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La bibbia d’argilla

A Roma un uomo si confessa: “Padre, sono colpevole. Sto per uccidere”. Nello stesso momento Clara Tannenberg, una giovane archeologa, annuncia la scoperta di alcune tavole che, se autentiche, proverebbero scientificamente l’esistenza del patriarca Abramo. Si tratterebbe dell’opera dello scriba che raccolse le parole del profeta sulla creazione del mondo, la confusione delle lingue a Babele e il Diluvio Universale: una vera e propria “Bibbia di fango”. Poco prima dell’ultima guerra del Golfo, Clara dà inizio alle sue ricerche in territorio iracheno. Quegli scavi attireranno l’attenzione di alcuni trafficanti d’arte e di quattro amici divorati da un’implacabile sete di vendetta. Tutti ugualmente decisi a non lasciare in vita la giovane Clara…

Bianco su nero

Mosca, 20 settembre 1968. Nell’esclusiva clinica del Cremlino riservata alla nomenclatura sovietica nascono due gemelli: il primo muore quasi subito, il secondo, Rubén, si rivela affetto da paralisi cerebrale – le facoltà intellettuali sono intatte, ma non può muovere gli arti, salvo due dita. Dopo poco più di un anno Rubén sarà separato dalla madre (che, figlia del segretario del Partito comunista spagnolo in esilio, è stata mandata dal padre in Russia a trascorrere un periodo di «rieducazione» e lì si è innamorata di uno studente venezuelano) e rinchiuso negli speciali orfanotrofio in cui vengono isolati, e sottratti allo sguardo, quelli come lui, considerati impresentabili da una società che esalta il mito dell’uomo nuovo e dichiara di muoversi verso un radioso futuro. Solo all’inizio degli anni Novanta Rubén riuscirà a fuggire dal suo Gulag personale e, ritrovata la madre, comincerà a raccontare la sua storia, rivelandosi scrittore vero. Perché quello che colpisce in questo libro, e si imprime nella memoria del lettore, non è tanto la cronaca di un’infanzia e di un’adolescenza trascorse all’interno di un sistema feroce, dove in nome dell’ideologia si perpetrano vessazioni quotidiane, ma la voce che trasforma l’orrore in narrazione, e lo sguardo che questo stesso orrore trasforma in immagini – a volte commoventi, altre volte grottesche, altre ancora di corrosiva comicità, ma sempre potentemente tratteggiate, come lo sono del resto tutti i personaggi che attraversano la vita di Rubén: la studentessa spagnola che balla per lui senza musica in una stanza d’ospedale; il cane randagio monco di una zampa che i bambini adottano; le inservienti e le insegnanti, potenti deità femminili raramente benevole e più spesso minacciose; il ragazzo Saša che si trascina nella neve fino all’aula per rivendicare il suo diritto a studiare; e Sergej, il ragazzo senza gambe che si allena per mesi allo scopo di poter fare a pugni con uno che le gambe le ha tutt’e due…
(source: Bol.com)

Biancaneve deve morire

Biancaneve deve morire by Nele Neuhaus
È una grigia e piovosa notte di novembre tra i monti del Taunus in Germania. Una notte particolare. A Eschborn, la polizia si imbatte in un macabro ritrovamento: resti umani celati da qualche parte nell’aeroporto militare americano della piccola città. Poco dopo, nei pressi di Sulzbach, un villaggio vicino, una donna di Altenhain, un altro piccolo borgo del Taunus, Rita Cramer, è buttata giù da un ponte e gravemente ferita. Oliver von Bodenstein e Pia Kirchhoff, gli agenti della polizia incaricati dell’indagine, si recano ad Altenhain e non tardano a scoprire che in paese pochi sono addolorati e sorpresi da quanto è accaduto a Rita Cramer. L’odio e il rancore albergano in ogni angolo di strada, in ogni bottega o taverna. Un odio e un rancore che hanno di mira una sola persona: Tobias Sartorius, il figlio di Rita Cramer, che ha osato tornare nella casa paterna dopo aver scontato dieci anni di carcere con la tremenda accusa di essere il responsabile della scomparsa di due ragazzine diciassettenni. La situazione diventa incontrollabile per i due investigatori quando nel paese si diffonde la notizia che i resti rinvenuti a Eschborn appartengono esattamente a una delle ragazze sparite dieci anni prima. L’odio per Tobias Sartorius si muta, infatti, in una irrefrenabile sete di vendetta. E diventa una vera e propria psicosi, una caccia alle streghe dagli esiti imprevedibili e drammatici, quando un’altra ragazza svanisce nel nulla. Oliver e Pia rovistano in tutta fretta tra i dettagli e le pieghe nascoste del vecchio caso e scoprono che l’inchiesta che ha condotto in galera il giovane Sartorius è piena di falle e di incongruenze. Falle e incongruenze a cui qualcuno sta cercando evidentemente di porre rimedio, facendo sparire un’altra ragazza esattamente nei giorni in cui Tobias ricompare in paese. Qualcuno disposto a tutto pur di tenere sotterrati i segreti del passato. Qualcuno che non esita a scatenare i peggiori istinti degli abitanti di Altenhain pur di farla franca. I due investigatori devono battere sul tempo l’inferocita comunità di cittadini; il tempo stringe e la ricerca della verità è una gara che ha come premio la vita.

