”, variegato, multiforme, metamorfico, fatto di mille frammenti e di mille volti, l’eroe più conosciuto dell’epica occidentale diventa, nel libro di Citati, un universo da scoprire. Nessuno è più mobile di lui: la sua natura è la più vasta, intricata e inestricabile che abbiamo mai conosciuto.
Pietro Citati rilegge a suo modo l’*Odissea*, attraversando temi, luoghi, personaggi. Ma soprattutto mostra un eroe pieno di umanità, ormai lontano dal mondo perduto degli dèi, da quell’età dell’oro ancora rintracciabile nell’*Iliade*.

La Mennulara

Roccacolomba. Sicilia. 23 settembre 1963. È morta la Mennulara, al secolo Maria Rosalia Inzerillo, domestica della famiglia Alfallipe, del cui patrimonio è stata da sempre – e senza mai venir meno al ruolo subalterno – oculata amministratrice. Tutti ne parlano perché si favoleggia sulla ricchezza che avrebbe accumulato, forse favorita dalle relazioni con la mafia locale. Tutti ne parlano perché sanno e non sanno, perché c’è chi la odia e la maledice e chi la ricorda con gratitudine. Senza di lei Orazio Alfallipe, uomo sensuale e colto, avrebbe dissipato proprietà e rendite. Senza di lei Adriana Alfallipe, una volta morto il marito, sarebbe rimasta sola in un palazzo immenso. Senza di lei i figli di Orazio e Adriana, Lilla, Carmela e Gianni, sarebbero cresciuti senza un futuro. Eppure i tre fratelli, tornati nel deserto palazzo di famiglia, credono di avere tutti dei buoni motivi per sentirsi illusi e beffati dalla donna, apparentemente rozza e ignorante, che ora ha lasciato loro uno strano testamento. Voci, testimonianze e memorie fanno emergere un affresco che è insieme uno straordinario ritratto di donna e un ebbro teatro mediterraneo di misteri e passioni, di deliri sensuali e colori dell’aria, di personaggi e di visioni memorabili. Un grande romanzo. Una grande storia siciliana.”Un divertimento maestoso.” (Aldo Busi)
(source: Bol.com)

La melodia infinita

Un’opera musicale assolutamente originale e ineguagliabile, diversa da qualunque creazione abbia saputo offrire l’arte del ventesimo secolo: è il ‘Concerto Infinito’, capolavoro di Arno Waltiri. Ma in questa melodia vi è qualcosa di più di un’emozione sublime e incontrollabile, c’è il richiamo irresistibile verso un altro mondo, un mondo nel quale si sono già lasciati trasportare molti fra coloro che l’hanno ascoltata, soggiogati dal potere del canto. Una porta si è spalancata su di un regno meraviglioso, ma pieno di magia e inquietudine… e Michael, il giovane protagonista, si ritrova a possedere la chiave di questo fantastico regno. Tocca a lui, quindi, raccogliere la sfida e varcare Ja soglia che conduce nel Reame dei Sidhe, e scoprire perché una razza misteriosa e potente tiene sotto scacco gli esseri umani, e qual è il grande disegno perseguito dalle forze che agiscono nel Reame, dove un terribile conflitto è pronto a riesplodere in tutta la sua drammaticità. Un romanzo singolare che riscopre la magia della narrazione e l’emozione sincera di un’avventura fra due mondi, dove realtà e fantasia si rivelano unite dal potere e dall’incanto della musica.