57281–57296 di 74503 risultati

Millemondiestate 1986: 3 romanzi brevi e 15 racconti

Sapevate che George Washington aveva come amichetta un’aliena? O che alla Miskatonic University le matricole non hanno sempre vita facile? Che a una convention di scrittori di fantascienza il calcolo delle probabilità può impazzire? Che ammazzare un nemico in guerra può significare ritrovarselo accanto come alleato i trincea? O che sul lato oscuro della luna si può sopravvivere dopo un’invasione aliena? O che fare il proprio tirocinio su una navetta di soccorso piena di extraterrestri, per il figlio di un ammiraglio xenofobo, può rivelarsi un’ardua impresa? Che un turbine di vento capriccioso – e animoso – può mettere in crisi l’amministrazione comunale di una grande città americana? Se non sapevate questo e tanto altro, dovete leggere cosa hanno scritto in proposito alcuni fra i più grandi nomi della fantascienza moderna in questa antologia che raccoglie le loro opere inedite.
Indice:
James TIPTREE jr. (ps. di Alice Bradley SHELDON) – La felicità è un’astronave calda (Happiness Is a Warm Spaceship, 1969)
Robert SILVERBERG – L’elezione (The Election, 1983)
Edmond HAMILTON – Sacrificio supremo (Sacrifice Hit, 1954)
Mark TWAIN – Una curiosa gita di piacere (A Curious Pleasure Excursion, 1874)
Daniel KEYES – Geniale follia (Crazy Maro, 1960)
Renato PESTRINIERO – Un passo alla volta
Murray LEINSTER – Lo strano caso di John Kingman (The Strange Case of John Kingman, 1948)
John VARLEY – Picnic su Lunachiara (Picnic on Nearside, 1974)
Charles Leonard HARNESS – George Washington ha dormito qui (George Washington Slept Here, 1985)
James BLISH – Niente Gioki su Marte (No Jokes on Mars, 1965)
Philip José FARMER – La matricola (The Freshman, 1979)
Fritz LEIBER – Il koami dell’uomo bianco (Endfray of the Ofay, 1969)
Sir Arthur Conan DOYLE – Orrore in quota (The Horror of the Heights, 1913)
Cordwainer SMITH – Nancy (Nancy, 1959)
Silvano BARBESTI – Pelle e ossa
Damon KNIGHT – Una storia possibile (A Likely Story, 1956)
Robert Anson HEINLEIN – La nostra bella città (Our Fair City, 1949)
Philip Kindred DICK – Il mondo di Jon (Jon’s World, 1954)
Copertina di Karel Thole

Mille piani. Capitalismo e schizofrenia

Nel 1980, quando, in Francia, Gilles Deluze e Felix Guattari diedero alle stampe la prima edizione di Mille piani, la nuova dimensione del pensiero filosofico aperta dalle riflessioni dei due pensatori fu subito evidente, anche se fu necessario ancora del tempo prima che la densità e la centralità dei temi affrontati da quest’opera venissero recepite in tutta la loro importanza. Deleuze e Guattari, con uno sforzo analitico capace di andare dritto al cuore del contemporaneo, isolarono concetti indispensabili per comprendere la realtà del mondo dopo la fine del Ventesimo secolo. Parole-chiave come “rizoma”, capace di descrivere l’orqanizzazione reticolare e la relazione comunitaria attraverso la quale viene prodotta la conoscenza; interpretazioni illuminanti dell’attuale deriva tecnologica e la conseguente possibilità di parlare di un “corpo post-organico”; l’identificazione di un apparato repressivo visto come “macchina da guerra” inglobata nel cuore delle società avanzate; la descrizione di un pensiero nomade, aperto, che procede per intersezioni… tutto questo, insieme a molti altri concetti con cui lo scenario culturale è andato familiarizzandosi fanno di “Mille piani” un punto di riferimento assoluto: l’opera filosofica che meglio identifica il nostro tempo.
**

