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La banda nera

Un’organizzazione segreta, che si fa chiamare Banda nera, combatte al di fuori della legalità contro dei criminali che, all’ epoca della rivoluzione bolscevica, si sono impadroniti dei gioielli dei regnanti russi e che ora, sotto la guida di un fantomatico Pastore, minacciano di portare lo scompiglio in tutta l’Europa. Gli inquirenti di Scotland Yard, confusi dai misteriosi messaggi della Banda nera e dall’audacia del Pastore e dei suoi accoliti, brancolano nel buio; fino a quando, in una casa alla periferia di Londra, si presenta loro uno scenario agghiacciante…

La banda di Barnaby Sheen

E’ possibile che su qualche lontano pianeta, o in qualche mondo parallelo, gli scrittori di fantascienza scrivano unicamente romanzi? Per possibile, è possibile. Ma in questo caso quei pianeti e quei mondi paralleli non sanno cosa perdono. Basta pensare a che cosa sarebbe la fantascienza su questa Terra se non esistessero i racconti di Asimov, Ballard, Bester, Bradbury, Brown, Clarke, Dick, Disch, Leiber, Lovecraft, Matheson, Shaw, Sheckley, Vance, Van Vogt, Wells, Williamson, Wyndham… Ma soprattutto, naturalmente, se non esistessero i racconti di Lafferty. Indice: La stagione della febbre creativa (Brain Fever Season, 1984) Il brontolio della vecchia stanza (And Read the Flesh Between the Lines, 1974) Halloween d’una volta (Old Halloween on the Guna Slopes, 1975) I topi sacrileghi del dottor Drakos (The Ungodly Mice of Doctor Drakos, 1975) Un mondo in miniatura (The Wooly World of Barnaby Sheen, 1973) I fiumi di Damasco (Rivers of Damascus, 1974) Ragazze di primavera (Parthen , 1973) Pseudopodo dimenticato (Old Foot Forgot, 1974) Dorg (Dorg, 1972) Sei piccoli alieni (And Some in Velves Gowns, 1984) La dannata porta altamente scientifica (The Doggone Highly Scientific Door , 1984) Tutti in tram (Interurban Queen, 1970) Copertina di Karel Thole

Il banchiere anarchico

La cronaca di un colloquio tra due uomini comodamente seduti al tavolo di un ristorante: il pranzo già consumato, un sigaro acceso. Un uomo d’affari dall’intelligenza limpida e vigorosa svela a uno stupefatto interlocutore come sia possibile, senza alcuna contraddizione logica, conciliare ricchezza e anarchia. L’unico modo per essere veramente anarchico è creare libertà. Un racconto sorprendente che, mediante il consueto gioco, caro a Pessoa, del paradosso e della relatività del tutto, traccia alcuni concetti base dell’anarchismo.

Bambole pericolose

Una Bologna esoterica, gotica. Brutali combattimenti clandestini come ancestrali riti di sangue. Macabri avvertimenti fin troppo simili a feticci di morte. I segreti della Bambola dagli occhi di cristallo non sono più al sicuro. Un burattinaio feroce promette sballo ed emozioni in cambio dell’anima. I misteri della misteriosa Stirpe Blu. Una ragazzina in pericolo mortale la cui unica colpa è l’innocenza. Una combattente sudamericana in cerca di vendetta e un uomo stanco di combattere costretto nuovamente a farlo per non perdere quello che ha di più importante. Una dark lady pericolosa e seducente come una lama di rasoio. In una ragnatela di tradimenti, un gioco perverso di vita e morte all’ombra della tredicesima luna. Dall’autrice rivelazione del nuovo Italian thriller, il grande ritorno di una temeraria eroina dell’oscuro.
Collana Il Giallo Mondadori, n.2997

La bambola del delfino

La bambola del titolo è un rarissimo oggetto d’arte, regalo di compleanno di re Luigi XVI di Francia al figlio, esposta con un diamante la vigilia di Natale in un grande magazzino e oggetto di un tentato furto. Neanche a dirlo, Ellery Queen, il sofisticato investigatore è incaricato di sventare il furto annunciato, ma questa volta si trova in difficoltà e il caso si ammanta di mistero.

