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La seconda luna di miele

Quando un uomo ricco e affermato prende moglie, non sempre lo fa per amore. Non sempre…
James Logan ha un sogno: riuscire a costruire una famiglia perfetta. Nonostante la fine del suo primo matrimonio, è certo che quello è il momento giusto per riprovarci. Megan Donnelly, infatti, sembra essere la donna adatta per quello scopo: timida e riservata, non può che cadere facilmente vittima del suo irresistibile fascino. Le cose, per un po’, vanno come previsto, ma al ritorno dalla luna di miele un imprevisto fa precipitare la situazione, costringendo Megan ad aprire gli occhi di fronte alla realtà. Si trova intrappolata in un matrimonio senza amore. O, almeno, da parte di James. Stando così le cose, sembrerebbe non esserci alcuna via d’uscita per la bella Megan, tranne forse una seconda luna di miele…
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### Sinossi
Quando un uomo ricco e affermato prende moglie, non sempre lo fa per amore. Non sempre…
James Logan ha un sogno: riuscire a costruire una famiglia perfetta. Nonostante la fine del suo primo matrimonio, è certo che quello è il momento giusto per riprovarci. Megan Donnelly, infatti, sembra essere la donna adatta per quello scopo: timida e riservata, non può che cadere facilmente vittima del suo irresistibile fascino. Le cose, per un po’, vanno come previsto, ma al ritorno dalla luna di miele un imprevisto fa precipitare la situazione, costringendo Megan ad aprire gli occhi di fronte alla realtà. Si trova intrappolata in un matrimonio senza amore. O, almeno, da parte di James. Stando così le cose, sembrerebbe non esserci alcuna via d’uscita per la bella Megan, tranne forse una seconda luna di miele…

La scuola giusta

Il liceo classico è una scuola ‘vecchia’, che deve essere radicalmente riformata o tutt’al più riservata a pochi alunni scelti? Lo studio del greco e del latino ha ancora un senso, al principio del Terzo millennio, o è uno stucchevole omaggio a un passato polveroso e non sempre rispettabile? La grammatica e la traduzione conservano ancora qualche valore formativo, o costituiscono un inutile retaggio di pratiche didattiche ormai superate?

Sono solo alcuni dei tanti interrogativi ai quali risponde Federico Condello in questa sua documentata e brillante arringa in difesa del liceo classico, che, senza intenti apologetici e senza alcuna pigra accettazione di tesi preconcette o alla moda, illustra le aspirazioni che hanno guidato la concezione originaria di questo ‘vecchio’ e amato-odiato liceo, riconoscendovi uno dei più fecondi esperimenti di democrazia scolastica tentati nell’Italia e nell’Europa moderne.

Tramite il riesame critico dei miti, dei pregiudizi e delle accuse che un pluriennale dibattito sul liceo classico ha accumulato alla rinfusa, Condello ci suggerisce a cosa è bene credere e a cosa è meglio guardare con sospetto; che cosa sembra nuovo ed è invece vecchio di secoli; che cosa è menzogna palese o affermazione in malafede. E ci invita a comprendere in profondità cosa si è fatto, e cosa concretamente si continua a fare, al liceo classico: e cioè quale patrimonio formativo vi si condivide e quali esperienze si garantiscono a chi lo frequenta, qualsiasi scelta di vita lo attenda. Possiamo così comprendere meglio le ragioni personali e collettive che rendono il liceo classico non solo un elemento qualificante e distintivo della storia italiana, ma anche una risorsa inestimabile, e troppo poco sfruttata, per favorire l’eguaglianza scolastica e la mobilità intergenerazionale.

Una volta chiarite, alla luce dei fatti storici e dei dati statistici, le peculiarità di un indirizzo di studi che, a dispetto di chi vorrebbe abolirlo o farne una scuola di nicchia, conserva immense potenzialità quale strumento di equità culturale e sociale, l’attuale avversione al liceo classico si rivela per quello che è: una netta avversione alla coraggiosa utopia di una scuola che sappia essere insieme aperta, pubblica e ottima.

Federico Condello (1973) è professore ordinario di Filologia classica all’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna. Insegna Letteratura e tradizione classica e Filologia greco-latina; coordina il Laboratorio di traduzione specialistica dalle lingue antiche e le attività pubbliche del Centro studi ‘La permanenza del Classico’ dell’Università di Bologna. Si occupa di letteratura greca arcaica e classica, di critica del testo, di fortuna e tradizione dei classici in età moderna e contemporanea, di teoria e pratica della traduzione dal greco e dal latino. Collabora con testate quotidiane nazionali.