Le mille città

Torna la grande fantasy, con il terzo appuntamento del ciclo dell’Era dei Disordini, sempre a firma di Harry Turtledove. Mentre il sole splendeva alto sulle dorate cupole della città di Videssos, Abivard, generale di Makuran e figlio di Godarz, si domandava come poteva eseguire l’ordine di Sharbaraz, il Re dei Re, e distruggere l’invincibile Impero di Videssos? Ma contro tutte le aspettative l’Impero di Videssos invase Makuran. Abivard fu posto sulla difensiva, fu costretto a tornare verso casa, per scacciare gli invasori dalla favolosa terra delle Mille Città. Abivard aveva bisogno non solo delle sue più grandi abilità di condottiero, ma anche dei suoi maghi più potenti, perché nessuno immaginava che la strategia militare videssiana sarebbe stata affiancata dagli incantesimi più sofisticati. Ma inaspettatamente alcuni guerrieri Makurani tradirono Abivard, e fu la sua rovina. Per nulla scoraggiati i guerrieri makurani fedeli al loro generale giurarono di non arrendersi mai, di sovvertire ancora una volta le sorti della guerra, e sconfiggere così gli odiati Videssiani.

Le mille balle blu

È il bugiardo più sincero che ci sia, è il primo a credere alle proprie menzogne. è questo che lo rende così pericoloso. Non ha nessun pudore. Berlusconi non delude mai: quando ti aspetti che dica una scempiaggine, la dice. Ha l’allergia alla verità, una voluttuaria e voluttuosa propensione alle menzogne. “Chiagne e fotte”, dicono a Napoli dei tipi come lui. E si prepara a farlo per cinque anni. Indro Montanelli, 2001. Un partito di Berlusconi non c’è e non ci sarà mai (13-9-1993) Io odio andare in tv (26-1-2006) I give you the salutation of my president of Republic (5-7-2004) Io sono il Gesù Cristo della politica (13-2-2006) Dimezzerò i reati in una legislatura (4-12-2000) Alla Rai non sposterò nemmeno una pianta (29-3-1994) Ho dato mandato irrevocabile di vendere le mie tv (18-3-1995) Sono un grande estimatore della magistratura (10-10-1995) Nesta al Milan? Impossibile (23-8-2002) Gilardino al Milan? Sarebbe amorale (24-6-2005) Mai fatto affari con la politica (5-1-2006) Il primo a non volere la guerra in Irak è Bush (13-3-2003) Io non ho mai insultato nessuno (10-9-2005) Lei ha una bella faccia da stronza (a una signora che lo contestava, 24-7-2003).
(source: Bol.com)

Mille baci, e ancora cento

Pervaso di passione e tenerezze, forgiato da liti violente e ardenti riconciliazioni, l’amore senza tempo tra Lesbia e Catullo è sopravvissuto intatto nei versi immortali del poeta. È sua la voce che reclama tanti baci quante sono le stelle e la sabbia del deserto, che intreccia l’odio all’amore, che carezza e ferisce, che prega e accusa, sua è la voce che fino a oggi abbiamo ascoltato. Perduta, proprio come quella di tantissime donne per secoli e secoli, è invece la voce di Lesbia, nobile romana bellissima, straordinariamente anticonformista e conturbante, che qui finalmente riemerge in tutta la sua forza. Attraverso il racconto di lei riviviamo la loro intensa storia, una passione che è scoperta di assoluta libertà, superamento dei propri limiti, godimento dei piaceri del corpo e insieme profonda affinità di spirito, ma anche tormento della gelosia, infinito susseguirsi di bronci e sospetti. Sullo sfondo del clima tempestoso che nel I secolo a.C. segna il passaggio di Roma dalla Repubblica all’Impero, Laura Sciolla tratteggia con tocco sicuro – ispirandosi ai carmi di Catullo e, per le scene più erotiche, agli affreschi dell’epoca e all'”Arte di amare” di Ovidio – il legame altrettanto turbolento fra il geniale poeta e la nobildonna di stirpe antica ma d’animo modernissimo, combattuta fra il desiderio di indipendenza e il bisogno d’amare e di essere amata.
**