Uno bianca e trame nere: Cronaca di un periodo di terrore

Tra il 1987 e il 1994 l’Emilia Romagna e le Marche sono attraversate da un impressionante crescendo di violenza che ha come epicentro Bologna.
Sono gli anni della banda della Uno bianca, cinque poliziotti e un carrozziere che iniziano con piccole rapine ai caselli autostradali, fino ad arrivare a terrorizzare due regioni e a uccidere ventiquattro persone, ferendone oltre cento.
Sono anche gli anni in cui l’Italia subisce mutazioni profonde. Dopo gli “anni di piombo”, si scopre l’esistenza di Gladio e gli attentati da “semplici” stragi, diventano stragi di Stato.
Bologna e l’Emilia Romagna, territori laboratorio guidati dai partiti di sinistra, scoprono di covare in seno poliziotti assassini, carabinieri alle prese con grossi guai, faide investigative che depistano indagini e processi.
La ricostruzione di un periodo di terrore sul quale ancora oggi non è stata fatta chiarezza.

Bhagavadgita. Il Canto Del Beato

Bhagavadgita. Il canto del beato by Aa. Vv.
Bhagavadgītā, Canto del Divino o Canto dell’Adorabile in sanscrito, è un poema di contenuto religioso di circa 700 versi, diviso in 18 canti e parte integrante del più ampio poema epico Mahābhārata. Questo Canto ha acquisito valore di testo sacro diventando una delle opere più popolari e amate dai fedeli dell’Induismo. L’edizione in digitale esce oggi per Utet in un’inedita versione critica corredato di un compendio esegetico navigabile in forma di ipertesto.

Betty la nera

Con Kennedy alla Casa Bianca e Martin Luther King sulle prime pagine dei giornali, pare vicina l’alba di un nuovo giorno per i neri d’America: libertà ed eguaglianza sembrano a portata di mano. Ma per l’investigatore privato Easy Rawlins, che giorno dopo giorno vive la vita dei suoi fratelli neri nei quartieri poveri di Los Angeles, le cose vanno solo di male in peggio.
Gli affari innanzi tutto: gli investimenti immobiliari di Easy non girano proprio, anche perché solleticano l’avidità di un gruppo di bianchi che, con l’aiuto delle autorità cittadine, ha deciso di mettergli i bastoni tra le ruote.
Sul lavoro poi, nuovi guai bussano alla porta di Easy quando accetta l’incarico di ritrovare una persona scomparsa: Elizabeth Eady detta “Betty la Nera”. Per lui che l’ha conosciuta da ragazzino, Betty, con la sua straordinaria bellezza e la sua magica sensualità, è sempre stata “la” donna, incarnazione del fascino potente e oscuro della femminilità. Dannata perché troppo bella, Betty è stata perseguitata da un destino crudele, che per lei aveva in serbo solo devastazione e caos. Per ritrovarla, Easy dovrà ripercorrere la traccia di dolore e passione che la splendida Betty ha lasciato dietro di sé, dalle strade della nativa Houston fino allla casa signorile di Beverly Hills dove lavorava come cameriera prima di scomparire nel nulla.