(source: Bol.com)

La scuola dei Robinson

La scuola dei Robinson (in francese L’École des Robinsons) è un romanzo di Jules Verne ambientato 1880 su un’isola del Pacifico in cui il protagonista deve vivere come un moderno Robinson Crusoe, ma con nuovi e sorprendenti colpi di scena. Come negli altri scritti di Verne è accurata la descrizione naturalistica e geografica, in cui sono descritti clima, alberi e animali della zona; altrettanto dettagliata è la spiegazione dei metodi usati dai naufraghi per la loro sopravvivenza. Il racconto avventuroso, misterioso e a tratti drammatico, è mescolato all’ironia della divertente figura del professore di danza. Nel finale non uno, bensì quattro colpi di scena si susseguono per meravigliare e concludere in maniera originale la strana avventura.
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### Sinossi
La scuola dei Robinson (in francese L’École des Robinsons) è un romanzo di Jules Verne ambientato 1880 su un’isola del Pacifico in cui il protagonista deve vivere come un moderno Robinson Crusoe, ma con nuovi e sorprendenti colpi di scena. Come negli altri scritti di Verne è accurata la descrizione naturalistica e geografica, in cui sono descritti clima, alberi e animali della zona; altrettanto dettagliata è la spiegazione dei metodi usati dai naufraghi per la loro sopravvivenza. Il racconto avventuroso, misterioso e a tratti drammatico, è mescolato all’ironia della divertente figura del professore di danza. Nel finale non uno, bensì quattro colpi di scena si susseguono per meravigliare e concludere in maniera originale la strana avventura.

La scrittura o la vita

Dagli altri voglio sapere come si cammina con il fuoco dentro, voglio riconoscere quel fuoco, e anche l’unicità della vocazione, contare le cose infrante lasciate per terra, e voglio che il fuoco degli altri faccia divampare il mio. Per questo ho cercato dieci scrittori italiani: vicini alla mia idea di vocazione e anche disposti a spiegarla, a raccontare di questo mestiere che è il loro padrone e a individuare il momento in cui sono riusciti a dire: “Io sono uno scrittore”. Percorrono tutti strade differenti e non si sono immersi in un filone letterario ma mi sembra abbiano creato qualcosa di nuovo, facendo un passo in avanti nel cammino della letteratura italiana. Negli scrittori, nelle loro vite, ma credo in tutte le persone, io cerco sempre questa specie di follia che a volte è molto bene addomesticata, a volte quasi invisibile, ricoperta di strati di ragionevolezza, doveri, vita dei giorni, sesso, famiglia, inciampi, successo, imbarazzo, cinismo, paura, ironia, vergogna (ma credo che uno scrittore, quando scrive, debba liberarsi della vergogna). Mi entusiasma scoprire che esiste sempre un nucleo di passione che non può essere scalfito da niente, e che non è socievole né affidabile, perché è una concentrazione costante su qualcos’altro, è un pensiero altrove. A.B.

La scoperta dell’eros

Ascoltavo, con una malcelata indifferenza, i discorsi di Laura che tentavano di distrarmi dalla lettura del libro che avevo appena acquistato.
Avevo atteso a lungo che il mio libraio di fiducia mi trovasse una copia del Directorium inquisitorum di Nicolau Eymerich, tradotta e commentata in italiano e, ora, non stavo più nella pelle dal desiderio di immergermi nel mio mondo fantastico traslato nel medioevo.

La scopa di don Abbondio

Nel momento in cui forze politiche oscurantiste prendono il sopravvento in Italia e in larga parte d’Europa, giova interrogarsi sul ‘moto storico’. Il suo andamento può sprofondarci in deprimenti bassure o innalzarci verso affrettate illusioni. Tra il cupo fatalismo persuaso dell’eterno ritorno e il pervicace ottimismo degli assertori di inarrestabili ‘sorti progressive’, la lezione che ci viene dalla storia è che, dopo l’esaurirsi di una ‘rivoluzione’, maturano immancabilmente le condizioni per una nuova scossa: di quelle che a don Abbondio apparivano salutari colpi di scopa.