La bambola dagli occhi di cristallo

Tra le tortuose vie del centro o sotto i portici, a Bologna nulla è davvero come sembra. Le notti dell’ispettore Marconi, un giovane sbirro con l’istinto di un mastino, lo confermano. Davanti ai suoi occhi, scene di inaudita violenza: feroci delitti che non offrono nessun indizio se si esclude il sesso delle vittime – rigorosamente uomini – e strane impronte di tacchi a spillo rinvenute vicino ai cadaveri. Mentre sale la tensione, le indagini avvolgono l’ispettore Marconi e la sua squadra in una spirale di eventi: un torbido vortice di passioni che lega alla morte i locali più glamour della città delle Torri. Soltanto Viola, una giovane medium tormentata dalle sue visioni e da un fidanzato violento, appare in grado di squarciare il velo del letale mistero che insanguina Bologna: un gioco perverso in cui la vita si confonde con il suo opposto e la seduzione diventa un’arma affilata.
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La bambola che uccide

La famiglia di Harold, vedovo senza troppi rimpianti che si lascia trascinare dalla vita, è una famiglia media inglese. Due figli: Dolly, sfigurata da una voglia sulla faccia, e Pup, svogliato cacciatore di facili emozioni che si dedica alla magia nel tentativo di trarre qualcosa da un’esistenza senza prospettive. Ma mentre Pup riesce, con le sue forze e grazie alla consapevolezza di poter continuare il lavoro del padre, a uscire dal vicolo cieco in cui molti giovani della sua generazione si riducono, Dolly – copmpluice la cicatrice che le impedisce di avere una vita socialmente normale – precipita sempre di più in una spirale di alienazione, di alcolismo e di solitudine malat

Il bambino silenzioso

**Un successo del passaparola
Il thriller più amato dai librai degli Stati Uniti**
Nell’estate del 2006, Emma Price era lì quando fu ritrovato il cappotto rosso del suo bambino di sei anni, lungo il fiume Ouse. Fu la tragica storia dell’anno: il piccolo Aiden era sparito da scuola durante una terribile alluvione, era caduto nel fiume e poi annegato. Il suo corpo non fu mai ritrovato. Dieci anni dopo, Emma è riuscita finalmente a riacquistare un po’ di serenità. È sposata, incinta e le sembra di aver finalmente ripreso il controllo della sua vita quando… Aiden ritorna. Troppo traumatizzato per parlare, non risponde a nessuna delle infinite domande che gli vengono rivolte. Solo il suo corpo racconta la storia di una sparizione durata dieci lunghi anni. Una storia di ossa spezzate e ferite che testimoniano gli orrori che Aiden deve aver subito. Perché Aiden non è mai annegato: è stato rapito. Per recuperare il contatto con il figlio, ormai adolescente, Emma dovrà scoprire qualcosa sul mostro che glielo ha portato via. Ma chi, in una cittadina così piccola, sarebbe capace di un crimine tanto orrendo? È Aiden ad avere le risposte, ma ci sono cose troppo indicibili per essere pronunciate ad alta voce.
**Il thriller rivelazione dell’anno
Bestseller in Inghilterra e negli Stati Uniti
Oltre 400.000 copie vendute
In corso di traduzione in 15 Paesi**
«Sono rimasto incollato a ogni singola pagina. Fenomenale.»
«Continuerai a chiederti chi è il colpevole fino agli ultimi, intensi capitoli. L’ho adorato.»
«Ho letto tantissimi libri ma questo mi rimarrà dentro per molto, molto tempo.»
«Un capolavoro.»
**Sarah A. Denzil**
Vive nello Yorkshire, dove si gode la campagna e il tempo imprevedibile. Sotto pseudonimo pubblica libri per ragazzi, ma ha una vera passione per i thriller e le storie di suspense. *Il bambino silenzioso* ha scalato le classifiche di vendita negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Australia.

