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Il mondo di Rocannon

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In un mondo ai confini della Galassia, tre razze native – gli Odemiar, abitanti delle caverne, gli elfici Fiia e i Liuar, guerrieri divisi in clan vengono improvvisamente aggredite e conquistate da una flotta di astronavi provenienti dalle stelle. Lo scienziato terrestre Rocannon, che si trova in quel mondo, assiste impotente allo sterminio dei suoi amici e alla distruzione della sua astronave. Abbandonato tra popoli alieni, Rocannon guida allora la battaglia per la liberazione, scoprendo che, in breve tempo, la sua figura assume contorni leggendari e che qualcuno lo considera addirittura un dio…

Un mondo di ombre

Può ritornare il passato? E una donna può attraversare lo schermo invisibile che separa il suo tempo dal nostro? Nell’anno del centenario del cinema, questo affascinante romanzo di Finney costituisce l’omaggio di URANIA (e della fantascienza in generale) al mondo della settima arte. Un mondo di sguardi allucinati, di visioni terrificanti e sogni impossibili; un mondo di mostri e magie che diventano sotto i nostri occhi tangibili e vivi. Come gli spettri di Marion, come le ombre della nera villa adagiata in collina di questo romanzo, come il mondo del passato – anzi, il mondo senza tempo – che s’infiltra nel nostro lasciando una traccia enigmatica e indelebile.
Copertina: Oscar CHICONI

Un mondo di idee. La matematica ovunque

La varietà e l’interesse dei contributi alla “Lettera matematica pristem”, rivista che affronta temi legati alla ricerca matematica, ai fondamenti di questa disciplina, alla sua storia e alle sue applicazioni negli ambiti più vari, hanno spinto i curatori, d’accordo con il comitato di redazione, a proporre in questa raccolta alcuni articoli apparsi sulla rivista dalla sua fondazione ad oggi. La sfida è quella di interessare e divertire il lettore, riuscendo allo stesso tempo a convincerlo che la matematica, di solito ritenuta affare di pochi iniziati, lontana dagli interessi della gente comune, arido esercizio di astrusi calcoli, è invece fondamentale nella nostra vita quotidiana, ed è davvero dappertutto attorno a noi: nelle carte di credito, nella posta elettronica, in internet, nell’arte, nei giochi, nelle scelte (anche di tipo etico) che facciamo in situazioni conflittuali, e perfino in politica.
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Il mondo di Grimm (Urania)

Quando il giovane astronomo Svir Hedrig incontra l’enigmatica Tatja Grimm, non immagina la scoperta che sta per fare. Sul suo mondo tutti leggono la rivista ”Fantasie”, proprio come qui da noi tutti leggono ”Urania”, ma l’unica collezione completa della mitica testata (vecchia di settecento anni) sta per essere distrutta. Il responsabile è Tar Benesh, tirannico reggente di Crownesse, e basta questo a spingere Svir ad accettare di immergersi in una pericolosa avventura. Ben presto, quella che era cominciata come una nobile impresa in nome della stampa si tramuta in una cruenta lotta per il potere a causa degli oscuri disegni di Tatja, ma il vero pericolo è altrove. Forse è nell’avvicinarsi del tempo della ”raccolta”, fra i non meno oscuri disegni di una grande civiltà interstellare…
(source: Bol.com)

Mondo di donne – Il sostituto

In questo clima natalizio, Urania ha pensato di preparare un numero che piaccia ai patiti della FS «sociologica» senza deludere i fans della FS d’avventura. Ecco dunque in un sol numero due romanzi: il primo per i primi, il secondo per i secondi. Ma con questa avvertenza: che nessuno vieta agli avventuristi di intrattenersi con le «donne sole» di Charles Eric Maine, come non è proibito ai sociologanti di interessarsi alle sensazionali vicende di quello 007 dello spazio che è il protagonista della storia di Bruce Ronald. Entrambi i partiti, comunque, troveranno un’occasione unica di discussione e di «dialog» nel brillantissimo saggio di Asimov che chiude il volume. Buon Natale!
Indice:
Charles Eric Maine – Mondo di donne (World Without Men, 1958)
Bruce W. Ronald – Il sostituto (Our Man in Space, 1965)
Copertina di Karel Thole