‘Sul letto di morte Mao avrebbe detto una parola che riassume il suo pensiero: ”Raccomandate ai giovani cinesi di ricordarsi di Yu Kung”. È il protagonista di una favola contadina. Narra di un vecchio contadino che voleva spianare una montagna a colpi di zappa, lui e i figli. A chi vedendolo all’opera gli disse che sciocchezze state facendo, il vecchio rispose: ”Io morirò ma rimarranno i miei figli. Moriranno i miei figli, ma resteranno i miei nipoti e così le generazioni si susseguiranno all’infinito. Le montagne sono alte, ma non possono diventare ancora più alte. A ogni colpo di zappa esse diventeranno più basse”. La logica di Mao si attaglia a quella del contadino. Le iniquità sociali sono alte e potenti, ma non è detto che non possano essere abbattute. E in effetti lo sono state anche se altre ingiustizie nel corso dei secoli, ed anche in quelli nostri, ne hanno occupato il posto. Ma anche queste cadranno sotto i colpi di zappa di una rivoluzione che per essere vera ha da essere permanente.’ (Dal Diario di Pietro Nenni)

(source: Bol.com)

La Scomparsa di Lady Edith (Le Intrepide Debuttanti, Libro 1)

Una tragica notte cambia la vita di Lady Edith Pelton, ragazza giudiziosa e perbene: quando la sua migliore amica muore, spinta giù dalle scale da un malvagio lord. Ora, Edith dedica il suo tempo a sorvegliare l’uomo che ritiene responsabile, mentre raccoglie informazioni per denunciare altri furfanti che fingono di essere uomini d’onore a Londra. Quando viene scoperta a spiare da un perfetto sconosciuto, Edith si ritrova con due misteri – che cosa è successo all’amica e come conquistare il cuore di quel lord terribilmente affascinante.
Triston Neville, visconte Torrington, deve portare a termine due compiti nella prossima stagione londinese: assicurarsi che le sue sorelle traggano il massimo vantaggio dal loro debutto in società ed evitare di farsi coinvolgere in un altro scandalo. Quello che non si aspetta è l’accattivante fanciulla dai capelli biondi che precipita letteralmente sul suo cammino. Quando la misteriosa Lady Edith scompare all’improvviso senza lasciare traccia, Triston teme che ci sia la possibilità che i suoi antichi misfatti siano ritornati per distruggere nuovamente la sua vita.
Riuscirà Triston a mettere insieme i pezzi del puzzle in tempo per salvare Edith e dimostrare che il suo amore non è nient’altro che sincero?
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### Sinossi
Una tragica notte cambia la vita di Lady Edith Pelton, ragazza giudiziosa e perbene: quando la sua migliore amica muore, spinta giù dalle scale da un malvagio lord. Ora, Edith dedica il suo tempo a sorvegliare l’uomo che ritiene responsabile, mentre raccoglie informazioni per denunciare altri furfanti che fingono di essere uomini d’onore a Londra. Quando viene scoperta a spiare da un perfetto sconosciuto, Edith si ritrova con due misteri – che cosa è successo all’amica e come conquistare il cuore di quel lord terribilmente affascinante.
Triston Neville, visconte Torrington, deve portare a termine due compiti nella prossima stagione londinese: assicurarsi che le sue sorelle traggano il massimo vantaggio dal loro debutto in società ed evitare di farsi coinvolgere in un altro scandalo. Quello che non si aspetta è l’accattivante fanciulla dai capelli biondi che precipita letteralmente sul suo cammino. Quando la misteriosa Lady Edith scompare all’improvviso senza lasciare traccia, Triston teme che ci sia la possibilità che i suoi antichi misfatti siano ritornati per distruggere nuovamente la sua vita.
Riuscirà Triston a mettere insieme i pezzi del puzzle in tempo per salvare Edith e dimostrare che il suo amore non è nient’altro che sincero?

