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Ave Mary

La chiesa è ancora oggi, in Italia, il fattore decisivo nella costruzione dell’immagine della donna. Partendo sempre da casi concreti, citando parabole del Vangelo e pubblicità televisive, icone sacre e icone fashion, encicliche e titoli di giornali femminili, questo libro dimostra che la formazione cattolica di base continua a legittimare la gerarchia tra i sessi, anche in ambiti apparentemente distanti dalla matrice religiosa. Anche tra chi credente non è. Con la consapevolezza delle antiche ferite femminili e la competenza della persona di fede, ma senza mai pretendere di dare facili risposte, Michela Murgia riesce nell’impresa di svelare la trama invisibile che ci lega, credenti e non credenti, nella stessa mistificazione dei rapporti tra uomo e donna.

Avamposto su Venere

L’invasione dei Ladri di Mente è stata stroncata, ma altri pericoli si profilano all’orizzonte per Perry Rhodan e la sua Milizia dei Mutanti. E’ ora che la Terza Potenza cerchi una base definitiva fuori della Terra e la troverà esattamente su Venere. Una vera fortezza cosmica funzionante alla perfezione, già esistente da secoli immemorabili e governata da un perfetto cervello elettronico. Qual è il mistero di quella base segreta e soprattutto chi ne sono i costruttori e proprietari?

L’autorità perduta

Bambini maleducati, adolescenti senza regole, ragazzi ubriachi e indifferenti, giovani senza occupazione che, invece di prendere in mano la propria vita, vegetano senza studiare né lavorare. Genitori che si lamentano di una generazione arresa e senza passioni, che sembra aver perso anche la capacità di stupirsi.
Ma ad arrendersi per primi sono stati proprio i genitori, che con la loro accondiscendenza hanno sottratto ai figli l’essenziale, ossia il desiderio, salvaguardando un quotidiano quieto vivere privo di emozioni e ambizioni dove rimbomba soltanto l’elenco delle lamentele contro la società e la politica. Come se questo mondo non l’avessero creato proprio loro.
Un pamphlet severo ma anche pieno di speranza, con cui Crepet ribadisce tenacemente che educare significa soprattutto preparare le nuove generazioni alle difficili, ma anche meravigliose, sfide del futuro.

‘La responsabilità di tale degrado educativo ricade indubbiamente sugli adulti che scelgono il ruolo piú facile, quello di mantenere i figli a vita, ma anche i giovani fanno la loro parte: accettano di essere pagati, rinunciano ai sogni per una manciata di euro o qualche metro quadro di appartamento.
Qualcuno ha proposto una sorta di terrificante patto faustiano: i genitori garantiscono ai figli denaro e un po’ di libertà (rubando però loro il futuro) in cambio della firma di un ”armistizio sociale”; i figli ottengono un beneficio economico in cambio della rinuncia alla libertà.
Per la prima volta nella storia non ci sarà confronto tra generazioni, ma pace: ciascuna delle parti otterrà ciò che vuole sottoscrivendo un dannato e miserabile accordo’.

(source: Bol.com)

L’autobiografia di Giuliano di Sansevero

La storia si svolge fra il 1903 e il 1957, attraversa luoghi e città italiane ed europee in un vasto arco di tempo che va dagli inizi del Novecento agli anni del secondo dopoguerra e, attraverso le vicende del suo protagonista – il nobile Giuliano di Sansevero – giunge a restituire un affresco grandioso di epoche, luoghi, persone e avvenimenti della grande storia e della cronaca quotidiana. Accanto al quadro storico di un cinquantennio decisivo per l’Italia e l’Europa, l’autore descrive il percorso di maturazione psicologica, umana e culturale del suo protagonista, le sue esperienze e l’influenza esercitata su di lui dagli innumerevoli personaggi secondari che popolano le pagine. L’opera fu concepita in cinque sezioni, a partire dall’infanzia e giovinezza del protagonista, il quale, in crisi di identità, si distacca dalla famiglia per tentare di ricostruire la propria esistenza in armonia con se stesso e con gli altri, per giungere verso la fine della propria vita con la riconquista della verità e della libertà, inutilmente inseguite per anni. Come dichiarò più volte Giovene, l’Autobiografia – che egli suddivise in cinque parti – non voleva riflettere la vita reale dell’autore ma quella del suo personaggio, in una sintesi immaginaria di avvenimenti che appartengono a tutti e a nessuno. Cionondimeno le vicende personali del suo autore costituirono una solida base di conoscenza diretta degli eventi narrati, riportati alla luce dalla memoria di Giuliano/Andrea in un flusso narrativo imponente, ricco e preciso nel dettaglio descrittivo e di ampio respiro nelle riflessioni umane del personaggio. Frutto di lunghi anni di lavoro, anche la storia editoriale di questa opera così complessa nello stile, nella struttura e nel contenuto contribuì alla creazione di un mito letterario: stampato prima all’estero (in Finlandia e Svezia) e poi in Italia da Rizzoli, che lo pubblicò in cinque volumi a partire dai primi due nel 1966 e proseguendo fino all’ultimo, uscito nel 1970, il libro ottenne una larghissima attenzione della stampa dell’epoca, come testimoniano recensioni e articoli firmati da critici come Carlo Bo, Giulio Nascimbeni, Corrado Stajano, Alberto Bevilacqua.

