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Creature

Incatenata al lettino di un asettico laboratorio, Sharon Tanner cerca disperatamente di fuggire, mentre in un’altra ala dello stesso sinistro edificio suo figlio Mark giace in una gabbia d’acciaio, vittima come lei di un’esperienza terrificante. La mente della donna, ormai sull’orlo della follia, ripercorre l’ultima fase dell’incubo che li ha condotti in quel luogo dannato… Gracile e sofferente, Mark era stato sottoposto a un rivoluzionario esperimento medico della Tarren-Tech, una società di ricerca avanzata presso cui lavorava il padre. La cura si era rivelata miracolosa: l’esile ragazzo si era trasformato in un atleta forte e robusto ma anche – Sharon lo aveva notato con crescente apprensione — inspiegabilmente aggressivo, tanto da strangolare il cane di casa. Insospettita dal comportamento anomalo del figlio, stranamente simile a quello di tutti gli altri giovani sportivi della città, la donna aveva deciso di indagare per proprio conto. Silverdale. quel grazioso centro in cui si erano da poco stabiliti, le pareva troppo perfetto per essere vero: dietro certe vetrate luccicanti al sole, oltre certi muri impenetrabili e immacolati qualcosa di orribile, d’innaturale, di mostruoso sembrava attendere soltanto un segnale per esplodere… E questo segnale era stata proprio lei, Sharon, a lanciarlo…

Creatura delle tenebre. Il detective invisibile

Londra oggi: Arthur Drake sta cominciando a scoprire il legame che lo unisce al ragazzo che scrisse il diario del Detective Invisibile settant’anni prima. Ma non c’è tempo per ulteriori indagini. Un mostro è stato liberato a Londra e Arthur deve cercare aiuto nel passato… Londra 1936: Cosa c’entra una pericolosa rapina in banca con la scomparsa di un gatto? Perché i topi del quartiere invadono le case e aggrediscono le persone? Dove conduce la strana pista delle banconote abbandonate? Solo il Detective Invisibile può rispondere a queste domande, e i ragazzi di Cannon Street sono già sulle tracce dei banditi e di una creatura mostruosa… Età di lettura: da 11 anni.
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Creare una società dell’apprendimento

Creare una società dell’apprendimento by Joseph E. Stiglitz, Bruce C. Greenwald
Combinando una prosa accessibile con un’analisi economica raffinata, Stiglitz e Greenwald spiegano perché è importante eliminare il divario di conoscenza, se si vuole ridurre il divario nello sviluppo. Da tempo si è riconosciuto che un miglioramento degli standard di vita deriva dai progressi nella tecnologia e non dall’accumulazione di capitale. Ciò che separa veramente i Paesi sviluppati dagli altri non è solo un divario nelle risorse o nella produzione ma un divario nella conoscenza. La velocità in base a cui i Paesi in via di sviluppo crescono è funzione della velocità con cui riescono a colmare tale divario. Gli autori illuminano il significato di questa intuizione per la teoria economica e le politiche di intervento necessarie. Ci spiegano perché la produzione di conoscenza differisce da quella degli altri beni e perché le economie di mercato generalmente non producono e trasmettono conoscenze in modo efficiente. Ridurre il divario delle conoscenze e aiutare tutti i Paesi ad allungare il passo sono elementi centrali per la crescita e lo sviluppo.

Country Dark

Tucker è appena tornato nel suo Kentucky dopo aver partecipato a una delle guerre più sporche e dimenticate della storia americana, quella di Corea. Ha combattuto in condizioni estreme, non ha esitato a uccidere, come se fosse la cosa più naturale al mondo, è un reduce senza medaglie e senza rimorsi. Vuole solo ricongiungersi alle terre aspre e isolate nelle quali è cresciuto, costruirsi una famiglia e vivere in pace, anche se per farlo deve lavorare alle dipendenze di un contrabbandiere di alcol. Ma quando il suo fragile equilibrio e i suoi affetti più cari vengono messi in pericolo non ha la minima titubanza: riprende in mano le armi, che sa usare come pochi, e si prepara a difendere ciò che ama nell’unico modo che conosce. Dopo il grande successo di critica e di pubblico che ha ricevuto la sua raccolta d’esordio, Nelle terre di nessuno, Chris Offutt ci riporta in Kentucky, regalandoci un romanzo potente e teso come una corda di violino: una storia di violenza e vendetta che appassiona come un noir e illumina i lati più nascosti e oscuri del sogno americano.

