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Il ciclo del Corsaro Nero

Esperto spadaccino, anima straziata dalla malinconia e dal senso del dovere, ne “Il Corsaro Nero”, Emilio di Roccabruna, principe di Ventimiglia, solca i Mari del Sud all’inseguimento del governatore Wan Guld, il suo acerrimo nemico che ha sterminato la sua famiglia. Ma di fronte alla scoperta che la bella Honorata, la principessa di cui si è perdutamente innamorato, è in realtà la figlia di Wan Guld, è costretto a una dolorosa scelta… Ne “La regina dei Caraibi” ritroviamo il Corsaro Nero tormentato dal rimorso per aver abbandonato in mare l’amata Honorata, ma deciso a concludere la vendetta contro il duca Wan Guld, responsabile della morte dei suoi tre fratelli. Alla fine del romanzo, dopo una serie di mirabolanti avventure e colpi di scena, l’amore riesce a trionfare: Honorata e il Corsaro Nero rinunciano alla vendetta per tornare in Italia dove vedrà la luce una splendida bambina, Jolanda, la protagonista del terzo romanzo qui raccolto. Con “Jolanda, la figlia del Corsaro Nero” veniamo catapultati nel Nuovo Mondo, dove la giovane sedicenne è giunta per impossessarsi dell’eredità materna. Ma prima ancora di poter rivendicare i beni che le spettano, la fanciulla viene rapita… Introduzione di Luciano Curreri.
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Le cicale 2010

Poco meno di vent’anni fa veniva pubblicata nel nostro Paese la raccolta di battute Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano, fortemente voluta da Oreste del Buono nei tascabili Einaudi. Fu un incredibile, inatteso successo di vendite, sostenuto e amplificato dal passaparola dei lettori entusiasti, e un piccolo scandalo nel catalogo del prestigioso Struzzo torinese, in cui gli autori comparivano tra Proust e Balzac!Le cicale 2010 sono il nuovo appuntamento con la comicità, brillantemente messo a segno da Gino & Michele e Paolo Borraccetti, combinando autori italiani e stranieri, esordienti e performer di grande fama, classici e imprevedibili battutisti di tutta Italia. Se riuscirete a centellinare le nuove battute, ne avrete a disposizione una al giorno per due anni; altrimenti potrete bruciarle in un soffio con il risultato di risate assicurate.

Il cibo come cultura

Il cibo è cultura perché ha inventato e trasformato il mondo. È cultura quando si produce, quando si prepara, quando si consuma. È il frutto della nostra identità e uno strumento per esprimerla e comunicarla. Una grande opera di sintesi da uno dei massimi storici dell’alimentazione. Massimo Montanari insegna Storia medievale e Storia dell’alimentazione all’Università di Bologna.
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Ci vediamo un giorno di questi