Un Bambino Prodigio

Nelle taverne di un porto del mar Nero, Ismaele Baruch, il bambino prodigio, canta i dolori e le gioie dei miserabili, degli emarginati, degli esclusi. Il suo talento affascina il poeta in crisi Romain Nord e la sua amante, la ”Principessa”, una ricca vedova in cerca di nuove emozioni. Strappato al suo mondo di miseria, Ismaele diventerà il giocattolo di una società aristocratica, pronta all’entusiasmo quanto al disprezzo, che finirà per umiliarlo inesorabilmente.
(source: Bol.com)

Il bambino nella ghiacciaia

In una prefazione del 1940, contro chi crede che il piacere del leggere “avventure” sia inesistente o puerile, Borges scrive: “Il romanzo di peripezie è un oggetto che non tollera nessuna parte ingiustificata. Il timore di incorrere nella semplice varietà successiva impone a quel romanzo un intreccio rigoroso”. Definire congegni perfetti nell’intreccio, questi racconti di Cain, è forse un esagerazione. È a volte il colpo di scena che vi domina, spesso improbabile, e in una sfilata di spacconi colti nel loro ambiente di snack-bar e stazioni di servizio: “tutta gente che vi guardereste bene dal far entrare in casa dalla porta principale”. C’è però qualcosa che distacca Cain dal magma della letteratura popolare. Quando “Il postino suona sempre due volte” fu tradotto in italiano, nel 1945 da Giorgio Bassani, i più accorti l’avvertirono e fecero del romanzo una lettura obbligata per chi voleva conoscere l’America. È il piacere grezzo per l’azione come via d’uscita dalla noia quotidiana, e al tempo stesso il senso della crudeltà di tutta quell’affannata “ricerca della felicità”. E Cain – come il più moralista Hammett, come il più pensoso Chandler – venne a rappresentare il lato più grezzo e greve del sogno americano.
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Il bambino che smise di piangere

È un’estate insolitamente torrida a Hagfors, nel cuore della Svezia, una graziosa cittadina in cui gli abitanti trascorrono vite perfette ma piatte. Anche quella di Mirjam Fransson sembra un esempio di tranquillità, finché non le viene recapitato un messaggio anonimo, enigmatico e inquietante: «Non senti quando smetto di piangere». Poche ore dopo, nella sua villetta divampa un terribile incendio. Sul posto, con i pompieri, arriva la reporter Magdalena Hansson. L’edificio è avvolto dalle fiamme, i muri sono crollati, nuvole di fumo nero rendono impossibile respirare: per Mirjam non c’è più niente da fare. Quando altre case vanno a fuoco, dopo che i proprietari hanno ricevuto lo stesso messaggio, appare chiaro che un serial killer è all’opera. E ciascuno teme di essere la prossima vittima. Magdalena, che prima di tornare nella sua città natale lavorava in un giornale a Stoccolma, non si accontenta di seguire la notizia per la cronaca locale e inizia indagini parallele. Insieme con gli ispettori di polizia Petra Wilander e Christer Berglund dovrà mettersi in gioco per entrare nella tormentata psiche del piromane, e capire il suo desiderio di vendetta. Chi ha smesso di piangere? E perché? Dalla penna di una scrittrice definita «la nuova Camilla Läckberg», il ritorno di Magdalena Hansson, già apprezzata protagonista de “La bambina con la neve tra i capelli”. Un thriller in cui l’orrore si annida nel profondo dell’animo umano, pronto a emergere in tutta la sua violenza.
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### Sinossi
È un’estate insolitamente torrida a Hagfors, nel cuore della Svezia, una graziosa cittadina in cui gli abitanti trascorrono vite perfette ma piatte. Anche quella di Mirjam Fransson sembra un esempio di tranquillità, finché non le viene recapitato un messaggio anonimo, enigmatico e inquietante: «Non senti quando smetto di piangere». Poche ore dopo, nella sua villetta divampa un terribile incendio. Sul posto, con i pompieri, arriva la reporter Magdalena Hansson. L’edificio è avvolto dalle fiamme, i muri sono crollati, nuvole di fumo nero rendono impossibile respirare: per Mirjam non c’è più niente da fare. Quando altre case vanno a fuoco, dopo che i proprietari hanno ricevuto lo stesso messaggio, appare chiaro che un serial killer è all’opera. E ciascuno teme di essere la prossima vittima. Magdalena, che prima di tornare nella sua città natale lavorava in un giornale a Stoccolma, non si accontenta di seguire la notizia per la cronaca locale e inizia indagini parallele. Insieme con gli ispettori di polizia Petra Wilander e Christer Berglund dovrà mettersi in gioco per entrare nella tormentata psiche del piromane, e capire il suo desiderio di vendetta. Chi ha smesso di piangere? E perché? Dalla penna di una scrittrice definita «la nuova Camilla Läckberg», il ritorno di Magdalena Hansson, già apprezzata protagonista de “La bambina con la neve tra i capelli”. Un thriller in cui l’orrore si annida nel profondo dell’animo umano, pronto a emergere in tutta la sua violenza.

