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La vita quotidiana a Berlino sotto Hitler

Berlino, anno 1933: Von Hindenburg, Presidente del Reich, nomina Cancelliere Adolf Hitler. Un uomo temibile e dallo sguardo infuocato, in grado di cambiare la storia degli uomini con il solo potere della parola, e di promettere ai Berlinesi lavoro per tutti, ordine, una vita sana, le Olimpiadi e il recupero dei valori tradizionali che hanno reso e renderanno grande la Germania. In una città in cui tutto – uomini, pietre, case e piazze – è segnato dal marchio a fuoco del nazionalsocialismo. Ma il sottile vetro dell’illusione verrà presto infranto da una politica assoluta e totalitaria e da spietati intrighi politici che porteranno a guerra, bombardamenti, campi di sterminio, morte. In una Berlino irriconoscibile, una Metropolis in cui lavorano quattro milioni di schiavi immigrati dai vari paesi d’Europa, si intrecciano storie di uomini comuni, eroi silenziosi, famiglie che non riusciranno più a riunirsi e giovani che cadranno nell’oblio delle gelide lande russe. E nel 1945, fra le rovine ancora fumanti e i primi segni della fine del conflitto, una bimba chiederà al nonno: “Questo ha voluto la guerra?”.
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Berlino, anno 1933: Von Hindenburg, Presidente del Reich, nomina Cancelliere Adolf Hitler. Un uomo temibile e dallo sguardo infuocato, in grado di cambiare la storia degli uomini con il solo potere della parola, e di promettere ai Berlinesi lavoro per tutti, ordine, una vita sana, le Olimpiadi e il recupero dei valori tradizionali che hanno reso e renderanno grande la Germania. In una città in cui tutto – uomini, pietre, case e piazze – è segnato dal marchio a fuoco del nazionalsocialismo. Ma il sottile vetro dell’illusione verrà presto infranto da una politica assoluta e totalitaria e da spietati intrighi politici che porteranno a guerra, bombardamenti, campi di sterminio, morte. In una Berlino irriconoscibile, una Metropolis in cui lavorano quattro milioni di schiavi immigrati dai vari paesi d’Europa, si intrecciano storie di uomini comuni, eroi silenziosi, famiglie che non riusciranno più a riunirsi e giovani che cadranno nell’oblio delle gelide lande russe. E nel 1945, fra le rovine ancora fumanti e i primi segni della fine del conflitto, una bimba chiederà al nonno: “Questo ha voluto la guerra?”.

La vita non è un racconto

Per quanto Conrad Aiken sia forse più conosciuto come poeta (pubblicò i suoi primi versi nel 1914), egli è autore molto prolifico e versatile, tanto che la sua produzione letteraria s’estende dal saggio critico al romanzo, dal racconto al lavoro teatrale e al saggio autobiografico. Ma solo recentemente la critica ha scoperto gli originalissimi valori della narrativa aikeniana provocando una graduale riaffermazione del suo nome in quanto autore di romanzi e racconti e quindi la ristampa delle sue opere più significative. Prime fra tutte le short stories qui selezionate per il pubblico italiano da una raccolta di oltre quaranta e che ripropongono, sottolineandolo, il tema dominante dell’opera dell’Aiken consistente nella concreta giustapposizione di elementi, situazioni, personaggi inesplicabili e misteriosi con altri banali e quotidiani. Scrittore raffinato pur senza concessioni a preziosismi, Aiken conduce la narrazione con estrema abilità, introducendo il lettore in un mondo nel quale i confini tra fantasia e realtà, tra vita immaginativa e vita sensoria sono sempre labili e incerti, si sfiorano, s’intrecciano fino a confondersi: i personaggi immaginari divengono reali e il mondo fisico acquista una dimensione irreale.