Beth e Araar, e il cammello parlante

È un ebook FANTASY Junior e nasce come lettura per le scuole medie. Una ragazzina e un ragazzino affrontano il deserto alla ricerca del mitico Paese della Felicità. Incontrano un cammello che si rivela parlante e, tra un’avventura e l’altra, si imbattono in carovane, chiromanti, mercanti, archeologi, predoni, persone buone e cattive, città antiche e grattacieli finché un misterioso vecchio…

Bestie

Sinossi

Fin dall’inizio di Bestie Tozzi invoca la libertà, la dolcezza, il ricongiungimento. Gli sguardi di un’anima già avvertita e definita “piena di occhi chiusi” (Barche capovolte) si indirizzano preferenzialmente verso scenari normalizzati, specie campestri; ognuna delle bestie qui doviziosamente chiamate a raccolta sarà, secondo l’associazionismo jamesiano, il segno materializzato di un proprio disagio e di una propria conoscenza: una sorta di dislocazione rintracciata di quel che di non saputo l’io porta con sé, del suo inquietante impasto di “buca di scorpioni” e “nido di usignoli”, di “bisbigli” e “code paurose”. All’insegna di modi di essere, il dentro e il fuori annullano demarcazioni di territorio: tutto sarà estasi o incubo. A dare consistenza al fantasma animalesco che come un appuntamento inevitabile e strutturante attende il lettore è ciò che Luigi Baldacci ha chiamato il “realismo del profondo” di Tozzi, l’espressionismo integrale di una scrittura ai vertici del Novecento.

Bestie

“Bestie” è una raccolta di 69 frammenti o aforismi, che hanno una sola cosa in comune: in ognuno di questi brevi racconti compare, in maniera anche casuale e marginale, un animale. Per capire il senso globale dell’opera, occorre tenere presenti l’aforisma iniziale e quello finale, caratterizzati dalla presenza dell’unico animale che, all’interno della raccolta, sembra essere stato investito di un valore simbolico: l’allodola, che rappresenterebbe un bisogno di elevazione, di senso, di accordo con la natura. Nel primo frammento viene descritta la difficoltà dell’allodola a vivere in un mondo dominato dall’uomo; nell’ultimo è presente un appello all’animale perché ritorni nell’anima. Gli aforismi intermedi sottolineano il bisogno di significato e l’impossibilità di ottenerlo. “Bestie” è quindi un’opera che esprime la frammentarietà e l’assurdità della vita. Federigo Tozzi è considerato uno dei più importanti narratori italiani del Novecento. Lasciò le sue opere per lo più inedite. Nato a Siena nel 1882 e morto a Roma nel 1920. lo scrittore fu riscoperto dal grande pubblico molto tardi, dal 1962 al 2000 da scrittori e critici come Carlo Cassola, Giuseppe de Robertis, Enrico Falqui, Carlo Bo, Alberto Asor Rosa ed altri. Questa recente critica ha capovolto la visione di un Tozzi realista proponendolo come scrittore di stampo profondamente psicologico e vicino al simbolismo, paragonandolo a livello europeo alla prosa di Kafka e Dostoevskij. ** ### Sinossi “Bestie” è una raccolta di 69 frammenti o aforismi, che hanno una sola cosa in comune: in ognuno di questi brevi racconti compare, in maniera anche casuale e marginale, un animale. Per capire il senso globale dell’opera, occorre tenere presenti l’aforisma iniziale e quello finale, caratterizzati dalla presenza dell’unico animale che, all’interno della raccolta, sembra essere stato investito di un valore simbolico: l’allodola, che rappresenterebbe un bisogno di elevazione, di senso, di accordo con la natura. Nel primo frammento viene descritta la difficoltà dell’allodola a vivere in un mondo dominato dall’uomo; nell’ultimo è presente un appello all’animale perché ritorni nell’anima. Gli aforismi intermedi sottolineano il bisogno di significato e l’impossibilità di ottenerlo. “Bestie” è quindi un’opera che esprime la frammentarietà e l’assurdità della vita. Federigo Tozzi è considerato uno dei più importanti narratori italiani del Novecento. Lasciò le sue opere per lo più inedite. Nato a Siena nel 1882 e morto a Roma nel 1920. lo scrittore fu riscoperto dal grande pubblico molto tardi, dal 1962 al 2000 da scrittori e critici come Carlo Cassola, Giuseppe de Robertis, Enrico Falqui, Carlo Bo, Alberto Asor Rosa ed altri. Questa recente critica ha capovolto la visione di un Tozzi realista proponendolo come scrittore di stampo profondamente psicologico e vicino al simbolismo, paragonandolo a livello europeo alla prosa di Kafka e Dostoevskij.