Il mondo di Atene

Da oltre duemila anni, Atene rappresenta molto più che una città nell’immaginario occidentale. Il secolo compreso tra le riforme di distene (508) e la morte di Socrate (399) è diventato modello universale, insieme politico e culturale. Politico perché si ritiene che ad Atene sia stata inventata la democrazia, cioè il regime istituzionale e di governo oggi più diffuso nel mondo. Culturale perché ad Atene fiorirono filosofia, storia, teatro, letteratura, arte e architettura che ancora oggi consideriamo riferimenti obbligati. “Il mondo di Atene” riporta la città alla sua storia, incrinando la sua immagine idealizzata e restituendocela così come emerge dalla ricchezza delle fonti contemporanee. Luciano Canfora smonta la macchina retorica su Atene, dimostrando che i critici più radicali del sistema furono proprio gli intellettuali ateniesi. Eventi centrali dell’intera narrazione sono la parabola dell’impero marittimo ateniese sconfitto da Sparta, la lacerazione che esso determinò nel mondo greco fino a coinvolgere il regno di Persia, la rinascita dell’impero nella medesima area geo-politica, la sua crisi e l’esito inedito, rappresentato dal trionfo dell’ideale monarchico realizzato dall’egemonia macedone.
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Un mondo da salvare

Un tempo, Nor Dyren era stato un pianeta ricco e progredito, tecnologicamente avanzato. Ora è ridotto a un mondo quasi primitivo, incapace di uscire dal ristagno che sembra il preludio all’estinzione delle tre razze umanoidi che lo popolano: gli Allegon, deboli e miti, nati perservire; i Berregon, cupi e robusti, nati per produrre; e i Gonnegon, orgogliosi e pignoli, nati per comandare. È qui che il terrestre Tollan Bailey si trova a dover esercitare il suo ruolo di salvatore o, perlomeno, di consulente tecnico, lottando contro oscure forze politiche ostili a ogni cambiamento. Ma come si può riuscire a risollevare le sorti di un mondo che considera il progresso non meno obsoleto del denaro, e che nasconde fin troppo bene il segreto della sua quarta razza?
Copertina di Karel Thole

Il mondo d’acqua. Alla scoperta della vita attraverso il mare

Dopo averci conquistato con il fenomenale «thriller degli oceani» *Il quinto giorno*, Frank Schätzing ci accompagna in un viaggio sopra e sotto i mari per scoprire la relazione che lega gli esseri umani allo straordinario «mondo d’acqua» che occupa i sette decimi del nostro pianeta. Una strana relazione, fatta di odio e amore, di romanticismo e d’ignoranza, di curiosità e di mistero. Come funziona questo enorme «sistema» da cui tutti proveniamo e di cui sappiamo ancora pochissimo? Com’è stato possibile che abbia dato origine alla vita? Perché l’evoluzione ha imboccato la strada che ha portato all’uomo e non quella che ci avrebbe reso simili a un materassino gonfiabile pieno d’acqua? E ancora: da dove viene tutta quest’acqua? Cosa succede quando il mare decide di ribellarsi all’uomo? Qual è il futuro del mare e perché è così legato al nostro? Con competenza scientifica, ironia e semplicità, Schätzing risponde a tutte queste domande (e a moltissime altre), ci fa attraversare miliardi di anni, ci stupisce e ci fa capire, ci diverte e ci fa riflettere.

Il mondo contemporaneo. Dal 1848 a oggi

Gli autori hanno adottato una diversa periodizzazione, fra le molte possibili per segnare il problematico termine a quo della storia contemporanea, e di partire dall’ondata rivoluzionaria del 1848 – evento senza dubbio epocale a livello europeo, e avvertito come tale anche dai contemporanei – per raccogliere in un unico volume l’intera materia che comunemente viene ricompresa in questa disciplina. Rispetto ad altre altrettanto legittime (come quelle che fanno riferimento alle grandi rivoluzioni di fine Settecento, al congresso di Vienna o all’unificazione tedesca), presenta alcuni indubbi vantaggi: consente di includere in un’unica e organica trattazione, problemi ed eventi imprescindibili per la comprensione del mondo contemporaneo.
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Il mondo alla fine del mondo

Il 16 giugno del 1988 in un’agenzia giornalistica di Amburgo, legata a Greenpeace, arriva un inquietante fax dal Cile. Secondo il messaggio, la nave giapponese, Nishin Maru, ha perso diciotto marinai, insieme a un numero imprecisato di feriti, e ha subito gravi danni. Il giornalista che riceve il fax, esule dal Cile, suo paese d’origine, per motivi politici, decide di tornare a casa e dedicarsi al caso della Nishin Maru. Durante le indagini giunge alla conclusione che la baleniera, ufficialmente demolita a Timor, stava in realtà praticando illegalmente la caccia ai cetacei nei mari australi.