La vita negoziabile

Hugo Bayo, talentuoso parrucchiere suo malgrado, o meglio per volere del destino, narra ai clienti nel suo negozio le alterne vicende della propria esistenza: dall’adolescenza in un barrio di Madrid, quando, goffo e solitario ma convinto di possedere straordinarie qualità innate, impara la prodigiosa facilità con cui ci si può trasformare in santi o canaglie, fino alla vigilia dei quarant’anni, quando, affermato e riconosciuto “artista”, è ancora convinto di dover inseguire i suoi sogni più audaci.
Nel suo racconto Hugo rievoca il rapporto morboso e ambiguo con la madre – da piccolo, crede che lei abbia un amante e questa idea avvelenerà il suo senso di giustizia spingendolo a un odioso ricatto – e la relazione con il padre, un uomo perdutamente innamorato della moglie, non limpidissimo nella condotta morale ma sinceramente affezionato al figlio, che cercherà fino alla fine di salvare dai guai in cui si è cacciato. E poi la scoperta dell’amore e dell’erotismo, i successi e i fallimenti, il suo impareggiabile talento nel reinventarsi, nello scendere a patti con la propria coscienza, con il passato, addirittura con il futuro, nel tentativo di trovare un posto nel mondo che gli permetta di riconciliarsi con se stesso e con gli altri.
Luis Landero è un grande maestro della scrittura, sempre in bilico fra tragico e grottesco, un autore amatissimo in Spagna che finalmente arriva in Italia con un libro dalla forza dirompente, che parla dell’infinita capacità di cadere e sopravvivere nella miseria e nel ridicolo, che sprona a rialzarsi e lottare per i propri sogni, che sa far ridere e innamorare.
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Hugo Bayo, talentuoso parrucchiere suo malgrado, o meglio per volere del destino, narra ai clienti nel suo negozio le alterne vicende della propria esistenza: dall’adolescenza in un barrio di Madrid, quando, goffo e solitario ma convinto di possedere straordinarie qualità innate, impara la prodigiosa facilità con cui ci si può trasformare in santi o canaglie, fino alla vigilia dei quarant’anni, quando, affermato e riconosciuto “artista”, è ancora convinto di dover inseguire i suoi sogni più audaci.
Nel suo racconto Hugo rievoca il rapporto morboso e ambiguo con la madre – da piccolo, crede che lei abbia un amante e questa idea avvelenerà il suo senso di giustizia spingendolo a un odioso ricatto – e la relazione con il padre, un uomo perdutamente innamorato della moglie, non limpidissimo nella condotta morale ma sinceramente affezionato al figlio, che cercherà fino alla fine di salvare dai guai in cui si è cacciato. E poi la scoperta dell’amore e dell’erotismo, i successi e i fallimenti, il suo impareggiabile talento nel reinventarsi, nello scendere a patti con la propria coscienza, con il passato, addirittura con il futuro, nel tentativo di trovare un posto nel mondo che gli permetta di riconciliarsi con se stesso e con gli altri.
Luis Landero è un grande maestro della scrittura, sempre in bilico fra tragico e grottesco, un autore amatissimo in Spagna che finalmente arriva in Italia con un libro dalla forza dirompente, che parla dell’infinita capacità di cadere e sopravvivere nella miseria e nel ridicolo, che sprona a rialzarsi e lottare per i propri sogni, che sa far ridere e innamorare.