Bestiario stravagante

Un demone contabile, un cane che forse è un ispettore delle tasse, un burocrate con una gamba di marzapane, un cassonetto che perseguita un netturbino, un vampiro che produce pannelli solari. Che sia comico o tragico, che sia grottesco o spaventoso, l’importante è che il Bestiario sia stravagante: perché in ogni storia dell’orrore che si rispetti è il mostro il vero protagonista.
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Il bersaglio

1999: è il primo anno di incerta pacificazione dell’Irlanda del Nord, una terra segnata da secolari conflitti religiosi e politici. Contrari a questo nuovo clima distensivo, alcuni estremisti protestanti, della Ulster Freedom Brigade, cercano, con tre brutali atti di terrorismo, di riportare indietro le lancette dell’orologio ai tempi delle spaventose stragi e dello scontro frontale tra le due comunità del paese.Michael Osbourne, ex agente della Cia, viene richiamato in servizio quando si scopre che i terroristi dell’Ufb hanno deciso, per un’ulteriore destabilizzazione, di uccidere proprio suo suocero, Douglas Cannon, ambasciatore americano a Londra. Per Osbourne comincia una partita giocata su più fronti, il cui risultato finale determinerà, oltre alla sorte di Cannon, anche il futuro dell’Irlanda del Nord.Quello che Michael Osbourne non sa è di essere soltanto una pedina. E, ancora una volta, come nel precedente romanzo di Daniel Silva, Osbourne si scontra con il suo eterno nemico, il redivivo Jean-Paul Delaroche, alias October, un killer spietato con il quale ha più di un conto da regolare.

Bersaglio in movimento

Se sei un agente K dei Servizi Segreti, ti spetta solo il lavoro sporco: operazioni sotto copertura che, in caso di fallimento, verranno prontamente negate, lasciandoti alle prese con i rischi e i pericoli della faccenda. Talvolta però ci sono lavori davvero *troppo *sporchi, anche per il più efficiente degli agenti K, cioè Nick Stone. Così, quando capisce che la sua missione prevede l’assassinio di un membro del Parlamento, Stone decide di chiamarsi fuori. E ovviamente si ritrova in un mare di guai, perché i suoi capi si mettono a ricattarlo: se non andrà a Panama per portare a termine l’incarico, Kelly, l’orfana da lui adottata, morirà. In un altro momento della sua vita, quel compito sarebbe stato poco più di una passeggiata per un uomo con le capacità e con l’addestramento di Nick. Ma lui è cambiato: sta cercando di rimettere insieme i pezzi della sua esistenza, di arrivare a una decisione sul futuro di Kelly e quel viaggio nel Centro America rischia di condurlo oltre il punto di rottura. Eppure, nonostante tutto, con l’aiuto di Aaron e Carrie, due scienziati al soldo della CIA, Stone si prepara a colpire. Almeno fino a quando non scopre di essere invischiato in un complotto che coinvolge i guerriglieri colombiani, il governo degli Stati Uniti e alcuni importanti uomini d’affari cinesi. Soltanto lui può impedire una crisi internazionale che metterebbe a repentaglio la stabilità dell’Occidente… Ma, prima di agire, dovrà prendere una decisione, forse la più difficile della sua vita, anche perché ormai lui è diventato un *bersaglio in movimento*…
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### Sinossi
Se sei un agente K dei Servizi Segreti, ti spetta solo il lavoro sporco: operazioni sotto copertura che, in caso di fallimento, verranno prontamente negate, lasciandoti alle prese con i rischi e i pericoli della faccenda. Talvolta però ci sono lavori davvero *troppo *sporchi, anche per il più efficiente degli agenti K, cioè Nick Stone. Così, quando capisce che la sua missione prevede l’assassinio di un membro del Parlamento, Stone decide di chiamarsi fuori. E ovviamente si ritrova in un mare di guai, perché i suoi capi si mettono a ricattarlo: se non andrà a Panama per portare a termine l’incarico, Kelly, l’orfana da lui adottata, morirà. In un altro momento della sua vita, quel compito sarebbe stato poco più di una passeggiata per un uomo con le capacità e con l’addestramento di Nick. Ma lui è cambiato: sta cercando di rimettere insieme i pezzi della sua esistenza, di arrivare a una decisione sul futuro di Kelly e quel viaggio nel Centro America rischia di condurlo oltre il punto di rottura. Eppure, nonostante tutto, con l’aiuto di Aaron e Carrie, due scienziati al soldo della CIA, Stone si prepara a colpire. Almeno fino a quando non scopre di essere invischiato in un complotto che coinvolge i guerriglieri colombiani, il governo degli Stati Uniti e alcuni importanti uomini d’affari cinesi. Soltanto lui può impedire una crisi internazionale che metterebbe a repentaglio la stabilità dell’Occidente… Ma, prima di agire, dovrà prendere una decisione, forse la più difficile della sua vita, anche perché ormai lui è diventato un *bersaglio in movimento*…
### Descrizione
Non appena ha capito chi doveva assassinare per conto dei Servizi Segreti, un membro del parlamento inglese, Nick Stone ha deciso di chiamarsi fuori. E ora si ritrova in un mare di guai. Infatti i suoi capi si sono messi a ricattarlo: se non andrà a Panama per portare a termine l’incarico, Kelly, la piccola orfana da lui adottata, morirà. Stone si ritrova così in America Centrale e ben presto finisce invischiato in un complotto che coinvolge i guerriglieri colombiani, il governo degli Stati Uniti e alcuni importanti uomini d’affari cinesi. Soltanto lui può impedire una crisi internazionale che metterebbe a repentaglio la stabilità dell’Occidente.