(source: Bol.com)

L’ autobiografia di Bertrand Russell ( Vol. I – II – III )

Questo è l’ultimo volume di quella che è stata universalmente riconosciuta come la più significativa tra le biografie del nostro tempo, soprattutto perché, attraverso le vicende personali di Bertrand Russell e dei suoi rapporti con i protagonisti dei vari periodi storici, ci dispiega quasi un secolo di mutamenti sociali e intellettuali. I primi due volumi concernevano il mondo che finiva con la seconda guerra mondiale e le battaglie ideologiche e politiche vinte o parzialmente vinte. Il terzo, tuttavia, può venire considerato più importante degli altri, specie per la nuova generazione di lettori, poiché è impostato soprattutto sulla lotta, ancora non terminata, che ha occupato completamente Lord Russell negli ultimi ventanni e che ha trascinato le masse dei giovani al fianco del più vecchio e più illustre tra i filosofi: la lotta per la pace mondiale e per il disarmo nucleare. Sempre attraverso la corrispondenza scambiata con personaggi di primo piano, quali Kruscev, Kennedy, Castro, Nehru, Papandreu, eccetera, la terza parte di questa autobiografia, comparsa poco prima della morte del grande filosofo, giunge alle sue logiche conclusioni già in nuce sin dal principio. L’uomo che ha perseguito la verità filosofica con una chiarezza di pensiero e di linguaggio mai sorpassata nel suo tempo, che nella sua vita privata e pubblica ha combattuto l’ipocrisia e l’imbroglio, che ha iniziato e incoraggiato nuovi movimenti in sfere tanto diverse e che ha sfidato più di una volta la reazione dei così detti benpensanti per difendere le idee in cui credeva, è qui ancora presente, sempre alacre a un’età quando la maggior parte degli altri si è già rassegnata a tacere o a mettersi in disparte. Le sue marce per la pace, le sue famose «sedute» sui marciapiedi, i raduni a Trafalgar Square che lo portarono davanti a un tribunale sono soltanto la parte più evidente della vigorosa attività del filosofo che forse ha avuto la maggiore influenza sul mondo d’oggi.

Autobiografia

Un corpo a corpo, durato quasi quarant’anni: questo è stato il rapporto tra Twain e la sua autobiografia. Risale infatti al 1870 la prima decisione di mettere nero su bianco la sua vita. Proposito naufragato nel giro di qualche infruttuoso tentativo. Da allora fino al 1905, quel tarlo portò Twain ad accumulare una quarantina di “false partenze” e una montagna di scartafacci, frammenti, appunti, scalette e capitoli, via via cestinati. Verità e franchezza – questi gli scogli contro cui s’infrangeva ogni tentativo, poiché “con una penna in mano, il libero fluire dei ricordi si ritrova imbrigliato, misurato, e si fa ipocrita”. Finché all’alba del gennaio 1906, ecco la svolta: Twain cominciò a dettare a una stenografa quella che finirà per approvare come la sua definitiva autobiografia. Tre anni più tardi, dopo 250 dettature e oltre mezzo milione di parole, l’opera poteva dirsi compiuta, ma a una condizione: la pubblicazione sarebbe avvenuta solo cent’anni dopo la sua morte. “Scrivere un libro destinato alla pubblicazione un secolo dopo consente una libertà senza pari. Solo così puoi parlare apertamente di chiunque, senza timore di ferire i suoi sentimenti, né quelli dei figli o dei nipoti”.
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Aulenti dintorni