Mondi sommersi

> Venni inghiottito dal risucchio come un insetto nello scarico del lavandino.
Accecato dall’acqua salmastra, dalla confusione, dal dolore, alzai una mano sopra la testa, il palmo verso l’altro, e scalciai, usando il braccio sinistro come remo. Dovevo risalire in superficie, dannazione, o forse ero già in superficie, non capivo più niente, ero stordito, mi faceva male la testa.
*David*

Monade 116

Anno 2381: nell’esistenza umana l’utopia è diventata realtà. Guerre, fame, contrasti sociali, criminalità e controllo delle nascite sono ormai un semplice ricordo del passato. L’esistenza si svolge tranquilla e ordinata all’interno di giganteschi grattacieli alti centinaia di piani. In una specie di ciclo chiuso, gli esseri umani nascono, studiano, lavorano, mettono al mondo figli, muoiono, senza mai uscirne. I figli sono considerati la massima benedizione di dio e il solo pensiero di porre un limite al loro numero è un’eresia. La libertà sessuale è totale: agli uomini — e alle donne — è permesso cambiare letto ogni notte e giacere con il partner che essi desiderano volta per volta. Soltanto chi è in preda alla pazzia può concepire il desiderio dl una vita privata, dell’intimità coniugale, e nutrire sentimenti di gelosia, tutti sintomi di una pericolosa eresia. Poiché è stato del tutto eliminato il bisogno di uscire fuori del proprio ambiente, di viaggiare, se n’è estinto anche il desiderio. Risuscitare tale desiderio sarebbe una grave eresia, e per chi si rende colpevole di eresia ci sono diversi trattamenti, il più drastico dei quali è l’eliminazione fisica del colpevole, la morte. Ma il numero di coloro che vengono colti da impulsi malsani, che desiderano sfuggire alla facile esistenza programmata delle monadi urbane, alla ricerca di qualcosa che neanche loro sanno con esattezza cosa sia, ma che è radicata nell’anima degli esseri umani, aumenta. Ormai, infatti, la vita stessa è diventata un’utopia. Robert Silverberg, un autore che si è imposto nel campo della fantascienza, oltre che della narrativa, vincitore di un premio Hugo ed ex-presidente dell’associazione degli scrittori americani di science fiction, ripropone in questo libro uno dei più pressanti problemi dell’umanità, prospettandone una terrorizzante conclusione.

Il momento della verità

Jack Newlin, avvocato di grido di Filadelfia, è reo confesso dell’omicidio della moglie Honor. Tuttavia qualcosa non quadra e insospettisce non solo la polizia, ma anche l’avvocatessa della difesa, che si butta a capofitto in un’indagine pericolosa per far trionfare la verità e la giustizia. Perché un innocente dovrebbe dichiararsi colpevole? Che ruolo hanno nella vicenda la giovane figlia del presunto assassino e il suo affascinante fidanzato?

Molto più di una bugia

L’ambizione, la voglia di primeggiare su tutto e tutti.
Il non capire il momento in cui è necessario fermarsi per evitare di travolgere, e essere travolti.
L’esatto attimo in cui ti rendi conto che, forse, tutto quello per cui hai sempre lottato non conta poi così tanto.
Sidney si renderà conto che nella vita non conta solo l’ambizione ed il lavoro. Oltre i suoi articoli, la sua scrivania, c’è molto di più.
C’è un mondo non esplorato abbastanza. C’è sé stessa, mai conosciutasi veramente.
Un uomo che tutti credono di conoscere ma che in realtà non conosce nessuno.
Un articolo da scrivere che metterà in discussione la vita di una giornalista. Una scelta da prendere.
Una storia di amore e passione che porterà Sidney nei posti più nascosti di sé stessa, facendole rimettere in discussione una vita di scelte ed obbiettivi programmati.
“L’imprevisto, come l’amore, è sempre dietro l’angolo”
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### Sinossi
L’ambizione, la voglia di primeggiare su tutto e tutti.
Il non capire il momento in cui è necessario fermarsi per evitare di travolgere, e essere travolti.
L’esatto attimo in cui ti rendi conto che, forse, tutto quello per cui hai sempre lottato non conta poi così tanto.
Sidney si renderà conto che nella vita non conta solo l’ambizione ed il lavoro. Oltre i suoi articoli, la sua scrivania, c’è molto di più.
C’è un mondo non esplorato abbastanza. C’è sé stessa, mai conosciutasi veramente.
Un uomo che tutti credono di conoscere ma che in realtà non conosce nessuno.
Un articolo da scrivere che metterà in discussione la vita di una giornalista. Una scelta da prendere.
Una storia di amore e passione che porterà Sidney nei posti più nascosti di sé stessa, facendole rimettere in discussione una vita di scelte ed obbiettivi programmati.
“L’imprevisto, come l’amore, è sempre dietro l’angolo”