Il Berretto a sonagli

«Fare il pazzo! Potessi farlo io, come piace a me! Sferrare qua tutta la corda pazza, cacciarmi fino agli orecchi il berretto a sonagli della pazzia e scendere in piazza a sputare in faccia alla gente la verità!»
– LUIGI PIRANDELLO (1867 – 1936)
Premio Nobel nel 1934, tradotto in tutto il mondo, Pirandello è autore capitale della letteratura, non solo italiana, del Novecento, di cui ha rispecchiato, in modo tormentato e geniale, evoluzione e crisi. In una vasta produzione fatta di novelle, romanzi, opere teatrali, Pirandello si presenta come il creatore di un mondo di inesauribile vigore fantastico e di sorprendente modernità. Il berretto a sonagli, scritto nel 1916, è l’emblema del teatro pirandelliano, vera “stanza della nevrosi”.
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### Sinossi
«Fare il pazzo! Potessi farlo io, come piace a me! Sferrare qua tutta la corda pazza, cacciarmi fino agli orecchi il berretto a sonagli della pazzia e scendere in piazza a sputare in faccia alla gente la verità!»
– LUIGI PIRANDELLO (1867 – 1936)
Premio Nobel nel 1934, tradotto in tutto il mondo, Pirandello è autore capitale della letteratura, non solo italiana, del Novecento, di cui ha rispecchiato, in modo tormentato e geniale, evoluzione e crisi. In una vasta produzione fatta di novelle, romanzi, opere teatrali, Pirandello si presenta come il creatore di un mondo di inesauribile vigore fantastico e di sorprendente modernità. Il berretto a sonagli, scritto nel 1916, è l’emblema del teatro pirandelliano, vera “stanza della nevrosi”.

Berlusconi e gli anticorpi. Diario di un cittadino indignato

«… La democrazia, in tutte le sue componenti, fra cui la giustizia e la libertà d’informazione e di espressione, rappresenta un sistema di anticorpi. Se questi anticorpi non funzionano i politici lestofanti hanno via libera e dilagano le prepotenze, la corruzione ed altri mali… Noi italiani potremo guarire se ci convinciamo che è in gioco la nostra stessa dignità: accettiamo di diventare sudditi o vogliamo restare persone libere?» Scrive così Paolo Sylos Labini, il “cittadino indignato”, autore di questo libro.
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