UN MILIONE DI PORTE

Arrivato a Caledonia come attaché culturale, Giraut Leones fatica non poco ad adattarsi al frenetico ritmo di vita dei caledoniani, gente dura che pensa solo al lavoro. Rappresentante di Nou Occitan, una civiltà raffinata in cui gli uomini vivono di armi e di poesia, Giraut all’inizio è solo un innamorato deluso che cerca di dimenticare i suoi guai. Ma all’alba di una conquista scientifica rivoluzionaria, il volo spaziale istantaneo, sul pianeta si scatenano interessi contrastanti e intrighi pericolosi in cui Giraut sarà coinvolto suo malgrado. E molte cose cambieranno per lui e per il suo nuovo mondo…
Copertina: Maurizio Manzieri

Un milione di domani

Nel 22esimo secolo, la scienza ha vinto il problema dell’invecchiamento. Basta un’iniezione, e si diventa quasi immortali. Ma un simile miracolo ha un prezzo piuttosto alto per la popolazione maschile: fa diventare impotenti. E prima di entrare nella categoria dei disattivati, dei freddi, gli uomini ci pensano settanta volte sette, in genere preferiscono aspettare fino all’ultimissimo momento. Finché a Will Carewe, impiegato presso il grande complesso chimico che produce la droga dell’immortalità, si offre un’occasione unica: quella di fare da cavia per un nuovo, rivoluzionario prodotto che non ha nessun effetto collaterale, nessuna conseguenza sul piano sessuale. Chi direbbe di no? Solo che la vita di una cavia si rivela presto molto pericolosa, le conseguenze dell’esperimento possono essere ben più inaspettate e misteriose e tutto può finire con un raffreddamento, definitivo, sottoterra
Copertina di Karel Thole

Mignottocrazia. La sera andavamo a ministre

###
L’autore riconosciuto del termine “mignottocrazia” finalmente ci svela cosa realmente intenda con questa definizione ormai entrata nel lessico politico-giornalistico dell’Italia di oggi, e quali prove abbia a disposizione per confermare la sua “ardita” tesi. Sulle prove documentali, in verità, Guzzanti ha dovuto faticare poco. La realtà della cronaca è sotto gli occhi di tutti. È probabile che, nel periodo in cui questo volume sarà sugli scaffali delle librerie, altre “testimonianze” usciranno a completamento del quadro. Per esempio, ci suggerisce l’autore, su quel nuovo palcoscenico delle “festazze” berlusconiane che pare sia il castello romano di Tor Crescenza, ennesimo luogo di delizie del Leader accanto alla leggendaria Villa Certosa, Arcore, o Palazzo Grazioli.
Ma Guzzanti ci vuole offrire uno sguardo più ampio, una visione d’insieme.
Questo, in realtà, è un saggio che interpreta gli ultimi vent’anni di storia del nostro Paese attraverso il ruolo, la fisionomia e l’immagine delle donne. Una categoria, quella del femminile, sempre essenziale per capire le evoluzioni di una società. Ma per l’Italia di questi decenni piuttosto sciagurati, assolutamente fondamentale, decisiva.
«In Italia e soltanto in Italia i cingolati berlusconiani, seguiti da truppe col lanciafiamme, avrebbero disttrutto tutto ciò che era stato costruito: la libertà e la dignità delle donne sarebbero state massacrate, ridotte al rango di mignotte vere o in lista d’attesa, gestite da agenzie specializzate in mignotteria televisiva o politica, da accompagnamento o da letto, da spot o da Consiglio regionale, da carriera governativa o da cena di gruppo».
È il semplice e drammatico assunto di questo libro.
Un concetto chiarito e precisato da una riflessione di Francesco Cossiga: «Anche ai nostri tempi di democristiani e socialisti, ma anche di comunisti, c’erano quelli che avevano le amanti e che elargivano compensi che andavano dal filo di perle alla pelliccia, fino all’appartamento o alla barca: ma a nessuno sarebbe passato per la mente di mettere un’amante sui banchi di Montecitorio portandola come un trofeo e magari facendola ministra».
Un’avvertenza: questo è un libro feroce. Che non risparmia niente a nessuno. Ma niente affatto cinico. Comincia con una scena d’amore. Ma è l’amore di un padre per una figlia, una figlia appena nata che il padre tiene delicatamente fra le braccia e alla quale promette un mondo nuovo e diverso. Poi la storia è andata in un altro modo, in un’altra direzione.
«Si esce dal Paese dei Balocchi con certificati di benemerenza, con piccoli regali, con una promozione, con una disfatta. Ma il potere della corruzione sulle giovani ragazze si dilata, diventa un modo di fare accettato e anzi esaltato. È il mio stile di vita, dice Berlusconi. Ed è diventato purtroppo anche lo stile di vita degli italiani e delle italiane assuefatti e adoranti. La mignottocrazia è un sistema basato sulla corruzione morale».