«*Federica Bosco con i suoi bestseller ha venduto un milione di copie.*»
**Donna Moderna**
«*Federica Bosco è una scrittrice ironica e intelligente.*»
**Grazia**
**Quando l’amicizia è infinita come il mare **
A volte per far nascere un’amicizia senza fine basta un biscotto condiviso nel cortile della scuola. Così è stato per Ludovica e Caterina, che da quel giorno sono diventate come sorelle. Sorelle che non potrebbero essere più diverse l’una dall’altra. Caterina è un vulcano di energia, non conosce cosa sia la paura. Per Ludovica la paura è una parola tatuata a fuoco nella sua vita e sul suo cuore. Nessuno spazio per il rischio, solo scelte sempre uguali. Anno dopo anno, mentre Caterina trascina Ludovica alle feste, lei cerca di introdurre un po’ di responsabilità nei giorni dell’amica dominati dal caos. Un’equazione perfetta. Un’unione senza ombre dall’infanzia alla maturità, attraverso l’adolescenza, fino a giungere a quel punto della vita in cui Ludovica si rende conto che la sua vita è impacchettata e precisa come un trolley della Ryanair, per evitare sorprese al check-in, un muro costruito meticolosamente che la protegge dagli urti della vita: lavoro in banca, fidanzato storico, niente figli, nel tentativo di arginare le onde. Eppure non esiste un muro così alto da proteggerci dalle curve del destino. Dalla vita che a volte fortifica, distrugge, cambia. E, inaspettatamente, travolge. Dopo un’esistenza passata da Ludovica a vivere della luce emanata dalla vitalità di Caterina, ora è quest’ultima che ha bisogno di lei. Ora è Caterina a chiederle il regalo più grande. Quello di slacciare le funi che saldano la barca al porto e lasciarsi andare al mare aperto, dove tutto è pericoloso, inatteso, imprevisto. Ma inevitabilmente sorprendente.
Federica Bosco è una delle scrittrici italiane più amate. Un’autrice da un milione di copie vendute. Ogni suo libro domina le classifiche e riceve il plauso della stampa. In questo nuovo romanzo supera sé stessa riuscendo nel compito che solo i narratori più autentici e grandi riescono ad assolvere: ci parla di noi.* Ci vediamo un giorno di questi* racconta l’amore ma anche il dolore, racconta le mille sfaccettature dell’animo umano. Racconta l’amicizia più forte e più variegata, l’amicizia più fragile ma anche più duratura: quella tra donne.
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### Sinossi
«*Federica Bosco con i suoi bestseller ha venduto un milione di copie.*»
**Donna Moderna**
«*Federica Bosco è una scrittrice ironica e intelligente.*»
**Grazia**
**Quando l’amicizia è infinita come il mare **
A volte per far nascere un’amicizia senza fine basta un biscotto condiviso nel cortile della scuola. Così è stato per Ludovica e Caterina, che da quel giorno sono diventate come sorelle. Sorelle che non potrebbero essere più diverse l’una dall’altra. Caterina è un vulcano di energia, non conosce cosa sia la paura. Per Ludovica la paura è una parola tatuata a fuoco nella sua vita e sul suo cuore. Nessuno spazio per il rischio, solo scelte sempre uguali. Anno dopo anno, mentre Caterina trascina Ludovica alle feste, lei cerca di introdurre un po’ di responsabilità nei giorni dell’amica dominati dal caos. Un’equazione perfetta. Un’unione senza ombre dall’infanzia alla maturità, attraverso l’adolescenza, fino a giungere a quel punto della vita in cui Ludovica si rende conto che la sua vita è impacchettata e precisa come un trolley della Ryanair, per evitare sorprese al check-in, un muro costruito meticolosamente che la protegge dagli urti della vita: lavoro in banca, fidanzato storico, niente figli, nel tentativo di arginare le onde. Eppure non esiste un muro così alto da proteggerci dalle curve del destino. Dalla vita che a volte fortifica, distrugge, cambia. E, inaspettatamente, travolge. Dopo un’esistenza passata da Ludovica a vivere della luce emanata dalla vitalità di Caterina, ora è quest’ultima che ha bisogno di lei. Ora è Caterina a chiederle il regalo più grande. Quello di slacciare le funi che saldano la barca al porto e lasciarsi andare al mare aperto, dove tutto è pericoloso, inatteso, imprevisto. Ma inevitabilmente sorprendente.
Federica Bosco è una delle scrittrici italiane più amate. Un’autrice da un milione di copie vendute. Ogni suo libro domina le classifiche e riceve il plauso della stampa. In questo nuovo romanzo supera sé stessa riuscendo nel compito che solo i narratori più autentici e grandi riescono ad assolvere: ci parla di noi.* Ci vediamo un giorno di questi* racconta l’amore ma anche il dolore, racconta le mille sfaccettature dell’animo umano. Racconta l’amicizia più forte e più variegata, l’amicizia più fragile ma anche più duratura: quella tra donne.

Ci siamo evoluti bene VINTAGE

Tutto ebbe inizio con un cambiamento epocale: il trasloco di Brignano all’ultimo piano di un palazzo che ne conta più di venti. Da lì Enrico, scrutando l’infinito, si sentì invaso dal desiderio di conoscere. D’altro canto, solo poco prima ai li mortacci dei facchini rumeni, carichi di casse di libri, non aveva forse risposto: ‘Fatti non foste a viver come brutti ma per seguir virtute e canoscenza’? Ecco, quindi, che sbocciarono in lui mille domande. Da dove si origina il tutto? Ma è nato prima l’uovo o la gallina? Dio c’è e non si vede, o ce fa e non ci sente? Come siamo diventati sette miliardi e duecentonovantaquattro milioni di persone? E, soprattutto, dove stiamo andando? In Ci siamo evoluti bene Brignano si cimenta a rispondere alle grandi domande che l’uomo si pone dalla notte dei tempi, ripercorrendo la storia della nostra specie dalle pitture rupestri agli smartphone, dall’invenzione del fuoco allo sbarco sulla Luna, dal baratto di mammuth alla speculazione finanziaria. Ne nasce un flusso irresistibile di riflessioni esilaranti, e insieme un po’ serie, su di noi e sul mondo che ci circonda. In un libro che fa molto ridere, ma anche pensare.