Molto obbligato, Jeeves!

Pelham Grenville Wodehouse (Guildford, Surrey, 1881 – Southampton, New York, 1975) è il più importante scrittore umoristico del ‘900 e ancora oggi uno dei più popolari. Le sue opere – circa 90 romanzi e svariate raccolte di racconti, oltre a commedie e soggetti per film – sono pubblicate regolarmente in non meno di 25 lingue. Il suo personaggio più famoso, una figura ormai proverbiale, è Jeeves, l’impeccabile e onnisciente maggiordomo al servizio di Bertie Wooster, giovane signore che si caccia sempre nei guai. I due sono protagonisti di 12 romanzi e numerosi racconti.
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Molto forte, incredibilmente vicino

Oskar, un newyorkese di nove anni a suo modo geniale, ama inventare singolari dispositivi. Inventa camicie di becchime per farsi trasportare in volo dagli uccelli in caso di emergenza, inventa un sistema di tubi collegato ai cuscini di tutti i letti di New York per raccogliere le lacrime di chi piange prima di dormire, riversarle nel laghetto del Central Park e mostrare ogni giorno il livello di sofferenza della sua città. A Oskar capita di piangere sul cuscino, da quando suo padre è morto nell’attacco alle Torri Gemelle. E per non soccombere sotto il peso di un dolore così violento e nuovo cerca la forza nella sua fantasia più che nell’abbraccio di chi gli è rimasto. Un giorno, non troppo per caso, in un vaso azzurro trovato nell’armadio del padre scopre una busta che contiene una chiave. Sul retro della busta c’è una scritta: «Black». Che serratura apre quella chiave? E se Black è un nome, chi è Black? Per scoprirlo Oskar intende bussare alla porta di tutti i Mr e Mrs Black della città, e se il suo viaggio per i distretti di New York non gli riporterà chi se n’è andato per sempre, gli restituirà un passato lontano che ha sconvolto la vita dei suoi nonni paterni e di un’intera generazione: il passato dell’Europa devastata dalla Seconda guerra mondiale. La vicenda di questo ragazzino eccezionale e della sua famiglia farà piangere, ridere, riflettere. Farà sentire ogni lettore parte di un dolore che va molto al di là della tragedia di Manhattan: è il dolore di tutte le vittime civili dei conflitti, di tutte le città attaccate, di tutti gli amanti che la guerra ha separato per sempre.
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### Recensione Amazon.it
Nota! Alcune pagine differiscono dallo standard. Non si tratta di un difetto, ma di una caratteristica del libro voluta dall’editore.
### Recensione
**Le Torri Gemelle: il cielo dopo il caos**
*Elena Loewenthal*, Tuttolibri – La Stampa
In principio era il caos. Ma il caos è rimasto, e da quel giorno non ha fatto che diventare più scuro, profondo. Il caos è la realtà, il dolore inafferrabile, è tutto quello che non capisci né mai capirai. Lo dice bene Oskar, che cosa è il caos: «Quel segreto era il buco al centro di me stesso dove cadeva ogni felicità».
Chi è Oskar? Quante risposte possibili esistono alla domanda. E’ il caos che le rende possibili. Oskar è un bambino, è ancora un bambino. Ma come dice il suo biglietto da visita, è anche: «inventore, designer di gioielli, fabbricante di gioielli, entomologo dilettante, francofilo, vegano, origamista, pacifista, percussionista, astronomo dilettante, consulente informatico, archeologo dilettante, collezionista di: monete rare, farfalle morte di morte naturale, cactus in miniatura, cimeli dei Beatles, pietre semipreziose e altro». E’ anche un fan, seppure un poco scettico, di Stephen Hawking.