Costruire e abitare

Costruire e abitare: Etica per la città by Richard Sennett
Fin dall’antichità esiste una tensione tra il modo in cui le città sono costruite e la capacità delle persone di abitarle. Oggi la maggior parte della popolazione mondiale abita in città. In uno studio urbanistico che chiude la trilogia dell’homo faber nella società, dopo L’uomo artigiano e Insieme, Richard Sennett mostra come Parigi, Barcellona e New York hanno assunto la loro forma moderna e ci guida nei luoghi che sono l’emblema della contemporaneità, dalle periferie di Medellín in Colombia al quartier generale di Google a Manhattan. E denuncia la diffusione globale della “città chiusa” – segregata, irreggimentata e sottoposta a un controllo antidemocratico –, che dal Nord del mondo ha conquistato il Sud del mondo e i suoi agglomerati urbani in mostruosa espansione. Secondo Sennett, esiste un altro modo di costruire e abitare le città. Nella “città aperta” i cittadini mettono in gioco attivamente le proprie differenze e creano un’interazione virtuosa con le forme urbane. Per costruire e abitare questa città, occorre “praticare un certo tipo di modestia: vivere uno tra molti, coinvolto in un mondo che non rispecchia soltanto se stesso. Vivere uno tra molti, nelle parole di Robert Venturi, permette ‘la ricchezza di significati anziché la chiarezza di significato’. Questa è l’etica della città aperta”.

Costa dei Barbari

“II Channel Club sorgeva su uno sperone di roccia dominante il mare, verso l’estremità meridionale della spiaggia di Malibu, sulla Costa dei Barbari. Fermai la macchina davanti al cancello e suonai il clacson. — Vi ho visto arrivare — disse un uomo in uniforme blu, uscito da un gabbiotto. — Non era necessario suonare: disturba. — Mi dispiace — risposi. — Oh, non importa. — Venne avanti strisciando i piedi, col ventre sporgente sopra la cintura cui era appesa la fondina, e appoggiò un braccio sulla portiera dell’ automobile. — Desiderate? — Il signor Bassett mi ha chiesto di venire. Il mio nome è Archer.”.

cosmolinea B-1

I racconti di Fredric Brown sono un cardine della fantascienza moderna: non c’è antologia generale di sf che non ne accolga i più celebri al posto d’onore insieme ai migliori di Bradbury o di Clarke, di Matheson o di Sheckley. Per questo, rendere di nuovo disponibile l’opera che comprende tutti i racconti di Brown era una necessità improrogabile. “Millemondi” coglie l’occasione di ristampare in questo volume la prima parte della vasta antologia browniana uscita precedentemente nella “Biblioteca di Urania” e ristampata una sola volta nei “Massimi della fantascienza”. La raccolta completa consiste di due volumi, il secondo dei quali verrà pubblicato prossimamente.
Indice:
PER QUESTA VOLTA, NO – Not Yet the End (1941)
ARMAGEDDON – Armsgeddon (1941)
ETAOIN SHRDLU – Etaoin Shrdlu (1942)
ASTROTOPOLINO – The Star Mouse (1942)
ULTIMOSAURO – Starvation (1942)
IL NUOVO ARRIVATO – The New One (1942)
L’ANGELICO LOMBRICO – The Angelic Angleworm (1943)
DENTRO IL CAPPELLO – The Hat Trick (1943)
LA FAMIGLIA GEEZENSTACK – The Geezenstacks (1943)
INCUBO A OCCHI APERTI – Daymare (1943)
PARADOSSO PERDUTO – Paradox Lost (1943)
… E GLI DEI RISERO – And the Gods Laughed (1944)
NIENTE DI SIRIO – Nothing Sirius (1944)
IL PRINCIPIO DI YEHUDI – The Yehudi Principle (1944)
IL DUELLO – Arena (1944)
GLI ONDICOLI – The Waveries (1945)
CHE SUCCEDE LASSU’? – Pi in the Sky (1945)
PIANETA DA PAZZI – Placet Is a Crazy Place (1946)
CHI E’? – Knock (1948)
TUTTI I BEM DI BUONA VOLONTA’ – All Good BEMs (1949)
IL TOPO – Mouse (1949)
VIENI E IMPAZZISCI – Come and Go Mad (1949)
CRISI 1999 – Crisis, 1999 (1949)
LETTERA A UNA FENICE – Letter to a Phoenix (1949)
FUGA NEL BUIO – Rogue in Space (1949)
L’ULTIMO TRENO – The Last Train (1950)
RAPPRESAGLIA – Vengeance Fleet (1950)
DA QUESTE CENERI – From These Ashes (1950)
MA CHE BEL FRUNZ! – The Frownzly Florgels (1950)
Copertina di Franco Brambilla