(source: Bol.com)

Christiane F. La mia seconda vita

Era il 1978 quando due giornalisti seguirono Christiane e i suoi amici negli angoli più bui della metropolitana di Berlino. Fu un viaggio all’inferno, raccontato in un libro che divenne il simbolo di una generazione falciata e trasformò la protagonista nell’incarnazione dell’inquietudine giovanile. Trentacinque anni dopo, Christiane ci impressiona e ci commuove come allora raccontandoci un’intera vita di solitudine e disperazione: la disintossicazione, gli anni felici e folli insieme agli idoli del rock e della letteratura, le ricadute, la lotta per la sopravvivenza in un carcere femminile, le amicizie pericolose, le malattie; gli aborti, e un figlio adolescente di cui le è stata sottratta la custodia. “Non ho più niente. Non ho più amici, e nessuno può immaginare cosa mi tocca passare ancora oggi, solo perché sono quella che sono. Sono questi i momenti in cui guardo fuori dalla finestra e mi chiedo: ‘Farà poi così male buttarsi di sotto?'”. Christiane non ha paura di scoprirsi, ed è ancora una volta la sua spietata onestà a fare di questo memoir un racconto coraggioso e commovente: “lo sono e resterò sempre una star del buco. Un animale da fiera. Una bestia rara. Una ragazza dello zoo di Berlino”.

Chirù

Quando Eleonora e Chirú s’incontrano, lui ha diciotto anni e lei venti di piú. Le loro vite sembrano non avere niente in comune. Eppure è con naturalezza che lei diventa la sua guida, e ogni esperienza che condividono – dall’arte alla cucina, dai riti affettivi al gusto estetico – li rende piú complici. Eleonora non è nuova a quell’insolito tipo di istruzione. Nel suo passato ci sono tre allievi, due dei quali hanno ora vite brillanti e grandi successi. Che ne sia stato del terzo, lei non lo racconta volentieri. Eleonora offre a Chirú tutto ciò che ha imparato e che sa, cercando in cambio la meraviglia del suo sguardo nuovo, l’energia di tutte le prime volte. È cosí che salgono a galla anche i ricordi e le scorie della sua vita, dall’infanzia all’ombra di un padre violento fino a un presente che sembra riconciliato e invece è dominato dall’ansia del controllo, proprio e altrui. Chirú, detentore di una giovinezza senza piú innocenza, farà suo ogni insegnamento in modo spietato, regalando a Eleonora una lezione difficile da dimenticare. Michela Murgia torna al romanzo, e lo fa con coraggio, raccontando la tensione alla manipolazione che si nasconde anche nel piú puro dei sentimenti. Negli occhi di Eleonora e Chirú è scritta la distanza fra quello che sentiamo di essere e ciò che pensiamo di dovere al mondo: l’amore è la piú deformante delle energie, può chiederci addirittura di sacrificare noi stessi.

(source: Bol.com)

La Chiesa immobile

Il messaggio spirituale di papa Francesco e soprattutto il suo linguaggio rappresentano novità importanti nello scenario religioso globale. Ma il pontefice è stato in grado di riformare la Chiesa e dare inizio a quella grande trasformazione che tanti cattolici e una parte dell’opinione pubblica laica attendevano con trepidazione? In questi primi cinque anni di pontificato, si è parlato di Francesco come di un rivoluzionario, interessato a cambiare radicalmente la Chiesa. È davvero così? I grandi nodi che qualunque riformatore cattolico deve affrontare sono la riforma della Curia, la dottrina morale e della sessualità, il celibato obbligatorio per il clero e il ruolo delle donne. Su ciascuno di questi punti, il libro ricostruisce le istanze di cambiamento e le risposte di Francesco. Il bilancio del papato su tutti questi fronti è decisamente deludente, e del resto riformare la Chiesa è complicato, rischioso e in definitiva inutile: l’organizzazione gode di una salute discreta, almeno fuori dall’Europa; nel vecchio continente, essa soffre di un declino simile a quello di tutte le altre grandi istituzioni religiose. La causa è un processo di secolarizzazione che non può essere arrestato da qualsivoglia riforma. In questa situazione, appare preferibile mantenere intatta la tradizionale fisionomia clericale e centralizzata dell’organizzazione, concentrando l’attenzione, anche mediatica, sui temi sociali ed economici: in questi ambiti, il papa e i gerarchi cattolici non hanno alcuna responsabilità diretta e perciò mai verranno chiamati a rispondere. Un bilancio lucido e controcorrente su una delle figure chiave del nostro presente.