La vita immortale di Henrietta Lacks

Chi opera in campo biomedico conosce bene la sigla HeLa, che denota una linea cellulare di vitale importanza nelle ricerche sul cancro e su molte altre malattie: cellule speciali, tanto resistenti da essere praticamente immortali, vendute e comprate da decenni nei laboratori di tutto il mondo. Ma quelle quattro lettere racchiudono anche una storia perturbante, emblematica – e soprattutto una persona in carne e ossa. Henrietta Lacks lavorava nei campi di tabacco della Virginia, così come i suoi antenati schiavi. Quando muore per un tumore, nel 1951, i medici, senza preoccuparsi di chiedere alcun consenso, prelevano un campione dei suoi tessuti e si accorgono ben presto di un fenomeno sbalorditivo: le cellule tumorali continuano a crescere fuori dal corpo, in laboratorio. Da qui alla commercializzazione il passo è breve, ma passeranno vent’anni prima che i familiari scoprano una verità non meno incredibile che traumatizzante: Henrietta è ‘immortale’, e dalle sue cellule si è sviluppata un’industria miliardaria. Rebecca Skloot ha deciso di raccontare questa storia, e superando diffidenze e ostilità è riuscita a entrare in contatto con i Lacks guadagnandosi l’amicizia della figlia di Henrietta, Deborah. È nato così un libro che ci conduce da un reparto riservato ai neri del Johns Hopkins Hospital agli abbacinanti laboratori dove i congelatori custodiscono le cellule HeLa, dalle baracche di Clover, villaggio popolato di schiavi e guaritori, alla Baltimora di oggi.
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La vita è un cicles

La vita è un cicles by Margherita Oggero
In una gelida mattina d’inverno, nel retro dell’Acapulco’s, uno dei peggiori bar di Torino, viene ritrovato un morto ammazzato. Chi è? Ma soprattutto, chi l’ha fatto fuori, e perché? Massimo, giovane laureato in Lettere che per sbarcare il lunario prepara panini e scongela brioches precotte, non sa nulla di quel cadavere con la faccia spappolata, così come sembra non saperne niente neppure Gervaso detto Gerry, il figlio del padrone del bar, un ragazzotto non proprio sveglio, più interessato a conquistare la bella Sabrina che a fare fatica dietro al bancone…
A dirigere le indagini con la sua squadra c’è il commissario Gianmarco Martinetto, un poliziotto dal carattere ruvido e apparentemente scostante come la sua città, che deve rimboccarsi le maniche per risolvere questo intricato caso in cui le piste investigative si confondono e si sovrappongono. Dietro l’omicidio c’è forse la mano di una misteriosa mafia veneta che ha il controllo della periferia torinese? Oppure è uno spietato regolamento di conti per una faccenda di droga, o prostituzione? E chi è veramente Gilda, femme fatale che fa perdere la testa a Massimo, bravo ragazzo più a suo agio con le versioni di latino che con i sentimenti?
In una girandola di irresistibili colpi di scena e con la sua scrittura densa di humour nero, la straordinaria Margherita Oggero ci regala un giallo dal ritmo serrato in cui come sempre Torino, e non solo i suoi abitanti, ha un ruolo da assoluta protagonista: la Torino delle periferie, della clandestinità, del degrado, della convivenza difficile, dimenticata dalla politica ma teatro di grandissima e mai sopita vitalità.