La scomparsa di De Paoli. Un caso di Petri e Miceli

In un fossato, lungo una strada provinciale ai margini della città, la Polizia ritrova un cadavere reso irriconoscibile dall’azione impietosa dei topi. Cosa o chi ha ucciso quell’uomo senza identità e senza più nemmeno un volto? Un rapinatore inesperto? Un magnaccia violento? Un pirata della strada fuggito dopo l’incidente? Una morte così fa scalpore in una città di provincia come Brescia, ma per l’ex giudice Petri allo stupore si aggiunge l’orrore, quando si rende conto che quell’uomo altri non era che il suo vecchio amico e medico curante, il dottor Emilio De Paoli, misteriosamente scomparso da troppi giorni. Il buon Petri, sconvolto, si butta nell’indagine anima e corpo, costringendo il commissario Miceli, che ormai lascerebbe volentieri le rogne al nuovo commissario Grazia Bruni, a rimettersi in gioco. Saranno però necessari l’esperienza e l’intervento di tutta la squadra al completo, con il nuovo vice ispettore Armiento, il navigato Maccari, il bravo Esposito, gli inseparabili Grasso e Tondelli, e persino il procuratore Martinelli, per risolvere quello che è senza dubbio il caso più penoso che il giudice Petri si sia mai ritrovato ad affrontare nella sua lunga carriera.

La scomparsa delle api

“Se l’ape scomparisse dalla terra, all’umanità resterebbero quattro anni di vita; niente più api, niente più impollinazione, niente più piante, niente più animali, niente più esseri umani.” (Albert Einstein) Questa frase, attribuita al geniale scienziato tedesco e a lungo considerata solo un paradosso e nient’altro che un’ipotesi quasi fantascientifica, si sta rivelando, da qualche anno a questa parte, molto più vicina alla realtà di quanto avremmo mai potuto immaginare.
Per anni gli apicultori di entrambe le sponde dell’oceano hanno lanciato allarmi inascoltati, finché, nel febbraio 2007, negli Stati Uniti sono comparsi i primi dati ufficiali: mancano all’appello centinaia di miliardi di api, affette da un misterioso morbo. La notizia fa il giro del mondo, fino a quando, nel gennaio 2008, diviene chiaro che la grande moria riguarda anche l’Europa: 50 miliardi di api sono scomparse in Grecia, almeno 55 miliardi non fanno ritorno alle arnie nel nostro paese. Ma non è finita qui: lo stesso genere di notizie arriva da altri paesi europei, dall’India, dal Canada, dalla Nuova Zelanda.
Qual è la causa di questo fenomeno, che sembra essere l’inizio dell’estinzione dell’ape? I ricercatori hanno avanzato diverse ipotesi. Si pensa che siano le onde elettromagnetiche emesse dai telefoni cellulari e dai ripetitori, si ipotizza che sia la conseguenza della diffusione di organismi geneticamente modificati nell’agricoltura, si sospetta che sia una delle tante conseguenze del riscaldamento globale.
La scomparsa in massa delle api ha assunto dimensioni tali da non poter essere più ignorata. Se oggi ci sembra improbabile che l’umanità possa estinguersi per una causa apparentemente così banale, di certo un evento di questa portata appare come una sorta di campanello di allarme: forse ci siamo spinti troppo in là nella manipolazione del nostro ambiente naturale.
Partendo da un’arnia deserta in Florida, Sylvie Coyaud ci porta con sé in un viaggio appassionato attraverso paesi vicini e lontani. Nella certezza che “trovare il colpevole” della scomparsa delle api potrebbe essere il primo passo per scongiurare una futura catastrofe ecologica sul nostro pianeta.

La scienza occulta

L’antica denominazione di ‘Scienza Occulta’ viene adoperata per il contenuto di questo libro; una denominazione che produce presso uomini diversi le più opposte impressioni.
Per molti essa ha qualcosa di ripugnante; provoca l’irrisione, un sorriso di compatimento, forse anche il disprezzo.

In realtà il tentativo della scienza occulta è quello di analizzare quello che sfugge alla normale indagine del mondo sensibile. Quello che di tale mondo rimane ‘occulto’, non manifesto, ove lo si consideri soltanto mediante i sensi e l’intelletto ad essi legato.
La scienza occulta vuole liberare l’indagine scientifica e l’attitudine scientifica (che di solito si limitano ai rapporti e al processi dei fatti sensibili) da questo loro abituale campo di applicazione, pur conservandone le caratteristiche generali di pensiero. Essa si propone di trattare di cose non sensibili allo stesso modo con cui la scienza naturale tratta di quelle sensibili. Mentre la scienza naturale si limita, con i suoi metodi e i – suoi procedimenti di pensiero, alla sfera sensibile, la scienza occulta considera il lavoro dell’anima, studia la costituzione occulta dell’uomo, il corpo eterico, il mondo astrale, l’evoluzione dell’uomo e dei mondi.