Abita a New York, anzi Manhattan, benché qualche rara volta sia andato anche nel Bronx e a Brooklyn. Non è però mai stato nel sesto distretto, una specie di Atlantide metropolitana da cui s’è fatto appena in tempo a trascinare via Central Park, prima che sparisse. Del resto, diceva a Oskar suo papà, come non pensare che Central Park venga da un altro mondo?
Il papà di Oskar è morto in una delle Torri Gemelle, l’11 settembre del 2001. Era lì di passaggio, faceva il gioielliere. Oskar sa che lui è morto. Lo sa bene perché suo papà gli ha lasciato svariati messaggi sulla segreteria telefonica di casa, prima di andarsene per sempre: Oskar li tiene nascosti, quei messaggi. Un po’ per paura un po’ per non fare soffrire ancora di più sua mamma. Però lui continua a cercarlo, suo padre. Lo cerca come fosse un mistero. Lo cerca dentro quell’inguaribile caos che è il mondo, con il candore e la spietatezza che solo un bambino geniale – disarmante ma anche disarmato – è capace di usare affrontando il caos.
Un po’ Peter Pan e un po’ Indiana Jones (ma niente di tutto questo, in fondo), Oskar cerca suo padre, armato di una chiave e un nome misterioso. Forse lo trova, alla fine del libro e dentro il caos, trova suo papà che invece di precipitare giù dalla Torre in un ultimo volo di morte, risale verso il cielo: basta girare le pagine della storia all’incontrario.
*Molto forte, incredibilmente vicino* è il secondo romanzo di **Jonathan Safran Foer**. L’ha tradotto in maniera mirabile Massimo Bocchiola. Chissà quanti aspettavano questo autore non ancora trentenne al varco, dopo *Ogni cosa è illuminata*. Eccolo. Con un romanzo non meno stupefacente.
Safran Foer affronta ancora una volta di petto il caos: lo sfilaccia, lo accartoccia, e poi da questa matassa densa pesca una trama, anzi un filo di trama, la segue con tenacia. Il risultato è un’armonia narrativa che sfrutta, e spiazza il caos.
Oskar è un bambino un po’ speciale, anzi fantastico: si muove per i meandri della città – e del caos – con un’incoscienza calcolatrice, con intuito e determinazione. Ha inventiva da vendere, è anche timido a suo modo. Sogna di dirla tutta in faccia a chi gli sta antipatico, vagheggia un colpo di scena alla recita scolastica di Amleto (ma siccome ha letto da qualche parte che attualmente sulla terra vivono più persone di quante non ne siano mai vissute lungo tutta la storia dell’umanità, se tutti volessero recitare contemporaneamente il monologo del protagonista, non ci sarebbero abbastanza teschi). E’ anche ubbidiente, a suo modo. Come quando deve andare dallo psicologo: «Martedì pomeriggio sono dovuto andare dal dottor Fein. Non capivo perché avevo bisogno di aiuto, dato che a me sembrava che quando muore il tuo papà è naturale avere le scarpe pesanti, e che se non le hai, allora sì che ti serve aiuto. Però ci sono andato lo stesso, perché se no non avrei avuto l’aumento della paghetta». Ecco, il nodo è questo: Oskar ha le scarpe pesanti. Eppure macina chilometri su e giù per New York (e non solo Manhattan), nel desiderio di risolvere il mistero. Di quella chiave, di suo padre che chissà dove è finito, dato che gli hanno fatto il funerale e tutto, ma la bara era vuota. E attraverso questa ricerca, Oskar scopre, o meglio concede al suo lettore meravigliato e colpito, sorridente e sconcertato, di scoprire altri caos. Dresda e Hiroshima. Un nonno che non parla. Un taxista riconoscente. Un inquilino centenario (forse). Tanti errori di stampa sul New York Times.
*Molto forte, incredibilmente vicino* è un romanzo sull’11 settembre. E’ un romanzo sul caos. Sull’incomprensibilità ottusa delle tragedie. Sull’acume dei bambini. E’ un libro commovente e irriverente, che ti lascia senza fiato eppure quel fiato lo tiri fino alla fine, come per magia.