La Vita È Matematica

State preparando la fetta di pane per la colazione quando squilla il telefono e bam! La fetta cade, ovviamente sempre dalla parte della marmellata. Sfortuna ricorrente o una causa fisica determina questo fenomeno persecutorio? Ebbene sì, molte situazioni in apparenza casuali sono dettate da precise leggi che ne spiegano la ricorrenza e ci aiutano a prevederle. Magari a nostro vantaggio. Quando dobbiamo decidere a chi spetta il compito di lavare i piatti, spesso ci affidiamo a metodi come testa o croce o pari e dispari. Ma le probabilità non sono proprio cinquanta e cinquanta come crediamo: esiste un modo per far pendere, almeno un po’, l’ago della bilancia dalla nostra parte (e i piatti dall’altra). Lo dimostra Andrea Mignone, ingegnere per professione e divulgatore per passione, che ha fondato il seguitissimo canale YouTube Science4fun, diventato un punto di riferimento grazie al suo approccio inusuale e curioso. In questo libro si diverte a sovvertire le nostre certezze intuitive e a sottoporre la realtà a una scrupolosa indagine. Per esempio, perché gli spaghetti non si spezzano mai in due parti? Perché gli sms hanno 160 caratteri? Quando conviene tirare a indovinare nei test a crocette? Le risposte sono un concentrato di ironia e rigore metodologico: partendo dal caso concreto fino all’astrazione delle leggi matematiche (passando per logica, astronomia e tecnologia), analizza con chiarezza e brio le cause alla base di situazioni comuni, svelando la scienza nascosta nelle più minute pieghe della nostra vita. Pronti a intraprendere questo viaggio? *Mettetevi comodi…*
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State preparando la fetta di pane per la colazione quando squilla il telefono e bam! La fetta cade, ovviamente sempre dalla parte della marmellata. Sfortuna ricorrente o una causa fisica determina questo fenomeno persecutorio? Ebbene sì, molte situazioni in apparenza casuali sono dettate da precise leggi che ne spiegano la ricorrenza e ci aiutano a prevederle. Magari a nostro vantaggio. Quando dobbiamo decidere a chi spetta il compito di lavare i piatti, spesso ci affidiamo a metodi come testa o croce o pari e dispari. Ma le probabilità non sono proprio cinquanta e cinquanta come crediamo: esiste un modo per far pendere, almeno un po’, l’ago della bilancia dalla nostra parte (e i piatti dall’altra). Lo dimostra Andrea Mignone, ingegnere per professione e divulgatore per passione, che ha fondato il seguitissimo canale YouTube Science4fun, diventato un punto di riferimento grazie al suo approccio inusuale e curioso. In questo libro si diverte a sovvertire le nostre certezze intuitive e a sottoporre la realtà a una scrupolosa indagine. Per esempio, perché gli spaghetti non si spezzano mai in due parti? Perché gli sms hanno 160 caratteri? Quando conviene tirare a indovinare nei test a crocette? Le risposte sono un concentrato di ironia e rigore metodologico: partendo dal caso concreto fino all’astrazione delle leggi matematiche (passando per logica, astronomia e tecnologia), analizza con chiarezza e brio le cause alla base di situazioni comuni, svelando la scienza nascosta nelle più minute pieghe della nostra vita. Pronti a intraprendere questo viaggio? *Mettetevi comodi…*

La vita è fatta così

Lucy, che nella vita ha sempre pianificato tutto, si vede trasferire il fidanzato David in un’altra città. E ciò per merito, si fa per dire, di chi? Di Case Travers, il principale di David, il quale quando vuole qualcosa ha la buona abitudine di appropriarsene senza chiedere il permesso a nessuno. E Case vuole Lucy e lo dimostra prendendo in mano le redini della sua vita. Lucy, dal canto suo, pur trovandolo insopportabile, non sa dire di no a quell’uomo, neanche quando lui le offre di…

La vita di Stalin

Il dittatore che dominò per mezzo secolo la storia dell’U.R.S.S.

La vita di Cavour

Cavour fu un avventuriero, un possibilista o fu invece secondo la nostra tradizione risorgimentale, l’artefice dell’unità dell’Italia? In verità fu una cosa e l’altra insieme. Senza tema di smentita egli fu uno dei migliori politici che il nostro paese abbia mai avuto. Partito dall’idea dell’espansione dei confini del Piemonte e di una confederazione di stati dell’Italia settentrionale sotto l’egida della monarchia piemontese, questo progetto gli si allargò, per così dire, tra le mani ed egli seppe giungere (sfruttando a dovere e strumentalizzando alla causa monarchica anche l’impresa del grande condottiero Garibaldi) all’unità del nostro paese…