Dei Bambini Non Si Sa Niente

Questo romanzo di una esordiente racconta la storia, tutta vista dall’interno, di un eden infantile, dove anche il sesso è innocenza, che si corrompe progressivamente attraverso l’irruzione della perversione degli adulti con foto sempre più spinte. E’ il bambino più grande del gruppo, il tirannico Mirko, a introdurle nei giochi che si tengono in un capannone di periferia.
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I bambini di Pinsleepe

Weber Gregstons e Philip Strayhorn sono amici per la pelle. Hanno fatto il college insieme, hanno condiviso donne, gioie e miseria, hanno lottato spalla a spalla per farsi strada a Hollywood. Weber si afferma presto come il regista più acclamato della sua generazione. Philip invece rimane nell’ombra per anni finché non diventa un autore di culto per la sua serie di film horror iperviolenti: la leggendaria saga dei Film di Mezzanotte, oggetto di venerazione da parte del suo esercito di seguaci (e di imitazioni dalle drammatiche conseguenze). Ora Phil ha tutto quello che ha sempre desiderato: l’amore (la bellissima Sasha, ex di Weber), la fama, i soldi. Finché un giorno non si uccide sparandosi un colpo di pistola alla testa. Perché?
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Le bambine che cercavano conchiglie

Il mare in tempesta si infrange sulle coste frastagliate coste del Dorset. In alto, su una scogliera impervia, si erge una casa colonica con le mura imbiancate che brillano come un faro sotto la luce del sole.
Clifftops.
Il posto che una volta Dora chiamava casa.
Da dietro le ampie finestre le sembra ancora di sentire risuonare le risa di sua sorella Cassie, il rumore delle loro corse di bambine gioiose. Adesso la natura ha ripreso il sopravvento e l’edera avvolge le antiche mura della magione dei Tide, in un viluppo di silenzio, polvere e segreti. Dora è fuggita da tutto questo, schiacciata dal peso della colpa. Una colpa inafferrabile come il vento, ma che si è insinuata nelle fibre del suo essere in profondità. E non le fa dimenticare quella lunga e calda giornata d’estate di tanti anni prima. I giochi alla ricerca di conchiglie, i nascondigli tra le rocce e quella piccola, fatale distrazione che ha distrutto un’intera famiglia. Da allora Cassie non le vuole più parlare e le due sorelle si sono allontanate irrimediabilmente. La sabbia e il vento non sono riusciti a disperdere il dolore, che è rimasto sepolto, come un cuore pulsante. Ma oggi Dora non può più fuggire, il soffio di una nuova vita respira dentro di lei e per amore del suo bambino deve ritrovare i pezzi perduti della sua vita. Perché dietro il massiccio portone di legno di quercia di Clifftops ci sono due occhi pieni di accuse e segreti ad attenderla, gli occhi di una donna che dovrebbe amarla, ma che da sedici anni sembrano covare solo risentimento. Gli occhi di sua madre. Dora deve trovare il coraggio di affrontarli una volta per tutte, prima che il segreto che le ha spezzate le travolga definitivamente come un’onda troppo impetuosa.
Venduto in venti paesi, adorato dalla critica e premiato dai librai, Le bambine che cercavano conchiglie è un esordio che è difficile dimenticare. La storia di due sorelle e di una colpa inafferrabile come il vento. La storia di una madre e di un amore che niente potrà spezzare. La storia di tre donne fragili, che solo la forza del perdono potrà riunire.
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### Sinossi