Cosmo profondo

Col passare dei millenni le zone esterne della Galassia, i bracci della spirale, i sistemi solari periferici (come il nostro) sono stati abbandonati. Le nuove razze e le nuove civiltà si sono gradualmente addentrate nel brillante e multiforme, tumultuoso, popolatissimo “nucleo” galattico. Chi si ricorda più della vecchia Terra? E anche chi se ne ricordasse e volesse tornarci, come farebbe a ritrovarla tra i miliardi e miliardi di sistemi ormai deserti o popolati soltanto da presenze maligne, da pericoli mostruosi? Da Ulisse in poi, il “ritorno dell’eroe” è rimasto uno dei temi fondamentali e più affascinanti della letteratura d’avventura; ma nessun autore di fantascienza era giunto finora a rinnovarlo su una scala così vasta, su una tela di fondo cosi fitta, realistica, varia, spericolata come E.C. Tubb in questa inedita trilogia di romanzi del ciclo di Earl Dumarest, il “mercenario dello spazio”.
Contiene:
Scalo su Logis (Kalin)
Il pianeta senza legge (The Jester At Scar)
Domani la Terra? (Lallia)
Copertina di: Karel Thole

Così muore la carne

”Raven non avrebbe mai desiderato che la sua storia iniziasse col ritrovamento della povera Evie Lawson; a spronarlo fu l’intima certezza che nemmeno lei avrebbe voluto finire a quel modo.” Giovane medico di belle speranze, Will Raven riesce a entrare come praticante nello studio del dottor Simpson, stimato luminare della borghesia scozzese, mosso dall’ambizione di costruirsi una brillante carriera e affrancarsi dalle difficoltà economiche. Will ha un passato complicato e conosce i bassifondi della Città Vecchia, ne conosce i bordelli e gli sgherri che ne infestano le strade di notte. Conosceva bene la prostituta Evie, che ha trovato senza vita nel suo letto disfatto. Un’immagine terribile che si porta dietro e che diventa la sua ossessione quando cominciano a morire altre donne. Così come Evie, tutte sembrano avere attraversato l’inferno prima di smettere di respirare, e Will non può impedirsi di cercare il nesso, il punto di raccordo in cui si sono incrociati i destini delle povere vittime. Ad accompagnarlo in questa cupa ricerca c’è Sarah, tuttofare di casa Simpson, capace e ambiziosa, anche lei mossa da un segreto motivo personale. Insieme, i due si ritrovano presto avvolti dalle ombre lunghe e nerissime che danno forma al sottosuolo della città. Per uscirne vivi, saranno obbligati a sciogliere la distanza che li separa. Così muore la carne è un giallo storico che catapulta il lettore nella Edimburgo del XIX secolo, riportando in vita personaggi realmente esistiti che ruotano intorno all’indagine del protagonista. Ma questo è solo uno dei pregi della firma di Ambrose Parry, che qui ricostruisce con dovizia di particolari i progressi nel campo dell’anestesia e il lato perverso della sperimentazione scientifica.

(source: Bol.com)

Così giocano le bestie giovani

Così giocano le bestie giovani by Davide Longo
Nelle campagne intorno a Torino gli operai di un cantiere ferroviario rinvengono le ossa di uomini e donne uccisi con un colpo alla nuca: una fossa comune. Il caso viene affidato al commissario torinese Arcadipane, ma rimane nelle sue mani per una notte soltanto: il mattino dopo una task force, specializzata in analisi dei siti storici, è già sul posto a requisire i reperti, che risalirebbero alla Seconda guerra mondiale. Arcadipane potrebbe accettare gli ordini e farsi da parte, concentrandosi sulla crisi di mezz’età che lo tormenta, ma qualcosa non gli torna: troppa rapidità nello stabilire cosa sono quelle ossa e perché sono lì. Decide perciò di proseguire l’indagine in autonomia. L’analisi di un femore requisito gli dà ragione: porta i segni di un intervento chirurgico datato anni settanta. È giunto il momento di coinvolgere il suo vecchio superiore: Corso Bramard, ora insegnante nella remota provincia torinese, ma come sempre investigatore dall’intuizione sopraffina. Quando si scopre che il femore analizzato appartiene al principale sospettato per l’incendio alla sede torinese dell’Msi in cui restò ucciso uno dei militanti, le indagini affondano nel periodo più nero della nostra storia postbellica. Dopo Il mangiatore di pietre e Il caso Bramard, Davide Longo torna a intrecciare al teso rompicapo del delitto la riflessione su vicende umane e politiche dimenticate. In primo piano, scolpiti dai silenzi tesi tra le loro parole, Arcadipane e Corso, due uomini e investigatori agli antipodi ma uniti dall’intuito, dal bisogno di verità e dall’umorismo.