La vita danza solo per un istante

Abissinia, primavera 1936. L’intrepida reporter Alice Clifford, corrispondente per il New York Herald Tribune, è nelle terre dell’Impero d’Etiopia per documentare l’orrore della guerra che infuria da mesi. L’aviazione italiana, con il ricorso alle bombe all’iprite, ha ridotto allo stremo l’esercito del Negus. Il Leone di Giuda è in ginocchio e ormai nessuno può impedire agli italiani di entrare da vincitori ad Addis Abeba. Impulsiva e sfrontata, con i capelli biondi, le labbra carnose e gli occhi di un azzurro limpido, Alice ha scelto quell’esistenza sul filo del rasoio spinta dal desiderio di avventura e dall’urgenza di raccontare la verità ai lettori del New York Herald Tribune. L’infanzia segnata da un grave trauma, ha cercato d’imporre a sé stessa la solitudine quasi come una penitenza, avendo imparato a proprie spese quanto sia pericoloso lasciarsi consumare dagli altri. In Abissinia, tuttavia, quel rigore è destinato a durare poco. Due incontri la rendono consapevole della sua impossibilità di essere padrona di sé fino all’ossessione. Il primo con Karlheinz Winther, corrispondente del Völkischer, organo ufficiale del Partito nazionalsocialista tedesco. Uomo affascinante dal fisico imponente, Winther è oggetto di veri e propri racconti leggendari. Alcuni dicono che, incaricato di far saltare la Transiberiana durante la Grande guerra, sia stato arrestato dai russi e rinchiuso in un campo di prigionia in Siberia, dal quale però sia riuscito a fuggire raggiungendo a piedi la Mongolia in pieno inverno. Altri affermano che dopo un duello con un ufficiale delle SS, marito di una sua amante, sia stato costretto ad allontanarsi da Berlino. Il secondo incontro è con il principe Umberto Ludovici, un diplomatico italiano spedito in Abissinia da Galeazzo Ciano, un uomo con uno sguardo sincero, i modi e i tratti signorili e franchi, e un indomabile desiderio di libertà che ne fa quasi un adolescente smarrito. Avvincente romanzo storico che spazia dai palazzi di Roma alla cornice di Alessandria, dalle montagne dell’Etiopia alle pianure di Castiglia, l’opera di Theresa Révay descrive impeccabilmente l’Europa degli anni Trenta e Quaranta e offre, al contempo, l’indimenticabile ritratto di una donna per la quale la vita danza solo per un istante.

(source: Bol.com)

La Vita Che Ho Sognato

Un segreto inconfessabile ha condizionato la giovinezza di Fania, che si è illusa di essersi lasciata tutto alle spalle. Ma il passato torna sui propri passi e le conseguenze ricadono sulla figlia, Alina. Sconvolta dalla rivelazione di sua madre, lei è costretta a lasciare Nick, l’uomo che sta per sposare. Un addio inaccettabile per entrambi, impotenti davanti a quel crudele scherzo del destino. La vita, tuttavia, a volte riesce a sorprendere perfino chi ha perduto ogni speranza…
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Un segreto inconfessabile ha condizionato la giovinezza di Fania, che si è illusa di essersi lasciata tutto alle spalle. Ma il passato torna sui propri passi e le conseguenze ricadono sulla figlia, Alina. Sconvolta dalla rivelazione di sua madre, lei è costretta a lasciare Nick, l’uomo che sta per sposare. Un addio inaccettabile per entrambi, impotenti davanti a quel crudele scherzo del destino. La vita, tuttavia, a volte riesce a sorprendere perfino chi ha perduto ogni speranza…