“La poesia di Cordaro”, scrive nella sua Prefazione la grande poetessa brasiliana Marcia Theophilo, “si snoda agile nel seno del ricordo che, incontrandosi con il reale quotidiano, crea quell’atmosfera per cui l’arte diventa il terreno sul quale l’uomo si muove come sotto la luce di un riflettore: la luce della poesia. I suoi versi non dimenticano mai quella misura inferiore per cui l’ansia del cuore da al canto il segno della solitudine delle acque dell’oceano… E su questo piano offrono stimolanti aperture, imprevisti squarci d’anima, mentre l’uomo cerca una concordanza con i ritmi e i tempi dell’odierno mondo.”
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Audaci Fantasie

La seduzione è spesso un gioco di specchi in cui chi vuol sedurre assume il ruolo del cacciatore e chi desidera essere sedotto interpreta la parte della preda. Ma si tratta, appunto, di un effetto visivo, di un inganno degli occhi, perché in qualsiasi momento è possibile invertire le parti, perdendosi in un coinvolgente labirinto di attrazioni e tentazioni.Carly, ballerina di lap dance, Del, scrittrice di gialli e Jillian, metà accompagnatrice e metà investigatrice privata conoscono tutti i trucchi dell’arte di sedurre, per esperienza diretta o mediata dalla scrittura. Ogni volta sanno bene quale ruolo rivestono, se quello della cacciatrice o quello della preda. Almeno finché non incontrano ciascuna un uomo bellissimo, capace di incrinare le loro certezze, di superare addirittura ogni loro fantasia. Per scoprire, forse, che nel campo delle passioni c’è sempre qualcosa da imparare…

Attraverso la notte

Venti racconti intensi e diretti con cui il giovanissimo autore ci accompagna in un male di vivere moderno, fatto di rabbia, di voglie, di vuoto, di inganni, di politica fatta per le strade o di nascosto, di sesso e di illusioni.

Attraverso la Clessidra

Si può giocare contro il Tempo? Si può tentare di ostacolarne la trama, o addirittura di sostituirsi ad esso e impersonarlo? Quale sorte toccherà all’uomo che diventerà il Tempo, e a quali ordini di realtà avrà accesso? Un romanzo che non è soltanto un gioco intellettuale, un’avventura fantasy o una storia epica, ma è tutto questo insieme, e pone il lettore di fronte a una serie straordinaria di avventure.

Attraverso l’Atlantico in pallone

Mister Kelly, un ricco yankee, ingegnere di fama, raccoglie una sfida incredibile, quella di raggiungere l’Africa, partendo dall’America, quindi attraversare l’Oceano Atlantico, a bordo di un pallone aerostatico, il “Washington”, da lui stesso progettato. A bordo ci sono il suo aiutante e tuttofare negro Simone e l’irlandese Harry O’Donnell, ricercato dalla polizia e scampato all’arresto proprio per essersi imbarcato sull’aerostato. Il vento, le tempeste, i pericoli dell’aria, saranno sufficienti a impedire la realizzazione del viaggio?

L’attore

Gli piace il cinema, questo è certo. Ma soprattutto gli piacciono i più famosi delitti hollywoodiani: la scena della doccia di “Psycho”, a esempio. Però, quando lui la “replica”, sotto la doccia non c’è Janet Leigh e le immagini non sono in bianco e nero. C’è una giovane donna ignara. Il sangue è rosso. E il coltello uccide realmente. Quanto al pubblico, poi, basta inserire la “nuova” scena in una normale cassetta a noleggio e aspettare che qualcuno decida di trascorrere la serata guardando un bel film… Al dipartimento di polizia di Philadelphia l’hanno soprannominato l’Attore e che sia uno psicopatico non c’è dubbio. Tuttavia c’è del metodo nella sua follia sanguinaria, un metodo che i detective Jessica Balzano e Kevin Byrne sono determinati a scoprire. Cosa non facile, perché la città intera sembra proteggere quell’assassino, come se fosse decisa a tenere ben nascosti i suoi segreti più turpi. Invece l’Attore sa tutto… Non c’è scelta: per seguirne le tracce, i due detective dovranno immergersi in un universo malato, che venera il corpo umano soltanto per corromperlo e sfruttarlo, dovranno sporcarsi le mani. E non soltanto di sangue…

Atto d’amore

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Per le strade di Houston si aggira un moderno Jack lo Squartatore, e Marvin Hanson e Joe Clark sono i poliziotti incaricati dell’indagine. Hanson in particolare, un detective nero, è disgustato dagli omicidi, dalla loro ripugnante violenza, e si dedica alla caccia con un sentimento di vendetta personale. Ma l’inchiesta è un tuffo nel dolore e nell’ambiguità, un itinerario in cui è facile perdere la ragione e trasformarsi a propria volta in ciò che più si odia.
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