Cose che voglio dire alle mie figlie

È un amore grandissimo quello che Barbara nutre per le sue quattro figlie. Un amore che non le impedisce comunque di vedere i loro problemi e i loro difetti. Lisa che, nonostante i suoi trentanni, non riesce ancora a prendere impegni “da grande”; Jennifer, intrappolata in un matrimonio in crisi; Amanda, sempre in giro per il mondo, in cerca di un introvabile qualcosa, e infine Hannah, la figlia del secondo marito, che ha solo sedici anni ed è nel pieno di un’adolescenza difficile. Barbara ha sempre retto le redini della famiglia con dolcezza e comprensione, ma ora non c’è più tempo: una malattia la sta portando via. Decide allora di scrivere alle figlie per raccontare il suo passato, per spiegare alcune scelte, per far capire alle ragazze l’immenso bene che le avvolgerà per sempre. E nelle parole della madre, tra una rivelazione sconcertante e un tenero ricordo, Lisa, Jennifer, Amanda e Hannah troveranno la forza e il coraggio di affrontare i loro problemi, e capiranno che la vita, come l’amore, riserva sempre una seconda, meravigliosa possibilità…

Cose

Cose: Per una filosofia del reale by Felice Cimatti
«*Le cose sono mute, in un senso radicale, non come è muto qualcuno che ha perso la parola, ma mute come una roccia, una foglia, una nuvola, una penna su un tavolo. Le cose non parlano perché non sanno che farsene del linguaggio. Quindi questo libro, che pretende di dare la parola alle cose, non potrebbe esistere.*»
C’è un vantaggio ad essere una cosa, ad esempio una palla da biliardo. Non hai bisogno di spiegare nulla: rotoli, finisci in una buca, stai al mondo, tutto qui. Al contrario di un essere umano, che invece sta sempre a chiedersi perché esiste, da dove viene e dove va. L’umano (si) racconta storie, mentre le cose non parlano, o se «parlano» lo fanno solo perché
noi ci abbiamo infilato dei dispositivi per «comunicare», fra loro e con noi.
Di per sé, le cose non sanno che farsene del linguaggio. Invece il linguaggio esiste proprio per parlare delle cose. Ma come si può parlare delle cose, allora? Oggi è di moda il realismo, ma anche il realismo più intransigente non smette di essere un realismo parlato. Di nuovo sentiamo ripetere che vogliamo le cose, e solo le cose: fatti, non parole! Giusto, giustissimo. Ma poi ecco che ci si mette a parlare delle cose, e così torniamo al punto di partenza. Gli umani hanno un problema con le cose, è evidente, ne parlano sempre, ma non riescono mai a farne esperienza. Come ci ricorda la storia del re Mida, che riceve da Dioniso il dono di poter trasformare in oro tutto quello che tocca. Ma in questo modo Mida può toccare soltanto oro.
Alla fine, per sopravvivere, dovrà implorare il dio di privarlo di quel potere. Ci capita lo stesso con le cose, che sono sempre cose parlate, catalogate, immaginate, temute. Delle cose e basta, invece, non sappiamo nulla. Questo libro prova a immaginare un percorso verso le cose. Prova cioè a immaginare un realismo possibile, ma consapevole del problema insolubile che le cose pongono agli esseri umani. Si comincia con la scienza, che delle cose diffida, e a ragione; si passa quindi per la filosofia, che spesso è stata ingenerosa con le cose; poi la letteratura e la psicoanalisi, spesso altrettanto incapaci di vedere le cose semplicemente per quel che sono. Infine si conclude con alcuni tentativi artistici, perché in fondo gli unici realisti davvero intransigenti sono proprio gli artisti. E gli animali.