La vita che ci resta

A volte il fato ci lancia delle palle curve e noi, invece di riuscire a rispedirle indietro, ne veniamo colpiti, duramente.
Andrew Pine è un trentanovenne veterinario di New York, single da un anno, dopo che il suo compagno con cui conviveva da lungo tempo lo ha lasciato scegliendo, al posto della loro vita insieme, un lavoro in Sud Africa.
Matthew Henderson è un giovane brillante con un quoziente intellettivo più elevato della norma, che gli ha consentito di laurearsi a soli diciassette anni in biotecnologie veterinarie. Una serie di eventi lo faranno scappare di casa un anno dopo.
La vita di Andrew cambia drasticamente una sera in pieno inverno quando inciampa letteralmente in Matthew, mezzo congelato dal freddo sul marciapiedi, durante una tormenta di neve. Matthew che ormai vive per strada da cinque anni.
Tra loro nascerà un amore totalizzante, assoluto, di quelli che non ti aspetti di trovare nella vita reale, e con in più sedici anni di differenza tra loro.
Nel passato però Matthew ha commesso un errore che segnerà la sua esistenza e quella di chi gli sta intorno. Un errore dal quale non si può tornare indietro, un errore irrimediabile.
Andy e Matt ci proveranno, a dispetto di tutto, affrontando il dolore con coraggio, per tutto il tempo che la vita concederà loro.
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### Sinossi
A volte il fato ci lancia delle palle curve e noi, invece di riuscire a rispedirle indietro, ne veniamo colpiti, duramente.
Andrew Pine è un trentanovenne veterinario di New York, single da un anno, dopo che il suo compagno con cui conviveva da lungo tempo lo ha lasciato scegliendo, al posto della loro vita insieme, un lavoro in Sud Africa.
Matthew Henderson è un giovane brillante con un quoziente intellettivo più elevato della norma, che gli ha consentito di laurearsi a soli diciassette anni in biotecnologie veterinarie. Una serie di eventi lo faranno scappare di casa un anno dopo.
La vita di Andrew cambia drasticamente una sera in pieno inverno quando inciampa letteralmente in Matthew, mezzo congelato dal freddo sul marciapiedi, durante una tormenta di neve. Matthew che ormai vive per strada da cinque anni.
Tra loro nascerà un amore totalizzante, assoluto, di quelli che non ti aspetti di trovare nella vita reale, e con in più sedici anni di differenza tra loro.
Nel passato però Matthew ha commesso un errore che segnerà la sua esistenza e quella di chi gli sta intorno. Un errore dal quale non si può tornare indietro, un errore irrimediabile.
Andy e Matt ci proveranno, a dispetto di tutto, affrontando il dolore con coraggio, per tutto il tempo che la vita concederà loro.

LA VITA AGRA

California, 1886 Quando Amanda Pierce arriva in quell’accampamento di taglialegna dalla lontana San Francisco, scopre di essere finita in quello che le sembra un altro mondo. La vita è dura, in montagna, la natura è minacciosa e gli uomini rudi. Tutto, lì, è proprietà dell’affascinante Jason Kruger, il quale ha imposto una regola: nessuna donna nel suo accampamento! Come farà Amanda, proprietaria di un’agenzia matrimoniale, attirata da una lettera dello stesso Jason? Riuscirà a portare un tocco femminile in quel mondo tutto al maschile, e a conquistare il cuore di quell’uomo che non vuol saperne di lei?

La visione del mondo dionisiaca

Nel 1870 a soli ventisei anni Nietzsche scrive *La visione del mondo dionisiaca*. In queste pagine non destinate alla pubblicazione appronta la quinta scenica che sotterraneamente lo accompagnerà per tutta la vita: il rapporto conflittuale tra gli impulsi “generatori” della cultura umana, o almeno greca e poi europea, ossia la lotta tra l’apollineo e il dionisiaco. Il pensiero tragico di Nietzsche si forma intorno a questa lotta e il capolavoro giovanile pubblicato di lì a poco, *La nascita della tragedia dallo spirito della musica*, ha come nucleo proprio *La visione del mondo dionisiaca*. Qui è compresa con chiarezza l’irruzione epocale di quello strapotere proveniente dall’Oriente e della contromossa che l’Occidente ha adottato per non soccombere e per germogliare. Nel paesaggio bucolico della valle alpina di Maderanertal, vicino al Lago di Lucerna, Nietzsche può comporre il suo scritto, spinto dall’ingenuo proposito di un “rinascimento” tedesco ma anche dall’impellente necessità di una “rivoluzione” dionisiaca.
Il volume è curato, introdotto e tradotto da Tommaso Scappini, dottorando in filosofia all’Università di Vercelli con una tesi sul tema della violenza in Nietzsche. Studioso di ermeneutica e di estetica, insegna storia e filosofia nei licei.