(source: Bol.com)

La Scienza in Tribunale

Si sa che la scienza in Italia suscita molti sospetti. E questi sospetti non vanno disgiunti da una certa ignoranza in materia, che fa dell’Italia una pecora nera in Europa. Così capita che parliamo correntemente di Ogm (organismi geneticamente modificati), ma senza sapere cosa siano i geni e in cosa gli Ogm siano diversi da una qualunque coltivazione; ci preoccupiamo dei vaccini, ma senza sapere nulla di come funzionino e di quante malattie abbiano contribuito a eradicare. E cosa succede quando questo tipo di cortocircuiti avviene anche nei tribunali e nel Parlamento? Il libro di Luca Simonetti affronta con chiarezza uno degli argomenti più scottanti e attuali dei giorni nostri, gli errori giudiziari e le approssimazioni che si verificano quando il diritto ha a che fare con la scienza. Quanto potere possono avere i giudici nel sindacare le scelte dell’amministrazione sanitaria in materia di diritto alla salute, come nei casi Di Bella, Stamina e Ogm? Come possono imputare la responsabilità di un evento naturale imprevedibile come i terremoti agli scienziati impegnati nello studio del fenomeno, come è successo nel processo per il terremoto dell’Aquila? O affermare la causalità fra autismo e vaccini, ampiamente sconfessata dalla comunità scientifica mondiale? Fra capri espiatori, accuse incredibili e un’opinione pubblica disinformata e confusa, “La scienza in tribunale” è un’occasione per riflettere seriamente su alcuni aspetti fondativi della nostra cultura e della nostra società.
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Si sa che la scienza in Italia suscita molti sospetti. E questi sospetti non vanno disgiunti da una certa ignoranza in materia, che fa dell’Italia una pecora nera in Europa. Così capita che parliamo correntemente di Ogm (organismi geneticamente modificati), ma senza sapere cosa siano i geni e in cosa gli Ogm siano diversi da una qualunque coltivazione; ci preoccupiamo dei vaccini, ma senza sapere nulla di come funzionino e di quante malattie abbiano contribuito a eradicare. E cosa succede quando questo tipo di cortocircuiti avviene anche nei tribunali e nel Parlamento? Il libro di Luca Simonetti affronta con chiarezza uno degli argomenti più scottanti e attuali dei giorni nostri, gli errori giudiziari e le approssimazioni che si verificano quando il diritto ha a che fare con la scienza. Quanto potere possono avere i giudici nel sindacare le scelte dell’amministrazione sanitaria in materia di diritto alla salute, come nei casi Di Bella, Stamina e Ogm? Come possono imputare la responsabilità di un evento naturale imprevedibile come i terremoti agli scienziati impegnati nello studio del fenomeno, come è successo nel processo per il terremoto dell’Aquila? O affermare la causalità fra autismo e vaccini, ampiamente sconfessata dalla comunità scientifica mondiale? Fra capri espiatori, accuse incredibili e un’opinione pubblica disinformata e confusa, “La scienza in tribunale” è un’occasione per riflettere seriamente su alcuni aspetti fondativi della nostra cultura e della nostra società.

La Scienza Delle Cose Fragili

«Un libro pieno di metafore meravigliose che, grazie alle sue molteplici sfumature, a un professore emancipato e ai legami di amicizia che nascono o si ricuciono, riuscirà a raggiungere il cuore di moltissimi lettori.» A quanto pare le cose fragili non si possono proteggere sempre.
I cuori e le uova si rompono, e tutto cambia, ma bisogna continuare ad andare avanti.
Perché scienza significa fare domande.
E vivere significa non avere paura della risposta.

La scienza dei Simpson

Guida non autorizzata all’universo in una ciambella. Edizione per la scuola. Che c’entra con la scienza la famiglia televisiva più amata degli ultimi vent’anni? Gran parte degli autori di I Simpson ha una laurea scientifica: lo si capisce dal fatto che gli episodi sono costellati, addirittura intrisi, di cultura e attualità tecnica e scientifica: dal nucleare all’emergenza rifiuti, dall’abuso di alcol alla cattiva alimentazione, dagli OGM alle missioni spaziali fino agli accesi scontri tra evoluzionisti e creazionisti. Il come e il perché di tanta dedizione alla scienza li scoprirete in questa appassionata disamina degli ingredienti scientifici della più divertente ma anche della più dotta tra le serie animate: matematica, fisica, astronomia, biologia, ecologia, medicina, e chi più ne ha più ne metta. Leggere questo libro, forse, non servirà a migliorare le prestazioni scolastiche; tuttavia, proprio come l’assunzione regolare della serie, avrà effetti collaterali ugualmente interessanti: terrà desti curiosità e senso critico, e sarà d’aiuto nell’esercizio del pensiero indipendente. Per il triennio della scuola superiore. Marco Malaspina, giornalista scientifico di Bologna, lavora all’ufficio comunicazione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. Scrive per le pagine di salute del settimanale «Oggi» e conduce Pigreco Party, il programma settimanale all’incrocio fra scienza e società di Radio Città del Capo.
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La scena perduta