I miei luoghi oscuri

La madre di James Ellroy venne assassinata in una tragica notte a El Monte quando lo scrittore aveva appena dieci anni. La trovarono dei ragazzini, riversa sulla schiena. Il coroner stabilì che era morta per asfissia dovuta a strangolamento mediante lacci. La polizia non scoprì mai chi fosse l’autore di quel brutale omicidio. Trentasei anni dopo Ellroy riapre l’indagine. Presa visione del fascicolo della polizia relativo a quel caso insoluto, lui stesso diventa investigatore per scoprire l’assassino. Con le fotografie del cadavere della madre davanti agli occhi fa della sua autobiografia un romanzo di una forza sorprendente. Costruire storie, prima immaginarie, poi autobiografiche ha permesso a questo grande scrittore di sopportare una realtà cruda e impietosa, di riscrivere le regole del noir, di salvare la figura di sua madre e se stesso dai successi più oscuri della propria coscienza.
**

Le mie storie da una botta e via

Il libro è una serie di brevi storie vere sul viaggio personale dell’autrice attraverso diverse camere da letto di una serie di «fidanzati». È una descrizione spudorata e travolgente dell’isteria che può esplodere tra un uomo e una donna nel corso di una serata da una botta e via. Le storie sono tratte dalle sue esperienze personali vissute tra i venti e i trenta anni. Il libro è composto da circa 20 storie, per nulla politicamente corrette, oscene, spassose. Negli USA dicono che con questo libro nasce l’era della slut-fit…
**

Le mie notti nell’harem

Jillian è una bella ragazza di diciotto anni, che a New York conduce una vita sregolata e costellata di eccessi. Sogna di fare l’attrice e durante un casting molto particolare viene scelta per un lavoro misterioso; l’unica cosa che sa è che il compenso è da favola. Presto scopre di essere destinata a far parte dell’harem del principe Robin, il fratello minore del sultano del Brunei. Circondata dal lusso sfrenato, quale mai aveva osato neppure immaginare, Jillian dedica tutta se stessa a cercare di compiacere il suo principe. Ma, fra telecamere nascoste dietro gli specchi e telefoni sotto controllo, la sua vita e quelle delle moderne concubine si trasforma in un claustrofobico reality show, in cui, fra colpi bassi e feroci invidie, le ragazze si affrontano in una sensuale lotta per conquistare il posto di favorita. Notte dopo notte, il rapporto di Jillian con Robin muta di continuo in una girandola che dà le vertigini: dalla bruta sottomissione, ripagata con magnifici gioielli e fiumi di denaro, alla complicità, a temporanei abbandoni in favore di un’altra, a ritorni ora passionali ora puramente aggressivi. Dopo lunghi mesi a corte, in un palazzo opulento e inaccessibile che pare trovarsi fuori dal mondo reale e dal tempo, Jillian decide di tornare negli Stati Uniti. Ma non è più la stessa ragazzina ribelle che è entrata nell’harem: quell’esperienza estrema le ha portato una nuova consapevolezza di se stessa e della vita. Una storia vera che ha incantato e turbato milioni di lettori.