(source: Bol.com)

La Chiesa Cattolica e il problema della salvezza

In un periodo storico in cui molti tendono a minimizzare le differenze tra le religioni, quasi che una valga l’altra, queste riflessioni, lucide ed efficaci, ribadiscono la dottrina della Chiesa secondo cui la salvezza viene da Gesù Cristo e si manifesta attraverso la Chiesa stessa.

Le chiavi del pensiero positivo

L’autore, ideatore dell’Atteggiamento Mentale Positivo, presenta in questo volume i principi e le tecniche necessari per concentrarsi sugli obiettivi da raggiungere, superare la paura di non riuscire, massimizzare le proprie doti personali.

La chiave di Dante

Una rivelazione! Un grande thriller È la Vigilia di Natale quando la Santa Sede è scossa da un terribile lutto. Monsignor Claude de Beaumont, Curatore dei Musei Vaticani, muore gettandosi nel vuoto. Eppure la sua è solo la prima di una serie di morti misteriose nel mondo dell’arte, sulle quali dovrà far luce l’ispettore Sforza. Non è affatto chiaro cosa abbia spinto l’anziano religioso a togliersi la vita, né cosa si nasconda dietro ai delitti che si susseguono nei giorni seguenti. L’unica persona in grado di dipanare l’intrigo sembra Manuel Cassini, professore di letteratura e studioso di Dante. Durante le vacanze natalizie, Cassini è stato attratto a Parigi con l’inganno e quello che doveva essere un viaggio di piacere si è rivelato una trappola. Chi ha voluto condurlo fin lì? E perché? Con l’aiuto dell’ispettore Sforza, Cassini proverà a far perdere le proprie tracce, ma invano. Chi lo cerca sa bene che lui è il solo a possedere la chiave per svelare un enigma celato nelle opere di Botticelli, Leonardo, Raffaello. Un enigma rimasto senza soluzione per ottocento anni. E chi vuole venirne a capo è disposto a uccidere… Un forziere perduto. Un indizio nascosto. Una caccia al tesoro tra letteratura e arte come non l’avete mai letta. «Una bella storia di selfpublishing all’italiana.» Il Giornale I commenti dei lettori: «Un libro da leggere senza indugi! Una trama complessa e coinvolgente.» Silvia «Storia appassionante. Un libro da leggere tutto d’un fiato! Consigliato a chi ama il genere thriller.» Roberto «Un thriller formidabile, non sono riuscito a intuire l’esito fino all’ultima pagina. Consigliatissimo.» LucaG. L. Barone Per la Newton Compton ha pubblicato La cospirazione degli Illuminati e Il sigillo dei tredici massoni. Prima di essere pubblicato in un unico volume, La chiave di Dante è uscito in cinque puntate, come ebook. I diritti di traduzione dei suoi libri sono stati venduti nei Paesi di lingua portoghese e spagnola.