La scena perduta by Abraham B. Yehoshua
Indebolito dall’età nel fisico ma non nello spirito, Yair Moses è un regista israeliano invitato a Santiago per una retrospettiva sui suoi film. Lo accompagna Ruth, protagonista di gran parte delle sue pellicole, di volta in volta definita «compagna», «musa», «personaggio». Ad accoglierlo, però, vi saranno alcune sorprese: la rassegna è organizzata da un religioso appassionato di cinema e si concentra sui suoi primi titoli, pellicole così datate che lo stesso regista fatica a ricordarne il contenuto (facendo assomigliare le proiezioni a stranianti viaggi nella memoria, a metà tra la seduta psicanalitica e la confessione religiosa). Inoltre nella stanza d’albergo è appeso un quadro che lo turba profondamente: una versione del celebre tema iconologico della «carità romana» in cui la giovane Pero allatta il padre Cimone, chiuso in carcere e condannato a morire di fame. Il dipinto ricorda al regista una scena simile che sarebbe dovuta apparire in uno dei suoi film. Ruth, però, si era rifiutata di girarla: l’avallo di Moses alla decisione dell’attrice aveva causato la loro rottura con lo sceneggiatore, Shaul Trigano, la mente creativa alla base dei loro successi (e all’epoca compagno della donna). Una rottura tanto dolorosa quanto irrimediabile. Almeno fino ad oggi: Moses scopre che dietro l’organizzazione della rassegna c’è proprio Trigano. *La scena perduta* è il romanzo più misterioso e profondo di Yehoshua: un libro che ha il sapore del bilancio di una carriera, ma anche un’indagine sui segreti legami fra creatività e trascendenza, desiderio e identità, passione e compassione. Su ciò che di più prezioso abbiamo perso pur non avendolo mai posseduto.

La scelta di Alasdair

LA RIVINCITA DEI RINNEGATI Vol. 4 – Inghilterra/Scozia, 1815 – Alasdair Gilbride, detto Alec, erede del titolo di Conte di Riddick, ha lasciato la Scozia e la famiglia dieci anni prima per sfuggire a un fidanzamento combinato che trova intollerabile. Tuttavia, ora che Napoleone è stato sconfitto e i suoi impegni di spia nell’esercito si sono ridotti, non ha più scuse: deve tornare a casa e affrontare le responsabilità che lo attendono. Il compito sarebbe decisamente più semplice se, per fare un favore a un amico, Alec non portasse con sé nelle Highlands la donna più attraente e desiderabile che abbia mai incontrato, Eden Whitney, costretta ad allontanarsi dalla buona società londinese per scongiurare un terribile scandalo. Peccato che l’irresistibile attrazione tra loro rischi di farne scoppiare uno ancora più clamoroso.

(source: Bol.com)

La scelta del cavaliere

L’Ordine della Spada 1/3 Inghilterra, 1486. L’amore per l’avventura ha condotto in giovane età Sir John Russell lontano da casa, verso paesi remoti e pericoli di ogni sorta, che hanno fatto di lui un mirabile cavaliere. Tuttavia, raggiunto in Normandia dalla notizia della morte del fratello maggiore, John apprende di avere ereditato la casata e le terre, nonché la promessa sposa di William, Lady Elizabeth, al momento nelle mani dell’ambizioso Lord Bannaster. Presentatosi al castello sotto mentite spoglie per riappropriarsi di ciò che gli appartiene, John si ritrova irrimediabilmente attratto non dalla fidanzata che vorrebbe salvare, bensì dalla sua incantevole domestica, e scopre così che nessuna delle sue innumerevoli imprese lo ha preparato a compiere la rischiosa e dolorosa scelta tra dovere e passione.

(source: Bol.com)