La mia vita di uomo

Oggi Tarnopol è incastrato nel più frustrante e autodistruttivo dei matrimoni: ma, essendo uno scrittore, per raccontarlo e in qualche modo sopravvivergli deve trasformarlo in finzione. Ecco allora due “udii parabole”, due romanzi nel romanzo (dove, tra l’altro, appare per la prima volta Nathan Zuckerman) in cui la storia di Tarnopol (e quella di Roth e del suo primo disastroso matrimonio) vi appare trasfigurata. In tutto questo caleidoscopio di storie, il problema che torna a presentarsi è sempre il medesimo: il tragico (e al contempo comico) scontro fra desiderio e appagamento, che poi, nel caso specifico di Zuckerman/Tarnopol, è lo scontro fra la vita cosi come la si è vista balenare nella letteratura e la vita così come la si ritrova nell’esistenza di ogni giorno. *La mia vita di uomo*, pubblicato originariamente nel 1974 e ora riproposto in una nuova traduzione, è il più impietoso fra i libri di Philip Roth. Per mezzo di invenzioni disperate e verità cauterizzanti, atti di debolezza, di tenerezza e di scioccante crudeltà, Philip Roth crea un’opera degna di Strindberg: una feroce tragedia di cecità e bisogno sessuale.

Mi sono innamorata del capo

3 ROMANZI IN 1
LA FIDANZATA DEL CAPO di H. Brooks
È… è uno scherzo, vero? Di ritorno da una trasferta, Joanne Crawford ha trovato una sorpresa da mozzare il fiato in tutti i sensi. Il suo “vecchio” e adorato capo si è dimesso, e alla sua scrivania siede un uomo tanto bello quanto arrogante. Anche il suo biglietto da visita è da brivido: un invito a cena in un club esclusivo. E se risponde no?
UN AMORE LIMPIDO di C. Williams
Come la doveva chiamare, sfortuna o vendetta del destino? Vicky Lockart crede molto in questo colloquio di lavoro, sarebbe un riscatto dopo tante amarezze sentimentali. Appena entra, però, le si gela il sangue nelle vene: il suo nuovo capo è il fratello gemello del suo ex marito! Max Forbes ricambia le sue stesse perplessità e…
L’APPARENZA INGANNA di A. Fraser
Doveva esserci un motivo e lei l’avrebbe scoperto. Quando si erano incontrati per la prima volta, Tory Lloyd era sicura che anche il suo capo – Luca Ryecart, il re delle telecomunicazioni – avesse avvertito la sua stessa scintilla di passione. Adesso, però, lui non perde occasione per metterla in difficoltà. Dopo l’ennesimo diverbio, Tory indaga e scopre…
**
### Sinossi
3 ROMANZI IN 1
LA FIDANZATA DEL CAPO di H. Brooks
È… è uno scherzo, vero? Di ritorno da una trasferta, Joanne Crawford ha trovato una sorpresa da mozzare il fiato in tutti i sensi. Il suo “vecchio” e adorato capo si è dimesso, e alla sua scrivania siede un uomo tanto bello quanto arrogante. Anche il suo biglietto da visita è da brivido: un invito a cena in un club esclusivo. E se risponde no?
UN AMORE LIMPIDO di C. Williams
Come la doveva chiamare, sfortuna o vendetta del destino? Vicky Lockart crede molto in questo colloquio di lavoro, sarebbe un riscatto dopo tante amarezze sentimentali. Appena entra, però, le si gela il sangue nelle vene: il suo nuovo capo è il fratello gemello del suo ex marito! Max Forbes ricambia le sue stesse perplessità e…
L’APPARENZA INGANNA di A. Fraser
Doveva esserci un motivo e lei l’avrebbe scoperto. Quando si erano incontrati per la prima volta, Tory Lloyd era sicura che anche il suo capo – Luca Ryecart, il re delle telecomunicazioni – avesse avvertito la sua stessa scintilla di passione. Adesso, però, lui non perde occasione per metterla in difficoltà. Dopo l’ennesimo diverbio, Tory indaga e scopre…