Chiave 17

**Tra Jo Nesbø e Stieg Larsson
Dall’autore del bestseller* Il sezionatore*
Un grande thriller
Il primo caso per Tom Babylon
«Un finale da infarto.»
«Capolavoro di tensione.»**
Nel Duomo di Berlino viene rinvenuto un corpo crudelmente mutilato, simile a un angelo con due inquietanti ali nere: è Brigitte Riss, pastora della chiesa. Ha al collo una chiave con il numero 17, la firma di uno spietato assassino. Il poliziotto Tom Babylon vuole essere assegnato a questo caso a qualunque costo. Ma il suo non è un semplice desiderio di giustizia. Anni fa, infatti, una chiave identica ha portato alla scomparsa della sorellina. Quando però gli viene affiancata la psicologa Sita Johanns, la sua sete di vendetta rischia di rimanere insoddisfatta. La donna, infatti, sospetta che Tom abbia qualcosa da nascondere e non è convinta che sia la persona giusta per seguire le indagini. Ma l’assassino sta già tessendo la sua tela, e non si fermerà davanti a nulla. 
**Numero 1 in Germania
La porta del male era chiusa…
Finché qualcuno non ha trovato la chiave **
«Attenzione: se Marc Raabe proietta nei personaggi i suoi incubi peggiori, allora c’è il grosso rischio che capiti lo stesso anche a voi.»
**Sebastian Fitzek, autore di *Il ladro di anime***
«Raabe fa emergere con grande violenza le più inquietanti paure dell’infanzia.»
**Westdeutsche Zeitung**
«La corsa del bene contro il male ha inizio, si sente il ticchettio di un orologio, il sangue scorre, il lettore continua a sfogliare, senza respiro.»
**Radio WDR 2**
**Marc Raabe**
È nato nel 1968 e vive a Colonia. È amministratore delegato e socio di una ditta di produzione televisiva e cinematografica. Autore rivelazione del thriller tedesco, ha esordito con *Il sezionatore*, per settimane nella classifica dei libri più venduti in Germania, Francia e Italia, cui sono seguiti *Prima di uccidere*, bestseller dalla prima settimana di uscita, e* L’ho ucciso io*. Torna a pubblicare in Italia con *Chiave 17*.
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### Sinossi
**Tra Jo Nesbø e Stieg Larsson
Dall’autore del bestseller* Il sezionatore*
Un grande thriller
Il primo caso per Tom Babylon
«Un finale da infarto.»
«Capolavoro di tensione.»**
Nel Duomo di Berlino viene rinvenuto un corpo crudelmente mutilato, simile a un angelo con due inquietanti ali nere: è Brigitte Riss, pastora della chiesa. Ha al collo una chiave con il numero 17, la firma di uno spietato assassino. Il poliziotto Tom Babylon vuole essere assegnato a questo caso a qualunque costo. Ma il suo non è un semplice desiderio di giustizia. Anni fa, infatti, una chiave identica ha portato alla scomparsa della sorellina. Quando però gli viene affiancata la psicologa Sita Johanns, la sua sete di vendetta rischia di rimanere insoddisfatta. La donna, infatti, sospetta che Tom abbia qualcosa da nascondere e non è convinta che sia la persona giusta per seguire le indagini. Ma l’assassino sta già tessendo la sua tela, e non si fermerà davanti a nulla. 
**Numero 1 in Germania
La porta del male era chiusa…
Finché qualcuno non ha trovato la chiave **
«Attenzione: se Marc Raabe proietta nei personaggi i suoi incubi peggiori, allora c’è il grosso rischio che capiti lo stesso anche a voi.»
**Sebastian Fitzek, autore di *Il ladro di anime***
«Raabe fa emergere con grande violenza le più inquietanti paure dell’infanzia.»
**Westdeutsche Zeitung**
«La corsa del bene contro il male ha inizio, si sente il ticchettio di un orologio, il sangue scorre, il lettore continua a sfogliare, senza respiro.»
**Radio WDR 2**
**Marc Raabe**
È nato nel 1968 e vive a Colonia. È amministratore delegato e socio di una ditta di produzione televisiva e cinematografica. Autore rivelazione del thriller tedesco, ha esordito con *Il sezionatore*, per settimane nella classifica dei libri più venduti in Germania, Francia e Italia, cui sono seguiti *Prima di uccidere*, bestseller dalla prima settimana di uscita, e* L’ho ucciso io*. Torna a pubblicare in Italia con *Chiave 17*.

Chiara di Assisi. Elogio della disobbedienza

È la storia di un incontro, questo libro intimo e provocatorio: tra una grande scrittrice che ha fatto della parola il proprio strumento per raccontare la realtà e una donna intelligente e volitiva a cui la parola è stata negata. Non potrebbero essere più diverse, Dacia Maraini e Chiara di Assisi, la santa che nella grande Storia scritta dagli uomini ha sempre vissuto all’ombra di Francesco. Eppure sono indissolubilmente legate dal bisogno di esprimere sempre la propria voce. Chiara ha dodici anni appena quando vede “il matto” di Assisi spogliarsi davanti al vescovo e alla città. È bella, nobile e destinata a un ottimo matrimonio, ma quel giorno la sua vita si accende del fuoco della chiamata: seguirà lo scandaloso trentenne dalle orecchie a sventola e si ritirerà dal mondo per abbracciare, nella solitudine di un’esistenza quasi carceraria, la povertà e la libertà di non possedere. Sta tutta qui la disobbedienza di Chiara, in questo strappo creativo alle convenzioni di un’epoca declinata al maschile. Perché, ieri come oggi, avere coraggio significa per una donna pensare e scegliere con la propria testa, anche attraverso un silenzio nutrito di idee. In questo racconto, che a volte si fa scontro appassionato, segnato da sogni e continue domande, Dacia Maraini traccia per noi il ritratto vivido di una Chiara che prima è donna, poi santa dal corpo tormentato ma felice: una creatura che ha saputo dare vita a un linguaggio rivoluzionario e superare le regole del suo tempo…
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