Cosa non farei per trovare un fidanzato

Cosa non farei per trovare un fidanzato: Tratto da una storia vera. La tua. by La Pina, Federico Giunta
**IN AMORE TI SENTI TUTTA SBAGLIATA? NON SEI LA SOLA.**
**A dire cosa fare son bravi tutti.**
**Ma cosa NON fare?**
**Quello non te lo dice mai nessuno.**
**Finora.**
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La soluzione che tutte aspettano finalmente c’è. In questo libro di ecologia sentimentale La Pina e Federico Giunta spiegano una volta per tutte cosa evitare se vuoi trovare un fidanzato. È un lavoro sporco, ma qualcuno doveva pur farlo.
*I fatti e le persone raccontati in questo libro non sono puramente casuali. Riguardano voi, le vostre amiche, vostra sorella, le vostre cugine e le colleghe dell’ufficio. Forte rischio di immedesimazione nei personaggi. Fatevi coraggio e buona lettura.*
«Siamo state tutte lasciate almeno una volta nella vita. Tutte ci siamo abbrutite ascoltando le canzoni sbagliate, indossando outfit orrendi. A un certo punto, però, bisogna reagire. La verità è che ogni giorno che passate a compiangervi è un giorno lontano dal vostro prossimo amore. Ok. È vero. Detta così sembra troppo facile. Perché quando si sta di merda si sta di merda, è inutile dirvi che dovete smettere di soffrire perché è come dire a uno che sta morendo di sete: ‘Non hai sete’. Allora facciamo un programma preciso. Crogiolatevi. Avete diritto a crogiolarvi nel dolore, ma non per più di tre mesi. In questi primi tre mesi vale tutto: l’ascolto delle canzoni strappacuore a ripetizione, il controllo ossessivo dei suoi social, sfogliare le foto in cui eravate felici insieme, lo stato di donnuta (mezza donna, mezza tuta), farsi pena, mangiare dal frigo, lavarsi poco. Persino il ciappo è concesso in questi tre mesi. Se vale tutto, vale tutto. Meglio toccare il fondo definitivamente, ma allo scadere del novantesimo giorno, bisogna alzarsi, vestirsi, via i baffi, via la ricrescita, manicure, pedicure e aprire la finestra. La vita ricomincia. La vita deve ricominciare. Tanto lui non torna, e se torna almeno vi trova in ordine.»

Cosa importa se non posso correre

Un giorno in casa editrice arrivò un manoscritto. La singolare lettera di accompagnamento diceva: Da anni sono immobile e tenuta in vita da un ventilatore polmonare e vivo una difficile ma sorprendente avventura che ho sentito il bisogno di raccontare “a cuore aperto” con autoironia e senza nascondermi”. Fu quel sorprendente a conquistarci. Ora quel manoscritto è diventato un libro. Marinella Raimondi era una donna brillante e realizzata, nella famiglia e nel lavoro, finché sulla soglia dei quarant”anni un ciclone chiamato SLA, la Sclerosi Laterale Amiotrofica, ha sconvolto la sua vita, ha devastato il suo corpo e le ha strappato ogni movimento negandole persino il respiro, che può ricevere solo da una macchina: il respiratore, suo metallico padrone. Se il suo corpo da anni è immobile, la sua mente al contrario corre, e Marinella racconta. Racconta il presente di una malattia atroce e il passato della nostra terra e della sua famiglia: luoghi che non ci sono più, lo scorrere delle stagioni, i profumi… Spesso ride di sé o delle sciocchezze di coloro che credono di correre, osservate dalla sua immobile saggezza. Questa è la strana avventura di Marinella Raimondi, che viaggia su e giù per il tempo e per il mondo in perenne stato di empatia con chi la circonda, mentre il suo corpo resta inerte. Nel suo racconto, eredità preziosa dedicata ai piccoli nipoti, spiega anche come è riuscita a scrivere: una complicata apparecchiatura informatica e un colpo dato al mouse contraendo le gambe per ogni singola lettera, l”unico movimento che la malattia le concede.Lei, testarda, scrive e narra per noi, invocando contro ogni sfortuna il proprio amore per la vita, quasi a proibirci di essere fragili e depressi.

Corteggiando Stazy

Jordan è l’ultimo dei fratelli Hunter a essere ancora scapolo, eppure non ha alcuna intenzione di capitolare. Finché non si innamora di Stazy, la sua vicina di casa. Troppi uomini ronzano però attorno alla donna dei suoi sogni. C’è solo un modo per liberarsene!