Il mare in tempesta si infrange sulle coste frastagliate coste del Dorset. In alto, su una scogliera impervia, si erge una casa colonica con le mura imbiancate che brillano come un faro sotto la luce del sole.
Clifftops.
Il posto che una volta Dora chiamava casa.
Da dietro le ampie finestre le sembra ancora di sentire risuonare le risa di sua sorella Cassie, il rumore delle loro corse di bambine gioiose. Adesso la natura ha ripreso il sopravvento e l’edera avvolge le antiche mura della magione dei Tide, in un viluppo di silenzio, polvere e segreti. Dora è fuggita da tutto questo, schiacciata dal peso della colpa. Una colpa inafferrabile come il vento, ma che si è insinuata nelle fibre del suo essere in profondità. E non le fa dimenticare quella lunga e calda giornata d’estate di tanti anni prima. I giochi alla ricerca di conchiglie, i nascondigli tra le rocce e quella piccola, fatale distrazione che ha distrutto un’intera famiglia. Da allora Cassie non le vuole più parlare e le due sorelle si sono allontanate irrimediabilmente. La sabbia e il vento non sono riusciti a disperdere il dolore, che è rimasto sepolto, come un cuore pulsante. Ma oggi Dora non può più fuggire, il soffio di una nuova vita respira dentro di lei e per amore del suo bambino deve ritrovare i pezzi perduti della sua vita. Perché dietro il massiccio portone di legno di quercia di Clifftops ci sono due occhi pieni di accuse e segreti ad attenderla, gli occhi di una donna che dovrebbe amarla, ma che da sedici anni sembrano covare solo risentimento. Gli occhi di sua madre. Dora deve trovare il coraggio di affrontarli una volta per tutte, prima che il segreto che le ha spezzate le travolga definitivamente come un’onda troppo impetuosa.
Venduto in venti paesi, adorato dalla critica e premiato dai librai, Le bambine che cercavano conchiglie è un esordio che è difficile dimenticare. La storia di due sorelle e di una colpa inafferrabile come il vento. La storia di una madre e di un amore che niente potrà spezzare. La storia di tre donne fragili, che solo la forza del perdono potrà riunire.

La bambina, il pugile, il canguro

Quando solleva con le sue enormi mani da pugile la nipotina appena nata, il vecchio Primo esclama: “A me sembra più bella di tutte le altre”. Ma la piccola ha la sindrome di Down e una grave malformazione cardiaca, sua madre Valentina non si riprenderà mai dallo shock (anzi finirà col morirne) e il padre Nevio è un povero ubriacone irresponsabile. Perciò saranno i nonni Primo e Nora a prendersi cura della bimba, dopo averla chiamata Letizia: come l’allegria contagiosa che dimostra fin da neonata. Questo toccante racconto di Gian Antonio Stella, in cui le storie rocambolesche dei pugili americani diventano ninne nanne e si mescolano alle leggende marinare venete, affronta con delicata partecipazione il tema dei “bambini imperfetti”.

Balzac e la Piccola Sarta cinese

Come la lettura, grazie alla segreta malia di una misteriosa, preziosissima valigia di libri occidentali proibiti, riesca a sottrarre due ragazzi, colpevoli soltanto di essere figli di “sporchi borghesi”, a svariate torture e permetta anche a uno di loro di conquistare la “Piccola Sarta cinese”.
“*Balzac e la Piccola Sarta cinese*… è una tragedia raccontata con un soffio. Un soffio che anima il romanzo, come potrebbe tenere sospesa una piuma. È il trionfo della leggerezza, come l’intendeva Calvino. Non ricordo, come lettore, un libro recente in cui la sottrazione di peso alla struttura del racconto e del linguaggio sia stata realizzata con tanta spontaneità”.
BERNARDO VALLI